Le opinioni espresse dal membro del Parlamento nel corso di una trasmissione televisiva sono tendenzialmente sottratte a sindacato del giudice penale in ordine alla diffamazione
The opinions expressed by the Member of Parliament during a television programme tend to be removed from review by the criminal court with regard to defamation
dalla Redazione
Con la sentenza Corte cost., 23 febbraio 2026, n. 19, Pres. Amoroso, Rel. Petitti, la Consulta è intervenuta, su istanza del giudice penale, per dirimere il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in seguito ad una deliberazione del Senato, che aveva ritenuto che le opinioni espresse nel corso di una trasmissione televisiva da parte di un senatore, oggetto, per l’appunto, del procedimento penale per diffamazione, fossero insindacabili ai sensi dell’art. 68 Cost.
Nel confermare il corretto esercizio del potere conferito al Senato della Repubblica, la Corte ha stabilito: «ai fini della risoluzione di conflitti che vertono sulla riconducibilità o meno all’esercizio della funzione parlamentare di opinioni espresse extra moenia, deve seguirsi un criterio funzionale, in base al quale sono anzitutto considerati indici rivelatori dell’esistenza del nesso funzionale la sostanziale corrispondenza con opinioni espresse nell’esercizio di attività parlamentare tipica e il legame temporale fra tale attività e l’attività esterna. Al ricorrere di tali condizioni, le opinioni espresse fuori dalle sedi delle Camere sono connesse all’esercizio della funzione parlamentare, in quanto destinate a comunicare all’esterno, pur nell’ineliminabile diversità degli strumenti e del linguaggio adoperato nell’atto tipico e nella sua diffusione all’opinione pubblica, il significato dell’attività compiuta nell’esercizio del mandato. Tale attività, d’altronde, per sua natura è destinata a proiettarsi al di fuori delle aule parlamentari, nell’interesse della libera dialettica politica che è condizione di vita delle istituzioni democratico-rappresentative. Anche qualora le dichiarazioni extra moenia non trovino una adeguata copertura in un atto interno, è pur sempre necessario verificare se le stesse non possano altrimenti ritenersi espressive dell’esercizio della funzione parlamentare. L’espressione di voto o la mozione di sfiducia costituiscono solo indici del rapporto funzionale e non già elementi costitutivi di una fattispecie puntualmente delineata dalla Costituzione o dalla legge, atteso che l’insindacabilità rinviene la sua ragion d’essere nella protezione del “cuore” del mandato parlamentare, il cui svolgimento deve essere libero da condizionamenti per consentire, come delineata dall’art. 67 Cost., una libera rappresentanza, non di interessi di parte o di partito, ma della Nazione. Il mancato riscontro nell’atto tipico intra moenia non vale di per sé a escludere l’esercizio della funzione parlamentare. Possono, in casi particolari, farsi rientrare nel perimetro di applicazione dell’art. 68, primo comma, Cost. anche dichiarazioni extra moenia non necessariamente connesse ad atti parlamentari, per le quali si ritenga nondimeno sussistente un evidente e qualificato nesso con l’esercizio della funzione parlamentare»[1].
Si può soggiungere che la giurisprudenza penale, di massima, ritiene che «l’immunità assicurata ai membri del Parlamento che esprimano opinioni nell’esercizio delle loro funzioni, che configura una mera causa di non punibilità, trova applicazione sempre all’interno degli istituti parlamentari e, in presenza del cosiddetto nesso funzionale, anche all’esterno, ancorché vertendosi in tema di diffamazione, non siano rispettati i tre parametri che devono connotare l’esercizio del diritto di cronaca, il rispetto della verità, la rilevanza sociale»[2].
La sentenza è consultabile al seguente link: https://www.quotidianolegale.it/wp-content/uploads/2026/03/Corte-cost.-2026-n.-19.pdf
[1] Su questi temi, per i contributi in rivista, vd. M. Montagna, Processo penale e insindacabilità parlamentare, in Riv. It. Dir. Proc. Pen., 1998, 1, 98 ss; D. Tassinari, Nuovi indirizzi giurisprudenziali in materia di immunità giudiziale, in Dir. Pen. Proc., 1999, 9, 1173 ss; L. Gianniti, Osservazioni sulla qualificazione delle opinioni espresse da un parlamentare “opinionista”, in Giur. Cost., 2000, 1, 449 ss; A. Pace, L’art. 68 comma 1 Cost. e la “svolta” interpretativa della Corte costituzionale nelle sentenze nn. 10 e 11 del 2000, in Giur. Cost., 2000, 1, 85 ss; R. Romboli, Immunità per le opinioni espresse dai parlamentari e dai consiglieri regionali e tutela del terzo danneggiato: un importante mutamento della giurisprudenza costituzionale, in attesa di un altro più significativo, in Giur. Cost., 2001, 2, 496 ss; G. Falco, La critica politica tra immunità parlamentare ed esimente da intervista, in Resp. Com. Impr., 2002, 1, 39 ss; G. D’Alessandro, Immunità parlamentare. Procedimento penale per il reato di diffamazione aggravata. Deliberazione di insindacabilità della Camera dei deputati, in Giur. Cost., 2002, 1, 275 ss; A.F. Morone, Sull’immunità dei parlamentari per le opinioni espresse in interviste giornalistiche, in Giur. It., 2003, 11, 2123 ss; V. Tallini, Deliberazione di insindacabilità delle dichiarazioni di un parlamentare e revisione della condanna per diffamazione del giornalista, in Cass., Pen., 2006, 4, 1393 ss; A. Guazzarotti, La libertà d’espressione “privilegiata” del parlamentare e i limiti della diffamazione, in Dir. Um. Dir. Int., 2007, 2, 407 ss; N. Plastina, Immunità del parlamentare e processo per diffamazione tra giurisprudenza interna ed internazionale, in Cass. Pen., 2007, 10, 3695 ss; A. Astrologo, L’insindacabilità parlamentare e la responsabilità penale del direttore del periodico, in Dir. Pen. Proc., 2008, 12, 1557 ss; L.D. Cerqua, Diffamazione, immunità giudiziale e diritto di critica, in Giudice Pace, 2010, 2, 178 ss; C. Martinelli, La Corte Costituzionale ribadisce che le esternazioni di un parlamentare non sono “legibus solutae”, in MediaLaws, 2018, 2, 20 ss; P. Zoerle, Insindacabilità parlamentare e diritto di accesso al giudice, in Riv. It. Dir. Proc. Pen., 2023, 2, 819 ss.
[2] Cass., Sez. V, 26 novembre 2010, n. 2384. Più di recente, vd. Cass., Sez. V, 3 settembre 2021, n. 41013.
