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LA MODELLIZZAZIONE DEI FENOMENI.

 

Sergio Benedetto Sabetta

 

 

Qualsiasi fenomeno naturale può essere tradotto in un modello che ne permette l’analisi interpretativa.

Nella costruzione del modello ci si concentra solo su alcuni aspetti eliminando tutto quello che si ritiene ridondante, ossia non essenziale al suo funzionamento.

Un modello non è altro che la messa in relazione di elementi di un sistema tradotto in grandezze, solo successivamente attraverso l’osservazione e il calcolo si cercherà di trarre le leggi fondamentali da cui formulare una teoria generale.

Vi sono varie tipologie di modelli quali l’analogico, dove si prende a paragone un modello già conosciuto nel suo funzionamento e si cerca di capire le somiglianze con il modello oggetto di studio.

Altro modello è l’idealizzato in cui si semplifica il fenomeno al fine di renderlo più facilmente analizzabile, questo può avvenire o togliendo tutte le proprietà ritenute non di rilievo (aristotelico), oppure modificando il sistema con un modello semplificato, ossia non semplicemente sottraendo (galileiano).

Nei modelli meccanicistici si cerca di capire i meccanismi alla base dei modelli stessi, entrando nel loro funzionamento, a differenza dei modelli fenomenologici fondati sulla pura descrizione degli stessi e delle proprietà osservabili dall’esterno.

La numerazione degli elementi costituenti il modello ne determina la computabilità, ossia la calcolabilità, questo tuttavia pone un problema sull’affidabilità nella esatta individuazione degli elementi iniziali.

Un minimo errore più causare disastri nella formulazione della teoria e nella sua esatta prevedibilità, secondo la nota “teoria dell’effetto farfalla” per cui un battito d’ali iniziale in Brasile può creare un tornado finale in Texas.

Ora nell’attuale pandemia la formulazione dei modelli possono essere stati in molti casi alterati da errori iniziali, se casuali o volontari è da discuterne.

Alcuni dati sono stati volutamente non trasmessi o alterati, altri superficialmente non considerati, magari in funzione di specifici interessi di cui è difficile la individuazione e dimostrazione.

L’uso dei modelli può fornire risposte non desiderate come, se alterati, di sviare dalle giuste valutazioni.

Vi è quindi una responsabilità che superando l’aspetto puramente giuridico diventa politico e questo si sovrappone tra il livello nazionale e il livello internazionale o geopolitico, una nuova forma di Norimberga.

L’uso dei modelli può avere impatto anche nella valutazione economica e sociale degli effetti legislativi durante l’elaborazione delle normative, circostanza che crea tuttavia difficoltà nella manipolazione.

Esempio di modello non correttamente impostato è quello che avvenne per la crisi finanziaria del 2007-2008 negli USA con i subprime e la cartolarizzazione, quando l’errore nella valutazione dei rapporti tra le variabili del rischio nei finanziamenti portò ad una sottostima del rischio da parte delle agenzie di rating con conseguenze che si proiettarono nel decennio successivo e persistono tutt’ora.

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