RATIFICA ED ESECUZIONE DI ATTI INTERNAZIONALI

Il Consiglio dei Ministri, ha approvato quattro disegni di legge di ratifica ed esecuzione di altrettanti atti internazionali relativi alla cooperazione nel settore della difesa, sottoscritti con i governi di Argentina, Libia, Mongolia e Serbia.

Di seguito i principali contenuti degli atti oggetto di ratifica.

 

1.Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione nel settore della difesa tra il governo della Repubblica Italiana e il governo della Repubblica Argentina, fatto a Roma il 12 settembre 2016

L’Accordo, che sostituirà quello omologo sottoscritto a Roma il 6 ottobre 1992, ha lo scopo di incrementare la cooperazione bilaterale tra le forze armate dei due Paesi, di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza. Inoltre, mira a indurre positivi effetti indiretti in alcuni settori produttivi e commerciali e rafforza la cooperazione in una regione di valore strategico, considerati gli interessi nazionali.

In particolare, l’Accordo svilupperà i propri effetti migliorando la cooperazione nei settori della sicurezza comune e politica di difesa; della ricerca e dello sviluppo, nonché del supporto logistico e dell’acquisizione di prodotti e servizi per la difesa; delle operazioni umanitarie e di mantenimento della pace; dell’organizzazione e dell’impiego delle forze armate, nonché delle strutture e dell’equipaggiamento di unità militari e della gestione del personale; della formazione e dell’addestramento in campo militare; della storia, dello sport e della sanità militari.

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2.Ratifica ed esecuzione dello Scambio di note per la proroga dell’Accordo di cooperazione nel settore della difesa tra il governo della Repubblica Italiana e il governo della Repubblica del Libano del 21 giugno 2004, fatto a Beirut il 25 luglio e il 16 settembre 2016

Il testo prolunga per ulteriori cinque anni la vigenza dell’Accordo di cooperazione nel settore della difesa con il governo libanese, fatto a Beirut il 21 giugno 2004, ratificato con la legge 126/2006 ed entrato in vigore, per la durata di dieci anni, a partire dal 16 settembre 2006.

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3.Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il governo della Repubblica Italiana e il governo della Mongolia sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 3 maggio 2016

L’Italia è già oggi uno dei principali partner economici della Mongolia, la cui economia si basa principalmente sullo sfruttamento di ingenti risorse naturali e minerarie. L’Accordo, oltre a fissare la cornice giuridica entro cui sviluppare la cooperazione bilaterale tra le forze armate dei due Paesi, contribuirà al rafforzamento delle relazioni già esistenti anche in ambito culturale, economico e tecnico.

I campi di applicazione previsti sono, nello specifico, quelli della politica di sicurezza e difesa; della ricerca e dello sviluppo; del supporto logistico e dell’acquisizione di prodotti e servizi per la difesa; delle operazioni umanitarie e di mantenimento della pace; dell’organizzazione e dell’impiego delle forze armate, nonché delle strutture e dell’equipaggiamento di unità militari e della gestione del personale; della formazione e dell’addestramento in campo militare; della storia, dello sport e della sanità militari; degli altri settori militari di interesse comune.

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4.Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il governo della Repubblica Italiana e il governo della Repubblica di Serbia sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Belgrado il 16 dicembre 2013

L’Accordo disciplina, in modo più completo, esauriente ed esclusivo, la cooperazione bilaterale in campo militare, già prevista dall’omologo Accordo del 2003 con l’allora Consiglio dei Ministri di Serbia e Montenegro.

Il testo include un breve Preambolo, in cui viene richiamata la comune adesione alla Carta delle Nazioni Unite, e sancisce che la cooperazione tra Italia e Serbia nel settore della difesa avverrà sulla base dei principi di reciprocità, uguaglianza e mutuo interesse, in conformità con i rispettivi ordinamenti giuridici e con gli impegni internazionali assunti da ciascun Paese, nonché, per l’Italia, con l’ordinamento europeo.

Le aree in cui potrà svilupparsi la cooperazione sono, in particolare, quelle della politica di difesa e sicurezza; della ricerca e dello sviluppo di armi ed equipaggiamenti militari; dell’approvvigionamento di prodotti e servizi della difesa; del supporto logistico; delle esperienze acquisite in operazioni umanitarie e di peace-keeping; dell’industria della difesa, dello scambio e del transito di materiali ed equipaggiamenti militari; dell’organizzazione delle forze armate, nonché dell’amministrazione e della gestione delle risorse umane; della protezione ambientale e del controllo dell’inquinamento causato da attività militari; della formazione e dell’addestramento in campo militare; della polizia militare; della sanità, della storia, della cultura e dello sport militari; degli altri settori di comune interesse.

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CENTRO SPAZIALE LUIGI BROGLIO

Ratifica ed esecuzione dell’Accordo fra il governo della Repubblica Italiana e il governo della Repubblica del Kenya relativo al Centro spaziale Luigi Broglio – Malindi, Kenya, con protocolli attuativi, fatto a Trento il 24 ottobre 2016 (disegno di legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Angelino Alfano, ha approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo fra il governo della Repubblica Italiana e il governo della Repubblica del Kenya relativo al Centro spaziale Luigi Broglio – Malindi, Kenya, con protocolli attuativi, fatto a Trento il 24 ottobre 2016.

L’Accordo principale e i cinque protocolli attuativi tecnici (Istituzione di un Centro regionale per l’osservazione della Terra, Supporto all’Agenzia nazionale spaziale keniana, Telemedicina, Accesso ai dati di osservazione della Terra e scientifici, Istruzione e formazione) definiscono una collaborazione ad ampio spettro nel settore spaziale, impostata su basi di reciproco beneficio tra i due Paesi. La prospettiva di rendere la base di Malindi, e più in generale il Kenya, fulcro di una cooperazione spaziale allargata ai Paesi del Corno d’Africa e dell’Africa orientale conferisce all’Accordo ricadute strategiche a carattere anche regionale, oltre che scientifico, tecnologico e programmatico. Le attività spaziali svolgono infatti, tra l’altro, una funzione di traino dell’innovazione tecnologica, con importanti implicazioni in vari campi, inclusa la possibilità di sfruttare le grandi potenzialità in materia mineraria ed energetica dello spazio.

La nuova intesa in campo spaziale è destinata, inoltre, a divenire un elemento centrale della collaborazione bilaterale più vasta tra Italia e Kenya.