Per le aziende italiane non c’è mai pace, oltre la gravissima crisi in atto, sono in arrivo le “previste nuove” tasse contenute nella legge di stabilità e nella manovra “salva-Italia” (Imu, Iva e Tares).

Un pacchetto di misure calcolato in circa 5 miliardi nel 2013, metterà l’Italia in ginocchio. Attraverso l’imu reinventata e l’aliquota ordinaria dell’Iva che passerà dal 21 al 22 per cento dal 1° luglio. Mentre la Tares su rifiuti e servizi costerà a cittadini e aziende un miliardo in più rispetto a Tarsu e Tia.

Senza il peso del fisco le imprese italiane di medie dimensioni sarebbero solide come quelle tedesche. E’ uno degli elementi che emerge dall’indagine Confindustria, R&S Mediobanca e Unioncamere sulle imprese europee. Basterebbe una tassazione più favorevole, pari a quella della grandi aziende, per portarle al primo posto in Europa per solidità patrimoniale dall’ultimo in cui si trovano. Ma lo Stato italiano con tutti i suoi sprechi resta il socio maggioritario (il 65-78% delle entrate sono “requisite” dalle Tasse statali, regionali e locali), adesso sembra arrivato il momento di cambiare.