APPLICAZIONE DEL MECCANISMO DELLA SCISSIONE DEI PAGAMENTI “c.d. split payment”.
  • Determinazione dei compensi professionali avvocati, notai, commercialisti, esperti contabili, tecnici…
  • Gli effetti iniqui per gli enti virtuosi del decreto sui pagamenti della Pubblica Amministrazione
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    PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: IVA estensione dello split payment ad avvocati, architetti, commercialisti ecc.

    PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: IVA estensione dello split payment ad avvocati, architetti, commercialisti ecc.

    Tutti i professionisti che lavorano con pubblica amministrazione, società partecipate dalla p.a. e società quotate, dal prossimo 1° luglio non incasseranno più l’Iva sulle proprie fatture. L’estensione dello split payment ad avvocati, ingegneri, architetti, commercialisti ecc. è prevista dal decreto legge del 24 aprile 2017, n. 50 (nell’Art. 1 Disposizioni per il contrasto all’evasione fiscale) approvato dal consiglio dei ministri l’11 aprile.

    Si legge alla voce “Disposizioni in materia di entrate”, la volontà del Governo di estendere l’ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti dell’IVA (c.d. split payment) anche alle operazioni effettuate nei confronti di altri soggetti che, a legislazione vigente, pagano l’imposta ai loro fornitori secondo le regole generali. In particolare, l’estensione riguarda tutte le amministrazioni, gli enti ed i soggetti inclusi nel conto consolidato della Pubblica Amministrazione, le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, di diritto o di fatto, le società controllate di diritto direttamente dagli enti pubblici territoriali, le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana. Inoltre, si ricomprendendo anche le operazioni effettuate da fornitori che subiscono l’applicazione delle ritenute alla fonte sui compensi percepiti (essenzialmente liberi professionisti). Le modifiche sopra esposte si applicano dalle fatture emesse a partire dal 1° luglio 2017.

    Da luglio quindi anche l’Iva relativa a queste fatture sarà versata all’erario direttamente dalla pubblica amministrazione (o società quotata o partecipata) come già avviene quando a fornire il bene o il servizio è un’impresa.

     

     

    DECRETO-LEGGE 24 aprile 2017, n. 50

    Disposizioni urgenti in  materia  finanziaria,  iniziative  a  favore
    degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite  da
    eventi sismici e misure per lo sviluppo. (17G00063) 
    

    (GU n.95 del 24-4-2017 – Suppl. Ordinario n. 20)

     

    
    

    TITOLO I
    DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI FINANZA PUBBLICA
    CAPO I
    DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ENTRATE

      Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; 
      Ritenuta la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza  di  introdurre
    misure finanziarie e per il contenimento della spesa pubblica; 
      Ritenuta la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza  di  introdurre
    strumenti volti a consentire, in favore degli enti territoriali,  una
    migliore perequazione delle risorse e la programmazione  di  nuovi  o
    maggiori investimenti; 
      Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di introdurre nuove
    iniziative volte a tutelare le popolazioni colpite da eventi  sismici
    nell'anno 2016 e 2017; 
      Considerata l'urgenza  di  misure  volte  a  favorire  la  crescita
    economica del Paese; 
      Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
    riunione dell'11 aprile 2017; 
      Su proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  e  dei
    Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture  e  dei
    trasporti. 
     
                                    EMANA 
     
     
                         il seguente decreto-legge: 
     
     
                                   Art. 1 
     
     
            (Disposizioni per il contrasto all'evasione fiscale) 
     
      1. All'articolo 17-ter del decreto del Presidente della  Repubblica
    26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modifiche: 
      a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: "1. Per  le  cessioni  di
    beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei  confronti  della
    Pubblica Amministrazione, come definita  dall'articolo  1,  comma  2,
    della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e  successive  modificazioni  e
    integrazioni, per le  quali  i  cessionari  o  committenti  non  sono
    debitori d'imposta ai sensi delle disposizioni in  materia  d'imposta
    sul valore aggiunto, l'imposta e' in ogni caso versata  dai  medesimi
    secondo  modalita'  e  termini  fissati  con  decreto  del   Ministro
    dell'economia e delle finanze."; 
      b)  dopo  il  comma  1  sono  inseriti  i  seguenti:   "1-bis.   Le
    disposizioni di cui al comma 1 si  applicano  anche  alle  operazioni
    effettuate nei confronti dei seguenti soggetti: 
      a) societa' controllate, ai sensi dell'articolo 2359, primo  comma,
    nn. 1) e 2), del codice civile,  direttamente  dalla  Presidenza  del
    Consiglio dei Ministri e dai Ministeri; 
      b) societa' controllate, ai sensi dell'articolo 2359, primo  comma,
    n. 1), del  codice  civile,  direttamente  dalle  regioni,  province,
    citta' metropolitane, comuni, unioni di comuni; 
      c) societa' controllate direttamente  o  indirettamente,  ai  sensi
    dell'articolo 2359, primo comma, n.  1),  del  codice  civile,  dalle
    societa' di cui  alle  lettere  a)  e  b),  ancorche'  queste  ultime
    rientrino fra le societa'  di  cui  alla  lettera  d)  ovvero  fra  i
    soggetti di cui all'articolo 1, comma  2,  della  legge  31  dicembre
    2009, n. 196; 
      d) societa' quotate  inserite  nell'indice  FTSE  MIB  della  Borsa
    italiana; con il decreto del Ministro dell'economia e  delle  finanze
    di cui al comma 1 puo' essere individuato un  indice  alternativo  di
    riferimento per il mercato azionario. 
      1-ter. Le disposizioni del presente articolo si applicano  fino  al
    termine di scadenza della misura speciale di  deroga  rilasciata  dal
    Consiglio  dell'Unione  europea  ai  sensi  dell'articolo  395  della
    direttiva 2006/112/CE."; 
      c) il comma 2 e' abrogato. 
      2. All'articolo 1, comma 633, della legge 23 dicembre 2014, n. 190,
    le parole "degli enti pubblici" sono sostituite dalla parola "dei". 
      3. Con decreto del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  da
    emanarsi entro trenta giorni  dall'entrata  in  vigore  del  presente
    decreto, sono stabilite le disposizioni di  attuazione  del  presente
    articolo. 
      4.  Le  disposizioni  del  presente  articolo  si  applicano   alle
    operazioni per le quali e' emessa fattura a  partire  dal  1°  luglio
    2017. 
    
     
                                   Art. 2 
     
     
       (Modifiche all'esercizio del diritto alla detrazione dell'IVA) 
     
      1. All'articolo 19, comma  1,  del  decreto  del  Presidente  della
    Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, il secondo periodo  e'  sostituito
    dal seguente: "Il diritto alla detrazione  dell'imposta  relativa  ai
    beni e servizi acquistati  o  importati  sorge  nel  momento  in  cui
    l'imposta diviene esigibile ed e' esercitato al  piu'  tardi  con  la
    dichiarazione relativa all' anno in cui il diritto alla detrazione e'
    sorto ed alle condizioni  esistenti  al  momento  della  nascita  del
    diritto medesimo." 
      2. All'articolo 25, comma  1,  del  decreto  del  Presidente  della
    Repubblica 26 ottobre 1972, n.  633,  le  parole  da:  ",  ovvero"  a
    "imposta." sono sostituite dalle seguenti: "nella quale e' esercitato
    il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il
    termine  di  presentazione  della  dichiarazione   annuale   relativa
    all'anno di ricezione della fattura e  con  riferimento  al  medesimo
    anno." 
     
    
     
                                   Art. 3 
     
     
     (Disposizioni in materia di contrasto alle indebite compensazioni) 
     
      1. All'articolo 1, comma 574, della legge 27 dicembre 2013, n. 147,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
      a) al primo periodo sono soppresse le parole: "di cui  all'articolo
    3 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,  n.
    602" e le parole "15.000 euro annui" sono sostituite  con  le  parole
    "5.000 euro annui"; 
      b) dopo l'ultimo periodo e' aggiunto  il  seguente:  "Nei  casi  di
    utilizzo in compensazione, ai  sensi  dell'articolo  17  del  decreto
    legislativo 9 luglio 1997, n. 241, dei crediti  di  cui  al  presente
    comma  in  violazione  dell'obbligo  di  apposizione  del  visto   di
    conformita' o della sottoscrizione di  cui  al  primo  periodo  sulle
    dichiarazioni da cui emergono i crediti stessi, ovvero  nei  casi  di
    utilizzo in compensazione ai  sensi  dello  stesso  articolo  17  dei
    crediti che emergono da dichiarazioni  con  visto  di  conformita'  o
    sottoscrizione apposti da soggetti diversi da quelli  abilitati,  con
    l'atto di cui all'articolo 1, comma  421,  della  legge  30  dicembre
    2004, n.  311,  l'ufficio  procede  al  recupero  dell'ammontare  dei
    crediti utilizzati in violazione delle  modalita'  di  cui  al  primo
    periodo e  dei  relativi  interessi,  nonche'  all'irrogazione  delle
    sanzioni." 
      2. All'articolo 10, comma  1,  lettera  a),  del  decreto-legge  1°
    luglio 2009, n. 78, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  2
    agosto 2009, n. 102, sono apportate le seguenti modificazioni: 
      a) al numero 7: 
      1. al primo periodo, le parole: "15.000 euro annui" sono sostituite
    con le parole: "5.000 euro annui"; 
      2. dopo il quarto periodo e' aggiunto il seguente: 
      "Nei casi di utilizzo in compensazione, ai sensi  dell'articolo  17
    del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, dei crediti di cui  al
    presente comma in violazione dell'obbligo di previa  apposizione  del
    visto di conformita' o della sottoscrizione di cui al  primo  periodo
    sulle dichiarazioni da cui emergono i crediti stessi, ovvero nei casi
    di utilizzo in compensazione ai sensi dello stesso  articolo  17  dei
    crediti che emergono da dichiarazioni  con  visto  di  conformita'  o
    sottoscrizione apposti da soggetti diversi da quelli  abilitati,  con
    l'atto di cui all'articolo 1, comma  421,  della  legge  30  dicembre
    2004, n. 311 l'ufficio procede al recupero dell'ammontare dei crediti
    utilizzati in violazione delle modalita' di cui al  primo  periodo  e
    dei relativi interessi, nonche' all'irrogazione delle sanzioni." 
      b) al numero 7-bis le parole: "15.000 euro" sono  sostituite  dalle
    seguenti "5.000 euro". 
      3. All'articolo 37, comma 49-bis, del decreto-legge 4 luglio  2006,
    n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.
    248, le parole: "per importi superiori  a  5.000  euro  annui,"  sono
    sostituite dalle seguenti: "ovvero dei crediti relativi alle  imposte
    sui redditi e alle relative addizionali, alle  ritenute  alla  fonte,
    alle imposte  sostitutive  delle  imposte  sul  reddito,  all'imposta
    regionale sulle attivita'  produttive  e  dei  crediti  d'imposta  da
    indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi". 
      4. All'articolo 1, comma 422, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
    dopo il primo periodo e' aggiunto il seguente "Per il pagamento delle
    somme  dovute,  di  cui  al  periodo  precedente,  non  e'  possibile
    avvalersi della compensazione prevista dall'articolo 17  del  decreto
    legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni". 
     
    
     
                                   Art. 4 
     
     
                   (Regime fiscale delle locazioni brevi) 
     
      1. Ai fini del presente articolo, si intendono per locazioni  brevi
    i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di  durata  non
    superiore  a  30  giorni,  ivi  inclusi  quelli  che   prevedono   la
    prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di  pulizia  dei
    locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori  dell'esercizio  di
    attivita' d'impresa, direttamente o tramite soggetti  che  esercitano
    attivita'  di  intermediazione  immobiliare,  anche   attraverso   la
    gestione di portali online. 
      2. A decorrere  dal  1°  giugno  2017,  ai  redditi  derivanti  dai
    contratti di locazione breve stipulati a  partire  da  tale  data  si
    applicano  le  disposizioni  relative  alla  cedolare  secca  di  cui
    all'articolo 3 del decreto legislativo 14  marzo  2011,  n.  23,  con
    l'aliquota del 21 per cento in caso di opzione. 
      3. Le disposizioni del comma 2 si applicano anche ai  corrispettivi
    lordi derivanti dai contratti  di  sublocazione  e  dai  contratti  a
    titolo  oneroso  conclusi  dal  comodatario  aventi  ad  oggetto   il
    godimento dell'immobile a favore di terzi, stipulati alle  condizioni
    di cui al comma 1. 
      4.  I  soggetti  che  esercitano   attivita'   di   intermediazione
    immobiliare,  anche  attraverso  la  gestione  di  portali   on-line,
    mettendo in contatto persone in ricerca di un  immobile  con  persone
    che dispongono di unita' immobiliari da locare,  trasmettono  i  dati
    relativi ai contratti di cui ai commi 1 e  3  conclusi  per  il  loro
    tramite. L'omessa,  incompleta  o  infedele  comunicazione  dei  dati
    relativi ai contratti di cui al comma 1 e 3 e' punita con la sanzione
    di cui all'articolo 11, comma 1 del decreto legislativo  18  dicembre
    1997, n. 471. La sanzione e' ridotta alla meta' se la trasmissione e'
    effettuata entro i quindici giorni successivi alla  scadenza,  ovvero
    se, nel medesimo termine, e' effettuata la trasmissione corretta  dei
    dati. 
      5. Per assicurare il contrasto all'evasione fiscale, i soggetti che
    esercitano attivita' di intermediazione immobiliare, anche attraverso
    la gestione di portali on  line,  qualora  incassino  i  canoni  o  i
    corrispettivi relativi ai contratti di cui ai commi 1 e  3,  operano,
    in qualita' di sostituti d'imposta, una ritenuta  del  21  per  cento
    sull'ammontare dei canoni e corrispettivi all'atto  dell'accredito  e
    provvedono  al  relativo  versamento  con   le   modalita'   di   cui
    all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e alla
    relativa certificazione ai sensi  dell'articolo  4  del  decreto  del
    Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322. Nel caso  in  cui
    non sia esercitata l'opzione per l'applicazione del regime di cui  al
    comma 2, la ritenuta si considera operata a titolo di acconto. 
      6. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle  entrate,  da
    emanarsi entro novanta giorni dall'entrata  in  vigore  del  presente
    decreto, sono stabilite le disposizioni di  attuazione  del  presente
    articolo, incluse quelle relative alla trasmissione  e  conservazione
    dei dati da parte dell'intermediario. 
      7. L'Agenzia delle entrate stipula,  senza  oneri  a  carico  della
    stessa ne' del bilancio dello Stato, convenzioni con i  soggetti  che
    utilizzano in Italia i marchi di portali di  intermediazione  on-line
    al  fine  di  definire  le  modalita'  di   collaborazione   per   il
    monitoraggio delle locazioni  concluse  attraverso  l'intermediazione
    dei medesimi portali. 
     
    
     
                                   Art. 5 
     
     
              (Disposizione in materia di accise sui tabacchi) 
     
      1.  Le  variazioni  delle  componenti  e  delle   misure   di   cui
    all'articolo 1, comma 2,  lettera  a),  del  decreto  legislativo  15
    dicembre 2014, n. 188, sono stabilite in misura tale da assicurare un
    gettito su base annua non inferiore 83 milioni  di  euro  per  l'anno
    2017 e a 125 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018. 
      2.  Il  decreto  di  cui  all'articolo  1,  comma  2,  del  decreto
    legislativo 15 dicembre 2014,  n.  188  finalizzato  a  stabilire  le
    variazioni di cui al comma 1 e' adottato entro  trenta  giorni  dalla
    data di entrata in vigore del presente decreto. 
    
     
                                   Art. 6 
     
     
                     (Disposizioni in materia di giochi) 
     
      1. La misura del prelievo erariale unico sugli  apparecchi  di  cui
    all'articolo 110, comma 6, lettera a), del  testo  unico  di  cui  al
    regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e' fissata in misura pari al 19
    per cento dell'ammontare delle somme giocate. La misura del  prelievo
    erariale unico sugli apparecchi di cui  all'articolo  110,  comma  6,
    lettera b), del predetto testo unico, e' fissata in misura pari al  6
    per cento dell'ammontare delle somme giocate. 
      2. La ritenuta sulle vincite del lotto di cui all'articolo 1, comma
    488, della legge 30 dicembre 2004, n. 311  e'  fissata  all'otto  per
    cento a decorrere dal 1° ottobre 2017. 
      3. Il prelievo  sulla  parte  della  vincita  eccedente  euro  500,
    previsto dall'articolo  5,  comma  1,  lettera  a)  del  decreto  del
    direttore generale  dell'Amministrazione  autonoma  dei  monopoli  di
    Stato 12 ottobre 2011,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
    Repubblica italiana n. 265 del 14 novembre 2011,  adottato  ai  sensi
    dell'articolo 2, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011,  n.  138,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,
    trasfuso nell'articolo 10, comma 9, del decreto-legge 2  marzo  2012,
    n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile  2012  n.
    44, e' fissato al 12 per cento, a decorrere dal 1° ottobre 2017. 
      4. Il prelievo  sulla  parte  della  vincita  eccedente  euro  500,
    previsto  dall'articolo  6  del  decreto   del   direttore   generale
    dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato citato  al  comma
    3, e' fissato al 12 per cento, a decorrere dal 1° ottobre 2017. 
     
    
     
                                   Art. 7 
     
     
                      (Rideterminazione della base Ace) 
     
      1. All'articolo 1  del  decreto-legge  6  dicembre  2011,  n.  201,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
      a) ai commi 2 e 5 le parole "dell'esercizio in corso al 31 dicembre
    2010"  sono  sostituite  dalle  seguenti:   "del   quinto   esercizio
    precedente"; 
      b) al comma 6-bis le parole "all'esercizio in corso al 31  dicembre
    2010"  sono  sostituite  dalle   seguenti:   "al   quinto   esercizio
    precedente". 
      2. Le disposizioni del comma 1 si applicano a partire  dal  periodo
    di imposta successivo a quello in corso alla  data  del  31  dicembre
    2016. 
      3. All'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n.  232,  il  comma
    552  e'  sostituito  dal  seguente:  "552.  Per  i  soggetti  di  cui
    all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 6 dicembre 2011,  n.  201,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214,
    come sostituito dalla lettera e) del comma 550 del presente articolo: 
      a) per il periodo d'imposta successivo a quello in corso alla  data
    del 31 dicembre 2015, rileva, come incremento  di  capitale  proprio,
    anche la differenza fra il patrimonio netto al 31 dicembre 2015 e  il
    patrimonio netto al 31 dicembre 2010; 
      b) a partire dal periodo d'imposta successivo  a  quello  in  corso
    alla data del 31 dicembre 2016  e  fino  a  quello  in  corso  al  31
    dicembre 2019, rileva, come incremento di capitale proprio, anche  la
    differenza  fra  il  patrimonio  netto  al  31  dicembre  2015  e  il
    patrimonio  netto  al  31  dicembre  del  quinto  periodo   d'imposta
    precedente a quello per il quale si applica detto articolo 1.". 
      4. La determinazione dell'acconto dovuto ai fini  dell'imposta  sui
    redditi delle societa' relativo al  periodo  d'imposta  successivo  a
    quello in corso al 31 dicembre 2016 e' effettuata considerando  quale
    imposta del periodo precedente  quella  che  si  sarebbe  determinata
    applicando le disposizioni di cui al comma 1. 
     
    
     
                                   Art. 8 
     
     
            (Disposizioni in materia di pignoramenti immobiliari) 
     
      1. All'articolo 76, comma  2,  del  decreto  del  Presidente  della
    Repubblica 29 settembre 1973, n.  602,  le  parole  "del  bene"  sono
    sostituite dalle seguenti: "dei beni". 
    
     
                                   Art. 9 
     
     
    (Avvio  della  sterilizzazione   delle   clausole   di   salvaguardia
              concernenti le aliquote dell'IVA e delle accise) 
     
      1. All'articolo 1, comma 718, della legge 23 dicembre 2014, n. 190,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
      a) alla lettera  a),  le  parole  "e'  incrementata  di  tre  punti
    percentuali dal 1° gennaio 2018" sono sostituite dalle seguenti:  "e'
    incrementata di 1,5 punti  percentuali  dal  1°  gennaio  2018  e  di
    ulteriori 0,5 punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2019 e  di
    un ulteriore punto percentuale a decorrere dal 1° gennaio 2020"; 
      b) alla lettera b), le parole "e di ulteriori 0,9 punti percentuali
    dal 1° gennaio 2019" sono sostituite dalle seguenti: "e di  ulteriori
    0,4 punti percentuali dal 1° gennaio 2019; la  medesima  aliquota  e'
    ridotta di 0,5 punti percentuali a  decorrere  dal  1°  gennaio  2020
    rispetto all'anno  precedente  ed  e'  fissata  al  25  per  cento  a
    decorrere dal 1° gennaio 2021"; 
      c) alla lettera c),  le  parole  "2018",  ovunque  ricorrano,  sono
    sostituite dalle seguenti: "2019". 
    

    CAPO II
    DISPOSIZIONI IN MATERIA DI GIUSTIZIA TRIBUTARIA

     
                                   Art. 10 
     
     
                           (Reclamo e mediazione) 
     
      1.  All'articolo  17-bis,  comma  1,  del  decreto  legislativo  31
    dicembre 1992, n. 546, le parole: "ventimila  euro"  sono  sostituite
    dalle seguenti: "cinquantamila euro". 
      2.  Le  modifiche  di  cui  al  comma  1  si  applicano  agli  atti
    impugnabili notificati a decorrere dal 1° gennaio 2018. 
      3. All'articolo 39, comma 10, del decreto-legge 6 luglio  2011,  n.
    98, convertito, con modificazioni, dalla legge  15  luglio  2011,  n.
    111,  dopo  la  parola:  "ente",  sono  inserite  le   seguenti:   "e
    dell'agente della riscossione". 
     
    
     
                                   Art. 11 
     
     
            (Definizione agevolata delle controversie tributarie) 
     
      1. Le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in  cui
    e' parte l'agenzia delle entrate pendenti in ogni stato e  grado  del
    giudizio, compreso quello in cassazione e anche a seguito di  rinvio,
    possono essere definite, a  domanda  del  soggetto  che  ha  proposto
    l'atto introduttivo del giudizio o di chi vi e' subentrato o ne ha la
    legittimazione, col pagamento di tutti gli importi  di  cui  all'atto
    impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado e
    degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo di  cui  all'articolo
    20 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,  n.
    602, calcolati fino al sessantesimo giorno successivo  alla  notifica
    dell'atto, escluse le sanzioni collegate al tributo e  gli  interessi
    di mora di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto  del  Presidente
    della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. 
      2. In caso di controversia relativa esclusivamente  agli  interessi
    di mora o alle sanzioni non collegate ai tributi, per la  definizione
    e' dovuto il quaranta per cento degli importi  in  contestazione.  In
    caso di controversia relativa esclusivamente alle sanzioni  collegate
    ai tributi cui si riferiscono, per la definizione non e' dovuto alcun
    importo qualora il rapporto relativo ai tributi  sia  stato  definito
    anche con modalita' diverse dalla presente definizione. 
      3. Sono definibili le controversie con costituzione in giudizio  in
    primo grado del ricorrente avvenuta entro il 31 dicembre 2016  e  per
    le quali alla data di presentazione della domanda di cui al  comma  1
    il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva. 
      4. Sono escluse dalla definizione le controversie concernenti anche
    solo in parte: 
      a)  le  risorse  proprie  tradizionali  previste  dall'articolo  2,
    paragrafo 1, lettera a), delle  decisioni  2007/436/CE,  Euratom  del
    Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom  del  Consiglio,
    del  26  maggio  2014,  e  l'imposta  sul  valore  aggiunto  riscossa
    all'importazione; 
      b) le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai  sensi
    dell'articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13
    luglio 2015. 
      5. Al versamento degli importi dovuti si applicano le  disposizioni
    previste dall'articolo 8 del decreto legislativo 19 giugno  1997,  n.
    218, con riduzione a tre del numero massimo di rate. Non  e'  ammesso
    il pagamento rateale se gli importi dovuti non superano duemila euro.
    Il termine per  il  pagamento  degli  importi  dovuti  ai  sensi  del
    presente articolo o della prima rata, di importo pari al 40 per cento
    del totale delle somme dovute,  scade  il  30  settembre  2017  e  il
    contribuente deve attenersi ai seguenti ulteriori criteri: a) per  il
    2017, la scadenza della seconda rata, pari all'ulteriore quaranta per
    cento delle somme dovute, e' fissata al 30 novembre; b) per il  2018,
    la scadenza della terza e ultima rata,  pari  al  residuo  venti  per
    cento delle somme dovute, e'  fissata  al  30  giugno.  Per  ciascuna
    controversia  autonoma  e'  effettuato  un  separato  versamento.  Il
    contribuente che abbia manifestato la  volonta'  di  avvalersi  della
    definizione agevolata di cui all'articolo  6,  del  decreto-legge  22
    ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla  legge  1°
    dicembre 2016, n. 225, nei termini previsti dal comma 2 della  stessa
    disposizione,  puo'  usufruire  della  definizione  agevolata   delle
    controversie tributarie solo unitamente a quella di cui  al  predetto
    articolo 6. . La definizione si perfeziona  con  il  pagamento  degli
    importi dovuti ai sensi del presente articolo  o  della  prima  rata.
    Qualora non ci siano importi da versare, la definizione si perfeziona
    con la sola presentazione della domanda. 
      6. Entro il 30 settembre 2017, per ciascuna  controversia  autonoma
    e' presentata una distinta domanda di definizione esente dall'imposta
    di bollo. Per controversia autonoma  si  intende  quella  relativa  a
    ciascun atto impugnato. 
      7.  Dagli  importi  dovuti  ai  sensi  del  presente  articolo   si
    scomputano quelli gia' versati per effetto delle disposizioni vigenti
    in materia di riscossione in  pendenza  di  giudizio  nonche'  quelli
    dovuti per  la  definizione  agevolata  di  cui  all'articolo  6  del
    decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225. La definizione non da' comunque
    luogo alla restituzione delle somme gia' versate ancorche'  eccedenti
    rispetto a quanto  dovuto  per  la  definizione.  Gli  effetti  della
    definizione  perfezionata  prevalgono  su  quelli   delle   eventuali
    pronunce giurisdizionali non passate in giudicato prima  dell'entrata
    in vigore del presente articolo. 
      8. Le controversie  definibili  non  sono  sospese,  salvo  che  il
    contribuente faccia apposita richiesta  al  giudice,  dichiarando  di
    volersi avvalere delle disposizioni del  presente  articolo.  In  tal
    caso il processo e' sospeso fino al 10 ottobre 2017.  Se  entro  tale
    data  il  contribuente  avra'  depositato  copia  della  domanda   di
    definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata,
    il processo resta sospeso fino al 31 dicembre 2018. 
      9. Per le controversie definibili  sono  sospesi  per  sei  mesi  i
    termini  di   impugnazione,   anche   incidentale,   delle   pronunce
    giurisdizionali e di riassunzione che scadono dalla data  di  entrata
    in vigore del presente articolo fino al 30 settembre 2017. 
      10. L'eventuale diniego della definizione va notificato entro il 31
    luglio 2018 con le modalita' previste per la notificazione degli atti
    processuali. Il diniego e' impugnabile entro sessanta giorni  dinanzi
    all'organo giurisdizionale presso il quale pende la lite. Nel caso in
    cui la definizione della lite e' richiesta in  pendenza  del  termine
    per impugnare, la pronuncia  giurisdizionale  puo'  essere  impugnata
    unitamente al diniego della definizione entro sessanta  giorni  dalla
    notifica di quest'ultimo. Il processo  si  estingue  in  mancanza  di
    istanza di trattazione presentata entro il  31  dicembre  2018  dalla
    parte  che  ne   ha   interesse.   L'impugnazione   della   pronuncia
    giurisdizionale e del diniego, qualora la  controversia  risulti  non
    definibile, valgono anche come istanza di trattazione. Le  spese  del
    processo estinto restano a carico della parte che le ha anticipate. 
      11. La definizione perfezionata dal  coobbligato  giova  in  favore
    degli altri, inclusi quelli per i quali la controversia non sia  piu'
    pendente, fatte salve le disposizioni del secondo periodo  del  comma
    7. 
      12. Con uno o piu' provvedimenti del direttore  dell'agenzia  delle
    entrate sono  stabilite  le  modalita'  di  attuazione  del  presente
    articolo. 
      13. Qualora, a seguito del monitoraggio cui all'articolo 17,  comma
    12 della  legge  31  dicembre  2009,  n.  196,  le  maggiori  entrate
    derivanti  dall'attuazione  del  presente  articolo   non   dovessero
    realizzarsi in tutto o in parte, si applica l'articolo 17,  commi  da
    12-bis a 12-quater della citata legge n. 196 del 2009.  Nel  caso  di
    realizzazione di ulteriori introiti rispetto  alle  maggiori  entrate
    previste, gli stessi possono  essere  destinati,  prioritariamente  a
    compensare l'eventuale mancata realizzazione dei maggiori introiti di
    cui ai commi 575 e 633 dell'articolo 1 della legge 11  dicembre  2016
    n, 232,  nonche',  per  l'eventuale  eccedenza,  al  reintegro  anche
    parziale delle dotazioni finanziarie delle missioni  e  programmi  di
    spesa dei Ministeri, ridotte ai sensi dell'articolo 13,  da  disporre
    con appositi decreti di variazione di bilancio adottati dal  Ministro
    dell'economia e delle finanze. 
     
    

    CAPO III
    DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTENIMENTO DELLA SPESA PUBBLICA

     
                                   Art.12 
     
     
                        (Rimodulazione delle risorse) 
     
      1. Per conseguire il pieno utilizzo delle risorse stanziate per  il
    credito d'imposta concesso alle imprese che effettuano l'acquisizione
    dei beni strumentali nuovi destinati a strutture  produttive  secondo
    le nuove modalita' e le procedure indicate dall'articolo 1, commi  da
    98 a 107, della legge 28 dicembre 2015, n. 208,  l'autorizzazione  di
    spesa di cui all'articolo 1, comma 108, della medesima legge  n.  208
    del 2015, e' rimodulata, per gli anni 2017-2019, 507 milioni di  euro
    per l'anno 2017 e 672 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018  e
    2019. 
     
    
     
                                   Art. 13 
     
     
      (Riduzione dotazioni missioni e programmi di spesa dei Ministeri) 
     
      1. Ai fini del concorso delle amministrazioni centrali dello  Stato
    al  raggiungimento  degli  obiettivi   programmatici   indicati   nel
    documento di economia e  finanza  per  l'anno  2017  presentato  alle
    Camere, le missioni e i programmi di spesa degli stati di  previsione
    dei Ministeri, di cui all'elenco allegato al presente  decreto,  sono
    ridotte, per l'anno 2017, degli importi ivi indicati  in  termini  di
    competenza e cassa. Il Ministero dell'economia e delle finanze, nelle
    more  dell'adozione  delle  necessarie  variazioni  di  bilancio,  e'
    autorizzato  ad  accantonare  e  rendere  indisponibili  gli  importi
    indicati in termini di competenza e  cassa  nell'elenco  allegato  al
    presente decreto. Con decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle
    finanze da adottare entro 30  giorni  dall'entrata  in  vigore  della
    legge di conversione del presente decreto, su proposta  dei  Ministri
    competenti, potranno essere apportate, nel  rispetto  dell'invarianza
    dei saldi di finanza pubblica, variazioni compensative rispetto  agli
    importi indicati nel  citato  elenco  anche  relative  a  missioni  e
    programmi diversi. Resta precluso l'utilizzo  degli  stanziamenti  di
    conto capitale per finanziare spese correnti. 
    

    Titolo II
    DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI ENTI TERRITORIALI

     
                                   Art. 14 
     
     
                (Riparto del Fondo di solidarieta' comunale) 
     
      1. All'articolo 1 della  legge  11  dicembre  2016,  n.  232,  sono
    apportate le seguenti modificazioni: 
      a) al comma 450, le parole: "8 per cento", ovunque ricorrano,  sono
    sostituite dalle seguenti: "4 per cento"; 
      b) dopo il comma 450 e' inserito il seguente: "450-bis. Per il solo
    anno 2017, la quota  di  cui  alla  lettera  b)  del  comma  449  non
    distribuita,  nel  limite  di  14  milioni  di  euro,  unitamente  al
    contributo di cui al comma 24 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre
    2015, n. 208, non attribuito ai comuni a titolo di compensazione  del
    minor gettito per l'anno 2016, nel limite di 11 milioni di euro, sono
    accantonati per essere attribuiti a favore dei comuni che  presentino
    contemporaneamente una variazione negativa degli effetti  perequativi
    derivanti dall'aggiornamento della metodologia di determinazione  dei
    fabbisogni standard di cui al decreto del  Presidente  del  Consiglio
    dei ministri 29 dicembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
    44 del 22 febbraio 2017,  una  variazione  negativa  della  dotazione
    netta del Fondo di solidarieta' comunale  per  l'anno  2017  rispetto
    alla  dotazione  netta  considerata  per  il  calcolo  delle  risorse
    storiche di riferimento di cui al comma 450 e una variazione negativa
    superiore al 1.3  per  cento  della  dotazione  netta  del  Fondo  di
    solidarieta' comunale per l'anno 2017 rispetto alla  dotazione  netta
    del Fondo di solidarieta' comunale per l'anno 2016. Il riparto  viene
    effettuato in proporzione alla distanza dalla  percentuale  del  -1.3
    per cento dello scostamento tra  la  dotazione  netta  del  Fondo  di
    solidarieta' comunale del 2017 e la  dotazione  netta  del  Fondo  di
    solidarieta' comunale del 2016 in percentuale delle risorse  storiche
    nette di riferimento cosi' come modificate in base alle  disposizioni
    previste dal comma 450.". 
    
     
                                   Art. 15 
     
     
    (Contributo a favore delle province della regione  Sardegna  e  della
                      citta' metropolitana di Cagliari) 
     
      1. Alle province della Regione Sardegna e alla citta' metropolitana
    di Cagliari e' attribuito un contributo di 10  milioni  di  euro  per
    l'anno 2017 e di 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018. 
      Il contributo spettante a ciascun ente e' comunicato dalla  Regione
    Sardegna al Ministero dell'interno - Direzione Centrale della finanza
    locale e agli enti interessati, entro trenta  giorni  dalla  data  di
    entrata  in  vigore  del  presente  decreto.  In  caso   di   mancata
    comunicazione, il riparto avviene per il  90  per  cento  sulla  base
    della popolazione residente e per il restante 10 per cento sulla base
    del territorio. 
      2.  Il  contributo  spettante  a  ciascuna   Provincia   e   Citta'
    Metropolitana,  di  cui  al  comma  1,  e'  versato   dal   Ministero
    dell'interno all'entrata del bilancio statale a  titolo  di  parziale
    concorso alla finanza pubblica da parte dei medesimi enti, di cui  al
    comma 418, dell'articolo 1, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.  In
    considerazione di quanto disposto  dal  periodo  precedente,  ciascun
    ente beneficiario  non  iscrive  in  entrata  le  somme  relative  al
    contributo attribuito ed iscrive in spesa il  concorso  alla  finanza
    pubblica di cui al comma 418, dell'articolo 1, della legge n. 190 del
    2014  per  gli  anni  2017  e  successivi  al  netto  di  un  importo
    corrispondente al contributo stesso. 
      3. All'onere di cui al comma 1, pari a complessivi  10  milioni  di
    euro per l'anno 2017 e  a  20  milioni  di  euro  annui  a  decorrere
    dall'anno 2018, si provvede mediante utilizzo dei risparmi  di  spesa
    di cui all'articolo -27, comma 1. 
     
    
     
                                   Art. 16 
     
     
    (Riparto del concorso alla finanza pubblica da parte  di  province  e
                            citta' metropolitane) 
     
      1. All'articolo 1, comma 418, della legge 23 dicembre 2014, n. 190,
    il terzo periodo e' sostituito  dal  seguente:  "Fermo  restando  per
    ciascun ente il versamento relativo all'anno  2015,  l'incremento  di
    900 milioni di euro per l'anno 2016 e l'ulteriore incremento  di  900
    milioni a decorrere dal 2017 a carico degli  enti  appartenenti  alle
    regioni a statuto ordinario sono ripartiti per 650 milioni di euro  a
    carico delle province e per 250 milioni di euro a carico delle citta'
    metropolitane. ". 
      2. Per gli anni 2017 e seguenti l'ammontare della  riduzione  della
    spesa corrente che ciascuna provincia  e  citta'  metropolitana  deve
    conseguire e del corrispondente versamento, ai sensi dell'articolo 1,
    comma 418, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e'  stabilito  negli
    importi indicati nella tabella 1 allegata al presente decreto. 
      3. Per gli anni 2017 e 2018 il concorso  alla  finanza  pubblica  a
    carico  delle  province  e  delle   citta'   metropolitane   previsto
    dall'articolo 47, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014,  n.  66,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89,  e'
    determinato per ciascun ente nell'importo indicato  nella  tabella  2
    allegata al presente decreto. 
     
    
     
                                   Art. 17 
     
     
    (Riparto del contributo  a  favore  delle  Province  e  delle  Citta'
              metropolitane delle regioni a statuto ordinario) 
     
      1. Per gli anni 2017 e seguenti l'ammontare del contributo  di  cui
    all'articolo 1, comma 754, della legge 28 dicembre 2015,  n.  208,  a
    favore di ciascuna provincia e citta' metropolitana delle  regioni  a
    statuto ordinario , e' stabilito nell'importo indicato nella  tabella
    3 allegata al presente decreto. 
     
    
     
                                   Art. 18 
     
     
        (Disposizioni sui bilanci di Province e Citta' metropolitane) 
     
      1. Per l'esercizio 2017, le province e le citta' metropolitane: 
      a) possono predisporre  il  bilancio  di  previsione  per  la  sola
    annualita' 2017; 
      b) al fine di garantire il mantenimento degli equilibri finanziari,
    possono  applicare  al  bilancio  di  previsione  l'avanzo  libero  e
    destinato. 
      2. Al comma 3, dell'articolo  1-ter  del  decreto-legge  19  giugno
    2015, n. 78, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6  agosto
    2015, n. 125, le parole: "per  l'anno  2016"  sono  sostituite  dalle
    seguenti: "per gli anni 2016 e 2017" e le parole: "per  l'anno  2015"
    sono sostituite dalle seguenti: "per l'anno precedente". 
      3. All'articolo 1 della legge 11 dicembre  2016  n.  232,  dopo  il
    comma 462 e' inserito il seguente: "462-bis. Le disposizioni  di  cui
    all'articolo 1, comma 758, della legge 28 dicembre 2015, n.  208,  si
    applicano  anche  con  riferimento  all'esercizio  finanziario  2017,
    tenuto  conto  degli  avanzi  di  amministrazione  vincolati  e   dei
    rendiconti relativi all'anno 2016. 
     
    
     
                                   Art. 19 
     
     
    (Sospensione termini  certificazione  enti  locali  dichiarazione  di
                                  dissesto) 
     
      1. All'articolo 1, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 ,  dopo  il
    comma 470, e' inserito il seguente: "470-bis. Gli enti locali  per  i
    quali, ai sensi dell'articolo 248, comma 1, del  decreto  legislativo
    18 agosto 2000, n. 267, a seguito della  dichiarazione  di  dissesto,
    sono sospesi i termini per la deliberazione del bilancio, sono tenuti
    ad inviare la certificazione di cui al comma 470 entro trenta  giorni
    dal termine stabilito per l'approvazione del rendiconto di  gestione,
    previsto  dal  decreto  del  Ministro  dell'interno  di  approvazione
    dell'ipotesi di bilancio di previsione stabilmente  riequilibrato  di
    cui  all'articolo  261   del   medesimo   decreto   legislativo.   La
    disposizione di cui al  periodo  precedente  si  applica  anche  agli
    obblighi di certificazione di cui all'articolo 1,  comma  720,  della
    legge 28 dicembre 2015, n. 208.". 
    
     
                                   Art. 20 
     
     
    (Contributo  a  favore  delle  province  delle  regioni   a   statuto
                                 ordinario) 
     
      1. Alle province delle regioni a statuto ordinario, per l'esercizio
    delle funzioni fondamentali di  cui  all'articolo  1  della  legge  7
    aprile 2014, n. 56, e' attribuito un contributo  complessivo  di  110
    milioni di euro per l'anno 2017 e di  80  milioni  di  euro  annui  a
    decorrere dall'anno 2018. Le risorse di  cui  al  periodo  precedente
    sono ripartite secondo criteri e importi da definire,  previa  intesa
    in sede di Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali,  con  decreto
    del Ministero dell'interno di concerto con il Ministero dell'economia
    e delle finanze, da adottare entro il 15 maggio 2017,  tenendo  anche
    conto dell'esigenza di garantire  il  mantenimento  della  situazione
    finanziaria corrente. 
      2. All'onere di cui al comma 1, pari a complessivi 110  milioni  di
    euro per l'anno 2017 e  a  80  milioni  di  euro  annui  a  decorrere
    dall'anno 2018, si provvede, quanto a 60 milioni di euro  per  l'anno
    2017 e a 80 milioni di euro  a  decorrere  dall'anno  2018,  mediante
    utilizzo dei risparmi di spesa di cui all'articolo 27,  comma  1.  Al
    restante onere, pari a  50  milioni  di  euro  per  l'anno  2017,  si
    provvede  mediante  corrispondente  riduzione  del   Fondo   di   cui
    all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 
      3. Per l'attivita' di manutenzione straordinaria della rete  viaria
    di competenza delle province delle regioni  a  statuto  ordinario  e'
    autorizzato un contributo di 100 milioni di  euro  per  l'anno  2017.
    All'onere derivante dal presente comma, pari a 100  milioni  di  euro
    per  l'anno  2017,  si  provvede  mediante  corrispondente  riduzione
    dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma  68,  della
    legge 27 dicembre 2013, n. 147 e successive modificazioni. 
      4. Le risorse di cui al comma 3 sono ripartite  secondo  criteri  e
    importi da definire, previa intesa in sede di Conferenza Stato-citta'
    ed autonomie  locali,  con  decreto  del  Ministero  dell'interno  di
    concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, da  adottare
    entro il 15 maggio 2017. 
     
    
     
                                   Art. 21 
     
     
                     (Contributo per fusioni di comuni) 
     
      1. Il contributo straordinario a favore dei comuni risultanti dalla
    fusione di cui all'articolo 15, comma 3, del testo unico  di  cui  al
    decreto legislativo 18 agosto  2000,  n.  267  o  dalla  fusione  per
    incorporazione di cui all'articolo 1, comma 130, della legge 7 aprile
    2014, n. 56 e' incrementato di 1 milione di euro per  ciascuno  degli
    anni 2017 e 2018. 
      2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 1 milione di  euro  per
    ciascuno degli anni 2017 e 2018, si provvede mediante  corrispondente
    riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 9-ter  del
    decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113,  convertito  con  modificazioni
    dalla legge 7 agosto 2016, n. 160. 
    
     
                                   Art. 22 
     
     
                (Disposizioni sul personale e sulla cultura) 
     
      1. Fermo restando il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica e
    della vigente  normativa  in  materia  di  contenimento  dalla  spesa
    complessiva di personale, i  comuni,  in  deroga  a  quanto  disposto
    dall'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,  n.  122,
    possono procedere ad assunzioni di personale con contratto di  lavoro
    a tempo  determinato  a  carattere  stagionale,  nel  rispetto  delle
    procedure di natura concorsuale ad evidenza  pubblica,  a  condizione
    che i relativi oneri siano integralmente a carico  di  risorse,  gia'
    incassate  nel  bilancio  dei  comuni,  derivanti  da  contratti   di
    sponsorizzazione ed accordi di collaborazione con soggetti privati  e
    che le assunzioni siano finalizzate esclusivamente alla fornitura  di
    servizi aggiuntivi rispetto a quelli ordinari,  di  servizi  pubblici
    non essenziali o di prestazioni verso terzi paganti  non  connessi  a
    garanzia di diritti fondamentali 
      2. All'articolo 1, comma  228,  secondo  periodo,  della  legge  28
    dicembre  2015,  n.  208,  le  parole  "nei  comuni  con  popolazione
    inferiore a 10.000 abitanti" sono  sostituite  da:  "nei  comuni  con
    popolazione superiore a 1.000 abitanti, per gli anni 2017 e 2018.". 
      3. All'articolo 1, comma 479, lettera d), della legge  11  dicembre
    2016, n.  232,  le  parole  "75  per  cento"  sono  sostituite  dalle
    seguenti: "90 per cento". 
      4. All'articolo 5, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.78,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,  n.  122,
    sono aggiunti, infine i seguenti  periodi:  "Non  rientrano  tra  gli
    incarichi  di  cui  al  presente  comma  quelli  aventi  ad   oggetto
    prestazioni professionali, conferiti a titolari di  cariche  elettive
    di  Regioni  ed  enti  locali  da  parte   delle   citate   pubbliche
    amministrazioni, purche' la pubblica amministrazione conferente operi
    in ambito territoriale diverso da quello dell'ente presso il quale e'
    rivestita la carica elettiva. In caso di  carica  elettiva  comunale,
    l'ambito in cui opera la  pubblica  amministrazione  conferente  deve
    essere riferito ad area provinciale o metropolitana diversa da quella
    dell'ente presso  il  quale  e'  rivestita  la  carica  elettiva.  Il
    conferimento e' effettuato nel rispetto dei limiti di spesa  previsti
    dalla normativa vigente.". 
      5. Il divieto di cui all'articolo 1, comma 420, lettera  c),  della
    legge 23 dicembre 2014, n.190, non si applica per la copertura  delle
    posizioni dirigenziali che richiedono professionalita' tecniche e non
    fungibili  delle  province  delle  regioni  a  statuto  ordinario  in
    relazione  allo  svolgimento  delle  funzioni  fondamentali  previste
    dall'articolo 1, commi 85 e 86 , delle legge 7 aprile 2014, n. 56. 
      6.  Al  fine  di  potenziare  i  sistemi  museali  cittadini  e  di
    promuovere l'interazione e la collaborazione tra  gli  istituti  e  i
    luoghi della cultura statali, regionali e degli enti locali, fino  al
    31 dicembre 2018, ciascun istituto o luogo della cultura di rilevante
    interesse nazionale dotato di autonomia speciale, di cui  al  decreto
    del Ministro dei beni e delle attivita' culturali e  del  turismo  23
    dicembre 2014, e successive modificazioni, puo' avvalersi, in  deroga
    ai  limiti  finanziari  previsti  dalla  legislazione   vigente,   di
    competenze o servizi professionali nella gestione di beni  culturali,
    ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo  30  marzo
    2001, n.165, per una durata non superiore a 9 mesi, entro i limiti di
    spesa di 200.000 euro per  ciascuno  degli  anni  2017  e  2018,  per
    sostenere   il   buon   andamento   degli   istituti   e   garantirne
    l'attivazione.  Per  l'attuazione  delle  disposizioni  di   cui   al
    precedente periodo, si provvede, per ciascun istituto, con le risorse
    disponibili  sul  bilancio  dell'istituto  medesimo,   che   altresi'
    assicura il rispetto degli  obblighi  in  materia  di  pubblicita'  e
    trasparenza nelle diverse fasi della  procedura.  Alla  compensazione
    degli effetti finanziari in termini di fabbisogno e di  indebitamento
    netto  derivanti  dall'attuazione  delle  disposizioni  di   cui   al
    precedente comma, pari a 700.000 euro per l'anno  2017,  a  1.500.000
    euro per l'anno 2018 e a 750.000 euro per l'anno  2019,  si  provvede
    mediante corrispondente riduzione  del  Fondo  per  la  compensazione
    degli  effetti  finanziari  non  previsti  a   legislazione   vigente
    conseguenti all'attualizzazione  di  contributi  pluriennali  di  cui
    all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre  2008,  n.  154,
    convertito con modificazioni dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189. 
      7. Per le medesime  finalita'  di  cui  al  comma  precedente,  gli
    incarichi di direttore di istituti e luoghi della cultura conferiti a
    seguito delle procedure di selezione pubblica internazionale  di  cui
    all'articolo 14, comma 2-bis, del decreto-legge 31  maggio  2014,  n.
    83, convertito, con modificazioni, nella legge  29  luglio  2014,  n.
    106, possono essere rinnovati una sola volta, con decisione  motivata
    sulla base di una valutazione positiva dei  risultati  ottenuti,  per
    ulteriori quattro anni. 
      8. In favore del teatro di rilevante  interesse  culturale  "Teatro
    Eliseo", per spese ordinarie e straordinarie, al fine di garantire la
    continuita' delle sue attivita' in occasione del centenario dalla sua
    fondazione e' autorizzata la spesa di 2 milioni di  euro  per  l'anno
    2017. Al relativo onere si provvede mediante  versamento  all'entrata
    del bilancio dello Stato di una corrispondente quota delle risorse di
    cui all'articolo 24, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183, e
    successive modificazioni che restano acquisite all'erario. 
    
     
                                   Art. 23 
     
     
    (Consolidamento  dei  trasferimenti  erariali  alle  province   delle
                        regioni Sardegna e Siciliana) 
     
      1.  A  decorrere  dall'anno  2017  sono  confermati  nella   misura
    determinata per l'anno 2016: 
      a) i valori finanziari relativi ai trasferimenti erariali da  parte
    del  Ministero  dell'interno,  a  valere  sui  contributi  ordinario,
    consolidato e perequativo,  riguardanti  le  province  della  regione
    Sardegna, tenendo conto del riordino territoriale attuato dalla legge
    regionale 4 febbraio 2016, n. 2, e ripartendo i valori finanziari nei
    confronti degli enti subentranti per il 90 per  cento  in  base  alla
    popolazione residente e per il 10 per cento in base al territorio; 
      b) i valori finanziari relativi ai trasferimenti erariali da  parte
    del  Ministero  dell'interno,  a  valere  sui  contributi  ordinario,
    consolidato e  perequativo,  riguardanti  gli  enti  subentrati  alle
    province della Regione siciliana. 
     
    
     
                                   Art. 24 
     
     
            (Fabbisogni standard e capacita' fiscali per Regioni) 
     
      1. All'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016,  n.  232,  dopo  il
    comma 534, sono inseriti i seguenti: 
      "534-bis. Previo aggiornamento da parte della Conferenza Unificata,
    segreteria tecnica della Conferenza permanente per  il  coordinamento
    della finanza  pubblica,  del  rapporto  sulla  determinazione  della
    effettiva entita' e della ripartizione delle misure di consolidamento
    disposte dalle manovre di finanza pubblica fra i diversi  livelli  di
    governo fino all'annualita' 2016 e con la proiezione  dell'entita'  a
    legislazione vigente per il 2017 - 2019, a decorrere dall'anno  2017,
    la Commissione tecnica per i fabbisogni standard di cui  all'articolo
    1, comma 29, della legge 24 dicembre 2015, n. 208, - sulla base delle
    elaborazioni e ricognizioni effettuate dalla Societa'  Soluzioni  per
    il  sistema  economico   -   Sose   S.p.A,   attraverso   l'eventuale
    predisposizione  di  appositi  questionari,  in  collaborazione   con
    l'ISTAT e  avvalendosi  della  Struttura  tecnica  di  supporto  alla
    Conferenza delle Regioni e delle Province autonome presso  il  Centro
    interregionale di Studi e Documentazione (CINSEDO)  delle  regioni  -
    provvede all'approvazione di metodologie  per  la  determinazioni  di
    fabbisogni standard e capacita'  fiscali  standard  delle  Regioni  a
    statuto ordinario, sulla base dei criteri stabiliti dall'articolo  13
    del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 e nelle materie  diverse
    dalla sanita'. 
      534-ter. A decorrere  dall'anno  2018,  il  concorso  alla  finanza
    pubblica di cui all'articolo 46, comma 6, del decreto-legge 24 aprile
    2014, n. 66, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  23  giugno
    2014, n. 89, e di cui all'articolo  1,  comma  680,  della  legge  28
    dicembre 2015, n. 208, in caso di mancato raggiungimento  dell'intesa
    in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
    province autonome di Trento e di Bolzano,  entro  il  15  gennaio  di
    ciascun anno, e' ripartito con decreto del Presidente  del  Consiglio
    dei ministri, da adottare, previa  deliberazione  del  Consiglio  dei
    ministri tenendo anche conto dei fabbisogni standard  come  approvati
    ai sensi  del  comma  534-bis  e  delle  capacita'  fiscali  standard
    elaborate dal Ministero dell'economia e delle finanze -  Dipartimento
    delle finanze avvalendosi della Struttura tecnica  di  supporto  alla
    Conferenza delle Regioni e delle Province autonome presso  il  Centro
    interregionale di Studi e Documentazione (CINSEDO) delle regioni.  In
    caso  di  mancata  approvazione  dei  fabbisogni  standard  e   delle
    capacita' fiscali standard, il concorso alla finanza pubblica di  cui
    al  periodo  precedente  e'  ripartito  tenendo  anche  conto   della
    popolazione residente e del PIL. Il predetto decreto  del  Presidente
    del  Consiglio  dei  ministri  individua  anche   le   modalita'   di
    acquisizione delle risorse da parte dello Stato." 
      2. A decorrere dall'anno 2018: 
      a) all'articolo 46, comma 6, del decreto-legge 24 aprile  2014,  n.
    66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89,
    il secondo e il quinto periodo sono soppressi; 
      b) all'articolo 1, comma 680, della legge 28 dicembre 2015, n. 208,
    il secondo periodo e' soppresso. 
    
     
                                   Art. 25 
     
     
    (Attribuzione quota investimenti in favore delle regioni, province  e
                            citta' metropolitane) 
     
      1. All'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016,  n.  232,  dopo  il
    comma 140, sono inseriti i seguenti: 
      "140-bis. Per l'anno 2017 una quota del Fondo di cui al comma  140,
    per un importo pari a 400 milioni di euro, e' attribuita alle Regioni
    a statuto ordinario per le medesime finalita' ed e' ripartita secondo
    gli importi indicati nella tabella di seguito riportata. Le Regioni a
    statuto ordinario sono tenute  ad  effettuare  investimenti  nuovi  e
    aggiuntivi per un importo almeno pari a 132.421.052,63 euro nell'anno
    2017. A tal fine, entro il 31 luglio  2017,  le  medesime  Regioni  a
    statuto ordinario adottano gli  atti  finalizzati  all'impiego  delle
    risorse, assicurando l'esigibilita' degli impegni nel  medesimo  anno
    2017 per la quota di competenza di ciascuna Regione. Gli investimenti
    che le singole Regioni sono chiamate  a  realizzare,  secondo  quanto
    stabilito al periodo precedente, sono considerati nuovi o  aggiuntivi
    qualora sia rispettata una delle seguenti condizioni: 
      a) le Regioni procedono a variare il bilancio di previsione 2017  -
    2019 incrementando  gli  stanziamenti  riguardanti  gli  investimenti
    diretti e indiretti per  la  quota  di  rispettiva  competenza,  come
    indicata nella tabella di seguito riportata; 
      b) gli investimenti per l'anno 2017 devono essere superiori, per un
    importo pari ai valori indicati nella tabella  di  seguito  riportata
    rispetto agli impegni per investimenti diretti e indiretti effettuati
    nell'esercizio 2016 a valere su risorse regionali, escluse le risorse
    del Fondo pluriennale vincolato. 
      Le Regioni certificano l'avvenuta realizzazione degli  investimenti
    di cui alla tabella di seguito riportata  entro  il  31  marzo  2018,
    mediante apposita comunicazione al Ministero  dell'economia  e  delle
    finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. In caso
    di mancata o parziale realizzazione degli investimenti, rispetto agli
    obiettivi indicati per ciascuna  Regione  nella  tabella  di  seguito
    riportata qualora la Regione non abbia conseguito, per la differenza,
    un valore positivo del saldo di cui al comma  466,  si  applicano  le
    sanzioni di cui commi 475 e 476. 
        
    
                                    -------------------------------------
                                    |       SNF      |        IN
    ---------------------------------------------------------------------
                                      Riparto quota    Quote investimenti
      Regioni           Percentuale        fondo       nuovi e aggiuntivi
                                       investimenti
    ---------------------------------------------------------------------
    Abruzzo                3,16%        12.650.315,79     4.187.920,33
    Basilicata             2,50%         9.994.315,79     3.308.644,54
    Calabria               4,46%        17.842.315,79     5.906.745,60
    Campania              10,54%        42.159.368,42    13.956.969,86
    Emilia-Romagna         8,51%        34.026.315,79    11.264.501,39
    Lazio                 11,70%        46.813.263,16    15.497.653,96
    Liguria                3,10%        12.403.157,89     4.106.098,06
    Lombardia             17,48%        69.930.105,26    23.150.545,37
    Marche                 3,48%        13.929.473,68     4.611.388,92
    Molise                 0,96%         3.828.842,11     1.267.548,25
    Piemonte               8,23%        32.908.842,11    10.894.558,78
    Puglia                 8,15%        32.610.736,84    10.795.870,25
    Toscana                7,82%        31.269.263,16    10.351.771,86
    Umbria                 1,96%         7.848.210,53     2.598.170,75
    Veneto                 7,95%        31.785.473,68    10.522.664,71
    TOTALE               100,00%       400.000.000,00   132.421.052,63
    ---------------------------------------------------------------------
    
        
      140-ter. Una quota del Fondo di cui al comma 140,  per  un  importo
    pari a 64 milioni di euro per l'anno 2017, 118 milioni  di  euro  per
    l'anno 2018 80 milioni di euro per l'anno 2019 e 44,1 milioni di euro
    per  l'anno  2020,  e'  attribuita  dal  Ministero   dell'istruzione,
    dell'universita'  e  della  ricerca  alle  province  e  alle   citta'
    metropolitane per il finanziamento degli  interventi  in  materia  di
    edilizia scolastica coerenti con la  Programmazione  triennale.  Tali
    risorse  possono  essere   destinate   anche   all'attuazione   degli
    interventi di adeguamento alla  normativa  in  materia  di  sicurezza
    antincendio. E' corrispondentemente ridotta l'autorizzazione di spesa
    di cui al predetto comma 140. Le province e le  citta'  metropolitane
    certificano l'avvenuta realizzazione degli  investimenti  di  cui  al
    presente comma entro il 31 marzo successivo all'anno di  riferimento,
    mediante  apposita  comunicazione   al   Ministero   dell'istruzione,
    dell'universita' e della ricerca e al Ministero dell'economia e delle
    finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. In caso
    di  mancata  o  parziale   realizzazione   degli   investimenti,   le
    corrispondenti risorse  assegnate  alle  singole  province  o  citta'
    metropolitane sono versate all'entrata del bilancio dello  Stato  per
    essere riassegnate al fondo di cui al comma 140". 
      2. All'articolo 1, della legge 11 dicembre 2016, n. 232,  al  comma
    142, le parole "di cui ai commi 140  e  141"  sono  sostituite  dalle
    seguenti parole: "di cui ai commi 140, 140-bis e 140-ter e 141. 
    
     
                                   Art. 26 
     
     
    (Iscrizione dell'avanzo in  bilancio  e  prospetto  di  verifica  del
                           rispetto del pareggio) 
     
      1. All'articolo 1 della  legge  11  dicembre  2016,  n.  232,  sono
    apportate le seguenti modificazioni: 
      a) al comma 468, dopo  la  lettera  b)  e'  inserita  la  seguente:
    "b-bis) all'articolo 175, comma 5- quater, lettera c) del testo unico
    di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;"; 
      b) al comma 468, alla lettera  e),  dopo  le  parole  "economie  di
    spesa" sono inserite le seguenti ", le  operazioni  di  indebitamento
    effettuate a seguito di variazioni di esigibilita' della spesa". 
      c) dopo il comma 468 e' inserito il seguente comma: 
      "468-bis. Le Regioni e le province autonome  di  Trento  e  Bolzano
    possono  utilizzare  le  quote  del  risultato   di   amministrazione
    accantonato   risultanti   dall'ultimo   consuntivo    approvato    o
    dall'attuazione dell'articolo 42, comma 10, del  decreto  legislativo
    n. 118  del  2011,  e  le  quote  del  risultato  di  amministrazione
    vincolato, iscrivendole nella missione 20 in appositi  accantonamenti
    di  bilancio  che,  nel  bilancio  gestionale  sono  distinti   dagli
    accantonamenti finanziati dalle entrate di competenza dell'esercizio.
    Gli  utilizzi  degli  accantonamenti  finanziati   dall'avanzo   sono
    disposti con delibere della giunta cui e' allegato  il  prospetto  di
    cui al comma 468. La giunta e' autorizzata ad effettuare le correlate
    variazioni, anche in deroga all'articolo 51 del  decreto  legislativo
    n. 118 del 2011.". 
    
     
                                   Art. 27 
     
     
                   (Misure sul trasporto pubblico locale) 
     
      1. All'articolo 1, dopo il comma 534-ter, della legge  11  dicembre
    2016, n. 232, sono inseriti i seguenti: 
      "534-quater. Nelle more del riordino del sistema  della  fiscalita'
    regionale,  secondo  i  principi  di  cui  all'articolo   119   della
    Costituzione, la dotazione del  Fondo  di  cui  all'articolo  16-bis,
    comma 1, del decreto-legge 6  luglio  2012,  n.  95,  convertito  con
    modificazioni dalla legge 7 agosto 2012,  n.  135,  e'  rideterminata
    nell'importo di 4.789.506.000 euro per l'anno  2017  e  4.932.554.000
    euro a decorrere dall'anno 2018, anche  al  fine  di  sterilizzare  i
    conguagli di  cui  all'articolo  unico,  comma  4,  del  decreto  del
    Presidente del Consiglio dei ministri 26 luglio 2013, con riferimento
    agli anni 2013 e successivi. 
      534-quinquies. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
    26 luglio 2013 non trova applicazione a decorrere dall'anno 2017. 
      2. A decorrere dall'anno 2018, il riparto del Fondo di cui al comma
    1 e' effettuato, entro il 30 giugno di ogni  anno,  con  decreto  del
    Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,  di  concerto  con  il
    Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  previa  intesa  con   la
    Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
    agosto 1997, n. 281. In caso di  mancata  intesa  si  applica  quanto
    previsto dall'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 28  agosto
    1997, n. 281. Il suddetto riparto e' operato sulla base dei  seguenti
    criteri: 
      a) suddivisione tra le regioni di una quota pari al dieci per cento
    dell'importo  del  Fondo  sulla  base  dei  proventi  complessivi  da
    traffico e dell'incremento dei medesimi registrato, tenuto  conto  di
    quanto previsto dall'articolo 19, comma 5, del decreto legislativo 19
    novembre 1997, n. 422, tra l'anno 2014 e l'anno di  riferimento,  con
    rilevazione effettuata dall'Osservatorio di cui all'articolo 1, comma
    300, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 
      Negli anni successivi, la quota  e'  incrementata  del  cinque  per
    cento dell'importo del Fondo per ciascun anno fino a  raggiungere  il
    venti per cento dell'importo del predetto Fondo; 
      b) suddivisione tra le regioni di una  quota  pari,  per  il  primo
    anno, al dieci per cento dell'importo del  Fondo  in  base  a  quanto
    previsto  dal  decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e   dei
    trasporti di determinazione dei costi standard, di  cui  all'articolo
    1, comma 84, della  legge  27  dicembre  2013,  n.  147.  Negli  anni
    successivi la quota e' incrementata del cinque per cento dell'importo
    del Fondo per ciascun anno fino a  raggiungere  il  venti  per  cento
    dell'importo del predetto Fondo. Nel riparto di tale quota  si  tiene
    conto della  presenza  di  infrastrutture  ferroviarie  di  carattere
    regionale; 
      c) suddivisione della quota residua  del  Fondo,  sottratto  quanto
    previsto dalle lettere a) e b), secondo le percentuali  regionali  di
    cui  alla  tabella   allegata   al   decreto   del   Ministro   delle
    infrastrutture e trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia
    e delle  finanze  dell'11  novembre  2014;  definizione  dei  livelli
    adeguati di servizio di cui al comma 6 che, a decorrere  dal  secondo
    anno successivo alla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di
    conversione  del  presente   decreto,   sostituiscono   le   predette
    percentuali regionali, comunque entro i limiti di  spesa  complessiva
    prevista dal Fondo stesso; 
      d) riduzione in ciascun anno delle risorse del Fondo da  trasferire
    alle regioni  qualora  i  servizi  di  trasporto  pubblico  locale  e
    regionale non risultino affidati con procedure di  evidenza  pubblica
    entro il 31 dicembre dell'anno precedente a  quello  di  riferimento,
    ovvero ancora non ne risulti pubblicato alla medesima data  il  bando
    di gara, nonche' nel caso di gare non conformi  alle  misure  di  cui
    alle delibere dell'Autorita' di regolazione dei trasporti adottate ai
    sensi dell'articolo 37, comma 2,  lettera  f),  del  decreto-legge  6
    dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni dalla  legge  22
    dicembre 2011, n. 214, qualora bandite  successivamente  all'adozione
    delle predette delibere. La riduzione non si applica ai contratti  di
    servizio affidati alla data del 30 settembre 2017 in conformita' alle
    disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1370/2007, sino alla  loro
    scadenza, nonche' per i servizi  ferroviari  regionali  nel  caso  di
    avvenuta pubblicazione alla medesima data ai sensi  dell'articolo  7,
    comma 2, del regolamento (CE) n. 1370/2007. La  riduzione,  applicata
    alla quota di  ciascuna  regione  come  determinata  ai  sensi  delle
    lettere da a) a c), e' pari al quindici  per  cento  del  valore  dei
    corrispettivi dei contratti di servizio non affidati con le  predette
    procedure. Le risorse derivanti da tali riduzioni sono ripartite  tra
    le altre Regioni con le modalita' di cui al presente  comma,  lettere
    a), b) e c); 
      e) in ogni caso, al fine  di  garantire  una  ragionevole  certezza
    delle  risorse  finanziarie   disponibili,   il   riparto   derivante
    dall'attuazione delle lettere da a) a d)  non  puo'  determinare  per
    ciascuna regione una riduzione annua maggiore del  cinque  per  cento
    rispetto alla quota attribuita nell'anno  precedente;  ove  l'importo
    complessivo del Fondo nell'anno di riferimento sia inferiore a quello
    dell'anno  precedente,  tale  limite  e'  rideterminato   in   misura
    proporzionale  alla  riduzione  del   Fondo   medesimo.   Nel   primo
    quinquennio di applicazione  il  riparto  non  puo'  determinare  per
    ciascuna regione, una riduzione  annua  maggiore  del  10  per  cento
    rispetto alle risorse trasferite nel 2015; ove l'importo  complessivo
    del Fondo nell'anno di riferimento sia inferiore a quello  del  2015,
    tale limite e' rideterminato in misura proporzionale  alla  riduzione
    del Fondo medesimo. 
      3. Al fine di garantire un'efficace programmazione  delle  risorse,
    gli   effetti   finanziari   sul   riparto   del   Fondo,   derivanti
    dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma 2 si  verificano
    nell'anno successivo a quello di riferimento. 
      4. Nelle more dell'emanazione del decreto  di  cui  all'alinea  del
    comma  2,  con  decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
    trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
    e' ripartito, entro il 15 gennaio di ciascun anno, tra le regioni,  a
    titolo di anticipazione, l'ottanta per cento dello  stanziamento  del
    Fondo. L'anticipazione e' effettuata  sulla  base  delle  percentuali
    attribuite a ciascuna regione l'anno precedente. Le risorse a  titolo
    di  anticipazione  sono  oggetto  di  integrazione,  di  saldo  o  di
    compensazione con gli anni successivi. La  relativa  erogazione  alle
    regioni a statuto ordinario e' disposta con cadenza mensile. 
      5. Le amministrazioni competenti, al fine di procedere  sulla  base
    di dati istruttori uniformi, si avvalgono  dell'Osservatorio  di  cui
    all'articolo 1, comma 300, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,  per
    l'acquisizione dei dati economici, finanziari e tecnici, relativi  ai
    servizi svolti, necessari alla realizzazione di indagini  conoscitive
    e approfondimenti  in  materia  di  trasporto  pubblico  regionale  e
    locale, prodromici all'attivita' di pianificazione e monitoraggio.  A
    tale   scopo   i   suddetti   soggetti   forniscono    semestralmente
    all'Osservatorio indicazioni sulla tipologia dei  dati  da  acquisire
    dalle aziende esercenti i servizi di trasporto pubblico. 
      6. Ai fini del riparto del Fondo, entro novanta giorni  dalla  data
    di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
    con decreto del Ministro delle infrastrutture  e  dei  trasporti,  di
    concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa
    in Conferenza Unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo
    28 agosto 1997, n. 281, sono definiti i criteri con cui le regioni  a
    statuto ordinario determinano  i  livelli  adeguati  dei  servizi  di
    trasporto pubblico locale e regionale  con  tutte  le  modalita',  in
    coerenza con il raggiungimento di obiettivi  di  soddisfazione  della
    domanda  di  mobilita',   nonche'   assicurando   l'eliminazione   di
    duplicazioni di servizi sulle stesse direttrici, l'applicazione delle
    disposizioni di  cui  all'articolo  34-octies  del  decreto-legge  18
    ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni  dalla  legge  17
    dicembre 2012, n. 221, privilegiando soluzioni innovative e di  minor
    costo per fornire servizi di mobilita' nelle aree a  domanda  debole,
    quali scelte di  sostituzione  modale.  Le  regioni  provvedono  alla
    determinazione degli adeguati livelli di servizio entro e non oltre i
    successivi centoventi giorni e provvedono, altresi',  contestualmente
    ad una riprogrammazione dei servizi anche modificando il piano di cui
    all'articolo 16-bis, comma 4, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,. In
    caso di  inadempienza  della  regione  entro  i  predetti  centoventi
    giorni, si procede ai sensi dell'articolo  8  della  legge  5  giugno
    2003, n. 131. 
      7. A  decorrere  dal  1°  gennaio  2018  e'  abrogato  il  comma  6
    dell'articolo  16-bis  del  decreto-legge  6  luglio  2012,  n.   95,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.  135.  A
    decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma
    2, alinea sono apportate  al  predetto  articolo  16-bis  del  citato
    decreto-legge le seguenti ulteriori modificazioni: 
      a) i commi 3 e 5 sono abrogati; 
      b) al comma 4, primo periodo, le parole: "Entro quattro mesi  dalla
    data di emanazione del decreto di cui al comma 3," e le parole: ", in
    conformita' con quanto stabilito con il medesimo decreto  di  cui  al
    comma 3," sono soppresse e le parole: "le  Regioni"  sono  sostituite
    dalle seguenti: "Le Regioni"; 
      c) al comma 9, primo periodo, le parole: "il decreto del Presidente
    del Consiglio dei ministri di cui al comma 3" sono  sostituite  dalle
    seguenti: "decreto del Presidente del Consiglio dei ministri". 
      8. Il decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri  11  marzo
    2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 giugno 2013, n. 148, con
    le successive rideterminazioni e aggiornamenti ivi previsti, conserva
    efficacia fino al 31  dicembre  dell'anno  precedente  alla  data  di
    entrata in vigore del decreto di cui al comma 2, alinea,  e  comunque
    non oltre il 31 dicembre 2018. 
      9. Al fine di favorire il rinnovo del materiale rotabile, lo stesso
    puo' essere acquisito dalle imprese di trasporto pubblico regionale e
    locale anche ricorrendo alla locazione per quanto riguarda  materiale
    rotabile  per  il  trasporto  ferroviario  e  alla  locazione   senza
    conducente per veicoli di anzianita' massima di dodici  anni  adibiti
    al trasporto su gomma e per un periodo non inferiore all'anno. 
      10. All'articolo 84, comma 4, lettera b), del  decreto  legislativo
    30 aprile 1992, n. 285, dopo le parole, " trasporto di persone"  sono
    inserite le seguenti: "i veicoli di cui  all'articolo  87,  comma  2,
    adibiti ai servizi di linea di trasporto di persone". 
      11. Per il rinnovo del materiale rotabile, le  aziende  affidatarie
    di  servizi  di  trasporto  pubblico  locale,  anche  di  natura  non
    pubblicistica,  possono  accedere  agli  strumenti  di   acquisto   e
    negoziazione  messi  a  disposizione  dalle  centrali   di   acquisto
    nazionale, ferma restando la destinazione  dei  mezzi  acquistati  ai
    predetti servizi. 
      12. L'articolo 9, comma 2-bis, del decreto-legge 30 dicembre  2016,
    n.244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n
    19, e' sostituito dal seguente: "2-bis. All'articolo  1,  comma  615,
    della legge 11 dicembre 2016, n. 232 le parole:  "31  dicembre  2017"
    sono sostituite dalle seguenti: "31 gennaio 2018". Per i  servizi  di
    linea di competenza statale, gli accertamenti sulla sussistenza delle
    condizioni di sicurezza e regolarita' dei servizi, ai sensi dell'art.
    3, comma 2, lettera g) del decreto legislativo 21 novembre  2005,  n.
    285, relativamente all'ubicazione delle aree di fermata, sono  validi
    fin quando non sia  accertato  il  venir  meno  delle  condizioni  di
    sicurezza". 
    
     
                                   Art. 28 
     
     
    (Diverse modalita' di  conseguimento  degli  obiettivi  regionali  di
                              finanza pubblica) 
     
      1. All'articolo 1, comma  680,  secondo  periodo,  della  legge  28
    dicembre 2015,  n.  208,  le  parole:  "inclusa  la  possibilita'  di
    prevedere  versamenti  da  parte  delle  regioni  interessate,"  sono
    soppresse. 
     
    
     
                                   Art. 29 
     
     
            (Flussi informativi delle prestazioni farmaceutiche) 
     
      1.  Per  gli  anni  2016  e  2017  relativamente  allo  sfondamento
    definitivo dei tetti della spesa farmaceutica, l'Agenzia italiana del
    farmaco, senza nuovi o maggiori oneri per  la  finanza  pubblica,  ai
    fini  del  monitoraggio  complessivo  della   spesa   sostenuta   per
    l'assistenza farmaceutica per acquisti diretti di cui all'articolo 5,
    comma 5, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159,  convertito,  con
    modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222,  e  all'articolo
    1, comma 398, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, si  avvale  anche
    dei dati recati dalla fattura  elettronica  di  cui  all'articolo  1,
    commi 209, 210, 211, 212, 213 e 214 della legge 24 dicembre 2007,  n.
    244,  e  successive   modificazioni,   attraverso   il   Sistema   di
    interscambio di cui al decreto del  Ministro  dell'economia  e  delle
    finanze 7 marzo 2008, secondo modalita'  definite  con  il  Ministero
    dell'economia e delle finanze e il Ministero della salute. 
      2. A decorrere dall'anno 2018, nelle  fatture  elettroniche  emesse
    nei  confronti  degli  enti  del  Servizio  sanitario  nazionale  per
    acquisti di prodotti farmaceutici  e'  fatto  obbligo  di  recare  le
    informazioni sul Codice di Autorizzazione all'Immissione in Commercio
    (AIC) e il corrispondente  quantitativo.  A  decorrere  dalla  stessa
    data, le suddette fatture sono rese disponibili all'Agenzia  italiana
    del farmaco. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze,
    di concerto con il  Ministero  della  salute,  sono  disciplinate  le
    modalita' tecniche di indicazione dell'AIC sulla fattura elettronica,
    nonche' le modalita'  di  accesso  da  parte  di  AIFA  ai  dati  ivi
    contenuti  ai  fini  dell'acquisizione  delle  suddette  fatture  per
    l'assolvimento dei propri compiti  istituzionali.  E'  fatto  divieto
    agli enti del Servizio sanitario nazionale di effettuare pagamenti di
    corrispettivi di fatture che non riportino le informazioni di cui  al
    presente comma. 
      3. A quanto previsto dal  presente  articolo  si  provvede  con  le
    risorse disponibili a legislazione vigente e comunque senza  nuovi  o
    maggiori oneri per la finanza pubblica. 
     
    
     
                                   Art. 30 
     
     
                 (Altre disposizioni in materia di farmaci) 
     
      1. All'articolo 1, della legge 11 dicembre 2016, n.  232,  dopo  il
    comma 402, e' inserito il seguente: 
      "402-bis. I farmaci, ivi compresi quelli oncologici, per i quali e'
    stato riconosciuto, da parte dell'Aifa,  il  possesso  del  requisito
    dell'innovativita' condizionata,  sono  inseriti  esclusivamente  nei
    prontuari terapeutici regionali di cui all'articolo 10, commi 2 e  3,
    del  decreto-legge  13  settembre  2012,  n.  158,  convertito,   con
    modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189,  e  non  accedono
    alle risorse di cui ai Fondi previsti ai commi 400 e 401.". 
     
    
     
                                   Art. 31 
     
     
                            (Edilizia sanitaria) 
     
      1. In deroga alle disposizioni recate dall'articolo  20,  comma  3,
    primo periodo, del decreto legislativo 23 giugno  2011,  n.  118,  le
    somme ammesse a finanziamento nel 2017  per  interventi  di  edilizia
    sanitaria compresi in accordi di programma sottoscritti nel 2016 sono
    accertate in entrata dalle regioni nel 2018. I termini di risoluzione
    degli accordi di programma di cui all'articolo 1,  comma  310,  della
    legge 23 dicembre 2005, n. 266 sono prorogati in ragione del  periodo
    di sospensione che si realizza nel 2017. 
     
    
     
                                   Art. 32 
     
     
        (Trasferimento competenze in materia sanitaria per stranieri) 
     
      1. Le competenze relative al finanziamento delle prestazioni di cui
    all'articolo 35, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998,  n.
    286, gia' attribuite al Ministero dell'Interno,  sono  trasferite  al
    Ministero della  salute,  con  decorrenza  dal  1  gennaio  2017,  in
    coerenza con le risorse a tal fine stanziate nel bilancio dello Stato
    in apposito capitolo di spesa. 
      2. Il Ministero della  salute  si  fa  carico  della  gestione  del
    pregresso, a seguito della ricognizione che deve essere effettuata da
    parte delle regioni e province autonome  in  contraddittorio  con  le
    prefetture, le cui risultanze devono essere comunicate  al  Ministero
    della salute entro il 30 aprile 2017. 
      3. Il finanziamento di cui al comma 1, nei limiti delle  risorse  a
    tal fine iscritte nello  stato  di  previsione  del  Ministero  della
    salute, avviene sulla base delle prestazioni  effettivamente  erogate
    agli stranieri in possesso dei requisiti prescritti dall'articolo 35,
    commi 3 e  4,  del  decreto  legislativo  25  luglio  1998,  n.  286,
    desumibili dagli elementi  informativi  presenti  nel  Nuovo  sistema
    informativo sanitario (NSIS) del Ministero della  salute  debitamente
    consolidati e validati. A decorrere dal primo  anno  di  applicazione
    della presente disposizione, le risorse di cui al comma 1, nei limiti
    dello stanziamento di bilancio, sono ripartite a  titolo  provvisorio
    tra le Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base
    dei dati risultanti dagli elementi informativi presenti nel NSIS  del
    Ministero della salute con riferimento all'anno precedente o comunque
    all'ultimo  anno  disponibile   e   consolidato.   Alla   regolazione
    finanziaria dei saldi regionali  di  cui  al  periodo  precedente  si
    provvede,  a  seguito  dell'aggiornamento  dei  dati  relativi   agli
    esercizi precedenti, desunti dal sistema NSIS, tramite  compensazione
    tra ciascuna Regione e Provincia autonoma di Trento e di Bolzano,  in
    sede di ripartizione delle risorse degli anni successivi, sempre  nei
    limiti dello stanziamento delle risorse di cui al comma 1. 
    
                                   Art. 33 
     
     
         (Spazi finanziari per investimenti in favore delle Regioni) 
     
      1. All'articolo 1, della legge 11 dicembre 2016, n.  232,  dopo  il
    comma 495, e' inserito il seguente: 
      "495-bis. Per l'anno 2017, gli spazi finanziari di cui al comma 495
    sono ripartiti tra le Regioni a statuto ordinario  sulla  base  della
    tabella di seguito riportata. La tabella di  seguito  riportata  puo'
    essere modificata con decreto del  Ministero  dell'economia  e  delle
    finanze  previa  proposta  formulata  dalle  Regioni   in   sede   di
    auto-coordinamento, da recepire con intesa in  Conferenza  permanente
    per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e  le  Province  autonome  di
    Trento e di Bolzano entro il 31 luglio 2017.  Le  Regioni  utilizzano
    gli spazi finanziari di cui al alla tabella di seguito riportata  per
    effettuare  negli  anni  dal  2017  al  2021  investimenti  nuovi   o
    aggiuntivi. A tal fine, entro il 31 luglio di ciascuno  dei  predetti
    anni, le medesime Regioni adottano gli atti  finalizzati  all'impiego
    delle risorse, assicurando l'esigibilita' degli impegni nel  medesimo
    anno di riferimento per la quota di competenza di  ciascuna  Regione,
    come indicata per ciascun anno nella tabella  di  seguito  riportata.
    Gli investimenti che le singole Regioni sono chiamate  a  realizzare,
    secondo quanto stabilito  ai  periodi  precedenti,  sono  considerati
    nuovi  o  aggiuntivi  qualora  sia  rispettata  una  delle   seguenti
    condizioni: 
        a) le Regioni procedono  a  variare  il  bilancio  di  previsione
    incrementando gli stanziamenti riguardanti gli investimenti diretti e
    indiretti per la quota di rispettiva competenza, come indicata  nella
    tabella di seguito riportata; 
        b) gli investimenti  per  l'anno  di  riferimento  devono  essere
    superiori, per un  importo  pari  ai  valori  indicati  per  ciascuna
    regione nella tabella di seguito riportata, rispetto agli impegni per
    investimenti diretti e indiretti effettuati nell'esercizio precedente
    a  valere  su  risorse  regionali,  escluse  le  risorse  del   Fondo
    pluriennale vincolato. 
      Le Regioni certificano l'avvenuta realizzazione degli  investimenti
    di cui alla tabella di seguito riportata entro il 31 marzo  dell'anno
    successivo a quello di riferimento, mediante  apposita  comunicazione
    al Ministero dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della
    Ragioneria generale dello  Stato.  In  caso  di  mancata  o  parziale
    realizzazione degli investimenti, si applicano le sanzioni di cui  al
    comma 475. 
        
    
    +-------------------------------------------------------------------+
    |        |       |    Riparto     |                                 |
    |        |       |     spazi      |                                 |
    |Regioni |Percen-|   finanziari   |      Profilo investimenti       |
    |        | tuale |      2017      |                                 |
    |--------+-------+----------------+---------------------------------|
    |Abruzzo | 3,16% |  15.812.894,74 |      2017      |      2018      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |   5.534.513,16 |   4.332.733,16 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |   4.111.352,63 |   1.676.166,84 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |     158.128,95 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |Basili- |       |                |      2017      |      2018      |
    |cata    |  2,50%|  12.492.894,74 |                |                |
    |        |       |                |   4.372.513,16 |   3.423.053,16 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |   3.248.152,63 |   1.324.246,84 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |     124.928,95 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |Calabria|  4,46%|  22.302.894,74 |      2017      |      2018      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |   7.806.013,16 |   6.110.993,16 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |   5.798.752,63 |   2.364.106,84 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |     223.028,95 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |Campania| 10,54%|  52.699.210,53 |      2017      |      2018      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |  18.444.723,68 |  14.439.583,68 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |  13.701.794,74 |   5.586.116,32 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |     526.992,11 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |Emilia- |       |                |      2017      |      2018      |
    |Romagna |  8,51%|  42.532.894,74 |                |                |
    |        |       |                |  14.886.513,16 |  11.654.013,16 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |  11.058.552,63 |   4.508.486,84 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |     425.328,95 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |Lazio   | 11,70%|  58.516.578,95 |      2017      |      2018      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |  20.480.802,63 |  16.033.542,63 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |  15.214.310,53 |   6.202.757,37 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |     585.165,79 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |Liguria |  3,10%|  15.503.947,37 |      2017      |      2018      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |   5.426.381,58 |   4.248.081,58 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |   4.031.026,32 |   1.643.418,42 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |     155.039,47 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |Lombar- |       |                |      2017      |      2018      |
    |dia     | 17,48%|  87.412.631,58 |                |                |
    |        |       |                |  30.594.421,05 |  23.951.061,05 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |  22.727.284,21 |   9.265.738,95 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |     874.126,32 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |Marche  |  3,48%|  17.411.842,11 |      2017      |      2018      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |   6.094.144,74 |   4.770.844,74 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |   4.527.078,95 |   1.845.655,26 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |     174.118,42 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |Molise  |  0,96%|   4.786.052,63 |      2017      |      2018      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |   1.675.118,42 |   1.311.378,42 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |   1.244.373,68 |     507.321,58 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |      47.860,53 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |Piemonte|  8,23%|  41.136.052,63 |      2017      |      2018      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |  14.397.618,42 |  11.271.278,42 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |  10.695.373,68 |   4.360.421,58 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |     411.360,53 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |Puglia  |  8,15%|  40.763.421,05 |      2017      |      2018      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |  14.267.197,37 |  11.169.177,37 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |  10.598.489,47 |   4.320.922,63 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |     407.634,21 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |Toscana |  7,82%|  39.086.578,95 |      2017      |      2018      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |  13.680.302,63 |  10.709.722,63 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |  10.162.510,53 |   4.143.177,37 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |     390.865,79 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |Umbria  |  1,96%|   9.810.263,16 |      2017      |      2018      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |   3.433.592,11 |   2.688.012,11 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |   2.550.668,42 |   1.039.887,89 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |      98.102,63 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |Veneto  |  7,95%|  39.731.842,11 |      2017      |      2018      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |  13.906.144,74 |  10.886.524,74 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |  10.330.278,95 |   4.211.575,26 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |     397.318,42 |                |
    |--------+-------+----------------+----------------+----------------|
    |TOTALE  |100,00%| 500.000.000,00 |      2017      |      2018      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                | 175.000.000,00 | 137.000.000,00 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2019      |      2020      |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                | 130.000.000,00 |  53.000.000,00 |
    |        |       |                |----------------+----------------|
    |        |       |                |      2021      |                |
    |        |       |                |                |                |
    |        |       |                |   5.000.000,00 |                |
    +-------------------------------------------------------------------+
    ".
    
        
    
     
                                   Art. 34 
     
     
      (Disposizioni sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale) 
     
      1. All'articolo 1, comma 712-ter, della legge 28 dicembre 2015,  n.
    208, dopo le parole: "nell'esercizio 2015" sono inserite le seguenti:
    "e in quelli antecedenti". 
      2. All'articolo 2, comma 67-bis, della legge 23 dicembre  2009,  n.
    191,  al  quinto  periodo,  le  parole  "e  per  l'anno  2016",  sono
    sostituite dalle seguenti: ", per l'anno 2016 e per l'anno 2017. 
      3. All'articolo 9-undecies del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2015,  n.  125,
    dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: 
      "2-bis. Al fine di consentire una corretta gestione di cassa  e  di
    favorire la tempestivita'  dei  pagamenti  degli  enti  del  Servizio
    sanitario nazionale, il riparto delle quote distinte e vincolate  del
    relativo finanziamento destinato alle regioni, ivi comprese le  quote
    indicate dall'articolo 1, comma 562, della legge 23 dicembre 2014, n.
    190, e' effettuato, ove non siano gia' fissati altri termini ai sensi
    della  legislazione  vigente,  entro  il  31  luglio   dell'anno   di
    riferimento, secondo i criteri e i dati ultimi disponibili. A seguito
    della relativa Intesa raggiunta nella  Conferenza  permanente  per  i
    rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento  e
    Bolzano, nelle  more  della  deliberazione  del  CIPE,  il  Ministero
    dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad erogare alle  regioni
    fino all'80 per cento degli  importi  assegnati,  purche'  non  siano
    stabilite condizioni o specifici adempimenti o  atti  presupposti  ai
    fini dell'effettiva erogabilita' delle risorse. Sono  fatti  salvi  i
    diversi regimi di anticipazione delle risorse del  finanziamento  del
    Servizio  sanitario  nazionale  gia'  stabiliti  dalla   legislazione
    vigente. 
      2-ter. Il regime di anticipazione di cui al comma 2-bis si  applica
    anche alle somme da erogare a  titolo  di  compensazione  per  minori
    gettiti fiscali effettivi rispetto  a  quelli  stimati  ai  fini  del
    finanziamento del Servizio sanitario nazionale ai sensi dell'articolo
    39, comma 3, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. 
      2-quater. Il Ministero dell'economia e delle  finanze,  nelle  more
    delle  deliberazioni  del  CIPE,  e'  autorizzato  ad  effettuare  le
    erogazioni delle somme di cui  ai  commi  2-bis  e  2-ter  anche  con
    riferimento ai relativi finanziamenti riferiti agli esercizi  2016  e
    precedenti sui quali sia stata raggiunta la prevista Intesa. 
      2-quinquies. Il Ministero dell'economia e delle finanze provvede ai
    trasferimenti di cui ai commi 2-bis, 2-ter e 2-quater comunque  entro
    i limiti degli stanziamenti del bilancio statale. Sono in  ogni  caso
    autorizzati recuperi e compensazioni a carico delle somme a qualsiasi
    titolo spettanti alle regioni, anche per gli esercizi successivi, che
    dovessero rendersi eventualmente necessari.". 
      4. All'articolo 77-quater, comma 4,  del  decreto-legge  25  giugno
    2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto
    2008, n. 133, sono aggiunti, infine, i seguenti periodi: 
      "A decorrere dall'anno 2017: 
      a)  fermo  restando  il  livello  complessivo   del   finanziamento
    erogabile alle regioni in corso d'anno,  ai  sensi  dell'articolo  2,
    comma  68,  della  legge  23  dicembre  2009,  n.  191,  nelle   more
    dell'adozione del Decreto del Presidente del Consiglio  dei  Ministri
    che assegna alle regioni le  rispettive  quote  di  compartecipazione
    all'IVA, in attuazione del citato decreto legislativo n. 56 del 2000,
    il Ministero dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad  erogare
    quote di compartecipazione  all'IVA  facendo  riferimento  ai  valori
    indicati nel riparto  del  fabbisogno  sanitario  nazionale  e  nella
    contestuale individuazione delle  relative  quote  di  finanziamento,
    come risultanti dall'intesa raggiunta  in  Conferenza  Stato-Regioni,
    ovvero dai decreti interministeriali di cui  all'articolo  27,  comma
    1-bis, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68; 
      b)  il  Decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  di
    assegnazione alle regioni delle rispettive quote di compartecipazione
    all'IVA per l'anno di riferimento  non  puo'  fissare,  per  ciascuna
    regione, una quota di compartecipazione inferiore a quella  stabilita
    in  sede  di   riparto   del   fabbisogno   sanitario   nazionale   e
    nell'individuazione delle relative quote di finanziamento di  cui  al
    richiamato articolo 27, comma 1-bis del decreto legislativo n. 68 del
    2011; 
      c)  il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  in   funzione
    dell'attuazione della lettera a) del presente comma, e'  autorizzato,
    in sede di conguaglio, ad operare eventuali necessari recuperi, anche
    a carico delle somme a qualsiasi titolo spettanti  per  gli  esercizi
    successivi. 
    Il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  e'  autorizzato   ad
    applicare le disposizioni di cui al terzo periodo del presente  comma
    anche con riferimento agli esercizi 2016 e precedenti.". 
    
     
                                   Art. 35 
     
     
                   (Misure urgenti in tema di riscossione) 
     
      Al  decreto-legge  22  ottobre  2016,  n.  193,   convertito,   con
    modificazioni, dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225, sono apportate le
    seguenti modificazioni: 
      a) all'articolo 1, comma 3, le parole da "dei comuni" a "essi" sono
    sostituite  dalle  seguenti:  "delle  amministrazioni  locali,   come
    individuate dall'Istituto nazionale di statistica  (ISTAT)  ai  sensi
    dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n.  196,  con
    esclusione delle societa' di riscossione, e,  fermo  restando  quanto
    previsto  dall'articolo  17,  commi  3-bis  e  3-ter,   del   decreto
    legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, delle societa' da esse"; 
      b) all'articolo 2, il comma 2, e' sostituito dal  seguente:  "2.  A
    decorrere dal 1°  luglio  2017,  le  amministrazioni  locali  di  cui
    all'articolo 1, comma 3, possono deliberare di affidare  al  soggetto
    preposto alla riscossione  nazionale  le  attivita'  di  riscossione,
    spontanea e coattiva, delle entrate tributarie o patrimoniali proprie
    e, fermo restando quanto previsto dall'articolo  17,  commi  3-bis  e
    3-ter, del  decreto  legislativo  26  febbraio  1999,  n.  46,  delle
    societa' da esse partecipate.". 
     
    
     
                                   Art. 36 
     
     
    (Procedura di riequilibrio finanziario  e  di  dissesto  e  piano  di
                                  rientro) 
     
      1. All'articolo 259 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
    il comma 1-ter e' sostituito dal seguente: 
      "1-ter.  Nel  caso  in  cui  il  riequilibrio  del   bilancio   sia
    significativamente condizionato dall'esito delle misure di  riduzione
    di almeno il 20 per  cento  dei  costi  dei  servizi,  nonche'  dalla
    razionalizzazione di tutti  gli  organismi  e  societa'  partecipati,
    laddove presenti, i cui costi incidono sul bilancio dell'ente, l'ente
    puo' raggiungere l'equilibrio, in deroga alle  norme  vigenti,  entro
    l'esercizio in  cui  si  completa  la  riorganizzazione  dei  servizi
    comunali e la razionalizzazione di tutti gli organismi partecipati, e
    comunque  entro  cinque  anni,  compreso  quello  in  cui  e'   stato
    deliberato il dissesto. Fino al raggiungimento dell'equilibrio e  per
    i    cinque    esercizi    successivi,    l'organo    di    revisione
    economico-finanziaria dell'ente trasmette al Ministero  dell'interno,
    entro 30 giorni dalla scadenza di ciascun  esercizio,  una  relazione
    sull'efficacia delle misure  adottate  e  sugli  obiettivi  raggiunti
    nell'esercizio". 
      2. L'articolo 1, comma 457, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 e'
    sostituito dal seguente: 
      "457. L'articolo 2-bis del decreto-legge 24 giugno  2016,  n.  113,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160,  e'
    sostituito dal seguente: 
      "1. In deroga a quanto previsto dall'articolo 255,  comma  10,  del
    decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per i  comuni  e  per  le
    province in  stato  di  dissesto  finanziario  l'amministrazione  dei
    residui attivi e passivi  relativi  ai  fondi  a  gestione  vincolata
    compete all'organo straordinario della liquidazione. 
      2. L'amministrazione dei residui attivi e passivi di cui al comma 1
    e' gestita separatamente, nell'ambito della gestione straordinaria di
    liquidazione. Resta ferma la facolta' dell'organo straordinario della
    liquidazione  di  definire  anche  in  via  transattiva  le   partite
    debitorie, sentiti i creditori. 
      3. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano ai comuni e  alle
    province  che   deliberano   lo   stato   di   dissesto   finanziario
    successivamente  alla  data  di  entrata  in  vigore   del   presente
    decreto-legge,  nonche'  a  quelli,  gia'  in   stato   di   dissesto
    finanziario, per i quali alla  medesima  data  non  e'  stata  ancora
    approvata l'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato.". 
      4. All'articolo 1, comma 714-bis, della legge 28 dicembre  2015  n.
    208,  dopo  le  parole  "debiti  fuori  bilancio"  sono  aggiunte  le
    seguenti:  "anche  emersi  dopo  la   approvazione   del   piano   di
    riequilibrio   finanziario   pluriennale,   ancorche'   relativi    a
    obbligazioni sorte antecedentemente alla dichiarazione di predissesto
    ". 
     
    
     
                                   Art. 37 
     
     
    (Modifiche all'articolo 1, comma 467, legge 11 dicembre 2016, n. 232) 
     
      1. All'articolo 1, comma 467, della legge 11 dicembre 2016, n. 232,
    dopo le parole "per le  quali  l'ente"  sono  aggiunte  le  seguenti:
    "abbia gia' avviato le procedure per la scelta del  contraente  fatte
    salve dal decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 o". 
     
    
     
                                   Art. 38 
     
     
    (Disposizioni in materia di enti previdenziali e  di  gestione  degli
                             immobili pubblici ) 
     
      1. All'articolo 3,  del  decreto-legge  20  giugno  1996,  n.  323,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n.  425,  e
    successive modificazioni, dopo il comma 12, e' inserito il  seguente:
    "12-bis. Limitatamente agli oneri di cui all'articolo  37,  comma  3,
    lett. c), della legge 9 marzo 1989, n. 88 e all'articolo 2, comma  4,
    lett. a), della legge 12  novembre  2011,  n.  183,  l'assunzione  di
    impegni  sui  capitoli  del  bilancio  dello  Stato   relativa   alle
    erogazioni  a  favore  dell'INPS  e'  autorizzata  sulla   base   del
    fabbisogno di cassa dell'ente approvato dal Ministero  del  lavoro  e
    delle politiche sociali. A tal fine, l'INPS presenta, entro  il  mese
    di gennaio di ogni anno, il fabbisogno  annuale  con  evidenza  delle
    esigenze mensili e il successivo aggiornamento non oltre il  mese  di
    giugno.". 
      2. All'articolo 8, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,  la
    lettera  c)  e'  sostituita  dalla  seguente:   "c)   alla   completa
    dismissione  del  proprio  patrimonio  immobiliare  da  reddito,  nel
    rispetto dei vincoli di  legge  ad  esso  applicabili,  ivi  compresi
    quelli  derivanti  dal  decreto-legge  25  settembre  2001,  n.  351,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n.  410,
    anche attraverso il conferimento di parte del patrimonio a  fondi  di
    investimento immobiliare costituiti dalla societa'  di  gestione  del
    risparmio di cui all'articolo 33 del decreto-legge 6 luglio 2011,  n.
    98, convertito, con modificazioni, dalla legge  15  luglio  2011,  n.
    111, con l'obiettivo di perseguire una maggiore  efficacia  operativa
    ed   una   maggiore   efficienza   economica.".    L'INPS    provvede
    all'attuazione di quanto disposto dal presente comma nei limiti delle
    risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili  a  legislazione
    vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 
      3. All'articolo 1, comma 84, della legge 11 dicembre 2016, n.  232,
    le parole: "al comma 82 del presente articolo e di quelli di  cui  ai
    commi 8-ter e 8-quater" sono sostituite dalle seguenti: "ai commi  1,
    8-ter e 8-quater". 
     
    
     
                                   Art. 39 
     
     
    (Trasferimenti  regionali  a  province  e  citta'  metropolitane  per
                             funzioni conferite) 
     
      1. Ai  fini  del  coordinamento  della  finanza  pubblica,  per  il
    quadriennio 2017-2020, una quota del 20 per cento del  fondo  di  cui
    all'articolo 16-bis, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,  e'
    riconosciuta a condizione che  la  regione  entro  il  30  giugno  di
    ciascun anno abbia certificato, in conformita' alla  legge  regionale
    di attuazione dell'Accordo sancito tra Stato e  regioni  in  sede  di
    Conferenza unificata dell'11 settembre 2014, l'avvenuta erogazione  a
    ciascuna provincia e citta' metropolitana del  rispettivo  territorio
    delle risorse per l'esercizio delle funzioni ad  esse  conferite.  La
    predetta certificazione e' formalizzata tramite Intesa in  Conferenza
    unificata da raggiungere entro il 10 luglio di ciascun anno. 
      2. In caso di mancata Intesa, il  riconoscimento  in  favore  della
    regione interessata del 20 per  cento  del  fondo  per  il  trasporto
    pubblico locale di cui al comma 1 e'  deliberato  dal  Consiglio  dei
    Ministri su proposta del Dipartimento per gli Affari regionali. 
    
     
                                   Art. 40 
     
     
    (Rideterminazione  delle  sanzioni  per  le  province  e  le   citta'
                               metropolitane) 
     
      1. La sanzione di cui al comma 723,  lettera  a),  dell'articolo  1
    della  legge  28  dicembre  2015,  n.  208,  trova  applicazione  nei
    confronti delle province e delle citta' metropolitane delle regioni a
    statuto ordinario e delle regioni Siciliana e Sardegna che non  hanno
    rispettato il saldo non negativo tra le entrate  e  le  spese  finali
    nell'anno  2016,  nella  misura  eventualmente   eccedente   l'avanzo
    applicato al bilancio di previsione 2016 ai  sensi  dell'articolo  1,
    commi 756, lettera b), e 758 della legge 28 dicembre 2015, n. 208. 
      2. Ai fini di cui al comma 1,  gli  enti  locali  interessati  sono
    tenuti ad inviare, utilizzando il sistema web, appositamente previsto
    nel  sito  http://pareggiobilancio.mef.gov.it  ,  entro  il   termine
    perentorio di 30 giorni dalla data di entrata in vigore del  presente
    decreto, al Ministero dell'economia e delle  finanze  -  Dipartimento
    della Ragioneria generale dello Stato, una certificazione  attestante
    l'ammontare dell'avanzo applicato al bilancio di previsione  2016  ai
    sensi dell'articolo 1, commi 756, lettera b), e 758, della  legge  28
    dicembre 2015, n. 208. La certificazione di cui al periodo precedente
    e'  firmata  digitalmente,  ai  sensi  dell'articolo  24  del  codice
    dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo  7  marzo
    2005,  n.  82,  dal  Presidente  della  Provincia   o   dal   Sindaco
    metropolitano, dal responsabile finanziario dell'ente  e  dall'organo
    di revisione economico-finanziaria. 
    

    TITOLO III
    ULTERIORI INTERVENTI IN FAVORE DELLE ZONE TERREMOTATE

     
                                   Art. 41 
     
     
    (Fondo  da  ripartire  per   l'accelerazione   delle   attivita'   di
                 ricostruzione a seguito di eventi sismici) 
     
      1. Per il finanziamento degli interventi necessari a seguito  degli
    eventi sismici del 2016 e 2017 previsti ai successivi commi 2, 3 e  4
    e dagli articoli 42, 43, 44, 45 e 46, e' stanziata la somma di  1.000
    milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. 
      2.  Al  fine  di  permettere  l'accelerazione  delle  attivita'  di
    ricostruzione a seguito degli eventi sismici  del  2016  e  2017  nei
    territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, nello  stato
    di  previsione  del  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze   e'
    istituito un apposito Fondo da ripartire con una dotazione  di  491,5
    milioni di euro per l'anno 2017, 717,3 milioni  di  euro  per  l'anno
    2018 e 699,7 milioni di euro per l'anno 2019. L'utilizzo del fondo e'
    disposto con uno o piu' decreti del Ministro  dell'economia  e  delle
    finanze su proposta del Commissario per la ricostruzione  ovvero  del
    Dipartimento di cui all'articolo 18 bis del decreto-legge 9  febbraio
    2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017,
    n. 45. Con decreti del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  si
    provvede  all'eventuale   rimodulazione   delle   risorse   destinate
    annualmente alle finalita' di  cui  al  comma  3,  nell'ambito  dello
    stanziamento  complessivo   annuale,   in   relazione   all'effettivo
    andamento delle spese. 
      3. Le risorse del Fondo sono destinate a: 
      a) interventi di ricostruzione nei Comuni di cui all'articolo 1 del
    decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189  convertito  con  modificazioni
    dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229: 
      1) per il finanziamento delle  verifiche  di  vulnerabilita'  degli
    edifici  scolastici  di  cui  dall'articolo  20  bis,  comma  4   del
    decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito,  con  modificazioni,
    dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, e per la conseguente  realizzazione
    di progetti di ripristino dei danni e adeguamento antisismico; 
      2) per il finanziamento delle  verifiche  di  vulnerabilita'  degli
    edifici pubblici strategici e per  la  conseguente  realizzazione  di
    progetti di ripristino e adeguamento antisismico; 
      3) per il finanziamento degli interventi di ricostruzione  privata,
    di cui all'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n.
    189 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre  2016,  n.
    229: 
      b) interventi nei Comuni delle zone a rischio sismico 1,  ai  sensi
    dell'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3519  del
    28.04.2006 «Criteri generali per l'individuazione delle zone sismiche
    e per la formazione e l'aggiornamento degli  elenchi  delle  medesime
    zone», Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 11 maggio  2006,
    diversi da quelli di cui alla lettera a): 
      1) per il finanziamento delle  verifiche  di  vulnerabilita'  degli
    edifici scolastici situati nei Comuni delle zone a rischio sismico 1,
    diversi da quelli di cui alla lettera a) e per i relativi progetti di
    adeguamento,  il  Dipartimento  di  cui  all'articolo  18   bis   del
    decreto-legge  9  febbraio  2017,  n.  8,  provvede   alle   relative
    attivita',   previa   intesa   con   il   Ministero   dell'istruzione
    dell'universita'  e  della  ricerca  per   il   coordinamento   degli
    interventi di cui al  presente  comma  con  quelli  gia'  previsti  a
    legislazione vigente; 
      2) per le verifiche di vulnerabilita' degli edifici  privati  delle
    zone a rischio sismico 1. Il Dipartimento di cui all'articolo 18  bis
    del decreto-legge 9 febbraio  2017,  n.  8,  provvede  alle  relative
    attivita'. 
      c) incentivare piani  sperimentali  per  la  difesa  sismica  degli
    edifici pubblici attraverso il finanziamento di dieci cantieri pilota
    per un importo fino  a  25  milioni  di  euro  per  l'anno  2017.  Il
    Dipartimento di cui all'articolo 18 bis del decreto legge 9  febbraio
    2017, n. 8, convertito con modificazioni dalla legge 7  aprile  2017,
    n. 45, provvede alle relative attivita'. 
      4. Una quota delle risorse di cui al comma 2 fino a 50  milioni  di
    euro per l'anno 2017 e 70 milioni di euro  per  ciascuno  degli  anni
    2018 e 2019, puo' essere destinata  con  le  medesime  modalita',  su
    richiesta   delle   amministrazioni   interessate,   all'acquisto   e
    manutenzione dei mezzi occorrenti per le operazioni  di  concorso  al
    soccorso alla popolazione civile. 
     
    
     
                                   Art. 42 
     
     
    (Fondo  per  la  ricostruzione  delle   aree   terremotate   di   cui
          all'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 189 del 2016) 
     
      1. Il Fondo di cui all'articolo 4, comma  1  del  decreto-legge  17
    ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla  legge  15
    dicembre 2016, n. 229, e' incrementato di  63  milioni  di  euro  per
    l'anno 2017 e 132 milioni per ciascuno degli anni 2018 e  2019  anche
    per far fronte ai fabbisogni finanziari derivanti dalla  prosecuzione
    delle attivita'  di  assistenza  alla  popolazione  a  seguito  della
    cessazione dello stato di emergenza. 
      2.  Per  consentire  l'avvio   di   interventi   urgenti   per   la
    ricostruzione pubblica e privata  nelle  aree  colpite  dagli  eventi
    sismici di cui all'articolo 1 del decreto-legge n. 189 del  2016,  e'
    autorizzata la spesa di 150 milioni di euro per l'anno 2017. 
      3. Le risorse di cui al comma 2,  confluiscono  nella  contabilita'
    speciale di cui all'articolo, 4 comma, 3, del  decreto-legge  n.  189
    del  2016,  e  sono   oggetto   di   separata   contabilizzazione   e
    rendicontazione. 
    
     
                                   Art. 43 
     
     
       (Ulteriore proroga sospensione e rateizzazione tributi sospesi) 
     
      1. All'articolo 48 del  decreto-legge  17  ottobre  2016,  n.  189,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n.  229,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
      a) al comma 1-bis, primo periodo, le parole del "30 novembre  2017"
    sono sostituite dalle seguenti "31 dicembre 2017". 
      b) al comma 10, dopo il primo periodo e' aggiunto il seguente: "Per
    i soggetti diversi da quelli indicati all'articolo 11,  comma  3  del
    decreto-legge 9 febbraio 2017,  n.  8  convertito  con  modificazioni
    dalla legge 7 aprile 2017, n.45, il termine del 30 novembre  2017  e'
    ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2017". 
      c) al comma 12, le parole: "dicembre 2017"  sono  sostituite  dalle
    seguenti "febbraio 2018"; 
      d) dopo il comma 12 sono inseriti i seguenti: "12-bis. Al  fine  di
    assicurare nell'anno 2017 i tributi non  versati  per  effetto  delle
    sospensioni citate al comma 11, il Commissario per  la  ricostruzione
    e' autorizzato a concedere, con proprio provvedimento, a valere sulle
    risorse della contabilita' speciale di cui all'articolo 4,  comma  3,
    un'apposita anticipazione fino ad un massimo di 17  milioni  di  euro
    per l'anno 2017. 
      12-ter. Il Commissario per la ricostruzione comunica entro febbraio
    2018 le somme anticipate di cui al  comma  12-bis,  non  versate  dai
    comuni interessati nell'anno 2017, ai sensi dell'ultimo  periodo  del
    presente comma, all'Agenzia delle entrate-Struttura di  gestione,  la
    quale provvede a trattenere le relative somme dall'imposta municipale
    propria riscossa a decorrere da febbraio 2018 tramite il sistema  del
    versamento unitario, di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9
    luglio 1997,  n.  241.  Gli  importi  recuperati  dall'Agenzia  delle
    entrate-Struttura di  gestione  sono  versati  ad  apposito  capitolo
    dell'entrata del bilancio dello Stato. I comuni  interessati  possono
    in ogni caso procedere  nell'anno  2017  al  versamento  ad  apposito
    capitolo dell'entrata del bilancio statale delle anticipazioni di cui
    al  comma  12-bis,  inviando  apposita  attestazione  del  versamento
    effettuato al Commissario alla ricostruzione entro il termine del  31
    dicembre 2017.". 
      2. All'articolo 11, comma 2, del decreto-legge 9 febbraio 2017,  n.
    8, convertito con modificazioni dalla legge 7 aprile 2017,  n.45,  le
    parole "al 30 novembre 2017" sono sostituite  dalle  seguenti:  "fino
    alla scadenza dei termini delle sospensioni dei versamenti  tributari
    previste dall'articolo 48 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n.  189,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229". 
      3. All'articolo 48, comma 11, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n.
    189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016,  n.
    229, dopo le parole: "dicembre 2017 senza applicazione di sanzioni  e
    di interessi" sono aggiunte le seguenti: "e, per i  soggetti  diversi
    da quelli indicati dall'articolo 11, comma  3,  del  decreto-legge  9
    febbraio 2017, n. 8, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  7
    aprile 2017, n. 45 entro il 16 febbraio 2018. I soggetti  diversi  da
    quelli indicati dall'articolo 11, comma 3, di detto  decreto-legge  9
    febbraio 2017, n. 8, possono versare le somme oggetto di sospensione,
    senza applicazione di sanzioni e  interessi,  mediante  rateizzazione
    fino a un massimo di 9 rate mensili di pari importo, a decorrere  dal
    16 febbraio 2018." 
      4. All'articolo 11, comma 3, primo  periodo,  del  decreto-legge  9
    febbraio 2017, n. 8, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  7
    aprile 2017, n.45, le parole "nei termini previsti"  sono  sostituite
    dalle  seguenti  "entro  il  16  dicembre  2017"  e  dopo  le  parole
    "pagamento  dei  tributi"  sono  aggiunte  le  seguenti  "oggetto  di
    sospensione". 
      5.  Le  maggiori  entrate  derivanti  dal  presente  articolo,   ad
    eccezione di quelle derivanti dalla  proroga  della  sospensione  dei
    tributi  locali,  pari  a  101  milioni  di  euro   nell'anno   2018,
    confluiscono nel Fondo di cui all'articolo 1, comma 430, della  legge
    28 dicembre 2015, n. 208. 
     
    
     
                                   Art. 44 
     
     
                             (Proroga incentivi) 
     
      1. All'articolo 18-quater, comma 1, del  decreto-legge  9  febbraio
    2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2015,
    n. 45, le parole: "fino al 31 dicembre 2018"  sono  sostituite  dalle
    seguenti: "fino al 31 dicembre 2019". 
    
     
                                   Art. 45 
     
     
                    (Compensazione perdita gettito TARI) 
     
      1. All'articolo 48, comma 16, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n.
    189, convertito con modificazioni dalla legge 15  dicembre  2016,  n.
    229, e' aggiunto, infine, il seguente periodo: "Al fine di assicurare
    ai comuni di cui all'articolo 1, continuita'  nello  smaltimento  dei
    rifiuti  solidi  urbani,  il  Commissario  per  la  ricostruzione  e'
    autorizzato a concedere, con propri  provvedimenti,  a  valere  sulle
    risorse della contabilita' speciale di cui all'articolo 4,  comma  3,
    un'apposita compensazione fino ad un massimo di 16  milioni  di  euro
    con riferimento all'anno 2016, da erogare nel 2017, e di  30  milioni
    di euro annui per il triennio 2017 - 2019, per sopperire ai  maggiori
    costi affrontati  o  alle  minori  entrate  registrate  a  titolo  di
    TARI-tributo di  cui  all'articolo  1,  comma  639,  della  legge  27
    dicembre 2013, n. 147 o di  TARI-corrispettivo  di  cui  allo  stesso
    articolo 1, commi 667 e 668.". 
    
     
                                   Art. 46 
     
     
                  (Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia) 
     
      1. Nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell'Umbria, delle Marche  e
    dell'Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si  sono  susseguiti  a
    far data dal 24  agosto  2016,  di  cui  agli  allegati  1  e  2  del
    decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni,
    con la legge 15 dicembre 2016, n. 229, e' istituita  la  zona  franca
    urbana ai sensi della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
      2. Le imprese che  hanno  la  sede  principale  o  l'unita'  locale
    all'interno della zona franca di cui al comma 1, e che hanno subito a
    causa degli eventi sismici la riduzione del fatturato almeno pari  al
    25  per  cento  della  media  relativa  ai  tre  periodi  di  imposta
    precedenti a  quello  in  cui  si  e'  verificato  l'evento,  possono
    beneficiare, in relazione ai redditi e  al  valore  della  produzione
    netta derivanti dalla prosecuzione dell'attivita' nei citati  Comuni,
    delle seguenti agevolazioni: 
      a) esenzione dalle imposte sui redditi del reddito derivante  dallo
    svolgimento dell'attivita' svolta dall'impresa nella zona  franca  di
    cui al comma 1 fino a concorrenza, per ciascun  periodo  di  imposta,
    dell'importo di 100.000 euro del reddito derivante dallo  svolgimento
    dell'attivita' svolta dall'impresa nella zona franca; 
      b) esenzione dall'imposta regionale sulle attivita' produttive  del
    valore   della   produzione   netta   derivante   dallo   svolgimento
    dell'attivita' svolta dall'impresa nella zona franca di cui al  comma
    1 nel limite di euro 300.000 per ciascun periodo di imposta, riferito
    al valore della produzione netta; 
      c) esenzione dalle imposte municipali proprie per gli immobili siti
    nella zona franca di cui al  comma  1,  posseduti  e  utilizzati  dai
    soggetti di cui al presente articolo per  l'esercizio  dell'attivita'
    economica; 
      d)  esonero  dal  versamento   dei   contributi   previdenziali   e
    assistenziali,  con  esclusione   dei   premi   per   l'assicurazione
    obbligatoria infortunistica, a carico dei  datori  di  lavoro,  sulle
    retribuzioni da lavoro dipendente. L'esonero  di  cui  alla  presente
    lettera spetta,  alle  medesime  condizioni,  anche  ai  titolari  di
    reddito di lavoro autonomo che svolgono l'attivita' all'interno della
    zona franca urbana. 
      3. Le esenzioni di cui al comma 2 spettano, altresi', alle  imprese
    che avviano la propria attivita' all'interno della zona franca  entro
    il 31 dicembre 2017. 
      4. Le esenzioni di cui ai commi 2 e 3 sono concesse per il  periodo
    di imposta in corso alla data di entrata in  vigore  della  legge  di
    conversione del presente decreto e per quello successivo. 
      5. La zona franca di cui al comma 1 comprende anche i Comuni di cui
    all'allegato  2-bis  del  decreto-legge  17  ottobre  2016,  n.  189,
    convertito, con modificazioni, con la legge 15 dicembre 2016, n. 229.
    Le esenzioni di cui al comma 2, spettano alle imprese  che  hanno  la
    sede principale o l'unita' locale  nei  comuni  di  cui  al  predetto
    allegato 2-bis e che hanno subito nel periodo dal 1° gennaio 2017  al
    31 marzo 2017 la riduzione del fatturato almeno pari al 25 per  cento
    rispetto al corrispondente periodo dell'anno 2016. 
      6. Per le finalita' di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5, e'  autorizzata
    la spesa di 194,5 milioni di euro per l'anno 2017, di  167,7  milioni
    di euro per l'anno 2018 e di 141,7 milioni di euro per  l'anno  2019,
    che costituisce limite annuale per la fruizione delle agevolazioni da
    parte delle imprese beneficiarie. 
      7. Le agevolazioni di cui al presente  articolo  sono  concesse  ai
    sensi  e  nei  limiti  del  regolamento  (UE)  n.   1407/2013   della
    Commissione, del 18 dicembre 2013,  relativo  all'applicazione  degli
    articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea
    agli aiuti "de minimis", e del regolamento (UE)  n.  1408/2013  della
    Commissione, del 18 dicembre 2013,  relativo  all'applicazione  degli
    articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea
    agli aiuti "de minimis" nel settore agricolo. 
      8. Per l'attuazione degli interventi di cui al presente articolo si
    applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui  al  decreto
    del Ministro dello sviluppo  economico  10  aprile  2013,  pubblicato
    nella Gazzetta Ufficiale n. 161 dell'11  luglio  2013,  e  successive
    modificazioni, recante le condizioni, i  limiti,  le  modalita'  e  i
    termini di decorrenza e durata delle agevolazioni concesse  ai  sensi
    dell'articolo  37  del  decreto-legge  18  ottobre  2012,   n.   179,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. 
     
    

    TITOLO IV
    MISURE URGENTI PER RILANCIO ECONOMICO E SOCIALE
    CAPO I
    MISURE NEL SETTORE DEI TRASPORTI E DELLE INFRASTRUTTURE

     
                                   Art. 47 
     
     
                  (Interventi per il trasporto ferroviario) 
     
      1. Al  fine  di  favorire  ed  accelerare  il  conseguimento  della
    compatibilita' degli standard tecnologici e di sicurezza delle  linee
    ferroviarie regionali con quelli della rete ferroviaria nazionale  di
    cui al Decreto del Ministro dei  Trasporti  e  della  Navigazione  31
    ottobre 2000, n. 138T, garantendo al  contempo  adeguati  livelli  di
    efficienza e sviluppo, previa intesa tra le Regioni  e  il  Ministero
    delle infrastrutture e dei trasporti, da definirsi entro  120  giorni
    dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente   decreto,   Rete
    Ferroviaria Italiana  S.p.A.  e'  individuata  quale  unico  soggetto
    responsabile della realizzazione dei necessari interventi tecnologici
    da realizzarsi sulle stesse linee regionali. 
      2. Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. attua gli interventi di cui  al
    comma 1 nell'ambito di apposito contratto con le Regioni interessate,
    nei limiti delle risorse disponibili  destinate  agli  scopi,  ed  in
    coerenza con i piani di adeguamento tecnico presentati dai competenti
    gestori delle reti regionali, rispetto ai quali  sia  intervenuto  il
    relativo pronunciamento da parte del competente l'organismo  preposto
    alla sicurezza. 
      3. Con uno o piu' decreti del Ministro delle Infrastrutture  e  dei
    Trasporti, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze,
    sulla base di criteri che tengano conto delle esigenze  di  mobilita'
    dei viaggiatori e delle merci,  di  ampliamento  della  connettivita'
    della rete ferroviaria, di integrazione con il territorio e  le  aree
    metropolitane, di potenziamento delle  connessioni  verso  i  sistemi
    portuali ed aeroportuali, sono individuate, nell'ambito  delle  linee
    ferroviarie regionali, quelle di rilevanza per  la  rete  ferroviaria
    nazionale, che possono essere  destinatarie  di  finanziamenti  dello
    Stato per eventuali investimenti sulle linee. 
      4. Le Regioni territorialmente competenti, i  gestori  delle  linee
    regionali  e  Rete  Ferroviaria  Italiana  S.p.A.  possono   altresi'
    concludere  accordi  e  stipulare  contratti  per   disciplinare   la
    realizzazione di interventi diversi da quelli previsti  al  comma  1,
    ovvero il subentro  nella  gestione  a  favore  della  medesima  Rete
    Ferroviaria Italiana S.p.A. delle  reti  ferroviarie  regionali,  ivi
    comprese quelle classificate di rilevanza  per  la  rete  ferroviaria
    nazionale ai sensi del comma 3, definendo gli  oneri  contrattuali  e
    individuando le necessarie risorse di copertura. 
      5. Con uno o piu' decreti del Ministro delle Infrastrutture  e  dei
    trasporti, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze,
    previa intesa in sede di Conferenza Permanente per i rapporti tra  lo
    Stato, le Regioni e le Province autonome di  Trento  e  Bolzano  sono
    individuate, tra quelle di cui al comma 3, le linee che  assumono  la
    qualificazione  di  infrastruttura  ferroviaria   nazionale,   previa
    individuazione delle risorse da destinare alla gestione ai sensi  del
    secondo periodo, ivi incluse quelle iscritte sui pertinenti  capitoli
    del bilancio dello Stato  che  sono  corrispondentemente  riallocate.
    Tali linee sono trasferite, a  titolo  gratuito,  al  Demanio  ed  al
    patrimonio indisponibile  e  disponibile  dello  Stato  ai  fini  del
    contestuale  trasferimento,  mediante  conferimento  in  natura,   al
    gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale che  ne  assume  la
    relativa gestione nell'ambito del contratto di servizio con lo  Stato
    ai  sensi  e  per  gli  effetti  del  decreto  del  Ministero   delle
    Infrastrutture e dei Trasporti del 31 ottobre 2000 n. 138 T. 
      6. Al fine di consentire  il  completamento  del  Programma  Grandi
    Stazioni, ovvero la realizzazione di  ulteriori  opere  funzionali  a
    rendere  gli  interventi  piu'  aderenti  alle  mutate  esigenze  dei
    contesti urbani nei quali si inseriscono, il CIPE,  su  proposta  del
    Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti,  nel  rispetto  degli
    equilibri di finanza pubblica, con apposita  delibera,  individua  le
    risorse annuali disponibili, di cui alle delibere del CIPE, n. 10 del
    14 marzo 2003, n. 63 del 25 luglio 2003, n. 129 del 6 aprile 2006, n.
    61 del 22 luglio 2010, n.2 del 20 gennaio 2012 e n. 20 del  23  marzo
    2012, tenendo conto di eventuali obblighi  giuridicamente  vincolanti
    sorti in base alle predette delibere, provvede  alla  loro  revoca  e
    alla riprogrammazione del 50% delle risorse disponibili in favore  di
    Grandi Stazioni Rail, nonche' alla contestuale approvazione di  nuovi
    progetti ovvero delle necessarie varianti progettuali. 
      7. All'articolo 1, comma 867, della legge 28 dicembre 2015, n. 208,
    l'ultimo periodo e' sostituito  dai  seguenti:  "Fermi  restando  gli
    obblighi di cui al presente comma, e'  autorizzata  la  spesa  di  70
    milioni di euro per l'anno 2016. Le relative risorse sono  trasferite
    alla societa' Ferrovie del Sud Est e servizi  automobilistici  S.r.l.
    per essere  utilizzate,  nel  rispetto  della  normativa  dell'Unione
    europea in materia e  nell'ambito  del  piano  di  risanamento  della
    societa',  esclusivamente  a  copertura   delle   passivita',   anche
    pregresse, e delle esigenze finanziarie del comparto  infrastruttura.
    Restano  fermi  gli  atti,  i  provvedimenti  e  le  operazioni  gia'
    realizzati ai sensi del decreto del Ministro delle  infrastrutture  e
    dei trasporti del 4 agosto 2016, pubblicato sulla Gazzetta  Ufficiale
    17 settembre 2016, n.218. 
      8. E' autorizzato il pagamento a favore di Trenitalia S.p.A.  delle
    somme dovute in relazione all'erogazione  dei  servizi  di  trasporto
    pubblico locale ferroviario gia' eserciti nella Regione Siciliana per
    l'anno 2014 e dei servizi interregionali svolti a  partire  dall'anno
    2014,  nelle   more   della   definizione   dei   relativi   rapporti
    contrattuali, nel limite delle risorse gia' impegnate, ivi inclusi  i
    residui perenti,  nonche'  di  quelle  iscritte  in  bilancio  e  nel
    rispetto della vigente normativa europea. 
      9. Nelle more della sottoposizione al CIPE del progetto  definitivo
    della  sezione  transfrontaliera  della   nuova   linea   ferroviaria
    Torino-Lione ai fini dell'avvio della realizzazione dell'Opera con le
    modalita' di cui all'articolo 2, commi 232, lettere b) e c),  e  233,
    della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come  previsto  dalla  legge  5
    gennaio 2017, n.  1,  sono  autorizzate  le  attivita'  propedeutiche
    all'avvio dei lavori a valere sulle risorse di  cui  all'articolo  1,
    comma  208,  della  legge  24  dicembre  2012,  n.  228  allo   scopo
    finalizzate a legislazione vigente. L'opera e'  monitorata  ai  sensi
    del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229. 
      10. Al fine di promuovere, in  applicazione  del  Regolamento  (UE)
    1304/2014, il rinnovo  dei  sistemi  frenanti  dei  carri  merci  per
    l'abbattimento del rumore prodotto da  tali  carri  e  compensare  le
    imprese ferroviarie  dei  relativi  maggiori  oneri  di  gestione  e'
    istituito   nello   stato   di   previsione   del   Ministero   delle
    infrastrutture e dei trasporti il Fondo per  il  finanziamento  degli
    interventi per l'ammodernamento dei carri merci con una dotazione  di
    20 milioni di euro per l'anno 2018. Al  relativo  onere  si  provvede
    mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui
    all'articolo 10, comma 1, del decreto-legge 22 ottobre 2016,  n.  193
    convertito, con modificazioni, dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225. 
      11. Le risorse del Fondo di cui  al  comma  10  sono  destinate  in
    favore  delle  imprese  ferroviarie  o  dei   detentori   dei   carri
    ferroviari, nel rispetto del Regolamento di esecuzione (UE)  2015/429
    della Commissione, con modalita' stabilite con decreto del  Ministero
    delle infrastrutture e dei trasporti,  da  sottoporre,  entro  trenta
    giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione, a notifica
    preventiva alla Commissione europea, ai sensi dell'articolo  108  del
    Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. 
    
     
                                   Art. 48 
     
     
    (Misure urgenti per  la  promozione  della  concorrenza  e  la  lotta
           all'evasione tariffaria nel trasporto pubblico locale) 
     
      1. I bacini di  mobilita'  per  i  servizi  di  trasporto  pubblico
    regionale e locale e i relativi enti  di  governo,  sono  determinati
    dalle regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano,  sentite
    le citta' metropolitane, gli altri enti di  area  vasta  e  i  comuni
    capoluogo  di  Provincia,  nell'ambito   della   pianificazione   del
    trasporto pubblico regionale e locale, sulla base  di  analisi  della
    domanda che tengano  conto  delle  caratteristiche  socio-economiche,
    demografiche  e   comportamentali   dell'utenza   potenziale,   della
    struttura   orografica,   del    livello    di    urbanizzazione    e
    dell'articolazione  produttiva  del  territorio  di  riferimento.  La
    definizione dei bacini  di  mobilita'  rileva  anche  ai  fini  della
    pianificazione e del finanziamento degli interventi  della  mobilita'
    urbana sostenibile. 
      2. I bacini di cui al  comma  1  comprendono  un'utenza  minima  di
    350.000  abitanti  ovvero  inferiore  solo  se  coincidenti  con   il
    territorio di enti di area vasta o di citta' metropolitane. Agli enti
    di governo dei bacini possono essere conferite in uso  le  reti,  gli
    impianti e le altre dotazioni patrimoniali di proprieta'  degli  enti
    pubblici associati. In tal caso gli  enti  di  governo  costituiscono
    societa' interamente possedute dagli  enti  conferenti,  che  possono
    affidare anche la gestione delle reti, degli impianti e  delle  altre
    dotazioni patrimoniali. Al capitale di tali societa' non  e'  ammessa
    la partecipazione, neanche parziale o indiretta, di soggetti privati. 
      3. La determinazione dei bacini di mobilita' avviene in base a  una
    quantificazione ovvero una stima della domanda di trasporto  pubblico
    locale e regionale con tutte le modalita' che si intende  soddisfare,
    avvalendosi  di  matrici  origine/destinazione  per  l'individuazione
    della rete intermodale dei servizi di trasporto pubblico di  linea  e
    non,   nonche'   delle   fonti   informative   presenti   all'interno
    dell'Osservatorio di cui all'articolo 1, comma 300,  della  legge  24
    dicembre 2007, n. 244. Gli operatori  gia'  attivi  nel  bacino  sono
    tenuti a fornire le informazioni e i dati rilevanti in  relazione  ai
    servizi effettuati entro e non oltre sessanta giorni dalla  richiesta
    di regioni ed enti locali, che adottano adeguate garanzie di tutela e
    riservatezza dei dati commerciali  sensibili.  Le  Regioni  hanno  la
    facolta' di far salvi i bacini determinati anteriormente alla data di
    entrata in vigore del presente decreto, ove coerenti con i criteri di
    cui al presente articolo. 
      4.  Ai  fini  dello  svolgimento  delle  procedure  di  scelta  del
    contraente per i servizi di trasporto locale e  regionale,  gli  enti
    affidanti, con l'obiettivo di promuovere la piu' ampia partecipazione
    alle 
      medesime, articolano i bacini di mobilita' in piu'  lotti,  oggetto
    di procedure di gara e di contratti di servizio, tenuto  conto  delle
    caratteristiche della domanda e salvo eccezioni motivate da  economie
    di scala  proprie  di  ciascuna  modalita'  e  da  altre  ragioni  di
    efficienza economica, nonche' relative alla specificita' territoriale
    dell'area soggetta alle disposizioni di  cui  alla  legge  16  aprile
    1973,  n.  171  e  successive  modificazioni.  Tali  eccezioni   sono
    disciplinate  con  delibera   dell'Autorita'   di   regolazione   dei
    trasporti, ai sensi dell'articolo 37, comma 2, lettera f) del decreto
    -legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,  dalla
    legge 22 dicembre 2011, n. 214, come modificato dal comma 6,  lettera
    a), del presente articolo. Per quanto riguarda i  servizi  ferroviari
    l'Autorita'  puo'  prevedere  eccezioni  relative   anche   a   lotti
    comprendenti territori appartenenti a piu' Regioni, previa intesa tra
    le regioni interessate. 
      5. Nelle more della definizione  dei  bacini  di  mobilita'  e  dei
    relativi enti di governo, gli enti locali devono  comunque  procedere
    al nuovo  affidamento  nel  rispetto  della  vigente  normativa,  dei
    servizi di trasporto  pubblico  per  i  quali  il  termine  ordinario
    dell'affidamento e' scaduto  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
    presente  decreto,  ovvero  scadra'  tra  la  predetta  data  e  fino
    all'adozione dei provvedimenti di  pianificazione  e  istituzione  di
    enti di governo. 
      6. All'articolo  37  del  decreto-legge  6  dicembre  2011,  n.201,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre, n. 214,  sono
    apportate le seguenti modificazioni: 
      a) al comma 2, lettera f) sono anteposte  le  seguenti  parole:  "a
    definire i criteri per la determinazione delle eccezioni al principio
    della minore estensione territoriale dei lotti di  gara  rispetto  ai
    bacini di pianificazione, tenendo conto della domanda effettiva e  di
    quella potenziale, delle economie di  scala  e  di  integrazione  tra
    servizi, di  eventuali  altri  criteri  determinati  dalla  normativa
    vigente, nonche' "; 
      b) al comma 2, lettera f),  sono  aggiunti,  in  fine,  i  seguenti
    periodi: ". Con riferimento al trasporto pubblico locale  l'Autorita'
    definisce anche gli schemi dei contratti di servizio  per  i  servizi
    esercitati  da  societa'  in  house  o  da  societa'  con  prevalente
    partecipazione pubblica ai sensi del decreto  legislativo  19  agosto
    2016, n. 175, nonche' per quelli affidati  direttamente.  Sia  per  i
    bandi di gara che per i predetti contratti di servizio esercitati  in
    house o affidati direttamente l'Autorita' determina la  tipologia  di
    obiettivi  di  efficacia  e  di  efficienza  che  il   gestore   deve
    rispettare, nonche' gli  obiettivi  di  equilibrio  finanziario;  per
    tutti  i  contratti  di  servizio  prevede  obblighi  di  separazione
    contabile tra le attivita' svolte in regime di servizio pubblico e le
    altre attivita'.". 
      7. Con riferimento alle procedure  di  scelta  del  contraente  per
    l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico  locale  e  regionale
    l'Autorita' di regolazione dei trasporti  detta  regole  generali  in
    materia di: 
      a) svolgimento di procedure che prevedano la facolta' di  procedere
    alla  riscossione  diretta  dei  proventi  da   traffico   da   parte
    dell'affidatario, che se ne  assume  il  rischio  di  impresa,  ferma
    restando  la  possibilita'  di  soluzioni  diverse  con   particolare
    riferimento ai  servizi  per  i  quali  sia  prevista  l'integrazione
    tariffaria tra diversi gestori e che siano suddivisi tra  piu'  lotti
    di gara; 
      b) obbligo, per chi intenda partecipare  alle  predette  procedure,
    del possesso, quale requisito di idoneita' economica  e  finanziaria,
    di un  patrimonio  netto  pari  almeno  al  quindici  per  cento  del
    corrispettivo annuo posto a base di gara, nonche'  dei  requisiti  di
    cui all'articolo 18 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422; 
      c)  adozione  di  misure  in  grado  di  garantire  all'affidatario
    l'accesso  a  condizioni  eque  ai  beni   immobili   e   strumentali
    indispensabili  all'effettuazione  del   servizio,   anche   relative
    all'acquisto, alla 
      cessione, alla locazione o al comodato  d'uso  a  carico  dell'ente
    affidante, del gestore uscente e del gestore entrante, con specifiche
    disposizioni per i beni acquistati con finanziamento pubblico  e  per
    la determinazione nelle diverse fattispecie dei valori di mercato dei
    predetti beni; 
      d) in alternativa a  quanto  previsto  sulla  proprieta'  dei  beni
    strumentali  in  applicazione   della   lettera   c),   limitatamente
    all'affidamento  di  servizi  di  trasporto   pubblico   ferroviario,
    facolta' per l'ente affidante e per il gestore uscente di  cedere  la
    proprieta' dei beni immobili essenziali  e  dei  beni  strumentali  a
    soggetti  societari,  costituiti  con  capitale  privato  ovvero  con
    capitale pubblico e privato, che si specializzano  nell'acquisto  dei
    predetti beni e di beni strumentali nuovi per locarli ai  gestori  di
    servizi di trasporto pubblico locale e regionale, a condizioni eque e
    non discriminatorie; 
      e)  in  caso  di  sostituzione  del  gestore  a  seguito  di  gara,
    previsione  nei  bandi  di  gara  del  trasferimento  del   personale
    dipendente dal gestore uscente al subentrante  con  l'esclusione  dei
    dirigenti  e  nel  rispetto  della  normativa  europea  in   materia,
    applicando  in  ogni  caso  al  personale  il  contratto   collettivo
    nazionale di settore. Il trattamento di  fine  rapporto  relativo  ai
    dipendenti del gestore uscente che  transitano  alle  dipendenze  del
    soggetto subentrante sono versati all'INPS dal gestore uscente. 
      8. Alle attivita' di cui ai commi 6 e 7 l'Autorita' di  regolazione
    dei trasporti provvede  mediante  le  risorse  umane,  finanziarie  e
    strumentali, disponibili a legislazione vigente. 
      9. Gli utenti dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale,
    in qualsiasi modalita' esercitati, sono tenuti a  munirsi  di  valido
    titolo di viaggio, a convalidarlo all'inizio del viaggio  e  ad  ogni
    singola  uscita,  se   prevista,   in   conformita'   alle   apposite
    prescrizioni previste dal gestore, a conservarlo per  la  durata  del
    percorso e a esibirlo su richiesta degli agenti accertatori. 
      10. Per i titoli di viaggio la convalida deve essere effettuata, in
    conformita' alle  apposite  prescrizioni  previste  dal  gestore,  in
    occasione di ogni singolo accesso ai mezzi di trasporto utilizzati. 
      11. La violazione degli obblighi previsti dai commi 1 e 2  comporta
    l'applicazione di una sanzione  pecuniaria  da  definirsi  con  legge
    regionale. In assenza di legge  regionale,  la  sanzione  e'  pari  a
    sessanta volte il valore  del  biglietto  ordinario  e  comunque  non
    superiore a 200 euro. 
      12. All'articolo 71 del decreto dei Presidente della Repubblica  11
    luglio 1980, n. 753, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: 
      "Al fine di assicurare  il  piu'  efficace  contrasto  al  fenomeno
    dell'evasione tariffaria, i gestori dei servizi di trasporto pubblico
    possono  affidare  le  attivita'  di  prevenzione,   accertamento   e
    contestazione delle violazioni alle norme di viaggio anche a soggetti
    non appartenenti agli organici del  gestore  medesimo,  qualificabili
    come agenti accertatori. Gli  stessi  dovranno  essere  appositamente
    abilitati dall'impresa di trasporto pubblico che mantiene comunque la
    responsabilita' del corretto svolgimento dell'attivita' di verifica e
    che ha l'obbligo di trasmettere l'elenco degli agenti abilitati  alla
    prefettura-ufficio territoriale del Governo  di  competenza.  Per  lo
    svolgimento delle  funzioni  loro  affidate  gli  agenti  accertatori
    esibiscono   apposito   tesserino   di   riconoscimento    rilasciato
    dall'azienda e possono effettuare i controlli previsti  dall'articolo
    13 della legge 24 novembre 1981, n. 689,  compresi  quelli  necessari
    per l'identificazione del trasgressore,  ivi  incluso  il  potere  di
    richiedere l'esibizione di valido  documento  di  identita',  nonche'
    tutte le altre attivita' istruttorie previste dal capo I, sezione II,
    della stessa legge. 
      Il Ministero dell'interno puo' mettere  a  disposizione  agenti  ed
    ufficiali  aventi  qualifica  di  polizia  giudiziaria,  secondo   un
    programma di  supporto  agli  agenti  accertatori  di  cui  al  comma
    precedente, con copertura  dei  costi  a  completo  carico  dell'ente
    richiedente e per periodi di tempo non superiori ai trentasei mesi.". 
      13. Le rilevazioni dei sistemi di  video  sorveglianza  presenti  a
    bordo  dei  veicoli  e  sulle  banchine  di  fermata  possono  essere
    utilizzate ai fini del  contrasto  dell'evasione  tariffaria  e  come
    mezzo di prova, nel rispetto della normativa vigente  in  materia  di
    trattamento dei dati personali, per  l'identificazione  di  eventuali
    trasgressori che rifiutino di fornire  le  proprie  generalita'  agli
    agenti accertatori, anche con eventuale trasmissione alle  competenti
    forze dell'ordine. 
     
    
     
                                   Art. 49 
     
     
          (Disposizioni urgenti in materia di riordino di societa') 
     
      1. Con l'obiettivo di rilanciare gli investimenti del settore delle
    infrastrutture attraverso la  programmazione,  la  progettazione,  la
    realizzazione e  la  gestione  integrata  delle  reti  ferroviarie  e
    stradali di interesse nazionale, ANAS S.p.A.  sviluppa  le  opportune
    sinergie  con  il  gruppo  Ferrovie  dello  Stato,  anche  attraverso
    appositi contratti e convenzioni al fine di realizzare, tra  l'altro,
    un incremento degli investimenti nel 2017 di almeno il 10  per  cento
    rispetto al 2016 ed un ulteriore incremento di almeno il 10 per cento
    nel 2018. 
      2.  Al  fine  di  realizzare   una   proficua   allocazione   delle
    partecipazioni pubbliche facenti capo al  Ministero  dell'economia  e
    delle  finanze  in  ambiti   industriali   omogenei,   il   Ministero
    dell'economia  e  delle  finanze  e'  autorizzato  a  provvedere   al
    trasferimento, nel rispetto della disciplina  dell'Unione  europea  e
    delle condizioni di cui al comma 3, a Ferrovie dello  Stato  Italiane
    S.p.A. delle azioni di ANAS S.p.A. mediante aumento  di  capitale  di
    Ferrovie dello Stato Italiane S.p.a. tramite conferimento in  natura.
    L'aumento di capitale e' realizzato per un importo corrispondente  al
    patrimonio  netto  di  ANAS  S.p.A.  risultante  da  una   situazione
    patrimoniale  approvata  dal  Consiglio  di   amministrazione   della
    societa' e riferita ad una data non  anteriore  a  quattro  mesi  dal
    conferimento.  Pertanto,  all'operazione  di  trasferimento  non   si
    applicano  gli  articoli   2343,   2343-ter,   2343-quater,   nonche'
    l'articolo 2441 del codice civile. Tutti gli  atti  e  le  operazioni
    posti in essere per il trasferimento di ANAS S.p.A. in Ferrovie dello
    Stato Italiane S.p.A. sono esenti da imposizione fiscale,  diretta  e
    indiretta e da tasse. 
      3. Il trasferimento di cui al comma 2 deve essere realizzato  senza
    effetti negativi sui saldi di  finanza  pubblica  rilevanti  ai  fini
    degli impegni assunti in sede europea ed e' subordinato alle seguenti
    condizioni: 
      a) perfezionamento del Contratto  di  Programma  2016/2020  tra  lo
    Stato e ANAS S.p.A. secondo quanto previsto  dall'articolo  1,  comma
    870, della legge 28 dicembre 2015, n. 208; 
      b) acquisizione di una perizia giurata  di  stima  da  cui  risulti
    l'adeguatezza  dei  fondi  stanziati   nel   bilancio   ANAS,   anche
    considerato quanto disposto dal  comma  5,  rispetto  al  valore  del
    contenzioso giudiziale in essere; il perito incaricato viene nominato
    da Ferrovie dello Stato Italiane S.p.a. nell'ambito di una  terna  di
    esperti proposta dal Ministero dell'economia e delle finanze. 
      4. Ad esito del trasferimento di cui al comma 2, restano in capo ad
    ANAS S.p.A. le concessioni, le autorizzazioni, le  licenze,  i  nulla
    osta  e  tutti  gli  altri  provvedimenti   amministrativi   comunque
    denominati. 
      5. Intervenuto il trasferimento della partecipazione detenuta dallo
    Stato in ANAS  S.p.A.,  qualsiasi  deliberazione  o  atto  avente  ad
    oggetto il trasferimento  di  ANAS  S.p.A.  o  operazioni  societarie
    straordinarie sul capitale della societa' e'  oggetto  di  preventiva
    autorizzazione del Ministro dell'economia e  delle  finanze  d'intesa
    con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. 
      6. Alla data di trasferimento della partecipazione  detenuta  dallo
    Stato in ANAS S.p.A., all'articolo 7, comma 4,  del  decreto-legge  8
    luglio 2002, n. 138, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  8
    agosto 2002, n. 178, al terzo periodo  dopo  le  parole:  "successive
    modifiche" le parole: "dello statuto o" sono soppresse e il  comma  6
    del medesimo articolo 7 e' abrogato. 
      7. ANAS S.p.A. e' autorizzata per gli anni 2017, 2018 e  2019,  nei
    limiti delle risorse di cui al  comma  8,  a  definire,  mediante  la
    sottoscrizione  di  accordi  bonari  e/o  transazioni  giudiziali   e
    stragiudiziali, le controversie con le imprese appaltatrici derivanti
    dall'iscrizione di riserve o da richieste  di  risarcimento,  laddove
    sussistano i presupposti e le condizioni di cui agli articoli  205  e
    208 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e con le  modalita'
    ivi previste,  previa  valutazione  della  convenienza  economica  di
    ciascuna operazione da parte della Societa' stessa, nonche'  apposita
    preventiva informativa all'Autorita' nazionale anticorruzione. 
      8. La quota dei contributi quindicennali assegnati con le  delibere
    CIPE nn. 96/2002, 14/2004 e 95/2004, non utilizzati ed  eccedenti  il
    fabbisogno risultante dalla realizzazione  degli  interventi  di  cui
    alle predette delibere, nel limite  complessivo  di  700  milioni  di
    euro, e' destinata, con esclusione delle somme cadute in  perenzione,
    alle finalita' di cui al  comma  precedente.  Il  CIPE  individua  le
    risorse annuali effettivamente disponibili  in  relazione  al  quadro
    aggiornato delle opere concluse da destinare alle predette finalita',
    nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica. 
      9. All'articolo 3 della legge 23 dicembre 1996,  n.  662,  i  commi
    115, 116, 117, 118 e 119, sono abrogati. 
      10. All'articolo 44 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, il  comma
    5 e' abrogato. 
      11. Al fine di favorire l'attuazione del presente articolo, non  si
    applicano ad ANAS S.p.A., a decorrere dal  trasferimento  di  cui  al
    comma  2,  le  norme  di  contenimento  della  spesa  previste  dalla
    legislazione  vigente  a  carico  dei  soggetti  inclusi  nell'elenco
    dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT)  delle  amministrazioni
    pubbliche di cui all'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
    fermo restando il versamento all'entrata del bilancio dello Stato  di
    un importo corrispondente ai  risparmi  conseguenti  all'applicazione
    delle suddette norme, da effettuare ai sensi dell'articolo  1,  comma
    506, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 
      12. Nelle more del perfezionamento del contratto di programma  ANAS
    2016-2020, ai sensi  dell'articolo  1,  comma  870,  della  legge  28
    dicembre 2015, n.  208,  il  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
    trasporti puo' autorizzare la societa' ANAS S.p.A., nel limite del 5%
    delle  risorse  complessivamente  finalizzate  al   contratto   dalla
    medesima legge n. 208 del 2015, ad  effettuare  la  progettazione  di
    interventi nonche', nel limite di un ulteriore 15%, per attivita'  di
    manutenzione  straordinaria  della  rete   stradale   nazionale.   Le
    attivita'  svolte  ai  sensi  del  presente  articolo  devono  essere
    distintamente indicate nel Contratto  di  programma  2016-2020  e  le
    relative  spese  sostenute  devono  essere  rendicontate  secondo  le
    modalita' del "Fondo Unico  ANAS",  come  definite  dal  decreto  del
    Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con  il  Ministro
    delle infrastrutture e dei trasporti, adottato ai sensi dell'articolo
    1, comma 869, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. 
    
     
                                   Art. 50 
     
     
                  (Investimenti nel settore dei trasporti) 
     
      1. Al fine di favorire le attivita' di investimento nel settore dei
    trasporti, funzionali al consolidamento e allo sviluppo dei  relativi
    servizi, anche tramite  la  attrazione  di  investimenti  esteri,  il
    Ministero dell'economia e delle finanze e' autorizzato a deliberare e
    sottoscrivere, anche in  piu'  soluzioni,  un  aumento  del  capitale
    sociale  di  Invitalia-Agenzia  nazionale  per   l'attrazione   degli
    investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.a., nella misura massima  di
    300 milioni di euro nell'anno 2017. 
     
    
     
                                   Art. 51 
     
     
                (Contenimento dei costi del trasporto aereo) 
     
      1. Al fine di contenere i costi per l'utenza del  trasporto  aereo,
    ENAV  S.p.A.  destina  al  contenimento  degli  incrementi  tariffari
    previsti nel contratto di programma 2016-2019 per gli  aeroporti  con
    traffico annuo  inferiore  a  70.000  movimenti  di  trasporto  aereo
    soggetto alle regole del volo-IFR una quota pari a 26 milioni di euro
    delle  risorse  riscosse  e  consuntivate  per  l'anno  2014  per  lo
    svolgimento dei servizi di navigazione aerea di rotta svolti a favore
    del traffico aereo civile, non di sua spettanza. 
     
    
     
                                   Art. 52 
     
     
             (Sviluppo sistema nazionale di ciclovie turistiche) 
     
      1. All'articolo 1, comma 640, della legge 28 dicembre 2015, n. 208,
    dopo le parole "Grande raccordo anulare  delle  biciclette  (GRAB  di
    Roma)"  sono  aggiunte  le  seguenti  parole:  "ciclovia  del  Garda,
    ciclovia Trieste - Lignano Sabbiadoro - Venezia,  ciclovia  Sardegna,
    ciclovia  Magna  Grecia  (Basilicata,  Calabria,  Sicilia),  ciclovia
    Tirrenica e ciclovia Adriatica". 
     
    

    CAPO II
    MISURE PER IL LAVORO, LA PRODUTTIVITA’ DELLE IMPRESE E GLI INVESTIMENTI

     
                                   Art. 53 
     
     
                                    (APE) 
     
      1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1, comma  179,  lettera
    d), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le attivita' lavorative  di
    cui all'allegato C si considerano svolte in via  continuativa  quando
    nei sei anni precedenti il momento di decorrenza  dell'indennita'  di
    cui  al  comma  181  della  medesima  legge  le  medesime   attivita'
    lavorative   non   hanno   subito   interruzioni   per   un   periodo
    complessivamente superiore a dodici mesi e a condizione che le citate
    attivita' lavorative siano state svolte nel settimo  anno  precedente
    la  predetta  decorrenza  per  un  periodo  corrispondente  a  quello
    complessivo di interruzione. 
      2. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1, comma  199,  lettera
    d), della legge 11 dicembre 2016 n. 232, le attivita'  lavorative  di
    cui all'allegato E si considerano svolte in via  continuativa  quando
    nei sei anni precedenti il  momento  del  pensionamento  le  medesime
    attivita' lavorative non hanno subito  interruzioni  per  un  periodo
    complessivamente superiore a dodici mesi e a condizione che le citate
    attivita' lavorative siano state svolte nel settimo  anno  precedente
    il pensionamento per un periodo corrispondente a  quello  complessivo
    di interruzione. 
      3. All'articolo 1, comma 173, della legge 11 dicembre 2016, n. 232,
    e' aggiunto il seguente periodo: "I finanziamenti garantiti dal Fondo
    possono essere ceduti, in tutto o in parte,  all'interno  del  gruppo
    del soggetto finanziatore  o  a  istituzioni  finanziarie  nazionali,
    comunitarie e internazionali, anche ai sensi della  legge  30  aprile
    1999, n. 130,  senza  le  formalita'  e  i  consensi  previsti  dalla
    disciplina che  regola  la  cessione  del  credito  e  conservano  le
    medesime garanzie  e  le  coperture  assicurative  che  assistono  il
    finanziamento." 
     
    
     
                                   Art. 54 
     
     
                (Documento Unico di Regolarita' Contributiva) 
     
      1. Il documento unico di regolarita' contributiva (DURC) di cui  al
    decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto
    con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il  Ministro  per
    semplificazione e la pubblica amministrazione del  30  gennaio  2015,
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125, del 1° giugno  2015,  nel
    caso  di  definizione  agevolata  di  debiti  contributivi  ai  sensi
    dell'articolo  6,  del  decreto-legge  22  ottobre  2016,   n.   193,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n.  225,
    e' rilasciato, a seguito della presentazione da  parte  del  debitore
    della dichiarazione di volersi avvalere  della  suddetta  definizione
    agevolata effettuata nei  termini  di  cui  al  comma  2  del  citato
    articolo 6, ricorrendo gli altri  requisiti  di  regolarita'  di  cui
    all'articolo 3 del citato decreto interministeriale 30 gennaio 2015. 
      2. In caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo  versamento
    dell'unica rata ovvero  di  una  rata  di  quelle  in  cui  e'  stato
    dilazionato il pagamento delle somme dovute ai  fini  della  predetta
    definizione agevolata, tutti i  DURC  rilasciati  in  attuazione  del
    comma 1 sono annullati dagli Enti preposti alla verifica. A tal fine,
    l'agente della riscossione comunica agli Enti il regolare  versamento
    delle  rate  accordate.  I  medesimi  Enti   provvedono   a   rendere
    disponibile in apposita sezione del servizio "Durc On Line"  l'elenco
    dei DURC annullati ai sensi del presente comma. 
      3. I soggetti  che  hanno  richiesto  la  verifica  di  regolarita'
    contributiva e i soggetti i  cui  dati  siano  stati  registrati  dal
    servizio "Durc On Line"  in  sede  di  consultazione  del  DURC  gia'
    prodotto utilizzano le informazioni rese disponibili nella sezione di
    cui al comma 2 nell'ambito dei procedimenti per i quali  il  DURC  e'
    richiesto. 
      4.   Le   Amministrazioni    pubbliche    interessate    provvedono
    all'attuazione  delle  disposizioni  del  presente  articolo  con  le
    risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili  a  legislazione
    vigente e senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
    pubblica. 
     
    
     
                                   Art. 55 
     
     
                          (Premi di produttivita') 
     
      1. All'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n.  208,  il  comma
    189 e' sostituito dal seguente: "189. Per le aziende che  coinvolgono
    pariteticamente i lavoratori nell'organizzazione del lavoro,  con  le
    modalita' specificate nel decreto di cui al comma 188, e' ridotta  di
    venti punti percentuali l'aliquota contributiva a carico  del  datore
    di lavoro per il regime relativo all'invalidita', la vecchiaia  ed  i
    superstiti su una quota delle erogazioni previste dal comma  182  non
    superiore a 800 euro. Sulla medesima  quota,  non  e'  dovuta  alcuna
    contribuzione a carico del lavoratore. Con riferimento alla quota  di
    erogazioni di cui al presente comma  e'  corrispondentemente  ridotta
    l'aliquota contributiva di computo ai fini pensionistici." 
      2. La disposizione di cui al comma 1 opera per i premi e  le  somme
    erogate in esecuzione dei contratti di cui all'articolo 1, comma 187,
    della legge 28 dicembre 2015, n.  208,  sottoscritti  successivamente
    alla data di entrata in vigore del presente decreto. Per i  contratti
    stipulati anteriormente a  tale  data  continuano  ad  applicarsi  le
    disposizioni gia' vigenti alla medesima data. 
     
    
     
                                   Art. 56 
     
     
                                (Patent box) 
     
      1. All'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190: 
      a) al comma 39, il primo periodo e'  sostituito  dai  seguenti:  "I
    redditi dei soggetti indicati al comma 37 derivanti dall'utilizzo  di
    software protetto da copyright, da brevetti industriali, da disegni e
    modelli, nonche' da processi,  formule  e  informazioni  relativi  ad
    esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico
    giuridicamente  tutelabili,  non  concorrono  a  formare  il  reddito
    complessivo, in quanto esclusi per  il  50  per  cento  del  relativo
    ammontare. Le disposizioni del presente comma si applicano  anche  ai
    redditi  derivanti  dall'utilizzo  congiunto  di  beni   immateriali,
    collegati tra loro da vincoli di  complementarieta',  ai  fini  della
    realizzazione di un prodotto o di una famiglia di prodotti  o  di  un
    processo  o  di  un  gruppo  di  processi,  sempre  che  tra  i  beni
    immateriali  utilizzati  congiuntamente  siano  compresi   unicamente
    quelli indicati nel primo periodo."; 
      b) al comma 40 la parola  "terzo"  e'  sostituita  dalla  seguente:
    "quarto"; 
      c) il comma 42-ter e' abrogato. 
      2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano: 
      a) per i soggetti con esercizio coincidente con l'anno solare,  per
    i periodi d'imposta per i quali  le  opzioni,  di  cui  al  comma  37
    dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono esercitate
    successivamente al 31 dicembre 2016; 
      b) per i soggetti con esercizio non coincidente con l'anno  solare,
    a decorrere dal terzo periodo d'imposta successivo a quello in  corso
    al 31 dicembre 2014, relativamente al quale le  opzioni,  di  cui  al
    comma 37 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n.  190,  sono
    esercitate successivamente al 31 dicembre 2016. 
      3.  Si  applicano  le  disposizioni  vigenti   anteriormente   alle
    modifiche operate dal comma 1 e, comunque, non  oltre  il  30  giugno
    2021, relativamente alle opzioni esercitate per i primi  due  periodi
    d'imposta successivi a quelli in corso al 31 dicembre 2014. 
      4. Con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di  concerto
    con il Ministero dell'economia e  delle  finanze,  sono  adottate  le
    disposizioni di revisione del  decreto  interministeriale  30  luglio
    2015 recante le disposizioni di attuazione  dei  commi  da  37  a  43
    dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014,  n.  190,  al  fine  di
    coordinare la normativa ivi contenuta con le disposizioni  recate  ai
    commi 1, 2 e 3 nonche' di stabilire le modalita'  per  effettuare  lo
    scambio spontaneo di informazioni relativo  alle  opzioni  esercitate
    per i marchi d'impresa. 
     
    
     
                                   Art. 57 
     
     
                      (Attrazione per gli investimenti) 
     
      1. All'articolo 26, commi 2, 5 e 6, del  decreto-legge  18  ottobre
    2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17  dicembre
    2012,  n.  221,  le  parole:  "start-up   innovative"   e   "start-up
    innovativa",  ovunque  ricorrano,  sono  sostituite  dalla  seguente:
    "PMI." 
      2. All'articolo 1 della  legge  11  dicembre  2016,  n.  232,  sono
    apportate le seguenti modificazioni: 
      a) al comma 91, secondo periodo, dopo le parole: "periodo minimo di
    investimento", le parole: "sono soggetti ad  imposizione  secondo  le
    regole ordinarie," sono sostituite dalle seguenti: "sono soggetti  ad
    imposta sostitutiva in misura corrispondente a quella prevista  dalle
    norme ordinarie,"; 
      b) al comma 94, dopo le parole: "I redditi", le parole: "diversi da
    quelli relativi a partecipazioni qualificate di cui all'articolo  67,
    comma 1, lettera c), del decreto del Presidente della  Repubblica  22
    dicembre 1986, n. 917," sono soppresse; 
      c) dopo il comma 95, sono aggiunti i seguenti: 
      "95-bis. Ai fini dell'applicazione delle  disposizioni  di  cui  ai
    commi  da  88  a  95,  il  soggetto  percettore  deve  produrre   una
    dichiarazione dalla quale risulti  la  sussistenza  delle  condizioni
    previste dai  commi  88  e  92,  nonche'  l'impegno  a  detenere  gli
    strumenti finanziari oggetto dell'investimento qualificato per almeno
    5 anni. Il percettore deve altresi' dichiarare che i redditi generati
    dagli investimenti qualificati non  sono  relativi  a  partecipazioni
    qualificate. 
      95-ter. I soggetti indicati nei commi 88, 92  e  95  devono  tenere
    separata evidenza delle somme destinate agli investimenti qualificati
    di cui al comma 89. 
      95-quater.  Le  minusvalenze  e  le  perdite  realizzate   mediante
    cessione a titolo oneroso ovvero rimborso degli strumenti  finanziari
    oggetto degli investimenti  qualificati  di  cui  al  comma  89  sono
    deducibili dalle plusvalenze o proventi realizzati  nelle  successive
    operazioni nello stesso periodo di imposta e nei  successivi  ma  non
    oltre il quarto, ovvero portati in deduzione ai  sensi  del  comma  5
    dell'articolo 68 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
    decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Per
    le forme di previdenza complementare di cui al decreto legislativo  5
    dicembre 2005, n. 252,  le  minusvalenze  e  le  perdite  maturate  o
    realizzate relativamente  agli  strumenti  finanziari  oggetto  degli
    investimenti qualificati di cui al comma 89 concorrono a  formare  la
    base imponibile dell'imposta prevista dall'articolo 17  del  medesimo
    decreto legislativo."; 
      d) al comma 101, dopo le parole: "investimenti qualificati indicati
    al", le parole: "comma 90" sono  sostituite  dalle  seguenti:  "comma
    102"; 
      e) al comma 106, ultimo periodo, le parole: "entro  trenta  giorni"
    sono sostituite dalle seguenti: "entro novanta giorni"; 
      f) il comma 113 e' sostituito dal seguente: "113. L'intermediario o
    l'impresa di assicurazioni presso il quale e' costituito il piano  di
    risparmio  a  lungo  termine  tiene  separata  evidenza  delle  somme
    destinate nel piano in anni differenti,  nonche'  degli  investimenti
    qualificati effettuati.". 
      3. All'articolo 28, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre 2012,  n.
    179, convertito con modificazioni dalla legge 17  dicembre  2012,  n.
    221, le parole: "4 anni"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "cinque
    anni". 
    
     
                                   Art. 58 
     
     
    (Modifiche alla  disciplina  dell'imposta  sul  reddito  di  impresa:
    disciplina del trattamento  delle  riserve  imposta  sul  reddito  di
          impresa presenti al momento della fuoriuscita dal regime) 
     
      1. All'articolo 55-bis del testo unico delle  imposte  sui  redditi
    approvato con decreto del Presidente  della  repubblica  22  dicembre
    1986, n. 917, dopo il comma 6, e' aggiunto  il  seguente:  "6-bis  In
    caso di fuoriuscita dal regime di cui al presente  articolo  anche  a
    seguito di cessazione dell'attivita', le  somme  prelevate  a  carico
    delle riserve di utili formate nei periodi d'imposta di  applicazione
    delle disposizioni del presente articolo, nei limiti in cui le stesse
    sono state assoggettate a tassazione separata, concorrono  a  formare
    il reddito complessivo dell'imprenditore,  dei  collaboratori  o  dei
    soci; ai medesimi soggetti e' riconosciuto un  credito  d'imposta  in
    misura pari all'imposta di cui al comma 1, primo periodo." 
     
    
     
                                   Art. 59 
     
     
                             (Transfer pricing) 
     
      1. All'articolo 110, del testo  unico  delle  imposte  sui  redditi
    approvato con decreto del Presidente  della  Repubblica  22  dicembre
    1986, n. 917, il comma 7 e' sostituito dal seguente: 
      "7. I componenti del reddito derivanti da operazioni  con  societa'
    non  residenti  nel  territorio  dello  Stato,  che  direttamente   o
    indirettamente controllano l'impresa,  ne  sono  controllate  o  sono
    controllate dalla  stessa  societa'  che  controlla  l'impresa,  sono
    determinati con riferimento alle condizioni e ai prezzi che sarebbero
    stati pattuiti tra soggetti indipendenti operanti  in  condizioni  di
    libera concorrenza e in circostanze  comparabili,  se  ne  deriva  un
    aumento del reddito. La medesima disposizione si applica anche se  ne
    deriva una diminuzione del  reddito,  secondo  le  modalita'  e  alle
    condizioni di cui all'articolo 31-quater del decreto  del  Presidente
    della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Con decreto del  Ministro
    dell'economia e delle finanze, possono essere determinate, sulla base
    delle  migliori  pratiche  internazionali,   le   linee   guida   per
    l'applicazione del presente comma.". 
      2.  Dopo  l'articolo  31-ter  del  decreto  del  Presidente   della
    Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e' inserito il seguente: 
      "Articolo 31-quater: 1. La rettifica in diminuzione del reddito  di
    cui all'articolo 110, comma 7, secondo periodo, del testo unico delle
    imposte sui  redditi  approvato  con  decreto  del  Presidente  della
    Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, puo' essere riconosciuta: 
      a) in esecuzione degli accordi conclusi con le autorita' competenti
    degli Stati esteri a  seguito  delle  procedure  amichevoli  previste
    dalle convenzioni internazionali contro  le  doppie  imposizioni  sui
    redditi o dalla Convenzione 90/436/CE del 23 luglio 1990; 
      b) a conclusione dei controlli effettuati nell'ambito di  attivita'
    di cooperazione internazionale i  cui  esiti  siano  condivisi  dagli
    Stati partecipanti; 
      c) a seguito di istanza da parte del  contribuente  da  presentarsi
    secondo le modalita' e  i  termini  previsti  con  provvedimento  del
    Direttore dell'Agenzia delle entrate, a fronte di  una  rettifica  in
    aumento definitiva e conforme  al  principio  di  libera  concorrenza
    effettuata da uno Stato con il quale e' in vigore una convenzione per
    evitare le doppie imposizioni sui redditi che  consenta  un  adeguato
    scambio di informazioni. Resta ferma, in ogni caso, la  facolta'  per
    il  contribuente  di   richiedere   l'attivazione   delle   procedure
    amichevoli di cui alla lettera a), ove ne ricorrano i presupposti.". 
     
    
     
                                   Art. 60 
     
     
    (Proventi da partecipazioni a societa', enti o OICR di  dipendenti  e
                               amministratori) 
     
      1. I proventi derivanti dalla partecipazione, diretta o  indiretta,
    a societa', enti o organismi di investimento collettivo del risparmio
    percepiti da dipendenti e amministratori di tali  societa',  enti  od
    organismi di investimento collettivo di risparmio ovvero di  soggetti
    ad essi legati da un rapporto diretto  o  indiretto  di  controllo  o
    gestione, se relativi ad azioni, quote o altri  strumenti  finanziari
    aventi diritti patrimoniali rafforzatisi  considerano  in  ogni  caso
    redditi di capitale o redditi diversi se: 
      a) l'impegno di investimento complessivo di tutti  i  dipendenti  e
    gli amministratori di cui al  presente  comma,  comporta  un  esborso
    effettivo pari ad almeno l'1 per cento dell'investimento  complessivo
    effettuato dall'organismo di investimento collettivo del risparmio  o
    del patrimonio netto nel caso di societa' o enti; 
      b) i proventi delle azioni, quote o strumenti finanziari che  danno
    i suindicati diritti patrimoniali rafforzati maturano solo  dopo  che
    tutti i soci o partecipanti all'organismo di investimento  collettivo
    del  risparmio  abbiano  percepito  un  ammontare  pari  al  capitale
    investito e ad un rendimento minimo  previsto  nello  statuto  o  nel
    regolamento ovvero, nel caso di cambio di controllo, alla  condizione
    che  gli  altri  soci  o   partecipanti   dell'investimento   abbiano
    realizzato con la cessione  un  prezzo  di  vendita  almeno  pari  al
    capitale investito e al predetto rendimento minimo; 
      c) le  azioni,  le  quote  o  gli  strumenti  finanziari  aventi  i
    suindicati  diritti  patrimoniali  rafforzati   sono   detenuti   dai
    dipendenti e amministratori di cui al presente comma o,  in  caso  di
    decesso, dai loro eredi, per un periodo non inferiore a 5 anni o,  se
    precedente al decorso di tale periodo quinquennale, fino alla data di
    cambio di controllo o di sostituzione del soggetto  incaricato  della
    gestione. 
      2. Ai fini della determinazione dell'esborso effettivo  di  cui  al
    comma 1, lettera a), si tiene conto anche dell'ammontare assoggettato
    a tassazione come reddito in natura di lavoro dipendente o assimilato
    o di lavoro autonomo in sede di attribuzione o  sottoscrizione  delle
    azioni, quote o strumenti finanziari e,  nel  caso  di  soggetti  non
    residenti, dell'ammontare che sarebbe stato assoggettato a tassazione
    nel caso in cui questi ultimi fossero stati residenti in Italia. 
      3. Ai fini della determinazione dell'importo di  cui  al  comma  1,
    lettera a), si considera anche l'ammontare  sottoscritto  in  azioni,
    quote  o  altri  strumenti  finanziari  senza  diritti   patrimoniali
    rafforzati. 
      4. Le disposizioni di cui al  presente  articolo  si  applicano  ai
    proventi derivanti dalla partecipazione a organismi  di  investimento
    collettivo del risparmio, societa' o enti residenti o  istituiti  nel
    territorio dello Stato ed a quelli residenti ed istituiti in Stati  o
    territori che consentono un adeguato scambio di informazioni. 
      5. Le disposizioni di cui al  presente  articolo  si  applicano  ai
    proventi delle azioni,  quote  o  strumenti  finanziari  percepiti  a
    decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge. 
    

    CAPO III
    INVESTIMENTI PER EVENTI SPORTIVI

     
                                   Art. 61 
     
     
                       (Eventi sportivi di sci alpino) 
     
      1. Al fine di assicurare la  realizzazione  del  progetto  sportivo
    delle finali di coppa del mondo e  dei  campionati  mondiali  di  sci
    alpino, che si terranno a  Cortina  d'Ampezzo,  rispettivamente,  nel
    marzo 2020 e nel  febbraio  2021,  con  decreto  del  Presidente  del
    Consiglio dei ministri, sentiti il presidente della  regione  Veneto,
    il presidente della provincia di Belluno, il sindaco  del  comune  di
    Cortina d'Ampezzo e il legale rappresentante delle Regole  d'Ampezzo,
    e' nominato un commissario con il compito di provvedere al  piano  di
    interventi volto: 
      a) alla progettazione e realizzazione di  nuovi  impianti  a  fune,
    nonche' all'adeguamento e miglioramento degli impianti esistenti; 
      b) alla progettazione e realizzazione di collegamenti, anche  viari
    diversi dalla viabilita' statale, tra gli impianti  a  fune,  nonche'
    all'adeguamento e miglioramento di quelli esistenti; 
      c) alla progettazione e realizzazione di nuove piste per lo sci  da
    discesa, nonche' all'adeguamento e miglioramento di quelle esistenti; 
      d) alla progettazione e realizzazione  delle  opere  connesse  alla
    riqualificazione dell'area turistica della provincia di  Belluno,  in
    particolare nel  comune  di  Cortina  d'Ampezzo,  anche  mediante  la
    creazione di infrastrutture e di servizi destinati allo  sport,  alla
    ricreazione, al turismo sportivo, alle attivita' di  somministrazione
    di  alimenti  e  bevande  e  all'attivita'  turistico-ricettiva.   Al
    Commissario non spettano compensi, gettoni di presenza  e  indennita'
    comunque denominate. Gli eventuali rimborsi spese sono posti a carico
    dei relativi interventi. 
      2. Entro trenta giorni dalla data della sua nomina, il commissario,
    nel limite delle risorse finanziarie previste dal comma  12  e  delle
    risorse messe a disposizione dagli enti territoriali coinvolti e  dal
    comitato organizzatore locale, predispone il piano  degli  interventi
    di cui al comma 1, tenendo conto dei progetti  gia'  approvati  dagli
    enti territoriali interessati,  e  lo  trasmette  al  Presidente  del
    Consiglio dei  ministri,  al  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
    trasporti e al Ministro  per  lo  sport.  Salva  la  possibilita'  di
    rimodulazione e integrazione nei limiti delle risorse disponibili, il
    piano contiene la descrizione di ogni singolo intervento, indicandone
    la durata e le stime di costo. 
      3.  Per  la  semplificazione  delle  procedure  amministrative   di
    approvazione  dei  progetti  degli  interventi  previsti  nel   piano
    predisposto ai sensi del comma 2, il commissario, entro trenta giorni
    dalla trasmissione del piano medesimo al Presidente del Consiglio dei
    ministri, al Ministro delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  e  al
    Ministro per lo sport, convoca, ai sensi degli articoli 14 e seguenti
    della legge 7 agosto 1990, n. 241, una conferenza  di  servizi,  alla
    quale partecipano tutti i rappresentanti delle amministrazioni  dello
    Stato e degli altri enti tenuti ad  adottare  atti  di  intesa  o  di
    concerto, nonche' a rilasciare pareri,  autorizzazioni,  concessioni,
    approvazioni e nulla osta previsti dalle leggi statali  e  regionali.
    Tale conferenza si svolge in forma simultanea, in modalita'  sincrona
    e se del caso  in  sede  unificata  a  quella  avente  a  oggetto  la
    valutazione di impatto ambientale. I  termini  sono  dimezzati  e  il
    commissario e' il soggetto competente ai sensi dell'articolo  14-ter,
    comma 4, della citata legge n. 241 del 1990.  Eventuali  modifiche  e
    integrazioni del piano successive alla convocazione della  conferenza
    di  servizi  vengono  trasmesse  dal  commissario  senza  indugio  al
    Presidente  del   Consiglio   dei   ministri,   al   Ministro   delle
    infrastrutture  e  dei  trasporti  e  al  Ministro  per  lo  sport  e
    sottoposte entro dieci giorni da  detta  trasmissione  alla  medesima
    conferenza di servizi. 
      4. All'esito della conferenza di servizi, il commissario approva il
    piano degli interventi con proprio decreto. Il decreto  commissariale
    di  approvazione  del  piano  degli  interventi   e   di   ogni   sua
    modificazione o integrazione e' pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
    della  Repubblica  italiana,  sui  siti  internet  istituzionali  del
    Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Ministro  per  lo
    sport  e  del  Comitato  organizzatore;  sostituisce   ogni   parere,
    valutazione, autorizzazione o permesso comunque denominati  necessari
    alla  realizzazione  dell'intervento;  puo'  costituire  adozione  di
    variante  allo  strumento  urbanistico  comunale.   In   quest'ultima
    ipotesi, ove sussista l'assenso della Regione  espresso  in  sede  di
    conferenza, il decreto commissariale e' trasmesso al sindaco  che  lo
    sottopone all'approvazione del consiglio comunale nella prima  seduta
    utile. 
      5. Nel rispetto della normativa dell'Unione europea, degli obblighi
    internazionali  assunti   dall'Italia   e   dei   principi   generali
    dell'ordinamento  nazionale,  nonche'  nei   limiti   delle   risorse
    stanziate, il commissario esercita i poteri sostitutivi per risolvere
    eventuali situazioni o eventi ostativi alla tempestiva  realizzazione
    degli interventi previsti nel piano approvato ai sensi del  comma  4,
    anche  mediante  ordinanza  contingibile  e  urgente   analiticamente
    motivata. Il potere e' esercitato nei limiti di  quanto  strettamente
    necessario e negli ulteriori limiti previamente indicati con delibera
    del Consiglio dei  ministri,  sentito  il  presidente  della  regione
    Veneto. Tali ordinanze sono immediatamente efficaci. 
      6. La consegna delle opere  previste  dal  piano  degli  interventi
    approvato ai sensi del comma  4,  una  volta  sottoposte  a  collaudo
    tecnico, deve avvenire entro il termine  del  31  dicembre  2019.  Il
    piano indica altresi' quelle opere che, pur connesse sotto il profilo
    materiale  o  economico  alla  realizzazione  degli  interventi   del
    progetto sportivo di cui al comma 1, in quanto non indispensabili  al
    regolare svolgimento degli eventi sportivi potranno  essere  ultimate
    oltre detto termine. 
      7. Gli interventi previsti nel piano approvato ai sensi del comma 4
    sono dichiarati di pubblica utilita' e di urgenza,  qualificati  come
    di preminente interesse nazionale e  automaticamente  inseriti  nelle
    intese istituzionali  di  programma  e  negli  accordi  di  programma
    quadro, ai fini  della  individuazione  delle  priorita'  e  ai  fini
    dell'armonizzazione con le iniziative gia'  incluse  nelle  intese  e
    negli accordi stessi. 
      8. Il commissario nominato ai sensi del comma 1 puo': nel  rispetto
    degli artt. 37, 38 e 39 del decreto legislativo 18  aprile  2016,  n.
    50, affidare mediante convenzione le funzioni di stazione  appaltante
    per lo svolgimento di singole procedure di gara  ad  altri  soggetti;
    fare ricorso alle procedure, anche semplificate, di cui agli articoli
    59 e seguenti del decreto legislativo 18 aprile  2016,  n.  50;  fare
    ricorso a una delle forme di partenariato  pubblico  privato  di  cui
    agli articoli 180 e seguenti del decreto legislativo 18 aprile  2016,
    n. 50; individuare il responsabile unico del procedimento tra persone
    dotate di adeguata professionalita' in rapporto di servizio  con  gli
    enti territoriali coinvolti. Il commissario puo',  nel  limite  delle
    risorse  disponibili  e  comunque  non  oltre  200.000   euro   annui
    complessivi, affidare l'esercizio di specifiche funzioni  a  soggetti
    di   alta   e   riconosciuta   professionalita'   nelle    discipline
    giuridico-economiche o  ingegneristiche,  con  atto  motivato  e  nel
    rispetto della disciplina per l'affidamento di appalti di servizi  di
    cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. 
      9. Il commissario nominato ai sensi del comma  1  cessa  dalle  sue
    funzioni con la consegna delle opere previste nel  piano  di  cui  al
    comma 4. 
      10. Con cadenza annuale e al termine dell'incarico, il  commissario
    invia alle Camere, al  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  al
    Ministro  dell'economia  e   delle   finanze,   al   Ministro   delle
    infrastrutture e dei  trasporti  e  al  Ministro  per  lo  sport  una
    relazione  sulle  attivita'  svolte,  insieme  alla   rendicontazione
    contabile delle spese sostenute. 
      11.  Gli  enti  territoriali  coinvolti  nella  realizzazione   del
    progetto, previa  intesa,  mettono  a  disposizione  della  struttura
    funzionale al commissario nominato ai sensi del comma 1 i locali e le
    risorse  umane  e   strumentali   occorrenti   per   lo   svolgimento
    dell'attivita', nel limite di quelle gia' disponibili a  legislazione
    vigente,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
    pubblica. 
      12. Per le finalita' di cui al comma 1,  oltre  alle  risorse  rese
    disponibili dal comitato  organizzatore,  dal  fondo  dei  comuni  di
    confine, dalla regione Veneto,  dalla  provincia  di  Belluno  e  dal
    comune di Cortina d'Ampezzo, e' autorizzata la spesa di 5 milioni  di
    euro per il 2017, di 10 milioni di euro per ciascuno degli  anni  dal
    2018 al 2020 e di 5 milioni di euro per il 2021. Al relativo onere si
    provvede mediante corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  del
    fondo speciale di conto  capitale  iscritto,  ai  fini  del  bilancio
    triennale 2017-2019, nell'ambito del programma "Fondi  di  riserva  e
    speciali"  della  missione  "Fondi  da  ripartire"  dello  stato   di
    previsione del Ministero dell'economia e  delle  finanze  per  l'anno
    2017, allo scopo parzialmente utilizzando  l'accantonamento  relativo
    al medesimo Ministero. 
      13. Sempre al fine di assicurare la  tempestiva  realizzazione  del
    progetto sportivo delle finali di coppa del mondo  e  dei  campionati
    mondiali  di  sci  alpino,  che  si  terranno  a  Cortina   d'Ampezzo
    rispettivamente nel marzo 2020 e nel febbraio 2021, il presidente pro
    tempore della societa' ANAS S.p.a. e'  nominato  commissario  per  la
    individuazione, progettazione e  tempestiva  esecuzione  delle  opere
    connesse all'adeguamento della viabilita' statale nella provincia  di
    Belluno, di competenza della medesima societa'.  Al  Commissario  non
    spettano  compensi,  gettoni  di  presenza  e   indennita'   comunque
    denominate. Gli eventuali rimborsi spese  sono  posti  a  carico  dei
    relativi interventi. 
      14. Per lo svolgimento delle sue funzioni, il commissario di cui al
    comma 13 puo' avvalersi delle strutture della societa'  ANAS  S.p.a.,
    delle amministrazioni centrali e  periferiche  dello  Stato  e  degli
    altri enti territoriali, senza nuovi o maggiori oneri a carico  della
    finanza pubblica.  Le  amministrazioni  interessate  provvedono  agli
    adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e  finanziarie
    disponibili a legislazione vigente. 
      15. Il commissario di cui al comma 13,  nel  limite  delle  risorse
    finanziarie previste dal comma 23, entro sessanta giorni  dalla  data
    di entrata in vigore del presente decreto, predispone un piano  degli
    interventi di adeguamento della rete viaria statale e delle  relative
    connessioni con la viabilita' locale, da  trasmettere  al  Presidente
    del Consiglio dei ministri, nonche' al Ministro delle  infrastrutture
    e dei trasporti e al Ministro per lo  sport.  Il  piano  contiene  la
    descrizione di ciascun  intervento  con  la  relativa  previsione  di
    durata e  l'indicazione  delle  singole  stime  di  costo,  salva  la
    possibilita'  di  rimodulazione  e  integrazione,  nei  limiti  delle
    risorse disponibili. 
      16.  Per  la  semplificazione  delle  procedure  amministrative  di
    approvazione  dei  progetti  degli  interventi  previsti  nel   piano
    predisposto ai sensi del comma 15, si applicano le  disposizioni  dei
    commi 3 e 4. 
      17. All'esito della conferenza di servizi, il  commissario  approva
    il  piano  degli  interventi   con   proprio   decreto.   I   decreti
    commissariali di approvazione del piano degli interventi  e  di  ogni
    sua modificazione  o  integrazione  sono  pubblicati  nella  Gazzetta
    Ufficiale della Repubblica italiana, sui siti internet  istituzionali
    del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Ministro  per
    lo Sport e della societa' ANAS S.p.a. 
      18. Nel rispetto  dei  principi  generali  dell'ordinamento,  della
    normativa dell'Unione europea e degli obblighi internazionali assunti
    dall'Italia e nei limiti  delle  risorse  stanziate,  il  commissario
    esercita i poteri  sostitutivi  di  cui  al  comma  5  per  risolvere
    eventuali situazioni  o  eventi  ostativi  alla  realizzazione  degli
    interventi iscritti nel piano approvato ai sensi del comma 17. 
      19.  Soggetto  attuatore  degli  interventi  contenuti  nel   piano
    approvato ai sensi del comma 17 e' ANAS S.p.a., che  svolge  funzioni
    di stazione appaltante. 
      20. Gli interventi previsti nel piano approvato ai sensi del  comma
    17 sono dichiarati di pubblica utilita'  e  di  urgenza,  qualificati
    come  di  preminente  interesse  nazionale  e  sono   automaticamente
    inseriti nelle intese istituzionali di programma e negli  accordi  di
    programma quadro, ai fini della individuazione delle priorita'  e  ai
    fini dell'armonizzazione con le iniziative gia' incluse nelle  intese
    e negli accordi stessi. 
      21. Il commissario nominato ai sensi del comma 13 cessa  dalle  sue
    funzioni con la consegna delle opere previste nel  piano  di  cui  al
    comma 17. La consegna delle opere, una volta  sottoposte  a  collaudo
    tecnico, deve avvenire entro il termine del 31 dicembre 2019. 
      22. Con cadenza annuale e al termine dell'incarico, e comunque  non
    oltre il 30 giugno 2020, il commissario di cui al comma 13 invia alle
    Camere,  al  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  al  Ministro
    dell'economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei
    trasporti e al Ministro per lo Sport una  relazione  sulle  attivita'
    svolte, insieme alla rendicontazione contabile delle spese sostenute. 
      23. La realizzazione del piano di cui al comma  17  e'  eseguita  a
    valere sulle risorse previste nell'ambito del contratto di  programma
    stipulato tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e  la
    societa'  ANAS  S.p.a.  e  sulle  risorse   disponibili   autorizzate
    dall'articolo 1, comma 604,  legge  11  dicembre  2016,  n.  232.  Il
    Commissario nominato ai sensi del comma 13, per eventuali  temporanee
    esigenze finanziarie, puo'  provvedere  in  via  di  anticipazione  a
    valere sulle risorse del fondo di  cui  all'articolo  1,  comma  868,
    della legge 28 dicembre 2015, n. 208. 
      24. I soggetti di cui al comma 8 per il piano  approvato  ai  sensi
    del comma 4, e l'ANAS S.p.a. per il piano di  cui  al  comma  17,  in
    quanto  stazioni  appaltanti,  sono  competenti  per   le   procedure
    espropriative e di occupazione d'urgenza degli immobili di proprieta'
    privata  nel  territorio  della  regione  Veneto,  preordinati   alla
    realizzazione degli interventi previsti dal presente  articolo.  Essi
    hanno  la  facolta'  di  procedere  all'occupazione   temporanea   e,
    sussistendone i presupposti, d'urgenza degli immobili  di  proprieta'
    privata attigui  a  quelli  essenziali  per  la  realizzazione  degli
    interventi previsti nei  piani  di  cui  ai  commi  4  e  17  qualora
    l'occupazione si renda necessaria  a  integrare  le  finalita'  delle
    infrastrutture e  degli  impianti  stessi  ovvero  a  soddisfarne  le
    prevedibili e ragionevoli esigenze  future.  Le  stazioni  appaltanti
    esercitano tale facolta' anche nel  caso  in  cui  l'occupazione  sia
    necessaria  per  la  realizzazione  di  infrastrutture  temporanee  e
    l'allestimento  di  impianti  funzionali   allo   svolgimento   delle
    attivita' sportive.  La  suddetta  facolta'  e'  esercitata  mediante
    decreto, che determina altresi' in via provvisoria le  indennita'  di
    occupazione  spettanti  ai  proprietari,  determinandola   ai   sensi
    dell'articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno
    2001, n. 327. Ai proprietari degli immobili,  secondo  le  risultanze
    catastali, e' notificato  almeno  quindici  giorni  prima  un  avviso
    contenente l'indicazione del luogo, del giorno e dell'ora in  cui  e'
    prevista  l'esecuzione   del   decreto   che   impone   l'occupazione
    temporanea;  entro  lo  stesso  termine,  il   suddetto   avviso   e'
    pubblicato, per almeno quindici giorni, nell'albo del  comune  o  dei
    comuni in cui e' situato l'immobile e nei siti internet istituzionali
    dei medesimi  enti.  In  caso  di  irreperibilita'  del  proprietario
    dell'immobile la pubblicazione ha valore  di  avvenuta  notifica.  Le
    indennita' di occupazione  e  di  espropriazione  fanno  carico  alle
    stazioni appaltanti  nella  misura  definitivamente  accertata  anche
    all'esito di eventuali controversie giudiziarie. 
      25. Al termine delle manifestazioni sportive di  svolgimento  delle
    finali di coppa del mondo e dei campionati mondiali di sci alpino, le
    opere in attuazione del piano degli interventi  di  cui  al  comma  4
    restano acquisite al patrimonio della regione Veneto  o  degli  altri
    enti locali  territorialmente  competenti.  Le  opere  realizzate  in
    attuazione del programma di interventi alla viabilita' statale di cui
    al comma 17 restano acquisite al patrimonio di ANAS S.p.a. 
      26. Le  imprese  affidatarie  dei  lavori  di  realizzazione  degli
    interventi ricompresi nei piani di cui ai commi 4 e 17,  ferme  tutte
    le  garanzie  e  le  coperture  assicurative  previste  dal   decreto
    legislativo 18 aprile 2016, n. 50, sono obbligate  a  costituire  una
    ulteriore garanzia, da  prestare  mediante  fideiussione  bancaria  o
    assicurativa, nella misura del 20 per cento dell'importo dei  lavori,
    destinata a garantirne l'ultimazione entro  il  termine  fissato  dal
    bando di gara e comunque non oltre il 31 dicembre 2019. 
      27. Alle controversie relative all'approvazione dei piani approvati
    ai sensi dei commi 4  e  17,  alle  procedure  di  espropriazione,  a
    esclusione di quelle relative alla  determinazione  delle  indennita'
    espropriative,  alle  procedure  di  progettazione,  approvazione   e
    realizzazione degli interventi individuati  negli  stessi  piani,  si
    applica l'articolo 125 del codice del processo amministrativo, di cui
    all'allegato 1 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n.  104;  dette
    controversie sono devolute alla  competenza  funzionale  inderogabile
    del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma. 
    
     
                                   Art. 62 
     
     
                     (Costruzione di impianti sportivi) 
     
      1. Lo studio di fattibilita' di  cui  all'articolo  1,  comma  304,
    lettera a), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, puo'  ricomprendere
    anche la costruzione di immobili con destinazioni  d'uso  diverse  da
    quella sportiva, complementari e/o funzionali al finanziamento e alla
    fruibilita' dell'impianto. Tale studio puo' prevedere la  demolizione
    dell'impianto da dismettere,  la  sua  demolizione  e  ricostruzione,
    anche con diverse volumetria e  sagoma,  ai  sensi  dell'articolo  3,
    comma 1, lett. d) e f), del decreto del Presidente della Repubblica 6
    giugno 2001, n. 380, la sua riconversione o riutilizzazione.  Laddove
    si tratti di interventi da realizzare su aree di proprieta'  pubblica
    o su impianti pubblici esistenti,  lo  studio  di  fattibilita'  puo'
    contemplare la cessione a titolo oneroso del diritto di superficie  o
    del diritto di usufrutto dell'impianto sportivo e/o di altri immobili
    di proprieta' della pubblica amministrazione  per  il  raggiungimento
    del complessivo equilibrio economico-finanziario dell'iniziativa.  Il
    diritto di superficie e il diritto di  usufrutto  non  possono  avere
    durata superiore a quella della concessione di cui all'articolo  168,
    comma 2, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n.  50,  e  comunque
    non possono essere ceduti, rispettivamente, per  piu'  di  novanta  e
    trenta anni. 
      2. La conferenza di servizi decisoria di cui all'articolo 1,  comma
    304, lettera b), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, si  svolge  in
    forma simultanea, in modalita' sincrona  e,  se  del  caso,  in  sede
    unificata a  quella  avente  a  oggetto  la  valutazione  di  impatto
    ambientale.  Il  verbale  conclusivo  puo'  costituire  adozione   di
    variante allo strumento urbanistico comunale. In  tale  ipotesi,  ove
    sussista l'assenso della Regione espresso in sede di  conferenza,  il
    verbale e' trasmesso al sindaco che lo sottopone all'approvazione del
    consiglio comunale nella prima seduta utile. 
      3. Lo studio di fattibilita' di cui al  comma  1,  nell'ipotesi  di
    impianti pubblici omologati  per  una  capienza  superiore  a  20.000
    posti, puo' prevedere che a far tempo da cinque ore prima dell'inizio
    delle gare ufficiali e fino a tre ore dopo la loro conclusione, entro
    300 metri dal perimetro dell'area riservata, l'occupazione  di  suolo
    pubblico   per   attivita'    commerciali    e'    consentita    solo
    all'associazione o alla societa' sportiva utilizzatrice dello stadio.
    In tal caso, le autorizzazioni  e/o  concessioni  di  occupazione  di
    suolo pubblico gia' rilasciate  all'interno  di  dette  aree  restano
    sospese nella stessa giornata e per lo stesso periodo di  tempo,  con
    oneri indennizzatori a carico della societa'  sportiva  utilizzatrice
    dell'impianto sportivo, salvi diversi accordi tra il  titolare  e  la
    medesima societa' sportiva. 
      4. In relazione agli interventi di cui all'articolo 1,  comma  304,
    lettera d), della legge 27 dicembre  2013,  n.  147,  la  societa'  o
    l'associazione sportiva di cui al comma 1 deve essere in possesso dei
    requisiti di partecipazione previsti dall'articolo 183, comma 8,  del
    decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, associando o  consorziando
    altri soggetti. 
      5. Rispetto agli  impianti  sportivi  pubblici  omologati  per  una
    capienza superiore a 20.000 posti, alle controversie aventi a oggetto
    il verbale conclusivo della conferenza di servizi e  l'aggiudicazione
    della concessione si applica l'articolo 125 del codice  del  processo
    amministrativo, di cui  all'allegato  1  del  decreto  legislativo  2
    luglio 2010, n. 104. 
     
    
     
                                   Art. 63 
     
     
                       (Misure per la Ryder Cup 2022) 
     
      1. Per il  periodo  2017-2027,  ai  fini  della  realizzazione  del
    progetto Ryder Cup 2022, relativamente alla  parte  non  coperta  dai
    contributi dello Stato, e' concessa a favore di Ryder Cup Europe  LLP
    la garanzia dello Stato per un ammontare fino a 97 milioni  di  euro.
    La garanzia e' elencata nell'allegato allo stato  di  previsione  del
    Ministro dell'economia e delle finanze di cui all'articolo  31  della
    legge  31  dicembre  2009,  n.  196.   Con   decreto   del   Ministro
    dell'economia  e  delle  finanze  sono  definite  le   modalita'   di
    operativita' della garanzia dello Stato. 
      2. La Federazione Italiana Golf provvede a fornire annualmente alla
    Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministero dell'economia e
    delle finanze una relazione sulle attivita' svolte,  accompagnata  da
    una analitica rendicontazione dell'utilizzo delle somme assegnate. 
     
    

    CAPO IV
    DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SERVIZI

     
                                   Art. 64 
     
     
                           (Servizi nelle scuole) 
     
      1. Al fine di consentire la regolare  conclusione  delle  attivita'
    didattiche nell'anno scolastico 2016/2017, in ambienti in  cui  siano
    garantite idonee condizioni igienico-sanitarie, nelle regioni ove sia
    stata risolta la  convenzione  -  quadro  Consip  l'acquisizione  dei
    servizi di pulizia e degli altri  servizi  ausiliari,  nonche'  degli
    interventi di mantenimento del decoro  e  della  funzionalita'  degli
    immobili adibiti a  sede  di  istituzioni  scolastiche  ed  educative
    statali, da parte delle medesime  istituzioni,  prosegue,  con  piena
    salvaguardia dei livelli occupazionali e salariali esistenti,  con  i
    soggetti gia' destinatari degli atti contrattuali attuativi  e  degli
    ordinativi di fornitura, fino al 31 agosto 2017. 
      2. L'acquisizione di cui al comma 1 avviene nei limiti di spesa  di
    cui all'articolo 58, comma 5, del decreto-legge 21  giugno  2013,  n.
    69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n.  98,
    e di cui all'articolo 1, comma 379, della legge 11 dicembre 2016,  n.
    232, alle condizioni tecniche previste  dalla  convenzione  -  quadro
    Consip oggetto di  risoluzione  e  alle  condizioni  economiche  pari
    all'importo del prezzo medio  di  aggiudicazione  per  ciascuna  area
    omogenea nelle regioni in cui non e' intervenuta la risoluzione della
    convenzione-quadro Consip. 
      3.  Nelle  more  dell'espletamento  delle  procedure  di  gara  per
    l'affidamento dei servizi di pulizia e degli altri servizi  ausiliari
    di cui al comma 1, da completarsi entro l'inizio dell'anno scolastico
    2018/2019, e al fine di consentire il regolare avvio delle  attivita'
    didattiche nell'anno scolastico 2017/2018 in ambienti  in  cui  siano
    garantite idonee condizioni igienico-sanitarie, nonche' di assicurare
    la tutela sociale dei livelli occupazionali  dei  lavoratori,  Consip
    S.p.A.,  nel  contesto  del  Programma  di  razionalizzazione   degli
    acquisti  nella  pubblica  amministrazione,  svolge,  per  conto  del
    Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,  la
    procedura di aggiudicazione dell'appalto avente ad oggetto i  servizi
    di cui all'articolo 58, comma 5, del decreto-legge 21 giugno 2013, n.
    69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto  2013,  n.98,
    anche utilizzando lo strumento di cui all'articolo 55, comma 14,  del
    decreto  legislativo  18  aprile  2016,  n.  50  e   prevedendo   una
    suddivisione in lotti per aree geografiche. A tal fine, il  Ministero
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, nell'ambito  delle
    risorse disponibili nei pertinenti capitoli di bilancio  dello  Stato
    di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
    ricerca, comunica a Consip S.p.A. i fabbisogni, tenendo  conto  anche
    delle  finalita'  occupazionali,   con   il   relativo   livello   di
    aggregazione, delle istituzioni scolastiche ed educative  interessate
    e stipula  il  relativo  contratto  -  quadro  attraverso  cui  dette
    istituzioni  procedono  all'acquisizione  dei  servizi  mediante   la
    stipula di appositi  contratti  attuativi.  Gli  aggiudicatari  della
    procedura di cui al presente comma, al fine di garantire  il  livello
    occupazionale esistente, si impegnano ad assumere il  personale  gia'
    utilizzato dalla precedente impresa o societa' affidataria. 
      4. L'acquisizione dei  servizi  di  cui  al  comma  3,  nonche'  la
    prosecuzione dei servizi di pulizia e  degli  interventi  di  piccola
    manutenzione e decoro  previsti  sino  alla  scadenza  dei  contratti
    attuativi della Convenzione Consip nei lotti  in  cui  questi  ultimi
    siano  ancora  vigenti,  avviene  nei  limiti   di   spesa   previsti
    dall'articolo 58, comma 5, del decreto-legge 21 giugno 2013,  n.  69,
    convertito, con modificazioni, dalla legge  9  agosto  2013,  n.  98,
    incrementati dell'importo di  64  milioni  di  euro  per  l'esercizio
    finanziario 2017. 
      5. Ai maggiori oneri derivanti dal presente  articolo,  pari  a  64
    milioni di euro per l'anno 2017, si provvede per l'anno 2017 mediante
    corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma  202,
    della legge 13 luglio 2015, n. 107. 
     
    
     
                                   Art. 65 
     
     
          (Autorita' nazionale di regolazione del settore postale) 
     
      1.  A  decorrere  dall'anno  2017,  alle  spese  di   funzionamento
    dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni  in  relazione  ai
    compiti  di  autorita'  nazionale  di  regolamentazione  del  settore
    postale, si provvede esclusivamente con le modalita' di cui ai  commi
    65 e 66, secondo periodo, dell'articolo 1  della  legge  23  dicembre
    2005, n. 266, facendo riferimento ai ricavi maturati dagli  operatori
    nel settore postale. Sono abrogate le norme di  cui  all'articolo  2,
    commi da 6 a 21, e di cui all'articolo 15, comma 2-bis,  del  decreto
    legislativo 22 luglio 1999 n. 261. 
     
    
     
                                   Art. 66 
     
     
                         (Disposizioni finanziarie) 
     
      1. La dotazione del Fondo di cui all'articolo 1, comma  200,  della
    legge 29 dicembre 2014, n. 190, e' incrementata  di  109  milioni  di
    euro per l'anno 2018, di 39,5 milioni di euro  per  l'anno  2019,  di
    40,5 milioni di euro per l'anno 2020, di  9,5  milioni  di  euro  per
    l'anno 2021, di 19,5 milioni di euro per l'anno 2022, di  86  milioni
    di euro per l'anno 2023 e di 57 milioni di euro a decorrere dall'anno
    2024. 
      2. La dotazione del Fondo per interventi  strutturali  di  politica
    economica, di cui all'articolo 10,  comma  5,  del  decreto-legge  29
    novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge  27
    dicembre 2004, n. 307, e' incrementata di  40  milioni  di  euro  per
    l'anno 2018, di 12,5 milioni di euro per l'anno 2019, di 74,8 milioni
    di euro per l'anno 2020 e di 10 milioni di euro per l'anno 2021. 
      3. Agli oneri derivanti dagli articoli 9,  12,  41,  comma  2,  42,
    commi 1 e 2, 43, 44, 45, 46, 50, 55 e dai commi 1 e  2  del  presente
    articolo, pari a 1.301,9 milioni di euro per l'anno 2017,  a  5.150,5
    milioni di euro per l'anno 2018, a 5.470 milioni di euro  per  l'anno
    2019, a 4.203,30 milioni di euro per l'anno 2020, a  3.698,7  milioni
    di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022,  a  3.765,2  milioni  di
    euro per l'anno  2023  e  a  3.736,2  milioni  di  euro  a  decorrere
    dall'anno 2024, che aumentano a 5.150,6 milioni di  euro  per  l'anno
    2018, a 5.470,3 milioni di euro per l'anno 2019, a 4.309,3 milioni di
    euro per l'anno 2020, a 3.771,6 milioni di euro per  l'anno  2021,  a
    3.758,7 milioni di euro per l'anno 2022, a 3.815,4  milioni  di  euro
    per l'anno 2023, a 3.786,2 milioni di euro per  ciascuno  degli  anni
    2024 e 2025 e a 3.746,2 milioni di euro per l'anno 2026 ai fini della
    compensazione degli effetti in termini di fabbisogno ed indebitamento
    netto, si provvede: 
      a) quanto a 1.301,9 milioni di euro  per  l'anno  2017,  a  5.150,5
    milioni di euro per l'anno 2018, a 5.470 milioni di euro  per  l'anno
    2019, a 4.203,3 milioni di euro per l'anno 2020, a 3.698,7 milioni di
    euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, a 3.765,2 milioni  di  euro
    per l'anno 2023 e a 3.736,2 milioni di  euro  a  decorrere  dall'anno
    2024, mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle  maggiori
    entrate e delle minori spese derivanti dal presente decreto; 
      b) quanto a 69,1 milioni di euro per l'anno 2020, a 72,8 milioni di
    euro per l'anno 2021, a 60 milioni di euro  per  l'anno  2022,  a  50
    milioni di euro annui dal 2023 al 2025 e a 10  milioni  di  euro  per
    l'anno 2026,  mediante  corrispondente  utilizzo  del  Fondo  per  la
    compensazione degli effetti finanziari non  previsti  a  legislazione
    vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali, di
    cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge  7  ottobre  2008,  n.
    154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre  2008,  n.
    189. 
      4.  Gli  effetti  migliorativi,  per  l'anno  2017,  derivanti  dal
    presente decreto e pari a 2.415 milioni di euro in termini  di  saldo
    netto  da  finanziare  e  3.100  milioni  di  euro  in   termini   di
    indebitamento netto, sono destinati al raggiungimento degli obiettivi
    programmatici di finanza pubblica indicati nel Documento di  economia
    e finanza 2017 presentato alle Camere. 
      5. L'allegato 1 all'articolo 1, comma 1, della  legge  11  dicembre
    2016, n. 232, e' sostituito dall'allegato al presente decreto. 
      6. Ai fini dell'immediata attuazione delle disposizioni recate  dal
    presente decreto,  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e'
    autorizzato  ad  apportare,  con  propri   decreti,   le   occorrenti
    variazioni di bilancio, anche in conto residui. 
    
     
                                   Art. 67 
     
     
                             (Entrata in vigore) 
     
      1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso  della  sua
    pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana  e
    sara' presentato alle Camere per la conversione in legge. 
      2. Il presente decreto,  munito  del  sigillo  dello  Stato,  sara'
    inserito  nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti   normativi   della
    Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
    e di farlo osservare. 
     
          Dato a Roma, addi' 24 aprile 2017 
     
                                 MATTARELLA 
     
                                   Gentiloni Silveri, Presidente del 
                                   Consiglio dei ministri 
     
                                   Padoan, Ministro dell'economia e delle 
                                   finanze 
     
                                   Delrio, Ministro delle infrastrutture 
                                   e dei trasporti 
     
    Visto, il Guardasigilli: Orlando 
    
                                                               Allegato 1 
     
                  Parte di provvedimento in formato grafico

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