Depositate le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale n. 220/2013 sulla riforma delle Province
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    LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA LA RIFORMA MADIA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

    LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA LA RIFORMA MADIA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

     
    La Corte Costituzionale, dichiara una parte della delega illegittima per cui di fatto ne blocca l’attuazione attraverso i decreti legislativi che non possono emanarsi dopo aver acquisito il solo parere della Conferenza Stato-Regioni, sede dove serve invece un’intesa per poter procedere. La pronuncia della Consulta è arrivata in seguito a un ricorso della Regione Veneto e riguarda le norme relative a dirigenza, partecipate, servizi pubblici locali e pubblico impiego: rende quindi illegittimi anche i decreti approvati giovedì in via definitiva dal Consiglio dei ministri, tra cui quelli sui dirigenti e sui servizi locali (ancora da varare invece il testo unico sul pubblico impiego).

    Di seguito la massima elaborata da www.ambientediritto.it e il link per visualizzare la sentenza per esteso

    PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – L. n. 124/2015 – Deleghe al governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche – Omessa previsione della preventiva intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni – Art. 11, c. 1, lettere a), b), numero 2), c), numeri 1) e 2), e), f), g), h), i), l), m), n), o), p) e q), e comma 2 – Art. 17, comma 1, lettere a), b), c), d), e), f), l), m), o), q), r), s) e t) – Art. 18, lettere a), b), c), e), i), l) e m), numeri da 1) a 7) – Art. 19, lettere b), c), d), g), h), l), m), n), o), p), s), t) e u) – Illegittimità costituzionale.

    Va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 11, comma 1, lettere a), b), numero 2), c), numeri 1) e 2), e), f), g), h), i), l), m), n), o), p) e q), e comma 2, della legge 7 agosto 2015, n. 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), nella parte in cui prevede che i decreti legislativi attuativi siano adottati previa acquisizione del parere reso in sede di Conferenza unificata, anziché previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni; dell’art. 17, comma 1, lettere a), b), c), d), e), f), l), m), o), q), r), s) e t), della legge n. 124 del 2015, nella parte in cui, in combinato disposto con l’art. 16, commi 1 e 4, della medesima legge n. 124 del 2015, prevede che il Governo adotti i relativi decreti legislativi attuativi previo parere in sede di Conferenza unificata, anziché previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni; dell’art. 18, lettere a), b), c), e), i), l) e m), numeri da 1) a 7), della legge n. 124 del 2015, nella parte in cui, in combinato disposto con l’art. 16, commi 1 e 4, della medesima legge n. 124 del 2015, prevede che il Governo adotti i relativi decreti legislativi attuativi previo parere, anziché previa intesa, in sede di Conferenza unificata; dell’art. 19, lettere b), c), d), g), h), l), m), n), o), p), s), t) e u), della legge n. 124 del 2015, nella parte in cui, in combinato disposto con l’art. 16, commi 1 e 4, della medesima legge n. 124 del 2015, prevede che il Governo adotti i relativi decreti legislativi attuativi previo parere, anziché previa intesa, in sede di Conferenza unificata.

    Pres. Grossi, Est. Sciarra – Q.l.c. sollevata dalla Regione Veneto

     

    CORTE COSTITUZIONALE – 25 novembre 2016, n. 251

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