Difetto di connessione temporale tra reato e acquisizione del bene e illegittimità della confisca allargata: il giudice può dichiararla d’ufficio, trattandosi di pena illegale
Lack of temporal connection between the crime and the acquisition of the asset and the illegitimacy of the extended confiscation: the judge can declare it ex officio, since it is an illegal penalty
dalla Redazione
Con la sentenza Cass., Sez. I, 13 febbraio 2026, ud. 12 novembre 2025, n. 6072, “Colantuono”, Pres. Mogini, Rel. Curami, la Cassazione ha affrontato il ricorso avverso un ordinanza della Corte d’appello di Napoli con cui era stata respinta l’opposizione alla confisca di un immobile, nel frattempo divenuto di proprietà del ricorrente, disposta ai sensi dell’art. 240-bis c.p.
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo che l’istante, in qualità di terzo acquirente, non fosse legittimato a contestare i presupposti della confisca.
Tuttavia, la Corte ha rilevato d’ufficio l’illegalità della misura ablativa, basandosi sul principio della “ragionevolezza temporale” e sulla mancanza di prova sul nesso causale tra l’acquisto del bene oggetto di causa e i proventi illeciti derivanti dai reati commessi dall’imputato, originario proprietario. Ciò sulla scorta della pronuncia Corte EDU, Prima Sezione, 25 settembre 2025, Isaia c. Italia, sebbene tale sentenza sia intervenuta sulla disciplina delle misure di prevenzione.
La pronuncia ha rimarcato come la confisca allargata di un bene possa essere operata, per l’appunto, solo allorquando fosse emerso che esso sia stato acquistato dal condannato in un periodo temporalmente prossimo alla commissione dei reati che avrebbero generato i proventi illeciti.
Sulla scorta di tale principio, rilevando officiosamente il difetto di tali elementi, la Corte ha annullato senza rinvio l’ordinanza impugnata, disponendo la restituzione del bene confiscato all’avente diritto.
La Cassazione, sul punto, ha richiamato il principio della “cedevolezza del giudicato”, sancito da Cass., Sez. Un., 31 marzo 2022,, n. 38809, “Miraglia”, affermando che l’illegalità di una pena, come la confisca allargata, sarebbe rilevabile, per l’appunto, d’ufficio ai sensi dell’art. 609, comma 2, c.p.p., anche in presenza di un ricorso inammissibile.
La sentenza è consultabile al seguente link:https://www.quotidianolegale.it/wp-content/uploads/2026/03/Cass.-Sez.-I-Colantuono-confisca-allargata-2026.pdf
