I vizi propri dell’atto amministrativo possono essere convogliati nel giudizio di ottemperanza
The defects inherent in the administrative act can be conveyed in the judgment of compliance
dalla Redazione
Con la sentenza TAR Lazio – Roma, Sez. V, 29 maggio 2026, ud. 27 maggio 2026, n. 10058, Pres. Savoia, Rel. Tascone, è stato affrontato il ricorso di una impresa che, dolendosi dell’inottemperanza da parte di una stazione appaltante rispetto ad una decisione emessa dal Consiglio di Stato, in riferimento all’affidamento di un appalto di servizi, aveva spiegato azione per ottemperanza e sviluppato censure in ordine a vizi intrinseci degli atti successivamente adottati dalla Pubblica Amministrazione.
Il Tribunale, allora, ha declinato la competenza in favore del Consiglio di Stato, rimarcando che:
– il giudizio di ottemperanza è di competenza funzionale esclusiva del giudice che ha emesso il provvedimento di cui si denuncia l’inottemperanza;
– nel caso di specie, dunque, la competenza funzionale a decidere del ricorso sarebbe spettata al Consiglio di Stato;
– il giudice dell’ottemperanza potrebbe essere investito anche delle questioni “connesse”, ovverosia della cognizione di censure attinenti intrinsecamente all’atto amministrativo adottato in violazione di giudicato, dovendo, poi, stabilire detto giudice quali questioni siano intimamente collegate all’ottemperanza e quali debbano, invece, seguire il percorso processuale ordinario. Tale opzione difensiva, peraltro, ha soggiunto il Tribunale, sarebbe quella auspicabile, perché orientata ad evitare duplicazione di giudizi e potenziali conflitti di giudicato, rispetto a quella della proposizione di due separati ricorsi, quello per ottemperanza e quello impugnatorio “diretto”;
– analoghi poteri di cognizione, invece, non spetterebbero al giudice amministrativo competente per l’impugnazione “diretta” dell’atto amministrativo, che non sarebbe investito di alcuna prerogativa di qualificazione delle diverse domande, dovendo semplicemente declinare la propria competenza in favore del giudice dell’ottemperanza, pronunciandosi con sentenza dichiarativa del difetto di competenza;
– l’eventuale rinuncia alle domande attinenti all’ottemperanza non potrebbe, comunque, sanare il vizio genetico del ricorso.
La sentenza è consultabile al seguente link:https://www.quotidianolegale.it/wp-content/uploads/2026/06/Ottemperanza.pdf
