Lotta alla corruzione, antiriciclaggio e tracciabilità dei flussi finanziari.
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    CODICE CIVILE: La corruzione tra privati.

    CODICE CIVILE: La corruzione tra privati.

    La corruzione nel codice penale, si distingue in corruzione propria, quando l’atto è contrario ai doveri del proprio ufficio, (art. 319 c.p.), impropria, quando l’atto compiuto è conforme ai doveri che scaturiscono dalla propria funzione (art. 318 c.p. riformato dalla l. 6\11\2012 n. 190; il vecchio articolo 318 era rubricato Corruzione per un atto d’ufficio).

    Mentre con il DECRETO LEGISLATIVO 15 marzo 2017, n. 38 (in G.U. 30/03/2017, n.75), sono stati introdotti nuovi articoli 2635 e ss. nel codice civile, articoli che si occupano di una nuova ipotesi di corruzione, la corruzione tra privati, partendo dalla corruzione attiva e passiva.

    Soggetti attivi: gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori; Si tratta, dal lato passivo di reato proprio.
    Soggetto passivo: la società.

     

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    Art. 2635.

    (Corruzione tra privati).

    ((Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, gli
    amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla
    redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i
    liquidatori, di societa’ o enti privati che, anche per interposta
    persona, sollecitano o ricevono, per se’ o per altri, denaro o altra
    utilita’ non dovuti, o ne accettano la promessa, per compiere o per
    omettere un atto in violazione degli obblighi inerenti al loro
    ufficio o degli obblighi di fedelta’, sono puniti con la reclusione
    da uno a tre anni. Si applica la stessa pena se il fatto e’ commesso
    da chi nell’ambito organizzativo della societa’ o dell’ente privato
    esercita funzioni direttive diverse da quelle proprie dei soggetti di
    cui al precedente periodo.))

    Si applica la pena della reclusione fino a un anno e sei mesi se il
    fatto e’ commesso da chi e’ sottoposto alla direzione o alla
    vigilanza di uno dei soggetti indicati al primo comma.

    ((Chi, anche per interposta persona, offre, promette o da’ denaro o
    altra utilita’ non dovuti alle persone indicate nel primo e nel
    secondo comma, e’ punito con le pene ivi previste.))

    Le pene stabilite nei commi precedenti sono raddoppiate se si
    tratta di societa’ con titoli quotati in mercati regolamentati
    italiani o di altri Stati dell’Unione europea o diffusi tra il
    pubblico in misura rilevante ai sensi dell’articolo 116 del testo
    unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria,
    di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive
    modificazioni.

    Si procede a querela della persona offesa, salvo che dal fatto
    derivi una distorsione della concorrenza nella acquisizione di beni o
    servizi.

    Fermo quanto previsto dall’articolo 2641, la misura della confisca
    per valore equivalente non puo’ essere inferiore al valore delle
    ((utilita’ date, promesse o offerte)).

     
    Art. 2635-bis.

    (( (Istigazione alla corruzione tra privati). ))

    ((Chiunque offre o promette denaro o altra utilita’ non dovuti agli
    amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti preposti alla
    redazione dei documenti contabili societari, ai sindaci e ai
    liquidatori, di societa’ o enti privati, nonche’ a chi svolge in essi
    un’attivita’ lavorativa con l’esercizio di funzioni direttive,
    affinche’ compia od ometta un atto in violazione degli obblighi
    inerenti al proprio ufficio o degli obblighi di fedelta’, soggiace,
    qualora l’offerta o la promessa non sia accettata, alla pena
    stabilita nel primo comma dell’articolo 2635, ridotta di un terzo.

    La pena di cui al primo comma si applica agli amministratori, ai
    direttori generali, ai dirigenti preposti alla redazione dei
    documenti contabili societari, ai sindaci e ai liquidatori, di
    societa’ o enti privati, nonche’ a chi svolge in essi attivita’
    lavorativa con l’esercizio di funzioni direttive, che sollecitano per
    se’ o per altri, anche per interposta persona, una promessa o dazione
    di denaro o di altra utilita’, per compiere o per omettere un atto in
    violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degli obblighi
    di fedelta’, qualora la sollecitazione non sia accettata.

    Si procede a querela della persona offesa.))

     

     

    Art. 2635-ter.

    (( (Pene accessorie). ))

    ((La condanna per il reato di cui all’articolo 2635, primo comma,
    importa in ogni caso l’interdizione temporanea dagli uffici direttivi
    delle persone giuridiche e delle imprese di cui all’articolo 32-bis
    del codice penale nei confronti di chi sia gia’ stato condannato per
    il medesimo reato o per quello di cui all’articolo 2635-bis, secondo
    comma.))

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