Salute, sperimentazione clinica dei medicinali, riordino professioni sanitarie, sicurezza alimentare.
  • PROCESSO AMMINISTRATIVO TELEMATICO: Proroga dei termini al 31 marzo 2017.
  • FATTURA ELETTRONICA TRA PRIVATI: Entro il 31 marzo si può esercitare l’opzione per il 2017 e i 4 anni successivi.
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    LEGGE 8 marzo 2017 n. 24: La responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.

    LEGGE 8 marzo 2017 n. 24: La responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.

    LEGGE 8 marzo 2017, n. 24

    Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonche’ in materia di responsabilita’ professionale degli esercenti le professioni sanitarie. (17G00041)
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    LEGGE 27 luglio 2000, n. 212

    Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente.

     

     Vigente al: 24-1-2018

     

      La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
    approvato;
    
                       IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
    
                                  Promulga
    la seguente legge:
    
                                   Art. 1
                              Principi generali
    
      1.  Le  disposizioni  della  presente  legge,  in  attuazione degli
    articoli  3,  23,  53 e 97 della Costituzione, costituiscono principi
    generali  dell'ordinamento  tributario  e  possono  essere derogate o
    modificate solo espressamente e mai da leggi speciali.
      2.  L'adozione  di  norme interpretative in materia tributaria puo'
    essere  disposta  soltanto in casi eccezionali e con legge ordinaria,
    qualificando   come   tali   le   disposizioni   di   interpretazione
    autentica.((10))
      3.  Le regioni a statuto ordinario regolano le materie disciplinate
    dalla  presente  legge  in  attuazione  delle  disposizioni  in  essa
    contenute;  le  regioni  a statuto speciale e le province autonome di
    Trento  e  di Bolzano provvedono, entro un anno dalla data di entrata
    in  vigore della presente legge, ad adeguare i rispettivi ordinamenti
    alle norme fondamentali contenute nella medesima legge.
      4. Gli enti locali provvedono, entro sei mesi dalla data di entrata
    in  vigore  della  presente legge, ad adeguare i rispettivi statuti e
    gli atti normativi da essi emanati ai principi dettati dalla presente
    legge.
    ---------------
    AGGIORNAMENTO (10)
      La  L.  24  dicembre  2007, n. 244, ha disposto (con lart. 1, comma
    265)  che  "In  deroga all'articolo 1, comma 2, della legge 27 luglio
    2000,  n.  212,  per  gli atti formati anteriormente al 4 luglio 2006
    deve intendersi che le presunzioni di cui all'articolo 35, commi 2, 3
    e  23-bis,  del  decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
    modificazioni,  dalla  legge  4  agosto  2006,  n. 248, valgano, agli
    effetti tributari, come presunzioni semplici."
    
                                   Art. 2
            Chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie
    
      1.  Le  leggi e gli altri atti aventi forza di legge che contengono
    disposizioni  tributarie  devono menzionarne l'oggetto nel titolo; la
    rubrica   delle  partizioni  interne  e  dei  singoli  articoli  deve
    menzionare l'oggetto delle disposizioni ivi contenute.
      2.  Le  leggi  e  gli  atti  aventi forza di legge che non hanno un
    oggetto  tributario  non  possono contenere disposizioni di carattere
    tributario,  fatte  salve  quelle  strettamente  inerenti all'oggetto
    della legge medesima.
      3.  I  richiami  di  altre disposizioni contenuti nei provvedimenti
    normativi in materia tributaria si fanno indicando anche il contenuto
    sintetico della disposizione alla quale si intende fare rinvio.
      4.  Le disposizioni modificative di leggi tributarie debbono essere
    introdotte riportando il testo conseguentemente modificato.
    
                                   Art. 3 
                 Efficacia temporale delle norme tributarie 
     
      1. Salvo quanto previsto dall'articolo 1, comma 2, le  disposizioni
    tributarie non hanno effetto retroattivo.  Relativamente  ai  tributi
    periodici le modifiche introdotte si applicano  solo  a  partire  dal
    periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data  di  entrata
    in vigore delle disposizioni che le prevedono. (20) (21) 
      2. In ogni caso, le disposizioni tributarie non  possono  prevedere
    adempimenti a carico dei contribuenti la  cui  scadenza  sia  fissata
    anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in
    vigore o  dell'adozione  dei  provvedimenti  di  attuazione  in  esse
    espressamente previsti. 
      3. I termini di prescrizione e di decadenza per gli accertamenti di
    imposta non possono essere prorogati. (1) (2) (3) (3A)  (4)  (5)  (6)
    (7) (10) (11) (12) (15) (17) (18) (19) (22) (25) (28)((29)) 
     
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (1) 
      La L. 23 dicembre 2000, n. 388, ha disposto (con l'art.  18,  comma
    4) che "In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma  3,  della
    legge 27 luglio 2000, n. 212, concernente l'efficacia temporale delle
    norme tributarie, i termini  per  la  liquidazione  e  l'accertamento
    dell'imposta comunale sugli immobili, scadenti al 31  dicembre  2000,
    sono prorogati al 31 dicembre  2001,  limitatamente  alle  annualita'
    d'imposta  1995  e  successive.  Il  termine   per   l'attivita'   di
    liquidazione a seguito di attribuzione  di  rendita  da  parte  degli
    uffici del territorio competenti di cui  all'articolo  11,  comma  1,
    ultimo periodo, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504,  e'
    prorogato al 31 dicembre 2001 per  le  annualita'  d'imposta  1994  e
    successive". 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (2) 
      La L. 28 dicembre 2001, n. 448 ha disposto (con l'art. 27, comma 9)
    che "In deroga alle disposizioni  dell'articolo  3,  comma  3,  della
    legge 27 luglio 2000,  n.  212,  i  termini  per  la  liquidazione  e
    l'accertamento dell'imposta comunale sugli immobili, scadenti  al  31
    dicembre 2001, sono prorogati al 31 dicembre 2002, limitatamente alle
    annualita' d'imposta 1998 e successive. Il termine per l'attivita' di
    liquidazione a seguito di attribuzione  di  rendita  da  parte  degli
    uffici del territorio competenti di cui  all'articolo  11,  comma  1,
    ultimo periodo, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504,  e'
    prorogato al 31 dicembre 2002 per  le  annualita'  d'imposta  1997  e
    successive". 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (3) 
      La L. 27 dicembre 2002, n. 289 ha disposto (con  l'art.  31,  comma
    16) che "In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma 3,  della
    legge 27 luglio 2000. n. 212, concernente l'efficacia temporale delle
    norme tributarie, i termini  per  la  liquidazione  e  l'accertamento
    dell'imposta comunale sugli immobili,  che  scadono  il  31  dicembre
    2002,  sono  prorogati  al  31  dicembre  2003,  limitatamente   alle
    annualita' d'imposta 1998 e successive". 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (3A) 
      Il D.L. 24 dicembre 2002,  n.  282,  convertito  con  modificazioni
    dalla L. 21 febbraio 2003, n. 27 nel modificare l'art.  10,  comma  1
    della L. 27 dicembre 2002, n. 289, ha ocnseguentemente disposto  (con
    l'art. 5-bis, comma 1, lettera e)) che "Per i contribuenti che non si
    avvalgono delle disposizioni recate dagli articoli da  7  a  9  della
    presente legge, in deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma 3,
    della legge 27 luglio 2000, n. 212 i termini di cui  all'articolo  43
    del decreto del Presidente della Repubblica  29  settembre  1973.  n.
    600, e successive modificazioni, e all'articolo 57  del  decreto  del
    Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  633,  e  successive
    modificazioni, sono prorogati di due anni". 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (4) 
      Il D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni  dalla
    L. 1 agosto 2003, n. 212, ha disposto (con l'art. 1, comma  2-octies)
    che "in deroga alle disposizioni  dell'articolo  3,  comma  3,  della
    legge 27 luglio 2000, n. 212, i termini di decadenza per l'iscrizione
    a ruolo previsti dall'articolo 17, comma 1, lettera a),  del  decreto
    del Presidente della Repubblica  29  settembre  1973,  n.  602,  sono
    prorogati al 31 dicembre 2005 per le dichiarazioni  presentate  negli
    anni 2001 e 2002. Le amministrazioni statali e  gli  enti  impositori
    possono sospendere, con  propri  provvedimenti,  la  riscossione  nei
    confronti  dei  soggetti  che  si  sono  avvalsi  delle   definizioni
    agevolate previste dagli articoli 9-bis, 12, 15 e 16 della  legge  27
    dicembre  2002,  n.  289,  nonche'  dall'articolo   5-quinquies   del
    decreto-legge   24   dicembre   2002,   n.   282,   convertito,   con
    modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27". 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (5) 
      La L. 24 dicembre 2003, n. 350 ha disposto (con lart. 2, comma  33)
    che "In deroga alle disposizioni  dell'articolo  3,  comma  3,  della
    legge 27 luglio 2000, n. 212, concernente l'efficacia temporale delle
    norme tributarie, i termini  per  la  liquidazione  e  l'accertamento
    dell'imposta comunale sugli immobili,  che  scadono  il  31  dicembre
    2003,  sono  prorogati  al  31  dicembre  2004,  limitatamente   alle
    annualita' di imposta 1999 e successive". 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (6) 
      La L. 30 dicembre 2004, n. 311 ha disposto (con l'art. 1, comma 67)
    che "In deroga alle disposizioni  dell'articolo  3,  comma  3,  della
    legge 27 luglio 2000, n. 212, concernente l'efficacia temporale delle
    norme tributarie, i termini per l'accertamento dell'imposta  comunale
    sugli immobili che scadono il 31 dicembre 2004 sono prorogati  al  31
    dicembre  2005,  limitatamente  alle  annualita'  d'imposta  2000   e
    successive". 
      Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 424) che "In  deroga  alle
    disposizioni dell'articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 
    212, i  termini  di  decadenza  per  l'iscrizione  a  ruolo  previsti
    dall'articolo 17, comma 1, lettera a),  del  decreto  del  Presidente
    della  Repubblica  29  settembre   1973,   n.   602,   e   successive
    modificazioni,  sono  prorogati  al   31   dicembre   2006   per   le
    dichiarazioni presentate nell'anno 2003". 
      Inoltre (con l'art. 1, comma 464)  ha  disposto  che  "A  decorrere
    dall'esercizio in corso al 31 dicembre 2004, in deroga all'articolo 3
    della legge 27 luglio 2000, n. 212, per  le  societa'  cooperative  e
    loro   consorzi   diverse   da   quelle   a   mutualita'   prevalente
    l'applicabilita' dell'articolo 12 della legge 16  dicembre  1977,  n.
    904, e' limitata alla quota  del  30  per  cento  degli  utili  netti
    annuali, a condizione che tale quota sia  destinata  ad  una  riserva
    indivisibile prevista dallo statuto". 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (7) 
      Il D.L. 30 dicembre 2004,  n.  314,  convertito  con  modificazioni
    dalla L. 1 marzo 2005, n. 26 ha disposto (con l'art. 1-quater,  comma
    1) che "In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma  3,  della
    legge 27 luglio 2000, n. 212, concernente l'efficacia temporale delle
    norme tributarie, i termini per la liquidazione dell'imposta comunale
    sugli immobili che scadono il 31 dicembre 2004 sono prorogati  al  31
    dicembre 2005,  limitatamente  alle  annualita'  di  imposta  2000  e
    successive". 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (10) 
      La L. 24 dicembre 2007, n. 244, ha disposto (con  l'art.  1,  comma
    264) che in deroga al presente articolo: 
    a) le disposizioni di cui al comma 261, lettera b), e  al  comma  262
    della medesima legge 244/2007 si applicano a decorrere dal 1°  luglio
    2008; 
    b) le disposizioni di cui al  comma  261,  lettere  c)  e  d),  della
    medesima legge 244/2007 si applicano a decorrere dal 1° marzo 2008; 
    c) le disposizioni di cui al comma 261, lettere a), e), f) e g), e al
    comma 263 della medesima legge 244/2007 si applicano a decorrere  dal
    1° gennaio 2008. Tuttavia,  per  le  operazioni  relative  a  veicoli
    stradali a motore, le disposizioni di cui alle lettere a),  e)  e  g)
    del comma 261 della medesima  legge  244/2007  si  applicano  dal  28
    giugno 2007. 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (11) 
      Il D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con  modificazioni  dalla
    L. 30 luglio  2010,  n.  122,  ha  disposto  (con  l'art.  38,  comma
    13-quater) che in deroga al presente articolo le disposizioni di  cui
    ai commi 13-bis e 13-ter dell' art. 38 del medesimo decreto legge  si
    applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso  alla  data  di
    entrata in vigore della legge di conversione  del  decreto  legge.  A
    decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso  al  31
    dicembre 2013, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
    potranno essere riconsiderate le percentuali di cui  al  comma  1-bis
    dell'articolo 111 del decreto del Presidente della Repubblica n.  917
    del 1986. 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (12) 
      La L. 13 dicembre 2010, n. 220 ha disposto (con l'art. 1, comma 16)
    che "In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 3 della legge 27
    luglio 2000, n. 212, per tutti i contratti di  locazione  finanziaria
    di immobili in corso di esecuzione alla data del 1° gennaio  2011  le
    parti sono tenute a  versare  un'imposta  sostitutiva  delle  imposte
    ipotecaria e catastale da corrispondere in unica soluzione  entro  il
    31 marzo 2011, le cui modalita' di versamento  sono  determinate  con
    provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle  entrate,  da  emanare
    entro il 15 gennaio 2011". 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (15) 
     Il D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla  L.
    15 luglio 2011, n. 111, ha disposto (con l'art. 23, comma 6) che  "In
    deroga all'articolo  3  della  legge  27  luglio  2000,  n.  212,  le
    disposizioni del presente  articolo  si  applicano  a  decorrere  dal
    periodo d'imposta in  corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
    presente decreto". 
      Ha inoltre disposto (con l'art. 23, comma 11) che "In  deroga  alle
    disposizioni dell'articolo 3 della legge 30 luglio 2000, n.  212,  le
    disposizioni del comma 10 si applicano dal periodo d'imposta in corso
    alla data di entrata in vigore del presente decreto". 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (17) 
      Il D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con  modificazioni  dalla
    L. 24 marzo 2012, n. 27, ha disposto (con l'art. 88, comma 2) che "In
    deroga all'articolo  3  della  legge  27  luglio  2000,  n.  212,  la
    disposizione di cui al comma 1 si applica  a  decorrere  dal  periodo
    d'imposta in corso alla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
    decreto." 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (18) 
      Il D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla
    L. 7 agosto 2012, n. 134 ha disposto (con l'art. 68, comma 3) che "In
    deroga all'articolo  3  della  legge  27  luglio  2000,  n.  212,  le
    disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo si  applicano  a
    decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1º gennaio 2011. Per tale
    periodo d'imposta il versamento dell'imposta deve  essere  effettuato
    entro il 16 novembre 2012 sulla base  del  valore  dei  contratti  in
    essere al 31 dicembre 2011". 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (19) 
      Il D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla
    L. 17 dicembre 2012, n. 221, ha disposto (con l'art. 38, comma 1) che
    "In deroga all'articolo 3 della legge 27  luglio  2000,  n.  212,  il
    presente comma si applica a decorrere dal periodo di imposta in corso
    al 31 dicembre 2012". 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (20) 
      Il D.L. 31 agosto 2013, n. 102, convertito con modificazioni  dalla
    L. 28 ottobre 2013, n. 124, ha disposto (con l'art. 12, comma 1)  che
    "In deroga all'articolo 3, comma 1, della legge 27  luglio  2000,  n.
    212, all'articolo 15, comma 1, lettera  f),  del  testo  unico  delle
    imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
    Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole "lire  due  milioni  e
    500 mila" sono sostituite dalle seguenti "euro  630  per  il  periodo
    d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013, nonche' a euro 530
    a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014  e,  a
    decorrere  dallo  stesso  periodo   d'imposta,   a   euro   1.291,14,
    limitatamente ai  premi  per  assicurazioni  aventi  per  oggetto  il
    rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti  della  vita
    quotidiana, al netto dei predetti premi aventi per oggetto il rischio
    di morte o di invalidita' permanente"". 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (21) 
      Il D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175  ha  disposto  (con  l'art.  18,
    comma 3) che "In deroga all'articolo  3,  comma  1,  della  legge  27
    luglio 2000, n. 212, le disposizioni contenute nei commi  1  e  2  si
    applicano a decorrere dal periodo d'imposta in  corso  alla  data  di
    entrata in vigore del presente decreto". 
    ------------ 
    AGGIORNAMENTO (22) 
      La L. 23 dicembre 2014, n. 190 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
    624) che "In deroga all'articolo 3 della legge  27  luglio  2000,  n.
    212, l'imposta complessivamente dovuta per il  periodo  d'imposta  in
    corso al 31 dicembre 2014 e'  determinata  con  l'aliquota  stabilita
    dalla disposizione di cui al comma 621 del  presente  articolo  e  la
    base imponibile, determinata secondo i  criteri  del  comma  622,  e'
    ridotta  del  48  per  cento  della  differenza  tra  le   erogazioni
    effettuate nel corso del 2014 per il  pagamento  dei  riscatti  e  il
    valore delle rispettive posizioni individuali maturate al 31 dicembre
    2013 maggiorate dei contributi versati nel corso del 2014". 
    ------------ 
    AGGIORNAMENTO (25) 
      Il D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 159 ha  disposto  (con  l'art.  12,
    commi 1 e 2) che "1. Le disposizioni in materia  di  sospensione  dei
    termini di versamento dei tributi,  dei  contributi  previdenziali  e
    assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli
    infortuni  e  le  malattie  professionali,  a  favore  dei   soggetti
    interessati  da  eventi  eccezionali,  comportano  altresi',  per  un
    corrispondente periodo di tempo, relativamente alle  stesse  entrate,
    la  sospensione  dei  termini  previsti  per  gli  adempimenti  anche
    processuali, nonche' la sospensione dei  termini  di  prescrizione  e
    decadenza  in  materia  di  liquidazione,  controllo,   accertamento,
    contenzioso e riscossione a favore degli enti impositori, degli  enti
    previdenziali e assistenziali e degli agenti  della  riscossione,  in
    deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma  3,  della  legge  27
    luglio 2000, n. 212. Salvo diverse disposizioni, i versamenti sospesi
    sono  effettuati  entro  30  giorni  dal  termine  del   periodo   di
    sospensione. 
      2. I termini di prescrizione  e  decadenza  relativi  all'attivita'
    degli uffici  degli  enti  impositori,  degli  enti  previdenziali  e
    assistenziali e  degli  agenti  della  riscossione  aventi  sede  nei
    territori dei Comuni colpiti dagli eventi eccezionali, ovvero  aventi
    sede nei territori di Comuni diversi ma riguardanti  debitori  aventi
    domicilio fiscale o sede operativa nei territori di Comuni colpiti da
    eventi eccezionali e per i quali e'  stata  disposta  la  sospensione
    degli adempimenti e dei versamenti tributari, che scadono entro il 31
    dicembre dell'anno o degli  anni  durante  i  quali  si  verifica  la
    sospensione,   sono   prorogati,   in   deroga   alle    disposizioni
    dell'articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, fino al
    31 dicembre del secondo anno successivo  alla  fine  del  periodo  di
    sospensione". 
    ------------ 
    AGGIORNAMENTO (28) 
      La L. 11 dicembre 2016, n. 232 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
    551) che "In deroga all'articolo 3 della legge  27  luglio  2000,  n.
    212, le disposizioni di cui al comma  550,  lettere  d)  ed  e),  del
    presente articolo si applicano  a  decorrere  dal  periodo  d'imposta
    successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2015". 
    ------------ 
    AGGIORNAMENTO (29) 
      Il D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con modificazioni dalla
    L. 4 dicembre 2017, n. 172, ha disposto (con l'art. 5-septies,  comma
    4) che "Anche in deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n.
    212, i termini di cui all'articolo  43  del  decreto  del  Presidente
    della Repubblica 29 settembre  1973,  n.  600,  all'articolo  57  del
    decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  633,  e
    all'articolo 20, comma 1, del decreto legislativo 18  dicembre  1997,
    n. 472, che scadono a decorrere dal 1º gennaio 2018, sono fissati  al
    30 giugno 2020 limitatamente alle  somme  e  alle  attivita'  oggetto
    della procedura di regolarizzazione ai sensi del presente articolo". 
    
                                   Art. 4
              Utilizzo del decreto-legge in materia tributaria
    
      1. Non si puo' disporre con decreto-legge l'istituzione di nuovi
      tributi ne' prevedere l'applicazione di tributi esistenti ad altre
    categorie di soggetti.
    
                                   Art. 5
                        Informazione del contribuente
    
      1.  L'amministrazione  finanziaria  deve assumere idonee iniziative
    volte   a   consentire   la   completa  e  agevole  conoscenza  delle
    disposizioni   legislative   e   amministrative  vigenti  in  materia
    tributaria,  anche  curando  la predisposizione di testi coordinati e
    mettendo  gli  stessi  a  disposizione  dei  contribuenti presso ogni
    ufficio   impositore.  L'amministrazione  finanziaria  deve  altresi'
    assumere  idonee  iniziative  di  informazione  elettronica,  tale da
    consentire  aggiornamenti  in  tempo  reale, ponendola a disposizione
    gratuita dei contribuenti.
      2.  L'amministrazione  finanziaria  deve  portare  a conoscenza dei
    contribuenti  tempestivamente e con i mezzi idonei tutte le circolari
    e  le  risoluzioni da essa emanate, nonche' ogni altro atto o decreto
    che dispone sulla organizzazione, sulle funzioni e sui procedimenti.
    
                                   Art. 6
                   Conoscenza degli atti e semplificazione
    
      1.   L'amministrazione   finanziaria  deve  assicurare  l'effettiva
    conoscenza  da  parte  del contribuente degli atti a lui destinati. A
    tal  fine essa provvede comunque a comunicarli nel luogo di effettivo
    domicilio  del  contribuente,  quale desumibile dalle informazioni in
    possesso  della  stessa  amministrazione  o  di altre amministrazioni
    pubbliche   indicate  dal  contribuente,  ovvero  nel  luogo  ove  il
    contribuente  ha  eletto  domicilio  speciale ai fini dello specifico
    procedimento cui si riferiscono gli atti da comunicare. Gli atti sono
    in  ogni caso comunicati con modalita' idonee a garantire che il loro
    contenuto   non   sia   conosciuto   da  soggetti  diversi  dal  loro
    destinatario.  Restano  ferme  le disposizioni in materia di notifica
    degli atti tributari.
      2. L'amministrazione deve informare il contribuente di ogni fatto o
    circostanza  a  sua  conoscenza  dai  quali possa derivare il mancato
    riconoscimento  di  un  credito ovvero l'irrogazione di una sanzione,
    richiedendogli  di  integrare  o  correggere  gli  atti  prodotti che
    impediscono il riconoscimento, seppure parziale, di un credito.
      3.   L'amministrazione   finanziaria   assume  iniziative  volte  a
    garantire  che  i  modelli  di  dichiarazione,  le  istruzioni  e, in
    generale, ogni altra propria comunicazione siano messi a disposizione
    del  contribuente  in  tempi  utili  e  siano  comprensibili anche ai
    contribuenti  sforniti  di  conoscenze in materia tributaria e che il
    contribuente  possa adempiere le obbligazioni tributarie con il minor
    numero di adempimenti e nelle forme meno costose e piu' agevoli.
      4.  Al  contribuente  non  possono,  in ogni caso, essere richiesti
    documenti  ed  informazioni  gia'  in  possesso  dell'amministrazione
    finanziaria   o  di  altre  amministrazioni  pubbliche  indicate  dal
    contribuente.  Tali documenti ed informazioni sono acquisiti ai sensi
    dell'articolo  18,  commi  2  e 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241,
    relativi ai casi di accertamento d'ufficio di fatti, stati e qualita'
    del soggetto interessato dalla azione amministrativa.
      5.  Prima  di  procedere  alle  iscrizioni  a ruolo derivanti dalla
    liquidazione   di   tributi   risultanti  da  dichiarazioni,  qualora
    sussistano  incertezze  su  aspetti  rilevanti  della  dichiarazione,
    l'amministrazione  finanziaria deve invitare il contribuente, a mezzo
    del  servizio postale o con mezzi telematici, a fornire i chiarimenti
    necessari  o a produrre i documenti mancanti entro un termine congruo
    e  comunque  non  inferiore  a  trenta  giorni  dalla ricezione della
    richiesta.  La disposizione si applica anche qualora, a seguito della
    liquidazione,  emerga  la  spettanza  di un minor rimborso di imposta
    rispetto   a   quello  richiesto.  La  disposizione  non  si  applica
    nell'ipotesi  di  iscrizione  a  ruolo  di  tributi  per  i  quali il
    contribuente  non e' tenuto ad effettuare il versamento diretto. Sono
    nulli  i provvedimenti emessi in violazione delle disposizioni di cui
    al presente comma. ((9))
    ---------------
    AGGIORNAMENTO (9)
      Il  D.L.  30  settembre  2005, n. 203, convertito con modificazioni
    dalla  L.  2  dicembre  2005,  n. 248, ha disposto (con l'art. 2-bis,
    comma  1) che a partire dalle dichiarazioni presentate dal 1° gennaio
    2006, l'invito previsto dal comma 5 e' effettuato:
        a)  con mezzi telematici ai soggetti di cui all'articolo 3, comma
    3,  del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica
    22 luglio 1998, n. 322, che se previsto nell'incarico di trasmissione
    portano  a conoscenza dei contribuenti interessati, tempestivamente e
    comunque  nei  termini  di  cui  all'articolo 2, comma 2, del decreto
    legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, e successive modificazioni, gli
    esiti della liquidazione delle dichiarazioni contenuti nell'invito;
        b)  mediante raccomandata con avviso di ricevimento in ogni altro
    caso.
    
                                   Art. 7 
                     Chiarezza e motivazione degli atti 
     
      1. Gli atti dell'amministrazione finanziaria sono motivati  secondo
    quanto prescritto dall'articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n.  241,
    concernente  la   motivazione   dei   provvedimenti   amministrativi,
    indicando i presupposti di fatto e le ragioni  giuridiche  che  hanno
    determinato la decisione dell'amministrazione. Se  nella  motivazione
    si fa riferimento ad un  altro  atto,  questo  deve  essere  allegato
    all'atto che lo richiama. 
      2. Gli atti dell'amministrazione finanziaria  e  dei  concessionari
    della riscossione devono tassativamente indicare: 
        a) l'ufficio presso il quale e' possibile  ottenere  informazioni
    complete in merito all'atto notificato o comunicato e il responsabile
    del procedimento; 
        b) l'organo  o  l'autorita'  amministrativa  presso  i  quali  e'
    possibile promuovere un riesame anche nel merito dell'atto in sede di
    autotutela; 
        c)  le  modalita',  il  termine,   l'organo   giurisdizionale   o
    l'autorita' amministrativa cui e' possibile ricorrere in caso di atti
    impugnabili. 
      3. Sul titolo esecutivo va riportato il  riferimento  all'eventuale
    precedente atto di accertamento ovvero, in mancanza,  la  motivazione
    della pretesa tributaria.  4.  La  natura  tributaria  dell'atto  non
    preclude il ricorso agli organi di giustizia  amministrativa,  quando
    ne ricorrano i presupposti. 
    
                                   Art. 8
                     Tutela dell'integrita' patrimoniale
    
      1.   L'obbligazione   tributaria  puo'  essere  estinta  anche  per
    compensazione.
      2.   E'   ammesso  l'accollo  del  debito  d'imposta  altrui  senza
    liberazione del contribuente originario.
      3.  Le  disposizioni tributarie non possono stabilire ne' prorogare
    termini  di  prescrizione  oltre  il  limite  ordinario stabilito dal
    codice civile.
      4.  L'amministrazione  finanziaria  e' tenuta a rimborsare il costo
    delle  fideiussioni  che  il  contribuente  ha  dovuto richiedere per
    ottenere  la  sospensione  del  pagamento  o  la  rateizzazione  o il
    rimborso  dei  tributi.  Il  rimborso  va effettuato quando sia stato
    definitivamente  accertato  che l'imposta non era dovuta o era dovuta
    in misura minore rispetto a quella accertata.
      5. L'obbligo di conservazione di atti e documenti, stabilito a soli
    effetti  tributari,  non puo' eccedere il termine di dieci anni dalla
    loro emanazione o dalla loro formazione.
      6.  Con  decreto  del  Ministro  delle  finanze,  adottato ai sensi
    dell'articolo  17,  comma  3,  della  legge  23  agosto 1988, n. 400,
    relativo  ai  poteri regolamentari dei Ministri nelle materie di loro
    competenza,  sono  emanate le disposizioni di attuazione del presente
    articolo.
      7.  La  pubblicazione  e  ogni  informazione  relative  ai  redditi
    tassati,  anche  previste dall'articolo 15 della legge 5 luglio 1982,
    n.  441,  sia nelle forme previste dalla stessa legge sia da parte di
    altri  soggetti,  deve  sempre  comprendere l'indicazione dei redditi
    anche al netto delle relative imposte.
      8.  Ferme  restando, in via transitoria, le disposizioni vigenti in
    materia   di   compensazione,   con   regolamenti  emanati  ai  sensi
    dell'articolo  17,  comma  2,  della legge 23 agosto 1988, n. 400, e'
    disciplinata   l'estinzione   dell'obbligazione  tributaria  mediante
    compensazione,  estendendo,  a  decorrere  dall'anno  d'imposta 2002,
    l'applicazione   di  tale  istituto  anche  a  tributi  per  i  quali
    attualmente non e' previsto.
    
                                   Art. 9 
                            Rimessione in termini 
     
      1. Il Ministro delle  finanze,  con  decreto  da  pubblicare  nella
    Gazzetta Ufficiale, rimette in termini  i  contribuenti  interessati,
    nel caso in cui il tempestivo adempimento di  obblighi  tributari  e'
    impedito da cause di forza maggiore. Qualora la rimessione in termini
    concerna il  versamento  di  tributi,  il  decreto  e'  adottato  dal
    Ministro delle finanze di concerto con il Ministro  del  tesoro,  del
    bilancio e della programmazione economica. 
      2. Con proprio  decreto  il  Ministro  delle  finanze,  sentito  il
    Ministro del tesoro, del bilancio e della  programmazione  economica,
    puo' sospendere  o  differire  il  termine  per  l'adempimento  degli
    obblighi tributari a favore dei contribuenti  interessati  da  eventi
    eccezionali ed imprevedibili. 
      ((2-bis. La ripresa dei versamenti dei tributi sospesi o differiti,
    ai sensi del  comma  2,  avviene,  senza  applicazione  di  sanzioni,
    interessi e oneri accessori,  relativi  al  periodo  di  sospensione,
    anche mediante rateizzazione fino  a  un  massimo  di  diciotto  rate
    mensili di pari importo, a decorrere dal mese successivo alla data di
    scadenza della sospensione. Con decreto del Ministro dell'economia  e
    delle finanze sono definiti le modalita' e i  termini  della  ripresa
    dei versamenti, tenendo anche  conto  della  durata  del  periodo  di
    sospensione, nei limiti delle  risorse  preordinate  allo  scopo  dal
    fondo previsto dall'articolo 1, comma 430, della  legge  28  dicembre
    2015, n. 208. I versamenti dei tributi oggetto  di  sospensione  sono
    versati all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinati  al
    predetto fondo)). 
      2-ter.((COMMA ABROGATO DAL D.L. 17 OTTOBRE 2016, N. 189, CONVERTITO
    CON MODIFICAZIONI DALLA L. 15 DICEMBRE 2016, N. 229)). 
    
                                   Art. 10
                 Tutela dell'affidamento e della buona fede.
                           Errori del contribuente
    
      1.  I  rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria sono
    improntati al principio della collaborazione e della buona fede.
      2.  Non  sono irrogate sanzioni ne' richiesti interessi moratori al
    contribuente,  qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute
    in  atti  dell'amministrazione finanziaria, ancorche' successivamente
    modificate   dall'amministrazione   medesima,   o   qualora   il  suo
    comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente
    conseguenti  a  ritardi,  omissioni  od  errori  dell'amministrazione
    stessa.
      3.  Le  sanzioni  non  sono  comunque irrogate quando la violazione
    dipende  da  obiettive  condizioni  di  incertezza  sulla  portata  e
    sull'ambito  di  applicazione  della  norma  tributaria  o  quando si
    traduce  in una mera violazione formale senza alcun debito di imposta
    (( ; in ogni caso non determina obiettiva condizione di incertezza la
    pendenza  di  un  giudizio  in  ordine  alla legittimita' della norma
    tributaria.   ))   Le   violazioni   di   disposizioni   di   rilievo
    esclusivamente  tributario  non  possono essere causa di nullita' del
    contratto.
    
                                 Art. 10-bis 
           (Disciplina dell'abuso del diritto o elusione fiscale). 
     
      1. Configurano abuso del diritto una o  piu'  operazioni  prive  di
    sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali,
    realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti. Tali  operazioni
    non  sono  opponibili   all'amministrazione   finanziaria,   che   ne
    disconosce i vantaggi determinando i tributi sulla base delle norme e
    dei principi elusi e tenuto conto di quanto versato dal  contribuente
    per effetto di dette operazioni. 
      2. Ai fini del comma 1 si considerano: 
        a) operazioni prive di sostanza economica i fatti, gli atti  e  i
    contratti, anche tra loro  collegati,  inidonei  a  produrre  effetti
    significativi diversi dai vantaggi fiscali. Sono indici  di  mancanza
    di  sostanza  economica,  in  particolare,  la  non  coerenza   della
    qualificazione delle singole operazioni con il  fondamento  giuridico
    del loro insieme e la non conformita' dell'utilizzo  degli  strumenti
    giuridici a normali logiche di mercato; 
        b) vantaggi fiscali indebiti i  benefici,  anche  non  immediati,
    realizzati in contrasto con le finalita' delle norme fiscali o con  i
    principi dell'ordinamento tributario. 
      3.  Non  si  considerano  abusive,  in  ogni  caso,  le  operazioni
    giustificate da valide ragioni extrafiscali, non marginali, anche  di
    ordine organizzativo o gestionale,  che  rispondono  a  finalita'  di
    miglioramento   strutturale   o   funzionale   dell'impresa    ovvero
    dell'attivita' professionale del contribuente. 
      4. Resta ferma la liberta' di scelta del  contribuente  tra  regimi
    opzionali diversi offerti dalla legge e tra operazioni comportanti un
    diverso carico fiscale. 
      ((5.  Il   contribuente   puo'   proporre   interpello   ai   sensi
    dell'articolo 11, comma 1, lettera c), per conoscere se le operazioni
    costituiscano fattispecie di abuso del diritto.)) 
      6. Senza pregiudizio dell'ulteriore azione accertatrice nei termini
    stabiliti per i singoli tributi, l'abuso del diritto e' accertato con
    apposito atto, preceduto, a  pena  di  nullita',  dalla  notifica  al
    contribuente di una richiesta di  chiarimenti  da  fornire  entro  il
    termine di sessanta giorni, in cui sono indicati i motivi per i quali
    si ritiene configurabile un abuso del diritto. (23) 
      7. La richiesta di chiarimenti e'  notificata  dall'amministrazione
    finanziaria ai sensi dell'articolo  60  del  decreto  del  Presidente
    della  Repubblica  29  settembre   1973,   n.   600,   e   successive
    modificazioni,  entro  il  termine  di  decadenza  previsto  per   la
    notificazione dell'atto impositivo. Tra la data  di  ricevimento  dei
    chiarimenti ovvero  di  inutile  decorso  del  termine  assegnato  al
    contribuente per rispondere alla  richiesta  e  quella  di  decadenza
    dell'amministrazione dal potere di notificazione dell'atto impositivo
    intercorrono non meno di sessanta giorni. In difetto, il  termine  di
    decadenza   per   la   notificazione    dell'atto    impositivo    e'
    automaticamente prorogato, in  deroga  a  quello  ordinario,  fino  a
    concorrenza dei sessanta giorni. (23) 
      8. Fermo quanto disposto per i singoli tributi,  l'atto  impositivo
    e' specificamente motivato, a pena di  nullita',  in  relazione  alla
    condotta abusiva, alle norme  o  ai  principi  elusi,  agli  indebiti
    vantaggi fiscali  realizzati,  nonche'  ai  chiarimenti  forniti  dal
    contribuente nel termine di cui al comma 6. (23) 
      9.  L'amministrazione  finanziaria  ha  l'onere  di  dimostrare  la
    sussistenza della condotta  abusiva,  non  rilevabile  d'ufficio,  in
    relazione agli elementi di cui ai commi 1 e  2.  Il  contribuente  ha
    l'onere di dimostrare l'esistenza delle ragioni extrafiscali  di  cui
    al comma 3. (23) 
      10. In caso di ricorso, i tributi o i maggiori  tributi  accertati,
    unitamente ai relativi interessi, sono posti in riscossione, ai sensi
    dell'articolo 68 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e,
    successive modificazioni, e dell'articolo 19, comma  1,  del  decreto
    legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. (23) 
      11. I soggetti diversi da quelli cui sono applicate le disposizioni
    del presente articolo possono  chiedere  il  rimborso  delle  imposte
    pagate a seguito delle operazioni abusive i cui vantaggi fiscali sono
    stati disconosciuti dall'amministrazione  finanziaria,  inoltrando  a
    tal fine, entro un anno dal giorno in cui l'accertamento e'  divenuto
    definitivo ovvero e' stato definito mediante adesione o conciliazione
    giudiziale, istanza  all'Agenzia  delle  entrate,  che  provvede  nei
    limiti dell'imposta  e  degli  interessi  effettivamente  riscossi  a
    seguito di tali procedure. (23) 
      12. In  sede  di  accertamento  l'abuso  del  diritto  puo'  essere
    configurato  solo  se  i  vantaggi   fiscali   non   possono   essere
    disconosciuti contestando la violazione  di  specifiche  disposizioni
    tributarie. 
      13. Le operazioni abusive non danno luogo a fatti punibili ai sensi
    delle leggi  penali  tributarie.  Resta  ferma  l'applicazione  delle
    sanzioni amministrative tributarie. 
                                                                     (23) 
     
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (23) 
      Il D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 128 ha disposto (con l'art. 1, comma 4)
    che i commi da 5 a 11 del presente articolo  non  si  applicano  agli
    accertamenti e ai controlli aventi ad oggetto i diritti  doganali  di
    cui all'articolo 34 del decreto del Presidente  della  Repubblica  23
    gennaio 1973, n. 43,  che  restano  disciplinati  dalle  disposizioni
    degli articoli 8 e 11 del decreto legislativo  8  novembre  1990,  n.
    374, e successive modificazioni,  nonche'  dalla  normativa  doganale
    dell'Unione europea. 
      Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 5) che le disposizioni del
    presente articolo "hanno efficacia a decorrere dal primo  giorno  del
    mese successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e
    si applicano anche alle operazioni poste in essere in data  anteriore
    alla loro efficacia per le quali, alla stessa  data,  non  sia  stato
    notificato il relativo atto impositivo". 
    
                                   Art. 11 
                        (( (Diritto di interpello).)) 
     
      ((1.  Il  contribuente  puo'  interpellare  l'amministrazione   per
    ottenere una risposta riguardante fattispecie  concrete  e  personali
    relativamente a: 
        a) l'applicazione delle disposizioni tributarie, quando  vi  sono
    condizioni di obiettiva incertezza sulla corretta interpretazione  di
    tali disposizioni e la corretta qualificazione  di  fattispecie  alla
    luce delle disposizioni tributarie  applicabili  alle  medesime,  ove
    ricorrano condizioni di obiettiva incertezza  e  non  siano  comunque
    attivabili le procedure di cui all'articolo 31-ter  del  decreto  del
    Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,  n.  600,  introdotto
    dall'articolo 1 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n.  147  e
    di cui all'articolo 2 del medesimo decreto legislativo  14  settembre
    2015, n. 147; 
        b)  la  sussistenza  delle  condizioni  e  la  valutazione  della
    idoneita'  degli  elementi  probatori  richiesti  dalla   legge   per
    l'adozione  di  specifici  regimi  fiscali  nei  casi   espressamente
    previsti; 
        c) l'applicazione della disciplina sull'abuso del diritto ad  una
    specifica fattispecie. 
      2. Il contribuente interpella l'amministrazione finanziaria per  la
    disapplicazione di norme tributarie che, allo  scopo  di  contrastare
    comportamenti  elusivi,  limitano  deduzioni,   detrazioni,   crediti
    d'imposta,  o  altre  posizioni  soggettive  del   soggetto   passivo
    altrimenti   ammesse   dall'ordinamento   tributario,   fornendo   la
    dimostrazione che nella particolare fattispecie tali effetti  elusivi
    non possono verificarsi. Nei casi in cui non sia stata resa  risposta
    favorevole, resta comunque ferma la possibilita' per il  contribuente
    di fornire la dimostrazione di cui al  periodo  precedente  anche  ai
    fini dell'accertamento in sede amministrativa e contenziosa. 
      3. L'amministrazione risponde alle istanze di cui alla  lettera  a)
    del comma 1 nel termine di novanta giorni e  a  quelle  di  cui  alle
    lettere b) e c) del medesimo comma 1 ed a quelle di cui  al  comma  2
    nel termine di centoventi giorni. La risposta,  scritta  e  motivata,
    vincola ogni organo della amministrazione con  esclusivo  riferimento
    alla questione oggetto dell'istanza e limitatamente  al  richiedente.
    Quando la risposta non e' comunicata al contribuente entro il termine
    previsto,   il   silenzio   equivale   a   condivisione,   da   parte
    dell'amministrazione, della soluzione prospettata  dal  contribuente.
    Gli atti, anche a contenuto impositivo o sanzionatorio difformi dalla
    risposta, espressa o tacita, sono nulli. Tale efficacia si estende ai
    comportamenti  successivi   del   contribuente   riconducibili   alla
    fattispecie oggetto di interpello, salvo  rettifica  della  soluzione
    interpretativa   da   parte    dell'amministrazione    con    valenza
    esclusivamente per gli eventuali comportamenti futuri dell'istante. 
      4.  Non  ricorrono  condizioni  di  obiettiva   incertezza   quando
    l'amministrazione  ha  compiutamente   fornito   la   soluzione   per
    fattispecie corrispondenti a quella  rappresentata  dal  contribuente
    mediante atti pubblicati ai sensi dell'articolo 5, comma 2. 
      5. La presentazione delle istanze di cui ai commi  1  e  2  non  ha
    effetto sulle scadenze previste dalle  norme  tributarie,  ne'  sulla
    decorrenza dei termini di decadenza e  non  comporta  interruzione  o
    sospensione dei termini di prescrizione. 
      6. L'amministrazione provvede alla pubblicazione mediante la  forma
    di circolare o di risoluzione delle risposte rese nei casi in cui  un
    numero elevato di contribuenti abbia  presentato  istanze  aventi  ad
    oggetto la stessa questione o questioni analoghe fra loro,  nei  casi
    in  cui  il  parere  sia  reso  in  relazione  a  norme  di   recente
    approvazione  o  per  le  quali  non  siano  stati  resi  chiarimenti
    ufficiali, nei casi in cui siano segnalati comportamenti non uniformi
    da parte degli uffici, nonche' in ogni altro caso in cui  ritenga  di
    interesse generale il chiarimento fornito. Resta ferma, in ogni caso,
    la comunicazione della risposta ai singoli istanti.)) 
    
                                   Art. 12 
     Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali 
     
      1. Tutti gli accessi, ispezioni  e  verifiche  fiscali  nei  locali
    destinati  all'esercizio  di  attivita'   commerciali,   industriali,
    agricole, artistiche o professionali sono effettuati  sulla  base  di
    esigenze effettive  di  indagine  e  controllo  sul  luogo.  Essi  si
    svolgono, salvo casi eccezionali e urgenti adeguatamente documentati,
    durante  l'orario  ordinario  di  esercizio  delle  attivita'  e  con
    modalita'  tali  da  arrecare  la  minore  turbativa  possibile  allo
    svolgimento delle attivita' stesse nonche' alle relazioni commerciali
    o professionali del contribuente. 
      2. Quando viene iniziata la verifica, il contribuente ha diritto di
    essere  informato  delle  ragioni  che   l'abbiano   giustificata   e
    dell'oggetto che la riguarda, della facolta' di farsi assistere da un
    professionista abilitato alla difesa dinanzi agli organi di giustizia
    tributaria,  nonche'  dei  diritti  e  degli   obblighi   che   vanno
    riconosciuti al contribuente in occasione delle verifiche. 
      3.  Su  richiesta   del   contribuente,   l'esame   dei   documenti
    amministrativi e contabili puo' essere  effettuato  nell'ufficio  dei
    verificatori o presso il professionista che lo assiste o rappresenta. 
      4.  Delle  osservazioni  e  dei  rilievi  del  contribuente  e  del
    professionista, che eventualmente lo assista,  deve  darsi  atto  nel
    processo verbale delle operazioni di verifica. 
      5.   La   permanenza   degli   operatori    civili    o    militari
    dell'amministrazione finanziaria, dovuta a verifiche presso  la  sede
    del contribuente, non  puo'  superare  i  trenta  giorni  lavorativi,
    prorogabili per ulteriori  trenta  giorni  nei  casi  di  particolare
    complessita'  dell'indagine  individuati  e  motivati  dal  dirigente
    dell'ufficio.  Gli  operatori  possono  ritornare  nella   sede   del
    contribuente, decorso tale periodo, per esaminare le  osservazioni  e
    le  richieste  eventualmente  presentate  dal  contribuente  dopo  la
    conclusione delle  operazioni  di  verifica  ovvero,  previo  assenso
    motivato del  dirigente  dell'ufficio,  per  specifiche  ragioni.  Il
    periodo di permanenza presso la sede del contribuente di cui al primo
    periodo, cosi' come l'eventuale proroga ivi prevista, non puo' essere
    superiore a quindici giorni lavorativi  contenuti  nell'arco  di  non
    piu' di un trimestre, in tutti i casi in cui la verifica  sia  svolta
    presso la sede di imprese in contabilita' semplificata  e  lavoratori
    autonomi. In  entrambi  i  casi,  ai  fini  del  computo  dei  giorni
    lavorativi, devono essere considerati i giorni di effettiva  presenza
    degli operatori civili o  militari  dell'Amministrazione  finanziaria
    presso la sede del contribuente. 
      6. Il contribuente, nel caso ritenga che i  verificatori  procedano
    con modalita' non conformi  alla  legge,  puo'  rivolgersi  anche  al
    Garante del contribuente, secondo quanto previsto dall'articolo 13. 
      7. Nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e
    contribuente, dopo il rilascio della copia del  processo  verbale  di
    chiusura delle operazioni da parte  degli  organi  di  controllo,  il
    contribuente puo' comunicare entro  sessanta  giorni  osservazioni  e
    richieste che sono valutate  dagli  uffici  impositori.  L'avviso  di
    accertamento  non  puo'  essere  emanato  prima  della  scadenza  del
    predetto termine, salvo casi di particolare e motivata  urgenza.((Per
    gli accertamenti e le verifiche aventi ad oggetto i diritti  doganali
    di cui all'articolo 34 del testo Unico delle disposizioni legislative
    in materia doganale approvato con del decreto  del  Presidente  della
    Repubblica 23 gennaio 1973,  n.  43,  si  applicano  le  disposizioni
    dell'articolo 11 del decreto legislativo 8 novembre 1990,  n.  374.))
    (14) 
     
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (14) 
      Il D.L. 13 maggio 2011, n. 70, convertito con  modificazioni  dalla
    L. 12 luglio 2011, n. 106,  ha  disposto  (con  l'art.  7,  comma  2,
    lettera d)) che "le disposizioni di cui all'articolo 12  della  legge
    27 luglio 2000,  n.  212,  concernente  disposizioni  in  materia  di
    statuto dei  diritti  del  contribuente,  si  applicano  anche  nelle
    ipotesi di attivita' ispettive o di controllo effettuate  dagli  enti
    di previdenza e assistenza obbligatoria". 
    
                                   Art. 13 
                          Garante del contribuente 
     
      1. Presso ogni direzione regionale delle entrate e direzione  delle
    entrate  delle  province  autonome  e'  istituito  il   Garante   del
    contribuente. 
      2. Il Garante del contribuente, operante  in  piena  autonomia,  e'
    organo monocratico scelto e nominato dal presidente della commissione
    tributaria   regionale   o   sua   sezione   distaccata   nella   cui
    circoscrizione e' compresa la direzione regionale dell'Agenzia  delle
    entrate, tra gli appartenenti alle seguenti categorie: (16) 
        a) magistrati, professori universitari di materie  giuridiche  ed
    economiche, notai, sia a riposo sia in attivita' di servizio; 
        b) LETTERA ABROGATA DALLA L. 12 NOVEMBRE 2011, N. 183; (16) 
        c) avvocati,  dottori  commercialisti  e  ragionieri  collegiati,
    pensionati, scelti in  una  terna  formata,  per  ciascuna  direzione
    regionale delle entrate, dai rispettivi ordini di appartenenza. 
      3. L'incarico ha durata  quadriennale  ed  e'  rinnovabile  tenendo
    presenti professionalita', produttivita' ed  attivita'  gia'  svolta.
    PERIODO  SOPPRESSO  DALLA  L.  12  NOVEMBRE  2011,  N.  183.  PERIODO
    SOPPRESSO DALLA L. 12 NOVEMBRE 2011, N. 183. (16) 
      ((4. Per ogni Garante il compenso mensile lordo e' fissato in  euro
    2.788,87. Al Garante  del  contribuente  che  risiede  in  un  comune
    diverso da quello in cui ha sede l'organo compete il  rimborso  delle
    spese di trasferta previsto dalle norme vigenti per la partecipazione
    alle relative sedute. Analogo trattamento compete per gli accessi  in
    uffici finanziari situati in comuni diversi da quelli in  cui  ha  la
    residenza il Garante)). ((29)) 
      5. Le funzioni di segreteria e tecniche sono assicurate al  Garante
    del contribuente dagli uffici delle direzioni regionali delle entrate
    presso le quali lo stesso e' istituito. 
      6. Il Garante del contribuente, anche sulla  base  di  segnalazioni
    inoltrate per iscritto dal contribuente o da qualsiasi altro soggetto
    interessato che  lamenti  disfunzioni,  irregolarita',  scorrettezze,
    prassi amministrative  anomale  o  irragionevoli  o  qualunque  altro
    comportamento suscettibile di incrinare il rapporto  di  fiducia  tra
    cittadini  e  amministrazione  finanziaria,  rivolge   richieste   di
    documenti o chiarimenti agli uffici competenti,  i  quali  rispondono
    entro  trenta  giorni,  e  attiva  le  procedure  di  autotutela  nei
    confronti di atti amministrativi di  accertamento  o  di  riscossione
    notificati al contribuente.  Il  Garante  del  contribuente  comunica
    l'esito   dell'attivita'   svolta   alla   direzione   regionale    o
    compartimentale o  al  comando  di  zona  della  Guardia  di  finanza
    competente nonche' agli organi di  controllo,  informandone  l'autore
    della segnalazione. 
      7. Il Garante del contribuente rivolge raccomandazioni ai dirigenti
    degli uffici ai fini della tutela del contribuente e  della  migliore
    organizzazione dei servizi. 
      8. Il Garante del contribuente ha il potere di accedere agli uffici
    finanziari  e  di  controllare  la  funzionalita'  dei   servizi   di
    assistenza e di informazione  al  contribuente  nonche'  l'agibilita'
    degli spazi aperti al pubblico. 
      9. Il Garante del contribuente richiama gli uffici al  rispetto  di
    quanto previsto dagli articoli 5 e 12 della presente legge. 
      10. Il Garante del contribuente richiama gli uffici al rispetto dei
    termini previsti per il rimborso d'imposta. 
      11. Il Garante del contribuente individua  i  casi  di  particolare
    rilevanza in cui le disposizioni in  vigore  ovvero  i  comportamenti
    dell'amministrazione determinano un pregiudizio  dei  contribuenti  o
    conseguenze  negative  nei  loro  rapporti   con   l'amministrazione,
    segnalandoli al direttore regionale o compartimentale o al comandante
    di zona della Guardia di finanza competente  e  all'ufficio  centrale
    per l'informazione del contribuente, al fine di  un  eventuale  avvio
    del procedimento disciplinare. Prospetta al Ministro delle finanze  i
    casi in cui possono essere  esercitati  i  poteri  di  rimessione  in
    termini previsti dall'articolo 9. 
      12.  Ogni  sei  mesi  il  Garante  del  contribuente  presenta  una
    relazione  sull'attivita'  svolta  al   Ministro   delle   finanze,al
    direttore regionale delle entrate, ai direttori compartimentali delle
    dogane e del territorio nonche' al comandante di zona  della  Guardia
    di  finanza,  individuando  gli  aspetti  critici  piu'  rilevanti  e
    prospettando le relative soluzioni. 
      13. Il Ministro delle finanze riferisce annualmente alle competenti
    Commissioni parlamentari in ordine al funzionamento del  Garante  del
    contribuente, all'efficacia dell'azione da esso svolta ed alla natura
    delle questioni segnalate nonche' ai provvedimenti adottati a seguito
    delle segnalazioni del Garante stesso. 
      13-bis. Con relazione annuale, il Garante fornisce al Governo ed al
    Parlamento dati e notizie  sullo  stato  dei  rapporti  tra  fisco  e
    contribuenti nel campo della politica fiscale. 
     
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (16) 
      La L. 12 novembre 2011, n. 183 ha disposto (con l'art. 4, comma 37)
    che le modifiche di cui ai commi 2 e 3 hanno effetto a decorrere  dal
    1°  gennaio  2012  e  che,  "conseguentemente,  dalla  medesima  data
    decadono gli organi collegiali  operanti  alla  data  di  entrata  in
    vigore della presente legge". 
    ------------- 
    AGGIORNAMENTO (29) 
      Il D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con modificazioni dalla
    L. 4 dicembre 2017, n. 172, ha disposto (con l'art. 19-septies, comma
    1, alinea)) che la presente modifica si applica a  decorrere  dal  1°
    gennaio 2018. 
    
                                   Art. 14 
                         Contribuenti non residenti 
     
      1.  Al  contribuente  residente  all'estero  sono   assicurate   le
    informazioni  sulle  modalita'  di  applicazione  delle  imposte,  la
    utilizzazione   di   moduli   semplificati    nonche'    agevolazioni
    relativamente all'attribuzione del codice fiscale e alle modalita' di
    presentazione delle dichiarazioni e di pagamento delle imposte. 
      2. Con decreto  del  Ministro  delle  finanze,  adottato  ai  sensi
    dell'articolo 17, comma 3,  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,
    relativo ai poteri regolamentari dei Ministri nelle materie  di  loro
    competenza, sono emanate le disposizioni di attuazione  del  presente
    articolo. 
    
                                   Art. 15
                  Codice di comportamento per il personale
                      addetto alle verifiche tributarie
    
      1.  Il  Ministro  delle  finanze,  sentiti i direttori generali del
    Ministero  delle  finanze  ed il Comandante generale della Guardia di
    finanza, emana un codice di comportamento che regoli le attivita' del
    personale    addetto   alle   verifiche   tributarie,   aggiornandolo
    eventualmente  anche  in  base  alle  segnalazioni  delle disfunzioni
    operate annualmente dal Garante del contribuente.
    
                                   Art. 16 
                           Coordinamento normativo 
     
      1. Il Governo e' delegato  ad  emanare,  entro  centottanta  giorni
    dalla data di entrata in vigore della presente legge,  previo  parere
    delle  competenti  Commissioni  parlamentari,  uno  o  piu'   decreti
    legislativi recanti le disposizioni correttive delle leggi tributarie
    vigenti strettamente  necessarie  a  garantirne  la  coerenza  con  i
    principi desumibili dalle disposizioni della presente legge. 
      2. Entro il termine di cui  al  comma  1  il  Governo  provvede  ad
    abrogare le norme regolamentari incompatibili con la presente legge. 
    
                                   Art. 17
                       Concessionari della riscossione
    
      1.  Le  disposizioni  della  presente  legge si applicano anche nei
    confronti  dei soggetti che rivestono la qualifica di concessionari e
    di  organi indiretti dell'amministrazione finanziaria, ivi compresi i
    soggetti  che  esercitano l'attivita' di accertamento, liquidazione e
    riscossione di tributi di qualunque natura.
    
                                   Art. 18 
                         Disposizioni di attuazione 
     
      1. I decreti ministeriali previsti dagli articoli  8  e  11  devono
    essere emanati entro centottanta giorni  dalla  data  di  entrata  in
    vigore della presente legge. 
      2. Entro il termine di cui al comma 1 sono  nominati  i  componenti
    del Garante del contribuente di cui all'articolo 13. 
    
                                   Art. 19 
            Attuazione del diritto di interpello del contribuente 
     
      1. L'amministrazione finanziaria, nel  quadro  dell'attuazione  del
    decreto legislativo 30 luglio 1999, n.  300,  adotta  ogni  opportuno
    adeguamento della struttura organizzativa ed  individua  l'occorrente
    riallocazione delle risorse umane, allo scopo di assicurare la  piena
    operativita'  delle  disposizioni  dell'articolo  11  della  presente
    legge. 
      2. Per le finalita' di cui al comma 1 il Ministro delle finanze  e'
    altresi' autorizzato ad adottare gli opportuni provvedimenti  per  la
    riqualificazione del personale in servizio. 
    
                                   Art. 20 
                            Copertura finanziaria 
     
      1. Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 13,  valutati
    in lire 6 miliardi annue a  decorrere  dall'anno  2000,  si  provvede
    mediante utilizzo dello stanziamento iscritto, ai fini  del  bilancio
    triennale 2000-2002, nell'ambito dell'unita' previsionale di base  di
    parte  corrente  "Fondo  speciale"  dello  stato  di  previsione  del
    Ministero del tesoro, del bilancio e della  programmazione  economica
    per l'anno 2000, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
    relativo al Ministero della pubblica istruzione. 
      2.  Agli  oneri   derivanti   dall'attuazione   dell'articolo   19,
    determinati nel limite massimo di  lire  14  miliardi  annue  per  il
    triennio 2000-2002, si provvede, mediante utilizzo dello stanziamento
    iscritto, ai  fini  del  bilancio  triennale  2000-2002,  nell'ambito
    dell'unita' previsionale di base di parte corrente  "Fondo  speciale"
    dello stato di previsione del Ministero del tesoro,  del  bilancio  e
    della  programmazione  economica  per   l'anno   2000,   allo   scopo
    parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della
    pubblica istruzione. 
      3. Il Ministro del tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione
    economica  e'  autorizzato  ad  apportare,  con  propri  decreti,  le
    occorrenti variazioni di bilancio. 
    
                                   Art. 21
                              Entrata in vigore
    
      1.  La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
    della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
        La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
    nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
    italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
    osservare come legge dello Stato.
          Data a Roma, addi' 27 luglio 2000
    
                                   CIAMPI
    
                                  Amato,  Presidente  del  Consiglio  dei
                                  Ministri
                                  Del Turco, Ministro delle finanze
    Visto, il Guardasigilli: Fassino
    
    

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