IL DECRETO SANITA’ DIVENTA LEGGE. H24 per la medicina territoriale. Tutte le novità.
  • INPS: On Line le novità introdotte dalla legge di bilancio 2017.
  • OPERE PUBBLICHE E APPALTI: le norme del Decreto Sviluppo e le novità apportate in sede di conversione.
  • " /> IL DECRETO SANITA’ DIVENTA LEGGE. H24 per la medicina territoriale. Tutte le novità.
  • INPS: On Line le novità introdotte dalla legge di bilancio 2017.
  • OPERE PUBBLICHE E APPALTI: le norme del Decreto Sviluppo e le novità apportate in sede di conversione.
  • "/>
    You Are Here: Home » Normativa » Nazionale » DDL CONCORRENZA: Tutte le novità della Legge di conversione n.124/2017.

    DDL CONCORRENZA: Tutte le novità della Legge di conversione n.124/2017.

    DDL CONCORRENZA: Tutte le novità della Legge di conversione n.124/2017.

    Le novità della “Legge annuale per il mercato e la concorrenza” (c.d. ddl concorrenza) riguardano energia, assicurazioni, ambiente, trasporti, professioni, comunicazioni, turismo, poste, banche e farmacie.

    Alcuni punti sono stati modificati durante la conversione in Legge del ddl avvenuta con LEGGE 4 agosto 2017, n. 124 – (GU n.189 del 14-8-2017). Ad esempio, sull’energia si prevede la fine dell’obbligo di passare al mercato di salvaguardia per quei consumatori che al 1° luglio 2019 non avranno ancora scelto il proprio fornitore; per le assicurazioni si chiarisce che le polizze sui rischi accessori non si rinnovano tacitamente ma si risolvono automaticamente alla loro scadenza; mentre la modifica sul telemarketing abolisce le norme che obbligavano gli operatori dei call center a dichiarare immediatamente l’identità del soggetto per il quale avviene la chiamata e ottenere il consenso esplicito del cliente per la prosecuzione della stessa; l’esercizio dell’attività di odontoiatra da parte delle società di professionisti viene consentito solo a quelle dotate di un direttore sanitario iscritto all’albo; un’altra modifica, riguarda, la bonifica dei terreni dismessi dai distributori di carburanti, che sarà obbligatoria in tutti i casi in cui vengano accertate evidenti tracce di contaminazione.
    Altri settori toccati dalla norma:
    – mercato tutelato dell’energia: termina il 1° luglio 2019 il mercato tutelato dell’energia elettrica e del gas.
    – monopolio poste: Un altro stop viene messo al monopolio di Poste sull’invio di multe e notifiche, previsto per settembre 2017.
    – sconti rc auto al sud e scatole nere: Sconti in arrivo per chi installa la scatola nera e per i virtuosi che non causano incidenti da 4 anni pur vivendo nelle province a più alto tasso di sinistri stradali. Entro un anno dall’entrata in vigore della norma, il governo è delegato ad adottare un decreto sull’obbligo di installazione della scatola nera. Per il risarcimento danni non patrimoniali da sinistri stradali si userà la tabella unica del Tribunale di Milano.
    – società ingegneri e avvocati: Le prime restano fuori dal controllo dell’Ordine, le seconde continuano a dover avere fra i soci, per almeno due terzi del capitale sociale, avvocati iscritti all’albo.
    – notaio necessario anche per srl semplificate: Per costituire srl semplificate servirà l’intervento del notaio. Non è passata la possibilità di farlo solo mediante scrittura privata.
    – farmacie, tetto 20% a società capitali: Le società di capitale potranno controllare le farmacie, ma dovranno rispettare un tetto del 20 per cento su base regionale. I farmaci di Fascia C continuano a essere venduti solo in farmacia.
    – booking pro albergatori: la norma “Booking” vieta il “parity rate”. Di fatto, gli albergatori potranno praticare prezzi e condizioni migliori rispetto a quelli offerti da intermediari terzi, anche online.
    – norma anti-scorrerie: Grande assente – più volte annunciata e poi scomparsa – è la norma anti-scorrerie volta alla tutela delle società quotate italiane. Anche la norma “Salva-Flixbus” (contro lo stop alla società tedesca di trasporti su autobus low cost), che doveva passare prima per il ddl Concorrenza e poi per la manovrina, è alla fine confluita nel Dl Sud.

    – contratti di telefonia e Pay-TV: L’obiettivo è replicare su larga scala lo schema dei più evoluti sistemi di Video on Demand: ci si abbona online e si preme un tasto per recedere. Semplice, veloce, immediato. Il testo entra direttamente in tema stabilendo, all’articolo 41, che: “Le modalita’ utilizzabili dal soggetto contraente che intenda recedere da un contratto stipulato con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, nonche’ in caso di cambio di gestore, devono essere semplici e di immediata attivazione e devono seguire le medesime forme utilizzabili al momento dell’attivazione o dell’adesione al contratto. In ogni caso, gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche devono consentire la possibilita’ per consumatori e utenti di comunicare il recesso o il cambio di gestore con modalita’ telematiche”.

    – telefonia vincolo contrattuale massimo 2 anni: Altra novità importante, per i contratti di telefonia, riguarda il “vincolo contrattuale”: qualora sia prevista anche la fornitura di beni oltre che di servizi (il classico smartphone da pagare un tanto al mese), la durata contrattuale non potrà essere superiore ai 24 mesi; è prevista la possibilità di un recesso anticipato, nel quale caso “eventuali relativi costi devono essere equi e proporzionati al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta”. Inoltre, un disposto dell’articolo 55 stabilisce che, per le chiamate “verso numerazioni non geografiche” (il classico servizio clienti di svariate aziende, dalle compagnie aeree ai corrieri), la tariffazione parta dalla risposta dell’operatore.
    Non tutte le misure, però, saranno immediatamente operative. Per alcune misure servono decreti attuativi, (da emanare entro 12 mesi) pertanto, bisogna attendere che il governo o i singoli ministeri varino i relativi decreti (probabilmente oltre venti). Alcuni di questi decreti sono molto delicati, come ad esempio, per le norme sul trasporto (Uber o noleggio con conducente). Mentre per quanto riguarda le comunicazioni, le nuove norme dovrebbero arrivare entro quattro mesi.

     

     

    LEGGE 4 agosto 2017, n. 124

    Legge annuale per il mercato e la concorrenza. (17G00140) 
    

    (GU n.189 del 14-8-2017)

     

     Vigente al: 29-8-2017

     

      La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
    approvato; 
     
                       IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
     
     
                                  Promulga 
     
    la seguente legge: 
     
                                   Art. 1 
     
      1. La presente legge  reca  disposizioni  finalizzate  a  rimuovere
    ostacoli  regolatori  all'apertura  dei  mercati,  a  promuovere   lo
    sviluppo della concorrenza e a garantire la tutela  dei  consumatori,
    anche in applicazione dei principi del diritto dell'Unione europea in
    materia di libera circolazione, concorrenza e apertura  dei  mercati,
    nonche' delle politiche europee in materia di concorrenza. 
      2. Il comma 1 dell'articolo  132  del  codice  delle  assicurazioni
    private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005,  n.  209,  e
    successive modificazioni, e' sostituito dai seguenti: 
      «1. Le imprese di  assicurazione  stabiliscono  preventivamente  le
    condizioni  di  polizza  e  le  tariffe  relative   all'assicurazione
    obbligatoria,   comprensive   di   ogni   rischio   derivante   dalla
    circolazione dei veicoli a motore e dei natanti. 
      1-bis. Le imprese di assicurazione  sono  tenute  ad  accettare  le
    proposte che sono loro presentate secondo le condizioni e le  tariffe
    di  cui  al  comma  1,  fatta  salva  la  necessaria  verifica  della
    correttezza dei dati risultanti dall'attestato  di  rischio,  nonche'
    dell'identita' del contraente e  dell'intestatario  del  veicolo,  se
    persona diversa. 
      1-ter.  Qualora   dalla   verifica,   effettuata   anche   mediante
    consultazione  delle  banche  di  dati  di  settore  e  dell'archivio
    informatico integrato istituito presso l'IVASS di cui all'articolo 21
    del  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.   179,   convertito,   con
    modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,  n.  221,  e  successive
    modificazioni, risulti che le informazioni fornite dal contraente non
    siano corrette o veritiere, le  imprese  di  assicurazione  non  sono
    tenute ad accettare  le  proposte  loro  presentate.  Le  imprese  di
    assicurazione,  in  caso  di  mancata  accettazione  della  proposta,
    ricalcolano il premio e inviano un  nuovo  preventivo  al  potenziale
    contraente». 
      3. All'articolo 132 del codice delle assicurazioni private, di  cui
    al decreto  legislativo  7  settembre  2005,  n.  209,  e  successive
    modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
      «3-bis.  In  caso  di  segnalazione  di   violazione   o   elusione
    dell'obbligo a contrarre, incluso il rinnovo, i termini regolamentari
    di gestione dei reclami da parte dell'IVASS sono  dimezzati.  Decorso
    inutilmente il termine, l'IVASS provvede a irrogare  le  sanzioni  di
    cui all'articolo 314». 
      4. All'articolo  314,  comma  1,  del  codice  delle  assicurazioni
    private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n.  209,  le
    parole: «euro millecinquecento ad euro  quattromilacinquecento»  sono
    sostituite  dalle  seguenti:   «euro   duemilacinquecento   ad   euro
    quindicimila». 
      5. Ai commi 1-bis e 1-ter dell'articolo  32  del  decreto-legge  24
    gennaio 2012, n. 1, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  24
    marzo 2012, n. 27, le parole: «di cui al comma 1», ovunque ricorrono,
    sono sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo  132-ter,  comma
    1,  del  codice  delle  assicurazioni  private,  di  cui  al  decreto
    legislativo 7 settembre 2005, n. 209». 
      6. Dopo l'articolo 132 del codice delle assicurazioni  private,  di
    cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sono inseriti  i
    seguenti: 
      «Art. 132-bis. (Obblighi informativi degli intermediari). - 1.  Gli
    intermediari,  prima  della  sottoscrizione  di   un   contratto   di
    assicurazione obbligatoria per i veicoli  a  motore,  sono  tenuti  a
    informare il consumatore in modo corretto, trasparente  ed  esaustivo
    sui premi offerti da tutte le imprese di assicurazione  di  cui  sono
    mandatari relativamente al contratto base previsto  dall'articolo  22
    del  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.   179,   convertito,   con
    modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,  n.  221,  e  successive
    modificazioni. 
      2.  Al  fine  di  cui  al  comma  1,  gli  intermediari  forniscono
    l'indicazione  dei  premi  offerti  dalle  imprese  di  assicurazione
    mediante collegamento telematico al preventivatore  consultabile  nei
    siti internet dell'IVASS e del Ministero dello sviluppo  economico  e
    senza obbligo di rilascio di supporti cartacei. 
      3. L'IVASS adotta  disposizioni  attuative  in  modo  da  garantire
    l'accesso e la risposta per via telematica, sia  ai  consumatori  che
    agli intermediari, esclusivamente per i premi applicati dalle imprese
    di assicurazione per il contratto  base  relativo  ad  autovetture  e
    motoveicoli. Con le stesse disposizioni sono  definite  le  modalita'
    attraverso  le  quali,  ottenuti  i  preventivi  sulla   base   delle
    informazioni inserite nel servizio informativo  di  cui  all'articolo
    136, comma 3-bis, e'  consentita  la  conclusione  del  contratto,  a
    condizioni non peggiorative rispetto a quanto indicato nel preventivo
    stesso, o presso un'agenzia della compagnia ovvero,  per  le  imprese
    che lo prevedano, attraverso un collegamento diretto al sito internet
    di ciascuna compagnia di assicurazione. 
      4. Il contratto stipulato senza la  dichiarazione  del  cliente  di
    aver ricevuto, ove prescritte, le informazioni di cui al comma  1  e'
    affetto da nullita' rilevabile solo a favore del cliente. 
      Art. 132-ter. (Sconti obbligatori). - 1. In presenza di almeno  una
    delle  seguenti   condizioni,   da   verificare   in   precedenza   o
    contestualmente alla stipulazione del contratto o dei  suoi  rinnovi,
    le  imprese  di  assicurazione  praticano  uno   sconto   determinato
    dall'impresa nei limiti stabiliti dal comma 2: 
        a) nel caso in cui, su proposta dell'impresa di assicurazione,  i
    soggetti che presentano  proposte  per  l'assicurazione  obbligatoria
    accettano di sottoporre il veicolo a ispezione da  eseguire  a  spese
    dell'impresa di assicurazione; 
        b) nel caso in cui vengono installati, su  proposta  dell'impresa
    di  assicurazione,  o  sono  gia'  presenti  e  portabili  meccanismi
    elettronici  che  registrano  l'attivita'  del  veicolo,   denominati
    "scatola  nera"  o   equivalenti,   ovvero   ulteriori   dispositivi,
    individuati, per i  soli  requisiti  funzionali  minimi  necessari  a
    garantire l'utilizzo dei  dati  raccolti,  in  particolare,  ai  fini
    tariffari e della determinazione della responsabilita'  in  occasione
    dei sinistri, con decreto del Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
    trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo  economico,  da
    adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
    presente disposizione; 
        c) nel caso in cui vengono installati, su  proposta  dell'impresa
    di assicurazione, o sono gia' presenti,  meccanismi  elettronici  che
    impediscono l'avvio del motore qualora sia riscontrato nel  guidatore
    un tasso alcolemico superiore ai limiti stabiliti dalla legge per  la
    conduzione di veicoli a motore. 
      2. L'IVASS, con proprio regolamento, definisce criteri e  modalita'
    nell'ambito dei processi di costruzione della tariffa e di  ricalcolo
    del  premio,  per  la  determinazione  da  parte  delle  imprese   di
    assicurazione  dello  sconto  di  cui  al  comma  1.  Le  imprese  di
    assicurazione,  in  attuazione  dei  criteri  stabiliti   dall'IVASS,
    definiscono uno sconto significativo da applicare  alla  clientela  a
    fronte della riduzione del rischio connesso al  ricorrere  di  una  o
    piu' delle condizioni di cui al comma 1 ed  evidenziano  in  sede  di
    preventivo e nel contratto, in caso  di  accettazione  da  parte  del
    contraente, lo sconto praticato per ciascuna delle condizioni di  cui
    al comma 1, in valore assoluto e in percentuale, rispetto  al  prezzo
    della polizza altrimenti applicato. 
      3. L'IVASS identifica, sulla scorta di dati in proprio  possesso  e
    di indagini statistiche, la lista delle province a maggiore tasso  di
    sinistrosita'  e  con  premio  medio  piu'  elevato.  Tale  lista  e'
    aggiornata con cadenza almeno biennale. 
      4. Con il regolamento di cui al comma 2, l'IVASS, tenuto conto  dei
    premi piu' elevati applicati nelle province individuate ai sensi  del
    comma 3 e di quelli praticati  nelle  altre  province  a  piu'  bassa
    sinistrosita'  ad  assicurati   con   le   medesime   caratteristiche
    soggettive e collocati nella medesima  classe  di  merito,  definisce
    altresi' i criteri e le modalita' finalizzati alla determinazione  da
    parte delle imprese di assicurazione  di  uno  sconto,  aggiuntivo  e
    significativo rispetto a quello praticato ai sensi del  comma  2,  da
    applicare ai soggetti residenti nelle province di cui al comma 3, che
    non  abbiano  provocato  sinistri  con  responsabilita'  esclusiva  o
    principale  o  paritaria  negli  ultimi  quattro  anni   sulla   base
    dell'evidenza dell'attestato di rischio, e che abbiano  installato  o
    installino, a seguito della stipula del contratto, il dispositivo  di
    cui al comma 1, lettera b). 
      5. In particolare, il regolamento di cui al comma 2: 
        a) definisce i parametri oggettivi,  tra  cui  la  frequenza  dei
    sinistri e il relativo costo  medio,  per  il  calcolo  dello  sconto
    aggiuntivo di cui al comma 4; 
        b) prevede, nell'ambito delle modalita' di cui al  comma  4,  che
    non  possano  sussistere  differenziali  di  premio  che  non   siano
    giustificati da specifiche evidenze sui differenziali di rischio. 
      6. Le attivita' di cui ai commi precedenti sono svolte  nell'ambito
    delle risorse umane e strumentali disponibili a legislazione  vigente
    e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 
      7. Le imprese di assicurazione, in attuazione dei criteri stabiliti
    dall'IVASS, a  decorrere  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
    presente disposizione, applicano lo sconto nei confronti dei soggetti
    che si trovino nelle condizioni previste  dal  comma  4,  di  importo
    significativo e aggiuntivo rispetto a quello praticato ai  sensi  del
    comma 2, ed evidenziano in sede di preventivo  e  nel  contratto,  in
    caso di accettazione da parte del contraente, lo sconto praticato, in
    valore assoluto e in percentuale, rispetto al  prezzo  della  polizza
    altrimenti applicato. Lo sconto di cui al presente comma  si  applica
    ai nuovi contratti o in occasione del rinnovo di quelli in essere. 
      8. Resta fermo, nei casi di cui  ai  commi  2  e  4,  l'obbligo  di
    rispettare i parametri stabiliti dal contratto di  assicurazione.  Al
    fine  del  conseguimento  della  massima  trasparenza,  l'impresa  di
    assicurazione pubblica nel  proprio  sito  internet  l'entita'  degli
    sconti effettuati in attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1,
    2, 4 e 7, secondo forme di pubblicita'  che  ne  rendano  efficace  e
    chiara l'applicazione. 
      9. L'IVASS, attraverso periodiche verifiche a  campione,  anche  in
    via ispettiva ovvero a  seguito  di  circostanziata  segnalazione  da
    parte  di  terzi,  accerta  che  le  imprese   assicurative   tengano
    effettivamente conto, ai fini dell'applicazione delle disposizioni di
    cui ai commi 1, 2, 4 e 7, nel processo di costruzione della tariffa e
    di ricalcolo del premio, dei criteri definiti dal regolamento di  cui
    al comma 2 e del rispetto dei criteri e delle  modalita'  finalizzati
    alla determinazione dello sconto di cui al comma 4. 
      10. L'IVASS verifica, inoltre, che lo sconto aggiuntivo di  cui  al
    comma 4 garantisca la  progressiva  riduzione  delle  differenze  dei
    premi applicati sul territorio nazionale nei confronti di  assicurati
    con le medesime caratteristiche soggettive e collocati nella medesima
    classe di merito. 
      11. Il mancato rispetto da parte dell'impresa di assicurazione  dei
    criteri e delle modalita' per la determinazione dello sconto  di  cui
    ai commi 2 e 4 e  dell'obbligo  di  riduzione  del  premio  nei  casi
    previsti  dalle  disposizioni  di  cui  ai  commi  1  e  7   comporta
    l'applicazione alla medesima impresa, da  parte  dell'IVASS,  di  una
    sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 80.000 e  la
    riduzione  automatica  del  premio  di  assicurazione   relativo   al
    contratto in essere. 
      12. Nei casi di cui al comma  1,  lettere  b)  e  c),  i  costi  di
    installazione,  disinstallazione,   funzionamento,   sostituzione   e
    portabilita'  sono  a  carico  dell'impresa.  La  titolarita'   delle
    dotazioni di cui alle citate lettere b) e c)  spetta  all'assicurato.
    La riduzione di premio praticata dall'impresa di assicurazione di cui
    al comma 1 si applica, altresi', in caso di contratto  stipulato  con
    un nuovo assicurato e in caso  di  scadenza  di  un  contratto  o  di
    stipulazione di un nuovo contratto di  assicurazione  fra  le  stesse
    parti. Resta fermo l'obbligo di rispettare i parametri stabiliti  dal
    contratto di assicurazione». 
      7. Il regolamento di cui all'articolo 132-ter, comma 2, del  codice
    di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005,  n.  209,  introdotto
    dal comma 6 del presente articolo, e' adottato dall'Istituto  per  la
    vigilanza sulle assicurazioni (IVASS) entro novanta giorni dalla data
    di entrata in vigore della presente legge. 
      8. L'IVASS identifica, in sede di prima attuazione, la lista  delle
    province a maggiore  tasso  di  sinistrosita',  di  cui  all'articolo
    132-ter, comma  3,  del  codice  di  cui  al  decreto  legislativo  7
    settembre 2005, n. 209, entro novanta giorni dalla data di entrata in
    vigore della presente legge. 
      9. All'articolo 148 del codice delle assicurazioni private, di  cui
    al decreto legislativo 7 settembre 2005,  n.  209,  e'  aggiunto,  in
    fine, il seguente comma: 
      «11-bis. Resta ferma  per  l'assicurato  la  facolta'  di  ottenere
    l'integrale risarcimento per  la  riparazione  a  regola  d'arte  del
    veicolo danneggiato avvalendosi  di  imprese  di  autoriparazione  di
    propria fiducia abilitate ai sensi della legge 5  febbraio  1992,  n.
    122.  A  tal  fine,  l'impresa   di   autoriparazione   fornisce   la
    documentazione  fiscale  e  un'idonea  garanzia   sulle   riparazioni
    effettuate, con una validita' non inferiore a due anni per  tutte  le
    parti non soggette a usura ordinaria». 
      10. Al fine di garantire le condizioni di sicurezza e funzionalita'
    dei veicoli, le associazioni nazionali  maggiormente  rappresentative
    del settore dell'autoriparazione,  l'Associazione  nazionale  fra  le
    imprese assicuratrici e  le  associazioni  dei  consumatori  iscritte
    nell'elenco istituito ai  sensi  dell'articolo  137  del  codice  del
    consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005,  n.  206,  e
    successive modificazioni,  definiscono  d'intesa  tra  loro  apposite
    linee guida finalizzate a determinare gli strumenti, le procedure, le
    soluzioni  realizzative  e  gli  ulteriori  parametri   tecnici   per
    l'effettuazione delle riparazioni a regola d'arte di cui all'articolo
    148, comma 11-bis, del codice delle assicurazioni private, di cui  al
    decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, introdotto dal comma  9
    del presente articolo, sulla base di criteri oggettivi  e  facilmente
    riscontrabili. Le predette linee guida sono comunicate  al  Ministero
    dello sviluppo economico che  ne  assicura  le  necessarie  forme  di
    pubblicita'. 
      11. Le imprese di assicurazione praticano uno sconto  significativo
    rispetto al prezzo della polizza altrimenti applicato nel caso in cui
    l'assicurato contragga piu' polizze assicurative di  veicoli  in  suo
    possesso e sottoscriva per ciascuna polizza  una  clausola  di  guida
    esclusiva. 
      12. Al comma 1 dell'articolo 133  del  codice  delle  assicurazioni
    private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005,  n.  209,  e
    successive modificazioni,  le  parole:  «La  predetta  variazione  in
    diminuzione del premio» sono sostituite dalle seguenti: «La  predetta
    variazione del premio, in aumento o in diminuzione, da  indicare,  in
    valore assoluto e in percentuale  rispetto  alla  tariffa  in  vigore
    applicata dall'impresa, all'atto  dell'offerta  di  preventivo  della
    stipulazione o di rinnovo,». 
      13. All'articolo 133 del codice delle assicurazioni private, di cui
    al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo il comma  1  e'
    inserito il seguente: 
      «1-bis.  E'  fatto  divieto  alle  imprese  di   assicurazione   di
    differenziare la progressione e l'attribuzione delle classi di merito
    interne in  funzione  della  durata  del  rapporto  contrattuale  tra
    l'assicurato e la medesima impresa, ovvero in base  a  parametri  che
    ostacolino la mobilita' tra  diverse  imprese  di  assicurazione.  In
    particolare, le imprese di assicurazione devono garantire al soggetto
    che stipula il nuovo contratto, nell'ambito della classe  di  merito,
    le condizioni di premio assegnate agli  assicurati  aventi  identiche
    caratteristiche di rischio». 
      14. All'articolo 134 del codice delle assicurazioni private, di cui
    al decreto  legislativo  7  settembre  2005,  n.  209,  e  successive
    modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) al comma  4-bis,  dopo  le  parole:  «non  puo'  assegnare  al
    contratto una classe di merito piu'  sfavorevole  rispetto  a  quella
    risultante dall'ultimo attestato di rischio  conseguito  sul  veicolo
    gia' assicurato» sono aggiunte le seguenti: «e non puo'  discriminare
    in funzione della durata del rapporto garantendo,  nell'ambito  della
    classe di merito, le condizioni di premio assegnate  agli  assicurati
    aventi le stesse caratteristiche di rischio del soggetto che  stipula
    il nuovo contratto»; 
        b) al comma 4-ter e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:  «In
    ogni caso, le variazioni peggiorative apportate alla classe di merito
    e i conseguenti incrementi del premio per gli  assicurati  che  hanno
    esercitato la facolta' di cui all'articolo 132-ter, comma 1,  lettera
    b), devono essere inferiori a quelli altrimenti applicati.»; 
        c) dopo il comma 4-ter e' inserito il seguente: 
        «4-ter.1. Conseguentemente al verificarsi di un sinistro, qualora
    l'assicurato accetti l'installazione di uno dei  dispositivi  di  cui
    all'articolo  132-ter,  le  variazioni  peggiorative  apportate  alla
    classe di merito e i conseguenti incrementi del premio devono  essere
    inferiori a quelli altrimenti applicati». 
      15. All'articolo 135 del codice delle assicurazioni private, di cui
    al decreto  legislativo  7  settembre  2005,  n.  209,  e  successive
    modificazioni, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: 
      «3-bis.  In   caso   di   sinistri   con   soli   danni   a   cose,
    l'identificazione di eventuali testimoni  sul  luogo  di  accadimento
    dell'incidente deve risultare dalla denuncia di sinistro  o  comunque
    dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell'impresa  di
    assicurazione o, in mancanza, deve essere richiesta  dall'impresa  di
    assicurazione con espresso avviso  all'assicurato  delle  conseguenze
    processuali della mancata risposta. In quest'ultimo  caso,  l'impresa
    di assicurazione deve effettuare  la  richiesta  di  indicazione  dei
    testimoni con raccomandata con avviso di ricevimento entro il termine
    di sessanta giorni dalla denuncia del sinistro e la parte che  riceve
    tale richiesta effettua la comunicazione dei testimoni,  a  mezzo  di
    raccomandata con avviso di ricevimento, entro il termine di  sessanta
    giorni dalla ricezione della richiesta.  L'impresa  di  assicurazione
    deve procedere a sua volta all'individuazione e alla comunicazione di
    eventuali ulteriori testimoni entro il termine  di  sessanta  giorni.
    Fatte salve le risultanze contenute in  verbali  delle  autorita'  di
    polizia intervenute sul luogo dell'incidente,  l'identificazione  dei
    testimoni   avvenuta    in    un    momento    successivo    comporta
    l'inammissibilita' della prova testimoniale addotta. 
      3-ter.  In  caso  di  giudizio,  il  giudice,  sulla   base   della
    documentazione  prodotta,  non  ammette  le  testimonianze  che   non
    risultino acquisite secondo le modalita' previste dal comma 3-bis. Il
    giudice dispone l'audizione dei testimoni che non sono stati indicati
    nel rispetto del citato comma 3-bis nei  soli  casi  in  cui  risulti
    comprovata   l'oggettiva   impossibilita'   della   loro   tempestiva
    identificazione. 
      3-quater. Nelle controversie  civili  promosse  per  l'accertamento
    della responsabilita' e per la quantificazione dei danni, il giudice,
    anche su documentata segnalazione  delle  parti  che,  a  tale  fine,
    possono richiedere i dati all'IVASS,  trasmette  un'informativa  alla
    procura della Repubblica, per quanto di competenza, in relazione alla
    ricorrenza dei medesimi nominativi di testimoni presenti in  piu'  di
    tre sinistri negli ultimi cinque anni registrati nella banca dati dei
    sinistri di cui al comma 1. Il presente comma  non  si  applica  agli
    ufficiali e agli agenti delle autorita' di polizia che sono  chiamati
    a testimoniare». 
      16. L'IVASS provvede alla verifica trimestrale dei dati relativi ai
    sinistri che le imprese di assicurazione sono tenute a inserire nella
    banca dati dei sinistri, di cui all'articolo  135  del  codice  delle
    assicurazioni private, di cui  al  decreto  legislativo  7  settembre
    2005, n. 209, e  successive  modificazioni,  al  fine  di  assicurare
    l'omogenea e oggettiva definizione dei  criteri  di  trattamento  dei
    dati medesimi. All'esito delle verifiche periodiche,  l'IVASS  redige
    apposita relazione le cui risultanze sono considerate anche  al  fine
    della  definizione  della  significativita'  degli  sconti   di   cui
    all'articolo 132-ter, comma 1, del citato codice di  cui  al  decreto
    legislativo n. 209 del 2005, introdotto  dal  comma  6  del  presente
    articolo. 
      17. L'articolo 138 del codice delle assicurazioni private,  di  cui
    al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209,  e'  sostituito  dal
    seguente: 
      «Art. 138.  (Danno  non  patrimoniale  per  lesioni  di  non  lieve
    entita'). - 1. Al fine di garantire  il  diritto  delle  vittime  dei
    sinistri  a  un  pieno  risarcimento  del  danno   non   patrimoniale
    effettivamente subito  e  di  razionalizzare  i  costi  gravanti  sul
    sistema assicurativo e sui consumatori, con  decreto  del  Presidente
    della Repubblica, da adottare entro centoventi giorni dalla  data  di
    entrata in vigore della presente disposizione,  previa  deliberazione
    del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro  dello  sviluppo
    economico, di concerto con il Ministro della salute, con il  Ministro
    del lavoro  e  delle  politiche  sociali  e  con  il  Ministro  della
    giustizia, si provvede alla predisposizione di una specifica  tabella
    unica su tutto il territorio della Repubblica: 
        a) delle menomazioni  all'integrita'  psico-fisica  comprese  tra
    dieci e cento punti; 
        b) del valore pecuniario da attribuire a ogni  singolo  punto  di
    invalidita' comprensivo dei coefficienti di variazione corrispondenti
    all'eta' del soggetto leso. 
      2. La tabella unica nazionale e' redatta, tenuto conto dei  criteri
    di valutazione del danno  non  patrimoniale  ritenuti  congrui  dalla
    consolidata  giurisprudenza  di  legittimita',  secondo  i   seguenti
    principi e criteri: 
        a) agli effetti della tabella, per danno biologico si intende  la
    lesione temporanea o  permanente  all'integrita'  psico-fisica  della
    persona, suscettibile  di  accertamento  medico-legale,  che  esplica
    un'incidenza negativa sulle  attivita'  quotidiane  e  sugli  aspetti
    dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da
    eventuali ripercussioni sulla sua capacita' di produrre reddito; 
        b) la tabella dei valori economici si fonda sul sistema  a  punto
    variabile in funzione dell'eta' e del grado di invalidita'; 
        c) il valore economico del  punto  e'  funzione  crescente  della
    percentuale di invalidita'  e  l'incidenza  della  menomazione  sugli
    aspetti dinamico-relazionali della vita  del  danneggiato  cresce  in
    modo  piu'  che  proporzionale   rispetto   all'aumento   percentuale
    assegnato ai postumi; 
        d)  il  valore  economico  del  punto  e'  funzione   decrescente
    dell'eta'  del  soggetto,  sulla  base  delle  tavole  di  mortalita'
    elaborate dall'ISTAT, al tasso di  rivalutazione  pari  all'interesse
    legale; 
        e) al fine di considerare  la  componente  del  danno  morale  da
    lesione all'integrita'  fisica,  la  quota  corrispondente  al  danno
    biologico stabilita in applicazione dei criteri di cui  alle  lettere
    da a) a d) e' incrementata  in  via  percentuale  e  progressiva  per
    punto, individuando la percentuale di aumento di tali valori  per  la
    personalizzazione complessiva della liquidazione; 
        f) il danno biologico temporaneo inferiore al 100  per  cento  e'
    determinato in misura corrispondente alla percentuale  di  inabilita'
    riconosciuta per ciascun giorno. 
      3. Qualora la menomazione accertata incida in maniera rilevante  su
    specifici  aspetti  dinamico-relazionali  personali   documentati   e
    obiettivamente accertati, l'ammontare  del  risarcimento  del  danno,
    calcolato secondo quanto previsto dalla tabella  unica  nazionale  di
    cui al comma 2,  puo'  essere  aumentato  dal  giudice,  con  equo  e
    motivato apprezzamento delle condizioni soggettive  del  danneggiato,
    fino al 30 per cento. 
      4. L'ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto  ai  sensi
    del  presente  articolo  e'  esaustivo  del  risarcimento  del  danno
    conseguente alle lesioni fisiche. 
      5.  Gli  importi  stabiliti  nella  tabella  unica  nazionale  sono
    aggiornati annualmente,  con  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo
    economico,  in  misura  corrispondente  alla  variazione  dell'indice
    nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati
    accertata dall'ISTAT». 
      18. La tabella unica  nazionale  predisposta  con  il  decreto  del
    Presidente della Repubblica di cui all'articolo  138,  comma  1,  del
    codice delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo  7
    settembre 2005, n. 209, come sostituito dal  comma  17  del  presente
    articolo,  si  applica  ai  sinistri  e  agli   eventi   verificatisi
    successivamente alla data di entrata in vigore del  medesimo  decreto
    del Presidente della Repubblica. 
      19. L'articolo 139 del codice delle assicurazioni private,  di  cui
    al decreto  legislativo  7  settembre  2005,  n.  209,  e  successive
    modificazioni, e' sostituito dal seguente: 
      «Art. 139. (Danno non patrimoniale per lesioni di lieve entita'). -
    1. Il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve  entita',
    derivanti da sinistri conseguenti  alla  circolazione  di  veicoli  a
    motore e di natanti, e' effettuato secondo  i  criteri  e  le  misure
    seguenti: 
        a) a titolo di danno biologico permanente,  e'  liquidato  per  i
    postumi da lesioni pari  o  inferiori  al  9  per  cento  un  importo
    crescente in misura piu' che proporzionale in relazione a ogni  punto
    percentuale  di  invalidita';  tale  importo  e'  calcolato  in  base
    all'applicazione a  ciascun  punto  percentuale  di  invalidita'  del
    relativo coefficiente secondo la correlazione stabilita dal comma  6.
    L'importo cosi' determinato si riduce con il crescere  dell'eta'  del
    soggetto in ragione dello 0,5 per cento  per  ogni  anno  di  eta'  a
    partire dall'undicesimo anno di eta'. Il valore del  primo  punto  e'
    pari a 795,91 euro; 
        b) a titolo  di  danno  biologico  temporaneo,  e'  liquidato  un
    importo di 39,37 euro per ogni giorno di inabilita' assoluta; in caso
    di inabilita' temporanea inferiore al 100 per cento, la  liquidazione
    avviene in  misura  corrispondente  alla  percentuale  di  inabilita'
    riconosciuta per ciascun giorno. 
      2. Ai fini di cui al comma 1, per danno  biologico  si  intende  la
    lesione temporanea o  permanente  all'integrita'  psico-fisica  della
    persona, suscettibile  di  accertamento  medico-legale,  che  esplica
    un'incidenza negativa sulle  attivita'  quotidiane  e  sugli  aspetti
    dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da
    eventuali ripercussioni sulla sua capacita' di produrre  reddito.  In
    ogni caso, le lesioni di lieve entita', che non siano suscettibili di
    accertamento  clinico  strumentale  obiettivo,  ovvero  visivo,   con
    riferimento  alle  lesioni,  quali   le   cicatrici,   oggettivamente
    riscontrabili senza l'ausilio  di  strumentazioni,  non  possono  dar
    luogo a risarcimento per danno biologico permanente. 
      3. Qualora la menomazione accertata incida in maniera rilevante  su
    specifici  aspetti  dinamico-relazionali  personali   documentati   e
    obiettivamente accertati ovvero causi o abbia causato una  sofferenza
    psico-fisica di particolare intensita', l'ammontare del  risarcimento
    del danno, calcolato secondo quanto previsto dalla tabella di cui  al
    comma 4, puo' essere aumentato  dal  giudice,  con  equo  e  motivato
    apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato, fino al 20
    per cento. L'ammontare complessivo del risarcimento  riconosciuto  ai
    sensi del presente articolo e' esaustivo del risarcimento  del  danno
    non patrimoniale conseguente a lesioni fisiche. 
      4.  Con   decreto   del   Presidente   della   Repubblica,   previa
    deliberazione del Consiglio dei ministri, su  proposta  del  Ministro
    della salute,  di  concerto  con  il  Ministro  del  lavoro  e  delle
    politiche sociali, con il Ministro della giustizia e con il  Ministro
    dello sviluppo economico, si provvede  alla  predisposizione  di  una
    specifica  tabella  delle  menomazioni  dell'integrita'  psico-fisica
    comprese tra 1 e 9 punti di invalidita'. 
      5. Gli importi indicati nel comma 1 sono aggiornati annualmente con
    decreto  del   Ministro   dello   sviluppo   economico,   in   misura
    corrispondente alla variazione dell'indice nazionale  dei  prezzi  al
    consumo per le famiglie di operai e impiegati accertata dall'ISTAT. 
      6. Ai fini del calcolo dell'importo di cui al comma 1, lettera  a),
    per un punto percentuale di  invalidita'  pari  a  1  si  applica  un
    coefficiente moltiplicatore pari a 1, per  un  punto  percentuale  di
    invalidita' pari a 2 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a
    1,1, per un punto percentuale di invalidita' pari a 3 si  applica  un
    coefficiente moltiplicatore pari a 1,2, per un punto  percentuale  di
    invalidita' pari a 4 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a
    1,3, per un punto percentuale di invalidita' pari a 5 si  applica  un
    coefficiente moltiplicatore pari a 1,5, per un punto  percentuale  di
    invalidita' pari a 6 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a
    1,7, per un punto percentuale di invalidita' pari a 7 si  applica  un
    coefficiente moltiplicatore pari a 1,9, per un punto  percentuale  di
    invalidita' pari a 8 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a
    2,1 e per un punto percentuale di invalidita' pari a 9 si applica  un
    coefficiente moltiplicatore pari a 2,3». 
      20. Dopo l'articolo 145 del codice delle assicurazioni private,  di
    cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e'  inserito  il
    seguente: 
      «Art. 145-bis. (Valore probatorio delle cosiddette «scatole nere» e
    di altri dispositivi  elettronici).  -  1.  Quando  uno  dei  veicoli
    coinvolti  in  un  incidente  risulta  dotato   di   un   dispositivo
    elettronico che presenta le  caratteristiche  tecniche  e  funzionali
    stabilite ai sensi dell'articolo 132-ter, comma 1, lettere b) e c), e
    fatti salvi, in quanto equiparabili, i dispositivi  elettronici  gia'
    in uso alla data di entrata in vigore delle citate  disposizioni,  le
    risultanze del dispositivo  formano  piena  prova,  nei  procedimenti
    civili, dei fatti a cui esse  si  riferiscono,  salvo  che  la  parte
    contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento
    o la manomissione del predetto dispositivo.  Le  medesime  risultanze
    sono rese fruibili alle parti. 
      2. L'interoperabilita' e la portabilita' dei meccanismi elettronici
    che registrano l'attivita' del veicolo di cui  all'articolo  132-ter,
    comma 1, lettera b),  anche  nei  casi  di  sottoscrizione  da  parte
    dell'assicurato di  un  contratto  di  assicurazione  con  un'impresa
    assicuratrice diversa da quella che  ha  provveduto  a  installare  i
    meccanismi elettronici,  sono  garantite  da  operatori,  di  seguito
    denominati  «provider  di  telematica  assicurativa»,  i   cui   dati
    identificativi sono comunicati all'IVASS da parte  delle  imprese  di
    assicurazione che ne utilizzano i servizi. I dati sull'attivita'  del
    veicolo sono gestiti in sicurezza dagli operatori del  settore  sulla
    base dello standard tecnologico  comune  indicato  nell'articolo  32,
    comma 1-ter, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con
    modificazioni, dalla  legge  24  marzo  2012,  n.  27,  e  successive
    modificazioni, e sono successivamente inviati alle rispettive imprese
    di assicurazione. 
      3. Le modalita' per assicurare l'interoperabilita'  dei  meccanismi
    elettronici nonche' delle apparecchiature di telecomunicazione a essi
    connesse e dei relativi sistemi di gestione  dei  dati,  in  caso  di
    sottoscrizione  da  parte  dell'assicurato   di   un   contratto   di
    assicurazione con un'impresa diversa da quella che  ha  provveduto  a
    installare tale meccanismo, o di portabilita' tra diversi provider di
    telematica assicurativa, sono determinate  dal  regolamento  previsto
    dall'articolo 32, comma 1-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2012,  n.
    1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e
    successive modificazioni. Gli operatori rispondono del  funzionamento
    ai fini dell'interoperabilita'. 
      4. Il mancato adeguamento, da parte dell'impresa di assicurazione o
    del provider di telematica assicurativa,  alle  condizioni  stabilite
    dal  regolamento  previsto  dall'articolo  32,   comma   1-bis,   del
    decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito,  con  modificazioni,
    dalla legge  24  marzo  2012,  n.  27,  e  successive  modificazioni,
    comporta  l'applicazione  da  parte  dell'IVASS   di   una   sanzione
    amministrativa pecuniaria di euro 3.000 per ogni giorno di ritardo. 
      5. I dati sono trattati dall'impresa di assicurazione nel  rispetto
    delle disposizioni del codice  in  materia  di  protezione  dei  dati
    personali, di cui al decreto legislativo  30  giugno  2003,  n.  196.
    L'impresa di assicurazione e' titolare del trattamento  dei  dati  ai
    sensi  dell'articolo  28  del  citato  codice  di  cui   al   decreto
    legislativo n. 196 del 2003. Salvo consenso espresso  dell'assicurato
    in relazione alla disponibilita' di ulteriori servizi connessi con la
    mobilita' del veicolo, e' fatto divieto all'impresa di assicurazione,
    nonche' ai soggetti a essa collegati, di utilizzare i dispositivi  di
    cui al presente  articolo  al  fine  di  raccogliere  dati  ulteriori
    rispetto a quelli destinati alla finalita'  di  determinazione  delle
    responsabilita' in occasione dei sinistri e ai fini tariffari,  o  di
    rilevare  la  posizione  e  le  condizioni  del  veicolo  in  maniera
    continuativa  o  comunque  sproporzionata  rispetto   alla   medesima
    finalita'. 
      6. E' fatto divieto all'assicurato di disinstallare, manomettere  o
    comunque rendere non funzionante il dispositivo installato.  In  caso
    di violazione del divieto di  cui  al  periodo  precedente  da  parte
    dell'assicurato, la riduzione del premio di cui all'articolo  132-ter
    non e' applicata per la durata residua  del  contratto.  L'assicurato
    che  abbia  goduto  della  riduzione  di  premio   e'   tenuto   alla
    restituzione dell'importo corrispondente  alla  riduzione  accordata,
    fatte salve le eventuali sanzioni penali». 
      21. Il primo periodo del comma 2-bis dell'articolo 148  del  codice
    delle  assicurazioni  private,  di  cui  al  decreto  legislativo   7
    settembre 2005, n. 209, e'  sostituito  dal  seguente:  «Ai  fini  di
    prevenzione  e  contrasto  dei  fenomeni  fraudolenti,  l'impresa  di
    assicurazione provvede alla consultazione  dell'archivio  informatico
    integrato di cui all'articolo 21 del decreto-legge 18  ottobre  2012,
    n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre  2012,
    n. 221, e successive modificazioni, e, qualora  dal  risultato  della
    consultazione,  avuto  riguardo  al  codice  fiscale   dei   soggetti
    coinvolti ovvero ai  veicoli  danneggiati,  emergano  gli  indici  di
    anomalia definiti dall'IVASS con apposito  provvedimento,  o  qualora
    altri indicatori di frode siano segnalati dai dispositivi elettronici
    di cui all'articolo 132-ter, comma 1, del  presente  codice  o  siano
    emersi in sede di perizia da cui risulti  documentata  l'incongruenza
    del danno dichiarato dal richiedente, l'impresa puo' decidere,  entro
    i termini di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo,  di  non  fare
    offerta di risarcimento, motivando tale decisione con  la  necessita'
    di condurre ulteriori approfondimenti in relazione al sinistro.». 
      22. Il quinto periodo del comma 2-bis dell'articolo 148 del  codice
    delle  assicurazioni  private,  di  cui  al  decreto  legislativo   7
    settembre 2005, n. 209, e' sostituito  dai  seguenti:  «Nei  predetti
    casi, l'azione in giudizio prevista dall'articolo 145 e'  proponibile
    solo dopo la ricezione delle determinazioni  conclusive  dell'impresa
    o, in sua mancanza, allo spirare del termine di  sessanta  giorni  di
    sospensione della procedura. Rimane salvo il diritto del  danneggiato
    di ottenere l'accesso agli atti nei  termini  previsti  dall'articolo
    146, salvo il caso di presentazione di querela o denuncia». 
      23. All'articolo 201 del codice della strada,  di  cui  al  decreto
    legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni,  sono
    apportate le seguenti modificazioni: 
        a) al comma 1-bis e' aggiunta, in fine, la seguente lettera: 
        «g-ter)  accertamento,  per  mezzo  di  appositi  dispositivi   o
    apparecchiature  di  rilevamento,   della   violazione   dell'obbligo
    dell'assicurazione  per  la  responsabilita'  civile   verso   terzi,
    effettuato mediante il confronto dei  dati  rilevati  riguardanti  il
    luogo, il tempo e l'identificazione dei veicoli con quelli risultanti
    dall'elenco  dei  veicoli  a  motore  che   non   risultano   coperti
    dall'assicurazione per la responsabilita' civile verso terzi, di  cui
    all'articolo 31, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio  2012,  n.  1,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27»; 
        b) dopo il comma 1-quater e' inserito il seguente: 
      «1-quinquies. In occasione della rilevazione  delle  violazioni  di
    cui al comma 1-bis, lettera g-ter), non  e'  necessaria  la  presenza
    degli organi  di  polizia  stradale  qualora  l'accertamento  avvenga
    mediante dispositivi  o  apparecchiature  che  sono  stati  omologati
    ovvero  approvati  per  il  funzionamento   in   modo   completamente
    automatico. Tali strumenti devono essere gestiti  direttamente  dagli
    organi di polizia stradale di  cui  all'articolo  12,  comma  1,  del
    presente codice. La documentazione fotografica  prodotta  costituisce
    atto di accertamento, ai sensi e per  gli  effetti  dell'articolo  13
    della legge 24 novembre 1981, n. 689, in ordine alla circostanza  che
    al momento del rilevamento un determinato veicolo, munito di targa di
    immatricolazione, stava circolando sulla  strada.  Qualora,  in  base
    alle risultanze del raffronto dei dati di cui al citato comma  1-bis,
    lettera g-ter), risulti che al momento  del  rilevamento  un  veicolo
    munito di targa di immatricolazione fosse sprovvisto della  copertura
    assicurativa obbligatoria, si applica la sanzione  amministrativa  ai
    sensi dell'articolo 193». 
      24. Dopo l'articolo 149 del codice delle assicurazioni private,  di
    cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e'  inserito  il
    seguente: 
      «Art. 149-bis. (Trasparenza delle procedure di risarcimento). -  1.
    In caso di cessione del credito derivante dal diritto al risarcimento
    dei danni causati dalla circolazione  dei  veicoli  a  motore  e  dei
    natanti, la somma da corrispondere a titolo di rimborso  delle  spese
    di  riparazione   dei   veicoli   danneggiati   e'   versata   previa
    presentazione della fattura emessa  dall'impresa  di  autoriparazione
    abilitata ai sensi della legge  5  febbraio  1992,  n.  122,  che  ha
    eseguito le riparazioni». 
      25. All'articolo 170-bis del codice delle assicurazioni private, di
    cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e' aggiunto,  in
    fine, il seguente comma: 
      «1-bis. La risoluzione di cui al comma  1  si  applica  anche  alle
    assicurazioni  dei  rischi  accessori  al  rischio  principale  della
    responsabilita' civile  derivante  dalla  circolazione  dei  veicoli,
    qualora lo stesso contratto,  ovvero  un  altro  contratto  stipulato
    contestualmente, garantisca simultaneamente sia il rischio principale
    sia i rischi accessori». 
      26. Alla lettera e) del comma 5 dell'articolo 3  del  decreto-legge
    13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
    settembre 2011, n. 148, sono aggiunte, in fine, le  seguenti  parole:
    «. In ogni caso, fatta salva la liberta' contrattuale delle parti, le
    condizioni generali delle polizze  assicurative  di  cui  al  periodo
    precedente prevedono l'offerta di un periodo di  ultrattivita'  della
    copertura per le richieste di risarcimento presentate  per  la  prima
    volta entro i dieci anni successivi e  riferite  a  fatti  generatori
    della responsabilita' verificatisi nel periodo di operativita'  della
    copertura. La disposizione di cui al periodo precedente  si  applica,
    altresi', alle polizze assicurative in corso di validita'  alla  data
    di entrata in vigore della  presente  disposizione.  A  tal  fine,  a
    richiesta  del  contraente  e  ferma  la  liberta'  contrattuale,  le
    compagnie assicurative propongono la rinegoziazione del contratto  al
    richiedente secondo le nuove condizioni di premio». 
      27. I commi 3 e 4 dell'articolo 10-bis del decreto-legge 31  maggio
    2010, n. 78, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  30  luglio
    2010, n. 122, sono abrogati. 
      28. Al codice  delle  assicurazioni  private,  di  cui  al  decreto
    legislativo 7 settembre 2005, n.  209,  sono  apportate  le  seguenti
    modificazioni: 
        a) all'articolo 128, comma 1, e' aggiunta, in fine,  la  seguente
    lettera: 
        «b-bis) per i veicoli a motore adibiti al  trasporto  di  persone
    classificati nelle categorie M2 e M3 ai sensi  dell'articolo  47  del
    codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
    285, e successive modificazioni, un importo minimo di copertura  pari
    a  euro  15.000.000  per  sinistro  per   i   danni   alle   persone,
    indipendentemente dal numero delle vittime, e a  euro  1.000.000  per
    sinistro per i danni alle  cose,  indipendentemente  dal  numero  dei
    danneggiati»; 
        b) all'articolo 135, il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
      «2. Le imprese di assicurazione autorizzate in Italia all'esercizio
    dell'assicurazione   obbligatoria   della   responsabilita'    civile
    derivante dalla circolazione dei  veicoli  a  motore  sono  tenute  a
    comunicare i dati riguardanti i sinistri gestiti, compresi i sinistri
    gestiti in qualita' di impresa designata ai sensi dell'articolo  286,
    nonche' i sinistri gestiti dall'Ufficio centrale  italiano  ai  sensi
    dell'articolo 125, comma 5, e dell'articolo 296, secondo le modalita'
    stabilite  con   regolamento   adottato   dall'IVASS.   Al   medesimo
    adempimento sono tenute le imprese aventi sede legale  in  uno  Stato
    membro dell'Unione europea ammesse a operare in Italia in  regime  di
    libera  prestazione  dei  servizi  o  in  regime  di  stabilimento  e
    abilitate   all'esercizio   dell'assicurazione   obbligatoria   della
    responsabilita' civile derivante dalla  circolazione  dei  veicoli  a
    motore nel territorio della Repubblica»; 
        c)  all'articolo  303,  comma  4,  le  parole:  «la  misura   del
    contributo, nel limite  massimo  del  cinque  per  cento  del  premio
    imponibile»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «le   modalita'   di
    fissazione annuale della misura del contributo,  nel  limite  massimo
    del quindici per cento del premio imponibile»; 
        d) l'articolo 316 e' sostituito dal seguente: 
      «Art.  316.  (Obblighi  di  comunicazione).   -   1.   L'omissione,
    l'incompletezza, l'erroneita' o la tardivita' delle comunicazioni  di
    cui all'articolo 135, comma 2, accertata semestralmente e  contestata
    con unico atto da notificare entro il  termine  di  cui  all'articolo
    326, comma 1, decorrente  dal  sessantesimo  giorno  successivo  alla
    scadenza del semestre di riferimento, e' punita con un'unica sanzione
    amministrativa pecuniaria da euro cinquemila a euro cinquantamila. 
      2. L'omissione, l'incompletezza, l'erroneita' o la tardivita' delle
    comunicazioni di  cui  all'articolo  154,  commi  4  e  5,  accertata
    semestralmente e contestata con unico atto  da  notificare  entro  il
    termine di cui all'articolo 326, comma 1, decorrente dal sessantesimo
    giorno successivo alla  scadenza  del  semestre  di  riferimento,  e'
    punita  con  un'unica  sanzione  amministrativa  pecuniaria  da  euro
    diecimila a euro centomila». 
      29. I massimali di cui all'articolo 128, comma 1,  lettera  b-bis),
    del codice di cui al decreto legislativo 7 settembre  2005,  n.  209,
    introdotta dalla lettera a) del comma 28 del  presente  articolo,  si
    applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore della  presente
    legge e  sono  raddoppiati  a  decorrere  dal  1°  gennaio  dell'anno
    successivo a quello di entrata in vigore della presente legge. 
      30. Al  decreto-legge  24  gennaio  2012,  n.  1,  convertito,  con
    modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27,  sono  apportate  le
    seguenti modificazioni: 
        a) all'articolo 29, il comma 1-bis e' sostituito dal seguente: 
      «1-bis. L'Istituto per la  vigilanza  sulle  assicurazioni  (IVASS)
    definisce il criterio di cui al comma 1 e stabilisce  annualmente  il
    limite alle compensazioni dovute. L'IVASS procede alla revisione  del
    criterio di cui al periodo precedente entro diciotto mesi dalla  data
    di entrata in vigore della presente disposizione, qualora  lo  stesso
    non abbia garantito un effettivo recupero  di  efficienza  produttiva
    delle compagnie, attraverso la progressiva riduzione  dei  costi  dei
    rimborsi e l'individuazione delle frodi»; 
        b) all'articolo 32, il comma 3-quater e' abrogato; 
        c) all'articolo 34, i commi 1 e 2 sono abrogati. 
      31. Al comma 3 dell'articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre  2012,
    n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre  2012,
    n. 221, sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) al primo periodo, dopo  le  parole:  «regio  decreto-legge  15
    marzo 1927, n. 436, convertito dalla legge 19 febbraio 1928, n. 510,»
    sono inserite  le  seguenti:  «con  il  casellario  giudiziale  e  il
    casellario dei carichi pendenti istituiti presso il  Ministero  della
    giustizia ai sensi del testo unico di cui al decreto  del  Presidente
    della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313, con l'anagrafe tributaria,
    limitatamente alle informazioni  di  natura  anagrafica,  incluso  il
    codice fiscale o la  partita  IVA,  con  l'Anagrafe  nazionale  della
    popolazione residente di cui all'articolo 62 del  codice  di  cui  al
    decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive  modificazioni,
    con il Casellario  centrale  infortuni  dell'Istituto  nazionale  per
    l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro di  cui  all'articolo
    15 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38,»; 
        b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e la facolta'  di
    consultazione dell'archivio in fase di assunzione del rischio al fine
    di  accertare  la  veridicita'   delle   informazioni   fornite   dal
    contraente». 
      32. Al comma 4 dell'articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre  2012,
    n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre  2012,
    n. 221, e' aggiunto, in fine,  il  seguente  periodo:  «L'IVASS  puo'
    richiedere alle imprese di assicurazione i dati relativi alle querele
    presentate all'autorita' giudiziaria per  frode  assicurativa  o  per
    reati collegati e utilizzare  tali  informazioni  esclusivamente  per
    attivita'  di  contrasto  di  tali  frodi  all'interno  dell'archivio
    informatico integrato.». 
      33.  L'IVASS  esercita  poteri  di   vigilanza   e   di   controllo
    sull'osservanza delle disposizioni di cui alla  presente  legge,  con
    speciale riguardo a quelle relative  alla  riduzione  dei  premi  dei
    contratti  di  assicurazione,  all'evoluzione  dei   costi   per   il
    risarcimento dei sinistri e al rispetto degli obblighi di pubblicita'
    e di comunicazione, anche in  fase  di  offerta  contrattuale.  Nella
    relazione al  Parlamento,  di  cui  all'articolo  13,  comma  5,  del
    decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,  con  modificazioni,
    dalla legge 7 agosto 2012,  n.  135,  e'  dato  conto  specificamente
    dell'esito dell'attivita' svolta. 
      34. Al fine del conseguimento della massima trasparenza,  l'impresa
    di assicurazione pubblica nel proprio  sito  internet,  entro  il  30
    aprile dell'anno successivo a quello a cui  i  dati  si  riferiscono,
    l'entita' della riduzione dei premi secondo forme di pubblicita'  che
    ne rendano  efficace  e  chiara  l'applicazione.  L'impresa  comunica
    altresi', entro i  trenta  giorni  successivi,  i  medesimi  dati  al
    Ministero dello sviluppo economico e all'IVASS, ai  fini  della  loro
    pubblicazione nei rispettivi siti internet. 
      35. Il mancato rispetto delle  disposizioni  di  cui  al  comma  34
    comporta  l'applicazione  da  parte  dell'IVASS   di   una   sanzione
    amministrativa pecuniaria da 10.000 euro a 100.000 euro. 
      36. Il comma 4 dell'articolo 328  del  codice  delle  assicurazioni
    private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n.  209,  e'
    sostituito dal seguente: 
      «4. I proventi derivanti dalle sanzioni  inflitte  in  applicazione
    dell'articolo 145-bis e del capo III del presente titolo sono versati
    alla CONSAP Spa -- Gestione autonoma del Fondo  di  garanzia  per  le
    vittime della strada». 
      37. L'IVASS, d'intesa con l'Autorita' garante della  concorrenza  e
    del mercato, monitora le variazioni dei premi assicurativi offerti al
    consumatore e l'evoluzione dei costi per il risarcimento dei sinistri
    nei ventiquattro mesi successivi alla data di entrata in vigore della
    presente legge. 
      38. Al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, sono  apportate
    le seguenti modificazioni: 
        a) all'articolo 8, comma 2, sono aggiunti, in  fine,  i  seguenti
    periodi: «Gli accordi possono anche stabilire la  percentuale  minima
    di TFR maturando da destinare a previdenza complementare. In  assenza
    di tale indicazione il conferimento e' totale»; 
        b) all'articolo 11, il comma 4 e' sostituito dal seguente: 
      «4. Le forme pensionistiche complementari prevedono che, in caso di
    cessazione dell'attivita' lavorativa che comporti l'inoccupazione per
    un periodo di tempo superiore a  ventiquattro  mesi,  le  prestazioni
    pensionistiche o parti di esse  siano,  su  richiesta  dell'aderente,
    consentite con un anticipo di cinque anni rispetto ai  requisiti  per
    l'accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio di appartenenza  e
    che in tal caso possano essere erogate, su  richiesta  dell'aderente,
    in forma di rendita temporanea, fino al conseguimento  dei  requisiti
    di accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio. Gli statuti e  i
    regolamenti  delle   forme   pensionistiche   complementari   possono
    innalzare l'anticipo di cui al periodo precedente fino a  un  massimo
    di dieci anni»; 
        c) all'articolo 14: 
          1) al comma 2, lettera c), il secondo periodo e' sostituito dal
    seguente: «Tale facolta' non puo' essere esercitata  nel  quinquennio
    precedente la maturazione dei requisiti di accesso  alle  prestazioni
    pensionistiche complementari  o  nel  maggior  periodo  eventualmente
    fissato dalle forme pensionistiche complementari ai sensi del secondo
    periodo del comma 4 dell'articolo 11; in questi casi si applicano  le
    previsioni del medesimo comma 4 dell'articolo 11»; 
          2) il comma 5 e' sostituito dal seguente: 
      «5. In caso di cessazione dei requisiti di partecipazione per cause
    diverse da quelle di cui ai commi 2 e 3  del  presente  articolo,  e'
    previsto il riscatto della posizione sia nelle forme  collettive  sia
    in quelle individuali e su tali  somme  si  applica  una  ritenuta  a
    titolo di imposta con  l'aliquota  del  23  per  cento  sul  medesimo
    imponibile di cui all'articolo 11, comma 6». 
      39. Al fine di aumentare l'efficienza  delle  forme  pensionistiche
    complementari collettive di cui all'articolo 3, comma 1, del  decreto
    legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, e di quelle di cui  all'articolo
    20 del medesimo decreto legislativo n. 252  del  2005,  e  successive
    modificazioni, e anche al fine di favorire l'educazione finanziaria e
    previdenziale, il Ministro del lavoro e delle politiche  sociali,  di
    concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con  il  Ministro
    dell'economia e delle finanze, entro  trenta  giorni  dalla  data  di
    entrata  in  vigore  della  presente  legge,  convoca  un  tavolo  di
    consultazione  cui  partecipano  le  organizzazioni  sindacali  e  le
    rappresentanze  datoriali  maggiormente  rappresentative  in   ambito
    nazionale, la COVIP, nonche'  esperti  della  materia  previdenziale,
    finalizzato ad avviare un processo di riforma  delle  medesime  forme
    pensionistiche secondo le seguenti linee guida: 
        a) revisione dei requisiti  per  l'esercizio  dell'attivita'  dei
    fondi pensione, fondata su criteri ispirati  alle  migliori  pratiche
    nazionali   e    internazionali,    con    particolare    riferimento
    all'onorabilita'  e  professionalita'  dei  componenti  degli  organi
    collegiali, del responsabile della forma pensionistica complementare,
    nonche' dei responsabili delle principali funzioni; 
        b) fissazione di  soglie  patrimoniali  di  rilevanza  minima  in
    funzione delle caratteristiche dimensionali  dei  patrimoni  gestiti,
    dei settori di appartenenza, della natura delle imprese  interessate,
    delle  categorie  dei  lavoratori  interessati  nonche'  dei   regimi
    gestionali; 
        c) individuazione di procedure  di  aggregazione  finalizzate  ad
    aumentare il livello medio delle consistenze e  ridurre  i  costi  di
    gestione e i rischi; 
        d)   individuazione   di    forme    di    informazione    mirata
    all'accrescimento dell'educazione  finanziaria  e  previdenziale  dei
    cittadini e sulle forme di gestione del  risparmio  finalizzato  alla
    corresponsione delle prestazioni previdenziali complementari. 
      40. All'attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 2 a 39  le
    amministrazioni  competenti  provvedono  nell'ambito  delle   risorse
    umane, finanziarie e strumentali previste a legislazione  vigente  e,
    comunque, senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
    pubblica. 
      41. All'articolo  1  del  decreto-legge  31  gennaio  2007,  n.  7,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, sono
    apportate le seguenti modificazioni: 
        a) al comma 3 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In ogni
    caso, le spese relative al recesso o al trasferimento dell'utenza  ad
    altro operatore sono commisurate al valore del contratto e  ai  costi
    reali  sopportati  dall'azienda,  ovvero  ai  costi   sostenuti   per
    dismettere la linea telefonica o trasferire il servizio,  e  comunque
    rese  note  al  consumatore   al   momento   della   pubblicizzazione
    dell'offerta e in  fase  di  sottoscrizione  del  contratto,  nonche'
    comunicate, in via generale,  all'Autorita'  per  le  garanzie  nelle
    comunicazioni,  esplicitando  analiticamente   la   composizione   di
    ciascuna voce e la rispettiva giustificazione economica»; 
        b) dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti: 
      «3-bis. Le  modalita'  utilizzabili  dal  soggetto  contraente  che
    intenda recedere da un contratto stipulato con operatori di telefonia
    e di reti televisive e di comunicazione elettronica, nonche' in  caso
    di  cambio  di  gestore,  devono  essere  semplici  e  di   immediata
    attivazione e  devono  seguire  le  medesime  forme  utilizzabili  al
    momento dell'attivazione o dell'adesione al contratto. In ogni  caso,
    gli operatori di telefonia, di reti  televisive  e  di  comunicazioni
    elettroniche devono consentire  la  possibilita'  per  consumatori  e
    utenti di comunicare il recesso o il cambio di gestore con  modalita'
    telematiche. 
      3-ter. Il contratto stipulato con operatori di telefonia e di  reti
    televisive e di  comunicazione  elettronica,  ove  comprenda  offerte
    promozionali aventi ad oggetto la fornitura sia  di  servizi  che  di
    beni, non puo' avere durata superiore a ventiquattro mesi.  Nel  caso
    di  risoluzione  anticipata  si   applicano   i   medesimi   obblighi
    informativi e i medesimi limiti agli oneri per il consumatore di  cui
    al comma 3, terzo periodo, e comunque gli  eventuali  relativi  costi
    devono essere equi e proporzionati al valore  del  contratto  e  alla
    durata residua della promozione offerta. 
      3-quater. E' fatto obbligo  ai  soggetti  gestori  dei  servizi  di
    telefonia e di comunicazioni  elettroniche,  ai  fini  dell'eventuale
    addebito al cliente del costo di servizi in  abbonamento  offerti  da
    terzi, di  acquisire  la  prova  del  previo  consenso  espresso  del
    medesimo. In ogni caso, e' fatto divieto agli operatori di  telefonia
    e di comunicazioni elettroniche di prevedere la possibilita'  per  il
    consumatore o per l'utente di  ricevere  servizi  in  abbonamento  da
    parte dello stesso operatore, o di terzi, senza  il  previo  consenso
    espresso e documentato all'attivazione di tale tipologia di servizi»; 
        c) al comma 4: 
          1) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
    «e al comma 3-quater»; 
          2) al secondo periodo,  le  parole:  «commi  1,  2  e  3»  sono
    sostituite dalle seguenti: «commi 1, 2, 3, 3-bis, 3-ter e 3-quater». 
      42. All'articolo 70, comma 1, lettera f),  numero  3),  del  codice
    delle comunicazioni elettroniche, di cui al  decreto  legislativo  1°
    agosto  2003,  n.  259,  e  successive  modificazioni,   le   parole:
    «eventuali commissioni  dovute  alla  scadenza  del  contratto»  sono
    sostituite dalle seguenti: «eventuali commissioni dovute in  caso  di
    recesso anticipato dal contratto». 
      43. All'articolo 98,  comma  16,  del  codice  delle  comunicazioni
    elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e
    successive  modificazioni,  le  parole:  «ad  euro  580.000,00»  sono
    sostituite dalle seguenti: «ad euro 1.160.000,00». 
      44. E' istituito presso il Ministero dello  sviluppo  economico  il
    Registro dei soggetti che usano indirettamente risorse  nazionali  di
    numerazione. Alla tenuta del Registro di cui al periodo precedente si
    provvede ai sensi dell'articolo 1, comma 6, lettera  a),  numero  5),
    della legge 31 luglio 1997, n. 249. 
      45. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da  adottare
    entro centottanta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
    presente legge, sono determinati i criteri per  l'individuazione  dei
    soggetti da iscrivere nel Registro di cui al comma 44. 
      46.  Al  fine  di  semplificare  le  procedure  di  migrazione  tra
    operatori di telefonia mobile e le procedure  per  l'integrazione  di
    SIM card aggiuntive o per la sostituzione di SIM  card  richieste  da
    utenti gia'  clienti  di  un  operatore,  con  decreto  del  Ministro
    dell'interno, di concerto con il Ministro dello  sviluppo  economico,
    da adottare entro sei mesi dalla data  di  entrata  in  vigore  della
    presente legge, sono previste misure  per  l'identificazione  in  via
    indiretta  del  cliente,  anche  utilizzando  il   sistema   pubblico
    dell'identita'  digitale  previsto  dall'articolo   64   del   codice
    dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7  marzo
    2005, n. 82, e successive modificazioni, in modo da consentire che la
    richiesta di migrazione e di integrazione di  SIM  card  e  tutte  le
    operazioni ad essa connesse possano essere svolte per via telematica.
    Dall'attuazione delle disposizioni previste dal  presente  comma  non
    devono derivare  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
    pubblica. 
      47. Al fine di  promuovere  la  massima  diffusione  dei  pagamenti
    digitali ed elettronici, ivi inclusi  i  micropagamenti  con  credito
    telefonico, dando nuovo impulso allo sviluppo e  alla  fruizione  dei
    servizi culturali  e  turistici,  per  l'acquisto  di  biglietti  per
    l'accesso a  istituti  e  luoghi  di  cultura  o  per  manifestazioni
    culturali, di spettacolo e intrattenimento, in deroga alle  normative
    di settore, possono essere applicate  le  stesse  modalita'  previste
    dall'articolo 8, comma 3, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.  179,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. 
      48. Al fine di  evitare  situazioni  di  insolvenza,  l'utente  che
    intende usufruire delle modalita' di pagamento di cui al comma 47  e'
    messo  nelle  condizioni  di  conoscere,  durante   l'operazione   di
    acquisto, se il proprio credito telefonico sia sufficiente  e  quanto
    residua a seguito dell'operazione medesima. 
      49. Le erogazioni  liberali  destinate  alle  organizzazioni  senza
    scopo di lucro di natura privata di cui all'articolo 10  del  decreto
    legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni, alle
    associazioni di promozione  sociale  iscritte  nei  registri  di  cui
    all'articolo  7  della  legge  7  dicembre  2000,  n.  383,  e   alle
    associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui
    al citato articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 4
    dicembre 1997, n. 460,  possono  essere  effettuate  tramite  credito
    telefonico. 
      50. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da  adottare
    entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della  presente
    legge, di concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,
    sentiti il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, l'Autorita'
    per le  garanzie  nelle  comunicazioni  e  la  Banca  d'Italia,  sono
    disciplinati le modalita' e i requisiti di accesso  e  fruizione  del
    servizio di cui al comma 49. 
      51. Gli importi destinati ai beneficiari  costituiscono  erogazione
    liberale  e  pertanto  sono  esclusi  dall'ambito   di   applicazione
    dell'imposta sul valore aggiunto, di cui al  decreto  del  Presidente
    della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. 
      52. Le erogazioni liberali di cui al comma 49 non  sono  deducibili
    ne' detraibili ai fini delle imposte sui redditi. 
      53. Dall'attuazione delle disposizioni previste dai commi da  47  a
    52 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della  finanza
    pubblica. 
      54. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore  della  presente
    legge,  il  regolamento  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
    Repubblica 7 settembre 2010, n. 178, e' modificato al  fine  di  dare
    attuazione all'articolo 130, comma 3-bis, del codice  in  materia  di
    protezione dei dati personali,  di  cui  al  decreto  legislativo  30
    giugno 2003, n. 196, con riguardo all'impiego  della  posta  cartacea
    per le finalita' di cui all'articolo 7,  comma  4,  lettera  b),  del
    medesimo codice di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003. 
      55. Per i servizi a  pagamento  forniti  tramite  telefonate  verso
    numerazioni non geografiche la tariffazione della chiamata ha  inizio
    solo dalla risposta dell'operatore. 
      56.  All'articolo  73  della  legge  22  aprile  1941,  n.  633,  e
    successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: 
        a) al comma 1, l'ultimo periodo e' sostituito dai  seguenti:  «Il
    compenso  e'  riconosciuto,  per   ciascun   fonogramma   utilizzato,
    distintamente al produttore di fonogrammi ed agli artisti  interpreti
    o esecutori. L'esercizio di tale  diritto  spetta  a  ciascuna  delle
    imprese  che  svolgono  attivita'  di  intermediazione  dei   diritti
    connessi al diritto d'autore, di cui all'articolo  3,  comma  2,  del
    decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19  dicembre  2012,
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'11  marzo  2013,  alle
    quali  il  produttore  di  fonogrammi  e  gli  artisti  interpreti  o
    esecutori hanno conferito per iscritto il rispettivo mandato»; 
        b) dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
      «2-bis. Il compenso dovuto agli artisti interpreti o  esecutori  ai
    sensi dei commi 1 e 2 non e' da essi rinunciabile ne' puo'  in  alcun
    modo formare oggetto di cessione». 
      57. Al decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261,  sono  apportate
    le seguenti modificazioni: 
        a) all'articolo 2, comma  14,  lettera  b),  le  parole:  «e  dei
    proventi per i servizi affidati in via esclusiva, di cui all'articolo
    4» sono soppresse a decorrere dal 10 settembre 2017; 
        b) l'articolo 4 e' abrogato a decorrere dal 10 settembre 2017; 
        c) all'articolo 5, comma 2, e' aggiunto,  in  fine,  il  seguente
    periodo:  «Il  rilascio  della  licenza  individuale  per  i  servizi
    riguardanti le notificazioni  di  atti  a  mezzo  della  posta  e  di
    comunicazioni a mezzo della posta connesse con  la  notificazione  di
    atti giudiziari di cui alla legge 20 novembre 1982, n.  890,  nonche'
    per i servizi  riguardanti  le  notificazioni  a  mezzo  della  posta
    previste dall'articolo 201 del codice della strada, di cui al decreto
    legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni,  deve
    essere subordinato a specifici obblighi del servizio  universale  con
    riguardo  alla  sicurezza,  alla  qualita',  alla  continuita',  alla
    disponibilita' e all'esecuzione dei servizi medesimi.»; 
        d) all'articolo 10,  comma  1,  le  parole:  «e  dai  servizi  in
    esclusiva di cui all'articolo 4» sono soppresse a  decorrere  dal  10
    settembre 2017; 
        e) all'articolo 21, il comma 3 e' abrogato  a  decorrere  dal  10
    settembre 2017. 
      58. Entro novanta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della
    presente legge, l'autorita'  nazionale  di  regolamentazione  di  cui
    all'articolo 1, comma 2, lettera u-quater), del  decreto  legislativo
    22 luglio 1999, n. 261, determina, ai sensi dell'articolo 5, comma 4,
    del predetto decreto  legislativo  n.  261  del  1999,  e  successive
    modificazioni, sentito il Ministero della  giustizia,  gli  specifici
    requisiti e  obblighi  per  il  rilascio  delle  licenze  individuali
    relative ai servizi di cui all'articolo 5, comma 2, secondo  periodo,
    del medesimo decreto legislativo n.  261  del  1999,  introdotto  dal
    comma 57 del presente articolo; con la stessa  modalita'  l'Autorita'
    determina    i    requisiti    relativi    all'affidabilita',    alla
    professionalita' e  all'onorabilita'  di  coloro  che  richiedono  la
    licenza individuale per la fornitura dei medesimi servizi. 
      59. Fatto salvo quanto previsto dalle disposizioni di cui ai  commi
    da 61 a 64 e da 66 a 71 del presente articolo,  a  decorrere  dal  1°
    luglio 2019, il terzo  periodo  del  comma  2  dell'articolo  22  del
    decreto  legislativo  23  maggio   2000,   n.   164,   e   successive
    modificazioni, e' soppresso. 
      60. Fatto salvo quanto previsto dalle disposizioni di cui ai  commi
    da 61 a 64 e da 66 a 71 del presente articolo,  a  decorrere  dal  1°
    luglio 2019, il comma 2 dell'articolo 35 del decreto  legislativo  1°
    giugno 2011, n. 93, e' abrogato. L'Autorita' per l'energia elettrica,
    il gas e il sistema idrico adotta disposizioni per assicurare,  dalla
    medesima  data  di  cui  al  periodo  precedente,  il   servizio   di
    salvaguardia ai clienti finali domestici e alle imprese  connesse  in
    bassa tensione con meno di cinquanta dipendenti e un fatturato  annuo
    non superiore a  10  milioni  di  euro  senza  fornitore  di  energia
    elettrica, attraverso procedure concorsuali per aree territoriali e a
    condizioni che incentivino il passaggio al mercato libero. 
      61. Al fine di garantire la piena confrontabilita' delle offerte  e
    la loro evidenza pubblica, l'Autorita' per  l'energia  elettrica,  il
    gas e il  sistema  idrico  dispone,  con  proprio  provvedimento,  la
    realizzazione e  la  gestione,  da  parte  del  gestore  del  Sistema
    informatico integrato di cui all'articolo 1-bis del  decreto-legge  8
    luglio 2010, n. 105, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  13
    agosto 2010, n. 129, entro cinque  mesi  dalla  data  di  entrata  in
    vigore della presente legge, di un apposito portale  informatico  per
    la raccolta e pubblicazione in  modalita'  open  data  delle  offerte
    vigenti sul mercato di vendita al dettaglio di  energia  elettrica  e
    gas, con particolare riferimento alle utenze domestiche, alle imprese
    connesse in bassa tensione e  alle  imprese  con  consumi  annui  non
    superiori a 200.000 standard metri cubi (Smc).  Gli  operatori  della
    vendita di energia elettrica o gas sul mercato italiano sono tenuti a
    trasmettere tali offerte  per  la  loro  pubblicazione  nel  portale.
    Presso l'Autorita' e' costituito un comitato tecnico  consultivo  con
    funzioni di raccordo ed emersione delle istanze dei diversi portatori
    di interesse sui contenuti  inseriti  nel  portale  informatico.  Del
    comitato tecnico fanno parte  un  rappresentante  dell'Autorita',  un
    rappresentante   del   Ministero   dello   sviluppo   economico,   un
    rappresentante  dell'Autorita'  garante  della  concorrenza   e   del
    mercato,  un  rappresentante  designato  d'intesa  tra   loro   dalle
    organizzazioni  maggiormente  rappresentative  dei  consumatori   non
    domestici,  un  rappresentante  designato  d'intesa  tra  loro  dagli
    operatori di mercato e un rappresentante del Consiglio nazionale  dei
    consumatori  e  degli  utenti.  I   componenti   del   comitato   non
    percepiscono alcun compenso o rimborso di spese. All'attuazione delle
    disposizioni del presente comma si provvede nell'ambito delle risorse
    umane, finanziarie e strumentali disponibili a  legislazione  vigente
    e, comunque, senza nuovi o maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
    pubblica. 
      62. Decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
    legge, gli operatori della vendita di energia  elettrica  o  gas  sul
    mercato  italiano  forniscono  almeno  una  proposta  di  offerta  di
    fornitura di energia elettrica o gas a prezzo variabile per le utenze
    domestiche e non domestiche connesse  in  bassa  tensione  e  per  le
    utenze con consumi annui non superiori a 200.000 Smc e almeno  una  a
    prezzo fisso per le utenze domestiche e non  domestiche  connesse  in
    bassa tensione e per le utenze con  consumi  annui  non  superiori  a
    200.000 Smc. Tali proposte sono inviate periodicamente  all'Autorita'
    per  l'energia  elettrica,  il  gas  e  il  sistema  idrico  e   sono
    contestualmente pubblicate nel  sito  internet  degli  operatori.  Le
    proposte di  offerta  degli  operatori  per  la  vendita  di  energia
    elettrica  devono  indicare  la  composizione   media   della   fonte
    energetica utilizzata per la fornitura e la quantita'  di  gas  serra
    emessi per chilowattora (kWh). 
      63. L'Autorita' per  l'energia  elettrica,  il  gas  e  il  sistema
    idrico, entro novanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
    presente legge, definisce le modalita' per ottemperare agli  obblighi
    di cui al comma 62,  stabilendo  l'insieme  di  informazioni  minime,
    almeno pari alle clausole essenziali del contratto, come disposte dal
    Codice di condotta commerciale per la vendita di energia elettrica  e
    di gas naturale ai clienti finali, e i requisiti  che  gli  operatori
    devono rispettare al fine  di  garantire  la  confrontabilita'  delle
    offerte e la loro omogeneita'. 
      64. Ai fini dell'attuazione delle disposizioni previste  dal  comma
    61, l'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il  sistema  idrico
    stabilisce altresi' le modalita' di copertura  dei  costi  sostenuti,
    utilizzando in via prioritaria  le  risorse  derivanti  dai  proventi
    delle sanzioni da essa irrogate,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a
    carico della finanza pubblica. 
      65. Ai fini della riduzione del costo della  bolletta  elettrica  e
    del gas, l'Autorita' per l'energia elettrica, il  gas  e  il  sistema
    idrico adotta, entro novanta giorni dalla data di entrata  in  vigore
    della  presente  legge,  linee  guida  per  promuovere   le   offerte
    commerciali di  energia  elettrica  e  gas  a  favore  di  gruppi  di
    acquisto, con particolare  riferimento  alla  confrontabilita',  alla
    trasparenza  e  alla  pubblicita'   delle   offerte,   nonche'   alla
    realizzazione  di  piattaforme   informatiche   tese   a   facilitare
    l'aggregazione dei piccoli consumatori. 
      66. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore  della  presente
    legge, l'Autorita' per l'energia  elettrica,  il  gas  e  il  sistema
    idrico trasmette al Ministro dello  sviluppo  economico  un  rapporto
    relativo  al  monitoraggio  dei  mercati  di  vendita  al   dettaglio
    dell'energia elettrica e del gas, con particolare riguardo a: 
        a) l'operativita' del portale informatico di cui al comma 61; 
        b)  il  completamento  del  quadro  normativo  e  regolatorio   e
    l'efficacia degli strumenti necessari a garantire il  rispetto  delle
    tempistiche di switching secondo  quanto  previsto  dall'articolo  3,
    paragrafo 5, lettera a), della direttiva  2009/72/CE  del  Parlamento
    europeo e del Consiglio, del  13  luglio  2009,  e  dall'articolo  3,
    paragrafo 6, lettera a), della direttiva  2009/73/CE  del  Parlamento
    europeo e del Consiglio,  del  13  luglio  2009,  come  recepite  dal
    decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93; 
        c)  il  completamento  del  quadro  normativo  e  regolatorio   e
    l'efficacia degli strumenti necessari a garantire il  rispetto  delle
    tempistiche di fatturazione  e  conguaglio  secondo  quanto  previsto
    dall'allegato I, punto 1, lettere i) e  j),  della  citata  direttiva
    2009/72/CE e dall'allegato I, punto 1, lettere i) e j), della  citata
    direttiva 2009/73/CE, come recepite dal decreto legislativo 1° giugno
    2011, n. 93; 
        d) l'operativita' del Sistema informatico integrato, come gestore
    della banca dati di cui al  decreto-legge  8  luglio  2010,  n.  105,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 13 agosto 2010, n. 129; 
        e) il completamento del  quadro  normativo  e  regolatorio  e  il
    rispetto delle disposizioni dell'Autorita' per  l'energia  elettrica,
    il gas e il sistema idrico in materia di  implementazione  del  brand
    unbundling, secondo quanto previsto dall'articolo  26,  paragrafo  3,
    della citata direttiva 2009/72/CE e dall'articolo  26,  paragrafo  3,
    della  citata  direttiva  2009/73/CE,  come  recepite   dal   decreto
    legislativo 1° giugno 2011, n. 93; 
        f) la tutela delle famiglie in condizioni di  disagio  economico,
    nonche' l'accrescimento del sistema di vigilanza e di informazione  a
    tutela dei consumatori. 
      67. Sulla base dei dati contenuti nel rapporto di cui al comma  66,
    sentite  l'Autorita'  garante  della  concorrenza  e  del  mercato  e
    l'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema  idrico,  il
    Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto,  da  adottare
    entro sessanta giorni dalla data di trasmissione del rapporto, previo
    parere delle  Commissioni  parlamentari  competenti,  da'  conto  del
    raggiungimento  degli  obiettivi.  Qualora  su   almeno   uno   degli
    indicatori di cui alle lettere a), b), c), d)  ed  e)  del  comma  66
    l'obiettivo non sia stato raggiunto per  il  mercato  di  vendita  al
    dettaglio del gas naturale ovvero per quello dell'energia  elettrica,
    il Ministero dello sviluppo economico  e  l'Autorita'  per  l'energia
    elettrica, il gas e il sistema idrico, entro i  tre  mesi  successivi
    alla data di cui al comma 66, adottano,  ciascuno  nell'ambito  delle
    rispettive  competenze,  i  provvedimenti  necessari   per   il   suo
    raggiungimento. 
      68. Con il medesimo decreto di cui al comma  67  sono  definite  le
    misure  necessarie  a  garantire  la  cessazione   della   disciplina
    transitoria dei  prezzi  di  cui  ai  commi  59  e  60  e  l'ingresso
    consapevole nel mercato dei clienti finali,  secondo  meccanismi  che
    assicurino la concorrenza e la pluralita' di fornitori e  di  offerte
    nel libero mercato. 
      69. A decorrere dal 1° gennaio 2018, i clienti  finali  di  energia
    elettrica  riforniti  in  maggior  tutela  devono  ricevere  adeguata
    informativa da parte di ciascun fornitore in relazione al superamento
    delle tutele di prezzo  previsto  dai  commi  59  e  60,  secondo  le
    modalita' definite con  provvedimento  dell'Autorita'  per  l'energia
    elettrica, il gas e il  sistema  idrico  da  adottare  entro  novanta
    giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 
      70. Al fine di semplificare le modalita' di cambio di fornitore  da
    parte del cliente, all'articolo 5 del decreto-legge 28 marzo 2014, n.
    47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80,
    dopo il comma 1-quater e' aggiunto il seguente: 
      «1-quinquies.  Le  disposizioni  del  presente  articolo   non   si
    applicano alle ipotesi di successione di un fornitore del servizio ad
    un altro». 
      71. Qualora uno o piu' degli obiettivi di cui ai commi da 66  a  70
    siano raggiunti prima del 1° gennaio 2018, con riferimento al mercato
    di vendita al dettaglio dell'energia elettrica o  del  gas  naturale,
    l'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il  sistema  idrico  ne
    da' tempestiva comunicazione al Ministero dello sviluppo economico. 
      72. L'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico
    garantisce la pubblicizzazione e la diffusione delle informazioni  in
    merito  alla  piena  apertura  del  mercato  e  alle  condizioni   di
    svolgimento dei servizi, nonche' il trattamento efficace dei  reclami
    e delle procedure di conciliazione per tutti  i  settori  oggetto  di
    regolazione  e  controllo  da  parte  della  medesima  Autorita',   a
    beneficio dei clienti finali e degli  utenti  dei  predetti  settori,
    anche avvalendosi della societa' Acquirente unico Spa. 
      73. L'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico
    stabilisce le modalita' con  cui  lo  Sportello  per  il  consumatore
    gestito  da  Acquirente  unico  Spa  accede,  per  l'efficacia  delle
    attivita' ad esso affidate dall'Autorita' medesima, alle informazioni
    e ai dati  gestiti  dal  Sistema  informatico  integrato  di  cui  al
    decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105, convertito,  con  modificazioni,
    dalla legge 13 agosto 2010, n. 129. 
      74. L'Autorita' per  l'energia  elettrica,  il  gas  e  il  sistema
    idrico, con propri provvedimenti, stabilisce le  modalita'  affinche'
    le fatture relative alla somministrazione dell'acqua con  il  sistema
    di  misura  a  contatore  contengano,  almeno  una  volta   all'anno,
    l'indicazione dell'effettivo consumo dell'acqua riferito alla singola
    utenza, ove il contatore sia reso accessibile e la  sua  lettura  sia
    tecnicamente possibile. 
      75. Al fine del migliore coordinamento delle politiche di  sostegno
    ai clienti economicamente svantaggiati e ai clienti domestici  presso
    i quali sono presenti persone che  versano  in  gravi  condizioni  di
    salute,   tali   da   richiedere   l'utilizzo   di    apparecchiature
    medico-terapeutiche, alimentate a energia elettrica,  necessarie  per
    il loro mantenimento  in  vita,  l'erogazione  dei  benefici  di  cui
    all'articolo 1, comma 375, della legge 23 dicembre 2005,  n.  266,  e
    all'articolo 3, commi 9 e 9-bis, del decreto-legge 29 novembre  2008,
    n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28  gennaio  2009,
    n. 2,  e'  disciplinata  con  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo
    economico, sentita l'Autorita' per l'energia elettrica, il gas  e  il
    sistema idrico, da adottare entro centottanta giorni  dalla  data  di
    entrata in vigore della presente legge. 
      76. Il decreto di cui  al  comma  75  disciplina  le  modalita'  di
    erogazione  dei  benefici  economici  individuali  anche  alternative
    rispetto alla compensazione della spesa, individuando se del caso una
    corresponsione congiunta delle misure di sostegno alla spesa  per  le
    forniture  di  energia  elettrica  e  di  gas  naturale,  e  rimodula
    l'entita' degli stessi tenendo conto dell'indicatore della situazione
    economica equivalente. 
      77. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma
    75, continua ad applicarsi la disciplina vigente per l'erogazione dei
    benefici di cui al medesimo comma 75. 
      78. Nei casi di fatture di rilevante importo derivanti da ritardi o
    interruzioni della fatturazione  o  prolungata  indisponibilita'  dei
    dati  di  consumo  reali,  individuati  secondo  condizioni  definite
    dall'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il  sistema  idrico,
    l'Autorita' stessa adotta le misure necessarie affinche' sussista  in
    capo  ai  fornitori  di  energia  elettrica  e  gas  un  obbligo   di
    rateizzazione, con diritto ai soli interessi legali nei confronti del
    cliente  finale.  L'obbligo  di  rateizzazione  non  sussiste  se  il
    conguaglio e' imputabile a cause riconducibili al cliente finale. 
      79. Nel caso di prolungata indisponibilita'  dei  dati  di  consumo
    reali, ferme restando le modalita' e le scadenze  di  versamento  del
    gettito  tariffario  da  parte  dei  distributori,  l'Autorita',  con
    proprio    provvedimento,    definisce    adeguate     misure     per
    responsabilizzare i  distributori  e  individua  modalita'  idonee  a
    favorire  l'accessibilita'  dei  gruppi  di  misura  da   parte   dei
    distributori. 
      80. Al fine di garantire la stabilita' e la  certezza  del  mercato
    dell'energia elettrica, entro novanta giorni dalla data di entrata in
    vigore della presente legge e' istituito presso  il  Ministero  dello
    sviluppo economico l'Elenco dei soggetti abilitati  alla  vendita  di
    energia elettrica a clienti finali; a decorrere dalla data della  sua
    istituzione l'inclusione e la permanenza nell'Elenco sono  condizione
    necessaria per lo svolgimento delle attivita' di vendita  di  energia
    elettrica a clienti finali. 
      81. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, su  proposta
    dell'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il  sistema  idrico,
    da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
    presente legge, sono fissati i criteri, le modalita'  e  i  requisiti
    tecnici, finanziari e di onorabilita' per l'iscrizione nell'Elenco di
    cui al comma 80. 
      82. L'Elenco di cui al comma 80 e' pubblicato nel sito internet del
    Ministero dello  sviluppo  economico  e  aggiornato  mensilmente.  La
    pubblicazione ha valore di pubblicita' ai fini di legge per  tutti  i
    soggetti interessati. 
      83. Al  comma  3,  primo  periodo,  dell'articolo  17  del  decreto
    legislativo 23 maggio 2000, n. 164, e successive modificazioni,  dopo
    le parole:  «requisiti  stabiliti»  sono  inserite  le  seguenti:  «,
    sentita l'Autorita' per l'energia elettrica,  il  gas  e  il  sistema
    idrico,». 
      84. Dopo la lettera b-bis) del comma  5  dell'articolo  30-ter  del
    decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, e' inserita la seguente: 
      «b-ter) i soggetti autorizzati a svolgere le attivita' di vendita a
    clienti finali di energia elettrica e di gas naturale ai sensi  della
    normativa vigente». 
      85. Al fine di promuovere la concorrenza  attraverso  la  riduzione
    delle asimmetrie  informative,  anche  intersettoriali,  all'articolo
    6-bis del decreto-legge 13  agosto  2011,  n.  138,  convertito,  con
    modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, dopo il comma 1
    sono aggiunti i seguenti: 
      «1-bis. L'accesso ai sistemi informativi di cui al comma 1 da parte
    dei soggetti ivi  indicati  puo'  avvenire  anche  in  un  quadro  di
    reciprocita', ma solo nel rispetto delle prescrizioni  stabilite  dal
    Garante per la protezione dei dati personali necessarie ad assicurare
    proporzionalita', correttezza e sicurezza  circa  il  trattamento  di
    dati personali ai sensi del  predetto  comma  1  e  il  rispetto  dei
    diritti e delle liberta' fondamentali,  nonche'  della  dignita'  dei
    soggetti  cui  le  informazioni  si  riferiscono,   con   particolare
    riferimento alla riservatezza, all'identita' personale e  al  diritto
    alla protezione dei dati personali. 
      1-ter.  Nei  giudizi  di  risarcimento  dei  danni   cagionati   in
    conseguenza dell'accesso in un quadro di reciprocita' ai  sistemi  di
    cui al comma 1 da parte dei soggetti ivi indicati,  spetta  a  questi
    ultimi l'onere della prova di aver agito con la  specifica  diligenza
    richiesta e di avere adottato tempestivamente e senza  indugio  tutte
    le misure idonee a evitare il danno». 
      86. Al fine di aumentare la liquidita'  dei  mercati  dell'energia,
    riducendo i costi delle transazioni, a vantaggio dei consumatori,  la
    clausola di «close-out netting» prevista per  i  prodotti  energetici
    all'ingrosso di cui al regolamento (UE) n. 1227/2011  del  Parlamento
    europeo e del Consiglio,  del  25  ottobre  2011,  ad  eccezione  dei
    contratti conclusi  con  clienti  finali  a  prescindere  dalla  loro
    capacita' di consumo, e' valida ed efficace, in conformita' a  quanto
    dalla stessa previsto, anche in caso di apertura di una procedura  di
    risanamento,   di   ristrutturazione   economico-finanziaria   o   di
    liquidazione, di natura concorsuale o pre-concorsuale,  con  o  senza
    spossessamento del debitore, nei confronti di una delle parti. 
      87. Ai fini di cui al comma 86, per clausola di «close-out netting»
    deve intendersi  qualsiasi  clausola  di  interruzione  volontaria  o
    automatica dei  rapporti  e  di  conseguente  obbligo,  gravante  sul
    contraente il cui debito risulti piu' elevato, di pagamento del saldo
    netto delle obbligazioni, come risultante dalla  compensazione  delle
    posizioni reciproche, che, in forza di detta clausola, sono  divenute
    immediatamente esigibili e convertite nell'obbligazione di versare un
    importo pari al loro  valore  corrente  stimato  secondo  criteri  di
    ragionevolezza   commerciale,    oppure    estinte    e    sostituite
    dall'obbligazione di versare tale importo. In caso di apertura di una
    procedura di risanamento, di ristrutturazione economico-finanziaria o
    di liquidazione, che  abbia  natura  concorsuale  e  che  preveda  lo
    spossessamento del debitore, gli organi della  procedura,  entro  sei
    mesi dal momento di apertura  della  procedura  stessa,  possono  far
    valere  la  violazione  della   ragionevolezza   sotto   il   profilo
    commerciale qualora la determinazione del valore corrente stimato sia
    intervenuta entro  l'anno  che  precede  l'apertura  della  procedura
    stessa, fatto salvo che detta ragionevolezza si presume nel  caso  in
    cui le clausole contrattuali concernenti i criteri di valutazione del
    valore corrente stimato siano coerenti con  gli  schemi  contrattuali
    elaborati nell'ambito della  prassi  internazionale  riconosciuta  da
    associazioni   rappresentative   internazionali   ovvero    allorche'
    prevedano il ricorso a quotazioni fornite  da  uno  o  piu'  soggetti
    terzi indipendenti riconosciuti a livello internazionale. 
      88. Il Ministero dello sviluppo economico  provvede  all'attuazione
    delle disposizioni previste dai commi da  80  a  83  con  le  risorse
    umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione  vigente,
    senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 
      89. All'articolo 42 del decreto legislativo 3 marzo  2011,  n.  28,
    dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti: 
      «3-bis.  Nei  casi  in  cui,  nell'ambito  delle   istruttorie   di
    valutazione delle richieste di verifica e certificazione dei risparmi
    aventi ad oggetto il rilascio di titoli di efficienza  energetica  di
    cui all'articolo 29 o nell'ambito di attivita' di  verifica,  il  GSE
    riscontri la non rispondenza del progetto proposto e  approvato  alla
    normativa vigente alla data di  presentazione  del  progetto  e  tali
    difformita' non derivino da  discordanze  tra  quanto  trasmesso  dal
    proponente e la situazione reale dell'intervento ovvero da  documenti
    non veritieri ovvero  da  dichiarazioni  false  o  mendaci  rese  dal
    proponente, e' disposto il rigetto dell'istanza di rendicontazione  o
    l'annullamento  del  provvedimento  di  riconoscimento  dei   titoli,
    secondo le modalita' di cui al comma 3-ter. 
      3-ter. Nei casi di cui al comma  3-bis,  gli  effetti  del  rigetto
    dell'istanza di rendicontazione, disposto a seguito dell'istruttoria,
    decorrono dall'inizio del periodo di  rendicontazione  oggetto  della
    richiesta di verifica e  certificazione  dei  risparmi.  Gli  effetti
    dell'annullamento del provvedimento, disposto a seguito di  verifica,
    decorrono dall'adozione del provvedimento di esito dell'attivita'  di
    verifica. Per entrambe le fattispecie indicate sono  fatte  salve  le
    rendicontazioni gia' approvate  relative  ai  progetti  medesimi.  Le
    modalita' di cui al primo periodo si applicano anche alle verifiche e
    alle istruttorie relative alle richieste di verifica e certificazione
    dei risparmi gia' concluse. 
      3-quater. Al fine di salvaguardare le iniziative  di  realizzazione
    di impianti fotovoltaici di piccola taglia, salvaguardando  la  buona
    fede di coloro che hanno realizzato l'investimento, agli impianti  di
    potenza compresa tra 1 e 3 kW  nei  quali,  a  seguito  di  verifica,
    risultino installati moduli non certificati o con certificazioni  non
    rispondenti  alla  normativa   di   riferimento,   si   applica   una
    decurtazione del 30 per cento della tariffa  incentivante  sin  dalla
    data di decorrenza della convenzione, fermo restando, ove ne  ricorra
    il caso, l'annullamento della maggiorazione di cui  all'articolo  14,
    comma  1,  lettera  d),  del  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo
    economico 5 maggio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.  109
    del 12 maggio 2011, e  all'articolo  5,  comma  2,  lettera  a),  del
    decreto  del  Ministro  dello  sviluppo  economico  5  luglio   2012,
    pubblicato nel Supplemento ordinario n. 143 alla  Gazzetta  Ufficiale
    n. 159 del 10 luglio 2012, fermo restando il diritto di  rivalsa  del
    beneficiario  nei  confronti  dei  soggetti  responsabili  della  non
    conformita' dei moduli installati». 
      90. All'articolo 5, comma 7-bis, del decreto-legge 21 giugno  2013,
    n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto  2013,  n.
    98, e successive modificazioni, dopo le parole: «sulla quale e' stato
    riconosciuto il predetto incremento.» sono inserite le seguenti:  «In
    alternativa alla predetta modalita' di riduzione, il produttore  puo'
    richiedere, comunicandolo al GSE  entro  il  30  settembre  2017,  di
    restituire la cifra corrispondente alla  differenza  tra  i  maggiori
    incentivi ricevuti e le riduzioni gia'  applicate,  calcolata  al  30
    settembre 2017, dilazionandola uniformemente, nel residuo periodo  di
    diritto all'erogazione degli incentivi, ma in ogni caso nel limite di
    quattro anni a partire dal 1° luglio 2016». 
      91. All'articolo 38 del decreto legislativo 1° giugno 2011, n.  93,
    dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti: 
      «5-bis. Le disposizioni di cui al  comma  1  non  si  applicano  ai
    gestori dei sistemi di  distribuzione  chiusi  di  cui  al  comma  5,
    facenti parte di un'impresa verticalmente integrata. Ai  gestori  dei
    sistemi di distribuzione chiusi si applicano esclusivamente le  norme
    di separazione contabile. 
      5-ter. L'Autorita' per l'energia elettrica, il  gas  e  il  sistema
    idrico adegua i  propri  provvedimenti  in  materia  di  obblighi  di
    separazione in relazione a quanto previsto dal comma 5-bis». 
      92. All'articolo 38 del decreto legislativo 1° giugno 2011, n.  93,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: 
      «2-bis. Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano
    ai gestori di sistemi di distribuzione di energia  elettrica  facenti
    parte di un'impresa verticalmente  integrata,  che  servono  meno  di
    25.000 punti di prelievo, ad esclusione delle imprese beneficiarie di
    integrazioni tariffarie  ai  sensi  dell'articolo  7  della  legge  9
    gennaio 1991, n. 10, e successive modificazioni. 
      2-ter. L'Autorita' per l'energia elettrica, il  gas  e  il  sistema
    idrico adegua i  propri  provvedimenti  in  materia  di  obblighi  di
    separazione funzionale in  relazione  a  quanto  previsto  dal  comma
    2-bis,  prevedendo  altresi'  che,  per  i  gestori  di  sistemi   di
    distribuzione cui si applicano le deroghe previste dal medesimo comma
    2-bis, le modalita' di riconoscimento dei costi per le  attivita'  di
    distribuzione e misura dell'energia elettrica siano basate su logiche
    parametriche, che tengano  conto  anche  della  densita'  dell'utenza
    servita,  nel  rispetto  dei  principi  generali  di  efficienza   ed
    economicita' e con l'obiettivo di garantire la semplificazione  della
    regolazione e la riduzione dei connessi oneri amministrativi»; 
        b) il comma 3 e' abrogato. 
      93. All'articolo 15, comma 5, del  decreto  legislativo  23  maggio
    2000, n. 164, e successive modificazioni, dopo il quinto periodo sono
    inseriti i seguenti: «Tale disposizione non si applica qualora l'ente
    locale concedente possa certificare anche tramite un idoneo  soggetto
    terzo che il valore di rimborso e' stato  determinato  applicando  le
    disposizioni  contenute  nel  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo
    economico 22 maggio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  129
    del 6 giugno 2014, recante approvazione delle "Linee Guida su criteri
    e modalita' applicative per la valutazione  del  valore  di  rimborso
    degli  impianti  di  distribuzione  del  gas  naturale",  e  che   lo
    scostamento   del   valore   di   rimborso   e   del   valore   delle
    immobilizzazioni nette, al netto dei  contributi  pubblici  in  conto
    capitale e dei contributi privati relativi ai cespiti  di  localita',
    aggregato d'ambito, non risulti superiore alla percentuale dell'8 per
    cento, purche' lo scostamento del singolo comune non superi il 20 per
    cento. Nel caso di valore delle immobilizzazioni  nette  disallineate
    rispetto alle medie di settore secondo le definizioni  dell'Autorita'
    per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, il valore  delle
    immobilizzazioni  nette  rilevante  ai   fini   del   calcolo   dello
    scostamento  e'  determinato  applicando  i  criteri  di  valutazione
    parametrica definiti dall'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e
    il sistema idrico». 
      94. Ai fini dell'attuazione di  quanto  previsto  dall'articolo  9,
    comma 2, del  regolamento  di  cui  al  decreto  del  Ministro  dello
    sviluppo economico e del Ministro per i rapporti con le regioni e  la
    coesione territoriale 12  novembre  2011,  n.  226,  l'Autorita'  per
    l'energia  elettrica,  il  gas  e  il  sistema  idrico,  con   propri
    provvedimenti, definisce procedure semplificate  di  valutazione  dei
    bandi di gara, applicabili nei casi in cui  tali  bandi  siano  stati
    redatti in aderenza al bando di gara tipo, al disciplinare tipo e  al
    contratto di servizio tipo. In ogni caso, con riferimento ai punteggi
    massimi previsti per i criteri e i sub-criteri di gara dagli articoli
    13, 14 e 15 del citato regolamento di cui al decreto n. 226 del 2011,
    la documentazione di gara non puo'  discostarsi  se  non  nei  limiti
    posti dai medesimi articoli con riguardo ad alcuni sub-criteri. 
      95.  Ai  fini  della   partecipazione   alle   gare   d'ambito   di
    raggruppamenti  temporanei  d'impresa  e  dei  consorzi  ordinari,  i
    requisiti di capacita' tecnica individuati dall'articolo 10, comma 6,
    lettere a., c. e d., del citato regolamento  di  cui  al  decreto  12
    novembre 2011, n. 226, possono essere posseduti anche da uno solo dei
    partecipanti; i requisiti individuati dal predetto articolo 10, comma
    6,  lettera  b.,  devono   essere   posseduti   cumulativamente   dai
    partecipanti. 
      96. All'articolo 2, comma 558, della legge  24  dicembre  2007,  n.
    244, le parole: «A decorrere dal 1°  gennaio  2008»  sono  sostituite
    dalle seguenti: «A decorrere dal 1° gennaio 2018» e  le  parole:  «un
    importo annuo  pari  all'1  per  cento  del  valore  della  capacita'
    complessiva  autorizzata  di  stoccaggio  di   gas   naturale»   sono
    sostituite dalle seguenti: «un importo annuo pari a  0,001  centesimi
    di euro per kWh di spazio offerto per il servizio di stoccaggio». 
      97. Entro il 31 dicembre 2017 i soggetti  di  cui  all'articolo  2,
    comma 558, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,  corrispondono  alle
    regioni, ad integrazione di quanto gia' versato  per  il  2016  e  il
    2017, un conguaglio pari  alla  differenza  tra  l'importo  calcolato
    mediante il nuovo metodo di cui al comma 96 e quanto gia' versato per
    gli stessi anni. 
      98. Al comma 17 dell'articolo 83-bis del  decreto-legge  25  giugno
    2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto
    2008, n. 133, e successive modificazioni, dopo le parole: «, se  tale
    ultimo obbligo comporta ostacoli tecnici o oneri economici  eccessivi
    e non proporzionali alle finalita'  dell'obbligo»  sono  aggiunte  le
    seguenti: «, come individuati da apposito decreto del Ministro  dello
    sviluppo economico, sentite l'Autorita' garante della  concorrenza  e
    del mercato e la Conferenza permanente per i rapporti tra  lo  Stato,
    le regioni e le province autonome di  Trento  e  di  Bolzano,  tenuto
    conto  delle  esigenze  di  sviluppo  del  mercato  dei  combustibili
    alternativi  ai  sensi  della  direttiva  2014/94/UE  del  Parlamento
    europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014». 
      99. Il decreto del Ministro dello  sviluppo  economico  di  cui  al
    comma 17 dell'articolo 83-bis del decreto-legge 25  giugno  2008,  n.
    112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n.
    133, come modificato dal comma 98 del presente articolo, e'  adottato
    entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 
      100. Al fine di incrementare la concorrenzialita' del  mercato  dei
    carburanti  e   la   diffusione   al   consumatore   delle   relative
    informazioni, la banca  dati  istituita  presso  il  Ministero  dello
    sviluppo economico in attuazione  dell'articolo  51  della  legge  23
    luglio 2009, n. 98, senza nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della
    finanza pubblica, e' ampliata con l'introduzione di un'anagrafe degli
    impianti di distribuzione di benzina, gasolio,  GPL  e  metano  della
    rete   stradale   e   autostradale.   A   tal    fine,    in    vista
    dell'interoperabilita'  tra  le  banche  dati  esistenti  presso   il
    Ministero dello sviluppo economico e presso l'Agenzia delle dogane  e
    dei  monopoli  relativamente  al  settore  della  distribuzione   dei
    carburanti, da realizzare, in attuazione dei principi del capo V  del
    codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7
    marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, entro il  31  dicembre
    2017, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli trasmette,  entro  il  30
    giugno di ciascun anno, e in prima applicazione entro il 1° settembre
    2017,  i  dati  in  suo  possesso  relativi  agli  stessi   impianti.
    All'anagrafe  possono  accedere,  per  consultazione,   le   regioni,
    l'amministrazione competente al rilascio del titolo  autorizzativo  o
    concessorio, l'Agenzia  delle  dogane  e  dei  monopoli  e  la  Cassa
    conguaglio GPL. Il Ministero dello sviluppo  economico,  con  proprio
    decreto,  provvede  a  riorganizzare  il  comitato  tecnico  per   la
    ristrutturazione della rete dei carburanti di cui alla  delibera  del
    Comitato interministeriale dei prezzi n. 18 del  12  settembre  1989,
    pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 218  del  18  settembre  1989,
    riducendone il numero dei componenti e prevedendo  la  partecipazione
    di  un  rappresentante  delle  regioni   e   di   un   rappresentante
    dell'Associazione nazionale dei comuni italiani. 
    
    
    
      101. I titolari  dell'autorizzazione  di  cui  all'articolo  1  del
    decreto  legislativo  11  febbraio  1998,   n.   32,   e   successive
    modificazioni, o di concessione, laddove prevista, degli impianti  di
    distribuzione  dei   carburanti   hanno   l'obbligo   di   iscrizione
    nell'anagrafe di  cui  al  comma  100  del  presente  articolo  entro
    centottanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
    legge. L'obbligo di iscrizione riguarda anche gli impianti  che  sono
    in regolare sospensione dell'attivita' sulla  base  della  disciplina
    regionale, con l'evidenza della data di cessazione della  sospensione
    medesima. 
      102. Contestualmente all'iscrizione nell'anagrafe di cui  al  comma
    100 del presente articolo i titolari degli impianti di  distribuzione
    dei  carburanti  devono  presentare  una  dichiarazione   sostitutiva
    dell'atto di notorieta', resa ai sensi  e  per  gli  effetti  di  cui
    all'articolo 47 del testo unico di  cui  al  decreto  del  Presidente
    della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, indirizzata  al  Ministero
    dello    sviluppo     economico,     alla     regione     competente,
    all'amministrazione competente al rilascio del titolo autorizzativo o
    concessorio e all'ufficio dell'Agenzia delle dogane e  dei  monopoli,
    attestante che l'impianto  di  distribuzione  dei  carburanti  ricade
    ovvero non ricade,  in  relazione  ai  soli  aspetti  attinenti  alla
    sicurezza della circolazione stradale, in una  delle  fattispecie  di
    incompatibilita' previste  dalle  vigenti  disposizioni  regionali  e
    meglio  precisate,   ai   soli   fini   della   presentazione   della
    dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta', ai commi 112 e 113
    del presente articolo, ovvero che, pur ricadendo nelle fattispecie di
    incompatibilita', si impegnano al  loro  adeguamento,  da  completare
    entro dodici mesi dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente
    legge.  Entro  quindici  giorni  dalla  conclusione  dei  lavori   di
    adeguamento   il   titolare    dell'autorizzazione    presenta    una
    dichiarazione  sostitutiva  dell'atto  di  notorieta'  relativa  alla
    compatibilita'  dell'impianto  di   cui   al   presente   comma.   La
    dichiarazione di cui al precedente periodo puo' essere  corredata  da
    deroga formale, disposta antecedentemente alla  data  di  entrata  in
    vigore della presente  legge  dall'amministrazione  competente  sulla
    base  della  specifica  disciplina  regionale.  In  alternativa  alla
    predetta dichiarazione puo' essere resa perizia  giurata  di  tecnico
    abilitato. 
      103. Qualora l'impianto  di  distribuzione  dei  carburanti  ricada
    nelle fattispecie di incompatibilita'  di  cui  al  comma  102  e  il
    titolare non si impegni a procedere al relativo completo adeguamento,
    lo stesso titolare cessa l'attivita' di vendita di  carburanti  entro
    nove mesi dalla data di entrata in  vigore  della  presente  legge  e
    provvede   allo   smantellamento   dell'impianto.    Contestualmente,
    l'amministrazione  competente  dichiara  la  decadenza   del   titolo
    autorizzativo o concessorio relativo allo  stesso  impianto,  dandone
    comunicazione  al  Ministero  dello  sviluppo  economico,   ai   fini
    dell'aggiornamento dell'anagrafe di cui al comma 100, alla regione  e
    all'Agenzia delle dogane e dei monopoli. L'ufficio dell'Agenzia delle
    dogane  e  dei  monopoli  competente  per  territorio   dichiara   la
    contestuale decadenza della licenza  di  esercizio.  Conseguentemente
    sono risolti di diritto i  relativi  contratti  per  l'affidamento  e
    l'approvvigionamento  degli  stessi  impianti  di  distribuzione  dei
    carburanti. 
      104. Il Ministero dello sviluppo economico riscontra che tutti  gli
    impianti di distribuzione dei carburanti siano iscritti nell'anagrafe
    di cui al comma 100, sulla base  dei  dati  gia'  in  possesso  della
    pubblica amministrazione, dei dati in possesso delle regioni e  delle
    comunicazioni che, periodicamente, ai sensi dei commi 100, 103 e 107,
    sono inoltrate allo stesso Ministero dalle amministrazioni  locali  e
    dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli. 
      105. In caso di mancato invio della dichiarazione di cui  al  comma
    102 da parte  del  titolare  di  un  impianto  di  distribuzione  dei
    carburanti nel termine di cui allo stesso comma, il  Ministero  dello
    sviluppo  economico  irroga  al  titolare  la   sanzione   pecuniaria
    amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.500 a euro  7.000
    per ciascun mese di ritardo dal  termine  previsto  per  l'iscrizione
    all'anagrafe e per ciascuna mancata  dichiarazione,  ai  sensi  della
    legge 24 novembre 1981, n. 689, e diffida il  titolare  a  provvedere
    entro il termine perentorio  di  trenta  giorni,  pena  la  decadenza
    dell'autorizzazione  o  concessione.  I   proventi   della   sanzione
    amministrativa di cui al presente comma  spettano  al  Fondo  per  la
    razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, di  cui
    all'articolo 6 del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32,  fino
    al 31 dicembre 2017. A decorrere dalla scadenza del predetto termine,
    tali proventi sono acquisiti all'entrata del bilancio dello Stato. 
      106. A decorrere dal 1° gennaio 2018 la Cassa conguaglio GPL di cui
    al provvedimento del Comitato interministeriale dei prezzi n. 44  del
    28 ottobre 1977 e' soppressa e  le  relative  funzioni  e  competenze
    nonche' i relativi rapporti  giuridici  attivi  e  passivi  rientrano
    nelle  funzioni  svolte  da  Acquirente  unico  Spa  per  il  tramite
    dell'Organismo centrale di stoccaggio italiano (OCSIT), attribuite ai
    sensi dell'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo  31  dicembre
    2012, n. 249, in regime di  separazione  contabile.  Il  personale  a
    tempo indeterminato in servizio presso la predetta Cassa alla data di
    entrata in vigore della presente legge e' trasferito  nella  funzione
    OCSIT di  Acquirente  unico  Spa  con  mantenimento  del  trattamento
    economico fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse  e
    continuative, corrisposto al momento del trasferimento.  A  decorrere
    dal 1° gennaio 2018 e' trasferita all'OCSIT la titolarita' del  Fondo
    per la razionalizzazione della rete di distribuzione  dei  carburanti
    di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 11  febbraio  1998,  n.
    32, sul quale gravano gli oneri per lo  svolgimento  delle  attivita'
    trasferite, in modo da assicurare l'autonomia economica, patrimoniale
    e finanziaria di tali  attivita'  rispetto  alle  altre  attivita'  e
    funzioni svolte dall'OCSIT. Le  attivita'  trasferite  ai  sensi  del
    presente  comma  sono  svolte  in  base  a  indirizzi  operativi  del
    Ministero dello sviluppo economico e cessano con l'esaurimento  delle
    risorse finanziarie del  Fondo  sopra  citato.  A  decorrere  dal  1°
    gennaio 2018 e' trasferita all'OCSIT anche la titolarita'  del  Fondo
    GPL e del fondo scorte di riserva. A decorrere dal 1° gennaio 2018 le
    funzioni della Cassa conguaglio GPL relative  al  fondo  bombole  per
    metano di cui all'articolo 27, comma 6, della legge 23  luglio  2009,
    n. 99, e all'articolo 27, comma 5, del decreto legislativo 1°  giugno
    2011, n.  93,  sono  direttamente  esercitate  dal  comitato  per  la
    gestione del fondo bombole per metano di cui  all'articolo  12  della
    legge 8 luglio 1950, n.  640,  operante  presso  il  Ministero  dello
    sviluppo economico, senza nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza
    pubblica. 
      107. Decorso inutilmente il nuovo termine di cui al  comma  105  il
    Ministero dello sviluppo economico ne da'  prontamente  comunicazione
    all'ufficio dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli  competente  per
    territorio,  alla  regione  ed  all'amministrazione  competente   per
    territorio al rilascio del titolo autorizzativo  o  concessorio,  che
    procedono entro trenta giorni alla  dichiarazione  di  decadenza  del
    titolo autorizzativo o concessorio e alla decadenza della licenza  di
    esercizio, dandone comunicazione al  Ministero  stesso.  L'iscrizione
    all'anagrafe di cui al comma 100 e'  requisito  fondamentale  per  la
    validita' del titolo autorizzativo o concessorio. 
      108. Il rilascio al gestore dell'impianto del registro  annuale  di
    carico e scarico da parte dell'ufficio dell'Agenzia  delle  dogane  e
    dei monopoli competente per territorio e' subordinato alla  verifica,
    eseguita accedendo all'anagrafe di cui al comma 100,  che  l'impianto
    sia  iscritto  all'anagrafe  stessa  e  che  sia   stato   dichiarato
    compatibile ai sensi del comma 102. 
      109. Nel caso  in  cui  il  titolare  dell'autorizzazione  o  della
    concessione   abbia   dichiarato   che   l'impianto   oggetto   della
    dichiarazione ricade nelle fattispecie di incompatibilita' di cui  al
    comma 102 e non abbia provveduto alla  cessazione  dell'attivita'  di
    vendita dei carburanti entro nove  mesi  dalla  data  di  entrata  in
    vigore della presente legge, il Ministero  dello  sviluppo  economico
    irroga  al  titolare  la  sanzione  pecuniaria   amministrativa   del
    pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 15.000 per  ciascun  mese
    di ritardo rispetto alla  data  ultima  prevista  per  la  cessazione
    dell'attivita' di vendita, ai sensi della legge 24 novembre 1981,  n.
    689, e dispone la  chiusura  immediata  dell'esercizio  dell'impianto
    stesso. I proventi della sanzione amministrativa di cui  al  presente
    comma spettano al comune competente per territorio per la  quota  del
    70  per  cento  e  per  la   quota   restante   al   Fondo   per   la
    razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, di  cui
    all'articolo 6 del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32,  fino
    al 31 dicembre 2017. A decorrere dalla scadenza del predetto termine,
    quest'ultima quota e' acquisita all'entrata del bilancio dello Stato.
    Il Corpo della guardia di finanza, ovvero  altri  organi  di  polizia
    giudiziaria, su richiesta del  Ministero  dello  sviluppo  economico,
    verificano l'effettiva chiusura degli impianti per i quali  e'  stata
    disposta la cessazione immediata, anche a seguito  della  conseguente
    revoca   della   licenza   di   esercizio   rilasciata   dall'ufficio
    dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, al fine di evitare abusi  o
    frodi fiscali. 
      110. Fermo restando quanto  previsto  dall'articolo  76  del  testo
    unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  28  dicembre
    2000, n. 445, nel caso in cui sia accertata la non compatibilita'  di
    un impianto, dichiarato dal titolare compatibile ai sensi  del  comma
    102 del presente articolo, ovvero sia inutilmente decorso il  termine
    per la conclusione dei lavori di adeguamento di cui al comma 103  del
    presente  articolo,  l'amministrazione  competente   per   territorio
    dichiara  la  decadenza  del  titolo  autorizzativo   o   concessorio
    comunicandola alla regione, al Ministero dello sviluppo  economico  e
    all'ufficio dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Contestualmente
    l'ufficio dell'Agenzia  delle  dogane  e  dei  monopoli  dichiara  la
    decadenza della licenza di esercizio afferente allo stesso impianto e
    sono risolti  di  diritto  i  relativi  contratti  per  l'affidamento
    dell'impianto e l'approvvigionamento di carburante. Nelle fattispecie
    di cui al presente comma si applica altresi' la sanzione  di  cui  al
    comma 109 del presente articolo. 
      111.  Eventuali  segnalazioni  relative  a  impianti  incompatibili
    operanti successivamente alla data di cui al comma 103  sono  inviate
    all'amministrazione territorialmente competente per il  rilascio  del
    titolo autorizzativo o concessorio,  alla  regione  competente  e  al
    Ministero dello sviluppo economico. 
      112. Con riferimento alla dichiarazione di cui  al  comma  102  del
    presente  articolo,  gli  impianti  ubicati  all'interno  dei  centri
    abitati, delimitati dai comuni ai sensi dell'articolo  4  del  codice
    della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992,  n.  285,
    sono  considerati  incompatibili,  in  relazione  agli   aspetti   di
    sicurezza della circolazione stradale, nei seguenti casi: 
        a) impianti privi di sede propria per i  quali  il  rifornimento,
    tanto  all'utenza   quanto   all'impianto   stesso,   avviene   sulla
    carreggiata, come definita all'articolo 3, comma 1,  numero  7),  del
    codice di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285; 
        b) impianti  situati  all'interno  di  aree  pedonali,  ai  sensi
    dell'articolo 3, comma 1, numero 2), del codice  di  cui  al  decreto
    legislativo 30 aprile 1992, n. 285. 
      113. Con riferimento alla dichiarazione di cui  al  comma  102  del
    presente  articolo,  gli  impianti  ubicati  all'esterno  dei  centri
    abitati, delimitati dai comuni ai sensi dell'articolo  4  del  codice
    della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992,  n.  285,
    sono  considerati  incompatibili,  in  relazione  agli   aspetti   di
    sicurezza della circolazione stradale, nei seguenti casi: 
        a) impianti ricadenti in corrispondenza di biforcazioni di strade
    di uso pubblico (incroci ad Y) e ubicati sulla cuspide degli  stessi,
    con accessi su piu' strade pubbliche; 
        b) impianti ricadenti all'interno di curve aventi raggio minore o
    uguale a metri cento, salvo si tratti di  unico  impianto  in  comuni
    montani; 
        c) impianti privi di sede propria per i  quali  il  rifornimento,
    tanto  all'utenza   quanto   all'impianto   stesso,   avviene   sulla
    carreggiata, come definita all'articolo 3, comma 1,  numero  7),  del
    codice di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. 
      114. Le regioni e  i  comuni,  anche  attraverso  l'anagrafe  degli
    impianti di  cui  al  comma  100,  verificano  che  gli  impianti  di
    distribuzione dei carburanti la cui attivita' e'  sospesa  rispettino
    le tempistiche e le modalita' previste per il regime della sospensiva
    nelle relative norme regionali o provinciali. 
      115. Agli impianti di  distribuzione  dei  carburanti  che  cessano
    definitivamente l'attivita' di vendita entro tre anni dalla  data  di
    entrata in vigore della presente  legge  si  applicano  le  procedure
    semplificate di dismissione di cui al comma 117, salvi i casi in  cui
    per le stesse aree esistano o vengano sottoscritti specifici  accordi
    o atti della pubblica amministrazione in merito al loro ripristino. 
      116. Entro  trenta  giorni  dalla  data  di  cessazione  definitiva
    dell'attivita' di vendita, i titolari di  impianti  di  distribuzione
    dei  carburanti  comunicano  al  comune  competente   l'avvio   delle
    procedure  di  dismissione  delle  strutture  di  distribuzione,   da
    realizzare con le modalita' di cui  al  comma  117,  eseguendole  nei
    successivi centoventi giorni e comunque non oltre il termine  di  cui
    al comma  115.  La  conclusione  dei  lavori  e'  attestata  con  una
    relazione,  firmata  da   un   tecnico   abilitato,   da   presentare
    all'amministrazione comunale competente tramite autocertificazione ai
    sensi del  testo  unico  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
    Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. 
      117. Le attivita' di dismissione di cui al comma 115, finalizzate a
    prevenire l'insorgenza di  pericoli  nei  riguardi  della  sicurezza,
    dell'ambiente e delle condizioni igienico-sanitarie, consistono nello
    smantellamento delle attrezzature fuori terra,  nella  rimozione  dei
    fondami e degli eventuali prodotti  residui  presenti  nei  serbatoi,
    nella messa in sicurezza delle strutture interrate e,  ove  si  renda
    necessario  a  seguito  dell'individuazione  di  una  contaminazione,
    nell'esecuzione di indagini ambientali di cui al regolamento  di  cui
    al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e
    del mare 12 febbraio 2015, n. 31. In caso di riutilizzo dell'area,  i
    titolari di impianti di distribuzione dei carburanti  procedono  alla
    rimozione delle strutture interrate e, in ogni  caso,  alla  bonifica
    del sito in caso di accertata contaminazione. 
      118.  Nell'ambito  delle  procedure   semplificate   previste   dal
    regolamento di cui al decreto  del  Ministro  dell'ambiente  e  della
    tutela del territorio e del mare 12 febbraio 2015, n. 31, i  titolari
    degli impianti di distribuzione dei carburanti di cui  al  comma  115
    del presente articolo, qualora individuino delle  contaminazioni,  si
    avvalgono degli accordi di programma disciplinati  dall'articolo  246
    del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. 
      119. Le amministrazioni competenti provvedono all'attuazione  delle
    disposizioni di cui ai commi da 100  a  118  con  le  risorse  umane,
    strumentali e  finanziarie  disponibili  a  legislazione  vigente  e,
    comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 
      120. All'articolo 221, comma 5, del decreto  legislativo  3  aprile
    2006, n. 152, e successive modificazioni, sono apportate le  seguenti
    modificazioni: 
        a) al terzo periodo, le parole: «, permanendo fino a tale momento
    l'obbligo  di  corrispondere  il   contributo   ambientale   di   cui
    all'articolo 224, comma 3, lettera h)» sono soppresse; 
        b) dopo il terzo periodo e' inserito il seguente:  «L'obbligo  di
    corrispondere il contributo ambientale di cui all'articolo 224, comma
    3, lettera h), e' sospeso a seguito  dell'intervenuto  riconoscimento
    del  progetto  sulla  base  di  idonea  documentazione  e   sino   al
    provvedimento definitivo che accerti il funzionamento  o  il  mancato
    funzionamento del sistema e ne dia comunicazione al Consorzio.»; 
        c)  al  sesto  periodo,  le  parole:  «dal  Consorzio   nazionale
    imballaggi» sono sostituite dalle seguenti: «dall'ISPRA». 
      121. L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale
    provvede all'attuazione delle disposizioni di cui alla lettera c) del
    comma 120 con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili
    a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri  per
    la finanza pubblica. 
      122. All'articolo 18, comma 4, del  decreto  legislativo  14  marzo
    2014, n. 49, sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) le parole: «in  conformita'  alle  norme  minime  di  qualita'
    definite dalla Commissione europea» sono sostituite  dalle  seguenti:
    «anche nelle more della definizione delle norme minime di qualita' da
    parte della Commissione europea,»; 
        b) le parole:  «,  entro  tre  mesi  dalla  loro  adozione»  sono
    soppresse. 
      123. Entro novanta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della
    presente legge, con  decreto  del  Ministero  dell'ambiente  e  della
    tutela  del  territorio  e  del  mare  sono  definite  le   modalita'
    semplificate  relative  agli  adempimenti   per   l'esercizio   delle
    attivita' di raccolta e trasporto dei rifiuti di  metalli  ferrosi  e
    non ferrosi. 
      124. Entro trenta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
    decreto di cui al comma 123, l'Albo nazionale gestori  ambientali  di
    cui all'articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006,  n.  152,
    individua le  modalita'  semplificate  d'iscrizione  per  l'esercizio
    della attivita' di  raccolta  e  trasporto  dei  rifiuti  di  metalli
    ferrosi e non ferrosi, nonche' i quantitativi annui massimi  raccolti
    e trasportati  per  poter  usufruire  dell'iscrizione  con  modalita'
    semplificate. 
      125. A decorrere dall'anno 2018, i soggetti di cui all'articolo  13
    della legge 8 luglio 1986, n.  349,  e  successive  modificazioni,  i
    soggetti di cui  all'articolo  137  del  codice  di  cui  al  decreto
    legislativo 6 settembre 2005, n. 206,  nonche'  le  associazioni,  le
    Onlus e le fondazioni che intrattengono  rapporti  economici  con  le
    pubbliche amministrazioni e con i soggetti di cui all'articolo  2-bis
    del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33,  nonche'  con  societa'
    controllate di diritto o di fatto direttamente  o  indirettamente  da
    pubbliche amministrazioni, ivi comprese quelle  che  emettono  azioni
    quotate in mercati regolamentati e le societa' da loro partecipate, e
    con societa' in partecipazione  pubblica,  ivi  comprese  quelle  che
    emettono azioni quotate in mercati regolamentati  e  le  societa'  da
    loro partecipate, pubblicano entro il 28 febbraio di ogni  anno,  nei
    propri  siti  o  portali  digitali,  le   informazioni   relative   a
    sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque  a  vantaggi
    economici di  qualunque  genere  ricevuti  dalle  medesime  pubbliche
    amministrazioni e dai  medesimi  soggetti  nell'anno  precedente.  Le
    imprese che ricevono sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti  e
    comunque vantaggi  economici  di  qualunque  genere  dalle  pubbliche
    amministrazioni e dai soggetti di cui al primo periodo sono tenute  a
    pubblicare tali  importi  nella  nota  integrativa  del  bilancio  di
    esercizio  e   nella   nota   integrativa   dell'eventuale   bilancio
    consolidato. L'inosservanza di tale obbligo comporta la  restituzione
    delle somme ai soggetti eroganti entro tre mesi dalla data di cui  al
    periodo precedente. Qualora i  soggetti  eroganti  appartengano  alle
    amministrazioni  centrali  dello  Stato  ed  abbiano  adempiuto  agli
    obblighi di  pubblicazione  previsti  dall'articolo  26  del  decreto
    legislativo 14 marzo 2013, n. 33, le somme di cui  al  terzo  periodo
    sono versate ad apposito capitolo  dell'entrata  del  bilancio  dello
    Stato per essere riassegnate ai pertinenti capitoli  degli  stati  di
    previsione  delle  amministrazioni  originariamente  competenti   per
    materia. Nel caso in cui i soggetti eroganti non abbiano adempiuto ai
    prescritti obblighi di  pubblicazione  di  cui  all'articolo  26  del
    decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, le somme di  cui  al  terzo
    periodo sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per  essere
    riassegnate al fondo per la  lotta  alla  poverta'  e  all'esclusione
    sociale, di cui all'articolo 1, comma 386, della  legge  28  dicembre
    2015, n. 208. 
      126. A decorrere dall'anno 2018, gli obblighi di  pubblicazione  di
    cui all'articolo 26 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33,  si
    applicano anche agli enti e alle societa' controllati di diritto o di
    fatto, direttamente o  indirettamente,  dalle  amministrazioni  dello
    Stato, mediante pubblicazione nei propri documenti contabili annuali,
    nella nota integrativa del bilancio. L'inosservanza di  tale  obbligo
    comporta una sanzione pari alle somme erogate. 
      127. Al fine di evitare l'accumulo di informazioni  non  rilevanti,
    l'obbligo di pubblicazione di cui ai commi 125 e 126 non sussiste ove
    l'importo  delle  sovvenzioni,  dei   contributi,   degli   incarichi
    retribuiti e comunque dei  vantaggi  economici  di  qualunque  genere
    ricevuti dal soggetto beneficiario sia inferiore a  10.000  euro  nel
    periodo considerato. 
      128. All'articolo 26, comma 2, del  decreto  legislativo  14  marzo
    2013, n. 33, e' aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  «Ove  i
    soggetti beneficiari siano controllati di diritto o  di  fatto  dalla
    stessa persona fisica o  giuridica  ovvero  dagli  stessi  gruppi  di
    persone fisiche o giuridiche,  vengono  altresi'  pubblicati  i  dati
    consolidati di gruppo». 
      129. All'attuazione delle disposizioni previste dai commi da 125  a
    128 le amministrazioni, gli enti e le societa'  di  cui  ai  predetti
    commi provvedono  nell'ambito  delle  risorse  umane,  finanziarie  e
    strumentali previste a legislazione vigente e, comunque, senza  nuovi
    o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
      130. Gli  istituti  bancari,  le  imprese  di  assicurazione  e  le
    societa' di carte di  credito  assicurano  che  l'accesso  ai  propri
    servizi di  assistenza  ai  clienti,  anche  attraverso  chiamata  da
    telefono mobile, avvenga a costi telefonici  non  superiori  rispetto
    alla tariffa ordinaria urbana.  L'Autorita'  per  le  garanzie  nelle
    comunicazioni vigila sulla corretta applicazione del presente comma. 
      131. La violazione delle disposizioni di cui al comma  130  implica
    l'applicazione di una sanzione amministrativa  pari  a  10.000  euro,
    irrogata dall'Autorita' di cui al comma  130,  e  un  indennizzo  non
    inferiore a 100 euro a favore dei clienti. 
      132. In conformita' con  la  direttiva  2014/92/UE  del  Parlamento
    europeo e del Consiglio, del 23  luglio  2014,  sulla  comparabilita'
    delle spese relative al conto di  pagamento,  sul  trasferimento  del
    conto  di  pagamento  e  sull'accesso  al  conto  di  pagamento   con
    caratteristiche di base, con decreto  del  Ministro  dell'economia  e
    delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo  economico,
    sentita la Banca d'Italia, da emanare entro centottanta giorni  dalla
    data di entrata in vigore della presente legge,  sono  individuati  i
    prodotti bancari piu'  diffusi  tra  la  clientela  per  i  quali  e'
    assicurata  la  possibilita'  di  confrontare  le  spese  a  chiunque
    addebitate dai prestatori  di  servizi  di  pagamento  attraverso  un
    apposito sito internet. 
      133. Il decreto di cui al comma 132 individua altresi' le modalita'
    e i termini secondo i quali i prestatori  dei  servizi  di  pagamento
    provvedono a fornire i dati necessari alla comparazione  e  definisce
    le modalita' per  la  pubblicazione  nel  sito  internet,  nonche'  i
    relativi aggiornamenti periodici. 
      134. All'attuazione delle disposizioni previste dai commi 132 e 133
    le amministrazioni interessate provvedono nell'ambito  delle  risorse
    umane, finanziarie e strumentali disponibili a  legislazione  vigente
    e, comunque, senza nuovi o maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
    pubblica. 
      135. All'articolo 28 del  decreto-legge  24  gennaio  2012,  n.  1,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, sono
    apportate le seguenti modificazioni: 
        a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
      «1. Fermo restando quanto previsto  dall'articolo  183  del  codice
    delle  assicurazioni  private,  di  cui  al  decreto  legislativo   7
    settembre 2005, n. 209, e  dalle  relative  disposizioni  e  delibera
    dell'IVASS di attuazione in materia di interesse  degli  intermediari
    assicurativi, le banche, gli istituti di credito e  gli  intermediari
    finanziari, se condizionano l'erogazione del mutuo immobiliare o  del
    credito al consumo alla stipula di  un  contratto  di  assicurazione,
    ovvero  qualora  l'offerta  di  un  contratto  di  assicurazione  sia
    connessa o accessoria all'erogazione del mutuo o  del  credito,  sono
    tenuti  ad  accettare,  senza  variare  le  condizioni  offerte   per
    l'erogazione del mutuo immobiliare  o  del  credito  al  consumo,  la
    polizza che il cliente presentera' o reperira' sul mercato; nel  caso
    in cui essa sia  necessaria  per  ottenere  il  finanziamento  o  per
    ottenerlo alle condizioni offerte, la polizza presentata dal  cliente
    deve avere contenuti minimi corrispondenti a quelli  richiesti  dalla
    banca, dall'istituto di credito e dall'intermediario finanziario»; 
        b) dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
      «2-bis. Nel caso in  cui  il  cliente  sottoscriva  all'atto  della
    stipula  del  finanziamento  una  polizza   proposta   dalla   banca,
    dall'istituto di  credito,  da  intermediari  finanziari  o  da  loro
    incaricati, ha  diritto  di  recedere  dalla  stessa  entro  sessanta
    giorni. In caso di recesso dalla polizza resta valido ed efficace  il
    contratto  di  finanziamento.  Ove  la  polizza  sia  necessaria  per
    ottenere il finanziamento o per ottenerlo alle condizioni offerte, il
    cliente puo' presentare in  sostituzione  una  polizza  dallo  stesso
    autonomamente reperita e stipulata, avente i contenuti minimi di  cui
    al comma 1. Le banche, gli  istituti  di  credito,  gli  intermediari
    finanziari o,  in  alternativa,  le  compagnie  di  assicurazione  si
    impegnano ad informare il  cliente  di  quanto  sopra  stabilito  con
    comunicazione separata rispetto alla documentazione contrattuale»; 
        c) dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente: 
      «3-bis. Fatto salvo quanto disposto dal comma  1,  le  banche,  gli
    istituti di credito e  gli  intermediari  finanziari  sono  tenuti  a
    informare il richiedente il finanziamento della provvigione percepita
    e   dell'ammontare   della   provvigione   pagata   dalla   compagnia
    assicurativa  all'intermediario,  in   termini   sia   assoluti   che
    percentuali sull'ammontare complessivo». 
      136. Per locazione finanziaria si intende il contratto con il quale
    la banca o l'intermediario  finanziario  iscritto  nell'albo  di  cui
    all'articolo 106 del testo unico di cui  al  decreto  legislativo  1°
    settembre 1993, n. 385, si obbliga ad acquistare o a far costruire un
    bene su scelta e secondo le  indicazioni  dell'utilizzatore,  che  ne
    assume tutti i  rischi,  anche  di  perimento,  e  lo  fa  mettere  a
    disposizione per un dato tempo verso un determinato corrispettivo che
    tiene conto del prezzo di acquisto o di costruzione  e  della  durata
    del contratto. Alla scadenza del contratto l'utilizzatore ha  diritto
    di acquistare la  proprieta'  del  bene  ad  un  prezzo  prestabilito
    ovvero, in caso  di  mancato  esercizio  del  diritto,  l'obbligo  di
    restituirlo. 
      137. Costituisce grave inadempimento dell'utilizzatore  il  mancato
    pagamento di almeno sei canoni mensili o due canoni trimestrali anche
    non consecutivi o un importo equivalente per i  leasing  immobiliari,
    ovvero di quattro canoni mensili anche non consecutivi o  un  importo
    equivalente per gli altri contratti di locazione finanziaria. 
      138. In caso  di  risoluzione  del  contratto  per  l'inadempimento
    dell'utilizzatore ai sensi del comma 137, il  concedente  ha  diritto
    alla  restituzione  del   bene   ed   e'   tenuto   a   corrispondere
    all'utilizzatore  quanto  ricavato   dalla   vendita   o   da   altra
    collocazione del bene, effettuata ai valori di  mercato,  dedotte  la
    somma pari all'ammontare dei canoni scaduti e non  pagati  fino  alla
    data della risoluzione, dei canoni a scadere, solo in linea capitale,
    e  del  prezzo  pattuito  per  l'esercizio  dell'opzione  finale   di
    acquisto, nonche' le spese anticipate per il recupero  del  bene,  la
    stima e la sua conservazione per il tempo  necessario  alla  vendita.
    Resta fermo nella misura residua il diritto di credito del concedente
    nei confronti dell'utilizzatore quando il valore  realizzato  con  la
    vendita o altra collocazione  del  bene  e'  inferiore  all'ammontare
    dell'importo dovuto dall'utilizzatore a norma del periodo precedente. 
      139. Ai fini di cui  al  comma  138,  il  concedente  procede  alla
    vendita o ricollocazione del bene sulla base dei valori risultanti da
    pubbliche rilevazioni di mercato elaborate da soggetti specializzati.
    Quando non e' possibile far riferimento ai predetti  valori,  procede
    alla vendita sulla base di una stima effettuata da un  perito  scelto
    dalle parti di  comune  accordo  nei  venti  giorni  successivi  alla
    risoluzione del contratto o, in caso di mancato accordo nel  predetto
    termine, da un perito indipendente scelto dal concedente in una  rosa
    di   almeno   tre   operatori   esperti,    previamente    comunicati
    all'utilizzatore, che puo' esprimere la sua preferenza vincolante  ai
    fini della nomina entro dieci giorni dal ricevimento  della  predetta
    comunicazione. Il perito e' indipendente  quando  non  e'  legato  al
    concedente da rapporti di  natura  personale  o  di  lavoro  tali  da
    compromettere l'indipendenza di giudizio. Nella procedura di  vendita
    o ricollocazione il concedente si attiene  a  criteri  di  celerita',
    trasparenza e pubblicita'  adottando  modalita'  tali  da  consentire
    l'individuazione del migliore offerente  possibile,  con  obbligo  di
    informazione dell'utilizzatore. 
      140. Restano ferme le previsioni di cui all'articolo 72-quater  del
    regio decreto 16 marzo 1942,  n.  267,  e  si  applica,  in  caso  di
    immobili da adibire ad abitazione principale, l'articolo 1, commi 76,
    77, 78, 79, 80 e 81, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. 
      141.  Al  fine  di   garantire   una   maggiore   concorrenzialita'
    nell'ambito della professione forense, alla legge 31  dicembre  2012,
    n. 247, sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) all'articolo 4: 
          1) al comma 3, il quarto periodo e' soppresso; 
          2) il comma 4 e' abrogato; 
          3) al comma 6, le parole: «ai commi  4  e  5»  sono  sostituite
    dalle seguenti: «al comma 5»; 
        b) dopo l'articolo 4 e' inserito il seguente: 
      «Art.  4-bis.  (Esercizio  della  professione  forense   in   forma
    societaria). - 1. L'esercizio  della  professione  forense  in  forma
    societaria e'  consentito  a  societa'  di  persone,  a  societa'  di
    capitali o a societa' cooperative  iscritte  in  un'apposita  sezione
    speciale  dell'albo  tenuto  dall'ordine   territoriale   nella   cui
    circoscrizione ha  sede  la  stessa  societa';  presso  tale  sezione
    speciale e' resa disponibile la documentazione analitica, per  l'anno
    di riferimento,  relativa  alla  compagine  sociale.  E'  vietata  la
    partecipazione societaria tramite societa' fiduciarie,  trust  o  per
    interposta persona. La violazione  di  tale  previsione  comporta  di
    diritto l'esclusione del socio. 
      2. Nelle societa' di cui al comma 1: 
        a) i soci, per almeno  due  terzi  del  capitale  sociale  e  dei
    diritti di voto, devono essere  avvocati  iscritti  all'albo,  ovvero
    avvocati iscritti all'albo e professionisti iscritti in albi di altre
    professioni; il venire meno di tale condizione costituisce  causa  di
    scioglimento della societa' e  il  consiglio  dell'ordine  presso  il
    quale e' iscritta la societa' procede alla cancellazione della stessa
    dall'albo, salvo che la societa' non abbia provveduto  a  ristabilire
    la prevalenza dei soci professionisti nel termine perentorio  di  sei
    mesi; 
        b) la maggioranza dei membri dell'organo di gestione deve  essere
    composta da soci avvocati; 
        c) i  componenti  dell'organo  di  gestione  non  possono  essere
    estranei  alla  compagine  sociale;  i  soci  professionisti  possono
    rivestire la carica di amministratori. 
      3. Anche nel caso di esercizio della professione forense  in  forma
    societaria  resta  fermo  il  principio  della   personalita'   della
    prestazione professionale. L'incarico puo' essere svolto soltanto  da
    soci professionisti  in  possesso  dei  requisiti  necessari  per  lo
    svolgimento della specifica prestazione professionale  richiesta  dal
    cliente, i quali assicurano per  tutta  la  durata  dell'incarico  la
    piena indipendenza e imparzialita', dichiarando  possibili  conflitti
    di interesse o incompatibilita', iniziali o sopravvenuti. 
      4. La responsabilita' della societa' e quella dei soci non  esclude
    la responsabilita' del professionista che ha  eseguito  la  specifica
    prestazione. 
      5. La sospensione, cancellazione o radiazione del  socio  dall'albo
    nel quale e' iscritto costituisce causa di esclusione dalla  societa'
    di cui al comma 1. 
      6. Le societa' di cui al comma  1  sono  in  ogni  caso  tenute  al
    rispetto  del  codice  deontologico  forense  e  sono  soggette  alla
    competenza disciplinare dell'ordine di appartenenza»; 
        c) l'articolo 5 e' abrogato; 
        d) all'articolo 13,  comma  5,  le  parole:  «a  richiesta»  sono
    soppresse. 
      142. All'articolo 1  della  legge  27  dicembre  2013,  n.  147,  e
    successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) il comma 63 e' sostituito dal seguente: 
      «63. Il notaio o altro pubblico ufficiale e' tenuto  a  versare  su
    apposito conto corrente dedicato: 
        a) tutte le somme dovute a titolo  di  tributi  per  i  quali  il
    medesimo sia sostituto o responsabile d'imposta, e comunque le  spese
    anticipate di cui  all'articolo  15,  primo  comma,  numero  3),  del
    decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  633,  e
    successive modificazioni, in relazione agli atti a  repertorio  dallo
    stesso ricevuti o autenticati e soggetti a pubblicita' immobiliare  o
    commerciale; 
        b)  ogni  altra  somma  affidatagli  e  soggetta  ad  obbligo  di
    annotazione nel registro delle somme e dei valori di cui  alla  legge
    22 gennaio 1934, n. 64; 
        c) l'intero prezzo o corrispettivo, ovvero il saldo degli stessi,
    se determinato in denaro, oltre alle somme destinate ad estinzione di
    gravami o spese non pagate o di altri oneri dovuti in  occasione  del
    ricevimento o dell'autenticazione  di  atti  di  trasferimento  della
    proprieta' o di trasferimento, costituzione  o  estinzione  di  altro
    diritto reale su immobili o aziende, se in  tal  senso  richiesto  da
    almeno una delle parti  e  conformemente  all'incarico  espressamente
    conferito; nei casi previsti dalla presente lettera, il  notaio  deve
    ricusare   il   suo   ministero   se   le   parti   non   depositano,
    antecedentemente o  contestualmente  alla  sottoscrizione  dell'atto,
    l'importo dei tributi, degli onorari e delle altre  spese  dell'atto,
    salvo che si tratti di persone  ammesse  al  beneficio  del  gratuito
    patrocinio»; 
        b) il comma 64 e' abrogato; 
        c) il comma 65 e' sostituito dal seguente: 
      «65. Le somme depositate nel conto corrente  di  cui  al  comma  63
    costituiscono patrimonio separato. Dette  somme  sono  escluse  dalla
    successione del notaio o altro pubblico ufficiale e  dal  suo  regime
    patrimoniale  della  famiglia,  sono  impignorabili  a  richiesta  di
    chiunque ed impignorabile e' altresi' il credito al pagamento o  alla
    restituzione delle stesse»; 
        d) il comma 66 e' sostituito dal seguente: 
      «66. Nei casi previsti dalle lettere a)  e  b)  del  comma  63,  il
    notaio o altro pubblico ufficiale puo' disporre delle somme di cui si
    tratta solo per gli specifici impieghi per i  quali  gli  sono  state
    depositate,  mantenendo  di  cio'  idonea  documentazione.  Nei  casi
    previsti dalla lettera c) del comma 63, eseguite la  registrazione  e
    la pubblicita' dell'atto ai sensi della normativa vigente, verificata
    l'assenza di gravami e formalita' pregiudizievoli ulteriori  rispetto
    a quelle esistenti alla data dell'atto o  da  questo  risultanti,  il
    notaio o altro pubblico ufficiale provvede senza indugio  a  disporre
    lo svincolo degli importi depositati a favore degli  aventi  diritto.
    Se nell'atto le parti hanno previsto che il  prezzo  o  corrispettivo
    sia pagato  solo  dopo  l'avveramento  di  un  determinato  evento  o
    l'adempimento di una  determinata  prestazione,  il  notaio  o  altro
    pubblico ufficiale svincola  il  prezzo  o  corrispettivo  depositato
    quando gli viene fornita la prova,  risultante  da  atto  pubblico  o
    scrittura privata autenticata, ovvero secondo  le  diverse  modalita'
    probatorie  concordate  tra  le  parti,  che  l'evento   dedotto   in
    condizione si sia avverato o che la prestazione sia stata adempiuta»; 
        e) dopo il comma 66 e' inserito il seguente: 
      «66-bis. Il notaio o altro pubblico ufficiale puo'  recuperare  dal
    conto  dedicato,  a  seguito  di  redazione  di  apposito   prospetto
    contabile, le somme di  cui  al  comma  63  che  abbia  eventualmente
    anticipato con fondi propri, nonche' le somme in esso versate diverse
    da quelle di cui al medesimo comma 63»; 
        f) il comma 67 e' sostituito dal seguente: 
      «67. Gli interessi maturati su tutte le somme depositate, al  netto
    delle  spese  e  delle  imposte  relative  al  conto  corrente,  sono
    finalizzati a rifinanziare i fondi di credito agevolato destinati  ai
    finanziamenti alle piccole e medie imprese, secondo le modalita' e  i
    termini individuati con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
    ministri, adottato, su proposta del Ministro  dell'economia  e  delle
    finanze, entro centoventi giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore
    della presente disposizione. Entro lo  stesso  termine  il  Consiglio
    nazionale  del  notariato  elabora,  ai  sensi   della   lettera   f)
    dell'articolo 2 della legge 3  agosto  1949,  n.  577,  e  successive
    modificazioni, principi di deontologia  destinati  a  individuare  le
    migliori  prassi  al  fine  di  garantire   l'adempimento   regolare,
    tempestivo e trasparente di quanto previsto dai commi 63,  65,  66  e
    66-bis del presente articolo, nonche' dal presente  comma.  Del  pari
    provvedono gli organi preposti,  secondo  i  rispettivi  ordinamenti,
    alla vigilanza degli altri pubblici ufficiali roganti». 
      143. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della  presente
    legge, e  in  seguito  ogni  triennio,  il  Consiglio  nazionale  del
    notariato, sentiti gli organi preposti  alla  vigilanza  degli  altri
    pubblici ufficiali roganti, presenta al Ministro della giustizia  una
    relazione sullo stato di applicazione delle norme di cui ai commi  da
    63 a 67 dell'articolo 143 della legge 27 dicembre 2013, n. 147,  come
    modificati  dal  comma  142  del  presente  articolo,  segnalando  le
    eventuali criticita' e proponendo le modifiche ritenute opportune. 
      144. Alla legge 16 febbraio 1913, n. 89, sono apportate le seguenti
    modificazioni: 
        a) all'articolo 4, il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
      «1. Il numero e la residenza dei notai per ciascun  distretto  sono
    determinati con decreto del Ministro della giustizia emanato, uditi i
    Consigli  notarili  e  le  Corti  d'appello,  tenendo   conto   della
    popolazione,  dell'estensione  del  territorio   e   dei   mezzi   di
    comunicazione, e procurando che di  regola  ad  ogni  posto  notarile
    corrisponda una popolazione di almeno 5.000 abitanti»; 
        b) all'articolo 26, il secondo comma e' sostituito dal seguente: 
      «Il notaio puo' recarsi, per ragione delle sue funzioni,  in  tutto
    il territorio della regione in cui si trova la propria  sede,  ovvero
    in tutto il distretto della Corte d'appello in cui si trova la  sede,
    se tale distretto comprende piu'  regioni.  Salve  in  ogni  caso  le
    previsioni dell'articolo 82, puo' aprire un unico ufficio  secondario
    in qualunque comune della regione ovvero in tutto il distretto  della
    Corte d'appello se tale distretto comprende piu' regioni»; 
        c) all'articolo 27, il secondo comma e' sostituito dal seguente: 
      «Egli non puo' prestarlo fuori del territorio della regione in  cui
    si trova la propria sede ovvero del distretto della  Corte  d'appello
    in cui si trova la sede, se tale distretto comprende piu' regioni»; 
        d) l'articolo 82 e' sostituito dal seguente: 
      «Art. 82. - 1. Sono permesse associazioni di notai aventi  sede  in
    qualsiasi comune della regione,  ovvero  del  distretto  della  Corte
    d'appello in cui si trova la sede, se tale distretto  comprende  piu'
    regioni, per svolgere la propria attivita' e per mettere  in  comune,
    in tutto o in parte, i proventi delle  loro  funzioni  e  ripartirli,
    poi, in tutto o in parte, in quote uguali o disuguali. 
      2. Ciascun  associato  puo'  utilizzare  lo  studio  e  l'eventuale
    ufficio secondario di altro associato. 
      3. Se un associato si avvale dello studio o ufficio  secondario  di
    un altro associato quale proprio ufficio secondario, resta  fermo  il
    limite di cui all'ultimo periodo del secondo comma dell'articolo 26»; 
        e) all'articolo 93-bis,  dopo  il  comma  2-bis  e'  inserito  il
    seguente: 
      «2-ter. Il Consiglio notarile distrettuale procede  annualmente  al
    sorteggio di un numero di notai pari  almeno  a  un  ventesimo  degli
    iscritti al ruolo, presso i quali sono eseguite ispezioni dirette  al
    controllo della regolare tenuta e dell'impiego dei fondi e dei valori
    consegnati a ogni titolo al notaio in ragione del suo  ufficio,  e  a
    tal fine: 
        a)  il  notaio  mette  a  disposizione  del  Consiglio   notarile
    distrettuale, anche in via preventiva all'ispezione presso lo  studio
    e nel piu' breve tempo possibile, tutta la  documentazione  contabile
    in suo possesso che gli e' richiesta anche al fine di  assicurare  il
    rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 63 a  67,
    della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e successive modificazioni; 
        b) il Consiglio notarile distrettuale nomina  ogni  due  anni  in
    numero  congruo  i  notai  incaricati  di  procedere  alle  ispezioni
    contabili, scegliendoli preferibilmente tra i notai  appartenenti  ad
    altri distretti della medesima Corte d'appello; 
        c) le ispezioni contabili sono  eseguite  congiuntamente  da  tre
    notai nominati ai  sensi  della  lettera  b),  secondo  le  modalita'
    previste per le ispezioni presso gli studi notarili e  con  l'obbligo
    di astensione in ogni caso di conflitto di interessi»; 
        f) all'articolo 147, comma 1, la lettera c) e'  sostituita  dalla
    seguente: 
          «c) si serve  dell'opera  di  procacciatori  di  clienti  o  di
    pubblicita' non conforme ai principi stabiliti  dall'articolo  4  del
    regolamento di cui al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  7
    agosto 2012, n. 137». 
      145. All'articolo 1 del regio decreto 31 dicembre  1923,  n.  3138,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a)  al  primo  comma,  dopo   le   parole:   «archivio   notarile
    distrettuale» sono  aggiunte  le  seguenti:  «,  fatto  salvo  quanto
    previsto dal quarto comma»; 
        b) al terzo comma, secondo periodo, le parole: «del luogo dove ha
    sede  il  Consiglio  notarile»  sono   sostituite   dalla   seguente:
    «aggregante»; 
        c) dopo il terzo comma e' aggiunto il seguente: 
      «La riunione di archivi notarili puo' essere disposta  anche  senza
    la riunione di uno o  piu'  distretti  notarili,  tenendo  conto  del
    numero dei notai assegnati a ciascun distretto notarile dell'archivio
    da aggregare, della media dei servizi erogati all'utenza negli ultimi
    tre anni dagli archivi  da  aggregare,  nonche'  dell'estensione  del
    territorio e dei mezzi di comunicazione». 
      146. All'articolo 2 della legge 17 maggio 1952, n. 629, il  secondo
    comma e' sostituito dal seguente: 
      «Gli Archivi notarili distrettuali sono istituiti con  decreto  del
    Ministro della giustizia, nel rispetto delle dotazioni organiche  del
    Ministero della giustizia e senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la
    finanza pubblica, nei comuni capoluoghi di distretti notarili,  fatto
    salvo quanto  previsto  dall'articolo  1,  quarto  comma,  del  regio
    decreto 31  dicembre  1923,  n.  3138,  e  hanno  competenza  per  la
    circoscrizione del rispettivo distretto o dei rispettivi distretti». 
      147. Alla legge 17 maggio 1952, n. 629, sono apportate le  seguenti
    modificazioni: 
        a) l'articolo 4 e' sostituito dal seguente: 
      «Art. 4. - 1. Presso gli Archivi notarili di Bologna e Napoli  sono
    costituiti uffici ispettivi  la  cui  circoscrizione  e'  determinata
    dalla tabella A allegata alla presente legge»; 
        b) la tabella A e' sostituita dalla seguente: 
     
                                                               «Tabella A 
     
         Sedi e circoscrizioni di competenza degli uffici ispettivi 
     
      Bologna: Archivi notarili distrettuali aventi sede  nelle  regioni:
    Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia,  Liguria,  Lombardia,  Marche,
    Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta, Veneto. 
      Napoli: Archivi notarili distrettuali aventi  sede  nelle  regioni:
    Abruzzo,  Basilicata,  Calabria,  Campania,  Lazio,  Molise,  Puglia,
    Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria». 
      148. In applicazione dell'articolo  24,  comma  1,  della  legge  7
    agosto  1997,  n.  266,  sono  validi  a  ogni  effetto  i   rapporti
    contrattuali intercorsi,  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
    medesima legge,  tra  soggetti  privati  e  societa'  di  ingegneria,
    costituite in forma di societa' di capitali di cui ai capi  V,  VI  e
    VII del titolo V del libro quinto del codice civile, ovvero in  forma
    di societa' cooperative di cui al capo I del titolo VI  del  medesimo
    libro  quinto  del  codice  civile.  Con  riferimento  ai   contratti
    stipulati a decorrere dalla data di entrata in vigore della  presente
    legge, le societa' di cui al presente comma sono tenute  a  stipulare
    una polizza di assicurazione per la copertura  dei  rischi  derivanti
    dalla  responsabilita'  civile  conseguente  allo  svolgimento  delle
    attivita' professionali dedotte in contratto e a garantire  che  tali
    attivita' siano svolte da professionisti,  nominativamente  indicati,
    iscritti  negli  appositi  albi  previsti  dai  vigenti   ordinamenti
    professionali. L'Autorita' nazionale anticorruzione provvede, con  le
    risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili  a  legislazione
    vigente, alla pubblicazione dell'elenco  delle  societa'  di  cui  al
    presente comma nel proprio sito internet. 
      149. Il comma 2 dell'articolo 24 della legge 7 agosto 1997, n. 266,
    e' abrogato. 
      150. All'articolo 9, comma 4, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.
    1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,  n.  27,
    al secondo periodo, dopo le parole: «Il professionista  deve  rendere
    noto» sono inserite le seguenti: «obbligatoriamente, in forma scritta
    o digitale,» e, al terzo periodo, dopo  le  parole:  «la  misura  del
    compenso e' previamente  resa  nota  al  cliente»  sono  inserite  le
    seguenti: «obbligatoriamente, in forma scritta o digitale,». 
      151. Il comma 96 dell'articolo 145 della legge 23 dicembre 2000, n.
    388, si interpreta nel senso che gli atti catastali, sia  urbani  che
    rurali, possono essere redatti e sottoscritti anche dai  soggetti  in
    possesso del titolo di cui alla legge 6 giugno 1986, n. 251. 
      152. Al fine di assicurare la trasparenza  delle  informazioni  nei
    confronti dell'utenza, i professionisti iscritti ad ordini e  collegi
    sono tenuti  ad  indicare  e  comunicare  i  titoli  posseduti  e  le
    eventuali specializzazioni. 
      153.  L'esercizio  dell'attivita'   odontoiatrica   e'   consentito
    esclusivamente a soggetti in possesso dei titoli  abilitanti  di  cui
    alla legge 24 luglio 1985, n. 409, che prestano la propria  attivita'
    come liberi professionisti. L'esercizio dell'attivita'  odontoiatrica
    e'  altresi'  consentito   alle   societa'   operanti   nel   settore
    odontoiatrico le cui strutture siano dotate di un direttore sanitario
    iscritto all'albo degli odontoiatri  e  all'interno  delle  quali  le
    prestazioni di cui all'articolo 2 della legge 24 luglio 1985, n. 409,
    siano erogate dai soggetti in possesso dei titoli abilitanti  di  cui
    alla medesima legge. 
      154. Le strutture sanitarie polispecialistiche presso le  quali  e'
    presente un ambulatorio odontoiatrico, ove il direttore sanitario non
    abbia  i   requisiti   richiesti   per   l'esercizio   dell'attivita'
    odontoiatrica, devono nominare un  direttore  sanitario  responsabile
    per i servizi odontoiatrici che sia in possesso dei requisiti di  cui
    al comma 153. 
      155.  Il   direttore   sanitario   responsabile   per   i   servizi
    odontoiatrici  svolge  tale  funzione  esclusivamente  in  una   sola
    struttura di cui ai commi 153 e 154. 
      156. Il mancato rispetto degli obblighi di cui ai commi 153, 154  e
    155 comporta la sospensione delle attivita' della struttura,  secondo
    le modalita' definite con apposito decreto del Ministro della salute,
    da adottare entro novanta giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore
    della presente legge. 
      157. All'articolo  7  della  legge  8  novembre  1991,  n.  362,  e
    successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
      «1. Sono titolari dell'esercizio della farmacia privata le  persone
    fisiche, in conformita' alle disposizioni  vigenti,  le  societa'  di
    persone,  le  societa'  di  capitali  e  le  societa'  cooperative  a
    responsabilita' limitata»; 
        b) al comma 2, il secondo periodo e' sostituito dai seguenti: «La
    partecipazione alle societa' di cui al comma 1 e'  incompatibile  con
    qualsiasi altra attivita'  svolta  nel  settore  della  produzione  e
    informazione scientifica del farmaco, nonche' con  l'esercizio  della
    professione medica. Alle societa' di cui al comma 1 si applicano, per
    quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 8.»; 
        c) al comma 3, le parole: «ad uno dei soci» sono sostituite dalle
    seguenti: «a un farmacista in possesso del  requisito  dell'idoneita'
    previsto dall'articolo 12 della  legge  2  aprile  1968,  n.  475,  e
    successive modificazioni,»; 
        d) al comma 4, le parole: «da un  altro  socio»  sono  sostituite
    dalle  seguenti:  «da  un  farmacista  in  possesso   del   requisito
    dell'idoneita' previsto dall'articolo 12 della legge 2  aprile  1968,
    n. 475, e successive modificazioni»; 
        e) il comma 4-bis e' abrogato. 
      158. I soggetti di cui al comma 1 dell'articolo  7  della  legge  8
    novembre 1991, n. 362, come sostituito dal comma 157, lettera a), del
    presente    articolo,    possono    controllare,    direttamente    o
    indirettamente, ai sensi degli articoli 2359 e  seguenti  del  codice
    civile, non piu' del  20  per  cento  delle  farmacie  esistenti  nel
    territorio della medesima regione o provincia autonoma. 
      159. L'Autorita' garante della concorrenza e del  mercato  provvede
    ad assicurare il rispetto delle disposizioni  di  cui  al  comma  158
    attraverso l'esercizio dei poteri di indagine, di  istruttoria  e  di
    diffida ad essa attribuiti dalla legge 10 ottobre 1990, n. 287. 
      160. All'articolo  8  della  legge  8  novembre  1991,  n.  362,  e
    successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) al comma 1, la lettera a) e' sostituita dalla seguente: 
        «a) nei casi di cui all'articolo 7, comma 2, secondo periodo»; 
        b) il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
      «2. Lo  statuto  delle  societa'  di  cui  all'articolo  7  e  ogni
    successiva variazione, ivi incluse  quelle  relative  alla  compagine
    sociale, sono comunicati, entro  sessanta  giorni,  alla  Federazione
    degli ordini  dei  farmacisti  italiani  nonche'  all'assessore  alla
    sanita' della competente regione  o  provincia  autonoma,  all'ordine
    provinciale dei farmacisti e all'azienda sanitaria locale  competente
    per territorio». 
      161. All'articolo 2 della legge 2 aprile 1968, n. 475, e successive
    modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
      «2-bis. Fatta salva la procedura concorsuale di cui all'articolo 11
    del  decreto-legge  24  gennaio   2012,   n.   1,   convertito,   con
    modificazioni, dalla  legge  24  marzo  2012,  n.  27,  e  successive
    modificazioni, nei comuni con popolazione inferiore a 6.600 abitanti,
    in cui le farmacie, non sussidiate, risultano essere  soprannumerarie
    per  decremento  della  popolazione,  e'  consentita  al   farmacista
    titolare della farmacia, previa presentazione di apposita istanza, la
    possibilita' di trasferimento presso i comuni della medesima  regione
    ai quali, all'esito della revisione biennale di cui al  comma  2  del
    presente articolo, spetta un numero di farmacie superiore  al  numero
    di farmacie esistenti nel territorio  comunale,  sulla  base  di  una
    graduatoria regionale per titoli, che tenga conto  anche  dell'ordine
    cronologico delle istanze  di  trasferimento  presentate,  e  che  si
    perfezioni in data anteriore all'avvio della procedura  biennale  del
    concorso ordinario per sedi  farmaceutiche,  di  cui  all'articolo  4
    della legge 8 novembre 1991, n. 362.  Ove  l'istanza  del  farmacista
    venga accolta, il trasferimento si perfeziona previo pagamento di una
    tassa di concessione governativa una tantum pari a 5.000 euro». 
      162. All'articolo 92, comma 4, del decreto  legislativo  24  aprile
    2006, n. 219, dopo la parola: «dipendono» sono aggiunte le  seguenti:
    «ovvero alle farmacie». 
      163. All'articolo 11, comma 7, del decreto-legge 24  gennaio  2012,
    n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24  marzo  2012,  n.
    27, le parole: «dieci anni» sono sostituite dalle seguenti: «tre anni
    dalla data di autorizzazione all'esercizio della farmacia». 
      164. Al comma 1-bis dell'articolo 37  del  decreto  legislativo  24
    aprile 2006, n. 219, le  parole:  «subordinandola  alla  consegna  al
    cliente, a cura del farmacista, di un foglietto sostitutivo  conforme
    a quello autorizzato» sono sostituite dalle seguenti: «prevedendo che
    il  cittadino  scelga  la  modalita'  per  il  ritiro  del  foglietto
    sostitutivo conforme a  quello  autorizzato  in  formato  cartaceo  o
    analogico o mediante l'utilizzo di  metodi  digitali  alternativi,  e
    senza oneri per la finanza pubblica». 
      165. Gli orari e i turni di apertura e di chiusura  delle  farmacie
    convenzionate con il Servizio  sanitario  nazionale  stabiliti  dalle
    autorita' competenti costituiscono il livello minimo di servizio  che
    deve essere assicurato da ciascuna farmacia. E' facolta' di chi ha la
    titolarita' o la gestione della  farmacia  di  prestare  servizio  in
    orari e in periodi aggiuntivi rispetto a quelli obbligatori,  purche'
    ne dia preventiva comunicazione all'autorita' sanitaria competente  e
    all'ordine provinciale dei  farmacisti  e  ne  informi  la  clientela
    mediante cartelli affissi all'esterno dell'esercizio. 
      166. E' nullo ogni patto con il quale l'impresa turistico-ricettiva
    si obbliga a non  praticare  alla  clientela  finale,  con  qualsiasi
    modalita'  e  qualsiasi  strumento,  prezzi,  termini  e  ogni  altra
    condizione che siano migliorativi rispetto a quelli  praticati  dalla
    stessa impresa per il tramite di  soggetti  terzi,  indipendentemente
    dalla legge regolatrice del contratto. 
      167. Al fine di tutelare i diritti dei consumatori e  degli  utenti
    dei  servizi  pubblici   locali   e   di   garantire   la   qualita',
    l'universalita'  e  l'economicita'  delle  relative  prestazioni,  le
    regioni provvedono, secondo i rispettivi  ordinamenti,  a  prevedere,
    nei contratti di servizio di trasporto pubblico  locale  e  regionale
    stipulati a  decorrere  dal  31  dicembre  2017,  clausole  idonee  a
    stabilire  l'obbligo  per  il  concessionario  del   servizio,   pena
    l'applicazione  di  specifiche  sanzioni,  di  istituire  e   fornire
    all'utenza  un  servizio  di  biglietteria  telematica   direttamente
    accessibile dagli utenti attraverso un sito internet dedicato. 
      168. I concessionari e i gestori di servizi di linea  di  trasporto
    passeggeri su gomma o rotaia e  di  trasporto  marittimo,  in  ambito
    nazionale, regionale e locale, rendono note ai passeggeri,  entro  la
    conclusione del singolo servizio di trasporto di  cui  fruiscono,  le
    modalita' per accedere alla carta dei servizi  e  in  particolare  le
    ipotesi che danno loro diritto a rimborsi o  indennizzi,  indicandone
    l'entita' e le modalita' per accedervi,  che  devono  necessariamente
    includere la possibilita' per il singolo passeggero  di  chiedere  il
    rimborso durante o immediatamente dopo il  termine  del  servizio  di
    trasporto, a semplice  esibizione  del  titolo  di  viaggio  e  senza
    ulteriori formalita'. I concessionari e i gestori  di  cui  al  primo
    periodo   garantiscono   inoltre   una    maggiore    efficienza    e
    semplificazione delle procedure, in particolare attraverso l'utilizzo
    delle nuove tecnologie per le  fasi  di  acquisto  ed  emissione  dei
    biglietti. 
      169. I soggetti di cui al comma 168 adeguano o integrano le proprie
    carte dei servizi e le proprie modalita'  organizzative  al  fine  di
    garantire il rispetto delle prescrizioni di cui al medesimo comma. 
      170. All'articolo 1, comma 2, lettera b), della  legge  15  gennaio
    1992, n. 21,  dopo  la  parola:  «motocarrozzetta,»  e'  inserita  la
    seguente: «velocipede,». 
      171. Al fine  di  semplificare  e  razionalizzare  le  norme  sulla
    riproduzione di beni culturali, all'articolo 108 del codice dei  beni
    culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo  22  gennaio
    2004, n. 42, e successive modificazioni, sono apportate  le  seguenti
    modificazioni: 
        a) al comma 3, dopo  le  parole:  «riproduzioni  richieste»  sono
    inserite le seguenti: «o eseguite»; 
        b) al comma 3-bis: 
          1) al numero 1), le parole: «bibliografici e»  sono  soppresse,
    dopo la parola: «archivistici» sono inserite le seguenti: «sottoposti
    a restrizioni di consultabilita' ai sensi del capo III  del  presente
    titolo,» e dopo la parola: «attuata» sono inserite le seguenti:  «nel
    rispetto delle disposizioni che tutelano il diritto di autore e»; 
          2)  al  numero  2),  le  parole:  «,  neanche  indiretto»  sono
    soppresse. 
      172. All'articolo 6 del testo unico delle disposizioni  legislative
    e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente
    della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, il comma 5 e' sostituito  dal
    seguente: 
      «5.  Riguardo  agli  interventi  di  cui  al   presente   articolo,
    l'interessato provvede, nei casi previsti dalle vigenti disposizioni,
    alla presentazione degli atti di  aggiornamento  catastale  ai  sensi
    dell'articolo 34-quinquies, comma 2, lettera b), del decreto-legge 10
    gennaio 2006, n. 4, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  9
    marzo 2006, n. 80». 
      173. Il possessore degli immobili per i quali alla data di  entrata
    in vigore della presente legge  sono  gia'  attivati  gli  interventi
    richiamati all'articolo 6, comma 5, del citato testo unico di cui  al
    decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,  n.  380,  nel
    testo vigente prima della data di entrata in  vigore  della  presente
    legge, provvede, ove necessario, agli atti di aggiornamento catastale
    secondo le modalita' previste dal regolamento di cui al  decreto  del
    Ministro delle finanze 19  aprile  1994,  n.  701.  Tali  adempimenti
    devono essere eseguiti entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
    della presente legge  e  in  caso  di  omissioni  trova  applicazione
    l'articolo 1, comma 336, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. 
      174. Con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 2,
    della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro  centottanta  giorni  dalla
    data di entrata in  vigore  della  presente  legge,  e'  adottato  il
    regolamento di organizzazione del Banco nazionale  di  prova  per  le
    armi da fuoco portatili e per le munizioni commerciali, nel  rispetto
    dei principi e criteri direttivi di cui al comma 634 dell'articolo  2
    della legge 24 dicembre 2007, n.  244,  e  successive  modificazioni,
    nonche'  del  principio  dell'adeguata  rappresentanza  dei   settori
    produttivi   interessati   negli   organi   dell'ente.   Nelle   more
    dell'emanazione del regolamento si applica all'ente  il  decreto  del
    Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato  17  maggio
    2001,  di  approvazione  del  regolamento  interno  amministrativo  e
    tecnico del Banco nazionale di prova per le armi da fuoco  portatili.
    Il regolamento di cui al decreto del Presidente della  Repubblica  29
    ottobre 2010, n. 222, e' abrogato. 
      175. Al fine di semplificare le  procedure  relative  al  controllo
    della circolazione internazionale delle cose antiche che  interessano
    il mercato dell'antiquariato, al codice  dei  beni  culturali  e  del
    paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, sono
    apportate le seguenti modificazioni: 
        a) all'articolo 10: 
          1) al comma 3, dopo la lettera d) e' inserita la seguente: 
        «d-bis) le cose,  a  chiunque  appartenenti,  che  presentano  un
    interesse  artistico,  storico,  archeologico   o   etnoantropologico
    eccezionale  per  l'integrita'  e  la  completezza   del   patrimonio
    culturale della Nazione»; 
          2) il comma 5 e' sostituito dal seguente: 
      «5. Salvo quanto  disposto  dagli  articoli  64  e  178,  non  sono
    soggette alla disciplina del presente  titolo  le  cose  indicate  al
    comma 1 e al comma 3, lettere a) ed e), che  siano  opera  di  autore
    vivente o la cui esecuzione  non  risalga  ad  oltre  settanta  anni,
    nonche' le cose indicate al comma 3, lettera d-bis), che siano  opera
    di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre  cinquanta
    anni»; 
        b) all'articolo 11, comma 1, lettera d), la  parola:  «cinquanta»
    e' sostituita dalla seguente: «settanta»; 
        c) all'articolo 12, comma 1, la parola: «cinquanta» e' sostituita
    dalla seguente: «settanta» e le parole: «,  se  mobili,  o  ad  oltre
    settanta anni, se immobili» sono soppresse; 
        d) all'articolo 14, comma 6, e' aggiunto, in  fine,  il  seguente
    periodo: «Per le cose  di  cui  all'articolo  10,  comma  3,  lettera
    d-bis), la dichiarazione e' adottata dal competente  organo  centrale
    del Ministero.»; 
        e) all'articolo 54: 
          1) al comma  1,  lettera  d-ter),  la  parola:  «cinquanta»  e'
    sostituita dalla seguente: «settanta»; 
          2) al comma 2, lettera a), la parola: «cinquanta» e' sostituita
    dalla seguente: «settanta» e le parole: «,  se  mobili,  o  ad  oltre
    settanta anni, se immobili» sono soppresse; 
        f) all'articolo 63, comma 2, dopo il primo periodo e' inserito il
    seguente:  «Il  registro  e'  tenuto  in  formato   elettronico   con
    caratteristiche tecniche tali da consentire la consultazione in tempo
    reale al soprintendente ed e' diviso in due elenchi: un primo  elenco
    relativo alle cose per le quali occorre la presentazione  all'ufficio
    di esportazione; un secondo elenco relativo alle cose  per  le  quali
    l'attestato e' rilasciato in modalita' informatica  senza  necessita'
    di presentazione della cosa all'ufficio  di  esportazione,  salva  la
    facolta' del soprintendente di richiedere in ogni momento che  taluna
    delle cose indicate nel secondo elenco  gli  sia  presentata  per  un
    esame diretto»; 
        g) all'articolo 65: 
          1) al comma 2, lettera a), la parola: «cinquanta» e' sostituita
    dalla seguente: «settanta»; 
          2) al comma 3, lettera a), la parola: «cinquanta» e' sostituita
    dalla seguente: «settanta» e sono  aggiunte,  in  fine,  le  seguenti
    parole: «, il  cui  valore,  fatta  eccezione  per  le  cose  di  cui
    all'allegato A, lettera B, numero 1, sia superiore ad euro 13.500»; 
          3) il comma 4 e' sostituito dai seguenti: 
        «4. Non e' soggetta ad autorizzazione l'uscita: 
          a) delle cose di cui all'articolo 11, comma 1, lettera d); 
          b) delle cose che presentino interesse culturale,  siano  opera
    di autore non piu' vivente e  la  cui  esecuzione  risalga  ad  oltre
    settanta anni, il cui valore sia  inferiore  ad  euro  13.500,  fatta
    eccezione per le cose di cui all'allegato A, lettera B, numero 1. 
      4-bis. Nei casi di cui al comma  4,  l'interessato  ha  l'onere  di
    comprovare  al   competente   ufficio   di   esportazione,   mediante
    dichiarazione ai  sensi  del  testo  unico  di  cui  al  decreto  del
    Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che le cose  da
    trasferire all'estero rientrino nelle ipotesi per  le  quali  non  e'
    prevista l'autorizzazione, secondo le procedure e  con  le  modalita'
    stabilite  con  decreto  ministeriale.  Il  competente   ufficio   di
    esportazione, qualora reputi che le cose possano rientrare tra quelle
    di  cui  all'articolo  10,  comma  3,  lettera   d-bis),   avvia   il
    procedimento di cui all'articolo 14, che si conclude  entro  sessanta
    giorni dalla data di presentazione della dichiarazione»; 
        h) all'articolo 68: 
          1) al comma 4, le parole: «dal Ministero» sono sostituite dalle
    seguenti: «con decreto del Ministro»; 
          2) al comma 5,  la  parola:  «triennale»  e'  sostituita  dalla
    seguente: «quinquennale»; 
        i)  all'articolo  74,  comma  3,  le  parole:  «sei  mesi»   sono
    sostituite dalle  seguenti:  «un  anno»  e  la  parola:  «trenta»  e'
    sostituita dalla seguente: «quarantotto»; 
        l) all'allegato A, lettera A, nel numero 15 e nella nota (1),  la
    parola: «cinquanta» e' sostituita dalla seguente: «settanta». 
      176. Il Ministro  dei  beni  e  delle  attivita'  culturali  e  del
    turismo, con proprio decreto da adottare entro sessanta giorni  dalla
    data di entrata in vigore della presente legge: 
        a) definisce o aggiorna gli indirizzi di carattere  generale  cui
    gli uffici di esportazione devono attenersi per la valutazione  circa
    il rilascio o il rifiuto dell'attestato di  libera  circolazione,  ai
    sensi dell'articolo 68, comma 4, del codice dei beni culturali e  del
    paesaggio, di cui al decreto legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42,
    nonche' le condizioni, le modalita' e le procedure per il rilascio  e
    la proroga dei certificati  di  avvenuta  spedizione  e  di  avvenuta
    importazione, ai  sensi  dell'articolo  72,  comma  4,  del  medesimo
    codice; 
        b) istituisce un apposito «passaporto» per le  opere,  di  durata
    quinquennale, per agevolare l'uscita e il rientro delle stesse dal  e
    nel territorio nazionale. 
      177. Il comma 1 dell'articolo 16 della legge 10  ottobre  1990,  n.
    287, e' sostituito dal seguente: 
      «1. Le operazioni di concentrazione di cui  all'articolo  5  devono
    essere preventivamente comunicate all'Autorita' qualora il  fatturato
    totale realizzato a  livello  nazionale  dall'insieme  delle  imprese
    interessate sia superiore a quattrocentonovantadue milioni di euro  e
    qualora il fatturato  totale  realizzato  individualmente  a  livello
    nazionale da almeno due delle imprese  interessate  sia  superiore  a
    trenta milioni di euro. Tali valori sono incrementati ogni anno di un
    ammontare  equivalente  all'aumento  dell'indice  del  deflatore  dei
    prezzi del prodotto interno lordo». 
      178. Al comma 2 dell'articolo 29 del testo unico di cui al  decreto
    legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, dopo  le  parole:  «esercizi  di
    vendita» sono inserite le seguenti: «, ad esclusione  degli  esercizi
    pubblici, degli esercizi di intrattenimento pubblico, degli  esercizi
    ricettivi e dei rifugi alpini,». 
      179. Il Governo e' delegato ad adottare, entro  dodici  mesi  dalla
    data di entrata in vigore  della  presente  legge,  su  proposta  del
    Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e  del  Ministro  dello
    sviluppo economico, previo parere della Conferenza unificata, sentiti
    le associazioni di categoria comparativamente piu' rappresentative  a
    livello nazionale e il Consiglio nazionale dei  consumatori  e  degli
    utenti, un decreto legislativo per la revisione della  disciplina  in
    materia di autoservizi  pubblici  non  di  linea,  nel  rispetto  dei
    seguenti principi e criteri direttivi: 
        a) prevedere una disciplina per gli autoservizi pubblici  non  di
    linea che provvedono al trasporto collettivo o individuale di persone
    che contribuisca a garantire il diritto alla  mobilita'  di  tutti  i
    cittadini  e  che  assicuri  agli  autoservizi  stessi  una  funzione
    complementare e integrativa rispetto ai trasporti pubblici  di  linea
    ferroviari, automobilistici, marittimi, lacuali e aerei; 
        b) adeguare l'offerta di servizi alle nuove  forme  di  mobilita'
    che si svolgono grazie ad applicazioni web che utilizzano piattaforme
    tecnologiche per l'interconnessione dei passeggeri e dei conducenti; 
        c) promuovere la concorrenza e stimolare  piu'  elevati  standard
    qualitativi; 
        d) assicurare una miglior tutela del consumatore nella  fruizione
    del servizio garantendo una consapevole scelta nell'offerta; 
        e) armonizzare le competenze regionali e  degli  enti  locali  in
    materia, al fine di definire comuni standard nazionali; 
        f)  adeguare  il  sistema   sanzionatorio   per   le   violazioni
    amministrative,  individuando   sanzioni   efficaci,   dissuasive   e
    proporzionate alla  gravita'  della  violazione,  anche  ai  fini  di
    contrasto di fenomeni di abusivismo,  demandando  la  competenza  per
    l'irrogazione delle  sanzioni  amministrative  agli  enti  locali  ed
    evitando sovrapposizioni con altre autorita'. 
      180. Lo  schema  di  decreto  legislativo  di  cui  al  comma  179,
    corredato di relazione tecnica, e'  trasmesso  alle  Camere  ai  fini
    dell'espressione   dei   pareri    delle    competenti    Commissioni
    parlamentari, che sono resi entro il termine di trenta  giorni  dalla
    data di trasmissione. Le Commissioni possono richiedere al Presidente
    della rispettiva Camera di prorogare di trenta giorni il termine  per
    l'espressione del parere, qualora cio' si  renda  necessario  per  la
    complessita'  della  materia.  Decorso  il   termine   previsto   per
    l'espressione  dei  pareri,  o  quello  eventualmente  prorogato,  il
    decreto  legislativo  puo'  essere  comunque  adottato.  Il  Governo,
    qualora non intenda conformarsi  ai  pareri  parlamentari,  trasmette
    nuovamente il testo  alle  Camere  con  le  sue  osservazioni  e  con
    eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi
    di informazione e motivazione, perche' su di  esso  sia  espresso  il
    parere delle competenti Commissioni parlamentari entro trenta  giorni
    dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, il decreto
    puo' comunque essere adottato in via definitiva. 
      181. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del  decreto
    legislativo di cui  al  comma  179,  il  Governo,  nel  rispetto  dei
    principi e criteri direttivi di cui  al  medesimo  comma,  e  con  la
    procedura di cui al comma 180, puo' emanare disposizioni correttive e
    integrative del medesimo decreto legislativo. 
      182. Dall'attuazione delle disposizioni previste dai commi da 179 a
    181 del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori  oneri
    a carico della finanza pubblica; ai relativi adempimenti si  provvede
    con  le  risorse  umane,  strumentali  e   finanziarie   previste   a
    legislazione vigente. In conformita' all'articolo 17, comma 2,  della
    legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora il decreto legislativo di cui
    al comma 179  determini  nuovi  o  maggiori  oneri  che  non  trovino
    compensazione al proprio interno, il decreto stesso e'  emanato  solo
    successivamente o contestualmente alla data di entrata in vigore  dei
    provvedimenti  legislativi  che  stanzino   le   occorrenti   risorse
    finanziarie. 
      183. All'articolo 84 del codice della strada,  di  cui  al  decreto
    legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dopo il comma 3  e'  inserito  il
    seguente: 
      «3-bis. L'impresa esercente attivita' di trasporto  di  viaggiatori
    effettuato mediante noleggio di autobus  con  conducente  sopra  i  9
    posti, iscritta al  Registro  elettronico  nazionale  e  titolare  di
    autorizzazione, puo' utilizzare i  veicoli  in  proprieta'  di  altra
    impresa esercente la  medesima  attivita'  ed  iscritta  al  Registro
    elettronico  nazionale,  acquisendone  la   disponibilita'   mediante
    contratto di locazione». 
      184. Per favorire l'offerta di servizi pubblici e  privati  per  la
    mobilita', l'utilizzo di dati aperti, lo sviluppo delle  smart  city,
    nonche' l'adozione di piani urbani della  mobilita'  sostenibile,  il
    Governo e' delegato ad adottare, entro  dodici  mesi  dalla  data  di
    entrata  in  vigore  della  presente  legge,  uno  o   piu'   decreti
    legislativi diretti  a  disciplinare  l'installazione  sui  mezzi  di
    trasporto  delle  cosiddette  «scatole  nere»  o  altri   dispositivi
    elettronici  similari,   volti   anche   a   realizzare   piattaforme
    tecnologiche per uno sviluppo urbano integrato multidisciplinare,  in
    coerenza con la normativa dell'Unione  europea  e  nel  rispetto  dei
    seguenti principi e criteri direttivi: 
        a)  stabilire  la  progressiva   estensione   dell'utilizzo   dei
    dispositivi elettronici, con priorita' sui veicoli  che  svolgono  un
    servizio  pubblico  o  che  beneficiano  di  incentivi  pubblici   e,
    successivamente, sui veicoli privati adibiti al trasporto di  persone
    o cose, senza maggiori oneri per i cittadini; 
        b)  definire   le   informazioni   rilevabili   dai   dispositivi
    elettronici, insieme ai relativi standard, al fine  di  favorire  una
    piu'  efficace  e  diffusa  operativita'  delle   reti   di   sensori
    intelligenti, per una gestione  piu'  efficiente  dei  servizi  nelle
    citta' e per la tutela della sicurezza dei cittadini; 
        c)    disciplinare    la    portabilita'     dei     dispositivi,
    l'interoperabilita', il  trattamento  dei  dati,  le  caratteristiche
    tecniche, i servizi  a  cui  si  puo'  accedere,  le  modalita'  e  i
    contenuti dei  trasferimenti  di  informazioni  e  della  raccolta  e
    gestione  di  dati,  il  coinvolgimento  dei   cittadini   attraverso
    l'introduzione di forme di dibattito pubblico; 
        d) definire il valore di prova nei procedimenti amministrativi  e
    giudiziari dei dispositivi elettronici; 
        e)  individuare  le  modalita'  per  garantire  una  efficace  ed
    effettiva tutela della privacy, mantenendo in capo  ai  cittadini  la
    scelta di comunicare i dati sensibili per i servizi opzionali. 
      185. Gli schemi di decreti legislativi di cui  al  comma  184  sono
    adottati su proposta del Presidente del Consiglio  dei  ministri,  di
    concerto con  il  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,
    sentito l'IVASS e previo parere del Garante  per  la  protezione  dei
    dati personali nonche' acquisiti i pareri della Conferenza  unificata
    di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
    e del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di trenta  giorni
    dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo.
    Lo schema di ciascun decreto legislativo e' successivamente trasmesso
    alle  Camere  per  l'espressione   dei   pareri   delle   Commissioni
    parlamentari  competenti  che   si   pronunciano   nel   termine   di
    quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il
    decreto legislativo puo' essere  comunque  adottato.  Se  il  termine
    previsto per il parere cade nei  quindici  giorni  che  precedono  la
    scadenza del termine previsto dal comma  184  per  l'esercizio  della
    delega o successivamente, quest'ultimo termine e' prorogato di trenta
    giorni.  Il  Governo,  qualora  non  intenda  conformarsi  ai  pareri
    parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle  Camere  con  le  sue
    osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate  dei  necessari
    elementi integrativi di informazione e  motivazione.  Le  Commissioni
    competenti possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il
    termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione.  Decorso
    tale termine, i decreti possono comunque essere adottati. 
      186. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di  ciascuno
    dei decreti  legislativi  di  cui  al  comma  184,  il  Governo  puo'
    adottare, nel rispetto dei principi e criteri  direttivi  di  cui  al
    medesimo  comma  184  e  con  la  procedura  di  cui  al  comma  185,
    disposizioni integrative e correttive dei  decreti  medesimi,  tenuto
    conto delle evidenze attuative nel frattempo emerse. 
      187. Gli schemi dei decreti legislativi adottati in attuazione  dei
    commi da 184 a 186 del presente articolo sono corredati di  relazione
    tecnica che dia conto  della  neutralita'  finanziaria  dei  medesimi
    ovvero  dei  nuovi  o  maggiori  oneri  da  essi  derivanti   e   dei
    corrispondenti mezzi di copertura. In  conformita'  all'articolo  17,
    comma  2,  della  legge  31  dicembre  2009,  n.  196,  e  successive
    modificazioni, qualora uno o  piu'  decreti  legislativi  determinino
    nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al loro interno,
    i medesimi decreti legislativi sono emanati  solo  successivamente  o
    contestualmente alla data di  entrata  in  vigore  dei  provvedimenti
    legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie. 
      188. Per favorire lo sviluppo del sistema  logistico  nazionale,  a
    decorrere dalla data di entrata in vigore della  presente  legge,  e'
    istituito, presso il Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti,
    il Sistema nazionale  di  monitoraggio  della  logistica  (SiNaMoLo).
    Contribuiscono  all'alimentazione  del  SiNaMoLo,  attraverso  idonei
    sistemi di cooperazione, in conformita' a quanto disposto dal  codice
    di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005,  n.  82,  la  piattaforma
    logistica nazionale digitale (PLN) di  cui  all'articolo  61-bis  del
    decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito,  con  modificazioni,
    dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, il Sistema  PMIS  (Port  Management
    Information  System)  delle  capitanerie  di  porto,  i  Sistemi  PIL
    (piattaforma integrata della logistica) e PIC (Piattaforma  integrata
    circolazione) delle  Ferrovie  dello  Stato  italiane,  i  PCS  (Port
    Community  System)  delle  Autorita'  portuali,  il  SIMPT   (Sistema
    informativo per il monitoraggio e la  pianificazione  dei  trasporti)
    del  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  il  SISTRI
    (Sistema di controllo della tracciabilita' dei rifiuti) del Ministero
    dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  il  sistema
    informativo dell'Agenzia delle dogane  e  dei  monopoli,  nonche'  le
    piattaforme logistiche territoriali. 
      189. Entro dodici mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
    presente legge, con decreto del Ministro delle infrastrutture  e  dei
    trasporti, d'intesa con il Ministro dell'economia  e  delle  finanze,
    sentita l'Agenzia per l'Italia  digitale  (AGID),  sono  definite  le
    modalita' per l'attuazione del SiNaMoLo, assicurando il coordinamento
    dei soggetti che perseguono  finalita'  di  pubblico  interesse,  che
    concorrono alla  gestione  e  allo  sviluppo  di  sistemi  e  servizi
    telematici per il monitoraggio e il trasporto  delle  merci,  nonche'
    definendo  gli  standard  di  protocolli  di   comunicazione   e   di
    trasmissione dei dati e i requisiti per l'identificazione e l'accesso
    veloce degli autotrasportatori ai nodi. 
      190. Per le attivita' di cui  ai  commi  188  e  189  del  presente
    articolo e' autorizzata la spesa di euro 500.000  annui  a  decorrere
    dal 2018 da iscrivere nello stato di previsione del  Ministero  delle
    infrastrutture e dei trasporti. 
      191. Agli oneri derivanti dal comma 190 del presente articolo, pari
    a euro 500.000 a  decorrere  dall'anno  2018,  si  provvede  mediante
    corrispondente riduzione  delle  proiezioni  dello  stanziamento  del
    fondo speciale di parte  corrente  iscritto,  ai  fini  del  bilancio
    triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi  di  riserva  e
    speciali»  della  missione  «Fondi  da  ripartire»  dello  stato   di
    previsione del Ministero dell'economia e  delle  finanze  per  l'anno
    2017, allo scopo parzialmente utilizzando  l'accantonamento  relativo
    al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. 
      192. Il Ministro dell'economia e delle finanze  e'  autorizzato  ad
    apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
      La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
    nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
    italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
    osservare come legge dello Stato. 
        Data a Roma, addi' 4 agosto 2017 
     
                                 MATTARELLA 
                                        Gentiloni Silveri, Presidente del 
                                                   Consiglio dei ministri 
     
                                         Calenda, Ministro dello sviluppo 
                                                                economico 
     
    Visto, il Guardasigilli: Orlando 
    
    
    
    
    
              NOTE 
              Avvertenza: 
                  Il testo delle note qui  pubblicato  e'  stato  redatto
              dall'amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi
              dell'art.10,  commi  2  e  3,   del   testo   unico   delle
              disposizioni    sulla    promulgazione     delle     leggi,
              sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
              e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,
              approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092, al solo fine
              di  facilitare  la  lettura  delle  disposizioni  di  legge
              modificate o alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano
              invariati il valore e l'efficacia  degli  atti  legislativi
              qui trascritti. 
                  Per le direttive CEE vengono  forniti  gli  estremi  di
              pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  delle  Comunita'
              europee (GUCE). 
     
              Note all'art. 1: 
              Comma 2. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  132  del  codice
              delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7
              settembre 2005, n. 209, e  successive  modificazioni,  come
              modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 132. (Obbligo a contrarre). - 1.  Le  imprese  di
              assicurazione stabiliscono preventivamente le condizioni di
              polizza   e   le   tariffe    relative    all'assicurazione
              obbligatoria, comprensive di ogni rischio  derivante  dalla
              circolazione dei veicoli a motore e dei natanti. 
                  1-bis. Le  imprese  di  assicurazione  sono  tenute  ad
              accettare le proposte che sono loro presentate  secondo  le
              condizioni e le tariffe di cui al comma 1, fatta  salva  la
              necessaria verifica della correttezza dei  dati  risultanti
              dall'attestato  di  rischio,  nonche'  dell'identita'   del
              contraente e  dell'intestatario  del  veicolo,  se  persona
              diversa. 
                  1-ter.  Qualora  dalla   verifica,   effettuata   anche
              mediante consultazione delle banche di dati  di  settore  e
              dell'archivio  informatico   integrato   istituito   presso
              l'IVASS di cui all'articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre
              2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
              dicembre 2012, n. 221, e successive modificazioni,  risulti
              che  le  informazioni  fornite  dal  contraente  non  siano
              corrette o veritiere, le imprese di assicurazione non  sono
              tenute ad accettare le proposte loro presentate. Le imprese
              di assicurazione, in caso  di  mancata  accettazione  della
              proposta,  ricalcolano  il  premio  e  inviano   un   nuovo
              preventivo al potenziale contraente. 
                  2. Le imprese di assicurazione possono  richiedere  che
              l'autorizzazione sia limitata,  ai  fini  dell'assolvimento
              agli obblighi derivanti dal comma 1,  ai  rischi  derivanti
              dalla circolazione di flotte  di  veicoli  a  motore  o  di
              natanti. 
                  3. Al fine di  facilitare  le  verifiche  propedeutiche
              all'osservanza dell'obbligo a contrarre di cui al comma  1,
              le imprese di assicurazione hanno diritto  di  accedere  in
              via telematica  al  pubblico  registro  automobilistico  ed
              all'archivio nazionale  dei  veicoli  previsto  dal  codice
              della  strada  secondo  condizioni  economiche  e  tecniche
              strettamente correlate ai costi  del  servizio  erogato  in
              ragione dell'esigenza di consultazioni  anche  sistematiche
              nell'ambito delle  attivita'  di  prevenzione  e  contrasto
              delle frodi nell'assicurazione  obbligatoria.  Con  decreto
              del Ministro dello sviluppo economico, di concerto  con  il
              Ministro  delle  infrastrutture  e  dei   trasporti,   sono
              adottate le disposizioni di attuazione. 
                  3-bis. In caso di segnalazione di violazione o elusione
              dell'obbligo a contrarre, incluso  il  rinnovo,  i  termini
              regolamentari di gestione dei reclami da  parte  dell'IVASS
              sono dimezzati. Decorso  inutilmente  il  termine,  l'IVASS
              provvede a irrogare le sanzioni di cui all'articolo 314". 
                  -  Si   riporta   il   testo   dell'articolo   21   del
              decreto-legge 18 ottobre 2012,  n.  179  (Ulteriori  misure
              urgenti  per  la  crescita  del  Paese),  convertito,   con
              modificazioni, dalla legge 17  dicembre  2012,  n.  221,  e
              successive modificazioni, come  modificato  dalla  presente
              legge: 
                  "Art. 21. (Misure per l'individuazione ed il  contrasto
              delle frodi assicurative). - 1. L'Istituto per la vigilanza
              sulle  assicurazioni  private  e  di  interesse  collettivo
              (IVASS)  cura  la  prevenzione  delle  frodi  nel   settore
              dell'assicurazione della responsabilita'  civile  derivante
              dalla circolazione dei veicoli a motore, relativamente alle
              richieste di risarcimento e di indennizzo e all'attivazione
              di sistemi di allerta preventiva contro i rischi di frode. 
                  2. Per favorire la prevenzione  e  il  contrasto  delle
              frodi nel settore dell'assicurazione della  responsabilita'
              civile derivante dalla circolazione dei veicoli  a  motore,
              nonche' al fine di migliorare l'efficacia  dei  sistemi  di
              liquidazione dei sinistri delle imprese di assicurazione  e
              di  individuare  i  fenomeni   fraudolenti,   l'IVASS:   a)
              analizza,  elabora  e  valuta   le   informazioni   desunte
              dall'archivio informatico integrato  di  cui  al  comma  3,
              nonche' le informazioni e la documentazione ricevute  dalle
              imprese  di   assicurazione   e   dagli   intermediari   di
              assicurazione, al fine di individuare i  casi  di  sospetta
              frode e di stabilire un meccanismo  di  allerta  preventiva
              contro le frodi; b) richiede informazioni e  documentazione
              alle  imprese  di  assicurazione  e  agli  intermediari  di
              assicurazione,  anche  con  riferimento   alle   iniziative
              assunte ai fini di prevenzione  e  contrasto  del  fenomeno
              delle  frodi   assicurative,   per   individuare   fenomeni
              fraudolenti ed  acquisire  informazioni  sull'attivita'  di
              contrasto attuate contro le frodi; c) segnala alle  imprese
              di assicurazione e  all'Autorita'  giudiziaria  preposta  i
              profili di anomalia riscontrati a seguito dell'attivita' di
              analisi, di elaborazione dei dati di cui alla lettera b)  e
              correlazione dell'archivio informatico integrato di cui  al
              comma 3, invitandole a fornire informazioni in ordine  alle
              indagini avviate al riguardo, ai relativi risultati e  alle
              querele    eventualmente    presentate;     d)     fornisce
              collaborazione alle imprese di assicurazione, alle forze di
              polizia e all'autorita' giudiziaria ai fini  dell'esercizio
              dell'azione   penale   per   il   contrasto   delle   frodi
              assicurative;   e)   promuove   ogni   altra    iniziativa,
              nell'ambito delle proprie competenze, per la prevenzione  e
              il contrasto  delle  frodi  nel  settore  assicurativo;  f)
              elabora una relazione annuale sull'attivita' svolta a  fini
              di prevenzione e contrasto delle frodi, e  alle  iniziative
              assunte a riguardo dalle imprese di assicurazione e formula
              proposte  di  modifica  della  disciplina  in  materia   di
              prevenzione  delle  frodi  nel  settore  dell'assicurazione
              della responsabilita' civile derivante  dalla  circolazione
              dei veicoli a  motore.  3.  Per  le  finalita'  di  cui  al
              presente  articolo,  l'IVASS  si  avvale  di  un   archivio
              informatico integrato, connesso con  la  banca  dati  degli
              attestati di rischio prevista dall'articolo 134 del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209, e successive  modificazioni,  con
              la banca dati sinistri e banche dati anagrafe  testimoni  e
              anagrafe  danneggiati,  istituite  dall'articolo  135   del
              medesimo codice delle assicurazioni private, con l'archivio
              nazionale dei veicoli  e  con  l'anagrafe  nazionale  degli
              abilitati  alla  guida,  istituiti  dall'articolo  226  del
              codice della strada,  di  cui  al  decreto  legislativo  30
              aprile 1992, n. 285, e  successive  modificazioni,  con  il
              Pubblico   registro   automobilistico   istituito    presso
              l'Automobile Club d'Italia dal regio decreto-legge 15 marzo
              1927, n. 436, convertito dalla legge 19 febbraio  1928,  n.
              510, con il  casellario  giudiziale  e  il  casellario  dei
              carichi  pendenti  istituiti  presso  il  Ministero   della
              giustizia ai sensi del testo unico di cui  al  decreto  del
              Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n.  313,  con
              l'anagrafe tributaria, limitatamente alle  informazioni  di
              natura anagrafica, incluso il codice fiscale o  la  partita
              IVA, con l'Anagrafe nazionale della  popolazione  residente
              di cui  all'articolo  62  del  codice  di  cui  al  decreto
              legislativo   7   marzo   2005,   n.   82,   e   successive
              modificazioni,  con  il   Casellario   centrale   infortuni
              dell'Istituto  nazionale  per  l'assicurazione  contro  gli
              infortuni sul lavoro di cui  all'articolo  15  del  decreto
              legislativo  23  febbraio  2000,  n.  38,  con  i  dati   a
              disposizione della CONSAP per  la  gestione  del  fondo  di
              garanzia per le vittime della strada  di  cui  all'articolo
              283 decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e per  la
              gestione della liquidazione dei danni a  cura  dell'impresa
              designata di cui all'articolo 286 del decreto legislativo 7
              settembre 2005, n. 209, con i dati  a  disposizione  per  i
              sinistri  di  cui   all'articolo   125   medesimo   decreto
              legislativo gestiti dall'Ufficio centrale italiano  di  cui
              all'articolo 126, nonche' con ulteriori  archivi  e  banche
              dati pubbliche  e  private,  individuate  con  decreto  del
              Ministro dello sviluppo  economico  e  del  Ministro  delle
              infrastrutture  e  dei  trasporti,  sentiti   i   Ministeri
              competenti e l'IVASS. Con il medesimo decreto,  sentito  il
              Garante per la  protezione  dei  dati,  sono  stabilite  le
              modalita' di  connessione  delle  banche  dati  di  cui  al
              presente comma, i termini, le modalita' e le condizioni per
              la gestione e conservazione dell'archivio e  per  l'accesso
              al  medesimo  da  parte  delle  pubbliche  amministrazioni,
              dell'autorita' giudiziaria, delle forze di  polizia,  delle
              imprese di assicurazione e di soggetti terzi,  nonche'  gli
              obblighi di  consultazione  dell'archivio  da  parte  delle
              imprese  di  assicurazione  in  fase  di  liquidazione  dei
              sinistri e la facolta' di  consultazione  dell'archivio  in
              fase di assunzione del rischio  al  fine  di  accertare  la
              veridicita' delle informazioni fornite dal contraente. 
                  4. Le imprese di assicurazione garantiscono  all'IVASS,
              per l'alimentazione  dell'archivio  informatico  integrato,
              secondo le modalita' e nei termini stabiliti dal decreto di
              cui al comma 3, l'accesso ai  dati  relativi  ai  contratti
              assicurativi   contenuti   nelle   proprie   banche   dati,
              forniscono la documentazione richiesta ai sensi  del  comma
              2, lettera b),  e  comunicano  all'archivio  nazionale  dei
              veicoli di cui all'articolo 226 del codice della strada, di
              cui al decreto legislativo n. 285 del  1992,  e  successive
              modificazioni, gli estremi dei contratti  di  assicurazione
              per  la  responsabilita'  civile  verso  i  terzi  prevista
              dall'articolo 122 del codice delle  assicurazioni  private,
              di cui al decreto legislativo n. 209 del 2005, stipulati  o
              rinnovati.  L'IVASS  puo'  richiedere   alle   imprese   di
              assicurazione  i  dati  relativi  alle  querele  presentate
              all'autorita' giudiziaria  per  frode  assicurativa  o  per
              reati   collegati   e    utilizzare    tali    informazioni
              esclusivamente per attivita' di  contrasto  di  tali  frodi
              all'interno dell'archivio informatico integrato. 
                  5. La trasmissione dei dati di cui al comma  4  avviene
              secondo le modalita' di cui al decreto del  Ministro  dello
              sviluppo economico,  di  concerto  con  il  Ministro  delle
              infrastrutture e dei trasporti, previsto dall'articolo  31,
              comma  1,  del  decreto-legge  24  gennaio  2012,   n.   1,
              convertito, con modificazioni, dalla legge 24  marzo  2012,
              n. 27. 
                  6. Nell'esercizio delle sue funzioni l'IVASS  evidenzia
              dall'elaborazione dei dati di cui al comma 3 i picchi e  le
              anomalie statistiche anche  relativi  a  imprese,  agenzie,
              agenti e assicurati e le comunica alle imprese  interessate
              che, con cadenza mensile, comunicano le indagini avviate, i
              relativi risultati e le querele  eventualmente  presentate.
              L'IVASS, in caso di evidenza di reato, comunica altresi'  i
              dati all'Autorita' giudiziaria e alle forze di polizia. 
                  7. Agli adempimenti previsti dal presente  articolo  si
              provvede con le risorse umane,  strumentali  e  finanziarie
              disponibili a legislazione  vigente".  7-bis.  All'articolo
              148 del decreto legislativo 7  settembre  2005,  n.209,  al
              comma 1, primo periodo, la parola: «2» e' sostituita  dalla
              seguente «5»". 
                  - La legge 17 dicembre 2012,  n.  221  (Conversione  in
              legge, con  modificazioni,  del  decreto-legge  18  ottobre
              2012, n. 179,  recante  ulteriori  misure  urgenti  per  la
              crescita del Paese) e' pubblicata sulla Gazzetta  Ufficiale
              n. 18 dicembre 2012, n. 294, S.O. 
              Comma 3. 
                  -  Il  testo  dell'articolo  132   del   codice   delle
              assicurazioni private, di  cui  al  decreto  legislativo  7
              settembre 2005, n. 209, e' riportato nella nota al comma 2. 
              Comma 4. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  314  del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209, come  modificato  dalla  presente
              legge: 
                  "Art.  314.  (Rifiuto  ed   elusione   dell'obbligo   a
              contrarre e divieto di abbinamento).  -  1.  Il  rifiuto  o
              l'elusione dell'obbligo a  contrarre  di  cui  all'articolo
              132, comma 1, e'  punito  con  la  sanzione  amministrativa
              pecuniaria   da    euro    duemilacinquecento    ad    euro
              quindicimila". 
                  2. La violazione o l'elusione dell'obbligo a  contrarre
              di cui all'articolo 132,  comma  1,  che  sia  attuata  con
              riferimento a determinate zone  territoriali  o  a  singole
              categorie  di  assicurati  e'  punita  con   una   sanzione
              amministrativa  pecuniaria  da  euro  un  milione  ad  euro
              cinquemilioni. 
                  3. La violazione del  divieto  di  abbinamento  di  cui
              all'articolo 170 e' punita con la  sanzione  amministrativa
              pecuniaria da euro mille ad euro tremila." 
              Comma 5. 
                  -  Si   riporta   il   testo   dell'articolo   32   del
              decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1  (Disposizioni  urgenti
              per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture  e  la
              competitivita'), convertito, con modificazioni, dalla legge
              24 marzo 2012, n. 27, come modificato dalla presente legge: 
                  "Art.  32.  (Ispezione  del  veicolo,   scatola   nera,
              attestato di rischio, liquidazione  dei  danni).  -  1.  Al
              comma 1 dell'articolo 132 del  codice  delle  assicurazioni
              private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n.
              209, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: 
                  «Le  imprese  possono  richiedere   ai   soggetti   che
              presentano proposte  per  l'assicurazione  obbligatoria  di
              sottoporre volontariamente il veicolo ad  ispezione,  prima
              della  stipula  del  contratto.  Qualora  si   proceda   ad
              ispezione ai  sensi  del  periodo  precedente,  le  imprese
              praticano una riduzione rispetto alle tariffe stabilite  ai
              sensi del primo  periodo.  Nel  caso  in  cui  l'assicurato
              acconsenta all'istallazione di meccanismi  elettronici  che
              registrano l'attivita' del veicolo, denominati scatola nera
              o equivalenti, o  ulteriori  dispositivi,  individuati  con
              decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
              di concerto con il Ministero dello  sviluppo  economico,  i
              costi  di  installazione,  disinstallazione,  sostituzione,
              funzionamento e portabilita' sono a carico delle  compagnie
              che praticano inoltre una riduzione significativa  rispetto
              alle tariffe stabilite ai sensi del primo periodo, all'atto
              della stipulazione  del  contratto  o  in  occasione  delle
              scadenze successive a condizione che risultino rispettati i
              parametri stabiliti dal contratto». 
                  1-bis. Con regolamento emanato dall'ISVAP, di  concerto
              con il Ministro dello sviluppo economico e il  Garante  per
              la protezione dei  dati  personali,  entro  novanta  giorni
              dalla data di entrata in vigore della legge di  conversione
              del  presente  decreto,  sono  stabilite  le  modalita'  di
              raccolta, gestione  e  utilizzo,  in  particolare  ai  fini
              tariffari e della determinazione delle  responsabilita'  in
              occasione dei sinistri, dei dati  raccolti  dai  meccanismi
              elettronici di  cui  all'articolo  132-ter,  comma  1,  del
              codice delle  assicurazioni  private,  di  cui  al  decreto
              legislativo 7 settembre 2005, n. 209, nonche' le  modalita'
              per   assicurare   l'interoperabilita'    dei    meccanismi
              elettronici di  cui  all'articolo  132-ter,  comma  1,  del
              codice delle  assicurazioni  private,  di  cui  al  decreto
              legislativo  7  settembre  2005,  n.   209   in   caso   di
              sottoscrizione da parte dell'assicurato di un contratto  di
              assicurazione  con  impresa  diversa  da  quella   che   ha
              provveduto ad installare tale meccanismo. 
                  1-ter.  Con  decreto  del   Ministro   dello   sviluppo
              economico, da emanare entro novanta giorni  dalla  data  di
              entrata in vigore della legge di conversione  del  presente
              decreto, sentito il Garante  per  la  protezione  dei  dati
              personali, e'  definito  uno  standard  tecnologico  comune
              hardware  e  software,  per  la  raccolta,  la  gestione  e
              l'utilizzo dei dati raccolti dai meccanismi elettronici  di
              cui  all'articolo  132-ter,  comma  1,  del  codice   delle
              assicurazioni private, di  cui  al  decreto  legislativo  7
              settembre  2005,  n.  209,   al   quale   le   imprese   di
              assicurazione dovranno adeguarsi entro due anni  dalla  sua
              emanazione. 
                  2. All'articolo  134  del  codice  delle  assicurazioni
              private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n.
              209, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
              modificazioni: 
                    a) al comma 1  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente
              periodo: 
                    «Le  indicazioni  contenute  nell'attestazione  sullo
              stato del  rischio  devono  comprendere  la  specificazione
              della tipologia del danno liquidato»; 
                    b) dopo il comma 1-bis e' inserito il seguente: 
                  «1-ter. La consegna dell'attestazione sullo  stato  del
              rischio, ai sensi dei commi 1 e 1-bis, nonche' ai sensi del
              regolamento dell'ISVAP di cui al comma 1, e' effettuata per
              via telematica, attraverso  l'utilizzo  delle  banche  dati
              elettroniche di cui al comma 2 del presente articolo  o  di
              cui all'articolo 135»; 
                    c) al comma  2,  le  parole:  «puo'  prevedere»  sono
              sostituite dalla seguente: «prevede»; 
                    d) il comma 4 e' sostituito dal seguente: 
                  «4. L'attestazione sullo stato  del  rischio,  all'atto
              della stipulazione di un contratto per il medesimo  veicolo
              al   quale   si   riferisce   l'attestato,   e'   acquisita
              direttamente dall'impresa assicuratrice in  via  telematica
              attraverso le banche dati di cui al comma  2  del  presente
              articolo e di cui all'articolo 135». 
                  3. All'articolo  148  del  codice  delle  assicurazioni
              private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n.
              209, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
              modificazioni: 
                    a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
                  «1. Per i sinistri con soli danni a cose, la  richiesta
              di risarcimento  deve  recare  l'indicazione  degli  aventi
              diritto al risarcimento e del luogo, dei giorni e delle ore
              in cui le cose danneggiate sono disponibili, per  non  meno
              di due giorni  non  festivi,  per  l'ispezione  diretta  ad
              accertare l'entita' del danno. Entro sessanta giorni  dalla
              ricezione   di   tale    documentazione,    l'impresa    di
              assicurazione formula al  danneggiato  congrua  e  motivata
              offerta    per    il    risarcimento,    ovvero    comunica
              specificatamente i motivi per i quali non ritiene  di  fare
              offerta. Il termine di sessanta giorni e' ridotto a  trenta
              quando il modulo di denuncia  sia  stato  sottoscritto  dai
              conducenti coinvolti  nel  sinistro.  Il  danneggiato  puo'
              procedere alla riparazione delle cose danneggiate solo dopo
              lo spirare del  termine  indicato  al  periodo  precedente,
              entro  il  quale  devono  essere  comunque  completate   le
              operazioni   di   accertamento   del   danno    da    parte
              dell'assicuratore,  ovvero  dopo  il  completamento   delle
              medesime operazioni, nel caso in cui esse si siano concluse
              prima della scadenza del predetto termine. Qualora le  cose
              danneggiate  non  siano  state  messe  a  disposizione  per
              l'ispezione nei termini  previsti  dal  presente  articolo,
              ovvero siano state riparate  prima  dell'ispezione  stessa,
              l'impresa, ai fini dell'offerta  risarcitoria,  effettuera'
              le proprie valutazioni sull'entita' del danno  solo  previa
              presentazione  di  fattura  che  attesti   gli   interventi
              riparativi effettuati.  Resta  comunque  fermo  il  diritto
              dell'assicurato al risarcimento anche  qualora  ritenga  di
              non procedere alla riparazione»; 
                    b) dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
                  «2-bis. A fini di prevenzione e contrasto dei  fenomeni
              fraudolenti,  l'impresa  di  assicurazione  provvede   alla
              consultazione della banca dati sinistri di cui all'articolo
              135 e qualora  dal  risultato  della  consultazione,  avuto
              riguardo al codice fiscale dei soggetti coinvolti ovvero ai
              veicoli  danneggiati,  emergano  almeno  due  parametri  di
              significativita',  come  definiti   dall'articolo   4   del
              provvedimento  dell'ISVAP  n.  2827  del  25  agosto  2010,
              pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 209 del 7  settembre
              2010, l'impresa puo' decidere, entro i termini  di  cui  ai
              commi 1 e 2 del presente articolo, di non fare  offerta  di
              risarcimento, motivando tale decisione con la necessita' di
              condurre  ulteriori   approfondimenti   in   relazione   al
              sinistro.   La   relativa   comunicazione   e'    trasmessa
              dall'impresa al danneggiato e all'ISVAP, al quale e'  anche
              trasmessa la documentazione relativa alle analisi  condotte
              sul sinistro. Entro trenta giorni dalla comunicazione della
              predetta   decisione,   l'impresa   deve   comunicare    al
              danneggiato le sue determinazioni conclusive in merito alla
              richiesta di risarcimento. All'esito degli  approfondimenti
              condotti ai sensi del primo  periodo,  l'impresa  puo'  non
              formulare  offerta  di  risarcimento,  qualora,  entro   il
              termine di cui al terzo periodo,  presenti  querela,  nelle
              ipotesi in cui e'  prevista,  informandone  contestualmente
              l'assicurato    nella    comunicazione    concernente    le
              determinazioni  conclusive  in  merito  alla  richiesta  di
              risarcimento di cui al medesimo terzo periodo; in tal  caso
              i termini di cui ai commi 1 e 2 sono sospesi e  il  termine
              per la presentazione della  querela,  di  cui  all'articolo
              124, primo comma, del codice penale, decorre dallo  spirare
              del termine di  trenta  giorni  entro  il  quale  l'impresa
              comunica al danneggiato le sue determinazioni conclusive. 
                  Restano salvi i diritti del danneggiato in merito  alla
              proponibilita'  dell'azione  di  risarcimento  nei  termini
              previsti  dall'articolo  145,  nonche'   il   diritto   del
              danneggiato di ottenere l'accesso  agli  atti  nei  termini
              previsti dall'articolo 146, salvo il caso di  presentazione
              di querela o denuncia»; 
                    c) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
                  «3. Il danneggiato, in pendenza dei termini di  cui  ai
              commi 1 e 2 e fatto salvo quanto stabilito dal comma 5, non
              puo' rifiutare gli accertamenti strettamente necessari alla
              valutazione del danno alle cose,  nei  termini  di  cui  al
              comma 1, o del danno alla persona, da  parte  dell'impresa.
              Qualora cio' accada, i termini per l'offerta risarcitoria o
              per la comunicazione dei motivi per i quali  l'impresa  non
              ritiene di fare offerta sono sospesi». 
                  3-bis. All'articolo 135 del codice delle  assicurazioni
              private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005,  n.
              209, sono apportate le seguenti modifiche: 
                    a)  alla  rubrica,  dopo  le  parole:   «Banca   dati
              sinistri»  sono  aggiunte  le  seguenti:  «e  banche   dati
              anagrafe testimoni e anagrafe danneggiati»; 
                    b)  al  comma  1,  le  parole:  «e'  istituita»  sono
              sostituite dalle  seguenti:  «sono  istituite»  e  dopo  le
              parole: «ad essi relativi» sono aggiunte  le  seguenti:  «e
              due banche dati denominate 'anagrafe testimoni' e 'anagrafe
              danneggiati'»; 
                    c) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
                  «3. Le procedure di organizzazione e di  funzionamento,
              le modalita' e le condizioni di accesso alle banche dati di
              cui al comma 1, da parte delle  pubbliche  amministrazioni,
              dell'autorita' giudiziaria, delle forze di  polizia,  delle
              imprese di assicurazione e di soggetti terzi,  nonche'  gli
              obblighi di consultazione delle banche dati da parte  delle
              imprese  di  assicurazione  in  fase  di  liquidazione  dei
              sinistri,  sono  stabiliti  dall'ISVAP,  con   regolamento,
              sentiti  il  Ministero  dello  sviluppo  economico   e   il
              Ministero dell'interno, e, per i profili  di  tutela  della
              riservatezza,  il  Garante  per  la  protezione  dei   dati
              personali». 
                  3-ter. Al comma 2 dell'articolo 139  del  codice  delle
              assicurazioni private  di  cui  al  decreto  legislativo  7
              settembre 2005, n. 209, e' aggiunto, in fine,  il  seguente
              periodo: "In ogni caso, le lesioni di  lieve  entita',  che
              non siano suscettibili di accertamento clinico  strumentale
              obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per  danno
              biologico permanente. 
                  3-quater. 
                  3-quinquies. Per le classi di massimo sconto, a parita'
              di condizioni soggettive ed oggettive,  ciascuna  compagnia
              di assicurazione deve praticare identiche offerte.". 
                  -  Si   riporta   il   testo   dell'articolo   22   del
              decreto-legge 18 ottobre 2012,  n.  179  (Ulteriori  misure
              urgenti  per  la  crescita  del  Paese),  convertito,   con
              modificazioni, dalla legge 17  dicembre  2012,  n.  221,  e
              successive modificazioni: 
                  "Art. 22. (Misure a favore della  concorrenza  e  della
              tutela del consumatore nel mercato assicurativo). -  1.  Al
              fine  di  escludere  il  rinnovo   tacito   delle   polizze
              assicurative, al decreto legislativo 7 settembre  2005,  n.
              209, dopo l'articolo 170 e' inserito il seguente: 
                  «Articolo 170-bis - (Durata del  contratto).  -  1.  Il
              contratto    di    assicurazione     obbligatoria     della
              responsabilita' civile  derivante  dalla  circolazione  dei
              veicoli a motore e dei natanti  ha  durata  annuale  o,  su
              richiesta  dell'assicurato,  di  anno  piu'  frazione,   si
              risolve automaticamente alla sua scadenza  naturale  e  non
              puo' essere tacitamente rinnovato, in  deroga  all'articolo
              1899, primo e secondo comma, del codice  civile.  L'impresa
              di assicurazione e' tenuta ad avvisare il contraente  della
              scadenza del  contratto  con  preavviso  di  almeno  trenta
              giorni e a mantenere operante, non  oltre  il  quindicesimo
              giorno successivo alla scadenza del contratto, la  garanzia
              prestata con  il  precedente  contratto  assicurativo  fino
              all'effetto della nuova polizza». 
                  2. Per le  clausole  di  tacito  rinnovo  eventualmente
              previste nei contratti stipulati precedentemente alla  data
              di entrata in vigore del presente decreto, le previsioni di
              cui  al  comma  3   dell'articolo   170-bis   del   decreto
              legislativo  7  settembre   2005,   n.   209(Codice   delle
              assicurazioni private), si applicano a  fare  data  dal  1°
              gennaio 2013. 
                  3. Nelle ipotesi di contratti  in  corso  di  validita'
              alla data di entrata in vigore  del  presente  decreto  con
              clausola di tacito rinnovo, e' fatto obbligo  alle  imprese
              di assicurazione di comunicare per iscritto  ai  contraenti
              la perdita di efficacia delle clausole  di  tacito  rinnovo
              con congruo anticipo rispetto  alla  scadenza  del  termine
              originariamente  pattuito  nelle  medesime   clausole   per
              l'esercizio della facolta' di disdetta del contratto. 
                  4.  Al  fine  di  favorire  una   scelta   contrattuale
              maggiormente consapevole da parte del consumatore, entro 60
              giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
              decreto, con decreto del Ministro dello sviluppo economico,
              sentiti l'IVASS, l'Associazione nazionale  tra  le  imprese
              assicuratrici-ANIA,     le     principali      associazioni
              rappresentative  degli  intermediari  assicurativi   e   le
              associazioni dei consumatori maggiormente  rappresentative,
              e'  definito   il   «contratto   base»   di   assicurazione
              obbligatoria della responsabilita' civile  derivante  dalla
              circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, contenente
              le clausole  minime  necessarie  ai  fini  dell'adempimento
              dell'obbligo di  legge,  e  articolato  secondo  classi  di
              merito e tipologie di assicurato, e sono altresi'  definiti
              i casi di riduzione  del  premio  e  di  ampliamento  della
              copertura applicabili allo stesso «contratto base». 
                  5.  Ciascuna   impresa   di   assicurazione   determina
              liberamente  il  prezzo  del  «contratto  base»   e   delle
              ulteriori garanzie e clausole di cui al comma 4 e  formula,
              obbligatoriamente, la relativa offerta al consumatore anche
              tramite il proprio sito  internet,  eventualmente  mediante
              link ad altre societa' del medesimo gruppo, ferma  restando
              la liberta' di offrire separatamente qualunque tipologia di
              garanzia aggiuntiva o diverso servizio assicurativo. 
                  6. L'offerta di cui  al  comma  5  deve  utilizzare  il
              modello  elettronico  predisposto   dal   Ministero   dello
              sviluppo economico, sentita l'IVASS, in  modo  che  ciascun
              consumatore possa ottenere -  ferma  restando  la  separata
              evidenza delle singole voci di  costo  -  un  unico  prezzo
              complessivo annuo  secondo  le  condizioni  indicate  e  le
              ulteriori clausole di cui al comma 4 selezionate. 
                  7. Le disposizioni di  cui  ai  commi  5  e  6  trovano
              applicazione decorsi 180 giorni dalla data  di  entrata  in
              vigore del presente decreto. 
                  8. Al fine di favorire una piu' efficace  gestione  dei
              rapporti contrattuali assicurativi anche in via telematica,
              entro 90  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
              presente decreto, l'IVASS, sentite l'Associazione nazionale
              tra  le  imprese  assicuratrici  -  ANIA  e  le  principali
              associazioni     rappresentative     degli     intermediari
              assicurativi,  stabilisce  con  apposito   regolamento   le
              modalita'  secondo  cui,  entro  i  successivi  60  giorni,
              nell'ambito dei requisiti organizzativi di cui all'articolo
              30 del decreto legislativo 7 settembre  2005,  n.  209,  le
              imprese autorizzate all'esercizio dei  rami  vita  e  danni
              prevedono nei propri siti internet apposite aree  riservate
              a  ciascun  contraente,  accedibili  mediante  sistemi   di
              accesso  controllato,  tramite  le  quali   sia   possibile
              consultare  le   coperture   in   essere,   le   condizioni
              contrattuali sottoscritte, lo  stato  dei  pagamenti  e  le
              relative scadenze, e, limitatamente alle  polizze  vita,  i
              valori di riscatto e le valorizzazioni aggiornate. 
                  9. Al fine di favorire il rafforzamento  dei  requisiti
              professionali  di  cui   all'articolo   111   del   decreto
              legislativo  7  settembre  2005,  n.  209,   e   anche   in
              considerazione  della  crescente  diffusione  dei  rapporti
              assicurativi da gestire in via telematica, entro 90  giorni
              dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,
              l'IVASS definisce  con  apposito  regolamento,  che  dovra'
              riunificare  e  armonizzare  la  disciplina  esistente   in
              materia,  gli   standard   organizzativi,   tecnologici   e
              professionali riguardanti la formazione  e  l'aggiornamento
              degli  intermediari  assicurativi,   con   riferimento   ai
              prodotti formativi, ai requisiti dei soggetti  formatori  e
              alle   caratteristiche   tecniche   e   funzionali    delle
              piattaforme e-learning. 
                  9-bis. Al fine di favorire  la  liberalizzazione  e  la
              concorrenza  a  favore  dei  consumatori  e  degli  utenti,
              all'articolo 12 del decreto legislativo 13 agosto 2010,  n.
              141, dopo il comma 1-bis e' inserito il seguente: 
                  «1-ter.  Non  costituisce  esercizio  di   agenzia   in
              attivita' finanziaria la promozione e  il  collocamento  di
              contratti relativi alla concessione di finanziamenti  sotto
              qualsiasi forma da  parte  degli  agenti  di  assicurazione
              regolarmente iscritti nel Registro unico degli intermediari
              assicurativi e  riassicurativi  di  cui  all'articolo  109,
              comma 2, lettera a), del decreto  legislativo  7  settembre
              2005, n. 209, su mandato diretto di banche ed  intermediari
              finanziari previsti dal titolo V del decreto legislativo 1°
              settembre  1993,  n.  385.  Il   soggetto   mandante   cura
              l'aggiornamento  professionale  degli  agenti  assicurativi
              mandatari,  assicura  il  rispetto  da  parte  loro   della
              disciplina prevista ai sensi  del  titolo  VI  del  decreto
              legislativo 1° settembre 1993, n. 385,  e  risponde  per  i
              danni  da  essi  cagionati  nell'esercizio   dell'attivita'
              prevista  dal  presente  comma,  anche  se  conseguenti   a
              responsabilita' accertata in sede penale». 
                  10. Al fine di  favorire  il  superamento  dell'attuale
              segmentazione del mercato  assicurativo  ed  accrescere  il
              grado di liberta' dei diversi operatori,  gli  intermediari
              assicurativi di  cui  al  comma  2,  lettere  a),  b),  d),
              dell'articolo 109 del decreto legislativo 7 settembre 2005,
              n. 209, nonche'  quelli  inseriti  nell'elenco  annesso  al
              registro degli intermediari medesimi ex articolo 33,  comma
              2 del regolamento ISVAP n. 5/06, possono adottare forme  di
              collaborazione reciproca nello  svolgimento  della  propria
              attivita' anche mediante l'utilizzo dei rispettivi mandati.
              Detta collaborazione e'  consentita  sia  tra  intermediari
              iscritti nella medesima sezione del registro o  nell'elenco
              a  questo  annesso,  sia  tra  di  loro  reciprocamente,  a
              condizione che al cliente sia fornita, con le  modalita'  e
              forme previste nel Codice delle assicurazioni private e sui
              regolamenti attuativi, una corretta e completa  informativa
              in relazione al fatto che  l'attivita'  di  intermediazione
              viene  svolta  in  collaborazione  tra  piu'  intermediari,
              nonche' l'indicazione dell'esatta identita', della  sezione
              di appartenenza e del ruolo svolto dai medesimi nell'ambito
              della forma  di  collaborazione  adottata.  L'IVASS  vigila
              sulla corretta applicazione del presente  articolo  e  puo'
              adottare disposizioni attuative anche al fine di  garantire
              adeguata informativa ai consumatori. 
                  11.  Gli   intermediari   assicurativi   che   svolgono
              attivita' di intermediazione in collaborazione tra di  loro
              ai  sensi  del  comma  10  rispondono  in  solido  per  gli
              eventuali  danni  sofferti  dal  cliente  a  cagione  dello
              svolgimento di tale attivita', salve le reciproche  rivalse
              nei loro rapporti interni. 
                  12. A decorrere dal 1° gennaio 2013,  le  clausole  fra
              mandatario e impresa  assicuratrice  incompatibili  con  le
              previsioni del comma 10 sono nulle per violazione di  norma
              imperativa di legge e si considerano non  apposte.  L'IVASS
              vigila ed adotta  eventuali  direttive  per  l'applicazione
              della  norma  e  per  garantire  adeguata  informativa   ai
              consumatori. 
                  13. Anche al fine  di  incentivare  lo  sviluppo  delle
              forme di collaborazione di cui ai commi precedenti nei rami
              assicurativi danni e di fornire  impulso  alla  concorrenza
              attraverso  l'eliminazione   di   ostacoli   di   carattere
              tecnologico, entro centottanta giorni dalla data di entrata
              in vigore della legge di conversione del presente  decreto,
              l'IVASS,  di  concerto  con  il  Ministero  dello  sviluppo
              economico e sentite l'ANIA  e  le  principali  associazioni
              rappresentative  degli  intermediari  assicurativi,  dovra'
              definire specifiche e standard  tecnici  uniformi  ai  fini
              della  costituzione  e  regolazione  dell'accesso  ad   una
              piattaforma di  interfaccia  comune  per  le  attivita'  di
              consultazione  di  cui  all'articolo  34,   comma   1   del
              decreto-legge  24  gennaio  2012,  n.  1,   convento,   con
              modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, nonche' di
              preventivazione, monitoraggio e valutazione  dei  contratti
              di assicurazione contro i danni. 
                  14.  Al  fine  di  superare  possibili  disparita'   di
              trattamento tra i consumatori  nel  settore  delle  polizze
              vita, il secondo comma dell'articolo 2952 del codice civile
              e' sostituito dal seguente: 
                  «Gli  altri  diritti   derivanti   dal   contratto   di
              assicurazione  e  dal  contratto  di   riassicurazione   si
              prescrivono in due anni dal giorno in cui si e'  verificato
              il fatto su cui il diritto  si  fonda,  ad  esclusione  del
              contratto di assicurazione sulla  vita  i  cui  diritti  si
              prescrivono in dieci anni». 
                  15. Nell'ambito delle proprie funzioni istituzionali  e
              dotazioni  organizzative  e  finanziarie,  l'IVASS,   anche
              mediante internet, garantisce un'adeguata  informazione  ai
              consumatori sulle misure introdotte dal presente articolo e
              assicura  altresi',  all'interno  della  relazione  di  cui
              all'articolo 21, comma  2,  un'esauriente  valutazione  del
              loro        impatto         economico-finanziario         e
              tecnologico-organizzativo. 
                  15-bis. Entro novanta giorni dalla data di  entrata  in
              vigore della legge di  conversione  del  presente  decreto,
              l'IVASS provvede, limitatamente al ramo assicurativo danni,
              alla  definizione  di  misure  di   semplificazione   delle
              procedure e degli adempimenti burocratici, con  particolare
              riferimento alla riduzione  degli  adempimenti  cartacei  e
              della modulistica, nei rapporti contrattuali fra le imprese
              di assicurazione, gli intermediari e  la  clientela,  anche
              favorendo le relazioni  digitali,  l'utilizzo  della  posta
              elettronica certificata, la firma digitale  e  i  pagamenti
              elettronici e i pagamenti on line. 
                  15-ter. L'IVASS, con apposita relazione  da  presentare
              alle competenti Commissioni  parlamentari  entro  sei  mesi
              dalla data di entrata in vigore della legge di  conversione
              del presente decreto e successivamente con cadenza  annuale
              entro il 30 maggio di ciascun anno, informa sulle misure di
              semplificazione adottate ai sensi del comma  15-bis  e  sui
              risultati conseguiti in relazione a tale attivita'. 
                  15-quater. Nei contratti di  assicurazione  connessi  a
              mutui e ad altri contratti di finanziamento,  per  i  quali
              sia stato corrisposto un  premio  unico  il  cui  onere  e'
              sostenuto dal debitore/assicurato, le imprese, nel caso  di
              estinzione anticipata o di trasferimento del  mutuo  o  del
              finanziamento,  restituiscono  al  debitore/assicurato   la
              parte di premio pagato relativo al periodo residuo rispetto
              alla scadenza originaria, calcolata per il premio  puro  in
              funzione degli anni e della frazione di anno mancanti  alla
              scadenza della copertura nonche'  del  capitale  assicurato
              residuo. 
                  15-quinquies. Le condizioni di assicurazione indicano i
              criteri e le modalita' per la definizione del  rimborso  di
              cui al  comma  15-quater.  Le  imprese  possono  trattenere
              dall'importo dovuto le spese amministrative  effettivamente
              sostenute per l'emissione del contratto e per  il  rimborso
              del premio, a condizione che le stesse siano indicate nella
              proposta di contratto, nella polizza ovvero nel  modulo  di
              adesione alla copertura assicurativa. Tali spese non devono
              essere tali da costituire un limite alla  portabilita'  dei
              mutui/finanziamenti ovvero un onere ingiustificato in  caso
              di rimborso. 
                  15-sexies. In alternativa a quanto  previsto  al  comma
              15-quater,     le     imprese,     su     richiesta     del
              debitore/assicurato, forniscono la  copertura  assicurativa
              fino  alla  scadenza  contrattuale  a  favore   del   nuovo
              beneficiario designato. 
                  15-septies. Il presente articolo si applica a  tutti  i
              contratti, compresi quelli commercializzati precedentemente
              alla data di entrata in vigore della legge  di  conversione
              del presente decreto; in tal caso le imprese  aggiornano  i
              contratti medesimi sulla base della disciplina  di  cui  ai
              commi da 15-quater a 15-sexies.". 
              Comma 9. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  148  del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209, come  modificato  dalla  presente
              legge: 
                  "Art. 148. (Procedura di  risarcimento).  -  1.  Per  i
              sinistri  con  soli  danni  a   cose,   la   richiesta   di
              risarcimento deve recare l'indicazione degli aventi diritto
              al risarcimento e del luogo, dei giorni e delle ore in  cui
              le cose danneggiate  sono  disponibili,  per  non  meno  di
              cinque giorni  non  festivi,  per  l'ispezione  diretta  ad
              accertare l'entita' del danno. Entro sessanta giorni  dalla
              ricezione   di   tale    documentazione,    l'impresa    di
              assicurazione formula al  danneggiato  congrua  e  motivata
              offerta    per    il    risarcimento,    ovvero    comunica
              specificatamente i motivi per i quali non ritiene  di  fare
              offerta. Il termine di sessanta giorni e' ridotto a  trenta
              quando il modulo di denuncia  sia  stato  sottoscritto  dai
              conducenti coinvolti  nel  sinistro.  Il  danneggiato  puo'
              procedere alla riparazione delle cose danneggiate solo dopo
              lo spirare del  termine  indicato  al  periodo  precedente,
              entro  il  quale  devono  essere  comunque  completate   le
              operazioni   di   accertamento   del   danno    da    parte
              dell'assicuratore,  ovvero  dopo  il  completamento   delle
              medesime operazioni, nel caso in cui esse si siano concluse
              prima della scadenza del predetto termine. Qualora le  cose
              danneggiate  non  siano  state  messe  a  disposizione  per
              l'ispezione nei termini  previsti  dal  presente  articolo,
              ovvero siano state riparate  prima  dell'ispezione  stessa,
              l'impresa, ai fini dell'offerta  risarcitoria,  effettuera'
              le proprie valutazioni sull'entita' del danno  solo  previa
              presentazione  di  fattura  che  attesti   gli   interventi
              riparativi effettuati.  Resta  comunque  fermo  il  diritto
              dell'assicurato al risarcimento anche  qualora  ritenga  di
              non procedere alla riparazione. 
                  2. L'obbligo  di  proporre  al  danneggiato  congrua  e
              motivata offerta per il risarcimento del danno,  ovvero  di
              comunicare i motivi per cui non si ritiene di fare offerta,
              sussiste anche per i sinistri che abbiano  causato  lesioni
              personali o il decesso. La richiesta di  risarcimento  deve
              essere presentata dal danneggiato o  dagli  aventi  diritto
              con le modalita' indicate al comma  1.  La  richiesta  deve
              contenere l'indicazione del  codice  fiscale  degli  aventi
              diritto al risarcimento e la descrizione delle  circostanze
              nelle  quali  si  e'  verificato  il  sinistro  ed   essere
              accompagnata, ai fini dell'accertamento e della valutazione
              del  danno  da  parte  dell'impresa,  dai   dati   relativi
              all'eta', all'attivita' del danneggiato,  al  suo  reddito,
              all'entita' delle lesioni subite,  da  attestazione  medica
              comprovante  l'avvenuta  guarigione  con  o  senza  postumi
              permanenti,   nonche'   dalla   dichiarazione   ai    sensi
              dell'articolo 142, comma 2, o, in caso  di  decesso,  dallo
              stato di famiglia della vittima. L'impresa di assicurazione
              e' tenuta a provvedere all'adempimento del predetto obbligo
              entro   novanta   giorni   dalla    ricezione    di    tale
              documentazione. 
                  2-bis. Ai fini di prevenzione e contrasto dei  fenomeni
              fraudolenti,  l'impresa  di  assicurazione  provvede   alla
              consultazione dell'archivio informatico  integrato  di  cui
              all'articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.  179,
              convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  17  dicembre
              2012, n. 221, e successive modificazioni,  e,  qualora  dal
              risultato della consultazione,  avuto  riguardo  al  codice
              fiscale  dei   soggetti   coinvolti   ovvero   ai   veicoli
              danneggiati,  emergano  gli  indici  di  anomalia  definiti
              dall'IVASS con  apposito  provvedimento,  o  qualora  altri
              indicatori  di  frode  siano  segnalati   dai   dispositivi
              elettronici di  cui  all'articolo  132-ter,  comma  1,  del
              presente codice o siano emersi in sede di  perizia  da  cui
              risulti documentata l'incongruenza del danno dichiarato dal
              richiedente, l'impresa puo' decidere, entro  i  termini  di
              cui ai commi 1 e 2  del  presente  articolo,  di  non  fare
              offerta di risarcimento, motivando tale  decisione  con  la
              necessita'  di  condurre   ulteriori   approfondimenti   in
              relazione  al  sinistro.  La  relativa   comunicazione   e'
              trasmessa dall'impresa al danneggiato e all'IVASS, al quale
              e' anche trasmessa la documentazione relativa alle  analisi
              condotte  sul   sinistro.   Entro   trenta   giorni   dalla
              comunicazione  della  predetta  decisione,  l'impresa  deve
              comunicare al danneggiato le sue determinazioni  conclusive
              in merito alla richiesta di risarcimento.  All'esito  degli
              approfondimenti  condotti  ai  sensi  del  primo   periodo,
              l'impresa  puo'  non  formulare  offerta  di  risarcimento,
              qualora, entro il termine di cui al terzo periodo, presenti
              querela, nelle ipotesi in  cui  e'  prevista,  informandone
              contestualmente    l'assicurato     nella     comunicazione
              concernente le determinazioni  conclusive  in  merito  alla
              richiesta di risarcimento di cui al medesimo terzo periodo;
              in tal caso i termini di cui ai commi 1 e 2 sono sospesi  e
              il termine per  la  presentazione  della  querela,  di  cui
              all'articolo 124, primo comma, del codice  penale,  decorre
              dallo spirare del termine di trenta giorni entro  il  quale
              l'impresa comunica al  danneggiato  le  sue  determinazioni
              conclusive.  Nei  predetti  casi,  l'azione   in   giudizio
              prevista dall'articolo 145  e'  proponibile  solo  dopo  la
              ricezione delle determinazioni conclusive  dell'impresa  o,
              in sua mancanza,  allo  spirare  del  termine  di  sessanta
              giorni di sospensione  della  procedura.  Rimane  salvo  il
              diritto del danneggiato di ottenere l'accesso agli atti nei
              termini  previsti  dall'articolo  146,  salvo  il  caso  di
              presentazione di querela o denuncia. 
                  3. Il danneggiato, in pendenza dei termini  di  cui  ai
              commi 1 e 2 e fatto salvo quanto stabilito dal comma 5, non
              puo' rifiutare gli accertamenti strettamente necessari alla
              valutazione del danno alle cose,  nei  termini  di  cui  al
              comma 1, o del danno alla persona, da  parte  dell'impresa.
              Qualora cio' accada, i termini per l'offerta risarcitoria o
              per la comunicazione dei motivi per i quali  l'impresa  non
              ritiene di fare offerta sono sospesi. 
                  4.  L'impresa  di  assicurazione  puo'  richiedere   ai
              competenti organi  di  polizia  le  informazioni  acquisite
              relativamente alle modalita' dell'incidente, alla residenza
              e al domicilio delle parti e alla targa di immatricolazione
              o altro analogo segno distintivo, ma e' tenuta al  rispetto
              dei termini stabiliti dai commi 1 e  2  anche  in  caso  di
              sinistro che abbia determinato sia danni a cose che lesioni
              personali o il decesso. 
                  5.  In  caso  di  richiesta  incompleta  l'impresa   di
              assicurazione richiede al danneggiato entro  trenta  giorni
              dalla ricezione della stessa le necessarie integrazioni; in
              tal caso i  termini  di  cui  ai  commi  1  e  2  decorrono
              nuovamente dalla data di ricezione dei dati o dei documenti
              integrativi. 
                  6. Se il danneggiato dichiara  di  accettare  la  somma
              offertagli, l'impresa provvede al pagamento entro  quindici
              giorni dalla ricezione della comunicazione. 
                  7. Entro ugual termine l'impresa corrisponde  la  somma
              offerta  al  danneggiato  che  abbia  comunicato   di   non
              accettare l'offerta. La somma in tal  modo  corrisposta  e'
              imputata nella liquidazione definitiva del danno. 
                  8. Decorsi trenta giorni dalla comunicazione senza  che
              l'interessato  abbia  fatto  pervenire   alcuna   risposta,
              l'impresa corrisponde al danneggiato la somma  offerta  con
              le stesse modalita', tempi ed effetti di cui al comma 7. 
                  9. Agli effetti dell'applicazione delle disposizioni di
              cui al presente articolo, l'impresa  di  assicurazione  non
              puo' opporre al danneggiato  l'eventuale  inadempimento  da
              parte dell'assicurato dell'obbligo di avviso  del  sinistro
              di cui all'articolo 1913 del codice civile. 
                  10. In caso  di  sentenza  a  favore  del  danneggiato,
              quando la somma offerta ai  sensi  dei  commi  1  o  2  sia
              inferiore alla meta'  di  quella  liquidata,  al  netto  di
              eventuale rivalutazione ed interessi, il giudice trasmette,
              contestualmente al deposito  in  cancelleria,  copia  della
              sentenza   all'IVASS   per   gli   accertamenti    relativi
              all'osservanza delle disposizioni del presente capo. 
                  11.    L'impresa,    quando    corrisponde     compensi
              professionali  per  l'eventuale  assistenza   prestata   da
              professionisti, e' tenuta a  richiedere  la  documentazione
              probatoria relativa alla prestazione stessa e ad  indicarne
              il corrispettivo separatamente rispetto alle voci di  danno
              nella  quietanza  di  liquidazione.  L'impresa,  che  abbia
              provveduto direttamente al pagamento dei compensi dovuti al
              professionista,  ne  da'  comunicazione   al   danneggiato,
              indicando l'importo corrisposto. 
                  11-bis. Resta ferma per  l'assicurato  la  facolta'  di
              ottenere l'integrale  risarcimento  per  la  riparazione  a
              regola  d'arte  del  veicolo  danneggiato  avvalendosi   di
              imprese di autoriparazione di propria fiducia abilitate  ai
              sensi della legge 5 febbraio 1992,  n.  122.  A  tal  fine,
              l'impresa di  autoriparazione  fornisce  la  documentazione
              fiscale e un'idonea garanzia sulle riparazioni  effettuate,
              con una validita' non inferiore a due  anni  per  tutte  le
              parti non soggette a usura ordinaria.". 
                  - La legge 5  febbraio  1992,  n.122  (Disposizioni  in
              materia  di  sicurezza  della   circolazione   stradale   e
              disciplina dell'attivita' di autoriparazione) e' pubblicata
              nella Gazzetta Ufficiale 19 febbraio 1992, n. 41. 
              Comma 10. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 137 del codice  del
              consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.
              206, e successive modificazioni: 
                  "Art. 137. (Elenco delle associazioni dei consumatori e
              degli utenti rappresentative a  livello  nazionale).  -  1.
              Presso il Ministero dello sviluppo economico  e'  istituito
              l'elenco delle associazioni dei consumatori e degli  utenti
              rappresentative a livello nazionale. 
                  2. L'iscrizione nell'elenco e' subordinata al possesso,
              da  comprovare  con  la  presentazione  di   documentazione
              conforme alle prescrizioni e alle procedure  stabilite  con
              decreto del Ministro dello sviluppo economico, dei seguenti
              requisiti: 
                    a) avvenuta costituzione, per  atto  pubblico  o  per
              scrittura  privata  autenticata,  da  almeno  tre  anni   e
              possesso di uno statuto che sancisca un ordinamento a  base
              democratica e preveda come scopo esclusivo  la  tutela  dei
              consumatori e degli utenti, senza fine di lucro; 
                    b) tenuta di un  elenco  degli  iscritti,  aggiornato
              annualmente   con   l'indicazione   delle   quote   versate
              direttamente all'associazione per gli scopi statutari; 
                    c) numero di iscritti  non  inferiore  allo  0,5  per
              mille della popolazione nazionale e presenza sul territorio
              di almeno cinque regioni o province autonome, con un numero
              di iscritti non inferiore allo 0,2 per mille degli abitanti
              di ciascuna  di  esse,  da  certificare  con  dichiarazione
              sostitutiva  dell'atto  di  notorieta'  resa   dal   legale
              rappresentante dell'associazione con le  modalita'  di  cui
              agli  articoli  46  e  seguenti  del  testo   unico   delle
              disposizioni legislative  e  regolamentari  in  materia  di
              documentazione  amministrativa,  di  cui  al  decreto   del
              Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; 
                    d) elaborazione di un bilancio annuale delle  entrate
              e delle uscite con indicazione delle  quote  versate  dagli
              associati e tenuta dei libri contabili, conformemente  alle
              norme vigenti in materia di contabilita' delle associazioni
              non riconosciute; 
                    e) svolgimento di un'attivita' continuativa  nei  tre
              anni precedenti; 
                    f) non avere  i  suoi  rappresentanti  legali  subito
              alcuna  condanna,  passata  in  giudicato,   in   relazione
              all'attivita' dell'associazione medesima, e non rivestire i
              medesimi rappresentanti la qualifica di imprenditori  o  di
              amministratori  di  imprese  di  produzione  e  servizi  in
              qualsiasi forma costituite, per gli stessi settori  in  cui
              opera l'associazione. 
                  3. Alle associazioni dei consumatori e degli utenti  e'
              preclusa  ogni  attivita'  di  promozione   o   pubblicita'
              commerciale avente per oggetto beni o servizi  prodotti  da
              terzi ed ogni  connessione  di  interessi  con  imprese  di
              produzione o di distribuzione. 
                  4.  Il  Ministero  dello  sviluppo  economico  provvede
              annualmente all'aggiornamento dell'elenco. 
                  5. All'elenco  di  cui  al  presente  articolo  possono
              iscriversi anche le associazioni dei  consumatori  e  degli
              utenti operanti esclusivamente nei territori ove  risiedono
              minoranze linguistiche costituzionalmente riconosciute,  in
              possesso dei requisiti di cui al comma 2, lettere  a),  b),
              d), e)  e  f),  nonche'  con  un  numero  di  iscritti  non
              inferiore allo 0,5 per mille degli abitanti della regione o
              provincia  autonoma  di  riferimento,  da  certificare  con
              dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' resa  dal
              legale rappresentante dell'associazione con le modalita' di
              cui agli articoli 46 e seguenti del citato testo unico,  di
              cui al decreto del Presidente della Repubblica n.  445  del
              2000. 
                  6. Il Ministero dello sviluppo economico comunica  alla
              Commissione europea l'elenco di cui al comma 1, comprensivo
              anche degli enti di cui all'articolo 139, comma 2,  nonche'
              i   relativi   aggiornamenti   al   fine    dell'iscrizione
              nell'elenco  degli  enti  legittimati  a  proporre   azioni
              inibitorie  a  tutela  degli   interessi   collettivi   dei
              consumatori  istituito   presso   la   stessa   Commissione
              europea.". 
                  -  Il  testo  dell'articolo  148   del   codice   delle
              assicurazioni private, di  cui  al  decreto  legislativo  7
              settembre 2005, n. 209, e successive  modificazioni,  cosi'
              come modificato dalla presente legge, e' riportato in  nota
              al comma 9. 
              Comma 12. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  133  del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209, come  modificato  dalla  presente
              legge: 
                  "Art.  133.  (Formule   tariffarie).   -   1.   Per   i
              ciclomotori,  i  motocicli,  le  autovetture  e  per  altre
              categorie  di  veicoli  a   motore   che   possono   essere
              individuate dall'IVASS, con  regolamento,  i  contratti  di
              assicurazione debbono essere stipulati in base a condizioni
              di polizza  che  prevedano  ad  ogni  scadenza  annuale  la
              variazione  in  aumento  od  in  diminuzione   del   premio
              applicato all'atto della stipulazione  o  del  rinnovo,  in
              relazione al verificarsi o meno di sinistri nel corso di un
              certo periodo di  tempo,  oppure  in  base  a  clausole  di
              franchigia che prevedano un contributo  dell'assicurato  al
              risarcimento del danno o in base a formule miste fra le due
              tipologie. L'individuazione delle categorie di  veicoli  e'
              effettuata tenendo conto delle esigenze di prevenzione.  La
              predetta  variazione  del   premio,   in   aumento   o   in
              diminuzione,  da  indicare,  in  valore   assoluto   e   in
              percentuale  rispetto  alla  tariffa  in  vigore  applicata
              dall'impresa, all'atto  dell'offerta  di  preventivo  della
              stipulazione o  di  rinnovo,  si  applica  automaticamente,
              fatte  salve   le   migliori   condizioni,   nella   misura
              preventivamente quantificata in  rapporto  alla  classe  di
              appartenenza  attribuita  alla  polizza  ed  esplicitamente
              indicata  nel  contratto.   Il   mancato   rispetto   della
              disposizione   di   cui   al   presente   comma    comporta
              l'applicazione,  da  parte  dell'IVASS,  di  una   sanzione
              amministrativa da 1.000 euro a 50.000 euro. 
                  1-bis. E' fatto divieto alle imprese  di  assicurazione
              di differenziare la  progressione  e  l'attribuzione  delle
              classi di merito  interne  in  funzione  della  durata  del
              rapporto  contrattuale  tra  l'assicurato  e  la   medesima
              impresa, ovvero in  base  a  parametri  che  ostacolino  la
              mobilita'  tra  diverse  imprese   di   assicurazione.   In
              particolare, le imprese di assicurazione  devono  garantire
              al soggetto che stipula  il  nuovo  contratto,  nell'ambito
              della classe di merito, le condizioni di  premio  assegnate
              agli  assicurati  aventi   identiche   caratteristiche   di
              rischio. 
                  2. Le imprese di assicurazione hanno diritto di accesso
              telematico all'anagrafe nazionale delle  persone  abilitate
              alla guida prevista  dal  codice  della  strada  presso  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a  scopo  di
              verifica  e  aggiornamento  delle   informazioni   relative
              all'abilitazione alla guida secondo condizioni economiche e
              tecniche  strettamente  correlate  ai  costi  del  servizio
              erogato. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,
              di concerto con il  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
              trasporti, sentito il Garante per la  protezione  dei  dati
              personali, sono adottate le disposizioni di attuazione.". 
              Comma 13. 
                  -  Il  testo  dell'articolo  133   del   codice   delle
              assicurazioni private, di  cui  al  decreto  legislativo  7
              settembre 2005, n.  209,  come  modificato  dalla  presente
              legge, e' riportato in nota al comma 12. 
              Comma 14. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  134  del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni,  come
              modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 134. (Attestazione sullo stato del rischio). - 1.
              L'IVASS, con regolamento, determina le indicazioni relative
              all'attestazione sullo stato del rischio che, in  occasione
              di ciascuna scadenza annuale dei contratti di assicurazione
              obbligatoria relativi ai veicoli a motore,  l'impresa  deve
              consegnare  al  contraente  o,  se  persona   diversa,   al
              proprietario ovvero all'usufruttuario,  all'acquirente  con
              patto di riservato  dominio  o  al  locatario  in  caso  di
              locazione    finanziaria.    Le    indicazioni    contenute
              nell'attestazione   sullo   stato   del   rischio    devono
              comprendere la specificazione  della  tipologia  del  danno
              liquidato. 
                  1-bis. I soggetti di cui al comma 1  hanno  diritto  di
              esigere in qualunque momento, entro quindici  giorni  dalla
              richiesta, l'attestazione sullo stato del rischio  relativo
              agli ultimi cinque  anni  del  contratto  di  assicurazione
              obbligatoria  relativo  ai  veicoli  a  motore  secondo  le
              modalita' stabilite dall'IVASS con il regolamento di cui al
              comma 1. 
                  1-ter. La consegna dell'attestazione  sullo  stato  del
              rischio, ai sensi dei commi 1 e 1-bis, nonche' ai sensi del
              regolamento dell'IVASS di cui al comma 1, e' effettuata per
              via telematica, attraverso  l'utilizzo  delle  banche  dati
              elettroniche di cui al comma 2 del presente articolo  o  di
              cui all'articolo 135. 
                  2. Il regolamento prevede  l'obbligo,  a  carico  delle
              imprese di assicurazione, di inserimento delle informazioni
              riportate sull'attestato  di  rischio  in  una  banca  dati
              elettronica detenuta da enti pubblici ovvero, qualora  gia'
              esistente, da enti privati, al fine di consentire  adeguati
              controlli nell'assunzione dei contratti di assicurazione di
              cui all'articolo 122, comma 1.  In  ogni  caso  l'IVASS  ha
              accesso gratuito alla banca dati contenente le informazioni
              sull'attestazione. 
                  3. La  classe  di  merito  indicata  sull'attestato  di
              rischio  si  riferisce  al  proprietario  del  veicolo.  Il
              regolamento stabilisce la validita', comunque non inferiore
              a  dodici  mesi,  ed  individua  i  termini  relativi  alla
              decorrenza ed alla durata del periodo di  osservazione.  In
              caso di cessazione del rischio  assicurato  o  in  caso  di
              sospensione  o  di  mancato  rinnovo   del   contratto   di
              assicurazione per mancato utilizzo  del  veicolo,  l'ultimo
              attestato di rischio conseguito conserva validita'  per  un
              periodo di cinque anni. 
                  4. L'attestazione sullo  stato  del  rischio,  all'atto
              della stipulazione di un contratto per il medesimo  veicolo
              al   quale   si   riferisce   l'attestato,   e'   acquisita
              direttamente dall'impresa assicuratrice in  via  telematica
              attraverso le banche dati di cui al comma  2  del  presente
              articolo e di cui all'articolo 135. 
                  4-bis. L'impresa di assicurazione, in tutti i  casi  di
              stipulazione di un nuovo contratto, relativo a un ulteriore
              veicolo della medesima tipologia, acquistato dalla  persona
              fisica gia'  titolare  di  polizza  assicurativa  o  da  un
              componente stabilmente convivente del suo nucleo familiare,
              non puo' assegnare al contratto una classe di  merito  piu'
              sfavorevole  rispetto  a  quella   risultante   dall'ultimo
              attestato di rischio conseguito sul veicolo gia' assicurato
              e non  puo'  discriminare  in  funzione  della  durata  del
              rapporto garantendo, nell'ambito della classe di merito, le
              condizioni di premio assegnate agli  assicurati  aventi  le
              stesse caratteristiche di rischio del soggetto che  stipula
              il nuovo contratto. 
                  4-ter. Conseguentemente al verificarsi di un  sinistro,
              le imprese di assicurazione non  possono  applicare  alcuna
              variazione di classe di  merito  prima  di  aver  accertato
              l'effettiva  responsabilita'   del   contraente,   che   e'
              individuata  nel  responsabile  principale  del   sinistro,
              secondo la liquidazione effettuata in relazione al danno  e
              fatto salvo un diverso accertamento in sede giudiziale. Ove
              non sia possibile accertare la responsabilita'  principale,
              ovvero, in via provvisoria, salvo conguaglio,  in  caso  di
              liquidazione parziale, la responsabilita'  si  computa  pro
              quota in relazione al numero dei conducenti  coinvolti,  ai
              fini della eventuale variazione di classe a seguito di piu'
              sinistri.  In  ogni  caso,   le   variazioni   peggiorative
              apportate alla classe di merito e i conseguenti  incrementi
              del premio per  gli  assicurati  che  hanno  esercitato  la
              facolta' di cui all'articolo 132-ter, comma 1, lettera  b),
              devono essere inferiori a quelli altrimenti applicati. 
                  4-ter.1.  Conseguentemente   al   verificarsi   di   un
              sinistro, qualora l'assicurato accetti  l'installazione  di
              uno  dei  dispositivi  di  cui  all'articolo  132-ter,   le
              variazioni peggiorative apportate alla classe di merito e i
              conseguenti incrementi del premio devono essere inferiori a
              quelli altrimenti applicati. 
                  4-quater. E' fatto comunque  obbligo  alle  imprese  di
              assicurazione di comunicare tempestivamente  al  contraente
              le  variazioni  peggiorative  apportate  alla   classe   di
              merito.". 
              Comma 15. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  135  del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni, cosi'
              come modificato dalla presente legge: 
                  "Art.135. (Banca dati sinistri e banche  dati  anagrafe
              testimoni e anagrafe  danneggiati).  -  1.  Allo  scopo  di
              rendere piu' efficace la  prevenzione  e  il  contrasto  di
              comportamenti fraudolenti nel settore  delle  assicurazioni
              obbligatorie  per  i  veicoli  a  motore  immatricolati  in
              Italia, sono istituite presso l'IVASS una  banca  dati  dei
              sinistri ad essi relativi  e  due  banche  dati  denominate
              «anagrafe testimoni» e «anagrafe danneggiati». 
                  2. Le imprese di assicurazione  autorizzate  in  Italia
              all'esercizio   dell'assicurazione    obbligatoria    della
              responsabilita' civile  derivante  dalla  circolazione  dei
              veicoli  a  motore  sono  tenute  a   comunicare   i   dati
              riguardanti i sinistri gestiti, compresi i sinistri gestiti
              in qualita' di impresa  designata  ai  sensi  dell'articolo
              286,  nonche'  i  sinistri  gestiti  dall'Ufficio  centrale
              italiano  ai  sensi   dell'articolo   125,   comma   5,   e
              dell'articolo  296,  secondo  le  modalita'  stabilite  con
              regolamento adottato dall'IVASS.  Al  medesimo  adempimento
              sono tenute le imprese aventi  sede  legale  in  uno  Stato
              membro dell'Unione europea ammesse a operare in  Italia  in
              regime di libera prestazione dei servizi  o  in  regime  di
              stabilimento e abilitate  all'esercizio  dell'assicurazione
              obbligatoria della responsabilita' civile  derivante  dalla
              circolazione dei veicoli  a  motore  nel  territorio  della
              Repubblica. 
                  3. Le procedure di organizzazione e  di  funzionamento,
              le modalita' e le condizioni di accesso alle banche dati di
              cui al comma 1, da parte delle  pubbliche  amministrazioni,
              dell'autorita' giudiziaria, delle forze di  polizia,  delle
              imprese di assicurazione e di soggetti terzi,  nonche'  gli
              obblighi di consultazione delle banche dati da parte  delle
              imprese  di  assicurazione  in  fase  di  liquidazione  dei
              sinistri,  sono  stabiliti  dall'IVASS,  con   regolamento,
              sentiti  il  Ministero  dello  sviluppo  economico   e   il
              Ministero dell'interno, e, per i profili  di  tutela  della
              riservatezza,  il  Garante  per  la  protezione  dei   dati
              personali. 
                  3-bis. In caso di  sinistri  con  soli  danni  a  cose,
              l'identificazione  di  eventuali  testimoni  sul  luogo  di
              accadimento dell'incidente deve risultare dalla denuncia di
              sinistro o comunque dal primo atto formale del  danneggiato
              nei confronti dell'impresa di assicurazione o, in mancanza,
              deve essere richiesta  dall'impresa  di  assicurazione  con
              espresso   avviso    all'assicurato    delle    conseguenze
              processuali della mancata risposta. In  quest'ultimo  caso,
              l'impresa di assicurazione deve effettuare la richiesta  di
              indicazione dei testimoni con raccomandata  con  avviso  di
              ricevimento entro  il  termine  di  sessanta  giorni  dalla
              denuncia del sinistro e la parte che riceve tale  richiesta
              effettua  la  comunicazione  dei  testimoni,  a  mezzo   di
              raccomandata con avviso di ricevimento, entro il termine di
              sessanta giorni dalla ricezione della richiesta.  L'impresa
              di   assicurazione   deve    procedere    a    sua    volta
              all'individuazione  e  alla  comunicazione   di   eventuali
              ulteriori testimoni entro il termine  di  sessanta  giorni.
              Fatte  salve  le  risultanze  contenute  in  verbali  delle
              autorita' di polizia intervenute sul luogo  dell'incidente,
              l'identificazione dei  testimoni  avvenuta  in  un  momento
              successivo   comporta   l'inammissibilita'   della    prova
              testimoniale addotta. 
                  3-ter. In caso di  giudizio,  il  giudice,  sulla  base
              della documentazione prodotta, non ammette le testimonianze
              che non risultino acquisite secondo le  modalita'  previste
              dal  comma  3-bis.  Il  giudice  dispone  l'audizione   dei
              testimoni che non sono  stati  indicati  nel  rispetto  del
              citato comma 3-bis nei soli casi in cui risulti  comprovata
              l'oggettiva   impossibilita'    della    loro    tempestiva
              identificazione. 
                  3-quater.  Nelle  controversie  civili   promosse   per
              l'accertamento   della    responsabilita'    e    per    la
              quantificazione dei danni, il giudice, anche su documentata
              segnalazione  delle  parti  che,  a  tale   fine,   possono
              richiedere i dati all'IVASS, trasmette un'informativa  alla
              procura della Repubblica,  per  quanto  di  competenza,  in
              relazione  alla  ricorrenza  dei  medesimi  nominativi   di
              testimoni presenti in piu' di  tre  sinistri  negli  ultimi
              cinque anni registrati nella banca dati dei sinistri di cui
              al comma 1. Il presente comma non si applica agli ufficiali
              e agli agenti delle autorita' di polizia che sono  chiamati
              a testimoniare.". 
              Comma 16. 
                  -  Il  testo  dell'articolo  135   del   codice   delle
              assicurazioni private, di  cui  al  decreto  legislativo  7
              settembre 2005, n. 209, e  successive  modificazioni,  come
              modificato dalla presente legge, e' riportato  in  nota  al
              comma 15. 
              Comma 20. 
                  -  Il  testo  dell'articolo  32  del  decreto-legge  24
              gennaio  2012,  n.   1   (Disposizioni   urgenti   per   la
              concorrenza,  lo  sviluppo  delle   infrastrutture   e   la
              competitivita'), convertito, con modificazioni, dalla legge
              24 marzo 2012, n. 27, come modificato dalla presente legge,
              e' riportato in nota al comma 5. 
                  - Il decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196  (codice
              in materia di protezione dei dati personali) e'  pubblicato
              nella Gazzetta Ufficiale 29 luglio 2003, n. 174. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 28  del  codice  in
              materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto
              legislativo 30 giugno 2003, n.196: 
                  "Art. 28. (Titolare del trattamento). -  1.  Quando  il
              trattamento e' effettuato da una persona giuridica, da  una
              pubblica amministrazione o  da  un  qualsiasi  altro  ente,
              associazione od  organismo,  titolare  del  trattamento  e'
              l'entita'  nel  suo  complesso  o  l'unita'  od   organismo
              periferico che esercita un  potere  decisionale  del  tutto
              autonomo sulle finalita' e sulle modalita' del trattamento,
              ivi compreso il profilo della sicurezza.". 
              Comma 21. 
                  -  Il  testo  dell'articolo  148   del   codice   delle
              assicurazioni private, di  cui  al  decreto  legislativo  7
              settembre 2005, n.  209,  come  modificato  dalla  presente
              legge, e' riportato in nota al comma 9. 
                  -  Il  testo  dell'articolo  21  del  decreto-legge  18
              ottobre 2012, n.  179  (Ulteriori  misure  urgenti  per  la
              crescita del Paese), convertito, con  modificazioni,  dalla
              legge 17 dicembre 2012, n. 221, e successive  modificazioni
              e' riportato in nota al comma 2. 
              Comma 22. 
                  -  Il  testo  dell'articolo  148   del   codice   delle
              assicurazioni private, di  cui  al  decreto  legislativo  7
              settembre 2005, n.  209,  come  modificato  dalla  presente
              legge, e' riportato in nota al comma 9. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  145  del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni: 
                  "Art.145. (Proponibilita' dell'azione di risarcimento).
              - 1. Nel caso si applichi la procedura di cui  all'articolo
              148, l'azione per il risarcimento dei danni  causati  dalla
              circolazione dei veicoli e dei natanti, per i quali  vi  e'
              obbligo di assicurazione, puo' essere  proposta  solo  dopo
              che siano decorsi sessanta giorni, ovvero novanta  in  caso
              di danno alla persona,  decorrenti  da  quello  in  cui  il
              danneggiato abbia chiesto all'impresa di  assicurazione  il
              risarcimento del danno, a mezzo  lettera  raccomandata  con
              avviso di ricevimento, anche  se  inviata  per  conoscenza,
              avendo osservato  le  modalita'  ed  i  contenuti  previsti
              all'articolo 148. 
                  2. Nel caso in cui si  applichi  la  procedura  di  cui
              all'articolo 149 l'azione per  il  risarcimento  dei  danni
              causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, per i
              quali vi e' obbligo di assicurazione, puo' essere  proposta
              solo dopo che siano decorsi sessanta giorni, ovvero novanta
              in caso di danno alla persona, decorrenti da quello in  cui
              il  danneggiato  abbia  chiesto  alla  propria  impresa  di
              assicurazione il risarcimento del danno,  a  mezzo  lettera
              raccomandata  con  avviso  di  ricevimento,   inviata   per
              conoscenza all'impresa di assicurazione dell'altro  veicolo
              coinvolto, avendo osservato le  modalita'  ed  i  contenuti
              previsti dagli articoli 149 e 150.". 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  146  del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni: 
                  "Art. 146. (Diritto di accesso agli atti). -  1.  Fermo
              restando quanto previsto  per  l'accesso  ai  singoli  dati
              personali dal codice in  materia  di  protezione  dei  dati
              personali,   le   imprese   di   assicurazione    esercenti
              l'assicurazione obbligatoria della  responsabilita'  civile
              derivante dalla circolazione dei veicoli  a  motore  e  dei
              natanti sono  tenute  a  consentire  ai  contraenti  ed  ai
              danneggiati il diritto di accesso agli atti  a  conclusione
              dei   procedimenti   di   valutazione,   constatazione    e
              liquidazione dei danni che li riguardano. 
                  2. L'esercizio del diritto di accesso non e' consentito
              quando abbia ad oggetto atti relativi ad  accertamenti  che
              evidenziano indizi o prove di comportamenti fraudolenti. E'
              invece sospeso in pendenza di controversia giudiziaria  tra
              l'impresa  e  il  richiedente,  fermi  restando  i   poteri
              attribuiti dalla legge all'autorita' giudiziaria. 
                  3. Se, entro sessanta giorni dalla  richiesta  scritta,
              l'assicurato o il danneggiato non e' messo in condizione di
              prendere visione degli atti richiesti ed estrarne  copia  a
              sue spese, puo' inoltrare reclamo all'IVASS anche  al  fine
              di veder garantito il proprio diritto. 
                  4. Il Ministro dello sviluppo  economico,  di  concerto
              con il Ministro della giustizia, con  regolamento  adottato
              su proposta dell'IVASS, individua la tipologia  degli  atti
              soggetti e di quelli esclusi dall'accesso e  determina  gli
              obblighi delle imprese, gli oneri a carico dei richiedenti,
              nonche' i termini e le altre condizioni per l'esercizio del
              diritto di cui al comma 1.". 
              Comma 23. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  201  del  codice
              della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992,
              n. 285 e successive modificazioni,  come  modificato  dalla
              presente legge: 
                  "Art.  201.  (Notificazione  delle  violazioni).  -  1.
              Qualora  la  violazione  non  possa  essere  immediatamente
              contestata,  il  verbale,  con  gli   estremi   precisi   e
              dettagliati della  violazione  e  con  la  indicazione  dei
              motivi  che  hanno  reso   impossibile   la   contestazione
              immediata, deve, entro  novanta  giorni  dall'accertamento,
              essere  notificato  all'effettivo  trasgressore  o,  quando
              questi non sia stato identificato e si tratti di violazione
              commessa dal conducente di un veicolo a motore,  munito  di
              targa, ad uno dei soggetti indicati  nell'art.  196,  quale
              risulta dai pubblici registri alla data  dell'accertamento.
              Se si tratta di ciclomotore la  notificazione  deve  essere
              fatta all'intestatario del contrassegno di identificazione.
              Nel caso di accertamento  della  violazione  nei  confronti
              dell'intestatario  del  veicolo  che  abbia  dichiarato  il
              domicilio legale ai sensi dell'articolo 134,  comma  1-bis,
              la notificazione del verbale e' validamente eseguita quando
              sia stata effettuata presso il  medesimo  domicilio  legale
              dichiarato    dall'interessato.     Qualora     l'effettivo
              trasgressore  od   altro   dei   soggetti   obbligati   sia
              identificato   successivamente   alla   commissione   della
              violazione la notificazione  puo'  essere  effettuata  agli
              stessi entro novanta giorni dalla data in cui risultino dai
              pubblici registri o  nell'archivio  nazionale  dei  veicoli
              l'intestazione  del  veicolo   e   le   altre   indicazioni
              identificative degli interessati o comunque dalla  data  in
              cui la  pubblica  amministrazione  e'  posta  in  grado  di
              provvedere alla loro identificazione. Quando la  violazione
              sia stata contestata  immediatamente  al  trasgressore,  il
              verbale  deve  essere  notificato  ad  uno   dei   soggetti
              individuati ai sensi dell'articolo 196 entro  cento  giorni
              dall'accertamento  della  violazione.   Per   i   residenti
              all'estero  la  notifica  deve  essere   effettuata   entro
              trecentosessanta giorni dall'accertamento. 
                  1-bis. Fermo restando quanto indicato dal comma 1,  nei
              seguenti casi la contestazione immediata non e'  necessaria
              e  agli  interessati  sono  notificati  gli  estremi  della
              violazione nei termini di cui al comma 1: 
                    a) impossibilita' di raggiungere un veicolo  lanciato
              ad eccessiva velocita'; 
                    b) attraversamento di un  incrocio  con  il  semaforo
              indicante la luce rossa; 
                    c) sorpasso vietato; 
                    d)  accertamento  della  violazione  in  assenza  del
              trasgressore e del proprietario del veicolo; 
                    e)  accertamento  della  violazione  per   mezzo   di
              appositi apparecchi  di  rilevamento  direttamente  gestiti
              dagli   organi   di   Polizia   stradale   e   nella   loro
              disponibilita'    che    consentono    la    determinazione
              dell'illecito  in  tempo  successivo  poiche'  il   veicolo
              oggetto del rilievo e' a distanza dal posto di accertamento
              o comunque nell'impossibilita' di essere fermato  in  tempo
              utile o nei modi regolamentari; 
                    f) accertamento effettuato con i dispositivi  di  cui
              all'articolo 4 del decreto-legge 20 giugno  2002,  n.  121,
              convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto  2002,
              n. 168, e successive modificazioni; 
                    g)  rilevazione  degli   accessi   di   veicoli   non
              autorizzati  ai  centri  storici,  alle  zone  a   traffico
              limitato, alle aree pedonali, alle  piazzole  di  carico  e
              scarico di merci, o della circolazione sulle corsie e sulle
              strade  riservate   attraverso   i   dispositivi   previsti
              dall'articolo 17, comma  133-bis,  della  legge  15  maggio
              1997, n. 127; (1255) 
                    g-bis) accertamento  delle  violazioni  di  cui  agli
              articoli 80, 141, 143, commi 11 e 12, 146, 167,  170,  171,
              193, 213  e  214,  per  mezzo  di  appositi  dispositivi  o
              apparecchiature di rilevamento. 
                  g-ter) accertamento, per mezzo di appositi  dispositivi
              o  apparecchiature   di   rilevamento,   della   violazione
              dell'obbligo  dell'assicurazione  per  la   responsabilita'
              civile verso terzi, effettuato mediante  il  confronto  dei
              dati  rilevati   riguardanti   il   luogo,   il   tempo   e
              l'identificazione  dei  veicoli   con   quelli   risultanti
              dall'elenco dei veicoli a motore che non risultano  coperti
              dall'assicurazione  per  la  responsabilita'  civile  verso
              terzi, di cui all'articolo 31, comma 2,  del  decreto-legge
              24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla
              legge 24 marzo 2012, n. 27. 
                  1-ter. Nei casi diversi da quelli di cui al comma 1-bis
              nei quali non e' avvenuta la  contestazione  immediata,  il
              verbale notificato agli interessati  deve  contenere  anche
              l'indicazione dei motivi  che  hanno  reso  impossibile  la
              contestazione immediata. Nei casi previsti alle lettere b),
              f) e g) del comma 1-bis non e' necessaria la presenza degli
              organi di polizia stradale qualora  l'accertamento  avvenga
              mediante rilievo con dispositivi o apparecchiature che sono
              stati omologati ovvero approvati per  il  funzionamento  in
              modo completamente automatico. Tali strumenti devono essere
              gestiti direttamente dagli organi di  polizia  stradale  di
              cui all'articolo 12, comma 1. 
                  1-quater.  In   occasione   della   rilevazione   delle
              violazioni di cui al comma 1-bis, lettera  g-bis),  non  e'
              necessaria la presenza degli  organi  di  polizia  stradale
              qualora  l'accertamento  avvenga  mediante  dispositivi   o
              apparecchiature che sono stati omologati  ovvero  approvati
              per il funzionamento in modo completamente automatico. Tali
              strumenti devono essere gestiti direttamente  dagli  organi
              di polizia stradale di cui  all'articolo  12,  comma  1,  e
              fuori dei  centri  abitati  possono  essere  installati  ed
              utilizzati  solo  sui  tratti  di  strada  individuati  dai
              prefetti,  secondo  le  direttive  fornite  dal   Ministero
              dell'interno, sentito il Ministero delle  infrastrutture  e
              dei trasporti.  I  tratti  di  strada  di  cui  al  periodo
              precedente sono individuati  tenendo  conto  del  tasso  di
              incidentalita'    e    delle    condizioni     strutturali,
              plano-altimetriche e di traffico. 
                  1-quinquies.  In  occasione  della  rilevazione   delle
              violazioni di cui al comma 1-bis, lettera  g-ter),  non  e'
              necessaria la presenza degli  organi  di  polizia  stradale
              qualora  l'accertamento  avvenga  mediante  dispositivi   o
              apparecchiature che sono stati omologati  ovvero  approvati
              per il funzionamento in modo completamente automatico. Tali
              strumenti devono essere gestiti direttamente  dagli  organi
              di polizia stradale di cui all'articolo 12,  comma  1,  del
              presente codice.  La  documentazione  fotografica  prodotta
              costituisce atto  di  accertamento,  ai  sensi  e  per  gli
              effetti dell'articolo 13 della legge 24 novembre  1981,  n.
              689,  in  ordine  alla  circostanza  che  al  momento   del
              rilevamento un determinato  veicolo,  munito  di  targa  di
              immatricolazione, stava circolando sulla  strada.  Qualora,
              in base alle risultanze del raffronto dei dati  di  cui  al
              citato comma 1-bis, lettera g-ter), risulti che al  momento
              del   rilevamento   un   veicolo   munito   di   targa   di
              immatricolazione   fosse   sprovvisto    della    copertura
              assicurativa   obbligatoria,   si   applica   la   sanzione
              amministrativa ai sensi dell'articolo 193. 
                  2. Qualora la residenza, la dimora o il  domicilio  del
              soggetto cui deve essere effettuata la notifica  non  siano
              noti, la notifica stessa non e' obbligatoria nei  confronti
              di quel soggetto e si effettua agli altri soggetti  di  cui
              al comma 1. 
                  2-bis. Le informazioni utili ai fini della notifica del
              verbale all'effettivo trasgressore ed agli  altri  soggetti
              obbligati  possono  essere  assunte   anche   dall'Anagrafe
              tributaria. 
                  3. Alla notificazione si provvede a mezzo degli  organi
              indicati  nell'art.  12,  dei  messi  comunali  o   di   un
              funzionario  dell'amministrazione  che  ha   accertato   la
              violazione,  con  le  modalita'  previste  dal  codice   di
              procedura civile, ovvero a mezzo della  posta,  secondo  le
              norme sulle notificazioni a  mezzo  del  servizio  postale.
              Nelle medesime  forme  si  effettua  la  notificazione  dei
              provvedimenti di  revisione,  sospensione  e  revoca  della
              patente  di  guida  e  di  sospensione   della   carta   di
              circolazione.  Comunque,  le  notificazioni  si   intendono
              validamente eseguite quando  siano  fatte  alla  residenza,
              domicilio o sede del soggetto, risultante  dalla  carta  di
              circolazione  o   dall'archivio   nazionale   dei   veicoli
              istituito presso il Dipartimento per i trasporti  terrestri
              o dal P.R.A. o dalla patente di guida del conducente. 
                  4. Le spese di accertamento  e  di  notificazione  sono
              poste a carico di chi e' tenuto al pagamento della sanzione
              amministrativa pecuniaria. 
                  5.  L'obbligo  di  pagare  la  somma  dovuta   per   la
              violazione, a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria,
              si  estingue  nei  confronti  del   soggetto   a   cui   la
              notificazione  non  sia  stata   effettuata   nel   termine
              prescritto. 
                  5-bis. Nel  caso  di  accertamento  di  violazione  per
              divieto di fermata e di  sosta  ovvero  di  violazione  del
              divieto  di  accesso  o  transito  nelle  zone  a  traffico
              limitato, nelle aree pedonali o  in  zone  interdette  alla
              circolazione,  mediante   apparecchi   di   rilevamento   a
              distanza, quando dal pubblico  registro  automobilistico  o
              dal  registro  della  motorizzazione  il  veicolo   risulta
              intestato a soggetto  pubblico  istituzionale,  individuato
              con  decreto  del  Ministro  dell'interno,  il  comando   o
              l'ufficio che procede interrompe la procedura sanzionatoria
              per  comunicare  al  soggetto  intestatario   del   veicolo
              l'inizio del procedimento al fine di conoscere, tramite  il
              responsabile dell'ufficio da cui dipende il conducente  del
              veicolo,  se  lo  stesso,  in  occasione   della   commessa
              violazione, si trovava in  una  delle  condizioni  previste
              dall'articolo 4 della legge 24 novembre 1981,  n.  689.  In
              caso di sussistenza dell'esclusione della  responsabilita',
              il comando o l'ufficio procedente  trasmette  gli  atti  al
              prefetto ai sensi dell'articolo 203 per l'archiviazione. In
              caso contrario, si procede alla  notifica  del  verbale  al
              soggetto interessato ai sensi dell'articolo 196,  comma  1;
              dall'interruzione della procedura fino  alla  risposta  del
              soggetto  intestatario  del  veicolo  rimangono  sospesi  i
              termini per la notifica.". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 31,  comma  2,  del
              decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1  (Disposizioni  urgenti
              per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture  e  la
              competitivita'), convertito, con modificazioni, dalla legge
              24 marzo 2012, n. 27: 
                  "Art.   31.   Contrasto   della   contraffazione    dei
              contrassegni relativi ai contratti di assicurazione per  la
              responsabilita' civile verso i terzi per i danni  derivanti
              dalla circolazione dei veicoli a motore su strada. 
                  1. (Omissis). 
                  2. Il Ministero delle infrastrutture e  dei  trasporti,
              avvalendosi dei dati forniti gratuitamente dalle  compagnie
              di  assicurazione,  forma  periodicamente  un  elenco   dei
              veicoli   a    motore    che    non    risultano    coperti
              dall'assicurazione per la responsabilita'  civile  verso  i
              terzi  prevista  dall'articolo   122   del   codice   delle
              assicurazioni private, di  cui  al  decreto  legislativo  7
              settembre 2005, n.  209,  con  esclusione  dei  periodi  di
              sospensiva         dell'assicurazione          regolarmente
              contrattualizzati. Il Ministero delle infrastrutture e  dei
              trasporti comunica ai rispettivi proprietari  l'inserimento
              dei  veicoli  nell'elenco  di   cui   al   primo   periodo,
              informandoli circa le conseguenze previste  a  loro  carico
              nel  caso  in  cui  i  veicoli  stessi   siano   posti   in
              circolazione su strade di uso pubblico o su aree  a  queste
              equiparate. Gli iscritti nell'elenco hanno quindici  giorni
              di tempo per regolarizzare la propria posizione.  Trascorso
              il termine di quindici giorni dalla comunicazione, l'elenco
              di coloro che non hanno regolarizzato la propria  posizione
              viene messo a disposizione delle forze di polizia  e  delle
              prefetture competenti in ragione del luogo di residenza del
              proprietario del veicolo. Agli adempimenti di cui al  comma
              1 e di cui al primo periodo del presente comma si  provvede
              con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili
              a legislazione vigente.". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 12 del codice della
              strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285
              e successive modificazioni: 
                  "Art.  12.  (Espletamento  dei   servizi   di   polizia
              stradale). -  1.  L'espletamento  dei  servizi  di  polizia
              stradale previsti dal presente codice spetta: 
                    a)  in  via  principale  alla   specialita'   Polizia
              Stradale della Polizia di Stato; 
                    b) alla Polizia di Stato; 
                    c) all'Arma dei carabinieri; 
                    d) al Corpo della guardia di finanza; 
                    d-bis) ai Corpi e ai servizi di polizia  provinciale,
              nell'ambito del territorio di competenza; 
                    e) ai Corpi  e  ai  servizi  di  polizia  municipale,
              nell'ambito del territorio di competenza; 
                    f) ai funzionari del Ministero  dell'interno  addetti
              al servizio di polizia stradale; 
                    f-bis) al Corpo di polizia penitenziaria e  al  Corpo
              forestale dello Stato, in relazione ai compiti di istituto. 
                  2. L'espletamento dei servizi di cui  all'articolo  11,
              comma 1,  lettere  a)  e  b),  spetta  anche  ai  rimanenti
              ufficiali  e  agenti  di   polizia   giudiziaria   indicati
              nell'art. 57, commi 1 e 2, del codice di procedura penale. 
                  3. La prevenzione e l'accertamento delle violazioni  in
              materia di circolazione stradale e la tutela e il controllo
              sull'uso delle strade possono, inoltre, essere  effettuati,
              previo superamento di un esame  di  qualificazione  secondo
              quanto stabilito dal regolamento di esecuzione: 
                    a) dal personale  dell'Ispettorato  generale  per  la
              circolazione e la sicurezza stradale,  dell'Amministrazione
              centrale e periferica del Ministero delle infrastrutture  e
              dei trasporti, del Dipartimento per i  trasporti  terrestri
              appartenente  al  Ministero  delle  infrastrutture  e   dei
              trasporti e dal personale dell'A.N.A.S.; 
                    b) dal personale degli uffici competenti  in  materia
              di viabilita' delle regioni, delle province e  dei  comuni,
              limitatamente alle  violazioni  commesse  sulle  strade  di
              proprieta' degli enti da cui dipendono; 
                    c) dai dipendenti dello Stato, delle province  e  dei
              comuni aventi la qualifica o  le  funzioni  di  cantoniere,
              limitatamente alle violazioni commesse sulle strade  o  sui
              tratti di strade affidate alla loro sorveglianza; 
                    d) dal personale dell'ente  ferrovie  dello  Stato  e
              delle ferrovie e  tramvie  in  concessione,  che  espletano
              mansioni ispettive o  di  vigilanza,  nell'esercizio  delle
              proprie funzioni e limitatamente alle  violazioni  commesse
              nell'ambito dei passaggi a livello dell'amministrazione  di
              appartenenza; 
                    e) dal personale  delle  circoscrizioni  aeroportuali
              dipendenti  dal  Ministero  delle  infrastrutture   e   dei
              trasporti, nell'ambito delle aree di cui all'art. 6,  comma
              7; 
                    f) dai militari del Corpo delle capitanerie di porto,
              dipendenti  dal  Ministero  delle  infrastrutture   e   dei
              trasporti, nell'ambito delle aree di cui all'art. 6,  comma
              7. 
                  3-bis. I servizi  di  scorta  per  la  sicurezza  della
              circolazione,  nonche'  i  conseguenti  servizi  diretti  a
              regolare il traffico, di  cui  all'articolo  11,  comma  1,
              lettere c) e  d),  possono  inoltre  essere  effettuati  da
              personale abilitato a svolgere scorte tecniche  ai  veicoli
              eccezionali e ai trasporti in condizione di eccezionalita',
              limitatamente ai percorsi autorizzati con il rispetto delle
              prescrizioni imposte dagli enti  proprietari  delle  strade
              nei provvedimenti di autorizzazione o di  quelle  richieste
              dagli altri organi di polizia stradale di cui al comma 1. 
                  4. La scorta e  l'attuazione  dei  servizi  diretti  ad
              assicurare  la  marcia  delle  colonne   militari   spetta,
              inoltre, agli ufficiali, sottufficiali e militari di truppa
              delle Forze armate, appositamente qualificati con specifico
              attestato rilasciato dall'autorita' militare competente. 
                  5. I soggetti indicati nel presente  articolo,  eccetto
              quelli di cui al comma 3-bis, quando non siano in uniforme,
              per espletare i propri compiti di polizia  stradale  devono
              fare  uso  di  apposito  segnale  distintivo,  conforme  al
              modello stabilito nel regolamento.". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 13 della  legge  24
              novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale): 
                  "Art. 13. (Atti di accertamento). - Gli organi  addetti
              al controllo sull'osservanza delle disposizioni per la  cui
              violazione  e'  prevista  la  sanzione  amministrativa  del
              pagamento   di   una   somma   di   denaro   possono,   per
              l'accertamento delle violazioni di  rispettiva  competenza,
              assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e  di
              luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici,
              descrittivi  e  fotografici  e  ad  ogni  altra  operazione
              tecnica. 
                  Possono altresi' procedere al sequestro cautelare delle
              cose   che   possono   formare    oggetto    di    confisca
              amministrativa, nei modi e con i limiti con cui  il  codice
              di procedura penale  consente  il  sequestro  alla  polizia
              giudiziaria. 
                  E' sempre disposto il sequestro del veicolo a motore  o
              del natante posto  in  circolazione  senza  essere  coperto
              dall'assicurazione obbligatoria  e  del  veicolo  posto  in
              circolazione senza che per lo stesso sia  stato  rilasciato
              il documento di circolazione. 
                  All'accertamento  delle  violazioni   punite   con   la
              sanzione amministrativa  del  pagamento  di  una  somma  di
              denaro possono procedere anche gli ufficiali e  gli  agenti
              di polizia giudiziaria, i quali,  oltre  che  esercitare  i
              poteri indicati nei precedenti  commi,  possono  procedere,
              quando non sia possibile acquisire altrimenti gli  elementi
              di prova, a perquisizioni in luoghi diversi  dalla  privata
              dimora, previa  autorizzazione  motivata  del  pretore  del
              luogo  ove  le   perquisizioni   stesse   dovranno   essere
              effettuate. Si applicano le disposizioni  del  primo  comma
              dell'art. 333 e del primo e secondo comma dell'art. 334 del
              codice di procedura penale. 
                  E' fatto salvo l'esercizio degli  specifici  poteri  di
              accertamento previsti dalle leggi vigenti.". 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  193  del  codice
              della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992,
              n. 285 e successive modificazioni: 
                  "Art.    193.    (Obbligo     dell'assicurazione     di
              responsabilita' civile). - 1.  I  veicoli  a  motore  senza
              guida di rotaie, compreso i filoveicoli e i  rimorchi,  non
              possono essere posti in circolazione sulla strada senza  la
              copertura assicurativa a norma delle  vigenti  disposizioni
              di legge sulla responsabilita' civile verso terzi. 
                  2.    Chiunque    circola    senza     la     copertura
              dell'assicurazione e' soggetto alla sanzione amministrativa
              del pagamento di una somma da euro 849 ad euro 3.396. 
                  3. La sanzione amministrativa di  cui  al  comma  2  e'
              ridotta ad un quarto quando l'assicurazione del veicolo per
              la responsabilita' verso i terzi sia comunque resa operante
              nei quindici giorni successivi al termine di  cui  all'art.
              1901,  secondo  comma,  del  codice  civile.  La   sanzione
              amministrativa di cui al comma 2 e' altresi' ridotta ad  un
              quarto  quando  l'interessato  entro  trenta  giorni  dalla
              contestazione  della  violazione,   previa   autorizzazione
              dell'organo accertatore, esprime  la  volonta'  e  provvede
              alla  demolizione  e  alle  formalita'  di  radiazione  del
              veicolo. In tale caso l'interessato  ha  la  disponibilita'
              del veicolo e dei documenti relativi esclusivamente per  le
              operazioni di  demolizione  e  di  radiazione  del  veicolo
              previo  versamento  presso  l'organo  accertatore  di   una
              cauzione pari all'importo della  sanzione  minima  edittale
              previsto dal comma 2. Ad avvenuta demolizione certificata a
              norma  di  legge,  l'organo  accertatore   restituisce   la
              cauzione,  decurtata  dell'importo  previsto  a  titolo  di
              sanzione amministrativa pecuniaria. 
                  4. Si applica l'articolo 13, comma 3,  della  legge  24
              novembre 1981, n. 689. L'organo accertatore ordina  che  la
              circolazione   sulla   strada   del   veicolo   sia   fatta
              immediatamente cessare e che il veicolo stesso sia in  ogni
              caso prelevato,  trasportato  e  depositato  in  luogo  non
              soggetto a pubblico passaggio, individuato in via ordinaria
              dall'organo  accertatore  o,   in   caso   di   particolari
              condizioni,  concordato   con   il   trasgressore.   Quando
              l'interessato  effettua  il  pagamento  della  sanzione  in
              misura ridotta ai sensi dell'articolo 202,  corrisponde  il
              premio di assicurazione per almeno sei mesi e garantisce il
              pagamento delle spese di prelievo, trasporto e custodia del
              veicolo sottoposto a sequestro, l'organo di Polizia che  ha
              accertato la violazione dispone la restituzione del veicolo
              all'avente  diritto,  dandone  comunicazione  al  prefetto.
              Quando nei termini previsti non sia stato proposto  ricorso
              e  non  sia  avvenuto  il  pagamento  in  misura   ridotta,
              l'ufficio o comando da  cui  dipende  l'organo  accertatore
              invia il verbale al prefetto. Il verbale stesso costituisce
              titolo esecutivo ai sensi dell'articolo 203, comma 3, e  il
              veicolo e' confiscato ai sensi dell'articolo 213. 
                  4-bis. Salvo che  debba  essere  disposta  confisca  ai
              sensi  dell'articolo  240  del  codice  penale,  e'  sempre
              disposta la confisca amministrativa del  veicolo  intestato
              al conducente sprovvisto di copertura  assicurativa  quando
              sia fatto circolare  con  documenti  assicurativi  falsi  o
              contraffatti. Nei confronti di colui che abbia  falsificato
              o  contraffatto  i  documenti  assicurativi   di   cui   al
              precedente  periodo  e'   sempre   disposta   la   sanzione
              amministrativa accessoria della sospensione  della  patente
              di  guida  per  un  anno.  Si  applicano  le   disposizioni
              dell'articolo 213 del presente codice. 
                  4-ter.  L'accertamento  della  mancanza  di   copertura
              assicurativa   obbligatoria   del   veicolo   puo'   essere
              effettuato anche mediante il raffronto  dei  dati  relativi
              alle polizze emesse dalle imprese assicuratrici con  quelli
              provenienti dai dispositivi o apparecchiature di  cui  alle
              lettere e), f) e g)  del  comma  1-bis  dell'articolo  201,
              omologati ovvero approvati per  il  funzionamento  in  modo
              completamente  automatico  e  gestiti  direttamente   dagli
              organi di polizia stradale di cui all'articolo 12, comma 1. 
                  4-quater.  Qualora,  in  base   alle   risultanze   del
              raffronto dei dati di cui al comma 4-ter,  risulti  che  al
              momento del rilevamento  un  veicolo  munito  di  targa  di
              immatricolazione   fosse   sprovvisto    della    copertura
              assicurativa obbligatoria, l'organo di  polizia  procedente
              invita il proprietario o altro soggetto obbligato in solido
              a produrre il certificato di assicurazione obbligatoria, ai
              sensi e per gli effetti dell'articolo 180, comma 8. 
                  4-quinquies. La documentazione fotografica prodotta dai
              dispositivi  o  apparecchiature  di  cui  al  comma  4-ter,
              costituisce atto  di  accertamento,  ai  sensi  e  per  gli
              effetti dell'articolo 13 della legge 24 novembre  1981,  n.
              689,  in  ordine  alla  circostanza  che  al  momento   del
              rilevamento un determinato  veicolo,  munito  di  targa  di
              immatricolazione, stava circolando sulla strada." 
              Comma 24. 
                  - La legge 5  febbraio  1992,  n.122  (Disposizioni  in
              materia  di  sicurezza  della   circolazione   stradale   e
              disciplina dell'attivita' di autoriparazione) e' pubblicata
              nella Gazzetta Ufficiale 19 febbraio 1992, n. 41. 
              Comma 25. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 170-bis del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni,  come
              modificato dalla presente legge: 
                  "Art.  170-bis.  (Durata  del  contratto).  -   1.   Il
              contratto    di    assicurazione     obbligatoria     della
              responsabilita' civile  derivante  dalla  circolazione  dei
              veicoli a motore e dei natanti  ha  durata  annuale  o,  su
              richiesta  dell'assicurato,  di  anno  piu'  frazione,   si
              risolve automaticamente alla sua scadenza  naturale  e  non
              puo' essere tacitamente rinnovato, in  deroga  all'articolo
              1899, primo e secondo comma, del codice  civile.  L'impresa
              di assicurazione e' tenuta ad avvisare il contraente  della
              scadenza del  contratto  con  preavviso  di  almeno  trenta
              giorni e a mantenere operante, non  oltre  il  quindicesimo
              giorno successivo alla scadenza del contratto, la  garanzia
              prestata con  il  precedente  contratto  assicurativo  fino
              all'effetto della nuova polizza. 
                  1-bis. La risoluzione di cui  al  comma  1  si  applica
              anche alle assicurazioni dei rischi  accessori  al  rischio
              principale della  responsabilita'  civile  derivante  dalla
              circolazione dei  veicoli,  qualora  lo  stesso  contratto,
              ovvero  un  altro  contratto   stipulato   contestualmente,
              garantisca simultaneamente sia il rischio principale sia  i
              rischi accessori". 
              Comma 26. 
                  -  Si   riporta   il   testo   dell'articolo   3,   del
              decreto-legge 13 agosto  2011,  n.  138  (Ulteriori  misure
              urgenti  per  la  stabilizzazione  finanziaria  e  per   lo
              sviluppo), convertito, con modificazioni,  dalla  legge  14
              settembre 2011, n.  148,  come  modificata  dalla  presente
              legge: 
                  "Art.  3.  (Abrogazione  delle   indebite   restrizioni
              all'accesso  e  all'esercizio  delle  professioni  e  delle
              attivita' economiche). - 1.  Comuni,  Province,  Regioni  e
              Stato, entro il 30 settembre 2012,  adeguano  i  rispettivi
              ordinamenti  al  principio  secondo  cui   l'iniziativa   e
              l'attivita' economica privata sono libere  ed  e'  permesso
              tutto cio' che non e' espressamente vietato dalla legge nei
              soli casi di: 
                    a) vincoli derivanti dall'ordinamento  comunitario  e
              dagli obblighi internazionali; 
                    b)  contrasto  con  i  principi  fondamentali   della
              Costituzione; 
                    c) danno alla sicurezza, alla liberta', alla dignita'
              umana e contrasto con l'utilita' sociale; 
                    d)  disposizioni  indispensabili  per  la  protezione
              della salute umana, la conservazione delle specie animali e
              vegetali, dell'ambiente, del  paesaggio  e  del  patrimonio
              culturale; 
                    e) disposizioni relative alle attivita'  di  raccolta
              di giochi pubblici ovvero che comunque  comportano  effetti
              sulla finanza pubblica. 
                  2. Il comma 1 costituisce principio fondamentale per lo
              sviluppo  economico  e  attua   la   piena   tutela   della
              concorrenza tra le imprese. 
                  3. Sono in  ogni  caso  soppresse,  alla  scadenza  del
              termine di  cui  al  comma  1,  le  disposizioni  normative
              statali incompatibili  con  quanto  disposto  nel  medesimo
              comma, con conseguente diretta applicazione degli  istituti
              della   segnalazione   di    inizio    di    attivita'    e
              dell'autocertificazione  con  controlli  successivi.  Nelle
              more della decorrenza del predetto  termine,  l'adeguamento
              al  principio  di  cui  al  comma  1  puo'  avvenire  anche
              attraverso  gli  strumenti   vigenti   di   semplificazione
              normativa.  Entro  il  31  dicembre  2012  il  Governo   e'
              autorizzato ad adottare uno o  piu'  regolamenti  ai  sensi
              dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto  1988,  n.
              400,  con  i  quali  vengono  individuate  le  disposizioni
              abrogate per effetto di quanto disposto nel presente  comma
              ed e' definita la disciplina regolamentare della materia ai
              fini dell'adeguamento al principio di cui al comma 1. 
                  4. (abrogato). 
                  5. Fermo restando l'esame di Stato di cui  all'articolo
              33, quinto comma, della  Costituzione  per  l'accesso  alle
              professioni  regolamentate   secondo   i   principi   della
              riduzione e  dell'accorpamento,  su  base  volontaria,  fra
              professioni   che   svolgono   attivita'   similari,    gli
              ordinamenti professionali devono garantire che  l'esercizio
              dell'attivita' risponda  senza  eccezioni  ai  principi  di
              libera   concorrenza,    alla    presenza    diffusa    dei
              professionisti  su  tutto  il  territorio  nazionale,  alla
              differenziazione e pluralita'  di  offerta  che  garantisca
              l'effettiva possibilita' di scelta degli utenti nell'ambito
              della piu'  ampia  informazione  relativamente  ai  servizi
              offerti.  Con  decreto  del  Presidente  della   Repubblica
              emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge  23
              agosto 1988, n. 400, gli ordinamenti professionali dovranno
              essere riformati entro 12 mesi dalla  data  di  entrata  in
              vigore  del  presente  decreto  per  recepire  i   seguenti
              principi: 
                    a) l'accesso alla professione  e'  libero  e  il  suo
              esercizio  e'   fondato   e   ordinato   sull'autonomia   e
              sull'indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del
              professionista.   La   limitazione,   in   forza   di   una
              disposizione di legge,  del  numero  di  persone  che  sono
              titolate ad esercitare una certa professione  in  tutto  il
              territorio dello Stato o in una certa area  geografica,  e'
              consentita unicamente laddove essa risponda  a  ragioni  di
              interesse pubblico, tra cui in particolare quelle  connesse
              alla  tutela  della  salute  umana,  e  non  introduca  una
              discriminazione   diretta   o   indiretta   basata    sulla
              nazionalita' o, in  caso  di  esercizio  dell'attivita'  in
              forma  societaria,  della  sede   legale   della   societa'
              professionale; 
                    b) previsione dell'obbligo per il  professionista  di
              seguire  percorsi   di   formazione   continua   permanente
              predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati  dai
              consigli nazionali, fermo restando  quanto  previsto  dalla
              normativa vigente in  materia  di  educazione  continua  in
              medicina (ECM). La violazione  dell'obbligo  di  formazione
              continua determina un illecito disciplinare e come tale  e'
              sanzionato sulla base di quanto stabilito  dall'ordinamento
              professionale che dovra' integrare tale previsione; 
                    c) la disciplina del  tirocinio  per  l'accesso  alla
              professione deve conformarsi  a  criteri  che  garantiscano
              l'effettivo svolgimento dell'attivita' formativa e  il  suo
              adeguamento costante all'esigenza di assicurare il  miglior
              esercizio della professione; 
                    d) (abrogato); 
                    e) a tutela del cliente, il professionista e'  tenuto
              a stipulare idonea assicurazione  per  i  rischi  derivanti
              dall'esercizio     dell'attivita'     professionale.     Il
              professionista deve rendere noti  al  cliente,  al  momento
              dell'assunzione dell'incarico, gli  estremi  della  polizza
              stipulata  per  la  responsabilita'  professionale   e   il
              relativo massimale. Le condizioni  generali  delle  polizze
              assicurative  di  cui  al  presente  comma  possono  essere
              negoziate,  in  convenzione  con  i  propri  iscritti,  dai
              Consigli  Nazionali  e   dagli   enti   previdenziali   dei
              professionisti. In  ogni  caso,  fatta  salva  la  liberta'
              contrattuale delle  parti,  le  condizioni  generali  delle
              polizze assicurative di cui al periodo precedente prevedono
              l'offerta di un periodo di  ultrattivita'  della  copertura
              per le richieste di risarcimento presentate  per  la  prima
              volta entro i dieci anni  successivi  e  riferite  a  fatti
              generatori della responsabilita' verificatisi  nel  periodo
              di operativita' della copertura. La disposizione di cui  al
              periodo  precedente  si  applica,  altresi',  alle  polizze
              assicurative in corso di validita' alla data di entrata  in
              vigore della presente disposizione. A tal fine, a richiesta
              del  contraente  e  ferma  la  liberta'  contrattuale,   le
              compagnie assicurative  propongono  la  rinegoziazione  del
              contratto al richiedente secondo  le  nuove  condizioni  di
              premio; 
                    f) gli ordinamenti professionali  dovranno  prevedere
              l'istituzione di organi a livello territoriale, diversi  da
              quelli  aventi  funzioni  amministrative,  ai  quali   sono
              specificamente affidate l'istruzione e la  decisione  delle
              questioni  disciplinari  e  di  un  organo   nazionale   di
              disciplina.   La   carica   di   consigliere    dell'Ordine
              territoriale o di consigliere  nazionale  e'  incompatibile
              con quella di membro dei consigli di disciplina nazionali e
              territoriali. Le disposizioni della presente lettera non si
              applicano alle professioni sanitarie  per  le  quali  resta
              confermata la normativa vigente; 
                    g) la pubblicita' informativa, con ogni mezzo, avente
              ad oggetto l'attivita' professionale,  le  specializzazioni
              ed i titoli professionali  posseduti,  la  struttura  dello
              studio ed i  compensi  delle  prestazioni,  e'  libera.  Le
              informazioni devono essere trasparenti, veritiere, corrette
              e non devono essere equivoche, ingannevoli, denigratorie. 
                  5.1.  Limitatamente  agli  esercenti   le   professioni
              sanitarie, gli obblighi di cui al comma 5, lettera  e),  si
              applicano decorsi due anni dalla data di entrata in  vigore
              del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica   di   cui
              all'alinea del medesimo comma 5. 
                  5-bis. Le norme vigenti sugli ordinamenti professionali
              in contrasto con i principi di cui al comma 5,  lettere  da
              a) a g), sono abrogate con effetto dalla data di entrata in
              vigore del regolamento governativo di cui al comma 5 e,  in
              ogni caso, dalla data del 13 agosto 2012. 
                  5-ter. Il Governo, entro il 31 dicembre 2012,  provvede
              a raccogliere le disposizioni aventi forza di legge che non
              risultano abrogate per effetto del comma 5-bis in un  testo
              unico da emanare ai sensi dell'articolo 17-bis della  legge
              23 agosto 1988, n. 400. 
                  6.  Fermo  quanto  previsto  dal   comma   5   per   le
              professioni, l'accesso alle attivita' economiche e il  loro
              esercizio si basano sul principio di liberta' di impresa. 
                  7. Le disposizioni vigenti  che  regolano  l'accesso  e
              l'esercizio delle attivita' economiche devono garantire  il
              principio di  liberta'  di  impresa  e  di  garanzia  della
              concorrenza. Le disposizioni relative  all'introduzione  di
              restrizioni all'accesso  e  all'esercizio  delle  attivita'
              economiche  devono  essere   oggetto   di   interpretazione
              restrittiva, fermo in ogni caso quanto previsto al comma  1
              del presente articolo. 
                  8. Le restrizioni in materia di  accesso  ed  esercizio
              delle  attivita'   economiche   previste   dall'ordinamento
              vigente sono abrogate quattro mesi dopo l'entrata in vigore
              del presente decreto, fermo in ogni caso quanto previsto al
              comma 1 del presente articolo. 
                  9. Il termine "restrizione",  ai  sensi  del  comma  8,
              comprende: 
                    a) la limitazione, in forza di  una  disposizione  di
              legge,  del  numero  di  persone  che  sono   titolate   ad
              esercitare una attivita' economica in tutto  il  territorio
              dello Stato o in una certa area  geografica  attraverso  la
              concessione di licenze o autorizzazioni amministrative  per
              l'esercizio,  senza  che  tale  numero   sia   determinato,
              direttamente o indirettamente sulla base della  popolazione
              o di altri criteri di fabbisogno; 
                    b)  l'attribuzione  di   licenze   o   autorizzazioni
              all'esercizio di una attivita' economica solo  dove  ce  ne
              sia  bisogno   secondo   l'autorita'   amministrativa;   si
              considera che questo avvenga quando l'offerta di servizi da
              parte di persone che hanno gia'  licenze  o  autorizzazioni
              per l'esercizio di una attivita' economica non soddisfa  la
              domanda da parte  di  tutta  la  societa'  con  riferimento
              all'intero  territorio  nazionale  o  ad  una  certa   area
              geografica; 
                    c) il divieto di esercizio di una attivita' economica
              al di fuori di una certa area geografica e l'abilitazione a
              esercitarla solo all'interno di una determinata area; 
                    d)  l'imposizione   di   distanze   minime   tra   le
              localizzazioni delle sedi  deputate  all'esercizio  di  una
              attivita' economica; 
                    e) il divieto di esercizio di una attivita' economica
              in piu' sedi oppure in una o piu' aree geografiche; 
                    f) la limitazione  dell'esercizio  di  una  attivita'
              economica ad alcune categorie o divieto, nei  confronti  di
              alcune  categorie,   di   commercializzazione   di   taluni
              prodotti; 
                    g) la limitazione  dell'esercizio  di  una  attivita'
              economica attraverso l'indicazione  tassativa  della  forma
              giuridica richiesta all'operatore; 
                    h) l'imposizione di prezzi minimi o  commissioni  per
              la fornitura di beni  o  servizi,  indipendentemente  dalla
              determinazione,    diretta    o     indiretta,     mediante
              l'applicazione di un coefficiente di profitto  o  di  altro
              calcolo su base percentuale; 
                    i)  l'obbligo  di  fornitura  di  specifici   servizi
              complementari all'attivita' svolta. 
                  10. Le restrizioni diverse da quelle elencate nel comma
              9 precedente possono essere  revocate  con  regolamento  da
              emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge  23
              agosto 1988, n.  400,  emanato  su  proposta  del  Ministro
              competente entro quattro mesi dall'entrata  in  vigore  del
              presente decreto, fermo in ogni caso  quanto  previsto  dal
              comma 1 del presente articolo. 
                  11.  Singole  attivita'   economiche   possono   essere
              escluse,  in  tutto  o  in  parte,  dall'abrogazione  delle
              restrizioni disposta ai sensi del comma 8; in tal caso,  la
              suddetta esclusione, riferita alle limitazioni previste dal
              comma 9, puo' essere concessa, con decreto  del  Presidente
              del  Consiglio  dei  Ministri,  su  proposta  del  Ministro
              competente di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e
              delle   finanze,   sentita   l'Autorita'   garante    della
              concorrenza e del mercato, entro quattro mesi dalla data di
              entrata in vigore della legge di conversione  del  presente
              decreto, qualora: 
                    a)  la  limitazione  sia  funzionale  a  ragioni   di
              interesse pubblico, tra cui in particolare quelle  connesse
              alla tutela della salute umana; 
                    b)  la  restrizione  rappresenti  un  mezzo   idoneo,
              indispensabile  e,  dal  punto  di  vista  del   grado   di
              interferenza  nella  liberta'  economica,   ragionevolmente
              proporzionato all'interesse pubblico cui e' destinata; 
                    c) la restrizione non introduca  una  discriminazione
              diretta o indiretta basata sulla nazionalita' o,  nel  caso
              di societa', sulla sede legale dell'impresa. 
                  11-bis. In conformita' alla direttiva  2006/123/CE  del
              Parlamento europeo e del Consiglio, del 12  dicembre  2006,
              sono  invece  esclusi  dall'abrogazione  delle  restrizioni
              disposta ai sensi del comma 8 i servizi di taxi e  noleggio
              con conducente non  di  linea,  svolti  esclusivamente  con
              veicoli categoria M1, di cui  all'articolo  6  del  decreto
              legislativo 26 marzo 2010, n. 59. 
                  12. All'articolo 307, comma 10, del decreto legislativo
              15 marzo 2010, n. 66, recante  il  codice  dell'ordinamento
              militare, la lettera d) e' sostituita dalla seguente: 
                  «d) i proventi monetari derivanti  dalle  procedure  di
              cui alla  lettera  a)  sono  determinati  con  decreto  del
              Ministro  della  difesa,  di  concerto  con   il   Ministro
              dell'economia e delle finanze, tenuto anche conto dei saldi
              strutturali di finanza pubblica, e sono versati all'entrata
              del bilancio dello Stato  per  essere  destinati,  mediante
              riassegnazione anche in deroga ai limiti  previsti  per  le
              riassegnazioni, con decreto del  Ministro  dell'economia  e
              delle finanze, fino al 31  dicembre  2013,  agli  stati  di
              previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, per
              una quota corrispondente al 55 per cento, da  assegnare  al
              fondo ammortamento dei titoli di  Stato,  e  del  Ministero
              della difesa, per una quota corrispondente al 35 per cento,
              nonche'   agli   enti   territoriali    interessati    alle
              valorizzazioni, per la rimanente quota del 10 per cento. Le
              somme  riassegnate   al   Ministero   della   difesa   sono
              finalizzate esclusivamente a spese di investimento.  E'  in
              ogni caso  precluso  l'utilizzo  di  questa  somma  per  la
              copertura  di  oneri  di  parte  corrente.  Ai  fini  della
              valorizzazione dei medesimi beni,  le  cui  procedure  sono
              concluse entro il termine perentorio di centottanta  giorni
              dal  loro  avvio,  si  applicano  le  disposizioni  di  cui
              all'articolo  4,  comma  4-decies,  del  decreto-legge   25
              gennaio 2010, n. 2, convertito,  con  modificazioni,  dalla
              legge 26 marzo 2010, n.  42,  ovvero  all'articolo  34  del
              decreto  legislativo  18  agosto  2000,  n.   267,   e   la
              determinazione finale delle conferenze  di  servizio  o  il
              decreto  di  approvazione  degli  accordi   di   programma,
              comportanti variazione degli  strumenti  urbanistici,  sono
              deliberati dal  consiglio  comunale  entro  trenta  giorni,
              decorsi i quali i due  citati  provvedimenti,  in  caso  di
              mancata deliberazione, si intendono comunque ratificati. Il
              medesimo termine perentorio e il  meccanismo  del  silenzio
              assenso per la ratifica delle determinazioni  finali  delle
              conferenze  di  servizi  si  applicano  alle  procedure  di
              valorizzazione di cui all'articolo 314». (82) 
                  12-bis. All'articolo 8-bis del decreto-legge 13  maggio
              2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge  12
              luglio 2011, n. 106, sono apportate le seguenti modifiche: 
                    a)  al  comma  1,  le  parole:  «In  caso  di»   sono
              sostituite dalle seguenti: «Entro dieci giorni dalla» e  le
              parole da: «cancellate» fino a: «avvenuto  pagamento»  sono
              sostituite dalle seguenti: «integrate  dalla  comunicazione
              dell'avvenuto   pagamento.   La    richiesta    da    parte
              dell'istituto di credito deve pervenire immediatamente dopo
              l'avvenuto pagamento»; 
                    b) al comma 2, dopo le parole: «gia' registrate» sono
              inserite le seguenti: «e regolarizzate»  e  le  parole  da:
              «estinte» fino a: «presente decreto» sono sostituite  dalle
              seguenti: «aggiornate secondo le medesime modalita' di  cui
              al comma precedente.". 
              Comma 27. 
                  -  Si  riporta  il  testo  dell'articolo   10-bis   del
              decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, come modificato  dalla
              presente legge: 
                  "Art. 10-bis. (Accertamenti in materia  di  invalidita'
              conseguenti ad  incidenti  stradali).  -  1.  Fermo  quanto
              previsto dal codice penale, agli esercenti una  professione
              sanitaria che attestano falsamente uno stato di invalidita'
              conseguente  ad  incidente  stradale  da  cui   derivi   il
              risarcimento del danno connesso  a  carico  della  societa'
              assicuratrice, si applicano le disposizioni di cui ai commi
              1 e 3 dell' articolo 55-quinquies del  decreto  legislativo
              30 marzo 2001, n. 165. Nel caso di cui al presente comma il
              medico, ferme la responsabilita' penale e disciplinare e le
              relative sanzioni, e' obbligato al risarcimento  del  danno
              nei confronti della societa' assicuratrice. 
                  2. Ai fini del comma 1, ciascuna  regione  promuove  la
              costituzione di una commissione mista, senza oneri  per  il
              bilancio regionale, composta  da  un  rappresentante  della
              regione   medesima,   un   rappresentante   del   consiglio
              dell'ordine dei medici e degli odontoiatri su  designazione
              dell'organo   competente   ed   un   rappresentante   delle
              associazioni  di  categoria  delle  imprese   assicuratrici
              individuata con le procedure del CNEL. 
                  2-bis. Ai periti assicurativi che accertano  e  stimano
              falsamente danni a cose conseguenti a sinistri stradali  da
              cui  derivi  il  risarcimento  a  carico   della   societa'
              assicuratrice si applica la disciplina di cui al  comma  1,
              in quanto applicabile 
                  3. (abrogato). 
                  4. (abrogato).". 
              Comma 28. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  128  del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209, come  modificato  dalla  presente
              legge: 
                  "Art.  128.  (Massimali  di   garanzia).   -   1.   Per
              l'adempimento  dell'obbligo   di   assicurazione   per   la
              responsabilita' civile  derivante  dalla  circolazione  dei
              veicoli a motore e dei natanti, il contratto  e'  stipulato
              per somme non inferiori ai seguenti importi: 
                    a) nel caso di danni alle persone un  importo  minimo
              di  copertura  pari  ad  euro   6.070.000   per   sinistro,
              indipendentemente dal numero delle vittime; 
                    b) nel caso di danni alle cose un importo  minimo  di
              copertura   pari   ad   euro   1.220.000   per    sinistro,
              indipendentemente dal numero delle vittime. 
                  b-bis) per i veicoli a motore adibiti al  trasporto  di
              persone classificati nelle  categorie  M2  e  M3  ai  sensi
              dell'articolo 47 del codice della strada, di cui al decreto
              legislativo  30  aprile  1992,   n.   285,   e   successive
              modificazioni, un importo minimo di copertura pari  a  euro
              15.000.000  per  sinistro  per  i   danni   alle   persone,
              indipendentemente  dal  numero  delle  vittime,  e  a  euro
              1.000.000   per   sinistro   per   i   danni   alle   cose,
              indipendentemente dal numero dei danneggiati. 
                  2. I contratti  dell'assicurazione  obbligatoria  della
              responsabilita' civile  derivante  dalla  circolazione  dei
              veicoli a motore e dei natanti devono essere adeguati  agli
              importi minimi di copertura obbligatoria per i  danni  alle
              cose e per i danni alle persone di cui  al  comma  1  entro
              l'11 giugno 2012. 
                  3. Ogni cinque anni dalla data dell'11 giugno  2012  di
              cui al  comma  2  gli  importi  di  cui  al  comma  1  sono
              indicizzati   automaticamente   secondo    la    variazione
              percentuale indicata  dall'indice  europeo  dei  prezzi  al
              consumo (IPCE), previsto dal regolamento  (CE)  n.  2494/95
              del Consiglio, del 23 ottobre 1995,  relativo  agli  indici
              dei prezzi al consumo armonizzati. L'aumento effettuato  e'
              arrotondato ad un multiplo di euro 10.000. 
                  4.  Con  provvedimento  del  Ministro  dello   sviluppo
              economico, da pubblicare  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
              Repubblica italiana, e' stabilito l'adeguamento di  cui  al
              comma 3. 
                  5. Alla data dell'11 dicembre 2009 gli  importi  minimi
              di copertura devono essere pari ad almeno  la  meta'  degli
              ammontari di cui al comma 1." 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 47 del codice della
              strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285
              e successive modificazioni: 
                  "Art. 47. (Classificazione dei veicoli). - 1. I veicoli
              si classificano, ai fini del presente codice, come segue: 
                    a) veicoli a braccia; 
                    b) veicoli a trazione animale; 
                    c) velocipedi; 
                    d) slitte; 
                    e) ciclomotori; 
                    f) motoveicoli; 
                    g) autoveicoli; 
                    h) filoveicoli; 
                    i) rimorchi; 
                    l) macchine agricole; 
                    m) macchine operatrici; 
                    n) veicoli con caratteristiche atipiche. 
                  2. I veicoli a motore e i  loro  rimorchi,  di  cui  al
              comma 1, lettere e), f), g), h),  i)  e  n)  sono  altresi'
              classificati   come   segue   in   base   alle    categorie
              internazionali: 
                    a) - categoria L1e: veicoli a due ruote la cilindrata
              del cui motore (se si tratta di motore termico) non  supera
              i  50  cc  e  la  cui  velocita'  massima  di   costruzione
              (qualunque sia il sistema di propulsione) non supera  i  45
              km/h; 
                    categoria L2e: veicoli a tre ruote la cilindrata  del
              cui motore (se si tratta di motore termico) non supera i 50
              cc e la cui velocita' massima di costruzione (qualunque sia
              il sistema di propulsione) non supera i 45 km/h; 
                    categoria L3e: veicoli a due ruote la cilindrata  del
              cui motore (se si tratta di motore termico) supera i 50  cc
              o la cui velocita' massima di costruzione (qualunque sia il
              sistema di propulsione) supera i 45 km/h; 
                    categoria  L4e:  veicoli  a  tre  ruote  asimmetriche
              rispetto all'asse longitudinale mediano, la cilindrata  del
              cui motore (se si tratta di motore termico) supera i 50  cc
              o la cui velocita' massima di costruzione (qualunque sia il
              sistema di propulsione) supera i  45  km/h  (motocicli  con
              carrozzetta laterale); 
                    categoria  L5e:  veicoli  a  tre  ruote   simmetriche
              rispetto all'asse longitudinale mediano, la cilindrata  del
              cui motore (se si tratta di motore termico) supera i 50  cc
              o la cui velocita' massima di costruzione (qualunque sia il
              sistema di propulsione) supera i 45 km/h; 
                    categoria L6e: quadricicli leggeri, la  cui  massa  a
              vuoto e' inferiore o pari a 350 kg, esclusa la massa  delle
              batterie per i veicoli elettrici, la cui velocita'  massima
              per costruzione e' inferiore o uguale a 45 km/h  e  la  cui
              cilindrata del motore e' inferiore o pari a 50  cm³  per  i
              motori ad accensione comandata; o la  cui  potenza  massima
              netta e' inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori,  a
              combustione interna; o la  cui  potenza  nominale  continua
              massima  e'  inferiore  o  uguale  a  4  kW  per  i  motori
              elettrici. Tali veicoli  sono  conformi  alle  prescrizioni
              tecniche applicabili  ai  ciclomotori  a  tre  ruote  della
              categoria L2e,  salvo  altrimenti  disposto  da  specifiche
              disposizioni comunitarie; 
                    categoria L7e: i quadricicli, diversi  da  quelli  di
              cui alla categoria L6e, la cui massa a vuoto e' inferiore o
              pari a 400 kg (550 kg per i veicoli destinati al  trasporto
              di merci), esclusa la massa delle batterie  per  i  veicoli
              elettrici, e la cui potenza massima  netta  del  motore  e'
              inferiore o uguale a 15 kW. Tali veicoli  sono  considerati
              come tricicli e sono conformi  alle  prescrizioni  tecniche
              applicabili  ai  tricicli   della   categoria   L5e   salvo
              altrimenti disposto da specifiche disposizioni comunitarie; 
                    b) - categoria  M:  veicoli  a  motore  destinati  al
              trasporto di persone ed aventi almeno quattro ruote; 
                    categoria  M1:  veicoli  destinati  al  trasporto  di
              persone, aventi al massimo otto posti  a  sedere  oltre  al
              sedile del conducente; 
                    categoria  M2:  veicoli  destinati  al  trasporto  di
              persone, aventi piu' di otto posti a sedere oltre al sedile
              del conducente e massa massima non superiore a 5 t; 
                    categoria  M3:  veicoli  destinati  al  trasporto  di
              persone, aventi piu' di otto posti a sedere oltre al sedile
              del conducente e massa massima superiore a 5 t; 
                    c) - categoria  N:  veicoli  a  motore  destinati  al
              trasporto di merci, aventi almeno quattro ruote; 
                    categoria  N1:  veicoli  destinati  al  trasporto  di
              merci, aventi massa massima non superiore a 3,5 t; 
                    categoria  N2:  veicoli  destinati  al  trasporto  di
              merci, aventi massa  massima  superiore  a  3,5  t  ma  non
              superiore a 12 t; 
                    categoria  N3:  veicoli  destinati  al  trasporto  di
              merci, aventi massa massima superiore a 12 t; 
                    d) - categoria O: rimorchi (compresi i semirimorchi); 
                    categoria  O1:  rimorchi  con   massa   massima   non
              superiore a 0,75 t; 
                    categoria O2: rimorchi con massa massima superiore  a
              0,75 t ma non superiore a 3,5 t; 
                    categoria O3: rimorchi con massa massima superiore  a
              3,5 t ma non superiore a 10 t; 
                    categoria O4: rimorchi con massa massima superiore  a
              10 t.". 
                  -  Il  testo  dell'articolo  135   del   codice   delle
              assicurazioni private, di  cui  al  decreto  legislativo  7
              settembre 2005, n. 209, e  successive  modificazioni,  come
              modificato dalla presente legge, e' riportato  in  nota  al
              comma 15. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  286  del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209: 
                  "Art. 286. (Liquidazione dei danni a cura  dell'impresa
              designata). - 1. La liquidazione dei danni per  i  sinistri
              di cui all'articolo 283, comma 1, lettere a), b),  c),  d),
              d-bis)  e  d-ter),  e'  effettuata  a  cura  di  un'impresa
              designata   dall'IVASS   secondo   quanto   previsto    nel
              regolamento adottato dal Ministro dello sviluppo economico.
              L'impresa provvede alla liquidazione dei danni anche per  i
              sinistri  verificatisi  oltre  la  scadenza   del   periodo
              assegnato e fino alla data indicata nel  provvedimento  che
              designi altra impresa. 
                  2.  Le  somme  anticipate  dalle   imprese   designate,
              comprese le spese ed al netto  delle  somme  recuperate  ai
              sensi dell'articolo 292, sono  rimborsate  dalla  CONSAP  -
              Fondo di garanzia per le vittime della strada,  secondo  le
              convenzioni,  stipulate  fra  le  imprese  e  il  Fondo  di
              garanzia   per   le   vittime   della   strada,    soggette
              all'approvazione del Ministero dello sviluppo economico  su
              proposta dell'IVASS. 
                  3.  Le   imprese   designate   sono   sottoposte,   per
              l'attivita' oggetto delle convenzioni, alle  direttive  per
              il regolare svolgimento delle  operazioni  di  liquidazione
              dei danni emanate  in  via  generale  o  particolare  dalla
              CONSAP". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 125, comma  5,  del
              codice delle  assicurazioni  private,  di  cui  al  decreto
              legislativo 7 settembre 2005, n. 209: 
                  "Art.  125.  (Veicoli   e   natanti   immatricolati   o
              registrati in Stati esteri). 
                  (Omissis). 
                  5.  Nell'ipotesi  di  cui  al  comma  3,  lettera   c),
              l'Ufficio centrale italiano provvede alla liquidazione  dei
              danni, garantendone il pagamento agli aventi  diritto,  nei
              limiti dei massimali minimi di legge  o,  se  maggiori,  di
              quelli   eventualmente   previsti    dalla    polizza    di
              assicurazione alla quale si riferisce la carta verde. Nelle
              ipotesi di cui al comma 3, lettera b), ed in quelle di  cui
              al comma  4,  l'Ufficio  centrale  italiano  provvede  alla
              liquidazione dei danni cagionati in Italia, garantendone il
              pagamento agli aventi  diritto  nei  limiti  dei  massimali
              minimi di legge o, se  maggiori,  di  quelli  eventualmente
              previsti dalla polizza di assicurazione. 
                  (Omissis).". 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  296  del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209: 
                  "Art. 296. (Organismo di  indennizzo  italiano).  -  1.
              Alla CONSAP, quale gestore del Fondo  di  garanzia  per  le
              vittime  della  strada,  e'  riconosciuta  la  funzione  di
              Organismo di indennizzo italiano. 
                  2. L'Organismo di indennizzo italiano nello svolgimento
              delle sue funzioni  puo'  avvalersi  dell'Ufficio  centrale
              italiano  secondo  le  modalita'  stabilite  con   apposita
              convenzione." 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  303  del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209, come  modificato  dalla  presente
              legge: 
                  "Art. 303. (Fondo di  garanzia  per  le  vittime  della
              caccia). - 1. Il Fondo di garanzia  per  le  vittime  della
              caccia e' amministrato, sotto la  vigilanza  del  Ministero
              dello sviluppo economico, dalla CONSAP con l'assistenza  di
              un apposito comitato. 
                  2. Il Ministro dello sviluppo economico disciplina, con
              regolamento,   le   condizioni   e    le    modalita'    di
              amministrazione, di intervento e di rendiconto del Fondo di
              garanzia  per  le  vittime   della   caccia,   nonche'   la
              composizione del comitato di cui al comma 1. 
                  3.   Le   imprese   autorizzate   all'esercizio   delle
              assicurazioni per la responsabilita' venatoria sono  tenute
              a versare annualmente alla CONSAP,  gestione  autonoma  del
              Fondo  di  garanzia  per  le  vittime  della   caccia,   un
              contributo commisurato  al  premio  incassato  per  ciascun
              contratto  stipulato   in   adempimento   dell'obbligo   di
              assicurazione. 
                  4. Il regolamento  di  cui  al  comma  2  determina  le
              modalita'  di   fissazione   annuale   della   misura   del
              contributo, nel limite massimo del quindici per  cento  del
              premio  imponibile,  tenuto  conto  dei   risultati   della
              liquidazione dei danni che sono determinati nel  rendiconto
              annualmente  predisposto  dal  comitato  di  gestione   del
              fondo.". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 326, comma  1,  del
              codice delle  assicurazioni  private,  di  cui  al  decreto
              legislativo 7 settembre 2005, n. 209: 
                  "Art. 326. (Procedura di  applicazione  delle  sanzioni
              amministrative - pecuniarie). - 1.  L'IVASS,  ad  eccezione
              dei  casi  di  assoluta  mancanza  di  pregiudizio  per  il
              tempestivo esercizio delle funzioni di vigilanza o per  gli
              interessi degli assicurati e degli altri aventi  diritto  a
              prestazioni assicurative, nel termine di centoventi  giorni
              dall'accertamento dell'infrazione, ovvero  nel  termine  di
              centottanta per i soggetti residenti  all'estero,  provvede
              alla  contestazione  degli  addebiti  nei   confronti   dei
              possibili responsabili della violazione. Limitatamente alle
              violazioni di cui agli articoli 148 e 149  e  fermo  quanto
              previsto ai commi 2 e 3, la procedura puo'  essere  sospesa
              dall'IVASS fino a novanta giorni qualora l'impresa dimostri
              che  sono  in  corso  accertamenti  dovuti  ad  un  fondato
              sospetto di frode. Alla scadenza del periodo di sospensione
              senza che l'impresa  abbia  proposto  querela  o  denuncia,
              riprende a decorrere il termine di cui ai commi 2 e  3.  La
              proposizione della querela o  della  denuncia  sospende  la
              procedura. La  sentenza  o  il  diverso  provvedimento  del
              giudice che  decide  il  procedimento  penale  estingue  la
              violazione. 
                  (Omissis).". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 154, commi 4  e  5,
              del codice delle assicurazioni private, di cui  al  decreto
              legislativo 7 settembre 2005, n. 209: 
                  "Art. 154. (Centro di informazione italiano). 
                  (Omissis). 
                  4.  Le  imprese  di  assicurazione   che   coprono   la
              responsabilita' civile  derivante  dalla  circolazione  dei
              veicoli, che stazionano abitualmente nel  territorio  della
              Repubblica, sono tenute a comunicare in via  sistematica  i
              dati relativi ai numeri di targa dei veicoli assicurati, ai
              numeri di polizza, alla data di cessazione della  copertura
              assicurativa,  ai   nominativi   dei   mandatari   per   la
              liquidazione dei sinistri nominati in ciascuno Stato membro
              e, a richiesta, tempestivamente i dati relativi al nome  ed
              indirizzo   del   proprietario   o   dell'usufruttuario   o
              dell'acquirente  con  patto  di  riservato  dominio  o  del
              locatario in caso di locazione finanziaria. 
                  5. Le procedure, i tempi e le modalita'  di  invio  dei
              dati da parte delle imprese di assicurazione, le  modalita'
              del relativo trattamento dei dati e di gestione del  Centro
              di  informazione  italiano,  anche  nei   confronti   degli
              interessati  e  degli  aventi  diritto  alle  informazioni,
              nonche' le modalita' di accesso alle  informazioni  per  le
              imprese di assicurazione ed i mandatari per la liquidazione
              dei sinistri, sono definite con regolamento adottato  dalla
              CONSAP, sentito il  Garante  per  la  protezione  dei  dati
              personali. Con lo stesso  regolamento  sono  individuati  i
              dati  contenuti  nella  banca   dati   sinistri,   di   cui
              all'articolo 135, che sono oggetto di trattamento anche  da
              parte del Centro di informazione italiano,  con  esclusione
              dei dati sensibili. 
                  (Omissis).". 
              Comma 29. 
                  - Il testo dell'articolo 128, comma 1, del codice delle
              assicurazioni private, di  cui  al  decreto  legislativo  7
              settembre 2005, n. 209, e successive  modificazioni,  cosi'
              come modificato dalla presente legge, e' riportato in  nota
              al comma 28. 
              Comma 30. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo  29,  comma  1-bis,
              del decreto-legge  24  gennaio  2012,  n.  1  (Disposizioni
              urgenti   per   la   concorrenza,   lo    sviluppo    delle
              infrastrutture  e  la  competitivita'),   convertito,   con
              modificazioni, dalla legge  24  marzo  2012,  n.  27,  come
              sostituito dalla presente legge: 
                  "Art.  29.(Efficienza   produttiva   del   risarcimento
              diretto). - 1. (Omissis). 
                  1-bis. L'Istituto per la vigilanza sulle  assicurazioni
              (IVASS)  definisce  il  criterio  di  cui  al  comma  1   e
              stabilisce annualmente il limite alle compensazioni dovute.
              L'IVASS procede alla  revisione  del  criterio  di  cui  al
              periodo  precedente  entro  diciotto  mesi  dalla  data  di
              entrata in vigore della presente disposizione,  qualora  lo
              stesso  non  abbia  garantito  un  effettivo  recupero   di
              efficienza  produttiva  delle  compagnie,   attraverso   la
              progressiva   riduzione   dei   costi   dei   rimborsi    e
              l'individuazione delle frodi". 
                  -  Il  testo  dell'articolo  32  del  decreto-legge  24
              gennaio  2012,  n.   1   (Disposizioni   urgenti   per   la
              concorrenza,  lo  sviluppo  delle   infrastrutture   e   la
              competitivita'), convertito, con modificazioni, dalla legge
              24 marzo 2012, n. 27, come modificato dalla presente legge,
              e' riportato in nota ai commi 5 e 20. 
                  -  Si  riporta   il   testo   dell'articolo   34,   del
              decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1  (Disposizioni  urgenti
              per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture  e  la
              competitivita'), convertito, con modificazioni, dalla legge
              24 marzo 2012, n. 27, come modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 34. Obbligo di confronto delle tariffe r.c. auto. 
                  1. (abrogato). 
                  2. (abrogato). 
                  3. Il mancato adempimento dell'obbligo di cui al  comma
              1 comporta l'irrogazione da parte dell'ISVAP a carico della
              compagnia che  ha  conferito  il  mandato  all'agente,  che
              risponde in solido con  questa,  di  una  sanzione  in  una
              misura pari a quanto stabilito dall'articolo 324 del codice
              di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209. 
                  3-bis. L'ISVAP predispone entro quattro mesi dalla data
              di  entrata  in  vigore  della  legge  di  conversione  del
              presente decreto uno standard di  modalita'  operative  per
              l'applicazione delle disposizioni di cui al comma 1. 
                  3-ter. L'ISVAP predispone, con cadenza semestrale,  una
              apposita relazione sull'efficacia delle disposizioni di cui
              al presente articolo, da pubblicare per via telematica  sul
              proprio sito internet.". 
              Comma 31. 
                  -  Il  testo  dell'articolo  21  del  decreto-legge  18
              ottobre 2012, n.  179  (Ulteriori  misure  urgenti  per  la
              crescita del Paese), convertito, con  modificazioni,  dalla
              legge 17 dicembre 2012, n. 221, e successive modificazioni,
              come modificato dalla presente legge, e' riportato in  nota
              al comma 2. 
                  -  Il  regio  decreto  legge  15  marzo  1927,  n.  436
              (Disciplina   dei   contratti   di   compravendita    degli
              autoveicoli   ed   istituzione   del   Pubblico    Registro
              Automobilistico  presso  le   sedi   dell'Automobile   club
              d'Italia), convertito dalla legge 19 febbraio 1928, n.  510
              e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 aprile  1927,  n.
              84. 
                  -  Il  decreto  del  Presidente  della  Repubblica   14
              novembre 2002,  n.  313  (Testo  unico  delle  disposizioni
              legislative  e  regolamentari  in  materia  di   casellario
              giudiziale,  di  anagrafe  delle  sanzioni   amministrative
              dipendenti da reato e dei  relativi  carichi  pendenti)  e'
              pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13  febbraio  2003,  n.
              36. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  62  del  decreto
              legislativo    7    marzo    2005,    n.     82     (Codice
              dell'amministrazione digitale) e successive modificazioni: 
                  "Art.   62.(Anagrafe   nazionale   della    popolazione
              residente - ANPR). - 1. E' istituita  presso  il  Ministero
              dell'interno  l'ANPR,  quale  base  di  dati  di  interesse
              nazionale,  ai  sensi  dell'articolo   60,   che   subentra
              all'Indice nazionale delle  anagrafi  (INA),  istituito  ai
              sensi del quinto  comma  dell'articolo  1  della  legge  24
              dicembre 1954, n. 1228, recante «Ordinamento delle anagrafi
              della   popolazione   residente»   e   all'Anagrafe   della
              popolazione italiana residente all'estero (AIRE), istituita
              ai sensi della legge  27  ottobre  1988,  n.  470,  recante
              «Anagrafe e censimento  degli  italiani  all'estero».  Tale
              base di dati e' sottoposta ad un  audit  di  sicurezza  con
              cadenza annuale in conformita' alle regole tecniche di  cui
              all'articolo 51. I risultati dell'audit sono inseriti nella
              relazione annuale del Garante per la  protezione  dei  dati
              personali. 
                  2. Ferme restando le attribuzioni del  sindaco  di  cui
              all' articolo 54, comma 3,  del  testo  unico  delle  leggi
              sull'ordinamento  degli  enti  locali,  approvato  con   il
              decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, l'ANPR subentra
              altresi' alle anagrafi della popolazione  residente  e  dei
              cittadini italiani residenti all'estero tenute dai  comuni.
              Con il decreto di cui al comma 6 e' definito un  piano  per
              il graduale subentro dell'ANPR  alle  citate  anagrafi,  da
              completare entro il 31 dicembre 2014.  Fino  alla  completa
              attuazione    di    detto    piano,    l'ANPR    acquisisce
              automaticamente in via telematica i  dati  contenuti  nelle
              anagrafi tenute dai  comuni  per  i  quali  non  e'  ancora
              avvenuto  il  subentro.  L'ANPR  e'   organizzata   secondo
              modalita'  funzionali  e  operative  che  garantiscono   la
              univocita' dei dati stessi. 
                  2-bis. L'ANPR contiene  altresi'  l'archivio  nazionale
              informatizzato dei registri  di  stato  civile  tenuti  dai
              comuni e fornisce i dati ai fini della tenuta  delle  liste
              di  cui  all'articolo  1931  del  codice   dell'ordinamento
              militare di cui al decreto legislativo 15  marzo  2010,  n.
              66, secondo le modalita' definite con uno  dei  decreti  di
              cui al comma 6, in cui e' stabilito anche un  programma  di
              integrazione da completarsi entro il 31 dicembre 2018. 
                  3. L'ANPR assicura ai singoli comuni la  disponibilita'
              dei dati, degli atti e degli strumenti per  lo  svolgimento
              delle funzioni di competenza statale attribuite al  sindaco
              ai sensi dell'articolo 54, comma 3, del testo  unico  delle
              leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al  decreto
              legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e mette a  disposizione
              dei  comuni   un   sistema   di   controllo,   gestione   e
              interscambio,  puntuale  e  massivo,  di  dati,  servizi  e
              transazioni necessario ai sistemi locali per lo svolgimento
              delle funzioni istituzionali  di  competenza  comunale.  Al
              fine dello svolgimento delle proprie funzioni, ad eccezione
              di quelle assicurate dall'ANPR e solo fino al completamento
              dell'Anagrafe stessa, il  comune  puo'  utilizzare  i  dati
              anagrafici     eventualmente     conservati     localmente,
              costantemente  allineati  con   l'ANPR.   L'ANPR   consente
              esclusivamente  ai  comuni  la  certificazione   dei   dati
              anagrafici nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 33
              del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989,
              n. 223, anche in modalita'  telematica.  I  comuni  inoltre
              possono consentire, anche mediante apposite convenzioni, la
              fruizione dei dati anagrafici da parte dei soggetti  aventi
              diritto. L'ANPR assicura alle pubbliche  amministrazioni  e
              agli organismi che erogano pubblici  servizi  l'accesso  ai
              dati contenuti nell'ANPR. 
                  4. Con il decreto di cui al comma 6  sono  disciplinate
              le  modalita'  di  integrazione  nell'ANPR  dei  dati   dei
              cittadini  attualmente  registrati  in  anagrafi  istituite
              presso altre amministrazioni nonche' dei dati  relativi  al
              numero e alla data di emissione e di scadenza  della  carta
              di identita' della popolazione residente. 
                  5.  Ai   fini   della   gestione   e   della   raccolta
              informatizzata  di  dati  dei   cittadini,   le   pubbliche
              amministrazioni  di  cui  all'articolo  2,  comma  2,   del
              presente Codice si avvalgono esclusivamente dell'ANPR,  che
              viene  integrata  con  gli  ulteriori  dati  a   tal   fine
              necessari. 
                  6. Con uno o piu' decreti del Presidente del  Consiglio
              dei Ministri, su proposta del  Ministro  dell'interno,  del
              Ministro   per   la   pubblica   amministrazione    e    la
              semplificazione e  del  Ministro  delegato  all'innovazione
              tecnologica, di concerto con il  Ministro  dell'economia  e
              delle  finanze,  d'intesa  con   l'Agenzia   per   l'Italia
              digitale, la Conferenza permanente per i  rapporti  tra  lo
              Stato, le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di
              Bolzano nonche' con la Conferenza Stato -  citta',  di  cui
              all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto  1997,  n.
              281,  per  gli  aspetti  d'interesse  dei  comuni,  sentita
              l'ISTAT e acquisito il parere del Garante per la protezione
              dei dati personali, sono stabiliti i tempi e  le  modalita'
              di attuazione delle  disposizioni  del  presente  articolo,
              anche con riferimento: 
                    a) alle  garanzie  e  alle  misure  di  sicurezza  da
              adottare nel trattamento dei dati personali, alle modalita'
              e ai tempi di conservazione dei dati e all'accesso ai  dati
              da parte delle pubbliche  amministrazioni  per  le  proprie
              finalita'  istituzionali  secondo  le  modalita'   di   cui
              all'articolo 50; 
                    b) ai criteri per l'interoperabilita'  dell'ANPR  con
              le altre banche dati di rilevanza  nazionale  e  regionale,
              secondo  le  regole  tecniche  del  sistema   pubblico   di
              connettivita' di cui al capo VIII del presente  Codice,  in
              modo che le informazioni di anagrafe, una  volta  rese  dai
              cittadini,   si   intendano   acquisite   dalle   pubbliche
              amministrazioni senza necessita' di ulteriori adempimenti o
              duplicazioni da parte degli stessi; 
                    c) all'erogazione di altri servizi  resi  disponibili
              dall'ANPR, tra i quali  il  servizio  di  invio  telematico
              delle attestazioni e delle dichiarazioni di nascita  e  dei
              certificati  di  cui  all'articolo  74  del   decreto   del
              Presidente  della  Repubblica  3  novembre  2000,  n.  396,
              compatibile con  il  sistema  di  trasmissione  di  cui  al
              decreto del Ministro della salute in data 26 febbraio 2010,
              pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.  65  del  19  marzo
              2010.". 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  15  del  decreto
              legislativo  23  febbraio  2000,  n.  38  (Disposizioni  in
              materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro  e
              le malattie professionali, a norma dell'articolo 55,  comma
              1, della legge 17 maggio 1999, n. 144): 
                  "Art. 15. (Natura e funzione  del  Casellario  centrale
              infortuni). -  1.  Il  Casellario  centrale  infortuni,  di
              seguito  denominato  Casellario,   svolge   con   autonomia
              gestionale una funzione pubblica, sotto  la  vigilanza  del
              Ministero  del   lavoro   e   della   previdenza   sociale,
              avvalendosi della struttura e delle  risorse  organizzative
              poste a disposizione dall'INAIL,  il  quale  provvede  alle
              relative necessita',  determinate  secondo  le  indicazioni
              dell'organo di governo del Casellario, di cui  all'articolo
              19, comma 2,  mediante  previsione  di  spesa  su  separato
              capitolo nell'ambito del bilancio dell'Istituto. 
                  2. Il Casellario e' titolare della banca dati, relativa
              agli infortuni professionali e non  professionali  ed  alle
              malattie  professionali,  la  quale  viene  alimentata  dai
              soggetti indicati nell'articolo 17, in  seguito  denominati
              utenti". 
                  - La legge 17 dicembre 2012,  n.  221  (Conversione  in
              legge, con  modificazioni,  del  decreto-legge  18  ottobre
              2012, n. 179,  recante  ulteriori  misure  urgenti  per  la
              crescita del Paese) e' pubblicata sulla Gazzetta  Ufficiale
              n. 18 dicembre 2012, n. 294, S.O. 
              Comma 32. 
                  -  Il  testo  dell'articolo  21  del  decreto-legge  18
              ottobre 2012, n.  179  (Ulteriori  misure  urgenti  per  la
              crescita del Paese), convertito, con  modificazioni,  dalla
              legge 17 dicembre 2012, n. 221, e successive modificazioni,
              come modificato dalla presente legge, e' riportato in  nota
              ai comma 2 e 31. 
              Comma 33. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 13,  comma  5,  del
              decreto-legge 6 luglio 2012, n.  95  (Disposizioni  urgenti
              per la revisione della spesa pubblica  con  invarianza  dei
              servizi  ai  cittadini  nonche'  misure  di   rafforzamento
              patrimoniale   delle   imprese   del   settore   bancario),
              convertito, con modificazioni, dalla legge 7  agosto  2012,
              n. 135: 
                  "Art. 13. (Istituzione dell'Istituto per  la  vigilanza
              sulle assicurazioni). 
                  (Omissis). 
                  5. L'Istituto trasmette annualmente al Parlamento e  al
              Governo una relazione sulla propria attivita'. 
                  (Omissis).". 
                  - La legge 7 agosto 2012, n. 135 (Conversione in legge,
              con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.  95,
              recante disposizioni urgenti per la revisione  della  spesa
              pubblica  con  invarianza  dei  servizi  ai  cittadini)  e'
              pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 14 agosto 2012, n. 189,
              S.O. 
              Comma 36. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  328  del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209, come  sostituito  dalla  presente
              legge: 
                  "Art.  328.  (Norme  sul   pagamento   delle   sanzioni
              amministrative pecuniarie). - 1. Alle  sanzioni  pecuniarie
              previste dagli articoli 305, comma 4, 308,  comma  4,  309,
              310,  311,  312  e  319  non  si  applica  la  facolta'  di
              estinguere  la  violazione  con  il  pagamento  in   misura
              ridotta. 
                  2. Nei  casi  in  cui  e'  consentita  la  facolta'  di
              estinguere il  procedimento  con  il  pagamento  in  misura
              ridotta e la parte rinunci espressamente al  reclamo  prima
              della fissazione della seduta di trattazione dinnanzi  alla
              Commissione consultiva, il procedimento si estingue con  il
              contestuale pagamento  di  una  sanzione  pari  all'importo
              dell'oblazione, maggiorato del dieci per cento. 
                  3. Il Ministro dello sviluppo  economico,  di  concerto
              con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,  determina
              con regolamento le modalita', i termini di pagamento  e  le
              misure  per  la   riscossione   coattiva   delle   sanzioni
              pecuniarie previste dal presente codice. 
                  4. I proventi  derivanti  dalle  sanzioni  inflitte  in
              applicazione dell'articolo  145-bis  e  del  capo  III  del
              presente titolo sono versati alla  CONSAP  Spa  -  Gestione
              autonoma  del  Fondo  di  garanzia  per  le  vittime  della
              strada.". 
                  Il capo III del Titolo  X  (Assicurazione  obbligatoria
              per i veicoli a  motore  e  i  natanti)  del  codice  delle
              assicurazioni di cui al  decreto  legislativo  7  settembre
              2005, n. 209, e' rubricato: "Risarcimento del danno". 
              Comma 38. 
                  - Si riporta  il  testo  dell'articolo  8  del  decreto
              legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 (Disciplina delle forme
              pensionistiche  complementari),   come   modificato   dalla
              presente legge: 
                  "Art. 8. (Finanziamento). - 1. Il  finanziamento  delle
              forme  pensionistiche  complementari  puo'  essere  attuato
              mediante  il  versamento  di  contributi   a   carico   del
              lavoratore, del  datore  di  lavoro  o  del  committente  e
              attraverso il conferimento del TFR maturando. Nel  caso  di
              lavoratori  autonomi  e   di   liberi   professionisti   il
              finanziamento delle forme pensionistiche  complementari  e'
              attuato  mediante  contribuzioni  a  carico  dei   soggetti
              stessi. Nel  caso  di  soggetti  diversi  dai  titolari  di
              reddito di lavoro o d'impresa e di soggetti  fiscalmente  a
              carico di altri, il  finanziamento  alle  citate  forme  e'
              attuato dagli stessi o dai soggetti nei confronti dei quali
              sono a carico. 
                  2. Ferma restando la facolta' per tutti i lavoratori di
              determinare liberamente  l'entita'  della  contribuzione  a
              proprio carico, relativamente ai lavoratori dipendenti  che
              aderiscono ai fondi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere
              da a) a g) e di cui all'articolo 12, con adesione  su  base
              collettiva,  le  modalita'  e  la   misura   minima   della
              contribuzione  a  carico  del  datore  di  lavoro   e   del
              lavoratore stesso possono essere fissati  dai  contratti  e
              dagli accordi collettivi, anche aziendali; gli accordi  fra
              soli  lavoratori  determinano  il  livello   minimo   della
              contribuzione a  carico  degli  stessi.  Il  contributo  da
              destinare  alle  forme  pensionistiche   complementari   e'
              stabilito  in  cifra  fissa  oppure:   per   i   lavoratori
              dipendenti, in percentuale della retribuzione  assunta  per
              il  calcolo  del  TFR  o  con   riferimento   ad   elementi
              particolari della retribuzione  stessa;  per  i  lavoratori
              autonomi e i  liberi  professionisti,  in  percentuale  del
              reddito d'impresa o di lavoro autonomo dichiarato  ai  fini
              IRPEF, relativo al periodo d'imposta precedente; per i soci
              lavoratori di societa' cooperative,  secondo  la  tipologia
              del rapporto di lavoro, in percentuale  della  retribuzione
              assunta per il calcolo  del  TFR  ovvero  degli  imponibili
              considerati   ai   fini   dei   contributi    previdenziali
              obbligatori ovvero in percentuale  del  reddito  di  lavoro
              autonomo dichiarato  ai  fini  IRPEF  relativo  al  periodo
              d'imposta precedente. Gli accordi possono  anche  stabilire
              la percentuale minima  di  TFR  maturando  da  destinare  a
              previdenza complementare. In assenza di tale indicazione il
              conferimento e' totale. 
                  3. Nel caso di forme  pensionistiche  complementari  di
              cui  siano  destinatari   i   dipendenti   della   pubblica
              amministrazione, i  contributi  alle  forme  pensionistiche
              debbono essere  definiti  in  sede  di  determinazione  del
              trattamento  economico,  secondo  procedure  coerenti  alla
              natura del rapporto. 
                  4. I contributi versati dal lavoratore e dal datore  di
              lavoro o committente, sia volontari sia dovuti  in  base  a
              contratti o accordi collettivi, anche aziendali, alle forme
              di previdenza  complementare,  sono  deducibili,  ai  sensi
              dell'articolo 10 del TUIR, dal reddito complessivo  per  un
              importo  non  superiore  ad  euro  5.164,57;  i  contributi
              versati dal datore di lavoro  usufruiscono  altresi'  delle
              medesime agevolazioni contributive di cui all'articolo  16;
              ai fini del computo del predetto limite di euro 5.164,57 si
              tiene conto anche delle quote  accantonate  dal  datore  di
              lavoro ai fondi di  previdenza  di  cui  all'articolo  105,
              comma 1, del citato  TUIR.  Per  la  parte  dei  contributi
              versati che non  hanno  fruito  della  deduzione,  compresi
              quelli eccedenti il  suddetto  ammontare,  il  contribuente
              comunica alla forma pensionistica complementare,  entro  il
              31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui  e'  stato
              effettuato il versamento, ovvero, se antecedente, alla data
              in cui sorge il diritto  alla  prestazione,  l'importo  non
              dedotto o che non sara'  dedotto  nella  dichiarazione  dei
              redditi. 
                  5.  Per  i  contributi  versati  nell'interesse   delle
              persone indicate nell'articolo 12 del TUIR, che si  trovino
              nelle condizioni  ivi  previste,  spetta  al  soggetto  nei
              confronti  del  quale  dette  persone  sono  a  carico   la
              deduzione per l'ammontare non dedotto dalle persone stesse,
              fermo restando  l'importo  complessivamente  stabilito  nel
              comma 4. 
                  6. Ai lavoratori di prima occupazione  successiva  alla
              data  di  entrata  in  vigore  del  presente   decreto   e,
              limitatamente ai primi cinque anni di  partecipazione  alle
              forme  pensionistiche  complementari,  e'  consentito,  nei
              venti anni successivi al quinto anno  di  partecipazione  a
              tali forme,  dedurre  dal  reddito  complessivo  contributi
              eccedenti il limite di 5.164,57 euro pari  alla  differenza
              positiva tra l'importo di 25.822,85  euro  e  i  contributi
              effettivamente   versati   nei   primi   cinque   anni   di
              partecipazione alle forme pensionistiche e comunque per  un
              importo non superiore a 2.582,29 euro annui. 
                  7.  Il  conferimento  del  TFR  maturando  alle   forme
              pensionistiche complementari comporta l'adesione alle forme
              stesse e avviene, con cadenza almeno annuale, secondo: 
                    a) modalita' esplicite: entro sei mesi dalla data  di
              prima assunzione  il  lavoratore  puo'  conferire  l'intero
              importo del  TFR  maturando  ad  una  forma  di  previdenza
              complementare   dallo   stesso   prescelta;   qualora,   in
              alternativa, il lavoratore decida, nel predetto periodo  di
              tempo, di mantenere il  TFR  maturando  presso  il  proprio
              datore di lavoro, tale scelta puo'  essere  successivamente
              revocata e il lavoratore puo' conferire il TFR maturando ad
              una  forma   pensionistica   complementare   dallo   stesso
              prescelta; 
                    b) modalita' tacite: nel caso in  cui  il  lavoratore
              nel periodo di tempo indicato alla lettera a)  non  esprima
              alcuna volonta',  a  decorrere  dal  mese  successivo  alla
              scadenza dei sei mesi ivi previsti: 
                      1) il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando
              dei dipendenti alla forma pensionistica collettiva prevista
              dagli accordi o contratti collettivi,  anche  territoriali,
              salvo sia intervenuto  un  diverso  accordo  aziendale  che
              preveda la destinazione del TFR a una forma collettiva  tra
              quelle previste all'articolo 1, comma 2, lettera e), n. 2),
              della legge 23 agosto  2004,  n.  243;  tale  accordo  deve
              essere notificato dal datore di lavoro  al  lavoratore,  in
              modo diretto e personale; 
                      2) in caso di presenza di piu' forme pensionistiche
              di cui al n. 1), il  TFR  maturando  e'  trasferito,  salvo
              diverso  accordo  aziendale,  a  quella  alla  quale  abbia
              aderito il maggior numero di lavoratori dell'azienda; 
                      3) qualora non siano applicabili le disposizioni di
              cui ai numeri 1) e 2), il datore di lavoro  trasferisce  il
              TFR  maturando  alla  forma   pensionistica   complementare
              istituita presso l'INPS; 
                    c) con riferimento ai lavoratori di prima  iscrizione
              alla previdenza obbligatoria  in  data  antecedente  al  29
              aprile 1993: 
                      1) fermo restando quanto previsto all'articolo  20,
              qualora risultino iscritti, alla data di entrata in  vigore
              del presente decreto, a forme pensionistiche  complementari
              in  regime  di  contribuzione   definita,   e'   consentito
              scegliere, entro sei mesi dalla predetta data o dalla  data
              di nuova assunzione, se successiva, se mantenere il residuo
              TFR maturando presso il proprio datore  di  lavoro,  ovvero
              conferirlo, anche nel caso  in  cui  non  esprimano  alcuna
              volonta', alla forma complementare  collettiva  alla  quale
              gli stessi abbiano gia' aderito; 
                      2) qualora non risultino  iscritti,  alla  data  di
              entrata  in  vigore   del   presente   decreto,   a   forme
              pensionistiche  complementari,  e'  consentito   scegliere,
              entro sei mesi dalla predetta data,  se  mantenere  il  TFR
              maturando  presso  il  proprio  datore  di  lavoro,  ovvero
              conferirlo, nella  misura  gia'  fissata  dagli  accordi  o
              contratti collettivi, ovvero,  qualora  detti  accordi  non
              prevedano il versamento del TFR, nella misura non inferiore
              al 50 per cento, con possibilita' di incrementi successivi,
              ad una forma pensionistica complementare; nel caso  in  cui
              non esprimano alcuna volonta', si applica  quanto  previsto
              alla lettera b). 
                  8. Prima dell'avvio del periodo di  sei  mesi  previsto
              dal comma 7, il datore di lavoro deve fornire al lavoratore
              adeguate informazioni  sulle  diverse  scelte  disponibili.
              Trenta giorni prima della scadenza dei sei  mesi  utili  ai
              fini del conferimento del TFR maturando, il lavoratore  che
              non abbia ancora manifestato alcuna volonta' deve  ricevere
              dal datore di lavoro le  necessarie  informazioni  relative
              alla forma pensionistica complementare verso  la  quale  il
              TFR maturando e' destinato alla scadenza del semestre. 
                  9.  Gli   statuti   e   i   regolamenti   delle   forme
              pensionistiche  complementari   prevedono,   in   caso   di
              conferimento tacito del TFR, l'investimento di  tali  somme
              nella linea a contenuto piu' prudenziale tali da  garantire
              la restituzione del capitale e rendimenti comparabili,  nei
              limiti previsti dalla normativa statale e  comunitaria,  al
              tasso di rivalutazione del TFR. 
                  10. L'adesione a  una  forma  pensionistica  realizzata
              tramite il solo conferimento esplicito o tacito del TFR non
              comporta  l'obbligo  della  contribuzione  a   carico   del
              lavoratore e del  datore  di  lavoro.  Il  lavoratore  puo'
              decidere,  tuttavia,   di   destinare   una   parte   della
              retribuzione alla forma  pensionistica  prescelta  in  modo
              autonomo ed anche in assenza di accordi collettivi; in tale
              caso comunica al datore di lavoro l'entita' del  contributo
              e il fondo di destinazione. Il  datore  puo'  a  sua  volta
              decidere, pur  in  assenza  di  accordi  collettivi,  anche
              aziendali, di contribuire  alla  forma  pensionistica  alla
              quale il  lavoratore  ha  gia'  aderito,  ovvero  a  quella
              prescelta in base al citato accordo. Nel  caso  in  cui  il
              lavoratore intenda  contribuire  alla  forma  pensionistica
              complementare e qualora abbia diritto ad un contributo  del
              datore di lavoro  in  base  ad  accordi  collettivi,  anche
              aziendali,   detto   contributo   affluisce   alla    forma
              pensionistica prescelta dal lavoratore stesso, nei limiti e
              secondo le modalita' stabilite  dai  predetti  contratti  o
              accordi. 
                  11.  La   contribuzione   alle   forme   pensionistiche
              complementari  puo'  proseguire  volontariamente  oltre  il
              raggiungimento dell'eta' pensionabile prevista  dal  regime
              obbligatorio di appartenenza, a condizione che  l'aderente,
              alla data del pensionamento, possa  far  valere  almeno  un
              anno di contribuzione a favore delle  forme  di  previdenza
              complementare. E' fatta salva la facolta' del soggetto  che
              decida di proseguire volontariamente la  contribuzione,  di
              determinare autonomamente il  momento  di  fruizione  delle
              prestazioni pensionistiche. 
                  12. Per i soggetti destinatari del decreto  legislativo
              16 settembre 1996, n. 565, anche se non iscritti  al  fondo
              ivi previsto, sono consentite contribuzioni saltuarie e non
              fisse. I medesimi soggetti  possono  altresi'  delegare  il
              centro servizi o l'azienda emittente la carta di credito  o
              di debito al versamento con cadenza trimestrale alla  forma
              pensionistica  complementare  dell'importo   corrispondente
              agli abbuoni accantonati a seguito di  acquisti  effettuati
              tramite moneta  elettronica  o  altro  mezzo  di  pagamento
              presso   i   centri   vendita   convenzionati.    Per    la
              regolarizzazione di dette  operazioni  deve  ravvisarsi  la
              coincidenza tra il soggetto che  conferisce  la  delega  al
              centro convenzionato con il titolare della posizione aperta
              presso la forma pensionistica complementare medesima. 
                  13. Gli statuti e i regolamenti disciplinano, secondo i
              criteri stabiliti dalla COVIP, le modalita'  in  base  alle
              quali l'aderente puo'  suddividere  i  flussi  contributivi
              anche su diverse linee di  investimento  all'interno  della
              forma  pensionistica   medesima,   nonche'   le   modalita'
              attraverso le  quali  puo'  trasferire  l'intera  posizione
              individuale a una o piu' linee.". 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  11  del  decreto
              legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 (Disciplina delle forme
              pensionistiche  complementari),   come   sostituito   dalla
              presente legge: 
                  "Art. 11. (Prestazioni). - 1. Le  forme  pensionistiche
              complementari definiscono i requisiti  e  le  modalita'  di
              accesso alle prestazioni nel rispetto  di  quanto  disposto
              dal presente articolo. 
                  2.  Il  diritto  alla  prestazione   pensionistica   si
              acquisisce al momento della maturazione  dei  requisiti  di
              accesso alle prestazioni stabiliti nel regime  obbligatorio
              di appartenenza, con almeno cinque anni  di  partecipazione
              alle forme pensionistiche complementari. 
                  3.  Le  prestazioni   pensionistiche   in   regime   di
              contribuzione definita e di  prestazione  definita  possono
              essere erogate in capitale, secondo il valore attuale, fino
              ad  un  massimo  del  50  per  cento  del  montante  finale
              accumulato,  e  in  rendita.   Nel   computo   dell'importo
              complessivo erogabile in capitale sono  detratte  le  somme
              erogate a titolo di anticipazione per le quali non  si  sia
              provveduto  al  reintegro.  Nel  caso  in  cui  la  rendita
              derivante dalla conversione di almeno il 70 per  cento  del
              montante finale sia inferiore al 50 per cento  dell'assegno
              sociale di cui all'articolo 3, commi 6 e 7, della  legge  8
              agosto 1995, n. 335,  la  stessa  puo'  essere  erogata  in
              capitale. 
                  4. Le forme pensionistiche complementari prevedono che,
              in  caso  di  cessazione  dell'attivita'   lavorativa   che
              comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo  superiore
              a ventiquattro mesi, le prestazioni pensionistiche o  parti
              di esse siano, su richiesta dell'aderente,  consentite  con
              un anticipo  di  cinque  anni  rispetto  ai  requisiti  per
              l'accesso  alle  prestazioni  nel  regime  obbligatorio  di
              appartenenza e che in tal caso possano essere  erogate,  su
              richiesta dell'aderente, in forma  di  rendita  temporanea,
              fino  al  conseguimento  dei  requisiti  di  accesso   alle
              prestazioni  nel  regime  obbligatorio.  Gli  statuti  e  i
              regolamenti  delle   forme   pensionistiche   complementari
              possono innalzare l'anticipo di cui al  periodo  precedente
              fino a un massimo di dieci anni. 
                  5. A migliore  tutela  dell'aderente,  gli  schemi  per
              l'erogazione delle rendite possono prevedere,  in  caso  di
              morte del  titolare  della  prestazione  pensionistica,  la
              restituzione  ai  beneficiari  dallo  stesso  indicati  del
              montante  residuo  o,  in  alternativa,   l'erogazione   ai
              medesimi di una  rendita  calcolata  in  base  al  montante
              residuale. In  tale  caso  e'  autorizzata  la  stipula  di
              contratti assicurativi collaterali contro i rischi di morte
              o di sopravvivenza oltre la vita media. 
                  6. Le prestazioni pensionistiche complementari  erogate
              in forma di capitale sono imponibili per il loro  ammontare
              complessivo al netto della parte corrispondente ai  redditi
              gia' assoggettati ad imposta. Le prestazioni pensionistiche
              complementari erogate in forma di rendita  sono  imponibili
              per il loro ammontare  complessivo  al  netto  della  parte
              corrispondente ai redditi gia' assoggettati ad imposta e  a
              quelli  di  cui  alla  lettera  g-quinquies)  del  comma  1
              dell'articolo 44 del TUIR, e successive  modificazioni,  se
              determinabili. Sulla  parte  imponibile  delle  prestazioni
              pensionistiche comunque erogate e' operata una  ritenuta  a
              titolo d'imposta con l'aliquota del 15 per cento ridotta di
              una quota pari a  0,30  punti  percentuali  per  ogni  anno
              eccedente il quindicesimo anno di  partecipazione  a  forme
              pensionistiche  complementari  con  un  limite  massimo  di
              riduzione di 6 punti percentuali. Nel caso  di  prestazioni
              erogate in forma di capitale la ritenuta di cui al  periodo
              precedente e' applicata dalla  forma  pensionistica  a  cui
              risulta iscritto il lavoratore;  nel  caso  di  prestazioni
              erogate in forma di rendita tale ritenuta e' applicata  dai
              soggetti eroganti.  La  forma  pensionistica  complementare
              comunica ai soggetti che erogano le rendite i dati  in  suo
              possesso  necessari  per  il  calcolo  della  parte   delle
              prestazioni corrispondente ai redditi gia' assoggettati  ad
              imposta se determinabili. 
                  7. Gli aderenti alle forme pensionistiche complementari
              possono   richiedere   un'anticipazione   della   posizione
              individuale maturata: 
                    a) in qualsiasi momento, per un importo non superiore
              al  75  per  cento,  per  spese  sanitarie  a  seguito   di
              gravissime situazioni relative a se', al coniuge e ai figli
              per terapie e interventi  straordinari  riconosciuti  dalle
              competenti strutture pubbliche.  Sull'importo  erogato,  al
              netto  dei  redditi  gia'  assoggettati  ad   imposta,   e'
              applicata una ritenuta a titolo  d'imposta  con  l'aliquota
              del 15 per cento ridotta di una quota  pari  a  0,30  punti
              percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di
              partecipazione a forme pensionistiche complementari con  un
              limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali; 
                    b) decorsi otto anni di iscrizione,  per  un  importo
              non superiore al 75 per cento, per l'acquisto  della  prima
              casa di abitazione per se' o per i figli,  documentato  con
              atto notarile, o per la realizzazione degli  interventi  di
              cui alle lettere a), b), c), e d) del comma 1 dell'articolo
              3  del  testo  unico  delle  disposizioni   legislative   e
              regolamentari in materia edilizia di  cui  al  decreto  del
              Presidente  della  Repubblica  6  giugno  2001,   n.   380,
              relativamente alla prima casa  di  abitazione,  documentati
              come  previsto   dalla   normativa   stabilita   ai   sensi
              dell'articolo 1, comma 3, della legge 27 dicembre 1997,  n.
              449.  Sull'importo  erogato,  al  netto  dei  redditi  gia'
              assoggettati ad imposta, si applica una ritenuta  a  titolo
              di imposta del 23 per cento; 
    
    
    
    
    
    
    
                    c) decorsi otto anni di iscrizione,  per  un  importo
              non superiore al 30 per cento, per ulteriori esigenze degli
              aderenti. Sull'importo erogato, al netto dei  redditi  gia'
              assoggettati ad imposta, si applica una ritenuta  a  titolo
              di imposta del 23 per cento; 
                    d) le ritenute di cui alle lettere a), b) e  c)  sono
              applicate  dalla   forma   pensionistica   che   eroga   le
              anticipazioni. 
                  8. Le somme percepite a  titolo  di  anticipazione  non
              possono mai eccedere, complessivamente, il 75 per cento del
              totale  dei  versamenti,  comprese  le   quote   del   TFR,
              maggiorati delle plusvalenze tempo  per  tempo  realizzate,
              effettuati  alle  forme  pensionistiche   complementari   a
              decorrere dal primo momento  di  iscrizione  alle  predette
              forme.  Le  anticipazioni  possono  essere  reintegrate,  a
              scelta dell'aderente, in qualsiasi momento  anche  mediante
              contribuzioni annuali eccedenti il limite di 5.164,57 euro.
              Sulle somme eccedenti il  predetto  limite,  corrispondenti
              alle  anticipazioni   reintegrate,   e'   riconosciuto   al
              contribuente un credito d'imposta pari  all'imposta  pagata
              al    momento    della    fruizione     dell'anticipazione,
              proporzionalmente riferibile all'importo reintegrato. 
                  9.  Ai  fini   della   determinazione   dell'anzianita'
              necessaria per la richiesta  delle  anticipazioni  e  delle
              prestazioni pensionistiche sono considerati utili  tutti  i
              periodi  di  partecipazione   alle   forme   pensionistiche
              complementari maturati dall'aderente per i quali lo  stesso
              non abbia esercitato il  riscatto  totale  della  posizione
              individuale. 
                  10. Ferma  restando  l'intangibilita'  delle  posizioni
              individuali  costituite  presso  le  forme   pensionistiche
              complementari  nella  fase  di  accumulo,  le   prestazioni
              pensionistiche in capitale e rendita, e le anticipazioni di
              cui al comma 7, lettera a),  sono  sottoposti  agli  stessi
              limiti di cedibilita', sequestrabilita' e pignorabilita' in
              vigore  per  le  pensioni  a  carico  degli   istituti   di
              previdenza  obbligatoria  previsti  dall'articolo  128  del
              regio decreto-legge 4 ottobre 1935,  n.  1827,  convertito,
              con modificazioni, dalla legge 6 aprile 1935,  n.  1155,  e
              dall'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica
              5 gennaio 1950,  n.  180,  e  successive  modificazioni.  I
              crediti relativi alle somme oggetto di  riscatto  totale  e
              parziale e le somme oggetto  di  anticipazione  di  cui  al
              comma 7, lettere b) e c), non sono  assoggettate  ad  alcun
              vincolo     di     cedibilita',     sequestrabilita'      e
              pignorabilita'.". 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  14  del  decreto
              legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 (Disciplina delle forme
              pensionistiche  complementari),   come   modificato   dalla
              presente legge: 
                  "Art.  14.  (Permanenza   nella   forma   pensionistica
              complementare e cessazione dei requisiti di  partecipazione
              e portabilita'). - 1. Gli statuti  e  i  regolamenti  delle
              forme   pensionistiche   complementari   stabiliscono    le
              modalita' di esercizio relative  alla  partecipazione  alle
              forme   medesime,   alla   portabilita'   delle   posizioni
              individuali e  della  contribuzione,  nonche'  al  riscatto
              parziale o  totale  delle  posizioni  individuali,  secondo
              quanto disposto dal presente articolo. 
                  2. Ove vengano meno i requisiti di partecipazione  alla
              forma  pensionistica  complementare   gli   statuti   e   i
              regolamenti stabiliscono: 
                    a) il  trasferimento  ad  altra  forma  pensionistica
              complementare alla quale il lavoratore acceda in  relazione
              alla nuova attivita'; 
                    b) il riscatto parziale,  nella  misura  del  50  per
              cento della posizione individuale  maturata,  nei  casi  di
              cessazione   dell'attivita'   lavorativa    che    comporti
              l'inoccupazione per un periodo di tempo non inferiore a  12
              mesi e non superiore a 48 mesi, ovvero in caso  di  ricorso
              da parte del datore di lavoro  a  procedure  di  mobilita',
              cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria; 
                    c) il riscatto  totale  della  posizione  individuale
              maturata per i casi di invalidita' permanente che  comporti
              la riduzione della capacita' di lavoro a meno di un terzo e
              a  seguito  di  cessazione  dell'attivita'  lavorativa  che
              comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo  superiore
              a 48 mesi. Tale facolta' non  puo'  essere  esercitata  nel
              quinquennio precedente  la  maturazione  dei  requisiti  di
              accesso alle prestazioni pensionistiche complementari o nel
              maggior   periodo   eventualmente   fissato   dalle   forme
              pensionistiche complementari ai sensi del  secondo  periodo
              del comma 4 dell'articolo 11; in questi casi  si  applicano
              le previsioni del medesimo comma 4 dell'articolo 11. 
                  3.  In  caso  di  morte  dell'aderente  ad  una   forma
              pensionistica complementare  prima  della  maturazione  del
              diritto alla prestazione pensionistica  l'intera  posizione
              individuale maturata e' riscattata dagli eredi  ovvero  dai
              diversi beneficiari  dallo  stesso  designati,  siano  essi
              persone fisiche o giuridiche. In mancanza di tali soggetti,
              la  posizione,  limitatamente  alle  forme   pensionistiche
              complementari di cui  all'articolo  13,  viene  devoluta  a
              finalita'  sociali  secondo  le  modalita'  stabilite   con
              decreto del Ministro del lavoro e delle politiche  sociali.
              Nelle  forme  pensionistiche  complementari  di  cui   agli
              articoli 3, comma 1, lettere da a) a g), e 12, la  suddetta
              posizione resta acquisita al fondo pensione. 
                  4. Sulle somme percepite a  titolo  di  riscatto  della
              posizione individuale relative alle fattispecie previste ai
              commi 2 e 3, e' operata una ritenuta a  titolo  di  imposta
              con l'aliquota del 15 per cento ridotta di una quota pari a
              0,30  punti  percentuali  per  ogni   anno   eccedente   il
              quindicesimo anno di partecipazione a forme  pensionistiche
              complementari con un limite massimo di riduzione di 6 punti
              percentuali, sul medesimo imponibile  di  cui  all'articolo
              11, comma 6. 
                  5.   In   caso   di   cessazione   dei   requisiti   di
              partecipazione per cause diverse da quelle di cui ai  commi
              2 e 3 del presente articolo, e' previsto il riscatto  della
              posizione  sia  nelle  forme  collettive  sia   in   quelle
              individuali e su tali  somme  si  applica  una  ritenuta  a
              titolo di imposta con  l'aliquota  del  23  per  cento  sul
              medesimo imponibile di cui all'articolo 11, comma 6. 
                  6. Decorsi due anni dalla data di partecipazione ad una
              forma pensionistica complementare l'aderente ha facolta' di
              trasferire l'intera posizione individuale maturata ad altra
              forma pensionistica. Gli  statuti  e  i  regolamenti  delle
              forme pensionistiche prevedono esplicitamente  la  predetta
              facolta' e non possono contenere  clausole  che  risultino,
              anche  di  fatto,  limitative  del  suddetto  diritto  alla
              portabilita'  dell'intera   posizione   individuale.   Sono
              comunque inefficaci clausole che, all'atto dell'adesione  o
              del trasferimento, consentano  l'applicazione  di  voci  di
              costo, comunque denominate, significativamente piu' elevate
              di quelle applicate nel corso del rapporto  e  che  possono
              quindi costituire ostacolo alla portabilita'.  In  caso  di
              esercizio della predetta facolta'  di  trasferimento  della
              posizione  individuale,  il  lavoratore   ha   diritto   al
              versamento alla forma pensionistica da  lui  prescelta  del
              TFR maturando e  dell'eventuale  contributo  a  carico  del
              datore  di  lavoro  nei  limiti  e  secondo  le   modalita'
              stabilite  dai  contratti  o  accordi   collettivi,   anche
              aziendali. 
                  7.  Le  operazioni  di  trasferimento  delle  posizioni
              pensionistiche  sono  esenti  da  ogni  onere  fiscale,   a
              condizione che avvengano a favore di  forme  pensionistiche
              disciplinate  dal  presente   decreto   legislativo.   Sono
              altresi' esenti da ogni onere fiscale i trasferimenti delle
              risorse o delle riserve matematiche da un fondo pensione  o
              da una  forma  pensionistica  individuale  ad  altro  fondo
              pensione o ad altra forma pensionistica individuale. 
                  8. Gli adempimenti a carico delle forme  pensionistiche
              complementari conseguenti all'esercizio delle  facolta'  di
              cui al presente articolo devono essere effettuati entro  il
              termine  massimo  di  sei  mesi  dalla  data  di  esercizio
              stesso.". 
              Comma 39. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo  3,  comma  1,  del
              decreto legislativo 5 dicembre  2005,  n.  252  (Disciplina
              delle forme pensionistiche complementari): 
                  "Art.  3.  (Istituzione  delle   forme   pensionistiche
              complementari). - 1. Le forme pensionistiche  complementari
              possono essere istituite da: 
                    a) contratti e accordi collettivi,  anche  aziendali,
              limitatamente, per questi ultimi, anche ai soli soggetti  o
              lavoratori firmatari degli  stessi,  ovvero,  in  mancanza,
              accordi fra lavoratori, promossi da sindacati firmatari  di
              contratti collettivi nazionali di  lavoro;  accordi,  anche
              interaziendali per  gli  appartenenti  alla  categoria  dei
              quadri, promossi dalle organizzazioni  sindacali  nazionali
              rappresentative  della  categoria,  membri  del   Consiglio
              nazionale dell'economia e del lavoro; 
                    b) accordi  fra  lavoratori  autonomi  o  fra  liberi
              professionisti,   promossi   da   loro   sindacati   o   da
              associazioni di rilievo almeno regionale; 
                    c) regolamenti di enti o aziende, i cui  rapporti  di
              lavoro  non  siano  disciplinati  da  contratti  o  accordi
              collettivi, anche aziendali; 
                    d) le regioni, le quali disciplinano il funzionamento
              di  tali  forme  pensionistiche  complementari  con   legge
              regionale  nel  rispetto  della  normativa   nazionale   in
              materia; 
                    e)  accordi  fra  soci  lavoratori  di   cooperative,
              promossi da associazioni nazionali  di  rappresentanza  del
              movimento cooperativo legalmente riconosciute; 
                    f)  accordi  tra  soggetti  destinatari  del  decreto
              legislativo 16 settembre 1996, n. 565,  promossi  anche  da
              loro  sindacati  o  da  associazioni  di   rilievo   almeno
              regionale; 
                    g) gli enti di diritto  privato  di  cui  ai  decreti
              legislativi 30 giugno 1994, n. 509, e 10 febbraio 1996,  n.
              103,   con   l'obbligo   della   gestione   separata,   sia
              direttamente  sia  secondo  le  disposizioni  di  cui  alle
              lettere a) e b); 
                    h)  i  soggetti  di  cui  all'articolo  6,  comma  1,
              limitatamente ai fondi pensione aperti di cui  all'articolo
              12; 
                    i) i soggetti di cui all'articolo  13,  limitatamente
              alle forme pensionistiche complementari individuali. 
                  (Omissis).". 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  20  del  decreto
              legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 (Disciplina delle forme
              pensionistiche complementari): 
                  "Art. 20. (Forme pensionistiche complementari istituite
              alla data di entrata in vigore della legge 23 ottobre 1992,
              n. 421). - 1. Fino alla emanazione del decreto  di  cui  al
              comma  2,  alle  forme  pensionistiche  complementari   che
              risultano istituite alla data di entrata  in  vigore  della
              legge 23  ottobre  1992,  n.  421,  non  si  applicano  gli
              articoli 4, comma 5, e 6, commi 1,  3  e  5.  Salvo  quanto
              previsto al comma 3, dette forme, se  gia'  configurate  ai
              sensi   dell'articolo   2117   del   codice    civile    ed
              indipendentemente dalla  natura  giuridica  del  datore  di
              lavoro,  devono  essere  dotate  di  strutture   gestionali
              amministrative e contabili separate. 
                  2. Le forme di cui al comma  1  devono  adeguarsi  alle
              disposizioni del presente  decreto  legislativo  secondo  i
              criteri,  le  modalita'  e  i  tempi  stabiliti,  anche  in
              relazione alle specifiche caratteristiche di  talune  delle
              suddette  forme,  con  uno  o  piu'  decreti  del  Ministro
              dell'economia e delle finanze di concerto con  il  Ministro
              del lavoro e delle politiche sociali sentita la  COVIP,  da
              adottarsi entro un anno dalla  data  di  pubblicazione  del
              presente decreto legislativo nella Gazzetta Ufficiale della
              Repubblica   italiana.   Le   operazioni   necessarie   per
              l'adeguamento alle disposizioni di cui  al  presente  comma
              sono esenti da ogni onere fiscale. Le forme da cui al comma
              1 sono iscritte in una sezione speciale  dell'albo  di  cui
              all'articolo 19, comma 1. 
                  3. Qualora le forme pensionistiche di cui  al  comma  1
              intendano  comunque  adeguarsi  alle  disposizioni  di  cui
              all'articolo 6, comma  1,  lettera  d),  le  operazioni  di
              conferimento non concorrono in  alcun  caso  a  formare  il
              reddito imponibile del soggetto  conferente  e  i  relativi
              atti sono soggetti alle imposte di registro,  ipotecarie  e
              catastali nella misura fissa di  euro  51,64  per  ciascuna
              imposta; a dette  operazioni  si  applicano,  agli  effetti
              dell'imposta sull'incremento di valore degli  immobili,  le
              disposizioni di cui all'articolo 3, secondo comma,  secondo
              periodo, e 6, settimo comma,  del  decreto  del  Presidente
              della Repubblica 26 ottobre  1972,  n.  643,  e  successive
              modificazioni. 
                  4. L'attivita' di vigilanza sulle forme  pensionistiche
              di cui al comma 1 e' svolta dalla COVIP  secondo  piani  di
              attivita' differenziati temporalmente anche con riferimento
              alle modalita' di controllo e alle diverse categorie  delle
              predette  forme  pensionistiche.  La  COVIP  riferisce   al
              riguardo al Ministro del lavoro e delle politiche sociali e
              al Ministero dell'economia e delle finanze. 
                  5. Per i destinatari iscritti alle forme pensionistiche
              di cui al comma 1, successivamente alla data del 28  aprile
              1993, si applicano le disposizioni stabilite  dal  presente
              decreto legislativo e, per quelli di  cui  all'articolo  2,
              comma  1,  lettera  a),   non   possono   essere   previste
              prestazioni definite volte ad  assicurare  una  prestazione
              determinata con riferimento al livello del reddito,  ovvero
              a quello del trattamento pensionistico obbligatorio. 
                  6.  L'accesso  alle  prestazioni   per   anzianita'   e
              vecchiaia assicurate dalle forme pensionistiche di  cui  al
              comma  1,  che   garantiscono   prestazioni   definite   ad
              integrazione del trattamento pensionistico obbligatorio, e'
              subordinato alla liquidazione del predetto trattamento. 
                  6-bis. Le  forme  pensionistiche  di  cui  al  comma  1
              istituite all'interno di enti o societa' diversi da  quelli
              sottoposti, direttamente o in quanto facenti  parte  di  un
              gruppo, a vigilanza in base alle  disposizioni  di  cui  al
              decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e al decreto
              legislativo 7 settembre 2005, n. 209, che risultino rivolte
              a  soli  pensionati,  devono  presentare  alla  COVIP,  con
              cadenza triennale, documentazione idonea  a  dimostrare  la
              sussistenza delle condizioni necessarie  ad  assicurare  la
              continuita' nell'erogazione  delle  prestazioni.  La  COVIP
              verifica la sussistenza delle predette condizioni. 
                  7. Le forme pensionistiche di cui al comma  1,  gestite
              in via prevalente secondo  il  sistema  tecnico-finanziario
              della ripartizione e con squilibri  finanziari,  che  siano
              gia' state destinatarie del decreto del Ministro del lavoro
              e delle politiche sociali con il quale e'  stata  accertata
              una  situazione   di   squilibrio   finanziario   derivante
              dall'applicazione del  previgente  decreto  legislativo  21
              aprile 1993, n.  124,  possono  deliberare  di  continuare,
              sotto la propria responsabilita', a derogare agli  articoli
              8  e  11.  Ai  relativi  contributi  versati  continua   ad
              applicarsi, anche per  gli  iscritti  successivamente  alla
              data di entrata in vigore del presente decreto legislativo,
              il trattamento tributario previsto dalle norme previgenti. 
                  8. Le forme pensionistiche di cui al  comma  7  debbono
              presentare annualmente alla COVIP e al Ministero del lavoro
              e delle politiche  sociali  il  bilancio  tecnico,  nonche'
              documentazione  idonea  a  dimostrare  il  permanere  della
              situazione finanziaria di cui al precedente  comma  7;  con
              cadenza quinquennale un piano che, con riguardo a tutti gli
              iscritti attivi e con riferimento alle contribuzioni e alle
              prestazioni, nonche' al patrimonio investito, determini  le
              condizioni   necessarie    ad    assicurare    l'equilibrio
              finanziario della gestione ed il  progressivo  allineamento
              alle norme generali del presente decreto. Il  Ministro  del
              lavoro e  delle  politiche  sociali,  previo  parere  della
              COVIP, accerta la sussistenza delle predette condizioni. 
                  9. Le deliberazioni assembleari delle forme di  cui  al
              comma 1 continuano a essere validamente adottate secondo le
              procedure previste dai rispettivi  statuti,  anche  con  il
              metodo referendario, non intendendosi applicabili  ad  esse
              le modalita' di presenza previste dagli articoli  20  e  21
              del codice civile.". 
              Comma 41. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 1 del decreto-legge
              31 gennaio 2007, n. 7 (Misure urgenti  per  la  tutela  dei
              consumatori, la promozione della concorrenza,  lo  sviluppo
              di attivita' economiche, la nascita di  nuove  imprese,  la
              valorizzazione dell'istruzione tecnico-professionale  e  la
              rottamazione    di    autoveicoli),     convertito,     con
              modificazioni, dalla legge  2  aprile  2007,  n.  40,  come
              modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 1. (Ricarica nei  servizi  di  telefonia  mobile,
              trasparenza  e  liberta'  di  recesso  dai  contratti   con
              operatori telefonici, televisivi e di servizi internet).  -
              1. Al fine di favorire  la  concorrenza  e  la  trasparenza
              delle  tariffe,  di  garantire  ai  consumatori  finali  un
              adeguato livello di conoscenza sugli effettivi  prezzi  del
              servizio, nonche' di facilitare il confronto tra le offerte
              presenti sul mercato, e' vietata, da parte degli  operatori
              di  telefonia,  di  reti  televisive  e  di   comunicazioni
              elettroniche, l'applicazione di costi fissi e di contributi
              per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in
              forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico
              telefonico o del servizio richiesto. e' altresi' vietata la
              previsione di termini temporali  massimi  di  utilizzo  del
              traffico o del servizio acquistato. Ogni eventuale clausola
              difforme e' nulla e non comporta la nullita' del contratto,
              fatti salvi  i  vincoli  di  durata  di  eventuali  offerte
              promozionali comportanti  prezzi  piu'  favorevoli  per  il
              consumatore. Gli operatori di telefonia mobile adeguano  la
              propria  offerta  commerciale  alle  predette  disposizioni
              entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata  in
              vigore del presente decreto. 
                  2. L'offerta  commerciale  dei  prezzi  dei  differenti
              operatori della telefonia deve evidenziare  tutte  le  voci
              che compongono l'offerta, al fine di consentire ai  singoli
              consumatori un adeguato confronto. 
                  2-bis. L'Autorita' per le garanzie nelle  comunicazioni
              determina le modalita' per  consentire  all'utente,  a  sua
              richiesta, al momento della chiamata da un numero  fisso  o
              cellulare   e   senza   alcun   addebito,   di    conoscere
              l'indicazione  dell'operatore  che   gestisce   il   numero
              chiamato. 
                  3. I contratti per adesione stipulati con operatori  di
              telefonia  e  di  reti  televisive   e   di   comunicazione
              elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata,
              devono prevedere la facolta' del contraente di recedere dal
              contratto o di trasferire le utenze presso altro  operatore
              senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e  senza
              spese  non  giustificate  da  costi  dell'operatore  e  non
              possono imporre un obbligo di preavviso superiore a  trenta
              giorni. Le clausole difformi sono  nulle,  fatta  salva  la
              facolta' degli operatori di adeguare alle disposizioni  del
              presente comma i rapporti contrattuali gia' stipulati  alla
              data di entrata in vigore  del  presente  decreto  entro  i
              successivi sessanta giorni. In ogni caso, le spese relative
              al  recesso  o  al  trasferimento  dell'utenza   ad   altro
              operatore sono commisurate al valore  del  contratto  e  ai
              costi  reali  sopportati  dall'azienda,  ovvero  ai   costi
              sostenuti per dismettere la linea telefonica  o  trasferire
              il servizio, e comunque rese note al consumatore al momento
              della  pubblicizzazione   dell'offerta   e   in   fase   di
              sottoscrizione del contratto, nonche'  comunicate,  in  via
              generale,   all'Autorita'    per    le    garanzie    nelle
              comunicazioni, esplicitando analiticamente la  composizione
              di ciascuna voce e la rispettiva giustificazione economica. 
                  3-bis.   Le   modalita'   utilizzabili   dal   soggetto
              contraente che intenda recedere da un  contratto  stipulato
              con operatori di  telefonia  e  di  reti  televisive  e  di
              comunicazione elettronica, nonche' in  caso  di  cambio  di
              gestore, devono essere semplici e di immediata  attivazione
              e devono seguire le medesime forme utilizzabili al  momento
              dell'attivazione o  dell'adesione  al  contratto.  In  ogni
              caso, gli operatori di telefonia, di reti televisive  e  di
              comunicazioni    elettroniche    devono    consentire    la
              possibilita' per consumatori  e  utenti  di  comunicare  il
              recesso o il cambio di gestore con modalita' telematiche. 
                  3-ter.  Il  contratto  stipulato   con   operatori   di
              telefonia  e  di  reti  televisive   e   di   comunicazione
              elettronica, ove comprenda offerte promozionali  aventi  ad
              oggetto la fornitura sia di servizi che di beni,  non  puo'
              avere durata superiore a ventiquattro  mesi.  Nel  caso  di
              risoluzione anticipata si  applicano  i  medesimi  obblighi
              informativi  e  i  medesimi  limiti  agli  oneri   per   il
              consumatore di cui al comma 3, terzo  periodo,  e  comunque
              gli  eventuali  relativi  costi  devono   essere   equi   e
              proporzionati al valore del contratto e alla durata residua
              della promozione offerta. 
                  3-quater. E' fatto  obbligo  ai  soggetti  gestori  dei
              servizi di telefonia e di  comunicazioni  elettroniche,  ai
              fini  dell'eventuale  addebito  al  cliente  del  costo  di
              servizi in abbonamento offerti da terzi,  di  acquisire  la
              prova del previo consenso espresso del  medesimo.  In  ogni
              caso, e' fatto divieto agli operatori  di  telefonia  e  di
              comunicazioni elettroniche di prevedere la possibilita' per
              il consumatore  o  per  l'utente  di  ricevere  servizi  in
              abbonamento da parte dello stesso operatore,  o  di  terzi,
              senza   il   previo   consenso   espresso   e   documentato
              all'attivazione di tale tipologia di servizi. 
                  4. L'Autorita'  per  le  garanzie  nelle  comunicazioni
              vigila  sull'attuazione  delle  disposizioni  di   cui   al
              presente articolo e stabilisce le modalita' attuative delle
              disposizioni di cui al comma 2  e  al  comma  3-quater.  La
              violazione delle disposizioni di cui  ai  commi  1,  2,  3,
              3-bis, 3-ter e 3-quater e' sanzionata dall'Autorita' per le
              garanzie nelle comunicazioni applicando l' articolo 98  del
              codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al  decreto
              legislativo 1° agosto 2003, n. 259, come  modificato  dall'
              articolo 2, comma 136, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n.
              262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
              2006, n. 286.". 
                  - La legge 2 aprile 2007, n. 40 (Conversione in  legge,
              con modificazioni, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7,  recante
              misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione
              della concorrenza, lo sviluppo di attivita' economiche e la
              nascita di nuove  imprese)  e'  pubblicata  sulla  Gazzetta
              Ufficiale 2 aprile 2007, n. 77, S.O. 
              Comma 42. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 70 del codice delle
              comunicazioni elettroniche, di cui al  decreto  legislativo
              1° agosto 2003, n. 259, e  successive  modificazioni,  come
              modificato dalla presente legge: 
                  "Art.  70.  (Contratti  e  esercizio  del  diritto   di
              recesso). - 1. Fermo restando le  disposizioni  di  cui  al
              decreto-legge  31  gennaio  2007,  n.7,   convertito,   con
              modificazioni,  dalla  legge  2  aprile  2007,  n.  40,   i
              consumatori  ed  altri  utenti  finali  che   ne   facciano
              richiesta, hanno diritto di stipulare contratti con  una  o
              piu' imprese che forniscono servizi di connessione  ad  una
              rete di comunicazione pubblica o servizi  di  comunicazione
              elettronica accessibile al pubblico.  Il  contratto  indica
              almeno,  in   modo   chiaro,   dettagliato   e   facilmente
              comprensibile: 
                    a) la denominazione e la sede dell'impresa; 
                    b) i servizi forniti, ed in particolare: 
                      1) se viene fornito o meno l'accesso ai servizi  di
              emergenza e  alle  informazioni  sulla  localizzazione  del
              chiamante  e  se  esistono   eventuali   restrizioni   alla
              fornitura di servizi di emergenza di cui all'articolo 76; 
                      2) informazioni su eventuali altre  condizioni  che
              limitano l'accesso o l'utilizzo di servizi e applicazioni; 
                      3)  i  livelli  minimi  di  qualita'  del  servizio
              offerti, compresa la data  dell'allacciamento  iniziale  e,
              ove opportuno, altri parametri di  qualita'  del  servizio,
              quali definiti dall'Autorita'; 
                      4) informazioni sulle  procedure  poste  in  essere
              dall'impresa per misurare e strutturare il traffico  in  un
              collegamento di rete nel rispetto  del  diritto  di  scelta
              nonche' del diritto  alla  protezione  dei  dati  personali
              dell'utente onde evitare la saturazione  della  rete  e  il
              superamento dei limiti di capienza,  e  informazioni  sulle
              eventuali  ripercussioni  sulla   qualita'   del   servizio
              riconducibili a tali procedure; 
                      5)  eventuali  restrizioni  imposte  dal  fornitore
              all'utilizzo delle apparecchiature terminali fornite. 
                    c) i tipi di servizi  di  manutenzione  offerti  e  i
              servizi di assistenza alla clientela  forniti,  nonche'  le
              modalita' per contattare tali servizi; 
                    d) qualora esista un obbligo ai  sensi  dell'articolo
              75, la scelta del contraente di far includere o meno i suoi
              dati personali in un elenco e i dati di cui trattasi; 
                    e) il dettaglio dei prezzi e delle  tariffe,  nonche'
              le modalita'  secondo  le  quali  possono  essere  ottenute
              informazioni  aggiornate  in  merito  a  tutte  le  tariffe
              applicabili  e  a  tutti  i  costi  di  manutenzione,  alle
              modalita' di pagamento e ad eventuali differenze  di  costo
              ad esse legate; 
                    f) la durata del contratto, le condizioni di  rinnovo
              e di cessazione dei servizi e del contratto compresi: 
                      1) ogni utilizzo  minimo  o  durata  richiesti  per
              beneficiare di condizioni promozionali; 
                      2)  i  diritti   e   gli   obblighi   inerenti   la
              portabilita' dei numeri o di altri identificatori; 
                      3) eventuali commissioni dovute in caso di  recesso
              anticipato dal contratto, compresi gli eventuali  costi  da
              recuperare in relazione all'apparecchiatura terminale. 
                    g)  le  disposizioni  relative  all'indennizzo  e  al
              rimborso applicabili qualora non sia raggiunto  il  livello
              di qualita' del servizio previsto dal contratto; 
                    h)  il  modo  in  cui  possono   essere   avviati   i
              procedimenti di risoluzione  delle  controversie  ai  sensi
              dell'articolo 84; 
                    i) i tipi di azioni che l'impresa  puo'  adottare  in
              risposta  a  incidenti   o   minacce   alla   sicurezza   o
              all'integrita' e alle vulnerabilita'. 
                  2.  L'Autorita'  vigila  sull'applicazione  di   quanto
              disposto ai fini di cui al comma 1  e  puo'  estendere  gli
              obblighi di cui  al  medesimo  comma  affinche'  sussistano
              anche nei confronti di altri utenti finali. 
                  3.  L'Autorita'  puo'  richiedere  che   il   contratto
              contenga ogni informazione che possa essere fornita  a  tal
              fine dalle autorita' competenti sull'utilizzo delle reti  e
              servizi di comunicazione elettronica per attivita' illegali
              e per la diffusione di contenuti dannosi, e sugli strumenti
              di tutela dai rischi per la sicurezza  personale,  la  vita
              privata e i dati personali di cui  all'articolo  71,  comma
              2-quater, e relativi al servizio fornito. 
                  4. Il contraente,  qualora  non  accetti  le  modifiche
              delle condizioni contrattuali da parte  delle  imprese  che
              forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica,  ha
              diritto di recedere dal contratto senza penali ne' costi di
              disattivazione. Le modifiche sono comunicate al  contraente
              con adeguato preavviso, non inferiore a  trenta  giorni,  e
              contengono le informazioni complete circa  l'esercizio  del
              diritto di recesso. L'Autorita' puo' specificare  la  forma
              di tali comunicazioni. 
                  5. L'utente finale che utilizzi, o dia modo ad altri di
              utilizzare  il  servizio  per  effettuare  comunicazioni  o
              attivita' contro la morale o l'ordine pubblico  o  arrecare
              danno ai minori molestia o  disturbo  alla  quiete  privata
              ovvero per finalita'  abusive  o  fraudolente,  decade  dal
              contratto di fornitura del servizio, fatta salva ogni altra
              responsabilita' prevista dalle leggi vigenti. 
                  6.". 
              Comma 43. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 98, comma  16,  del
              codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al  decreto
              legislativo  1°  agosto  2003,   n.   259,   e   successive
              modificazioni, come modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 98.(Sanzioni). - 1. Le disposizioni del  presente
              articolo si applicano alle reti e servizi di  comunicazione
              elettronica ad uso pubblico. 
                  2. In caso di installazione  e  fornitura  di  reti  di
              comunicazione  elettronica  od  offerta   di   servizi   di
              comunicazione elettronica ad uso pubblico senza la relativa
              autorizzazione generale, il Ministero commina, se il  fatto
              non  costituisce   reato,   una   sanzione   amministrativa
              pecuniaria da  euro  15.000,00  ad  euro  2.500.000,00,  da
              stabilirsi in equo rapporto alla gravita' del fatto. Se  il
              fatto riguarda la installazione o l'esercizio  di  impianti
              radioelettrici, la sanzione minima e' di euro 50.000,00. 
                  3. Se il fatto riguarda la installazione o  l'esercizio
              di impianti di  radiodiffusione  sonora  o  televisiva,  si
              applica la pena della reclusione da uno a tre anni. La pena
              e' ridotta alla  meta'  se  trattasi  di  impianti  per  la
              radiodiffusione sonora o televisiva in ambito locale. 
                  4. Chiunque realizza trasmissioni, anche  simultanee  o
              parallele,  contravvenendo   ai   limiti   territoriali   o
              temporali previsti dal titolo abilitativo e' punito con  la
              reclusione da sei mesi a due anni. 
                  5. Oltre alla sanzione amministrativa di cui  al  comma
              2, il trasgressore e' tenuto, in ogni caso, al pagamento di
              una somma pari a venti volte i diritti amministrativi e dei
              contributi, di cui rispettivamente agli articoli 34  e  35,
              commisurati al periodo di  esercizio  abusivo  accertato  e
              comunque per un periodo non inferiore all'anno. 
                  6.   Indipendentemente   dai   provvedimenti    assunti
              dall'Autorita' giudiziaria e fermo restando quanto disposto
              dai commi 2 e 3, il  Ministero,  ove  il  trasgressore  non
              provveda,  puo'  provvedere  direttamente,  a   spese   del
              possessore,   a   suggellare,   rimuovere   o   sequestrare
              l'impianto ritenuto abusivo. 
                  7. Nel caso di reiterazione degli illeciti  di  cui  al
              comma 2 per  piu'  di  due  volte  in  un  quinquennio,  il
              Ministero  irroga  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria
              nella misura massima stabilita dallo stesso comma 2. 
                  8. In caso di installazione  e  fornitura  di  reti  di
              comunicazione  elettronica  od  offerta   di   servizi   di
              comunicazione elettronica ad uso pubblico in difformita'  a
              quanto dichiarato ai sensi dell'articolo 25,  comma  4,  il
              Ministero irroga una sanzione amministrativa pecuniaria  da
              euro 30.000,00 ad euro 580.000,00. 
                  9. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 32, ai
              soggetti che commettono violazioni gravi o  reiterate  piu'
              di  due  volte  nel  quinquennio  delle  condizioni   poste
              dall'autorizzazione  generale,  il  Ministero  commina  una
              sanzione amministrativa pecuniaria  da  euro  30.000,00  ad
              euro  600.000,00;  ai  soggetti  che  non  provvedono,  nei
              termini e con le modalita' prescritti,  alla  comunicazione
              dei documenti, dei  dati  e  delle  notizie  richiesti  dal
              Ministero  o  dall'Autorita',  gli   stessi,   secondo   le
              rispettive    competenze,    comminano     una     sanzione
              amministrativa  pecuniaria  da  euro  15.000,00   ad   euro
              1.150.000,00. 
                  10. Ai soggetti che nelle comunicazioni  richieste  dal
              Ministero e dall'Autorita',  nell'ambito  delle  rispettive
              competenze, espongono dati contabili  o  fatti  concernenti
              l'esercizio delle proprie attivita' non  corrispondenti  al
              vero, si applicano le pene previste dall'articolo 2621  del
              codice civile. 
                  11. Ai soggetti che non ottemperano agli ordini ed alle
              diffide, impartiti ai sensi  del  Codice  dal  Ministero  o
              dall'Autorita',   gli   stessi,   secondo   le   rispettive
              competenze,   comminano   una    sanzione    amministrativa
              pecuniaria da euro  120.000,00  ad  euro  2.500.000,00.  Se
              l'inottemperanza    riguarda     provvedimenti     adottati
              dall'Autorita' in ordine alla violazione delle disposizioni
              relative ad imprese aventi significativo potere di mercato,
              si applica a  ciascun  soggetto  interessato  una  sanzione
              amministrativa pecuniaria non inferiore al 2  per  cento  e
              non superiore al 5 per cento del fatturato realizzato dallo
              stesso soggetto nell'ultimo esercizio chiuso  anteriormente
              alla notificazione della contestazione, relativo al mercato
              al quale l'inottemperanza si riferisce. 
                  12. Nei casi previsti dai commi 6, 7, 8 e  9,  e  nelle
              ipotesi di mancato pagamento dei diritti  amministrativi  e
              dei contributi di cui agli articoli 34 e  35,  nei  termini
              previsti dall'allegato  n.  10,  se  la  violazione  e'  di
              particolare gravita', o reiterata per piu' di due volte  in
              un quinquennio, il  Ministero  o  l'Autorita',  secondo  le
              rispettive  competenze  e  previa  contestazione,   possono
              disporre la sospensione dell'attivita' per un  periodo  non
              superiore a  sei  mesi,  o  la  revoca  dell'autorizzazione
              generale e degli eventuali diritti  di  uso.  Nei  predetti
              casi, il Ministero o l'Autorita',  rimangono  esonerati  da
              ogni altra responsabilita' nei riguardi di terzi e non sono
              tenuti ad alcun indennizzo nei confronti dell'impresa. 
                  13. In caso di violazione delle disposizioni  contenute
              nel Capo III del presente Titolo, nonche' nell'articolo 80,
              il  Ministero  o   l'Autorita',   secondo   le   rispettive
              competenze,   comminano   una    sanzione    amministrativa
              pecuniaria da euro 170.000,00 ad euro 2.500.000,00. 
                  14. In caso di violazione degli obblighi gravanti sugli
              operatori di cui all'articolo 96, il Ministero commina  una
              sanzione amministrativa pecuniaria da  euro  170.000,00  ad
              euro  2.500.000,00.  Se  la  violazione   degli   anzidetti
              obblighi e' di particolare gravita' o reiterata per piu' di
              due volte in un quinquennio, il Ministero puo' disporre  la
              sospensione dell'attivita' per un periodo non  superiore  a
              due mesi o la revoca dell'autorizzazione generale. In  caso
              di integrale inosservanza  della  condizione  n.  11  della
              parte A dell'allegato n. 1, il Ministero dispone la  revoca
              dell'autorizzazione generale. 
                  15. In caso di inosservanza delle disposizioni  di  cui
              ai commi 1, 4, 5 e 8  dell'articolo  95,  indipendentemente
              dalla sospensione dell'esercizio e salvo  il  promuovimento
              dell'azione penale per eventuali reati, il trasgressore  e'
              punito con la sanzione amministrativa da  euro  1.500,00  a
              euro 5.000,00. 
                  16. In caso di inosservanza delle disposizioni  di  cui
              agli articoli 60, 61, 70,  71,  72  e  79  il  Ministero  o
              l'Autorita', secondo le  rispettive  competenze,  comminano
              una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 58.000,00 ad
              euro 1.160.000,00. 
                  17. Restano ferme, per le materie non disciplinate  dal
              Codice, le sanzioni di cui all'articolo 1, commi 29, 30, 31
              e 32 della legge 31 luglio 1997, n. 249. 
                  17-bis.   Alle   sanzioni   amministrative   irrogabili
              dall'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni  non  si
              applicano le disposizioni sul pagamento in  misura  ridotta
              di cui all'articolo 16 della legge  24  novembre  1981,  n.
              689, e successive modificazioni.". 
              Comma 44. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 1, comma 6, lettera
              a),  numero  5),  della  legge  31  luglio  1997,  n.   249
              (Istituzione   dell'Autorita'   per   le   garanzie   nelle
              comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e
              radiotelevisivo): 
                  "Art.   1.   (Autorita'   per   le    garanzie    nelle
              comunicazioni). 
                  (Omissis). 
                  6. Le competenze dell'Autorita' sono cosi' individuate: 
                    a) la commissione per le  infrastrutture  e  le  reti
              esercita le seguenti funzioni: 
                  (Omissis). 
                    5) cura la tenuta del  registro  degli  operatori  di
              comunicazione al quale si devono iscrivere in virtu'  della
              presente legge i soggetti destinatari di concessione ovvero
              di autorizzazione in base alla vigente normativa  da  parte
              dell'Autorita'  o  delle  amministrazioni  competenti,   le
              imprese  concessionarie  di  pubblicita'   da   trasmettere
              mediante impianti radiofonici o televisivi o da  diffondere
              su  giornali  quotidiani  o  periodici,  sul  web  e  altre
              piattaforme  digitali  fisse  o  mobili,  le   imprese   di
              produzione e  distribuzione  dei  programmi  radiofonici  e
              televisivi,  nonche'  le  imprese  editrici   di   giornali
              quotidiani, di periodici o riviste e le agenzie  di  stampa
              di carattere nazionale, nonche' le  imprese  fornitrici  di
              servizi telematici  e  di  telecomunicazioni  ivi  compresa
              l'editoria  elettronica  e  digitale;  nel  registro   sono
              altresi' censite le infrastrutture di  diffusione  operanti
              nel  territorio  nazionale.  L'Autorita'  adotta   apposito
              regolamento per l'organizzazione e la tenuta del registro e
              per  la  definizione  dei  criteri  di  individuazione  dei
              soggetti  tenuti  all'iscrizione  diversi  da  quelli  gia'
              iscritti al registro alla data di entrata in  vigore  della
              presente legge. 
                  (Omissis).". 
              Comma 46. 
                  - Si riporta  il  testo  dell'articolo  64  del  codice
              dell'amministrazione   digitale,   di   cui   al    decreto
              legislativo   7   marzo   2005,   n.   82,   e   successive
              modificazioni: 
                  "Art. 64.  (Sistema  pubblico  per  la  gestione  delle
              identita'  digitali  e  modalita'  di  accesso  ai  servizi
              erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni). 
                  1. 
                  2. 
                  2-bis. Per favorire la diffusione di servizi in rete  e
              agevolare l'accesso agli stessi da  parte  di  cittadini  e
              imprese (384), anche in mobilita',  e'  istituito,  a  cura
              dell'Agenzia per l'Italia digitale, il sistema pubblico per
              la gestione dell'identita' digitale di cittadini e  imprese
              (SPID). 
                  2-ter. Il  sistema  SPID  e'  costituito  come  insieme
              aperto  di  soggetti  pubblici  e   privati   che,   previo
              accreditamento  da  parte  dell'AgID,   secondo   modalita'
              definite  con  il  decreto  di  cui  al   comma   2-sexies,
              identificano gli utenti per consentire  loro  l'accesso  ai
              servizi in rete. 
                  2-quater. Il sistema SPID e' adottato  dalle  pubbliche
              amministrazioni nei tempi e secondo le  modalita'  definiti
              con il decreto di cui al comma 2-sexies. 
                  2-quinquies. Ai fini dell'erogazione dei propri servizi
              in rete, e' altresi' riconosciuta alle imprese, secondo  le
              modalita' definite con il decreto di cui al comma 2-sexies,
              la facolta' di avvalersi del sistema SPID per  la  gestione
              dell'identita' digitale dei propri  utenti.  L'adesione  al
              sistema SPID per la verifica dell'accesso ai propri servizi
              erogati in rete per i quali e' richiesto il  riconoscimento
              dell'utente esonera l'impresa da  un  obbligo  generale  di
              sorveglianza delle attivita'  sui  propri  siti,  ai  sensi
              dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003,  n.
              70. 
                  2-sexies. Con decreto del Presidente del Consiglio  dei
              ministri,   su   proposta   del   Ministro   delegato   per
              l'innovazione tecnologica e del Ministro  per  la  pubblica
              amministrazione e la semplificazione, di  concerto  con  il
              Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il  Garante
              per la protezione dei  dati  personali,  sono  definite  le
              caratteristiche del sistema SPID, anche con riferimento: 
                    a) al  modello  architetturale  e  organizzativo  del
              sistema; 
                    b)  alle  modalita'  e  ai  requisiti  necessari  per
              l'accreditamento dei gestori dell'identita' digitale; 
                    c)  agli  standard  tecnologici  e   alle   soluzioni
              tecniche e organizzative  da  adottare  anche  al  fine  di
              garantire l'interoperabilita'  delle  credenziali  e  degli
              strumenti  di  accesso   resi   disponibili   dai   gestori
              dell'identita'  digitale  nei  riguardi  di   cittadini   e
              imprese; 
                    d) alle modalita' di adesione da parte di cittadini e
              imprese in qualita' di utenti di servizi in rete; 
                    e) ai tempi e alle modalita'  di  adozione  da  parte
              delle pubbliche amministrazioni in qualita' di erogatori di
              servizi in rete; 
                    f) alle modalita' di adesione da parte delle  imprese
              interessate in qualita' di erogatori di servizi in rete. 
                  2-septies. Un  atto  giuridico  puo'  essere  posto  in
              essere  da  un   soggetto   identificato   mediante   SPID,
              nell'ambito di un sistema informatico  avente  i  requisiti
              fissati   nelle   regole   tecniche   adottate   ai   sensi
              dell'articolo 71, attraverso processi idonei  a  garantire,
              in maniera manifesta e inequivoca, l'acquisizione della sua
              volonta'. Restano  ferme  le  disposizioni  concernenti  il
              deposito degli atti  e  dei  documenti  in  via  telematica
              secondo la normativa  anche  regolamentare  in  materia  di
              processo telematico. 
                  2-octies.  Le  pubbliche   amministrazioni   consentono
              mediante SPID l'accesso ai servizi in rete da esse  erogati
              che richiedono identificazione informatica. 
                  2-nonies. L'accesso  di  cui  al  comma  2-octies  puo'
              avvenire anche con la carta di identita' elettronica  e  la
              carta nazionale dei servizi. 
                  3.". 
              Comma 47. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo  8,  comma  3,  del
              decreto-legge 18 ottobre 2012,  n.  179  (Ulteriori  misure
              urgenti  per  la  crescita  del  Paese.),  convertito,  con
              modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221: 
                  "Art. 8.  (Misure  per  l'innovazione  dei  sistemi  di
              trasporto). 
                  (Omissis). 
                  3. Tenuto conto del carattere di pubblica utilita'  del
              servizio ed al fine di assicurarne la  massima  diffusione,
              le  aziende  di  trasporto  di  cui  al  comma   1   e   le
              amministrazioni interessate, anche in deroga alle normative
              di  settore,  consentono  l'utilizzo  della  bigliettazione
              elettronica attraverso strumenti di pagamento in mobilita',
              anche attraverso l'addebito diretto su credito telefonico e
              nel rispetto del limite  di  spesa  per  ciascun  biglietto
              acquistato, previsto dalle  vigenti  disposizioni,  tramite
              qualsiasi  dispositivo  di  telecomunicazione.  Il   titolo
              digitale del biglietto e'  consegnato  sul  dispositivo  di
              comunicazione. 
                  (Omissis).". 
              Comma 49. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  10  del  decreto
              legislativo  4  dicembre  1997,  n.  460  (Riordino   della
              disciplina tributaria degli enti non  commerciali  e  delle
              organizzazioni non lucrative di utilita' sociale): 
                  "Art. 10. (Organizzazioni  non  lucrative  di  utilita'
              sociale).  -  1.  Sono  organizzazioni  non  lucrative   di
              utilita' sociale (ONLUS) le associazioni,  i  comitati,  le
              fondazioni, le societa' cooperative e  gli  altri  enti  di
              carattere privato, con o senza  personalita'  giuridica,  i
              cui  statuti  o  atti  costitutivi,  redatti  nella   forma
              dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata  o
              registrata, prevedono espressamente: 
                    a) lo svolgimento di attivita'  in  uno  o  piu'  dei
              seguenti settori: 
                      1) assistenza sociale e socio-sanitaria; 
                      2) assistenza sanitaria; 
                      3) beneficenza; 
                      4) istruzione; 
                      5) formazione; 
                      6) sport dilettantistico; 
                      7) tutela, promozione e valorizzazione  delle  cose
              d'interesse artistico e storico di cui alla legge 1° giugno
              1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di  cui
              al D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409; 
                      8)  tutela  e   valorizzazione   della   natura   e
              dell'ambiente, con  esclusione  dell'attivita',  esercitata
              abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani,
              speciali e pericolosi di cui  all'articolo  7  del  decreto
              legislativo 5 febbraio 1997, n. 22; 
                      9) promozione della cultura e dell'arte; 
                      10) tutela dei diritti civili; 
                      11) ricerca scientifica  di  particolare  interesse
              sociale svolta direttamente da fondazioni  ovvero  da  esse
              affidata  ad  universita',  enti  di   ricerca   ed   altre
              fondazioni  che  la  svolgono  direttamente,  in  ambiti  e
              secondo modalita'  da  definire  con  apposito  regolamento
              governativo emanato ai sensi dell'articolo 17  della  legge
              23 agosto 1988, n. 400; 
                      11-bis) cooperazione allo sviluppo  e  solidarieta'
              internazionale; 
                    b)  l'esclusivo   perseguimento   di   finalita'   di
              solidarieta' sociale; 
                    c) il divieto di svolgere attivita' diverse da quelle
              menzionate alla lettera a) ad eccezione di quelle  ad  esse
              direttamente connesse; 
                    d)  il  divieto  di  distribuire,   anche   in   modo
              indiretto,  utili  e  avanzi  di  gestione  nonche'  fondi,
              riserve o capitale durante la vita  dell'organizzazione,  a
              meno che la  destinazione  o  la  distribuzione  non  siano
              imposte per legge o siano  effettuate  a  favore  di  altre
              ONLUS che per legge,  statuto  o  regolamento  fanno  parte
              della medesima ed unitaria struttura; 
                    e) l'obbligo di impiegare gli utili o gli  avanzi  di
              gestione per la realizzazione delle attivita' istituzionali
              e di quelle ad esse direttamente connesse; 
                    f)   l'obbligo    di    devolvere    il    patrimonio
              dell'organizzazione,  in  caso  di  suo  scioglimento   per
              qualunque causa, ad altre organizzazioni non  lucrative  di
              utilita' sociale o a fini  di  pubblica  utilita',  sentito
              l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma  190,
              della  legge  23  dicembre  1996,  n.  662,  salvo  diversa
              destinazione imposta dalla legge; 
                    g) l'obbligo di redigere  il  bilancio  o  rendiconto
              annuale; 
                    h) disciplina uniforme  del  rapporto  associativo  e
              delle   modalita'    associative    volte    a    garantire
              l'effettivita'   del    rapporto    medesimo,    escludendo
              espressamente la temporaneita'  della  partecipazione  alla
              vita  associativa  e  prevedendo  per   gli   associati   o
              partecipanti  maggiori  d'eta'  il  diritto  di  voto   per
              l'approvazione e  le  modificazioni  dello  statuto  e  dei
              regolamenti  e  per  la  nomina  degli   organi   direttivi
              dell'associazione; 
                    i) l'uso,  nella  denominazione  ed  in  qualsivoglia
              segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della
              locuzione  «organizzazione  non   lucrativa   di   utilita'
              sociale» o dell'acronimo «ONLUS». 
                  2. Si  intende  che  vengono  perseguite  finalita'  di
              solidarieta' sociale  quando  le  cessioni  di  beni  e  le
              prestazioni di servizi relative alle  attivita'  statutarie
              nei  settori  dell'assistenza  sanitaria,  dell'istruzione,
              della  formazione,  dello  sport   dilettantistico,   della
              promozione della cultura e dell'arte  e  della  tutela  dei
              diritti  civili  non  sono  rese  nei  confronti  di  soci,
              associati o  partecipanti,  nonche'  degli  altri  soggetti
              indicati alla  lettera  a)  del  comma  6,  ma  dirette  ad
              arrecare benefici a: 
                    a) persone  svantaggiate  in  ragione  di  condizioni
              fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari; 
                    b)  componenti  collettivita'  estere,  limitatamente
              agli aiuti umanitari. 
                  2-bis. Si considera attivita' di beneficenza, ai  sensi
              del comma 1, lettera a), numero 3), anche la concessione di
              erogazioni  gratuite  in  denaro  con  utilizzo  di   somme
              provenienti dalla  gestione  patrimoniale  o  da  donazioni
              appositamente raccolte, a favore di  enti  senza  scopo  di
              lucro che operano prevalentemente nei  settori  di  cui  al
              medesimo comma 1, lettera a), per la realizzazione  diretta
              di progetti di utilita' sociale. 
                  3. Le finalita'  di  solidarieta'  sociale  s'intendono
              realizzate anche quando tra i beneficiari  delle  attivita'
              statutarie dell'organizzazione  vi  siano  i  propri  soci,
              associati o partecipanti o gli altri soggetti indicati alla
              lettera a)  del  comma  6,  se  costoro  si  trovano  nelle
              condizioni di svantaggio di cui alla lettera a)  del  comma
              2. 
                  4. A prescindere dalle condizioni previste ai commi 2 e
              3,  si  considerano  comunque  inerenti  a   finalita'   di
              solidarieta' sociale le attivita' statutarie  istituzionali
              svolte   nei   settori   della   assistenza    sociale    e
              sociosanitaria, della beneficenza, della tutela, promozione
              e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico
              di cui alla legge 1° giugno 1939, n. 1089, ivi comprese  le
              biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente della
              Repubblica 30 settembre  1963,  n.  1409,  della  tutela  e
              valorizzazione della natura e dell'ambiente con  esclusione
              dell'attivita',  esercitata  abitualmente,  di  raccolta  e
              riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali  e  pericolosi  di
              cui all'articolo 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997,
              n. 22, della ricerca scientifica di  particolare  interesse
              sociale svolta direttamente da fondazioni  ovvero  da  esse
              affidate  ad  universita',  enti  di   ricerca   ed   altre
              fondazioni  che  la  svolgono  direttamente,  in  ambiti  e
              secondo modalita'  da  definire  con  apposito  regolamento
              governativo emanato ai sensi dell'articolo 17  della  legge
              23 agosto 1988, n. 400, nonche' le attivita' di  promozione
              della cultura e dell'arte per le  quali  sono  riconosciuti
              apporti economici da  parte  dell'amministrazione  centrale
              dello Stato. 
                  5.  Si  considerano  direttamente  connesse  a   quelle
              istituzionali  le  attivita'   statutarie   di   assistenza
              sanitaria, istruzione, formazione,  sport  dilettantistico,
              promozione della cultura e dell'arte e tutela  dei  diritti
              civili, di cui ai numeri 2), 4), 5), 6), 9) e 10) del comma
              1, lettera a), svolte in assenza delle condizioni  previste
              ai commi 2 e 3, nonche' le attivita' accessorie per  natura
              a quelle statutarie istituzionali,  in  quanto  integrative
              delle  stesse.  L'esercizio  delle  attivita'  connesse  e'
              consentito  a  condizione  che,  in  ciascun  esercizio   e
              nell'ambito di ciascuno dei settori elencati  alla  lettera
              a) del comma 1, le stesse non siano prevalenti  rispetto  a
              quelle istituzionali e che i relativi proventi non superino
              il    66    per    cento    delle     spese     complessive
              dell'organizzazione. 
                  6. Si considerano in ogni caso distribuzione  indiretta
              di utili o di avanzi di gestione: 
                    a) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi  a
              soci, associati o partecipanti, ai fondatori, ai componenti
              gli organi amministrativi e di controllo, a  coloro  che  a
              qualsiasi titolo operino per l'organizzazione o ne facciano
              parte, ai soggetti che  effettuano  erogazioni  liberali  a
              favore dell'organizzazione, ai loro parenti entro il  terzo
              grado ed ai loro affini entro  il  secondo  grado,  nonche'
              alle  societa'  da  questi  direttamente  o  indirettamente
              controllate  o  collegate,  effettuate  a  condizioni  piu'
              favorevoli in  ragione  della  loro  qualita'.  Sono  fatti
              salvi, nel caso delle attivita' svolte nei settori  di  cui
              ai numeri 7) e 8) della lettera a) del comma 1, i  vantaggi
              accordati a soci, associati o partecipanti ed  ai  soggetti
              che effettuano erogazioni liberali, ed ai  loro  familiari,
              aventi significato puramente onorifico e  valore  economico
              modico; 
                    b) l'acquisto di beni  o  servizi  per  corrispettivi
              che, senza valide ragioni economiche,  siano  superiori  al
              loro valore normale; 
                    c)  la  corresponsione  ai  componenti   gli   organi
              amministrativi e di  controllo  di  emolumenti  individuali
              annui superiori al compenso massimo  previsto  dal  decreto
              del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1994, n. 645,  e
              dal decreto-legge 21 giugno 1995, n. 239, convertito  dalla
              legge 3 agosto 1995, n. 336, e successive  modificazioni  e
              integrazioni, per  il  presidente  del  collegio  sindacale
              delle societa' per azioni; 
                    d) la corresponsione a soggetti diversi dalle  banche
              e dagli intermediari finanziari autorizzati,  di  interessi
              passivi,  in  dipendenza  di  prestiti  di   ogni   specie,
              superiori di 4 punti al tasso ufficiale di sconto; 
                    e) la  corresponsione  ai  lavoratori  dipendenti  di
              salari o stipendi superiori del 20  per  cento  rispetto  a
              quelli previsti dai contratti collettivi di lavoro  per  le
              medesime qualifiche. 
                  7. Le disposizioni di cui alla lettera h) del  comma  1
              non si applicano alle fondazioni,  e  quelle  di  cui  alle
              lettere h) ed i) del medesimo comma 1 non si applicano agli
              enti riconosciuti dalle confessioni religiose con le  quali
              lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese. 
                  8. Sono in ogni caso considerati  ONLUS,  nel  rispetto
              della loro struttura e delle loro finalita', gli  organismi
              di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991,  n.  266,
              iscritti nei  registri  istituiti  dalle  regioni  e  dalle
              province autonome di Trento e di Bolzano, le organizzazioni
              non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 26
              febbraio 1987, n. 49, e le cooperative sociali di cui  alla
              legge 8 novembre 1991, n. 381, nonche' i  consorzi  di  cui
              all'articolo 8 della predetta legge n.  381  del  1991  che
              abbiano la base sociale formata per il cento per  cento  da
              cooperative sociali. Sono  fatte  salve  le  previsioni  di
              maggior favore relative  agli  organismi  di  volontariato,
              alle organizzazioni  non  governative  e  alle  cooperative
              sociali di cui, rispettivamente, alle citate leggi  n.  266
              del 1991, n. 49 del 1987 e n. 381 del 1991. 
                  9. Gli enti ecclesiastici delle  confessioni  religiose
              con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o  intese
              e le associazioni di promozione sociale ricomprese tra  gli
              enti di cui all'articolo 3,  comma  6,  lettera  e),  della
              legge  25  agosto  1991,   n.   287,   le   cui   finalita'
              assistenziali    siano    riconosciute    dal     Ministero
              dell'interno,   sono   considerati   ONLUS    limitatamente
              all'esercizio delle attivita' elencate alla lettera a)  del
              comma 1; fatta eccezione per la prescrizione  di  cui  alla
              lettera c) del comma 1, agli stessi enti e associazioni  si
              applicano le disposizioni anche  agevolative  del  presente
              decreto, a condizione che per tali attivita'  siano  tenute
              separatamente le scritture contabili previste  all'articolo
              20-bis del  decreto  del  Presidente  delle  Repubblica  29
              settembre 1973, n. 600, introdotto dall'articolo 25,  comma
              1. 
                  10. Non si considerano in  ogni  caso  ONLUS  gli  enti
              pubblici,  le  societa'  commerciali  diverse   da   quelle
              cooperative, gli enti  conferenti  di  cui  alla  legge  30
              luglio 1990, n. 218, i partiti e i movimenti  politici,  le
              organizzazioni sindacali,  le  associazioni  di  datori  di
              lavoro e le associazioni di categoria.". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo  7  della  legge  7
              dicembre 2000, n. 383  (Disciplina  delle  associazioni  di
              promozione sociale): 
                  "Art. 7. (Registri). -  1.  Presso  la  Presidenza  del
              Consiglio  dei  ministri  -  Dipartimento  per  gli  affari
              sociali e' istituito un registro nazionale al quale possono
              iscriversi, ai fini dell'applicazione della presente legge,
              le associazioni di promozione sociale a carattere nazionale
              in possesso dei requisiti di cui all'articolo 2, costituite
              ed operanti da almeno un anno. Alla tenuta del registro  si
              provvede con le  ordinarie  risorse  finanziarie,  umane  e
              strumentali del Dipartimento per gli affari sociali. 
                  2. Per associazioni di promozione sociale  a  carattere
              nazionale si intendono quelle  che  svolgono  attivita'  in
              almeno cinque regioni  ed  in  almeno  venti  province  del
              territorio nazionale. 
                  3.   L'iscrizione   nel   registro   nazionale    delle
              associazioni a carattere nazionale comporta il  diritto  di
              automatica iscrizione nel registro  medesimo  dei  relativi
              livelli  di  organizzazione  territoriale  e  dei   circoli
              affiliati, mantenendo a tali soggetti i  benefici  connessi
              alla iscrizione nei registri di cui al comma 4. 
                  4. Le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di
              Bolzano istituiscono, rispettivamente,  registri  su  scala
              regionale e provinciale, cui possono  iscriversi  tutte  le
              associazioni in possesso dei requisiti di cui  all'articolo
              2,  che  svolgono  attivita',  rispettivamente,  in  ambito
              regionale o provinciale.". 
              Comma 51. 
                  -  Il   decreto   del   Presidente   della   Repubblica
              (Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto)
              26  ottobre  1972,  n.633  e'  pubblicato  nella   Gazzetta
              Ufficiale 11 novembre 1972, n. 292. 
              Comma 54. 
                  -  Il  decreto  del  Presidente  della   Repubblica   7
              settembre 2010, n. 178 (Regolamento recante  istituzione  e
              gestione  del  registro  pubblico  degli  abbonati  che  si
              oppongono all'utilizzo del proprio  numero  telefonico  per
              vendite  o  promozioni  commerciali)  e'  pubblicato  nella
              Gazzetta Ufficiale 2 novembre 2010, n. 256. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 130,  comma  3-bis,
              del codice in materia di protezione dei dati personali,  di
              cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196: 
                  "Art. 130. (Comunicazioni indesiderate). 
                  (Omissis). 
                  3-bis. In deroga a quanto previsto  dall'articolo  129,
              il trattamento dei dati di cui all'articolo 129,  comma  1,
              mediante l'impiego del telefono e della posta cartacea  per
              le finalita' di cui all'articolo 7, comma 4, lettera b), e'
              consentito nei confronti di chi  non  abbia  esercitato  il
              diritto di opposizione, con modalita' semplificate e  anche
              in via telematica, mediante l'iscrizione della  numerazione
              della quale e' intestatario e degli altri dati personali di
              cui all'articolo 129, comma  1,  in  un  registro  pubblico
              delle opposizioni. 
                  (Omissis).". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 7, comma 4, lettera
              b) del codice in materia di protezione dei dati  personali,
              di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196: 
                  "Art. 7. (Diritto di accesso ai dati personali ed altri
              diritti). 
                  (Omissis). 
                  4. L'interessato ha diritto di opporsi, in tutto  o  in
              parte: 
                    a) (Omissis). 
                    b) al trattamento di dati personali che lo riguardano
              a fini di invio di materiale  pubblicitario  o  di  vendita
              diretta o per il compimento di ricerche  di  mercato  o  di
              comunicazione commerciale.". 
                  Comma 56. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 73 della  legge  22
              aprile 1941, n. 633 (Protezione del diritto d'autore  e  di
              altri diritti connessi al suo esercizio),  come  modificato
              dalla presente legge: 
                  "Art. 73 - 1. Il produttore di fonogrammi, nonche'  gli
              artisti interpreti e  gli  artisti  esecutori  che  abbiano
              compiuto  l'interpretazione  o   l'esecuzione   fissata   o
              riprodotta nei fonogrammi, indipendentemente dai diritti di
              distribuzione, noleggio e prestito  loro  spettanti,  hanno
              diritto ad un compenso per l'utilizzazione a scopo di lucro
              dei  fonogrammi  a  mezzo   della   cinematografia,   della
              diffusione  radiofonica  e  televisiva,  ivi  compresa   la
              comunicazione al pubblico via  satellite,  nelle  pubbliche
              feste danzanti, nei pubblici esercizi ed  in  occasione  di
              qualsiasi  altra  pubblica  utilizzazione  dei   fonogrammi
              stessi. Il compenso e' riconosciuto, per ciascun fonogramma
              utilizzato, distintamente al produttore  di  fonogrammi  ed
              agli artisti interpreti o esecutori.  L'esercizio  di  tale
              diritto  spetta  a  ciascuna  delle  imprese  che  svolgono
              attivita'  di  intermediazione  dei  diritti  connessi   al
              diritto d'autore, di  cui  all'articolo  3,  comma  2,  del
              decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  19
              dicembre 2012, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  59
              dell'11 marzo 2013, alle quali il produttore di  fonogrammi
              e gli artisti interpreti o esecutori  hanno  conferito  per
              iscritto il rispettivo mandato. 
                  2. La misura del compenso e le quote  di  ripartizione,
              nonche' le relative modalita', sono determinate secondo  le
              norme del regolamento. 
                  2-bis. Il compenso dovuto  agli  artisti  interpreti  o
              esecutori ai  sensi  dei  commi  1  e  2  non  e'  da  essi
              rinunciabile ne' puo' in  alcun  modo  formare  oggetto  di
              cessione. 
                  3. Nessun compenso e'  dovuto  per  l'utilizzazione  ai
              fini dell'insegnamento e della comunicazione  istituzionale
              fatta dall'Amministrazione dello Stato o  da  enti  a  cio'
              autorizzati dallo Stato.". 
              Comma 57. 
                  Il comma 14 dell'articolo 2 del decreto legislativo  22
              luglio 1999, n. 261 (Attuazione  della  direttiva  97/67/CE
              concernente regole  comuni  per  lo  sviluppo  del  mercato
              interno  dei  servizi   postali   comunitari   e   per   il
              miglioramento  della  qualita'  del  servizio),  e'   stato
              abrogato dall'articolo 65, comma 1,  del  decreto-legge  24
              aprile 2017, n. 50, convertito,  con  modificazioni,  dalla
              legge 21 giugno 2017, n. 96. 
                  - Si riporta  il  testo  dell'articolo  4  del  decreto
              legislativo  22  luglio  1999,  n.  261  (Attuazione  della
              direttiva  97/67/CE  concernente  regole  comuni   per   lo
              sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari
              e  per  il  miglioramento  della  qualita'  del  servizio),
              abrogato dalla presente legge a decorrere dal 10  settembre
              2017: 
                  "Art. 4. (Servizi affidati  in  esclusiva).  -  1.  Per
              esigenze di ordine pubblico, sono affidati in via esclusiva
              al fornitore del servizio universale: 
                    a) i servizi inerenti  le  notificazioni  di  atti  a
              mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta  connesse  con
              la notificazione di atti giudiziari di cui  alla  legge  20
              novembre 1982, n. 890, e successive modificazioni; 
                    b) i servizi inerenti le notificazioni a mezzo  posta
              di cui all'articolo 201 del decreto legislativo  30  aprile
              1992, n. 285.". 
                  - Si riporta  il  testo  dell'articolo  5  del  decreto
              legislativo  22  luglio  1999,  n.  261  (Attuazione  della
              direttiva  97/67/CE  concernente  regole  comuni   per   lo
              sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari
              e per il miglioramento della qualita' del servizio.),  come
              modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 5.  (Licenza  individuale).  -  1.  L'offerta  al
              pubblico di singoli servizi non  riservati,  che  rientrano
              nel campo  di  applicazione  del  servizio  universale,  e'
              soggetta al rilascio di licenza individuale  da  parte  del
              Ministero dello sviluppo economico. 
                  2. Il rilascio della licenza individuale, tenuto  conto
              della situazione  del  mercato  e  dell'organizzazione  dei
              servizi  postali,  puo'  essere  subordinato  a   specifici
              obblighi del servizio universale con  riguardo  anche  alla
              qualita', alla disponibilita' ed all'esecuzione dei servizi
              in questione ovvero a obblighi di contribuzione finanziaria
              ai meccanismi di condivisione dei costi di cui all'articolo
              10  del  presente  decreto.  Il  rilascio   della   licenza
              individuale per i servizi riguardanti le  notificazioni  di
              atti a mezzo della posta e di comunicazioni a  mezzo  della
              posta connesse con la notificazione di atti  giudiziari  di
              cui alla legge 20 novembre 1982,  n.  890,  nonche'  per  i
              servizi riguardanti le notificazioni a  mezzo  della  posta
              previste dall'articolo 201 del codice della strada, di  cui
              al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive
              modificazioni, deve essere subordinato a specifici obblighi
              del servizio universale con riguardo alla  sicurezza,  alla
              qualita',   alla   continuita',   alla   disponibilita'   e
              all'esecuzione dei servizi medesimi. 
                  3. Il termine per il rilascio della licenza individuale
              o per il rifiuto e' di 90 giorni; in caso di  richiesta  di
              chiarimenti o di documenti, il termine e' sospeso  fino  al
              ricevimento di questi ultimi. 
                  4. Con provvedimento dell'autorita' di regolamentazione
              da emanarsi entro centottanta giorni dalla data di  entrata
              in  vigore  del  presente  decreto,  sono   determinati   i
              requisiti per il rilascio delle  licenze  individuali,  gli
              obblighi  a  carico  dei  titolari  delle  licenze  stesse,
              compresi gli obblighi in materia di condizioni di lavoro di
              cui all'articolo 18-bis, le modalita' dei controlli  presso
              le sedi di  attivita'  ed,  in  caso  di  violazione  degli
              obblighi, le procedure di diffida, nonche' di sospensione e
              di revoca della licenza individuale. Le disposizioni di cui
              al  predetto  regolamento  garantiscono  il  rispetto   dei
              principi    di    obiettivita',    non     discriminazione,
              proporzionalita' e trasparenza.". 
                  - La legge 20 novembre 1982,  n.890  (Notificazioni  di
              atti a  mezzo  posta  e  di  comunicazioni  a  mezzo  posta
              connesse  con  la  notificazione  di  atti  giudiziari)  e'
              pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  4  dicembre  1982,  n.
              334. 
                  - Il testo dell'articolo 201 del codice  della  strada,
              di cui al decreto  legislativo  30  aprile  1992,  n.285  e
              successive  modificazioni,  cosi'  come  modificato   dalla
              presente legge, e' riportato in nota al comma 23. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  10  del  decreto
              legislativo  22  luglio  1999,  n.  261  (Attuazione  della
              direttiva  97/67/CE  concernente  regole  comuni   per   lo
              sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari
              e per il miglioramento della qualita' del  servizio),  come
              modificato  dalla  presente  legge,  a  decorrere  dal   10
              settembre 2017: 
                  "Art. 10. (Fondo di compensazione). - 1.  E'  istituito
              il  fondo  di  compensazione  degli  oneri   del   servizio
              universale. Detto fondo e' amministrato dal Ministero delle
              comunicazioni ed e' rivolto a garantire l'espletamento  del
              servizio universale; esso e' alimentato nel caso in cui  il
              fornitore del predetto servizio non ricava dalla  fornitura
              del servizio universale  entrate  sufficienti  a  garantire
              l'adempimento degli obblighi gravanti sul fornitore stesso. 
                  2. Sono tenuti a contribuire al fondo di cui al comma 1
              i titolari  di  licenze  individuali  e  di  autorizzazione
              generale entro la misura massima del dieci per cento  degli
              introiti lordi, relative a servizi  sostitutivi  di  quelli
              compresi nel servizio universale, derivanti  dall'attivita'
              autorizzata. 
                  3. La determinazione del contributo,  secondo  principi
              di trasparenza, non discriminazione e proporzionalita',  e'
              effettuata dall'autorita' di  regolamentazione  sulla  base
              dei  costi  di  una  gestione   efficiente   del   servizio
              universale. 
                  4.  Il  versamento,  da  effettuare   all'entrata   del
              bilancio statale, deve essere assolto entro il 30 settembre
              dell'anno  successivo  al  quale  si  riferiscono  i   dati
              contabili. 
                  5. Il  Ministero  del  tesoro,  del  bilancio  e  della
              programmazione economica provvede, con propri decreti, alla
              riassegnazione ad apposita unita' previsionale dello  stato
              di previsione del Ministero delle comunicazioni delle somme
              di cui al comma 4. 
                  6. Con decreto del  Ministro  delle  comunicazioni,  di
              concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio  e  della
              programmazione economica, sono disciplinate le modalita' di
              funzionamento del fondo di compensazione.". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 21,  comma  3,  del
              decreto legislativo 22  luglio  1999,  n.  261  (Attuazione
              della direttiva 97/67/CE concernente regole comuni  per  lo
              sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari
              e  per  il  miglioramento  della  qualita'  del  servizio),
              abrogato dalla presente legge a decorrere dal 10  settembre
              2017: 
                  "Art. 21. (Sanzioni). - (Omissis). 
                  3. Chiunque espleti il servizio di cui  all'articolo  4
              del  presente  decreto,  attribuito  in  via  esclusiva  al
              fornitore del servizio universale, e' punito  con  sanzione
              pecuniaria   amministrativa   da    cinquemila    euro    a
              centocinquantamila euro. 
                  (Omissis).". 
              Comma 58. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 1, comma 2, lettera
              u-quater) del decreto legislativo 22 luglio  1999,  n.  261
              (Attuazione della  direttiva  97/67/CE  concernente  regole
              comuni per lo sviluppo  del  mercato  interno  dei  servizi
              postali comunitari e per il  miglioramento  della  qualita'
              del servizio): 
                  "Art. 1. (Definizioni). 
                  (Omissis). 
                  2. Ai fini del presente decreto si intendono per: 
                    (Omissis). 
                  u-quater) "Autorita'  nazionale  di  regolamentazione":
              l'organismo   designato   a   svolgere   le   funzioni   di
              regolamentazione del settore postale di cui alla  direttiva
              2008/6/CE, di seguito anche "autorita' di regolamentazione; 
                  (Omissis).". 
                  Il testo dell'articolo 5  del  decreto  legislativo  22
              luglio 1999, n. 261 e' riportato in nota al comma 57. 
              Comma 59. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  22  del  decreto
              legislativo  23  maggio  2000,  n.164   (Attuazione   della
              direttiva 98/30/CE recante  norme  comuni  per  il  mercato
              interno del gas naturale, a norma dell'articolo 41 della L.
              17 maggio 1999, n. 144), e successive modificazioni, il cui
              comma 2, terzo periodo, e' soppresso dalla presente legge a
              decorrere dal 1° luglio 2019: 
                  "Art. 22. (Obblighi relativi  al  servizio  pubblico  e
              tutela dei consumatori). - 1. Tutti i clienti sono idonei. 
                  2.  Sono  considerati  clienti   protetti   i   clienti
              domestici, le utenze  relative  ad  attivita'  di  servizio
              pubblico, tra cui ospedali,  case  di  cura  e  di  riposo,
              carceri, scuole, e altre strutture pubbliche e private  che
              svolgono un'attivita' riconosciuta di assistenza nonche'  i
              clienti civili e non civili con  consumo  non  superiore  a
              50.000  metri  cubi  annui.  Per  essi  vige  l'obbligo  di
              assicurare, col piu' alto livello di  sicurezza  possibile,
              le forniture di gas naturale anche in momenti critici o  in
              situazioni di emergenza del sistema del gas naturale. Per i
              soli  clienti  domestici,  nell'ambito  degli  obblighi  di
              servizio pubblico, l'Autorita' per l'energia elettrica e il
              gas continua transitoriamente a  determinare  i  prezzi  di
              riferimento,  ai  sensi  delle  disposizioni  di   cui   al
              decreto-legge  18  giugno  2007,  n.  73,  convertito,  con
              modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 125. 
                  2-bis. Sono considerati clienti  vulnerabili  ai  sensi
              della direttiva  2009/73/CE  i  clienti  domestici  di  cui
              all'articolo 1, comma 375, della legge 23 dicembre 2005, n.
              266,  come  individuati  dal  decreto  del  Ministro  dello
              sviluppo  economico  28  dicembre  2007,  pubblicato  nella
              Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18  febbraio  2008.  Per  essi
              vige l'obbligo di assicurare,  col  piu'  alto  livello  di
              sicurezza possibile, le forniture di gas naturale anche  in
              zone  isolate,  in  momenti  critici  o  in  situazioni  di
              emergenza del sistema del gas naturale. 
                  3. Tutti i clienti hanno il diritto di essere riforniti
              di gas naturale da un fornitore, ove questi lo  accetti,  a
              prescindere dallo Stato  membro  in  cui  il  fornitore  e'
              registrato, a condizione che il fornitore rispetti le norme
              applicabili in materia di scambi e  bilanciamento  e  fatti
              salvi  i  requisiti   in   materia   di   sicurezza   degli
              approvvigionamenti. 
                  4.  L'Autorita'  per  l'energia  elettrica  e  il   gas
              provvede affinche': 
                    a) qualora un cliente, nel rispetto delle  condizioni
              contrattuali, intenda cambiare fornitore, l'operatore o gli
              operatori interessati effettuino tale cambiamento entro tre
              settimane assicurando comunque che l'inizio della fornitura
              coincida con il primo giorno del mese; 
                    b) i clienti ricevano  tutti  i  pertinenti  dati  di
              consumo e  a  tal  fine  siano  obbligate  le  societa'  di
              distribuzione a rendere disponibili i dati di  consumo  dei
              clienti alle societa' di vendita, garantendo la qualita'  e
              la tempestivita' dell'informazione fornita; 
                    c) qualora un cliente finale connesso  alla  rete  di
              distribuzione si trovi senza un fornitore di gas naturale e
              non sussistano i requisiti per l'attivazione del  fornitore
              di   ultima    istanza,    l'impresa    di    distribuzione
              territorialmente  competente  garantisca  il  bilanciamento
              della propria rete in relazione  al  prelievo  presso  tale
              punto per il periodo  in  cui  non  sia  possibile  la  sua
              disalimentazione fisica,  secondo  modalita'  e  condizioni
              definite dall'Autorita' per l'energia elettrica  e  il  gas
              che deve altresi' garantire  all'impresa  di  distribuzione
              una  adeguata  remunerazione  dell'attivita'  svolta  e  la
              copertura dei costi sostenuti. 
                  5. Allo scopo  di  promuovere  l'efficienza  energetica
              l'Autorita' per l'energia elettrica  e  il  gas  stabilisce
              criteri in  base  ai  quali  le  imprese  di  gas  naturale
              ottimizzino l'utilizzo del  gas  naturale,  anche  fornendo
              servizi  di  gestione  dell'energia,  sviluppando   formule
              tariffarie innovative, introducendo sistemi di  misurazione
              intelligenti o, se del caso, reti intelligenti. 
                  6. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas,  anche
              avvalendosi   dell'Acquirente   unico   Spa,    ai    sensi
              dell'articolo 27, comma 2, della legge 23 luglio  2009,  n.
              99, provvede affinche' siano istituiti sportelli  unici  al
              fine  di  mettere  a  disposizione  dei  clienti  tutte  le
              informazioni necessarie  concernenti  i  loro  diritti,  la
              normativa in vigore e le  modalita'  di  risoluzione  delle
              controversie di cui dispongono. 
                  7. Con decreto del Ministero dello sviluppo  economico,
              anche in base a quanto previsto all'articolo 30, commi 5  e
              8, della legge 23 luglio 2009, n. 99,  sono  individuati  e
              aggiornati i criteri e le modalita' per la fornitura di gas
              naturale nell'ambito del  servizio  di  ultima  istanza,  a
              condizioni che incentivino la ricerca di un nuovo fornitore
              sul mercato, per tutti i clienti civili  e  i  clienti  non
              civili con consumi pari o inferiori  a  50.000  metri  cubi
              all'anno nonche' per le utenze  relative  ad  attivita'  di
              servizio pubblico, tra cui ospedali,  case  di  cura  e  di
              riposo, carceri, scuole,  e  altre  strutture  pubbliche  e
              private   che   svolgono   un'attivita'   riconosciuta   di
              assistenza, nonche' nelle aree geografiche nelle quali  non
              si  e'  ancora   sviluppato   un   mercato   concorrenziale
              nell'offerta di gas naturale,  ai  sensi  dell'articolo  1,
              comma 46, della legge 23 agosto 2004, n. 239.". 
              Comma 60. 
                  - Si riporta il testo  dell'articolo  35,  del  decreto
              legislativo  1°  giugno  2011,   n.93   (Attuazione   delle
              direttive 2009/72/CE, 2009/73/CE e  2008/92/CE  relative  a
              norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica,
              del gas naturale  e  ad  una  procedura  comunitaria  sulla
              trasparenza dei prezzi al consumatore finale industriale di
              gas e  di  energia  elettrica,  nonche'  abrogazione  delle
              direttive 2003/54/CE e 2003/55/CE.),  il  cui  comma  2  e'
              abrogato dalla presente legge a  decorrere  dal  1°  luglio
              2019: 
                  "Art. 35. (Obblighi relativi  al  servizio  pubblico  e
              tutela dei consumatori). - 1. Tutti clienti sono idonei. 
                  2. I clienti finali civili e  le  imprese  connesse  in
              bassa tensione con meno di 50  dipendenti  e  un  fatturato
              annuo non superiore ai 10 milioni di euro che non  scelgano
              un fornitore sul mercato libero, sono riforniti di  energia
              elettrica  nell'ambito  del  regime  di   tutela   di   cui
              all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 18 giugno  2007,
              n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 3  agosto
              2007, n. 125. In relazione all'evoluzione  del  mercato  al
              dettaglio dell'energia elettrica il Ministro dello sviluppo
              economico,  tenuto  conto  dell'esito  di  monitoraggi,  da
              effettuare almeno ogni due anni, sull'andamento del mercato
              al  dettaglio  e  sulla  sussistenza  in  tale  mercato  di
              effettive condizioni di  concorrenza  con  propri  decreti,
              anche mediante indirizzi rivolti alle imprese  che  erogano
              il servizio  di  tutela,  puo'  adeguare,  con  particolare
              riferimento ai clienti industriali, le forme e le modalita'
              di erogazione del regime di cui al presente comma. 
                  3. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas,  entro
              sei mesi dalla data  di  entrata  in  vigore  del  presente
              decreto, adegua i propri provvedimenti affinche',  in  modo
              non discriminatorio in relazione a costi, oneri o tempo: 
                    a) qualora un cliente, nel rispetto delle  condizioni
              contrattuali, intenda cambiare fornitore, l'operatore o gli
              operatori interessati effettuino tale cambiamento entro tre
              settimane assicurando comunque che l'inizio della fornitura
              coincida con il primo giorno del mese; (20) 
                    b) i clienti ricevano  tutti  i  pertinenti  dati  di
              consumo e  a  tal  fine  siano  obbligate  le  societa'  di
              distribuzione a rendere disponibili i dati di  consumo  dei
              clienti alle societa' di vendita, garantendo la qualita'  e
              la tempestivita' dell'informazione fornita; 
                    c) i clienti abbiano informazioni  trasparenti  circa
              le tariffe e le condizioni economiche applicate, i  termini
              e le condizioni contrattuali minime. 
                  4. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas,  anche
              avvalendosi dell'Acquirente Unico Spa  e  del  Gestore  dei
              servizi energetici Spa, ai sensi dell'articolo 27, comma 2,
              della legge  23  luglio  2009,  n.  99,  adotta  le  misure
              necessarie: 
                    a) per la  diffusione  presso  i  clienti  finali  di
              energia  elettrica  della  lista   di   controllo   per   i
              consumatori elaborata dalla Commissione europea  contenente
              informazioni pratiche sui loro diritti; 
                    b)  per  assicurare  che  i  clienti  abbiano  idonee
              informazioni, riferite anche alla diffusione della lista di
              controllo di  cui  alla  lettera  a),  concernenti  i  loro
              diritti, la  legislazione  in  vigore  e  le  modalita'  di
              risoluzione delle controversie di cui dispongono. 
                  5. Allo scopo  di  promuovere  l'efficienza  energetica
              l'Autorita' per l'energia elettrica  e  il  gas  stabilisce
              criteri in base ai quali le imprese elettriche  ottimizzano
              l'utilizzo dell'energia elettrica, anche  fornendo  servizi
              di gestione razionale dell'energia, sviluppando formule  di
              offerta innovative,  introducendo  sistemi  di  misurazione
              intelligenti e reti intelligenti.". 
              Comma 61. 
                  -  Si  riporta  il  testo   dell'articolo   1-bis   del
              decreto-legge 8 luglio 2010,  n.  105  (Misure  urgenti  in
              materia di energia), convertito, con  modificazioni,  dalla
              legge 13 agosto 2010, n. 129: 
                  "Art.1-bis.  (Sistema  informatico  integrato  per   la
              gestione  dei  flussi  informativi  relativi   ai   mercati
              dell'energia  elettrica  e  del  gas).  -  1.  Al  fine  di
              sostenere la competitivita' e di  incentivare  la  migliore
              funzionalita' delle attivita' delle  imprese  operanti  nel
              settore dell'energia  elettrica  e  del  gas  naturale,  e'
              istituito  presso  l'Acquirente  unico  S.p.a.  un  Sistema
              informatico  integrato   per   la   gestione   dei   flussi
              informativi relativi ai mercati  dell'energia  elettrica  e
              del gas, basato su una banca dati dei punti di  prelievo  e
              dei dati identificativi dei clienti finali.  Entro  novanta
              giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della  legge  di
              conversione del presente decreto l'Autorita' per  l'energia
              elettrica  e  il  gas  emana  i  criteri  generali  per  il
              funzionamento del Sistema. 
                  2. Le modalita'  di  gestione  dei  flussi  informativi
              attraverso il Sistema  sono  stabilite  dall'Autorita'  per
              l'energia  elettrica  e  il  gas.  Tali   flussi   potranno
              comprendere  anche   informazioni   concernenti   eventuali
              inadempimenti contrattuali  da  parte  dei  clienti  finali
              sulla base di indirizzi  generali  definiti  dall'Autorita'
              per l'energia elettrica e il gas,  sentite  le  Commissioni
              parlamentari  competenti  che  si  esprimono  entro  trenta
              giorni dalla data di trasmissione,  trascorsi  i  quali  il
              parere si intende acquisito. 
                  3. Nel rispetto delle norme stabilite dal  Garante  per
              la protezione dei dati personali, l'Autorita' per l'energia
              elettrica e il gas adotta specifici criteri e modalita' per
              il trattamento dei dati personali e sensibili. 
                  4. Le informazioni scambiate nell'ambito  del  Sistema,
              in conformita' ai requisiti tecnici e di sicurezza previsti
              dall'Autorita' per  l'energia  elettrica  e  il  gas,  sono
              valide a tutti gli effetti di legge e sono funzionali anche
              all'adozione  di  misure  volte  alla   sospensione   della
              fornitura nei confronti dei  clienti  finali  inadempienti,
              nel rispetto  delle  delibere  dell'Autorita'  medesima  in
              materia e fatto salvo quanto dalla stessa disposto a tutela
              dei clienti finali per i quali, ai  sensi  della  normativa
              vigente, non possa essere  prevista  la  sospensione  della
              fornitura.  Nelle  more  dell'effettiva  operativita'   del
              Sistema, l'Autorita'  per  l'energia  elettrica  e  il  gas
              definisce in via transitoria le  modalita'  di  gestione  e
              trasmissione delle informazioni relative ai clienti  finali
              inadempienti all'atto  del  passaggio  a  nuovo  fornitore.
              Dall'attuazione del presente articolo non  devono  derivare
              nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.  La  misura
              del corrispettivo a remunerazione dei costi  relativi  alle
              attivita'   svolte   dall'Acquirente   unico   S.p.A.    e'
              determinata dall'Autorita' per  l'energia  elettrica  e  il
              gas, a carico  degli  operatori  dei  settori  dell'energia
              elettrica e del gas naturale e  senza  che  questi  possano
              trasferire i relativi  oneri  sulle  tariffe  applicate  ai
              consumatori.". 
                  - La legge 13  agosto  2010,  n.  129  (Conversione  in
              legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 luglio  2010,
              n. 105, recante  misure  urgenti  in  materia  di  energia.
              Proroga di termine per l'esercizio di delega legislativa in
              materia  di  riordino  del  sistema  degli  incentivi)   e'
              pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 2010, n. 192. 
              Comma 66. 
                  - Si riporta il testo della lettera a) del paragrafo  5
              dell'articolo 3 della direttiva 2009/72/CE  del  Parlamento
              europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009 (Direttiva  del
              Parlamento europeo e del Consiglio relativa a norme  comuni
              per il mercato interno dell'energia elettrica e che  abroga
              la direttiva 2003/54/CE): 
                  "Art. 3. (Obblighi  relativi  al  servizio  pubblico  e
              tutela dei consumatori). 
                  (Omissis). 
                  5. Gli Stati membri provvedono a che: 
                    a) qualora un cliente, nel rispetto delle  condizioni
              contrattuali, intenda cambiare fornitore, l'operatore o gli
              operatori interessati effettuino tale cambiamento entro tre
              settimane; 
                  (Omissis).". 
                  - Si riporta il testo della lettera a) del paragrafo  6
              dell'articolo della  direttiva  2009/73/CE  del  Parlamento
              europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009 (Direttiva  del
              Parlamento europeo e del Consiglio relativa a norme  comuni
              per il mercato interno del gas naturale  e  che  abroga  la
              direttiva 2003/55/CE): 
                  "Art. 3. (Obblighi  relativi  al  servizio  pubblico  e
              tutela dei consumatori). 
                  (Omissis). 
                  6. Gli Stati membri provvedono affinche': 
                    a) qualora un cliente, nel rispetto delle  condizioni
              contrattuali, intenda cambiare fornitore, l'operatore o gli
              operatori interessati effettuino tale cambiamento entro tre
              settimane; e 
                  (Omissis).". 
                  -  Il  decreto  legislativo  1°  giugno  2011,  n.   93
              (Attuazione  delle  direttive  2009/72/CE,   2009/73/CE   e
              2008/92/CE relative a norme comuni per il  mercato  interno
              dell'energia elettrica, del gas naturale e ad una procedura
              comunitaria sulla trasparenza  dei  prezzi  al  consumatore
              finale industriale di gas e di energia  elettrica,  nonche'
              abrogazione delle direttive  2003/54/CE  e  2003/55/CE)  e'
              pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 giugno 2011, n. 148,
              S.O. 
                  -  Il  testo  delle  lettere  i)  e  j)  del  punto   1
              dell'allegato I della  citata  direttiva  2009/72/CE  cosi'
              recita: 
                  "Allegato I - Misure sulla tutela dei consumatori. 
                  1. Fatte  salve  le  norme  comunitarie  relative  alla
              tutela dei  consumatori,  nella  fattispecie  la  direttiva
              97/7/CE del Parlamento europeo  e  del  Consiglio,  del  20
              maggio 1997, riguardante la protezione dei  consumatori  in
              materia di contratti a distanza, e la  direttiva  93/13/CEE
              del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente  le  clausole
              abusive nei  contratti  stipulati  con  i  consumatori,  le
              misure di cui all'articolo 3 consistono nel garantire che i
              clienti: 
                  (Omissis). 
                    i)  siano   adeguatamente   informati   del   consumo
              effettivo di energia elettrica e dei  relativi  costi,  con
              frequenza tale da consentire loro di  regolare  il  proprio
              consumo  di  energia  elettrica.  Tali  informazioni   sono
              fornite ad opportuni intervalli  che  tengano  conto  della
              capacita' del contatore  del  cliente  e  del  prodotto  di
              energia elettrica in questione. Si tiene debitamente  conto
              dell'efficienza in termini di costi  di  tali  misure.  Per
              questo servizio il consumatore non  deve  sostenere  alcuna
              spesa supplementare. 
                    j) ricevano un conguaglio definitivo a seguito di  un
              eventuale cambiamento del fornitore  di  energia  elettrica
              non oltre sei settimane dopo aver effettuato il cambiamento
              di fornitore. 
                  (Omissis).". 
                  -  Il  testo  delle  lettere  i)  e  j)  del  punto   1
              dell'allegato I della  citata  direttiva  2009/73/CE  cosi'
              recita: 
                  "Allegato I - Misure sulla tutela dei consumatori. - 1.
              Fatte salve le norme comunitarie relative alla  tutela  dei
              consumatori, nella fattispecie  la  direttiva  97/7/CE  del
              Parlamento europeo e del Consiglio,  del  20  maggio  1997,
              riguardante la protezione dei  consumatori  in  materia  di
              contratti  a  distanza,  e  la  direttiva   93/13/CEE   del
              Consiglio, del  5  aprile  1993,  concernente  le  clausole
              abusive nei  contratti  stipulati  con  i  consumatori,  le
              misure di cui all'articolo 3 consistono nel garantire che i
              clienti: 
                  (Omissis). 
                    i)  siano   adeguatamente   informati   del   consumo
              effettivo di gas e dei relativi costi, con  frequenza  tale
              da consentire loro di regolare il proprio consumo  di  gas.
              Tali informazioni sono fornite ad intervalli  adeguati  che
              tengono conto della capacita' del contatore del cliente. Si
              tiene debitamente conto dell'efficienza in termini di costi
              di tali misure. Il  consumatore  non  sostiene  per  questo
              servizio alcuna spesa supplementare; 
                    j) ricevano un conguaglio definitivo a seguito di  un
              eventuale cambiamento del fornitore  di  gas  naturale  non
              oltre sei settimane dopo aver effettuato il cambiamento  di
              fornitore. 
                  (Omissis).". 
                  - Il  decreto-legge  8  luglio  2010,  n.  105  (Misure
              urgenti in materia di energia) e' pubblicato nella Gazzetta
              Ufficiale 9 luglio 2010, n. 158. 
                  - La legge 13  agosto  2010,  n.  129  (Conversione  in
              legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 luglio  2010,
              n. 105, recante  misure  urgenti  in  materia  di  energia.
              Proroga di termine per l'esercizio di delega legislativa in
              materia  di  riordino  del  sistema  degli  incentivi),  e'
              pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 2010, n. 192. 
                  - Il testo  del  paragrafo  3  dell'articolo  26  della
              citata direttiva 2009/72/CE cosi' recita: 
                  "Art. 26.  (Separazione  dei  gestori  del  sistema  di
              distribuzione). 
                  (Omissis). 
                  3. Se il gestore del sistema di distribuzione fa  parte
              di un'impresa verticalmente  integrata,  gli  Stati  membri
              provvedono affinche' le sue attivita'  vengano  controllate
              dalle  autorita'  di  regolamentazione   o   altri   organi
              competenti in modo che  esso  non  possa  trarre  vantaggio
              dalla   sua   integrazione   verticale   per   falsare   la
              concorrenza. In  particolare,  ai  gestori  di  sistemi  di
              distribuzione verticalmente integrati e' fatto  divieto  di
              creare confusione, nella loro politica di  comunicazione  e
              di marchio, circa l'identita' distinta del ramo "fornitura"
              dell'impresa verticalmente integrata. 
                  Omissis.". 
                  - Il testo  del  paragrafo  3  dell'articolo  26  della
              citata direttiva 2009/73/CE cosi' recita: 
                  "Art. 26.  (Separazione  dei  gestori  dei  sistemi  di
              distribuzione). 
                  (Omissis). 
                  3. Se il gestore del sistema di distribuzione fa  parte
              di un'impresa verticalmente integrata, l gli  Stati  membri
              provvedono affinche' le sue attivita'  vengano  controllate
              da autorita'  di  regolamentazione  o  da  altri  organismi
              competenti in modo che  esso  non  possa  trarre  vantaggio
              dalla   sua   integrazione   verticale   per   falsare   la
              concorrenza. In  particolare,  ai  gestori  di  sistemi  di
              distribuzione verticalmente integrati e' fatto  divieto  di
              creare confusione, nella loro politica di  comunicazione  e
              di marchio, circa l'identita' distinta del ramo "fornitura"
              dell'impresa verticalmente integrata.". 
                  (Omissis).". 
              Comma 70. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 5 del decreto-legge
              28 marzo  2014,  n.  47  (Misure  urgenti  per  l'emergenza
              abitativa, per il mercato  delle  costruzioni  e  per  Expo
              2015), come modificato dalla presente legge: 
                  "1. Chiunque  occupa  abusivamente  un  immobile  senza
              titolo non puo' chiedere la residenza ne' l'allacciamento a
              pubblici servizi in relazione all'immobile medesimo  e  gli
              atti emessi in violazione di  tale  divieto  sono  nulli  a
              tutti gli effetti di  legge.  A  decorrere  dalla  data  di
              entrata in vigore della legge di conversione  del  presente
              decreto, gli atti aventi  ad  oggetto  l'allacciamento  dei
              servizi di energia elettrica, di gas, di servizi  idrici  e
              della telefonia  fissa,  nelle  forme  della  stipulazione,
              della volturazione, del rinnovo, sono nulli, e pertanto non
              possono essere stipulati o comunque adottati,  qualora  non
              riportino i dati identificativi del richiedente e il titolo
              che attesti  la  proprieta',  il  regolare  possesso  o  la
              regolare detenzione dell'unita' immobiliare in favore della
              quale si richiede l'allacciamento. Al fine di consentire ai
              soggetti somministranti la verifica dei dati dell'utente  e
              il  loro  inserimento  negli  atti  indicati  nel   periodo
              precedente, i  richiedenti  sono  tenuti  a  consegnare  ai
              soggetti somministranti idonea documentazione  relativa  al
              titolo che attesti la proprieta', il regolare possesso o la
              regolare detenzione dell'unita' immobiliare, in originale o
              copia autentica, o a rilasciare  dichiarazione  sostitutiva
              di atto di notorieta' ai sensi dell'articolo 47  del  testo
              unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  28
              dicembre 2000, n. 445. 
                  1-bis. I soggetti che occupano abusivamente alloggi  di
              edilizia residenziale pubblica non possono partecipare alle
              procedure di assegnazione di alloggi della medesima  natura
              per i cinque anni  successivi  alla  data  di  accertamento
              dell'occupazione abusiva. 
                  1-ter. Sono fatti salvi, fino alla data del 31 dicembre
              2015, gli effetti prodottisi e i rapporti  giuridici  sorti
              sulla base dei contratti di locazione registrati  ai  sensi
              dell'articolo 3, commi 8 e 9, del  decreto  legislativo  14
              marzo 2011, n. 23. 
                  1-quater. Il sindaco, in presenza di persone  minorenni
              o meritevoli di tutela, puo' dare disposizioni in deroga  a
              quanto  previsto  ai  commi  1  e  1-bis,  a  tutela  delle
              condizioni igienico-sanitarie. ( 
                  1-quinquies. Le disposizioni del presente articolo  non
              si applicano alle ipotesi di successione  di  un  fornitore
              del servizio ad un altro.". 
                  - La legge 23 maggio 2014, n. 80 (Conversione in legge,
              con modificazioni, del decreto-legge 28 marzo 2014, n.  47,
              recante misure urgenti per l'emergenza  abitativa,  per  il
              mercato delle costruzioni e per Expo  2015)  e'  pubblicata
              nella Gazzetta Ufficiale 27 maggio 2014, n. 121. 
              Comma 73. 
                  - Il  decreto-legge  8  luglio  2010,  n.  105  (Misure
              urgenti in materia di energia) e' pubblicato nella Gazzetta
              Ufficiale 9 luglio 2010, n. 158. 
                  - La legge 13  agosto  2010,  n.  129  (Conversione  in
              legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 luglio  2010,
              n. 105, recante  misure  urgenti  in  materia  di  energia.
              Proroga di termine per l'esercizio di delega legislativa in
              materia  di  riordino  del  sistema  degli  incentivi)   e'
              pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 2010, n. 192. 
              Comma 75. 
                  - Si riporta il testo del  comma  375  dell'articolo  1
              della legge 23 dicembre 2005, n. 266, (Disposizioni per  la
              formazione del bilancio annuale e pluriennale  dello  Stato
              (legge finanziaria 2006)), 
                  "375. Al fine di completare il  processo  di  revisione
              delle tariffe elettriche, entro novanta giorni  dalla  data
              di entrata in vigore della presente legge, con decreto  del
              Ministro delle attivita' produttive, adottato d'intesa  con
              i Ministri dell'economia e delle finanze  e  del  lavoro  e
              delle  politiche  sociali,  sono  definiti  i  criteri  per
              l'applicazione delle  tariffe  agevolate  ai  soli  clienti
              economicamente svantaggiati, prevedendo in particolare  una
              revisione  della  fascia  di  protezione  sociale  tale  da
              ricomprendere le famiglie economicamente disagiate.". 
                  -  Si  riporta  il  testo  dei   commi   9   e   9-bis,
              dell'articolo 3 decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185
              (Misure  urgenti  per  il  sostegno  a  famiglie,   lavoro,
              occupazione  e  impresa  e  per  ridisegnare  in   funzione
              anti-crisi il quadro strategico nazionale). 
                  "Art. 3. (Blocco e riduzione delle tariffe). 
                  (Omissis). 
                  9. La tariffa agevolata per  la  fornitura  di  energia
              elettrica, di cui al decreto del  Ministro  dello  sviluppo
              economico  28  dicembre  2007,  pubblicato  nella  Gazzetta
              Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2008, e' riconosciuta anche
              ai clienti domestici presso i quali sono  presenti  persone
              che  versano  in  gravi  condizioni  di  salute,  tali   da
              richiedere       l'utilizzo       di        apparecchiature
              medico-terapeutiche,  alimentate  ad   energia   elettrica,
              necessarie per il loro mantenimento in  vita.  A  decorrere
              dal 1° gennaio 2009 le famiglie economicamente svantaggiate
              aventi diritto all'applicazione delle tariffe agevolate per
              la fornitura di energia elettrica hanno diritto anche  alla
              compensazione della spesa per la fornitura di gas naturale.
              La compensazione della spesa tiene conto  della  necessita'
              di tutelare i clienti che utilizzano impianti  condominiali
              ed  e'  riconosciuta  in  forma  differenziata   per   zone
              climatiche, nonche' in  forma  parametrata  al  numero  dei
              componenti della famiglia, in modo tale da determinare  una
              riduzione della spesa al netto  delle  imposte  dell'utente
              tipo indicativamente del 15 per cento. Per la fruizione del
              predetto beneficio i  soggetti  interessati  presentano  al
              comune  di  residenza  un'apposita   istanza   secondo   le
              modalita'  stabilite  per  l'applicazione   delle   tariffe
              agevolate per  la  fornitura  di  energia  elettrica.  Alla
              copertura degli oneri derivanti, nelle  regioni  a  statuto
              ordinario, dalla compensazione sono  destinate  le  risorse
              stanziate ai sensi dell'articolo 2, comma  3,  del  decreto
              legislativo 2 febbraio 2007,  n.  26  e  dell'articolo  14,
              comma 1, della  legge  28  dicembre  2001,  n.  448,  fatta
              eccezione per 47 milioni  di  euro  per  l'anno  2009,  che
              continuano ad essere destinati alle  finalita'  di  cui  al
              citato articolo 2, comma 3, del decreto legislativo  n.  26
              del 2007. Nella eventualita'  che  gli  oneri  eccedano  le
              risorse di  cui  al  precedente  periodo,  l'Autorita'  per
              l'energia  elettrica  ed  il  gas  istituisce   un'apposita
              componente tariffaria a carico dei titolari di  utenze  non
              domestiche volta ad alimentare un conto gestito dalla Cassa
              conguaglio settore elettrico e stabilisce le  altre  misure
              tecniche necessarie per l'attribuzione del beneficio. 
                  9-bis.  L'accesso  alla  tariffa   agevolata   per   la
              fornitura  di  energia  elettrica   e   il   diritto   alla
              compensazione per la fornitura di gas naturale, di  cui  al
              comma 9, sono riconosciuti anche ai  nuclei  familiari  con
              almeno  quattro  figli  a  carico  con   indicatore   della
              situazione economica equivalente  non  superiore  a  20.000
              euro. 
                  (Omissis).". 
                  - La legge 28 gennaio 2009, n. 2 (Conversione in legge,
              con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre  2008,  n.
              185, recante misure urgenti per  il  sostegno  a  famiglie,
              lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione
              anti-crisi il quadro strategico  nazionale)  e'  pubblicato
              nella Gazzetta Ufficiale 28 gennaio 2009, n. 22, S.O. 
              Comma 83. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  17  del  decreto
              legislativo  23  maggio  2000,  n.  164  (Attuazione  della
              direttiva 98/30/CE recante  norme  comuni  per  il  mercato
              interno del gas naturale, a norma dell'articolo 41 della L.
              17 maggio 1999, n. 144),  come  modificato  dalla  presente
              legge: 
                  "Art.17. (Attivita' di vendita ai clienti finali). - 1.
              A decorrere dal 1° gennaio  2012  e'  operativo  presso  il
              Ministero dello sviluppo economico un «Elenco dei  soggetti
              abilitati alla vendita di gas naturale a  clienti  finali»,
              relativo anche alla  vendita  di  gas  naturale  liquefatto
              attraverso autocisterne e di gas naturale a mezzo di  carri
              bombolai, nonche' di biogas. 
                  2. I  soggetti  che  alla  data  del  presente  decreto
              risultano  autorizzati  alla  vendita  di  gas  naturale  a
              clienti finali, sono direttamente  iscritti  all'elenco  di
              cui al comma 1. 
                  3. Le societa' interessate alla inclusione  nell'elenco
              di cui al comma 1 presentano richiesta al  Ministero  dello
              sviluppo  economico,  in  base  a  modalita'  e   requisiti
              stabiliti, sentita l'Autorita' per l'energia elettrica,  il
              gas e il sistema idrico, con decreto dello stesso Ministero
              entro la data  di  cui  al  comma  1.  Il  Ministero  dello
              sviluppo economico, entro trenta  giorni  dalla  richiesta,
              qualora verifichi la non  congruita'  di  uno  o  piu'  dei
              requisiti   richiesti,   puo'    sospendere    l'iscrizione
              nell'elenco di cui al comma 1 del  soggetto  interessato  e
              richiedere allo stesso elementi integrativi. 
                  4. L'Elenco dei soggetti abilitati alla vendita di  gas
              naturale ai clienti finali e' pubblicato sul sito  internet
              del  Ministero  dello  sviluppo  economico   e   aggiornato
              mensilmente. La pubblicazione ha valore di  pubblicita'  ai
              fini di legge per tutti i soggetti interessati. 
                  5.  Per  motivi  di  continuita'  del  servizio,  o  su
              segnalazione dell'Autorita' per l'energia  elettrica  e  il
              gas,  con  decreto  del   Ministero   dell'industria,   del
              commercio  e  dell'artigianato  le  imprese   distributrici
              possono essere autorizzate in via  eccezionale  a  svolgere
              transitoriamente l'attivita' di vendita ai  clienti  finali
              nell'area  di  loro   operativita'.   Tale   attivita'   e'
              esercitata   a    condizioni    e    modalita'    stabilite
              dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas.". 
              Comma 84. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 30-ter del  decreto
              legislativo  13  agosto  2010,  n.  141  (Attuazione  della
              direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti  di  credito  ai
              consumatori, nonche' modifiche  del  titolo  VI  del  testo
              unico bancario (decreto legislativo n.  385  del  1993)  in
              merito alla disciplina dei soggetti  operanti  nel  settore
              finanziario, degli agenti in attivita'  finanziaria  e  dei
              mediatori creditizi), come modificato dalla presente legge: 
                  "Art.  30-ter.  (Sistema  di  prevenzione).  -  1.   E'
              istituito, nell'ambito del Ministero dell'economia e  delle
              finanze, un sistema  pubblico  di  prevenzione,  sul  piano
              amministrativo, delle frodi  nel  settore  del  credito  al
              consumo  e  dei  pagamenti  dilazionati  o  differiti,  con
              specifico riferimento al furto di identita'.  Tale  sistema
              puo' essere  utilizzato  anche  per  svolgere  funzioni  di
              supporto al controllo delle identita'  e  alla  prevenzione
              del  furto  di  identita'  in  settori  diversi  da  quelli
              precedentemente indicati, limitatamente al riscontro  delle
              informazioni strettamente pertinenti. 
                  2. Il sistema di prevenzione  e'  basato  sull'archivio
              centrale informatizzato di cui all'articolo  30-quater,  di
              seguito denominato archivio, e sul gruppo di lavoro di  cui
              al comma 9 del presente articolo. 
                  3.  Il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  e'
              titolare dell'archivio e puo' avvalersi,  per  la  gestione
              dell'archivio, di Consap S.p.A., di seguito denominato ente
              gestore. I rapporti tra il Ministero dell'economia e  delle
              finanze e l'ente gestore  sono  disciplinati  con  apposita
              convenzione,  dalla  quale  non  devono  derivare  nuovi  o
              maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
                  4. Il Ministero dell'economia e  delle  finanze,  fatte
              salve le attribuzioni previste dalla vigente  normativa  ad
              altre Amministrazioni pubbliche, esercita, con  le  risorse
              umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
              vigente, funzioni  di  competenza  statale  in  materia  di
              monitoraggio sui sistemi di informazioni creditizie e sulle
              imprese che offrono servizi assimilabili alla  prevenzione,
              sul piano  amministrativo,  delle  frodi  nei  settori  del
              credito e dei servizi. 
                  5. Partecipano al sistema di prevenzione delle frodi  i
              seguenti soggetti, di seguito denominati aderenti: 
                    a) le banche, comprese quelle  comunitarie  e  quelle
              extracomunitarie, e gli  intermediari  finanziari  iscritti
              nell'elenco generale di cui all'articolo  106  del  decreto
              legislativo 1° settembre 1993, n. 385; 
                    b)  i   fornitori   di   servizi   di   comunicazione
              elettronica, ai sensi dell'articolo  1,  comma  1,  lettera
              gg), del codice di cui al  decreto  legislativo  1°  agosto
              2003, n. 259; 
                    b-bis) i soggetti di cui all'articolo 29 del  decreto
              legislativo 7 marzo 2005, n. 82; 
                  b-ter) i soggetti autorizzati a svolgere  le  attivita'
              di vendita a clienti finali di energia elettrica e  di  gas
              naturale ai sensi della normativa vigente; 
                    c) i fornitori di servizi interattivi associati o  di
              servizi di accesso condizionato ai sensi  dell'articolo  2,
              comma 1, lettera q),  del  decreto  legislativo  31  luglio
              2005, n. 177; 
                    c-bis) le imprese di assicurazione; 
                    d) i gestori di sistemi di informazioni creditizie  e
              le imprese che offrono ai soggetti di cui alle  lettere  da
              a) a c) servizi assimilabili alla  prevenzione,  sul  piano
              amministrativo,  delle   frodi,   in   base   ad   apposita
              convenzione con il Ministero dell'economia e delle finanze,
              dalla quale non devono derivare nuovi o  maggiori  oneri  a
              carico della finanza pubblica. 
                  5-bis. Al sistema di prevenzione  accedono  altresi'  i
              soggetti destinatari degli obblighi  di  adeguata  verifica
              della  clientela  di  cui  all'articolo   3   del   decreto
              legislativo  21  novembre  2007,  n.  231,   e   successive
              modificazioni, non ricompresi tra i  soggetti  aderenti  di
              cui  al  comma  5,  secondo  i  termini  e   le   modalita'
              disciplinati in un'apposita convenzione  con  il  Ministero
              dell'economia e  delle  finanze,  dalla  quale  non  devono
              derivare nuovi o maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
              pubblica. 
                  6. Con  decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle
              finanze e' individuata, previo parere del gruppo di  lavoro
              di cui al comma 9, ogni altra categoria di soggetti cui  e'
              consentita la partecipazione al sistema di prevenzione. 
                  7. Gli aderenti inviano all'ente gestore  richieste  di
              verifica  dell'autenticita'  dei   dati   contenuti   nella
              documentazione fornita dalle persone fisiche che richiedono
              una  dilazione  o  un   differimento   di   pagamento,   un
              finanziamento o altra analoga facilitazione finanziaria, un
              servizio    a    pagamento    differito.    La     verifica
              dell'autenticita' dei dati non puo' essere richiesta al  di
              fuori  dei  casi  e  delle  finalita'   previste   per   la
              prevenzione del furto di identita'.  Gli  aderenti  inviano
              altresi', in forma scritta, una  comunicazione  riguardante
              l'avvenuta stipula del contratto, nell'ambito  dei  settori
              di cui al comma 1, all'indirizzo  risultante  dai  registri
              anagrafici della persona fisica titolare del rapporto.  Gli
              aderenti   trasmettono   al   titolare   dell'archivio   le
              informazioni relative ai casi che configurano un rischio di
              frodi nei settori del credito, dei servizi di comunicazione
              elettronica o interattivi. 
                  7-bis.  Fatto  salvo  quanto  previsto  dal  comma   7,
              nell'ambito  dello  svolgimento  della  propria   specifica
              attivita', gli aderenti possono  inviare  all'ente  gestore
              richieste di verifica dell'autenticita' dei dati  contenuti
              nella documentazione fornita dalle persone fisiche nei casi
              in cui ritengono utile, sulla base della valutazione  degli
              elementi acquisiti, accertare l'identita' delle medesime. 
                  8.  Nell'ambito  del   sistema   di   prevenzione,   e'
              istituito, presso l'ente  gestore,  un  servizio  gratuito,
              telefonico  e  telematico,   che   consente   di   ricevere
              segnalazioni da parte di soggetti che hanno subito o temono
              di aver subito  frodi  configuranti  ipotesi  di  furto  di
              identita'. 
                  9. Nell'ambito del sistema di prevenzione opera,  senza
              nuovi o maggiori oneri per  il  bilancio  dello  Stato,  un
              gruppo di lavoro che svolge funzioni di indirizzo,  impulso
              e  coordinamento,  al  fine  di  migliorare   l'azione   di
              prevenzione delle frodi nel settore del credito al  consumo
              e del furto  di  identita'  a  livello  nazionale,  nonche'
              compiti finalizzati alla  predisposizione,  elaborazione  e
              studio dei dati statistici, in forma anonima,  relativi  al
              comparto delle frodi ai sensi  del  comma  1  del  presente
              articolo.  Il  gruppo  di  lavoro  e'   composto   da   due
              rappresentanti,  di  cui  un  titolare  e   un   supplente,
              designati  rispettivamente  da  ciascuna  delle   autorita'
              indicate:  Ministero   dell'economia   e   delle   finanze,
              Ministero   dell'interno,   Ministero   della    giustizia,
              Ministero dello sviluppo economico, Banca d'Italia, Guardia
              di  finanza.  La  segreteria  del  gruppo  di   lavoro   e'
              assicurata dall'ente gestore. Il Ministro  dell'economia  e
              delle finanze provvede con proprio decreto alla nomina  dei
              componenti del gruppo di lavoro. Il  gruppo  di  lavoro  ha
              carattere permanente. I componenti  del  gruppo  di  lavoro
              durano  in  carica  un  triennio.  Per  la   partecipazione
              all'attivita'  del  gruppo  di  lavoro  non  sono  previsti
              compensi, indennita' o rimborsi spese. Il gruppo di  lavoro
              e' presieduto  dal  componente  del  gruppo  designato  dal
              Ministero dell'economia  e  delle  finanze,  il  quale,  in
              ragione dei temi  trattati,  integra  la  composizione  del
              gruppo di lavoro con i rappresentanti delle associazioni di
              categoria  dei  soggetti   aderenti   e   degli   operatori
              commerciali,  nonche'  con  gli  esperti  delle  Forze   di
              polizia,  designati   dal   Dipartimento   della   pubblica
              sicurezza   del   Ministero   dell'interno.   Il   Ministro
              dell'economia e  delle  finanze,  entro  il  30  aprile  di
              ciascun anno, riferisce al  Parlamento,  sulla  base  della
              relazione predisposta dal gruppo di lavoro,  in  ordine  ai
              risultati dell'attivita' di prevenzione delle frodi  svolta
              entro il 31  dicembre  del  precedente  anno.  Il  titolare
              dell'archivio, anche attraverso l'attivita'  di  studio  ed
              elaborazione dei dati disponibili da parte  del  gruppo  di
              lavoro, svolge attivita' d'informazione  e  conoscenza  sui
              rischi del fenomeno delle frodi, anche  mediante  l'ausilio
              di  campagne  pubblicitarie  curate  dalla  Presidenza  del
              Consiglio  dei  ministri.  A  tali  attivita',  i  soggetti
              preposti fanno fronte con le risorse umane,  strumentali  e
              finanziarie disponibili a legislazione vigente.". 
              Comma 85. 
                  -  Si  riporta  il  testo   dell'articolo   6-bis   del
              decreto-legge 13 agosto  2011,  n.  138  (Ulteriori  misure
              urgenti  per  la  stabilizzazione  finanziaria  e  per   lo
              sviluppo), come modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 6-bis. (Accesso ai sistemi informativi). - 1.  Ai
              sistemi informativi di cui all'articolo 117 del  codice  di
              cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,  possono
              avere accesso, anche  per  le  finalita'  ivi  previste,  i
              soggetti che partecipano al sistema di prevenzione  di  cui
              al comma 5 dell'articolo 30-ter del decreto legislativo  13
              agosto 2010, n. 141, fatta salva la facolta' di istituire e
              partecipare ai sistemi di cui all'articolo 119 del  decreto
              legislativo 30 giugno 2003,  n.  196.  Dall'attuazione  del
              periodo precedente non devono  derivare  nuovi  o  maggiori
              oneri a carico della finanza pubblica. 
                  1-bis. L'accesso ai sistemi informativi di cui al comma
              1 da parte dei soggetti ivi indicati puo' avvenire anche in
              un quadro di  reciprocita',  ma  solo  nel  rispetto  delle
              prescrizioni stabilite dal Garante per  la  protezione  dei
              dati personali necessarie ad  assicurare  proporzionalita',
              correttezza  e  sicurezza  circa  il  trattamento  di  dati
              personali ai sensi del predetto comma 1 e il  rispetto  dei
              diritti  e  delle  liberta'  fondamentali,  nonche'   della
              dignita' dei soggetti cui le informazioni  si  riferiscono,
              con    particolare    riferimento    alla     riservatezza,
              all'identita' personale e al diritto  alla  protezione  dei
              dati personali. 
                  1-ter. Nei giudizi di risarcimento dei danni  cagionati
              in conseguenza dell'accesso in un quadro di reciprocita' ai
              sistemi di cui  al  comma  1  da  parte  dei  soggetti  ivi
              indicati, spetta a questi ultimi  l'onere  della  prova  di
              aver agito con la specifica diligenza richiesta e di  avere
              adottato tempestivamente e senza indugio  tutte  le  misure
              idonee a evitare il danno.". 
                  - La legge 14 settembre 2011, n.  148  (Conversione  in
              legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011,
              n.  138,  recante   ulteriori   misure   urgenti   per   la
              stabilizzazione finanziaria e per lo  sviluppo.  Delega  al
              Governo per la  riorganizzazione  della  distribuzione  sul
              territorio degli uffici  giudiziari)  e'  pubblicata  nella
              Gazzetta Ufficiale 16 settembre 2011, n. 216. 
              Comma 86. 
                  - Il  regolamento  (UE)  n.  1227/2011  del  Parlamento
              europeo e del Consiglio, del 25  ottobre  2011  concernente
              l'integrita' e  la  trasparenza  del  mercato  dell'energia
              all'ingrosso  e'  pubblicato   nella   Gazzetta   Ufficiale
              dell'Unione Europea 8 dicembre 2011, n. L 326. 
              Comma 89. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  42  del  decreto
              legislativo 3 marzo 2011, n. 28 (Attuazione della direttiva
              2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da  fonti
              rinnovabili,  recante  modifica  e  successiva  abrogazione
              delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE),  come  modificato
              dalla presente legge: 
                  "Art. 42. (Contributi  per  la  produzione  di  energia
              termica da fonti rinnovabili e per interventi di efficienza
              energetica di piccole dimensioni). - 1. Gli  interventi  di
              produzione di energia termica da  fonti  rinnovabili  e  di
              incremento   dell'efficienza    energetica    di    piccole
              dimensioni, realizzati in data successiva  al  31  dicembre
              2011, sono incentivati  sulla  base  dei  seguenti  criteri
              generali: 
                    a) l'incentivo ha lo scopo  di  assicurare  una  equa
              remunerazione dei costi di investimento ed esercizio ed  e'
              commisurato alla produzione di  energia  termica  da  fonti
              rinnovabili, ovvero ai risparmi energetici  generati  dagli
              interventi; 
                    b) il  periodo  di  diritto  all'incentivo  non  puo'
              essere superiore a dieci  anni  e  decorre  dalla  data  di
              conclusione dell'intervento; 
                    c) l'incentivo resta costante per tutto il periodo di
              diritto  e  puo'   tener   conto   del   valore   economico
              dell'energia prodotta o risparmiata; 
                    d) l'incentivo puo' essere  assegnato  esclusivamente
              agli  interventi  che  non  accedono  ad  altri   incentivi
              statali, fatti salvi  i  fondi  di  garanzia,  i  fondi  di
              rotazione e i contributi in conto interesse; 
                    e) gli incentivi sono assegnati tramite contratti  di
              diritto privato fra  il  GSE  e  il  soggetto  responsabile
              dell'impianto, sulla base  di  un  contratto-tipo  definito
              dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas  entro  tre
              mesi dalla data di entrata in vigore del primo dei  decreti
              di cui al comma 2. 
                  2. Con decreti del Ministro dello  sviluppo  economico,
              di concerto con il Ministro dell'ambiente  e  della  tutela
              del territorio e del mare e, per i profili  di  competenza,
              con il  Ministro  delle  politiche  agricole  e  forestali,
              previa intesa con Conferenza unificata, di cui all'articolo
              8 del decreto legislativo 28  agosto  1997,  n.  281,  sono
              fissate le modalita' per l'attuazione di quanto disposto al
              presente articolo e per l'avvio  dei  nuovi  meccanismi  di
              incentivazione. I decreti stabiliscono, inoltre: 
                    a) i valori degli incentivi, sulla base  dei  criteri
              di cui al comma  1,  in  relazione  a  ciascun  intervento,
              tenendo conto dell'effetto scala; 
                    b) i requisiti tecnici minimi dei  componenti,  degli
              impianti e degli interventi; 
                    c)   i   contingenti   incentivabili   per   ciascuna
              applicazione, con strumenti idonei alla salvaguardia  delle
              iniziative avviate; 
                    d) gli eventuali obblighi di  monitoraggio  a  carico
              del soggetto beneficiario; 
                    e) le modalita' con  le  quali  il  GSE  provvede  ad
              erogare gli incentivi; 
                    f) le condizioni di cumulabilita' con altri incentivi
              pubblici, fermo restando  quanto  stabilito  dal  comma  1,
              lettera d); 
                    g) le modalita' di aggiornamento degli incentivi, nel
              rispetto dei seguenti criteri: 
                      i. la revisione e' effettuata, per la prima  volta,
              decorsi due anni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
              provvedimento di cui al presente comma e,  successivamente,
              ogni tre anni; 
                      ii. i nuovi valori  si  applicano  agli  interventi
              realizzati decorso un anno dalla data di entrata in  vigore
              del decreto di determinazione dei nuovi valori. 
                  3. I decreti di cui al comma 2 sono adottati entro  sei
              mesi dall'entrata in vigore del presente decreto. 
                  3-bis. Nei casi in cui, nell'ambito  delle  istruttorie
              di valutazione delle richieste di verifica e certificazione
              dei risparmi aventi ad oggetto il  rilascio  di  titoli  di
              efficienza energetica di cui all'articolo 29 o  nell'ambito
              di  attivita'  di  verifica,  il  GSE  riscontri   la   non
              rispondenza  del  progetto  proposto   e   approvato   alla
              normativa vigente alla data di presentazione del progetto e
              tali difformita' non derivino  da  discordanze  tra  quanto
              trasmesso   dal   proponente   e   la   situazione    reale
              dell'intervento ovvero da documenti non veritieri ovvero da
              dichiarazioni false  o  mendaci  rese  dal  proponente,  e'
              disposto  il  rigetto  dell'istanza  di  rendicontazione  o
              l'annullamento  del  provvedimento  di  riconoscimento  dei
              titoli, secondo le modalita' di cui al comma 3-ter. 
                  3-ter. Nei casi di cui al comma 3-bis, gli effetti  del
              rigetto dell'istanza di rendicontazione, disposto a seguito
              dell'istruttoria,  decorrono  dall'inizio  del  periodo  di
              rendicontazione  oggetto  della  richiesta  di  verifica  e
              certificazione dei risparmi. Gli effetti  dell'annullamento
              del  provvedimento,  disposto  a   seguito   di   verifica,
              decorrono  dall'adozione   del   provvedimento   di   esito
              dell'attivita' di verifica.  Per  entrambe  le  fattispecie
              indicate sono fatte salve le rendicontazioni gia' approvate
              relative ai progetti medesimi. Le modalita' di cui al primo
              periodo  si  applicano  anche   alle   verifiche   e   alle
              istruttorie  relative  alle   richieste   di   verifica   e
              certificazione dei risparmi gia' concluse. 
                  3-quater. Al fine di  salvaguardare  le  iniziative  di
              realizzazione di impianti fotovoltaici di  piccola  taglia,
              salvaguardando la buona fede di coloro che hanno realizzato
              l'investimento, agli impianti di potenza compresa tra 1 e 3
              kW nei quali, a seguito di verifica,  risultino  installati
              moduli non certificati o con certificazioni non rispondenti
              alla normativa di riferimento, si applica una  decurtazione
              del 30 per cento della tariffa incentivante sin dalla  data
              di decorrenza della convenzione,  fermo  restando,  ove  ne
              ricorra il caso, l'annullamento della maggiorazione di  cui
              all'articolo 14, comma  1,  lettera  d),  del  decreto  del
              Ministro dello sviluppo economico 5 maggio 2011, pubblicato
              nella Gazzetta Ufficiale n.  109  del  12  maggio  2011,  e
              all'articolo 5,  comma  2,  lettera  a),  del  decreto  del
              Ministro dello sviluppo economico 5 luglio 2012, pubblicato
              nel Supplemento ordinario n. 143 alla Gazzetta Ufficiale n.
              159 del 10  luglio  2012,  fermo  restando  il  diritto  di
              rivalsa  del  beneficiario  nei  confronti   dei   soggetti
              responsabili della non conformita' dei moduli installati. 
                  4.  L'Autorita'  per  l'energia  elettrica  e  il   gas
              definisce  le  modalita'  con  le  quali  le  risorse   per
              l'erogazione degli incentivi di cui  al  presente  articolo
              trovano copertura a valere  sul  gettito  delle  componenti
              delle tariffe del gas naturale. 
                  5.  I  commi  3  e  4  dell'articolo  6   del   decreto
              legislativo  30  maggio  2008,  n.  115,  sono  abrogati  a
              decorrere dalla data  di  entrata  in  vigore  del  decreto
              attuativo del comma 2, lettera f), del  presente  articolo.
              Fino al termine di cui al periodo precedente, gli strumenti
              di incentivazione di cui al comma  3  dell'articolo  6  del
              decreto legislativo n. 115 del 2008 possono essere cumulati
              anche  con  fondi  di  garanzia,  fondi  di   rotazione   e
              contributi in conto interesse. 
                  6. L'articolo 9 del decreto legislativo 30 maggio 2008,
              n. 115, e' abrogato.". 
              Comma 90. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 5 del decreto-legge
              21 giugno 2013, n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio
              dell'economia), come modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 5. (Disposizioni  per  la  riduzione  dei  prezzi
              dell'energia elettrica). - 1. Al comma 16 dell'articolo  81
              del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,  convertito,  con
              modificazioni,  dalla  legge  6  agosto  2008,  n.  133,  e
              successive modificazioni,  le  parole:  «volume  di  ricavi
              superiore a 10 milioni di  euro  e  un  reddito  imponibile
              superiore a  1  milione  di  euro»  sono  sostituite  dalle
              seguenti: «volume di ricavi superiore a 3 milioni di euro e
              un reddito imponibile superiore a 300 mila euro». 
                  2. Le maggiori entrate generate dalle  disposizioni  di
              cui al comma 1 sono destinate,  al  netto  della  copertura
              finanziaria di cui all'articolo 61,  alla  riduzione  della
              componente   A2   della   tariffa   elettrica    deliberata
              dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas sulla  base
              delle  modalita'  individuate  con  decreto  adottato   dal
              Ministro dell'economia e delle finanze di concerto  con  il
              Ministro dello sviluppo economico  entro  60  giorni  dalla
              data di entrata in vigore del presente decreto. 
                  3. Per l'anno 2013, il  valore  del  costo  evitato  di
              combustibile  di  cui   al   provvedimento   del   Comitato
              interministeriale dei prezzi n. 6/92 del  29  aprile  1992,
              pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 maggio 1992, n. 109,
              da riconoscere in acconto fino alla fissazione  del  valore
              annuale di conguaglio, e' determinato,  per  la  componente
              convenzionale relativa al prezzo  del  combustibile,  sulla
              base  del  paniere  di  riferimento  individuato  ai  sensi
              dell'articolo 30, comma 15, della legge 23 luglio 2009,  n.
              99,  in  cui  il  peso   dei   prodotti   petroliferi   sia
              progressivamente ridotto in ciascun trimestre e posto  pari
              all'ottanta per cento nel primo trimestre, al settanta  per
              cento nel secondo trimestre,  al  sessanta  per  cento  nel
              terzo  trimestre  e  al  sessanta  per  cento  nel   quarto
              trimestre. Il complemento al cento per cento e' determinato
              in base al costo di approvvigionamento del gas naturale nei
              mercati all'ingrosso come definito dalla deliberazione  del
              9  maggio  2013,  n.  196/2013/R/GAS  e   degli   ulteriori
              provvedimenti dell'Autorita' per l'energia elettrica  e  il
              gas.   Il   Ministro   dello   sviluppo   economico,    con
              provvedimento da adottare entro 60 giorni  dall'entrata  in
              vigore della legge di conversione del presente  decreto  su
              proposta dell'Autorita' per l'energia elettrica e  il  gas,
              stabilisce  le  modalita'  di  aggiornamento  del  predetto
              valore, in acconto e in conguaglio, nonche' le modalita' di
              pubblicazione dei valori individuati secondo i  criteri  di
              cui ai commi 4 e 5. Restano ferme le modalita'  di  calcolo
              della componente relativa al margine di commercializzazione
              all'ingrosso e della  componente  di  trasporto  nonche'  i
              valori di consumo specifico di cui al decreto del  Ministro
              dello sviluppo economico 20 novembre 2012, pubblicato nella
              Gazzetta Ufficiale 30 novembre 2012, n. 280. 
                  4. A decorrere dal 1°(gradi) gennaio  2014,  in  attesa
              della ridefinizione della disciplina organica  di  settore,
              il valore di cui al comma 3, primo periodo,  e'  aggiornato
              trimestralmente in base al costo di approvvigionamento  del
              gas naturale nei  mercati  all'ingrosso  come  definito  al
              comma  3,  ferma  restando  l'applicazione  dei  valori  di
              consumo specifico di cui  al  decreto  del  Ministro  dello
              sviluppo  economico  20  novembre  2012,  pubblicato  nella
              Gazzetta Ufficiale del 30 novembre 2012, n. 280. 
                  5. In deroga ai commi  3  e  4,  per  gli  impianti  di
              termovalorizzazione di rifiuti in esercizio da non piu'  di
              otto anni alla data  di  entrata  in  vigore  del  presente
              decreto e che sono  stati  ammessi  al  regime  di  cui  al
              provvedimento del Comitato interministeriale dei prezzi  n.
              6/92 del 29 aprile 1992, fino al completamento  del  quarto
              anno di esercizio dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
              presente decreto, il  valore  di  cui  al  comma  3,  primo
              periodo,  e'  determinato  sulla  base   del   paniere   di
              riferimento individuato ai sensi  dell'articolo  30,  comma
              15, della legge 23 luglio 2009, n. 99, in cui il  peso  dei
              prodotti petroliferi e' pari al 60 per cento. Per gli  anni
              di  esercizio  successivi,  si   applica   il   metodo   di
              aggiornamento di cui al comma 4 del presente articolo.  Per
              gli impianti situati in zone  di  emergenza  relativa  alla
              gestione del ciclo dei rifiuti, il valore di cui al comma 3
              e' determinato sulla base del paniere di riferimento in cui
              il peso dei prodotti petroliferi e' pari al  60  per  cento
              fino al completamento dell'ottavo anno di  esercizio  dalla
              data di entrata in vigore del presente decreto. 
                  6. 
                  7. I commi 7-bis, 7-ter e 7-quater dell'articolo 25 del
              decreto legislativo 3 marzo 2011, n.  28,  come  introdotti
              dal comma 364 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012,
              n. 228, sono abrogati. 
                  7-bis. I titolari di impianti di generazione di energia
              elettrica alimentati da bioliquidi sostenibili, entrati  in
              esercizio entro il 31 dicembre  2012,  possono  optare,  in
              alternativa al  mantenimento  del  diritto  agli  incentivi
              spettanti  sulla  produzione  di  energia  elettrica   come
              riconosciuti alla data di  entrata  in  esercizio,  per  un
              incremento del 20 per cento dello stesso incentivo, per  un
              periodo massimo di un anno a decorrere dalla data  indicata
              dall'operatore e compresa tra il 1°(gradi) settembre  e  il
              31 dicembre 2013,  e  del  10  per  cento  per  l'ulteriore
              successivo periodo di un anno. Qualora l'impianto  prosegua
              la produzione  dopo  il  secondo  anno  di  incremento,  il
              Gestore  dei  servizi  energetici  (GSE)  Spa  applica  nei
              successivi tre anni di esercizio una riduzione del  15  per
              cento dell'incentivo spettante fino  ad  una  quantita'  di
              energia pari a quella sulla quale e' stato riconosciuto  il
              predetto incremento. In alternativa alla predetta modalita'
              di riduzione, il produttore puo' richiedere,  comunicandolo
              al GSE entro il 30 settembre 2017, di restituire  la  cifra
              corrispondente alla differenza  tra  i  maggiori  incentivi
              ricevuti e le riduzioni gia'  applicate,  calcolata  al  30
              settembre 2017, dilazionandola uniformemente,  nel  residuo
              periodo di diritto all'erogazione degli  incentivi,  ma  in
              ogni caso nel limite di  quattro  anni  a  partire  dal  1o
              luglio 2016. In  alternativa  alla  predetta  modalita'  di
              riduzione, il produttore puo' richiedere, comunicandolo  al
              GSE Spa entro il 30 settembre 2017, di restituire la  cifra
              corrispondente alla differenza  tra  i  maggiori  incentivi
              ricevuti e le riduzioni gia'  applicate,  calcolata  al  30
              settembre 2017, dilazionandola  uniformemente  nel  residuo
              periodo di diritto all'erogazione degli  incentivi,  ma  in
              ogni caso non oltre il limite di  quattro  anni  decorrenti
              dal 1º luglio  2016.  L'incremento  e'  applicato  per  gli
              impianti   a    certificati    verdi    sul    coefficiente
              moltiplicativo spettante e,  per  gli  impianti  a  tariffa
              onnicomprensiva, sulla tariffa onnicomprensiva spettante al
              netto  del  prezzo  di  cessione   dell'energia   elettrica
              definito dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas in
              attuazione  dell'articolo  13,   comma   3,   del   decreto
              legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, registrato  nell'anno
              2012. L'opzione per il regime di cui al presente  comma  e'
              comunicata dal titolare dell'impianto al GSE Spa entro  tre
              mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente
              disposizione. 
                  8. Le disposizioni di cui  al  presente  articolo  sono
              attuate in modo da comportare una riduzione effettiva degli
              oneri  generali  di  sistema   elettrico   e   dei   prezzi
              dell'energia elettrica.". 
                  - La legge 9 agosto 2013, n. 98 (Conversione in  legge,
              con modificazioni, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69,
              recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia)
              e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 20 agosto  2013,  n.
              194, S.O. 
              Commi 91 e 92. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  38  del  decreto
              legislativo  1°  giugno  2011,  n.  93  (Attuazione   delle
              direttive 2009/72/CE, 2009/73/CE e  2008/92/CE  relative  a
              norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica,
              del gas naturale  e  ad  una  procedura  comunitaria  sulla
              trasparenza dei prezzi al consumatore finale industriale di
              gas e  di  energia  elettrica,  nonche'  abrogazione  delle
              direttive 2003/54/CE e 2003/55/CE.), come modificato  dalla
              presente legge: 
                  "Articolo 38 (Gestori dei sistemi di distribuzione).  -
              1. Fermo restando quanto previsto all'articolo 1, comma  1,
              del decreto-legge 18 giugno 2007, n.  73,  convertito,  con
              modificazioni, dalla  legge  3  agosto  2007,  n.  125,  il
              gestore del sistema di distribuzione, qualora faccia  parte
              di un'impresa  verticalmente  integrata,  e'  indipendente,
              sotto  il  profilo   dell'organizzazione   e   del   potere
              decisionale,  da  altre   attivita'   non   connesse   alla
              distribuzione. Al fine  di  conseguire  tale  indipendenza,
              l'Autorita'  adegua  i  propri  provvedimenti  ai  seguenti
              criteri minimi: 
                    a) i responsabili della  direzione  del  gestore  del
              sistema di distribuzione non devono far parte di  strutture
              dell'impresa elettrica integrata responsabili, direttamente
              o  indirettamente,  della  gestione  delle   attivita'   di
              generazione, trasmissione o fornitura di energia elettrica; 
                    b) devono essere adottate misure idonee ad assicurare
              che gli interessi professionali delle persone  responsabili
              dell'amministrazione   del   gestore   del    sistema    di
              distribuzione siano presi  in  considerazione  in  modo  da
              consentire loro di agire in maniera indipendente; 
                    c) il  gestore  del  sistema  di  distribuzione  deve
              disporre  di  effettivi  poteri  decisionali,  indipendenti
              dall'impresa elettrica integrata,  in  relazione  ai  mezzi
              necessari alla gestione, alla manutenzione o allo  sviluppo
              della rete. Ai fini dello svolgimento di tali  compiti,  il
              gestore del sistema di distribuzione dispone delle  risorse
              necessarie, comprese le risorse umane, tecniche,  materiali
              e finanziarie; 
                    d) il gestore del sistema di distribuzione predispone
              un programma di adempimenti, contenente le misure  adottate
              per escludere comportamenti  discriminatori,  e  garantisce
              che  ne  sia  adeguatamente  controllata  l'osservanza.  Il
              medesimo   gestore   individua   un   responsabile    della
              conformita', indipendente e con poteri di accesso  a  tutte
              le informazioni necessarie in possesso del medesimo gestore
              del sistema di distribuzione e delle imprese collegate, che
              e' responsabile del controllo del programma di  adempimenti
              e  presenta   annualmente   all'Autorita'   per   l'energia
              elettrica e il gas una relazione sulle misure adottate. 
                  2. Nel caso di gestore  del  sistema  di  distribuzione
              facente parte di  un'impresa  verticalmente  integrata,  lo
              stesso gestore non puo' trarre vantaggio  dall'integrazione
              verticale per alterare la concorrenza e a tal fine: 
                    a) le politiche di comunicazione  e  di  marchio  non
              devono creare confusione in relazione al  ramo  di  azienda
              responsabile della fornitura di energia elettrica; 
                    b) le informazioni concernenti le proprie  attivita',
              che potrebbero  essere  commercialmente  vantaggiose,  sono
              divulgate in  modo  non  discriminatorio.  L'Autorita'  per
              l'energia elettrica e il  gas  vigila  sul  rispetto  delle
              disposizioni di cui al presente comma. 
                  2-bis. Le disposizioni di cui ai commi  precedenti  non
              si applicano ai gestori  di  sistemi  di  distribuzione  di
              energia elettrica facenti parte di un'impresa verticalmente
              integrata, che servono meno di 25.000 punti di prelievo, ad
              esclusione  delle  imprese  beneficiarie  di   integrazioni
              tariffarie ai sensi dell'articolo 7 della legge  9  gennaio
              1991, n. 10, e successive modificazioni. 
                  2-ter. L'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il
              sistema idrico adegua i propri provvedimenti in materia  di
              obblighi di separazione funzionale in  relazione  a  quanto
              previsto dal comma 2-bis, prevedendo altresi'  che,  per  i
              gestori di sistemi di distribuzione  cui  si  applicano  le
              deroghe previste dal medesimo comma 2-bis, le modalita'  di
              riconoscimento dei costi per le attivita' di  distribuzione
              e misura dell'energia elettrica  siano  basate  su  logiche
              parametriche,  che  tengano  conto  anche  della   densita'
              dell'utenza servita, nel rispetto dei principi generali  di
              efficienza ed economicita' e con l'obiettivo  di  garantire
              la semplificazione della regolazione  e  la  riduzione  dei
              connessi oneri amministrativi. 
                  3. (abrogato). 
                  4. Al fine di  promuovere  un  assetto  efficiente  dei
              settori della distribuzione e misura dell'energia elettrica
              in condizioni  di  economicita'  e  redditivita'  ai  sensi
              dell'articolo 1 della  legge  14  novembre  1995,  n.  481,
              contenendone gli oneri generali a  vantaggio  degli  utenti
              finali, per le imprese di cui all'articolo 7 della legge  9
              gennaio 1991, n. 10, che risultino prive dell'attivita'  di
              produzione e che aderiscano entro il termine  di  cui  alla
              delibera dell'Autorita' per l'energia elettrica ed  il  gas
              ARG/ELT n. 72/10  al  regime  di  perequazione  generale  e
              specifica   aziendale   introdotto    a    partire    dalla
              deliberazione dell'Autorita' per l'energia elettrica  e  il
              gas n. 5 del 2004, la medesima Autorita',  entro  tre  mesi
              dall'entrata in  vigore  del  presente  decreto,  definisce
              meccanismi di gradualita'  che  valorizzino  le  efficienze
              conseguite dalle imprese medesime  a  decorrere  dal  primo
              esercizio di applicazione del regime di  perequazione,  nel
              rispetto dei principi stabiliti  dalla  legge  14  novembre
              1995, n. 481, e dalla direttiva 2009/72/CE  del  Parlamento
              europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009. 
                  5. Ferma restando la  disciplina  relativa  ai  sistemi
              efficienti di  utenza  di  cui  all'articolo  2,  comma  1,
              lettera t), del decreto legislativo  n.  115  del  2008,  i
              sistemi  di  distribuzione  chiusi  sono  le  reti  interne
              d'utenza cosi' come definite dall'articolo 33  della  legge
              23 luglio 2009, n. 99  nonche'  le  altre  reti  elettriche
              private definite ai sensi dell'articolo 30, comma 27, della
              legge n. 99 del 2009, cui si applica l'articolo  33,  comma
              5, della legge 23 luglio 2009, n. 99. 
                  5-bis. Le  disposizioni  di  cui  al  comma  1  non  si
              applicano ai gestori dei sistemi di distribuzione chiusi di
              cui al comma 5, facenti parte di  un'impresa  verticalmente
              integrata. Ai gestori dei sistemi di  distribuzione  chiusi
              si  applicano  esclusivamente  le  norme   di   separazione
              contabile. 
                  5-ter. L'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il
              sistema idrico adegua i propri provvedimenti in materia  di
              obblighi di separazione in relazione a quanto previsto  dal
              comma 5-bis.". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo  7  della  legge  9
              gennaio 1991, n.  10  (Norme  per  l'attuazione  del  Piano
              energetico  nazionale   in   materia   di   uso   razionale
              dell'energia, di risparmio energetico e di  sviluppo  delle
              fonti rinnovabili di energia): 
                  "Art. 37. (Entrata in vigore delle norme del titolo  II
              e dei relativi decreti ministeriali). - 1. Le  disposizioni
              del presente titolo entrano in  vigore  centottanta  giorni
              dopo la data di pubblicazione della  presente  legge  nella
              Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e si applicano
              alle denunce di inizio lavori  presentate  ai  comuni  dopo
              tale termine di entrata in vigore. 
                  2. I decreti ministeriali di  cui  al  presente  titolo
              entrano in vigore centottanta giorni  dopo  la  data  della
              loro   pubblicazione   nella   Gazzetta   Ufficiale   della
              Repubblica italiana e si applicano alle denunce  di  inizio
              lavori presentate ai comuni dopo tale termine di entrata in
              vigore. 
                  3. La legge 30 aprile 1976,  n.  373,  e  la  legge  18
              novembre 1983,  n.  645,  sono  abrogate.  Il  decreto  del
              Presidente della Repubblica 28 giugno  1977,  n.  1052,  si
              applica, in quanto compatibile con la presente legge,  fino
              all'adozione dei decreti di cui ai commi 1, 2 e 4 dell'art.
              4, al comma 1 dell'art. 30 e al comma 1 dell'art. 32.". 
              Comma 93. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  15  del  decreto
              legislativo  23  maggio  2000,  n.  164  (Attuazione  della
              direttiva 98/30/CE recante  norme  comuni  per  il  mercato
              interno del gas naturale, a norma dell'articolo 41 della L.
              17 maggio 1999, n. 144),  come  modificato  dalla  presente
              legge: 
                  "Art. 15.  (Regime  di  transizione  nell'attivita'  di
              distribuzione). - 1. Entro il 1°(gradi) gennaio  2003  sono
              adottate dagli enti locali le deliberazioni di  adeguamento
              alle disposizioni del presente  decreto.  Tale  adeguamento
              avviene mediante l'indizione di gare per l'affidamento  del
              servizio ovvero attraverso la trasformazione delle gestioni
              in  societa'  di  capitali  o  in  societa'  cooperative  a
              responsabilita'  limitata,  anche  tra  dipendenti.   Detta
              trasformazione  puo'  anche  comportare  il   frazionamento
              societario. Ove l'adeguamento di cui al presente comma  non
              avvenga entro il termine indicato, provvede nei  successivi
              tre  mesi,  anche  attraverso  la  nomina  di  un   proprio
              delegato,  il   rappresentante   dell'ente   titolare   del
              servizio. Per gestioni associate o per ambiti a  dimensione
              sovracomunale, in  caso  di  inerzia,  la  regione  procede
              all'affidamento  immediato  del  servizio  mediante   gara,
              nominando a tal fine un commissario ad acta. 
                  2. La trasformazione  in  societa'  di  capitali  delle
              aziende che gestiscono il  servizio  di  distribuzione  gas
              avviene con le modalita' di cui all'articolo 17, commi  51,
              52, 53, 56 e 57, della legge 15 maggio  1997,  n.  127.  Le
              stesse modalita' si applicano anche alla trasformazione  di
              aziende consortili, intendendosi  sostituita  al  consiglio
              comunale  l'assemblea  consortile.  In   questo   caso   le
              deliberazioni sono adottate a maggioranza  dei  componenti;
              gli enti locali che non intendono partecipare alla societa'
              hanno diritto  alla  liquidazione  sulla  base  del  valore
              nominale  iscritto  a  bilancio  della  relativa  quota  di
              capitale. L'ente titolare del servizio puo'  restare  socio
              unico delle societa'  di  cui  al  presente  comma  per  un
              periodo non superiore a due anni dalla trasformazione. 
                  3.  Per  la  determinazione  della  quota  di  capitale
              sociale  spettante  a  ciascun  ente  locale,  socio  della
              societa'  risultante  dalla  trasformazione  delle  aziende
              consortili, si tiene conto esclusivamente  dei  criteri  di
              ripartizione  del  patrimonio  previsti  per  il  caso   di
              liquidazione dell'azienda consortile. 
                  4. Con riferimento al  servizio  di  distribuzione  del
              gas, l'affidamento diretto a societa' controllate dall'ente
              titolare del servizio prosegue per i  periodi  indicati  ai
              commi 5 e 6, anche nel  caso  in  cui  l'ente  locale,  per
              effetto di operazioni di privatizzazione, abbia perduto  il
              controllo della societa'. 
                  5.  Per  l'attivita'  di  distribuzione  del  gas,  gli
              affidamenti e le concessioni in essere alla data di entrata
              in  vigore  del  presente  decreto,  nonche'  quelli   alle
              societa'  derivate  dalla  trasformazione   delle   attuali
              gestioni,  proseguono  fino  alla  scadenza  stabilita,  se
              compresa entro i  termini  previsti  dal  comma  7  per  il
              periodo transitorio. Gli affidamenti e  le  concessioni  in
              essere per i quali non e' previsto un termine di scadenza o
              e' previsto un termine che supera il  periodo  transitorio,
              proseguono fino al completamento  del  periodo  transitorio
              stesso. In quest'ultimo caso, ai titolari degli affidamenti
              e delle concessioni in essere e' riconosciuto un  rimborso,
              a  carico  del  nuovo  gestore  ai  sensi   del   comma   8
              dell'articolo  14,  calcolato  nel   rispetto   di   quanto
              stabilito  nelle  convenzioni  o  nei  contratti,   purche'
              stipulati  prima  della  data  di  entrata  in  vigore  del
              regolamento di cui al decreto del Ministro  dello  sviluppo
              economico e del Ministro per i rapporti con le regioni e la
              coesione territoriale 12 novembre  2011,  n.  226,  e,  per
              quanto non desumibile dalla volonta'  delle  parti  nonche'
              per gli aspetti non disciplinati dalle medesime convenzioni
              o  contratti,  in  base  alle  linee  guida  su  criteri  e
              modalita'  operative  per  la  valutazione  del  valore  di
              rimborso di cui all'articolo 4, comma 6, del  decreto-legge
              21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla
              legge 9 agosto 2013, n. 98. In ogni caso, dal  rimborso  di
              cui al presente comma sono detratti  i  contributi  privati
              relativi ai  cespiti  di  localita',  valutati  secondo  la
              metodologia della regolazione tariffaria  vigente.  Qualora
              il valore di rimborso risulti maggiore del 10 per cento del
              valore delle immobilizzazioni nette di localita'  calcolate
              nella  regolazione  tariffaria,  al  netto  dei  contributi
              pubblici  in  conto  capitale  e  dei  contributi   privati
              relativi ai cespiti di localita', l'ente locale  concedente
              trasmette le relative valutazioni di dettaglio  del  valore
              di rimborso all'Autorita' per l'energia elettrica,  il  gas
              ed  il  sistema  idrico  per  la   verifica   prima   della
              pubblicazione del bando di gara. Tale disposizione  non  si
              applica qualora l'ente locale concedente possa  certificare
              anche tramite un idoneo soggetto terzo  che  il  valore  di
              rimborso e' stato determinato  applicando  le  disposizioni
              contenute nel decreto del Ministro dello sviluppo economico
              22 maggio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  129
              del 6 giugno 2014, recante approvazione delle "Linee  Guida
              su criteri e modalita' applicative per la  valutazione  del
              valore di rimborso degli impianti di distribuzione del  gas
              naturale", e che lo scostamento del valore  di  rimborso  e
              del valore  delle  immobilizzazioni  nette,  al  netto  dei
              contributi pubblici in  conto  capitale  e  dei  contributi
              privati  relativi  ai  cespiti  di   localita',   aggregato
              d'ambito, non risulti superiore alla percentuale dell'8 per
              cento, purche' lo scostamento del singolo comune non superi
              il 20 per cento. Nel caso di valore delle  immobilizzazioni
              nette disallineate rispetto alle medie di  settore  secondo
              le definizioni dell'Autorita' per l'energia  elettrica,  il
              gas e il sistema idrico, il valore  delle  immobilizzazioni
              nette rilevante ai fini del calcolo  dello  scostamento  e'
              determinato applicando i criteri di valutazione parametrica
              definiti dall'Autorita' per l'energia elettrica, il  gas  e
              il sistema idrico. La stazione appaltante tiene conto delle
              eventuali   osservazioni   dell'Autorita'   per   l'energia
              elettrica, il gas  ed  il  sistema  idrico  ai  fini  della
              determinazione del valore di rimborso da inserire nel bando
              di gara.  I  termini  di  scadenza  previsti  dal  comma  3
              dell'articolo 4 del decreto-legge 21 giugno  2013,  n.  69,
              convertito, con modificazioni, dalla legge 9  agosto  2013,
              n. 98, sono prorogati di ulteriori quattro  mesi.  Le  date
              limite di cui all'allegato  1  al  regolamento  di  cui  al
              decreto del Ministro dello sviluppo economico  12  novembre
              2011, n. 226, relative  agli  ambiti  ricadenti  nel  terzo
              raggruppamento  dello  stesso   allegato   1,   nonche'   i
              rispettivi termini  di  cui  all'articolo  3  del  medesimo
              regolamento, sono prorogati di quattro mesi.  Resta  sempre
              esclusa la valutazione del mancato profitto derivante dalla
              conclusione anticipata del rapporto di gestione. 
                  6.  Decorso  il  periodo  transitorio,  l'ente   locale
              procede all'affidamento del servizio secondo  le  modalita'
              previste dall'articolo 14. 
                  7. Il periodo transitorio di cui al comma 5 e'  fissato
              in cinque anni a  decorrere  dal  31  dicembre  2000.  Tale
              periodo puo' essere  incrementato,  alle  condizioni  sotto
              indicate, in misura non superiore a: 
                    a) un anno nel caso in  cui,  almeno  un  anno  prima
              dello scadere dei cinque  anni,  si  realizzi  una  fusione
              societaria    che    consenta    di    servire    un'utenza
              complessivamente  non  inferiore   a   due   volte   quella
              originariamente  servita  dalla  maggiore  delle   societa'
              oggetto di fusione; 
                    b) due anni nel caso in cui, entro il termine di  cui
              alla lettera  a),  l'utenza  servita  risulti  superiore  a
              centomila clienti finali, o  il  gas  naturale  distribuito
              superi i cento  milioni  di  metri  cubi  all'anno,  ovvero
              l'impresa  operi  in  un   ambito   corrispondente   almeno
              all'intero territorio provinciale; 
                    c) due anni nel caso in cui, entro il termine di  cui
              alla lettera a), il capitale privato costituisca almeno  il
              40% (per cento) del capitale sociale. 
                  8. (abrogato). 
                  9. Gli affidamenti e le concessioni in essere alla data
              di entrata in vigore del presente  decreto  sono  mantenuti
              per la durata in essi  stabilita  ove  questi  siano  stati
              attribuiti mediante gara, e comunque  per  un  periodo  non
              superiore a dodici anni a partire dal 31 dicembre 2000. 
                  10. I  soggetti  titolari  degli  affidamenti  o  delle
              concessioni di cui al comma 5 del presente articolo possono
              partecipare  alle  prime  gare  per  ambiti   territoriali,
              indette a norma dell'articolo 14, comma  1,  successive  al
              periodo transitorio, su tutto  il  territorio  nazionale  e
              senza limitazioni, anche se, in Italia o  all'estero,  tali
              soggetti o le loro controllate, controllanti o  controllate
              da una medesima controllante  gestiscono  servizi  pubblici
              locali, anche diversi dalla distribuzione di gas  naturale,
              in virtu' di affidamento diretto o di una procedura non  ad
              evidenza pubblica. Per le prime gare di cui  sopra  non  si
              applicano le disposizioni dell'articolo 4,  comma  33,  del
              decreto-legge  13  agosto  2011,  n.  138,  convertito  con
              modificazioni, dalla legge 14 settembre  2011,  n.  148,  e
              successive modifiche e integrazioni.  Per  i  soggetti  che
              devono essere costituiti o trasformati ai sensi  dei  commi
              1, 2, e 3 del presente  articolo,  la  partecipazione  alle
              prime gare successive al periodo transitorio, su  tutto  il
              territorio nazionale e' consentita  a  partire  dalla  data
              dell'avvenuta costituzione o trasformazione. 
                  10-bis. Per le concessioni e gli affidamenti in  essere
              per  la  realizzazione  delle  reti  e  la  gestione  della
              distribuzione del gas  metano  ai  sensi  dell'articolo  11
              della  legge  28  novembre  1980,  n.  784,  e   successive
              modificazioni, e dell'articolo 9 della legge 7 agosto 1997,
              n. 266, come modificato dall'articolo  28  della  legge  17
              maggio 1999, n. 144, il  periodo  transitorio  disciplinato
              dal comma 7 e il periodo di cui al  comma  9  del  presente
              articolo decorrono, tenuto conto del tempo necessario  alla
              costruzione delle reti, decorsi quattro anni dalla data  di
              entrata in vigore del decreto del Ministero del tesoro, del
              bilancio e della programmazione  economica  di  concessione
              del contributo.". 
              Comma 94. 
                  - Si riporta il  testo  del  comma  2  dell'articolo  9
              regolamento di cui al decreto del Ministro  dello  sviluppo
              economico e del Ministro per i rapporti con le regioni e la
              coesione territoriale 12 novembre 2011, n. 226 (Regolamento
              per i criteri di gara e per la valutazione dell'offerta per
              l'affidamento del  servizio  della  distribuzione  del  gas
              naturale,   in   attuazione   dell'articolo   46-bis    del
              decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito in legge,
              con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222): 
                  "Art. 9. (Bando di gara e Disciplinare di gara). 
                  (Omissis). 
                  2. La stazione appaltante invia all'Autorita',  secondo
              modalita' stabilite dall'Autorita', il bando  di  gara,  il
              disciplinare  di  gara  e  le  linee  guida  programmatiche
              d'ambito con le condizioni minime di sviluppo, insieme alla
              nota giustificativa di cui al  comma  1.  L'Autorita'  puo'
              inviare entro 30 giorni proprie osservazioni alla  stazione
              appaltante. 
                  (Omissis).". 
              Comma 95. 
                  - Si riporta il testo delle lettere a., b., c. e d. del
              comma 6 dell'articolo 10 del citato regolamento di  cui  al
              decreto  del  Ministro  dello  sviluppo  economico  e   del
              Ministro per i  rapporti  con  le  regioni  e  la  coesione
              territoriale 12 novembre 2011, n. 226: 
                  "Art. 10. (Requisiti per la partecipazione alla gara). 
                  (Omissis). 
                  6. I soggetti partecipanti alla gara devono possedere i
              seguenti requisiti di capacita' tecnica: 
                    a. Iscrizione al registro delle imprese della  Camera
              di commercio,  industria,  artigianato  e  agricoltura  con
              capacita'   di   operare   nell'ambito   dei   servizi   di
              distribuzione gas; oppure, per i soggetti  aventi  sede  in
              uno Stato dell'Unione Europea diverso dall'Italia,  analoga
              iscrizione   in   registri   professionali   di   organismi
              equivalenti; 
                    b. Esperienza gestionale da dimostrare in base a: 
                    b1.  titolarita'  di  concessioni  di   impianti   di
              distribuzione del gas naturale per un numero complessivo di
              clienti pari almeno al 50% del numero di clienti  effettivi
              dell'ambito oggetto della gara,  da  possedere  al  momento
              della partecipazione alla gara o  precedentemente,  purche'
              in data non  anteriore  a  18  mesi  dalla  scadenza  della
              presentazione della domanda di  partecipazione  alla  gara.
              Nella  prima  gara  di  ciascun  ambito   le   imprese   di
              distribuzione di gas naturale che alla data di  entrata  in
              vigore  del   presente   regolamento   sono   titolari   di
              concessioni che  servono  il  50%  del  numero  di  clienti
              effettivi  dell'ambito  oggetto  di  gara   soddisfano   il
              presente requisito; 
                    b2. in alternativa al punto b1. rispetto di  tutti  e
              tre i seguenti requisiti: 
                      b.2.1. titolarita' di concessioni  di  impianti  di
              distribuzione   di   gas   naturale,   da   possedere   non
              anteriormente a 36 mesi dalla scadenza della  presentazione
              della domanda di partecipazione alla gara, o, da almeno  18
              mesi dalla scadenza della presentazione  della  domanda  di
              partecipazione alla gara,  titolarita'  di  concessioni  di
              impianti  di  distribuzione  di  GPL,  oppure  di   miscela
              aria-propano, di energia elettrica, o di acqua  o  di  reti
              urbane di teleriscaldamento Nella  prima  gara  di  ciascun
              ambito le imprese di distribuzione di gas naturale che alla
              data di entrata in vigore  del  presente  regolamento  sono
              titolari di  concessioni  di  gas  naturale  soddisfano  il
              presente requisito; 
                      b.2.2.  dimostrazione   di   avere,   dal   momento
              dell'affidamento  del  primo  impianto,  la  capacita'   di
              gestire  gli  impianti  di  distribuzione  gas  dell'ambito
              oggetto di gara, fornendo in particolare  la  dimostrazione
              di: 
                        b.2.2.1. disponibilita'  di  strutture,  mezzi  e
              personale a  livello  manageriale  per  la  gestione  delle
              situazioni di emergenze gas (pronto intervento e  incidenti
              gas); 
                        b.2.2.2. disponibilita' di  personale  a  livello
              manageriale e di funzione  centrale,  di  strutture,  quali
              sale controllo, di mezzi tecnici e di  sistemi  informativi
              adeguati a garantire il monitoraggio,  il  controllo  e  lo
              sviluppo della rete gas dell'ambito di gara e a gestire  le
              operazioni  previste   dal   codice   di   rete   tipo   di
              distribuzione   gas   approvato    dall'Autorita',    quali
              l'allacciamento e l'attivazione di nuove utenze, il  cambio
              di fornitore,  gli  altri  servizi  richiesti  dall'utenza,
              l'allocazione del gas  alle  societa'  di  vendita  e  alle
              singole utenze, per un numero  di  clienti  pari  a  quello
              dell'ambito oggetto di gara; 
                      b.2.3. esperienza di almeno cinque anni nel settore
              gas e nella funzione specifica  per  i  responsabili  delle
              funzioni  di  ingegneria,   vettoriamento,   qualita'   del
              servizio e gestione operativa dell'impresa, risultante  dai
              curriculum vitae allegati all'offerta; 
                    c. Possesso di certificazione di  qualita'  aziendale
              UNI ISO 9001 conseguita nella gestione di infrastrutture  a
              rete energetiche o idriche; 
                    d.  Esperienza  di  operare  in  conformita'  con  la
              regolazione   di   sicurezza,   da   dimostrare    mediante
              predisposizione di procedure di gestione  delle  operazioni
              di sicurezza nel rispetto  delle  norme  tecniche  vigenti,
              come  previste   all'articolo   12,   comma   12.8,   della
              Regolazione della qualita' dei servizi di  distribuzione  e
              misura del gas 2014-2019, Allegato  A  della  deliberazione
              574/2013/R/gas e successive modifiche e integrazioni. 
                  (Omissis).". 
              Comma 96. 
                  - Si riporta il testo del  comma  558  dell'articolo  2
              della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni  per  la
              formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -
              legge finanziaria 2008),  come  modificato  dalla  presente
              legge: 
                  "558. A decorrere  dal  1°  gennaio  2018,  i  soggetti
              titolari, ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo
              23 maggio 2000, n. 164, di concessioni per  l'attivita'  di
              stoccaggio  del  gas  naturale  in  giacimenti   o   unita'
              geologiche     profonde,     o     comunque     autorizzati
              all'installazione e all'esercizio di nuovi stabilimenti  di
              stoccaggio di  gas  naturale,  corrispondono  alle  regioni
              nelle  quali  hanno  sede  i   relativi   stabilimenti   di
              stoccaggio, a titolo  di  contributo  compensativo  per  il
              mancato uso alternativo del territorio,  un  importo  annuo
              pari a 0,001 centesimi di euro per kWh  di  spazio  offerto
              per il servizio di stoccaggio.". 
                  -  La  citata  legge  24  dicembre  2007,  n.  244   e'
              pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 28  dicembre  2007,  n.
              300, S.O. 
              Comma 97. 
                  - Il testo del comma 558 dell'articolo 2 della legge 24
              dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la  formazione  del
              bilancio  annuale  e   pluriennale   dello   Stato   (legge
              finanziaria 2008), come modificato dalla presente legge  e'
              riportato in nota al comma 96. 
              Comma 98. 
                  - Si riporta il testo del comma 17 dell'articolo 83-bis
              del decreto-legge 25  giugno  2008,  n.  112  (Disposizioni
              urgenti per lo sviluppo economico, la  semplificazione,  la
              competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e
              la perequazione tributaria), come modificato dalla presente
              legge: 
                  "Art. 83-bis. (Tutela della sicurezza stradale e  della
              regolarita' del  mercato  dell'autotrasporto  di  cose  per
              conto di terzi). 
                  (Omissis). 
                  17. Al  fine  di  garantire  il  pieno  rispetto  delle
              disposizioni dell'ordinamento  comunitario  in  materia  di
              tutela della concorrenza e  di  assicurare  il  corretto  e
              uniforme  funzionamento  del  mercato,  l'installazione   e
              l'esercizio di un impianto di distribuzione  di  carburanti
              non possono essere subordinati alla  chiusura  di  impianti
              esistenti  ne'  al  rispetto  di  vincoli,  con   finalita'
              commerciali, relativi a contingentamenti numerici, distanze
              minime tra impianti e tra impianti ed esercizi o  superfici
              minime commerciali o che pongono  restrizioni  od  obblighi
              circa la possibilita' di offrire, nel medesimo  impianto  o
              nella stessa area, attivita' e servizi  integrativi  o  che
              prevedano obbligatoriamente la presenza contestuale di piu'
              tipologie  di  carburanti,  ivi  incluso  il   metano   per
              autotrazione, se  tale  ultimo  obbligo  comporta  ostacoli
              tecnici o oneri economici  eccessivi  e  non  proporzionali
              alle finalita' dell'obbligo, come individuati  da  apposito
              decreto del  Ministro  dello  sviluppo  economico,  sentite
              l'Autorita' garante della concorrenza e del  mercato  e  la
              Conferenza permanente per  i  rapporti  tra  lo  Stato,  le
              regioni e le province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,
              tenuto conto delle esigenze di  sviluppo  del  mercato  dei
              combustibili   alternativi   ai   sensi   della   direttiva
              2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del  22
              ottobre 2014.". 
                  - La legge 6 agosto 2008, n. 133 (Conversione in legge,
              con modificazioni, del decreto-legge  25  giugno  2008,  n.
              112,  recante  disposizioni   urgenti   per   lo   sviluppo
              economico,  la  semplificazione,  la   competitivita',   la
              stabilizzazione della finanza pubblica  e  la  perequazione
              tributaria)  e'  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  21
              agosto 2008, n. 195, S.O. 
                  -  La  direttiva  22/10/2014,  n.   2014/94/UE,   sulla
              realizzazione  di  un'infrastruttura  per  i   combustibili
              alternativi  e'   pubblicata   nella   Gazzetta   Ufficiale
              dell'Unione Europea 28 ottobre 2014, n. L 307. 
              Comma 99. 
                  - Il  testo  del  comma  17  dell'articolo  83-bis  del
              decreto legge 25 giugno del  2008,  n.112,  convertito  con
              modificazioni   dalla   legge   6   agosto   2008,    n.133
              (Disposizioni  urgenti  per  lo  sviluppo   economico,   la
              semplificazione,  la  competitivita',  la   stabilizzazione
              della finanza pubblica e la perequazione tributaria),  come
              modificato dalla presente legge e'  riportato  in  nota  al
              comma 98. 
              Comma 100. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 51 della  legge  23
              luglio  2009,  n.  99  (Disposizioni  per  lo  sviluppo   e
              l'internazionalizzazione delle imprese, nonche' in  materia
              di energia): 
                  "Art. 51. (Misure per la conoscibilita' dei prezzi  dei
              carburanti). -  1.  Al  fine  di  favorire  la  piu'  ampia
              diffusione delle informazioni  sui  prezzi  dei  carburanti
              praticati da ogni  singolo  impianto  di  distribuzione  di
              carburanti   per   autotrazione   sull'intero    territorio
              nazionale, e' fatto obbligo a chiunque eserciti l'attivita'
              di vendita al pubblico di carburante per  autotrazione  per
              uso  civile  di  comunicare  al  Ministero  dello  sviluppo
              economico  i  prezzi  praticati  per  ogni   tipologia   di
              carburante per autotrazione commercializzato. 
                  2. Il Ministro dello sviluppo  economico,  con  proprio
              decreto da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in
              vigore della presente legge, individua secondo  criteri  di
              gradualita' e sostenibilita' le decorrenze dell'obbligo  di
              cui al comma 1 e definisce i criteri e le modalita' per  la
              comunicazione delle informazioni di  prezzo  da  parte  dei
              gestori  degli   impianti,   per   l'acquisizione   ed   il
              trattamento dei suddetti prezzi dei carburanti, nonche' per
              la loro  pubblicazione  sul  sito  internet  del  Ministero
              medesimo  ovvero  anche  attraverso  altri   strumenti   di
              comunicazione atti a favorire la piu' ampia  diffusione  di
              tali informazioni presso i  consumatori.  Dall'applicazione
              delle disposizioni di cui  al  presente  comma  non  devono
              derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza  pubblica  e
              le attivita' ivi  previste  devono  essere  svolte  con  le
              risorse umane,  strumentali  e  finanziarie  disponibili  a
              legislazione vigente. 
                  3. In caso di omessa comunicazione o quando  il  prezzo
              effettivamente praticato sia superiore a quello  comunicato
              dal singolo impianto di distribuzione di cui al comma 1, si
              applica  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria  di   cui
              all'articolo 22, comma 3, del decreto legislativo 31  marzo
              1998, n. 114, da irrogare con le modalita' ivi previste.". 
                  - Il capo V del codice dell'Amministrazione digitale di
              cui  al  decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82   e'
              rubricato: "Dati delle pubbliche amministrazioni e  servizi
              in rete". 
                  - Il decreto legislativo 7 marzo 2005,  n.  82  (Codice
              dell'amministrazione digitale) e' pubblicato nella Gazzetta
              Ufficiale 16 maggio 2005, n. 112, S.O. 
              Comma 101. 
                  - Si riporta  il  testo  dell'articolo  1  del  decreto
              legislativo 11 febbraio 1998, n. 32 (Razionalizzazione  del
              sistema  di   distribuzione   dei   carburanti,   a   norma
              dell'articolo 4, comma 4, lettera c),  della  L.  15  marzo
              1997, n. 59): 
                  "Art. 1. (Norme per liberalizzare la distribuzione  dei
              carburanti). - 1. L'installazione e l'esercizio di impianti
              di distribuzione  dei  carburanti,  di  seguito  denominati
              «impianti», sono  attivita'  liberamente  esercitate  sulla
              base dell'autorizzazione  di  cui  al  comma  2  e  con  le
              modalita'  di  cui  al  presente  decreto.  Il  regime   di
              concessione  di  cui  all'articolo   16,   comma   1,   del
              decreto-legge 26 ottobre  1970,  n.  745,  convertito,  con
              modificazioni, dalla legge 18 dicembre 1970, n. 1034, cessa
              dalla data di entrata in vigore del  presente  decreto.  Le
              regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento
              e Bolzano provvedono a quanto disposto dal presente decreto
              secondo  le  previsioni  dei  rispettivi  statuti  e  delle
              relative norme di attuazione. 
                  2.  L'attivita'  di  cui  al  comma   1   e'   soggetta
              all'autorizzazione del comune in cui  essa  e'  esercitata.
              L'autorizzazione   e'   subordinata   esclusivamente   alla
              verifica della  conformita'  alle  disposizioni  del  piano
              regolatore,  alle   prescrizioni   fiscali   e   a   quelle
              concernenti la sicurezza sanitaria, ambientale e  stradale,
              alle  disposizioni  per  la  tutela  dei  beni  storici   e
              artistici, nonche' alle norme  di  indirizzo  programmatico
              delle  regioni.  Insieme   all'autorizzazione   il   comune
              rilascia  le  concessioni  edilizie  necessarie  ai   sensi
              dell'articolo  2.  L'autorizzazione   e'   subordinata   al
              rispetto delle prescrizioni di prevenzione incendi  secondo
              le  procedure  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
              Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37. 
                  3. Il richiedente trasmette al comune, unitamente  alla
              domanda di autorizzazione, un'analitica  autocertificazione
              corredata della documentazione prescritta dalla legge e  di
              una perizia  giurata,  redatta  da  un  ingegnere  o  altro
              tecnico  competente  per  la  sottoscrizione  del  progetto
              presentato, abilitato ai sensi delle  specifiche  normative
              vigenti  nei  Paesi  dell'Unione  europea,  attestanti   il
              rispetto delle prescrizioni di cui al comma 2 e dei criteri
              di cui all'articolo 2, comma 1.  Trascorsi  novanta  giorni
              dal ricevimento degli atti, la domanda si considera accolta
              se non e' comunicato al richiedente il diniego. Il sindaco,
              sussistendo ragioni di pubblico interesse,  puo'  annullare
              l'assenso    illegittimamente    formatosi,    salvo    che
              l'interessato provveda a sanare i  vizi  entro  il  termine
              fissato dal comune stesso. 
                  4. In caso di trasferimento  della  titolarita'  di  un
              impianto, le parti ne danno comunicazione al  comune,  alla
              regione e all'ufficio tecnico  di  finanza  entro  quindici
              giorni. 
                  5. Le concessioni di cui all'articolo 16, comma 1,  del
              decreto-legge 26 ottobre  1970,  n.  745,  convertito,  con
              modificazioni, dalla legge 18 dicembre 1970, n. 1034,  sono
              convertite di diritto in autorizzazione ai sensi del  comma
              2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3, comma 2,
              i soggetti gia' titolari di concessione,  senza  necessita'
              di   alcun   atto   amministrativo,   possono    proseguire
              l'attivita', dandone comunicazione al comune, alla  regione
              e al competente ufficio tecnico di  finanza.  Le  verifiche
              sull'idoneita'  tecnica  degli  impianti  ai   fini   della
              sicurezza sanitaria e ambientale sono effettuate al momento
              del collaudo e non oltre  quindici  anni  dalla  precedente
              verifica. Gli impianti in esercizio alla data di entrata in
              vigore del presente decreto legislativo sono sottoposti dal
              comune  a  verifica,  comprendente  anche  i   profili   di
              incompatibilita' di cui all'articolo 3, comma  2,  entro  e
              non oltre il 30 giugno 1998. Le risultanze concernenti tali
              verifiche sono comunicate all'interessato e trasmesse  alla
              regione, al  competente  ufficio  tecnico  di  finanza,  al
              Ministero dell'industria, del commercio e  dell'artigianato
              ed al Ministero dell'ambiente,  anche  ai  fini  di  quanto
              previsto dall'articolo 3, comma 2.  Restano  esclusi  dalle
              verifiche di cui al presente comma  gli  impianti  inseriti
              dal titolare nei programmi di chiusura e smantellamento  di
              cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 3, fermi restando i poteri
              di intervento in caso di rischio sanitario o ambientale. Il
              controllo, la verifica e la certificazione  concernenti  la
              sicurezza  sanitaria  necessaria  per   le   autorizzazioni
              previste dal presente articolo sono effettuati dall'azienda
              sanitaria  locale  competente  per  territorio,  ai   sensi
              dell'articolo 7 del decreto legislativo 30  dicembre  1992,
              n. 502, e successive modifiche e integrazioni. 
                  6. La gestione degli impianti puo' essere affidata  dal
              titolare dell'autorizzazione ad altri soggetti, di  seguito
              denominati  gestori,  mediante  contratti  di  durata   non
              inferiore  a  sei  anni  aventi  per  oggetto  la  cessione
              gratuita dell'uso di tutte le attrezzature fisse  e  mobili
              finalizzate alla distribuzione di  carburanti  per  uso  di
              autotrazione, secondo le modalita'  e  i  termini  definiti
              dagli   accordi   interprofessionali   stipulati   fra   le
              associazioni di categoria piu' rappresentative,  a  livello
              nazionale, dei gestori e dei titolari  dell'autorizzazione.
              Gli altri aspetti contrattuali e commerciali sono  regolati
              in conformita' con i predetti accordi interprofessionali. I
              medesimi  accordi  interprofessionali   si   applicano   ai
              titolari  di  autorizzazione  e  ai  gestori;   essi   sono
              depositati  presso   il   Ministero   dell'industria,   del
              commercio   e   dell'artigianato   che   ne   assicura   la
              pubblicita'.  Gli  accordi  interprofessionali  di  cui  al
              presente  comma  prevedono  un  tentativo  obbligatorio  di
              conciliazione delle controversie  contrattuali  individuali
              secondo le modalita' e i termini ivi definiti. Il  Ministro
              dell'industria,  del  commercio  e   dell'artigianato,   su
              richiesta di una delle parti,  esperisce  un  tentativo  di
              mediazione delle vertenze collettive. 
                  6-bis. Il contratto di  cessione  gratuita  di  cui  al
              comma 6 comporta la stipula di un contratto  di  fornitura,
              ovvero di somministrazione, dei carburanti. 
                  7. I contratti di affidamento in uso  gratuito  di  cui
              all'articolo 16 del decreto-legge 26 ottobre 1970, n.  745,
              convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  18  dicembre
              1970, n. 1034, tra concessionari e gestori  esistenti  alla
              data di entrata in vigore del presente decreto  legislativo
              restano in vigore fino alla loro scadenza, anche in caso di
              trasferimento della titolarita' del  relativo  impianto.  A
              tali contratti si applicano le norme contenute nel comma  6
              per quanto riguarda la conciliazione delle controversie. 
    
    
    
    
    
                  8. Gli aspetti relativi agli acquisti in esclusiva sono
              disciplinati  in  conformita'  alle  disposizioni  adottate
              dall'Unione europea. 
                  9.    Nell'area    dell'impianto     possono     essere
              commercializzati,  previa  comunicazione  al  comune,  alle
              condizioni previste dai contratti di cui al comma 6  e  nel
              rispetto  delle  vigenti  norme  in  materia  sanitaria   e
              ambientale, altri  prodotti  secondo  quanto  previsto  con
              decreto  del  Ministro  dell'industria,  del  commercio   e
              dell'artigianato. 
                  Gli interventi di ordinaria  e  minuta  manutenzione  e
              riparazione dei veicoli a motore di cui  agli  articoli  1,
              comma 2, secondo periodo, e 6 della legge 5 febbraio  1992,
              n.  122,  possono  essere  effettuati  dai  gestori   degli
              impianti. 
                  10. Ogni pattuizione contraria al presente articolo  e'
              nulla  di  diritto.  Le  clausole  previste  dal   presente
              articolo  sono  di  diritto  inserite  nel   contratto   di
              gestione, anche in  sostituzione  delle  clausole  difformi
              apposte dalle parti.". 
              Comma 102. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 47 del testo  unico
              di cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  28
              dicembre 2000,  n.  445  (Testo  unico  delle  disposizioni
              legislative e regolamentari in  materia  di  documentazione
              amministrativa -Testo A): 
                  "Art. 47 (R). Dichiarazioni  sostitutive  dell'atto  di
              notorieta'. 
                  1. L'atto di  notorieta'  concernente  stati,  qualita'
              personali  o  fatti  che   siano   a   diretta   conoscenza
              dell'interessato e'  sostituito  da  dichiarazione  resa  e
              sottoscritta dal medesimo con la osservanza delle modalita'
              di cui all'articolo 38. 
                  2. La dichiarazione  resa  nell'interesse  proprio  del
              dichiarante puo' riguardare anche stati, qualita' personali
              e fatti relativi  ad  altri  soggetti  di  cui  egli  abbia
              diretta conoscenza. (R) 
                  3. Fatte salve le eccezioni espressamente previste  per
              legge, nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i
              concessionari di pubblici  servizi,  tutti  gli  stati,  le
              qualita' personali e i  fatti  non  espressamente  indicati
              nell'articolo 46 sono comprovati dall'interessato  mediante
              la dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta'. 
                  4. Salvo il caso in cui la legge preveda  espressamente
              che la denuncia all'Autorita'  di  Polizia  Giudiziaria  e'
              presupposto  necessario  per   attivare   il   procedimento
              amministrativo di rilascio del duplicato  di  documenti  di
              riconoscimento  o  comunque  attestanti  stati  e  qualita'
              personali dell'interessato, lo  smarrimento  dei  documenti
              medesimi e' comprovato da  chi  ne  richiede  il  duplicato
              mediante dichiarazione sostitutiva.". 
              Comma 105. 
                  - La legge 24  novembre  1981,  n.  689  (Modifiche  al
              sistema penale) e' pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  30
              novembre 1981, n. 329, S.O. 
                  - Si riporta  il  testo  dell'articolo  6  del  decreto
              legislativo 11 febbraio 1998, n. 32 (Razionalizzazione  del
              sistema  di   distribuzione   dei   carburanti,   a   norma
              dell'articolo 4, comma 4, lettera c),  della  L.  15  marzo
              1997, n. 59): 
                  "Art. 6. (Fondo per la razionalizzazione della rete). -
              1. E' costituito presso la cassa conguaglio  GPL  il  Fondo
              per la razionalizzazione della rete  di  distribuzione  dei
              carburanti  nel  quale   confluiscono   i   fondi   residui
              disponibili  nel  conto  economico   avente   la   medesima
              denominazione, istituito ai sensi del provvedimento CIP  n.
              18 del  12  settembre  1989  e  successive  integrazioni  e
              modificazioni. Tale Fondo sara'  integrato,  per  gli  anni
              1998, 1999 e 2000, attraverso un  contributo  calcolato  su
              ogni  litro  di  carburante  per   autotrazione   (benzine,
              gasolio,  GPL  e  metano)   venduto   negli   impianti   di
              distribuzione, pari a lire tre a  carico  dei  titolari  di
              concessione o autorizzazione e una lira carico dei gestori.
              Tali disponibilita' sono utilizzate per la  concessione  di
              indennizzi, per la chiusura di impianti, ai  gestori  e  ai
              titolari  di  autorizzazione  o  concessione,  secondo   le
              condizioni, le modalita' e i termini stabiliti dal Ministro
              dell'industria,  del  commercio  e   dell'artigianato   con
              proprio decreto, da emanare  entro  sessanta  giorni  dalla
              data  di   entrata   in   vigore   del   presente   decreto
              legislativo". 
              Comma 106. 
                  - Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo  7  del
              decreto legislativo 31 dicembre 2012,  n.  249  (Attuazione
              della direttiva 2009/119/CE che  stabilisce  l'obbligo  per
              gli Stati membri di mantenere un livello minimo  di  scorte
              di petrolio greggio e/o di prodotti petroliferi): 
                  "Art. 7. (Organismo Centrale di Stoccaggio Italiano). -
              1. Al fine di contribuire ad assicurare  la  disponibilita'
              di     scorte     petrolifere     e     la     salvaguardia
              dell'approvvigionamento   petrolifero,   sono    attribuite
              all'Acquirente  unico  S.p.A.  anche  le  funzioni   e   le
              attivita' di Organismo centrale di stoccaggio italiano,  di
              seguito OCSIT, ad eccezione di quelle di  cui  all'articolo
              21. Con decreto del Ministero dello sviluppo economico,  da
              adottare entro 180 giorni dalla data di entrata  in  vigore
              del presente decreto,  al  fine  di  garantire  efficienza,
              efficacia   ed   economicita'   dell'operato    dell'OCSIT,
              sottoposto per le funzioni di cui al presente decreto, alla
              vigilanza  dello  stesso  Ministero,  sono   adottati   gli
              indirizzi per l'esercizio delle funzioni dell'OCSIT,  sulla
              base del piano da quest'ultimo  predisposto,  per  definire
              gli obiettivi, priorita', strumenti operativi  e  modalita'
              di utilizzo delle risorse destinate al servizio. 
                  (Omissis).". 
                  - Il testo dell'articolo 6 del decreto  legislativo  11
              febbraio 1998, n.  32  (Razionalizzazione  del  sistema  di
              distribuzione dei  carburanti,  a  norma  dell'articolo  4,
              comma 4, lettera c), della L. 15 marzo  1997,  n.  59),  e'
              riportato in nota al comma 105. 
                  - Si riporta il testo  del  comma  6  dell'articolo  27
              della legge 23 luglio 2009,  n.  99  (Disposizioni  per  lo
              sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese,  nonche'
              in materia di energia): 
                  "Art. 27. (Misure per la sicurezza e  il  potenziamento
              del settore energetico). 
                  (Omissis). 
                  6. La gestione in regime di  separazione  contabile  ed
              amministrativa del fondo bombole per metano,  di  cui  alla
              legge 8 luglio 1950, n. 640,  e  le  funzioni  dell'Agenzia
              nazionale delle scorte di riserva, di  cui  all'articolo  8
              del decreto legislativo  11  febbraio  1998,  n.  32,  sono
              attribuite alla  cassa  conguaglio  GPL  (gas  di  petrolio
              liquefatto),  di  cui   al   provvedimento   del   Comitato
              interministeriale dei prezzi  n.  44/1977  del  28  ottobre
              1977. 
                  (Omissis).". 
                  - Si riporta il testo del comma 5 dell'articolo del  27
              decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93 (Attuazione delle
              direttive 2009/72/CE, 2009/73/CE e  2008/92/CE  relative  a
              norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica,
              del gas naturale  e  ad  una  procedura  comunitaria  sulla
              trasparenza dei prezzi al consumatore finale industriale di
              gas e  di  energia  elettrica,  nonche'  abrogazione  delle
              direttive 2003/54/CE e 2003/55/CE): 
                  "Art. 27. (Disposizioni sullo stoccaggio). 
                  (Omissis). 
                  5. Al fine di garantire la sicurezza delle forniture di
              gas  naturale  utilizzato   come   carburante,   la   cassa
              conguaglio GPL, di cui al provvedimento CIP n.  44  del  28
              ottobre 1977, esercita  le  competenze  relative  al  fondo
              bombole per metano e alla sua gestione, di cui alla legge 8
              luglio 1950, n. 640, e alla legge 7 giugno 1990, n. 145, ad
              essa trasferite ai sensi dell'articolo 27,  commi  3  e  6,
              della legge 23 luglio 2009, n. 99, mediante il comitato  di
              gestione del fondo bombole per metano  di  cui  alle  leggi
              citate. Sono fatti  salvi  gli  atti  amministrativi  e  di
              gestione adottati  dallo  stesso  comitato  e  dalla  cassa
              conguaglio GPL fino alla data  di  entrata  in  vigore  del
              presente decreto. Il Ministro dello sviluppo economico, con
              proprio decreto, da adottare  entro  novanta  giorni  dalla
              data di entrata in vigore del presente  decreto,  nomina  i
              componenti  del  comitato  di  cui   al   presente   comma,
              riducendone il numero di due unita'. 
                  (Omissis).". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 12  della  legge  8
              luglio 1950, n. 640 (Disciplina delle bombole per metano): 
                  "Art. 12. 
                  I corrispettivi previsti dagli articoli  9  e  10  sono
              determinati  da  un  Comitato  nominato  con  decreto   del
              Ministro per l'industria e commercio,  di  concerto  con  i
              Ministri per il tesoro e per le finanze, composto di: 
                    1) un rappresentante del Ministero  dell'industria  e
              del commercio; 
                    2) un rappresentante del Ministero del tesoro; 
                    3) un rappresentante del Ministero delle finanze; 
                    4) un rappresentante del Ministero dei trasporti; 
                    5) un rappresentante del  Comitato  interministeriale
              dei prezzi; 
                    6) due rappresentanti dell'Ente Nazionale Metano; 
                    7) un produttore di gas metano; 
                    8) un distributore o trasportatore di gas metano; 
                    9) due proprietari di bombole. 
                  - Il decreto di nomina designa  il  presidente  che  e'
              scelto fra i membri di cui ai numeri 1,  2,  3,  4,  5  del
              comma precedente.". 
              Comma 109. 
                  - La legge 24  novembre  1981,  n.  689  (Modifiche  al
              sistema penale) e' pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  30
              novembre 1981, n. 329, S.O. 
                  - Il testo dell'articolo 6 del decreto  legislativo  11
              febbraio 1998, n. 32, e' riportato in nota ai commi  105  e
              106. 
              Comma 110. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 76 del testo  unico
              di cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  28
              dicembre 2000,  n.  445  (Testo  unico  delle  disposizioni
              legislative e regolamentari in  materia  di  documentazione
              amministrativa (Testo A)): 
                  "Art. 76 (L). Norme penali. 
                  1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma  atti
              falsi o ne fa uso nei  casi  previsti  dal  presente  testo
              unico e' punito ai sensi del codice penale  e  delle  leggi
              speciali in materia. 
                  2. L'esibizione di un atto  contenente  dati  non  piu'
              rispondenti a verita' equivale ad uso di atto falso. 
                  3. Le dichiarazioni sostitutive  rese  ai  sensi  degli
              articoli 46 e 47 e le dichiarazioni rese  per  conto  delle
              persone indicate nell'articolo 4, comma 2, sono considerate
              come fatte a pubblico ufficiale. 
                  4. Se i reati indicati nei commi 1, 2 e 3 sono commessi
              per  ottenere  la  nomina  ad   un   pubblico   ufficio   o
              l'autorizzazione all'esercizio di una professione  o  arte,
              il  giudice,  nei   casi   piu'   gravi,   puo'   applicare
              l'interdizione  temporanea  dai  pubblici  uffici  o  dalla
              professione e arte.". 
              Comma 112. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 4 del codice di cui
              al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice
              della strada): 
                  "Art. 4. (Delimitazione del centro abitato).  -  1.  Ai
              fini dell'attuazione della  disciplina  della  circolazione
              stradale, il comune, entro centottanta giorni dalla data di
              entrata  in  vigore  del  presente  codice,  provvede   con
              deliberazione della Giunta alla  delimitazione  del  centro
              abitato. 
                  2. La deliberazione di delimitazione del centro abitato
              come definito dall'art. 3 e' pubblicata  all'albo  pretorio
              per trenta  giorni  consecutivi;  ad  essa  viene  allegata
              idonea cartografia nella quale sono evidenziati  i  confini
              sulle strade di accesso.". 
                  - Si riporta il testo dei numeri 2) e 7)  del  comma  1
              dell'articolo 3 del codice di cui al decreto legislativo 30
              aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada): 
                  "Art. 3. (Definizioni stradali e di traffico). - 1.  Ai
              fini delle presenti norme le denominazioni  stradali  e  di
              traffico hanno i seguenti significati: 
                  1) (Omissis). 
                  2) Area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei
              veicoli,  salvo  quelli  in  servizio   di   emergenza,   i
              velocipedi e i veicoli al servizio di persone con  limitate
              o impedite capacita' motorie, nonche' eventuali deroghe per
              i veicoli ad emissioni zero  aventi  ingombro  e  velocita'
              tali  da  poter  essere  assimilati   ai   velocipedi.   In
              particolari  situazioni  i   comuni   possono   introdurre,
              attraverso  apposita  segnalazione,  ulteriori  restrizioni
              alla circolazione su aree pedonali 
                  3) - 6) (Omissis). 
                  7)  Carreggiata:  parte  della  strada  destinata  allo
              scorrimento dei veicoli; essa e' composta  da  una  o  piu'
              corsie di marcia ed, in genere, e' pavimentata e delimitata
              da strisce di margine. 
                  (Omissis). 
                  " 
              Comma 113. 
                  - Il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285  (Nuovo
              codice della strada) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
              30 settembre 1993, n. 230, S.O. 
                  - Il testo del numero 7 del comma 1 dell'articolo  3  e
              il testo dell'articolo 4  del  codice  di  cui  al  decreto
              legislativo 30 aprile 1992, n.  285.  (Nuovo  codice  della
              strada) sono riportati in nota al comma 112. 
              Comma 116. 
                  -  Il  decreto  del  Presidente  della  Repubblica   28
              dicembre 2000,  n.  445  (Testo  unico  delle  disposizioni
              legislative e regolamentari in  materia  di  documentazione
              amministrativa) e' pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  20
              febbraio 2001, n. 42, S.O. 
              Comma 117. 
                  -  Il  regolamento  di  cui  al  decreto  del  Ministro
              dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare  12
              febbraio  2015,  n.   31   (Regolamento   recante   criteri
              semplificati per la caratterizzazione, messa in sicurezza e
              bonifica   dei   punti   vendita   carburanti,   ai   sensi
              dell'articolo 252,  comma  4,  del  decreto  legislativo  3
              aprile 2006, n. 152) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
              23 marzo 2015, n. 68. 
              Comma 118. 
                  -  Il  regolamento  di  cui  al  decreto  del  Ministro
              dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare  12
              febbraio  2015,  n.   31   (Regolamento   recante   criteri
              semplificati per la caratterizzazione, messa in sicurezza e
              bonifica   dei   punti   vendita   carburanti,   ai   sensi
              dell'articolo 252,  comma  4,  del  decreto  legislativo  3
              aprile 2006, n. 152) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
              23 marzo 2015, n. 68. 
                  - Si riporta il testo  dell'articolo  246  del  decreto
              legislativo  3  aprile  2006,  n.  152  (Norme  in  materia
              ambientale): 
                  "Art. 246. (Accordi di  programma).  -  1.  I  soggetti
              obbligati agli interventi di cui al presente  titolo  ed  i
              soggetti altrimenti interessati hanno diritto  di  definire
              modalita' e tempi di esecuzione degli  interventi  mediante
              appositi accordi di programma  stipulati,  entro  sei  mesi
              dall'approvazione del documento di analisi  di  rischio  di
              cui all'articolo 242, con le amministrazioni competenti  ai
              sensi delle disposizioni di cui al presente titolo. 
                  2. Nel caso in cui vi siano soggetti  che  intendano  o
              siano tenuti a provvedere alla contestuale bonifica di  una
              pluralita' di siti che interessano il  territorio  di  piu'
              regioni, i tempi  e  le  modalita'  di  intervento  possono
              essere  definiti  con   appositi   accordi   di   programma
              stipulati,  entro   dodici   mesi   dall'approvazione   del
              documento di analisi di rischio di  cui  all'articolo  242,
              con le regioni interessate. 
                  3. Nel caso in cui vi siano soggetti  che  intendano  o
              siano tenuti a provvedere alla contestuale bonifica di  una
              pluralita'  di  siti  dislocati  su  tutto  il   territorio
              nazionale  o  vi  siano  piu'  soggetti  interessati   alla
              bonifica di un medesimo  sito  di  interesse  nazionale,  i
              tempi e le modalita' di intervento possono essere  definiti
              con accordo di programma da stipularsi, entro diciotto mesi
              dall'approvazione del documento di analisi  di  rischio  di
              cui all'articolo 242, con il Ministro dell'ambiente e della
              tutela del territorio e del mare di concerto con i Ministri
              della salute e delle attivita' produttive, d'intesa con  la
              Conferenza Stato-regioni.". 
              Comma 120. 
                  - Si riporta il testo  dell'articolo  221  del  decreto
              legislativo  3  aprile  2006,  n.  152  (Norme  in  materia
              ambientale), come modificato dalla presente legge: 
                  "Art.   221.   (Obblighi   dei   produttori   e   degli
              utilizzatori). - 1. I produttori e  gli  utilizzatori  sono
              responsabili della corretta ed efficace gestione ambientale
              degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio generati  dal
              consumo dei propri prodotti. 
                  2. Nell'ambito degli obiettivi di cui agli articoli 205
              e 220 e del Programma di cui all'articolo 225, i produttori
              e gli utilizzatori, su richiesta del gestore del servizio e
              secondo quanto previsto dall'accordo di  programma  di  cui
              all'articolo 224, comma 5, adempiono all'obbligo del ritiro
              dei rifiuti di imballaggio primari o comunque conferiti  al
              servizio pubblico della stessa natura e  raccolti  in  modo
              differenziato. A tal  fine,  per  garantire  il  necessario
              raccordo  con   l'attivita'   di   raccolta   differenziata
              organizzata dalle pubbliche amministrazioni e per le  altre
              finalita' indicate nell'articolo 224, i  produttori  e  gli
              utilizzatori partecipano al Consorzio nazionale imballaggi,
              salvo il caso in cui venga adottato uno dei sistemi di  cui
              al comma 3, lettere a) e c) del presente articolo. 
                  3. Per adempiere agli  obblighi  di  riciclaggio  e  di
              recupero  nonche'  agli  obblighi   della   ripresa   degli
              imballaggi  usati  e  della   raccolta   dei   rifiuti   di
              imballaggio secondari e terziari su  superfici  private,  e
              con riferimento all'obbligo del ritiro, su indicazione  del
              Consorzio nazionale imballaggi di cui all'articolo 224, dei
              rifiuti di imballaggio conferiti dal servizio  pubblico,  i
              produttori possono alternativamente: 
                    a)  organizzare   autonomamente,   anche   in   forma
              collettiva, la gestione dei propri rifiuti  di  imballaggio
              sull'intero territorio nazionale; 
                    b) aderire ad uno dei consorzi  di  cui  all'articolo
              223; 
                    c) attestare sotto la propria responsabilita' che  e'
              stato messo in atto un sistema di restituzione  dei  propri
              imballaggi, mediante  idonea  documentazione  che  dimostri
              l'autosufficienza del sistema, nel rispetto dei  criteri  e
              delle modalita' di cui ai commi 5 e 6. 
                  4. Ai fini di cui al  comma  3  gli  utilizzatori  sono
              tenuti  a  consegnare  gli  imballaggi  usati  secondari  e
              terziari e i rifiuti di imballaggio secondari e terziari in
              un luogo di raccolta organizzato dai produttori e  con  gli
              stessi  concordato.  Gli  utilizzatori   possono   tuttavia
              conferire al servizio  pubblico  i  suddetti  imballaggi  e
              rifiuti di imballaggio nei  limiti  derivanti  dai  criteri
              determinati ai sensi dell'articolo 195,  comma  2,  lettera
              e). 
                  5. I produttori che non intendono aderire al  Consorzio
              Nazionale Imballaggi e a un Consorzio di  cui  all'articolo
              223,  devono  presentare  all'Osservatorio  nazionale   sui
              rifiuti il progetto del sistema di cui al comma 3,  lettere
              a) o c)  richiedendone  il  riconoscimento  sulla  base  di
              idonea documentazione.  Il  progetto  va  presentato  entro
              novanta   giorni   dall'assunzione   della   qualifica   di
              produttore ai sensi dell'articolo 218, comma 1, lettera  r)
              o prima del  recesso  da  uno  dei  suddetti  Consorzi.  Il
              recesso e', in ogni caso, efficace solo dal momento in cui,
              intervenuto il riconoscimento,  l'Osservatorio  accerti  il
              funzionamento  del  sistema  e  ne  dia  comunicazione   al
              Consorzio.  L'obbligo  di   corrispondere   il   contributo
              ambientale di cui all'articolo 224, comma 3, lettera h), e'
              sospeso  a  seguito  dell'intervenuto  riconoscimento   del
              progetto sulla base di  idonea  documentazione  e  sino  al
              provvedimento definitivo che accerti il funzionamento o  il
              mancato funzionamento del sistema e ne dia comunicazione al
              Consorzio. Per  ottenere  il  riconoscimento  i  produttori
              devono dimostrare di aver organizzato  il  sistema  secondo
              criteri di efficienza, efficacia ed  economicita',  che  il
              sistema sara' effettivamente ed autonomamente funzionante e
              che  sara'  in  grado  di  conseguire,  nell'ambito   delle
              attivita'  svolte,  gli  obiettivi   di   recupero   e   di
              riciclaggio di cui all'articolo 220.  I  produttori  devono
              inoltre garantire che gli utilizzatori e gli utenti  finali
              degli  imballaggi  siano  informati  sulle  modalita'   del
              sistema adottato.  L'Osservatorio,  acquisiti  i  necessari
              elementi di  valutazione  forniti  dall'ISPRA,  si  esprime
              entro novanta giorni dalla richiesta. In  caso  di  mancata
              risposta nel termine sopra indicato,  l'interessato  chiede
              al Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio  e
              del mare l'adozione dei relativi provvedimenti  sostitutivi
              da emanarsi nei successivi sessanta giorni.  L'Osservatorio
              sara' tenuta a presentare una relazione annuale di  sintesi
              relativa a tutte le istruttorie esperite. Sono fatti  salvi
              i riconoscimenti gia' operati  ai  sensi  della  previgente
              normativa. Alle domande disciplinate dal presente comma  si
              applicano, in quanto compatibili, le disposizioni  relative
              alle attivita' private  sottoposte  alla  disciplina  degli
              articoli 19 e 20 della legge  7  agosto  1990,  n.  241.  A
              condizione che siano rispettate  le  condizioni,  le  norme
              tecniche e le prescrizioni specifiche adottate ai sensi del
              presente articolo, le attivita' di cui al comma  3  lettere
              a) e c) possono essere intraprese  decorsi  novanta  giorni
              dallo  scadere  del  termine  per  l'esercizio  dei  poteri
              sostitutivi da parte del  Ministro  dell'ambiente  e  della
              tutela del  territorio  e  del  mare  come  indicato  nella
              presente norma. 
                  6.  I  produttori  di  cui  al  comma  5  elaborano   e
              trasmettono  al  Consorzio  nazionale  imballaggi  di   cui
              all'articolo  224  un  proprio   Programma   specifico   di
              prevenzione che costituisce la base per l'elaborazione  del
              programma generale di cui all'articolo 225. 
                  7. Entro il 30 settembre di ogni anno i  produttori  di
              cui  al   comma   5   presentano   all'Autorita'   prevista
              dall'articolo 207 e al Consorzio  nazionale  imballaggi  un
              piano specifico di prevenzione e gestione relativo all'anno
              solare  successivo,  che  sara'  inserito   nel   programma
              generale di prevenzione e gestione di cui all'articolo 225. 
                  8. Entro il 31 maggio di ogni anno, i produttori di cui
              al comma 5 sono inoltre tenuti a  presentare  all'Autorita'
              prevista  dall'articolo  207  ed  al  Consorzio   nazionale
              imballaggi una relazione sulla gestione  relativa  all'anno
              solare precedente, comprensiva dell'indicazione  nominativa
              degli utilizzatori che, fino  al  consumo,  partecipano  al
              sistema di cui al comma 3, lettere a) o c),  del  programma
              specifico e dei risultati conseguiti  nel  recupero  e  nel
              riciclo dei rifiuti di imballaggio; nella stessa  relazione
              possono  essere  evidenziati   i   problemi   inerenti   il
              raggiungimento degli scopi  istituzionali  e  le  eventuali
              proposte di adeguamento della normativa. 
                  9. Il mancato riconoscimento del sistema ai  sensi  del
              comma 5, o la revoca disposta dall'Autorita', previo avviso
              all'interessato,  qualora  i   risultati   ottenuti   siano
              insufficienti  per  conseguire   gli   obiettivi   di   cui
              all'articolo 220 ovvero siano stati  violati  gli  obblighi
              previsti dai commi 6  e  7,  comportano  per  i  produttori
              l'obbligo  di  partecipare  ad  uno  dei  consorzi  di  cui
              all'articolo 223 e, assieme ai propri utilizzatori di  ogni
              livello   fino   al   consumo,   al   consorzio    previsto
              dall'articolo  224.  I  provvedimenti  dell'Autorita'  sono
              comunicati  ai  produttori  interessati  e   al   Consorzio
              nazionale imballaggi. L'adesione obbligatoria  ai  consorzi
              disposta in applicazione  del  presente  comma  ha  effetto
              retroattivo  ai  soli   fini   della   corresponsione   del
              contributo ambientale previsto dall'articolo 224, comma  3,
              lettera h), e dei relativi interessi di mora. Ai produttori
              e  agli  utilizzatori  che,  entro   novanta   giorni   dal
              ricevimento   della   comunicazione   dell'Autorita',   non
              provvedano ad aderire ai consorzi e a versare  le  somme  a
              essi dovute  si  applicano  inoltre  le  sanzioni  previste
              dall'articolo 261. 
                  10. Sono a carico dei produttori e degli utilizzatori: 
                    a) i costi per il ritiro degli imballaggi usati e  la
              raccolta dei rifiuti di imballaggio secondari e terziari; 
                    b) il corrispettivo per  i  maggiori  oneri  relativi
              alla raccolta  differenziata  dei  rifiuti  di  imballaggio
              conferiti al servizio  pubblico  per  i  quali  l'Autorita'
              d'ambito richiede al Consorzio nazionale imballaggi  o  per
              esso ai soggetti di cui al comma 3 di procedere al ritiro; 
                    c) i costi per il riutilizzo degli imballaggi usati; 
                    d) i costi per  il  riciclaggio  e  il  recupero  dei
              rifiuti di imballaggio; 
                    e)  i  costi  per  lo  smaltimento  dei  rifiuti   di
              imballaggio secondari e terziari. 
                  11. La restituzione di imballaggi usati o di rifiuti di
              imballaggio, ivi compreso il  conferimento  di  rifiuti  in
              raccolta differenziata, non deve comportare oneri economici
              per il consumatore.". 
              Comma 122. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 18,  comma  4,  del
              decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49 (Attuazione  della
              direttiva  2012/19/UE  sui   rifiuti   di   apparecchiature
              elettriche ed elettroniche  (RAEE)),come  modificato  dalla
              presente legge: 
                  "Art. 18. (Trattamento adeguato). -  1.  Tutti  i  RAEE
              raccolti  separatamente  devono  essere  sottoposti  ad  un
              trattamento adeguato. 
                  2. Il trattamento adeguato e le operazioni di  recupero
              e di riciclaggio, salvo il caso  di  rifiuti  avviati  alla
              preparazione   per   il   riutilizzo,   includono    almeno
              l'eliminazione  di  tutti  i  liquidi  e   un   trattamento
              selettivo effettuato in impianti conformi alle disposizioni
              vigenti in materia, nonche' ai  requisiti  tecnici  e  alle
              modalita' di  gestione  e  di  stoccaggio  stabilite  negli
              Allegati VII e VIII. A tal fine i  produttori  istituiscono
              sistemi per il trattamento adeguato dei  RAEE,  utilizzando
              le migliori tecniche  di  trattamento,  di  recupero  e  di
              riciclaggio disponibili. 
                  3.  Nel  caso  di  RAEE  contenenti   sostanze   lesive
              dell'ozono alle operazioni di trattamento si  applicano  le
              disposizioni  del  regolamento  (CE)   n.   1005/2009   del
              Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre  2009,
              sulle sostanze che riducono lo strato di ozono, nonche' del
              regolamento (CE) n. 842/2006, del Parlamento europeo e  del
              Consiglio, del 17 maggio 2006, su taluni gas fluorurati  ad
              effetto serra. 
                  4.  Il  Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela   del
              territorio  e  del  mare,   avvalendosi   del   Centro   di
              Coordinamento e dell'ISPRA, determina con decreto i criteri
              e le modalita' tecniche di trattamento ulteriori rispetto a
              quelli contenuti agli allegati VII e VIII,  e  le  relative
              modalita' di verifica, anche nelle more  della  definizione
              delle norme minime di qualita' da parte  della  Commissione
              europea, ai  sensi  di  quanto  disposto  dall'articolo  8,
              paragrafo  5,  della  direttiva  2012/19/UE.   Nelle   more
              dell'emanazione del decreto, continuano ad  applicarsi  gli
              accordi  conclusi  ai  sensi  dell'articolo  33,  comma  5,
              lettera g),nei confronti dei  soggetti  che  hanno  aderito
              agli stessi. 
                  5.   Entro   tre   mesi   dall'adozione   del   decreto
              ministeriale di cui al comma 4, i soggetti  che  effettuano
              le operazioni di trattamento devono presentare istanza  per
              l'adeguamento dell'autorizzazione, ed  entro  i  successivi
              quattro mesi la Regione o la Provincia delegata  rilasciano
              il provvedimento.  In  ogni  caso,  fino  all'adozione  del
              provvedimento da parte  della  Regione  o  della  Provincia
              delegata,   i   soggetti   istanti    possono    proseguire
              l'attivita'. 
                  6. A seguito dell'adozione del decreto ministeriale  di
              cui al comma  4  ed  in  ragione  di  quanto  nello  stesso
              disposto,    il    Centro    di    Coordinamento    procede
              all'adeguamento degli Accordi  di  programma  stipulati  ai
              sensi dell'articolo 33, comma 5, lettera g). 
                  7. Con  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  e  della
              tutela del territorio e del mare, d'intesa con  i  Ministri
              dello sviluppo economico, della salute  e  dell'economia  e
              delle finanze,  da  adottare  entro  tre  mesi  dalla  data
              dell'entrata in vigore del presente decreto, sono definite,
              nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio previsti
              per gli scopi di  cui  al  presente  articolo,  misure  per
              incentivare l'introduzione volontaria,  nelle  imprese  che
              effettuano le  operazioni  di  trattamento  dei  RAEE,  dei
              sistemi certificati di gestione ambientale disciplinati dal
              regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento europeo e  del
              Consiglio, del 25 novembre 2009,  sull'adesione  volontaria
              delle  organizzazioni   a   un   sistema   comunitario   di
              ecogestione e audit (EMAS).". 
              Comma 124. 
                  - Si riporta il testo  dell'articolo  212  del  decreto
              legislativo  3  aprile  2006,  n.  152  (Norme  in  materia
              ambientale): 
                  "Art. 212. (Albo nazionale gestori ambientali). - 1. E'
              costituito, presso il Ministero dell'ambiente e tutela  del
              territorio e del mare, l'Albo nazionale gestori ambientali,
              di seguito  denominato  Albo,  articolato  in  un  Comitato
              nazionale, con sede presso il  medesimo  Ministero,  ed  in
              Sezioni regionali e provinciali, istituite presso le Camere
              di commercio,  industria,  artigianato  e  agricoltura  dei
              capoluoghi di regione e delle Province autonome di Trento e
              di Bolzano. I componenti del  Comitato  nazionale  e  delle
              Sezioni regionali e provinciali  durano  in  carica  cinque
              anni. (887) 
                  2. Con decreto  del  Ministero  dell'ambiente  e  della
              tutela del territorio e del  mare  sono  istituite  sezioni
              speciali del Comitato nazionale per ogni singola  attivita'
              soggetta ad iscrizione all'Albo,  senza  nuovi  o  maggiori
              oneri a carico della finanza pubblica, e ne vengono fissati
              composizione e competenze. Il Comitato nazionale  dell'Albo
              ha potere deliberante ed e' composto da  diciannove  membri
              effettivi   di   comprovata   e   documentata    esperienza
              tecnico-economica  o  giuridica  nelle  materie  ambientali
              nominati con decreto del  Ministro  dell'ambiente  e  della
              tutela del territorio e designati rispettivamente: 
                    a) due dal Ministro dell'ambiente e della tutela  del
              territorio  e  del  mare,  di  cui  uno  con  funzioni   di
              Presidente; 
                    b) uno dal Ministro  dello  sviluppo  economico,  con
              funzioni di vice-Presidente; 
                    c) uno dal Ministro della salute; 
                    d) uno dal Ministro dell'economia e delle finanze; 
                    e)  uno  dal  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
              trasporti; 
                    f) uno dal Ministro dell'interno; 
                    g) tre dalle regioni; 
                    h) uno dall'Unione italiana delle Camere di commercio
              industria, artigianato e agricoltura; 
                    i)   otto   dalle   organizzazioni    imprenditoriali
              maggiormente  rappresentative  delle  categorie  economiche
              interessate,    di    cui    due    dalle    organizzazioni
              rappresentative della categoria degli  autotrasportatori  e
              due dalle organizzazioni che rappresentano  i  gestori  dei
              rifiuti e uno delle  organizzazioni  rappresentative  delle
              imprese che effettuano attivita' di bonifica dei siti e  di
              bonifica  di  beni  contenenti  amianto.  Per  ogni  membro
              effettivo e' nominato un supplente. 
                  3. Le Sezioni regionali e  provinciali  dell'Albo  sono
              istituite con decreto del Ministro  dell'ambiente  e  della
              tutela del territorio e del mare e sono composte: 
                    a)  dal  Presidente  della   Camera   di   commercio,
              industria, artigianato e agricoltura o  da  un  membro  del
              Consiglio camerale all'uopo  designato  dallo  stesso,  con
              funzioni di Presidente; 
                    b)  da  un  funzionario  o  dirigente  di  comprovata
              esperienza nella materia ambientale designato dalla regione
              o   dalla   provincia    autonoma,    con    funzioni    di
              vice-Presidente; 
                    c)  da  un  funzionario  o  dirigente  di  comprovata
              esperienza nella materia ambientale, designato  dall'Unione
              regionale delle province o dalla provincia autonoma; 
                    d) da  un  esperto  di  comprovata  esperienza  nella
              materia ambientale, designato dal Ministro dell'ambiente  e
              della tutela del territorio e del mare; 
                    e) 
                    f) 
                  4. 
                  5.  L'iscrizione   all'Albo   e'   requisito   per   lo
              svolgimento delle attivita'  di  raccolta  e  trasporto  di
              rifiuti,  di  bonifica  dei  siti,  di  bonifica  dei  beni
              contenenti amianto, di  commercio  ed  intermediazione  dei
              rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi. Sono esonerati
              dall'obbligo di cui al presente comma le organizzazioni  di
              cui agli articoli 221, comma 3, lettere a) e c), 223,  224,
              228, 233,  234,  235  e  236,  al  decreto  legislativo  20
              novembre 2008, n. 188, e al decreto legislativo  25  luglio
              2005,    n.    151,    limitatamente    all'attivita'    di
              intermediazione e commercio  senza  detenzione  di  rifiuti
              oggetto  previste  nei  citati  articoli.  Per  le  aziende
              speciali, i consorzi di comuni e le  societa'  di  gestione
              dei servizi pubblici  di  cui  al  decreto  legislativo  18
              agosto 2000, n. 267, l'iscrizione  all'Albo  e'  effettuata
              con apposita comunicazione del comune o  del  consorzio  di
              comuni alla sezione regionale  territorialmente  competente
              ed e' valida per i servizi di gestione dei  rifiuti  urbani
              prodotti nei medesimi  comuni.  Le  iscrizioni  di  cui  al
              presente comma, gia' effettuate alla  data  di  entrata  in
              vigore della presente disposizione, rimangono efficaci fino
              alla loro naturale scadenza. 
                  6. L'iscrizione deve essere rinnovata ogni cinque  anni
              e costituisce titolo per  l'esercizio  delle  attivita'  di
              raccolta, di trasporto, di commercio e  di  intermediazione
              dei rifiuti; per le altre  attivita'  l'iscrizione  abilita
              allo svolgimento delle attivita' medesime. 
                  7. Gli enti e  le  imprese  iscritte  all'Albo  per  le
              attivita' di raccolta e trasporto  dei  rifiuti  pericolosi
              sono esonerate dall'obbligo di iscrizione per le  attivita'
              di raccolta  e  trasporto  dei  rifiuti  non  pericolosi  a
              condizione  che  tale   ultima   attivita'   non   comporti
              variazione della  classe  per  la  quale  le  imprese  sono
              iscritte. 
                  8. I produttori iniziali di rifiuti non pericolosi  che
              effettuano operazioni di raccolta e  trasporto  dei  propri
              rifiuti,  nonche'  i   produttori   iniziali   di   rifiuti
              pericolosi  che  effettuano  operazioni   di   raccolta   e
              trasporto dei propri rifiuti pericolosi  in  quantita'  non
              eccedenti trenta chilogrammi o trenta litri al giorno,  non
              sono soggetti alle disposizioni di cui ai commi 5, 6, e 7 a
              condizione  che   tali   operazioni   costituiscano   parte
              integrante ed accessoria  dell'organizzazione  dell'impresa
              dalla quale i rifiuti sono  prodotti.  Detti  soggetti  non
              sono tenuti alla prestazione delle garanzie  finanziarie  e
              sono iscritti in un'apposita sezione dell'Albo in base alla
              presentazione di una comunicazione alla sezione regionale o
              provinciale  dell'Albo  territorialmente   competente   che
              rilascia  il  relativo  provvedimento  entro  i  successivi
              trenta giorni. Con la comunicazione  l'interessato  attesta
              sotto la sua responsabilita',  ai  sensi  dell'articolo  21
              della legge n. 241 del 1990: 
                    a) la sede dell'impresa, l'attivita' o  le  attivita'
              dai quali sono prodotti i rifiuti; 
                    b) le caratteristiche, la natura dei rifiuti prodotti 
                    c) gli estremi identificativi e  l'idoneita'  tecnica
              dei mezzi utilizzati per il trasporto dei  rifiuti,  tenuto
              anche conto delle modalita' di effettuazione del  trasporto
              medesimo; 
                    d)  l'avvenuto  versamento  del  diritto  annuale  di
              registrazione  di  50   euro   rideterminabile   ai   sensi
              dell'articolo 21 del decreto del Ministro dell'ambiente  28
              aprile 1998, n. 406. 
                  - L'iscrizione deve essere rinnovata  ogni  10  anni  e
              l'impresa  e'   tenuta   a   comunicare   ogni   variazione
              intervenuta successivamente all'iscrizione.  Le  iscrizioni
              di cui al presente comma, effettuate  entro  il  14  aprile
              2008 ai sensi e per gli effetti della normativa  vigente  a
              quella data, dovranno essere aggiornate entro un anno dalla
              data di entrata in vigore della presente disposizione. 
                  9. Le imprese di cui ai commi 5 e 8 tenute  ad  aderire
              sistema  di  controllo  della  tracciabilita'  dei  rifiuti
              (SISTRI) di cui all'articolo 188-bis, comma  2,  lett.  a),
              procedono, in relazione a  ciascun  autoveicolo  utilizzato
              per la raccolta e il trasporto dei rifiuti, all'adempimento
              degli obblighi stabiliti dall'articolo 3, comma 6,  lettera
              c), del decreto del Ministro dell'ambiente e  della  tutela
              del territorio e del mare in  data  17  dicembre  2009.  La
              Sezione regionale  dell'Albo  procede,  in  sede  di  prima
              applicazione entro due mesi dalla data di entrata in vigore
              della presente  disposizione,  alla  sospensione  d'ufficio
              dall'Albo degli  autoveicoli  per  i  quali  non  e'  stato
              adempiuto l'obbligo di cui al precedente periodo. Trascorsi
              tre mesi dalla sospensione senza che l'obbligo di cui sopra
              sia stato adempiuto, l'autoveicolo  e'  di  diritto  e  con
              effetto immediato cancellato dall'Albo. 
                  10. L'iscrizione all'Albo per le attivita' di  raccolta
              e trasporto dei  rifiuti  pericolosi,  per  l'attivita'  di
              intermediazione e di commercio dei rifiuti senza detenzione
              dei medesimi, e' subordinata  alla  prestazione  di  idonee
              garanzie finanziarie a favore dello Stato i cui  importi  e
              modalita'  sono  stabiliti  con  uno  o  piu'  decreti  del
              Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e  del
              mare, di concerto con il Ministero  dell'economia  e  delle
              finanze. Tali garanzie sono ridotte del cinquanta per cento
              per le imprese registrate ai sensi del regolamento (CE)  n.
              1221/2009, e del quaranta per cento nel caso di imprese  in
              possesso della certificazione  ambientale  ai  sensi  della
              norma Uni En Iso 14001. Fino alla data di entrata in vigore
              dei predetti  decreti  si  applicano  la  modalita'  e  gli
              importi previsti dal decreto del Ministro dell'ambiente  in
              data 8 ottobre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
              1 del 2 gennaio  1997,  come  modificato  dal  decreto  del
              Ministro dell'ambiente in data 23 aprile  1999,  pubblicato
              nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 26 giugno 1999. 
                  11. Le imprese che effettuano le attivita' di  bonifica
              dei siti e di bonifica dei beni contenenti  amianto  devono
              prestare idonee garanzie finanziarie a favore della regione
              territorialmente competente per ogni intervento di bonifica
              nel rispetto dei criteri generali di cui all'articolo  195,
              comma  2,  lettera  g).  Tali  garanzie  sono  ridotte  del
              cinquanta per cento per le imprese registrate ai sensi  del
              regolamento (CE) n. 761/2001, e del quaranta per cento  nel
              caso di imprese in possesso della certificazione ambientale
              ai sensi della norma Uni En Iso 14001. 
                  12. Sono iscritti all'Albo le imprese e  gli  operatori
              logistici presso le stazioni ferroviarie,  gli  interporti,
              gli impianti di terminalizzazione,  gli  scali  merci  e  i
              porti ai quali, nell'ambito del trasporto intermodale, sono
              affidati rifiuti in attesa  della  presa  in  carico  degli
              stessi  da  parte  dell'impresa  ferroviaria  o  navale   o
              dell'impresa che effettua il successivo trasporto, nel caso
              di trasporto navale, il raccomandatario  marittimo  di  cui
              alla legge 4 aprile 1977, n. 135, e' delegato dall'armatore
              o  noleggiatore,  che  effettuano  il  trasporto,  per  gli
              adempimenti  relativi  al  sistema   di   controllo   della
              tracciabilita' dei rifiuti  (SISTRI)  di  cui  all'articolo
              188-bis,  comma  2,  lett.  a).  L'iscrizione  deve  essere
              rinnovata ogni  cinque  anni  e  non  e'  subordinata  alla
              prestazione delle garanzie finanziarie. 
                  13.  L'iscrizione  all'Albo  ed  i   provvedimenti   di
              sospensione, di revoca,  di  decadenza  e  di  annullamento
              dell'iscrizione, nonche' l'accettazione,  la  revoca  e  lo
              svincolo  delle  garanzie  finanziarie  che  devono  essere
              prestate a favore dello Stato sono deliberati dalla Sezione
              regionale  dell'Albo  della  regione  ove  ha  sede  legale
              l'impresa interessata, in base alla  normativa  vigente  ed
              alle direttive emesse dal Comitato nazionale. 
                  14. Avverso i  provvedimenti  delle  Sezioni  regionali
              dell'Albo gli interessati possono proporre, nel termine  di
              decadenza di trenta giorni dalla notifica dei provvedimenti
              stessi, ricorso al Comitato nazionale dell'Albo. 
                  15. Con decreto  del  Ministro  dell'ambiente  e  della
              tutela del  territorio  e  del  mare,  di  concerto  con  i
              Ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture  e
              dei trasporti, sentito il parere del Comitato nazionale, da
              adottare entro novanta giorni  dalla  data  di  entrata  in
              vigore  della  parte  quarta  del  presente  decreto,  sono
              definite  le  attribuzioni  e  le  modalita'  organizzative
              dell'Albo, i requisiti tecnici e finanziari delle  imprese,
              i requisiti dei  responsabili  tecnici  delle  medesime,  i
              termini e le modalita' di  iscrizione,  i  diritti  annuali
              d'iscrizione.  Fino  all'adozione  del  predetto   decreto,
              continuano  ad  applicarsi,  per  quanto  compatibili,   le
              disposizioni del  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  28
              aprile 1998, n. 406, e  delle  deliberazioni  del  Comitato
              nazionale dell'Albo. Il decreto di cui al presente comma si
              informa ai seguenti principi: 
                    a)  individuazione  di  requisiti  per  l'iscrizione,
              validi per tutte le  sezioni,  al  fine  di  uniformare  le
              procedure; 
                    b)   coordinamento   con   la    vigente    normativa
              sull'autotrasporto,   sul   trasporto   ferroviario,    sul
              trasporto  via  mare  e  per  via  navigabile  interna,  in
              coerenza con la finalita' di cui alla lettera a); 
                    c)  effettiva  copertura  delle  spese  attraverso  i
              diritti di segreteria e i diritti annuali di iscrizione; 
                    d) ridefinizione  dei  diritti  annuali  d'iscrizione
              relativi alle imprese di  trasporto  dei  rifiuti  iscritte
              all'Albo nazionale gestori ambientali; 
                    e)  interconnessione  e  interoperabilita'   con   le
              pubbliche  amministrazioni  competenti   alla   tenuta   di
              pubblici registri; 
                    f)         riformulazione         del         sistema
              disciplinare-sanzionatorio  dell'Albo  e  delle  cause   di
              cancellazione dell'iscrizione; 
                    g)   definizione    delle    competenze    e    delle
              responsabilita' del responsabile tecnico. 
                  16. Nelle more dell'emanazione dei decreti  di  cui  al
              presente articolo, continuano ad applicarsi le disposizioni
              disciplinanti l'Albo nazionale delle imprese che effettuano
              la gestione dei rifiuti vigenti alla  data  di  entrata  in
              vigore della parte quarta  del  presente  decreto,  la  cui
              abrogazione e' differita al momento della pubblicazione dei
              suddetti decreti. 
                  17.  Agli  oneri  per  il  funzionamento  del  Comitato
              nazionale  e  delle  Sezioni  regionali  e  provinciali  si
              provvede con le entrate derivanti dai diritti di segreteria
              e dai diritti annuali d'iscrizione, secondo le  previsioni,
              anche relative alle modalita' di versamento e di  utilizzo,
              che  saranno   determinate   con   decreto   del   Ministro
              dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  di
              concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze.
              Fino all'adozione  del  citato  decreto,  si  applicano  le
              disposizioni di cui al decreto del  Ministro  dell'ambiente
              in data 29 dicembre 1993, e successive modificazioni, e  le
              disposizioni di cui al decreto del  Ministro  dell'ambiente
              in  data  13  dicembre  1995,  pubblicato  nella   Gazzetta
              Ufficiale n.  51  del  1°  marzo  1995.  Le  somme  di  cui
              all'articolo  7,  comma  7,  del   decreto   del   Ministro
              dell'ambiente 29 dicembre 1993 sono versate al Capo  XXXII,
              capitolo 2592, articolo 04, dell'entrata del Bilancio dello
              Stato, per essere riassegnate,  con  decreto  del  Ministro
              dell'economia e delle finanze, al Capitolo 7082 dello stato
              di previsione del Ministero dell'ambiente  e  della  tutela
              del territorio e del mare. 
                  18. I  compensi  da  corrispondere  ai  componenti  del
              Comitato nazionale  dell'Albo  e  delle  Sezioni  regionali
              dell'Albo sono determinati ai sensi dell'articolo 7,  comma
              5, del decreto del Ministro dell'ambiente 28  aprile  1998,
              406. 
                  19. La disciplina regolamentare dei  casi  in  cui,  ai
              sensi degli articoli 19 e 20 della legge 7 agosto 1990,  n.
              241,  l'esercizio  di  un'attivita'  privata  puo'   essere
              intrapreso   sulla   base   della   denuncia   di    inizio
              dell'attivita' non si applica alle domande di iscrizione  e
              agli atti di competenza dell'Albo. 
                  19-bis.  Sono  esclusi   dall'obbligo   di   iscrizione
              all'Albo  nazionale  gestori  ambientali  gli  imprenditori
              agricoli  di  cui  all'articolo  2135  del  codice  civile,
              produttori iniziali di rifiuti, per il trasporto dei propri
              rifiuti effettuato all'interno del territorio provinciale o
              regionale dove ha sede l'impresa ai fini  del  conferimento
              degli  stessi  nell'ambito  del  circuito  organizzato   di
              raccolta di cui alla lettera pp) del comma 1  dell'articolo
              183. 
                  20. (abrogato). 
                  21. (abrogato). 
                  22. (abrogato). 
                  23. (abrogato). 
                  24. (abrogato). 
                  25. (abrogato). 
                  26. (abrogato). 
                  27. (abrogato). 
                  28. (abrogato)." 
              Comma 125. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 13  della  legge  8
              luglio   1986,   n.   349   (Istituzione   del    Ministero
              dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale): 
                  "Art. 13. 
                  1. Le associazioni di protezione ambientale a carattere
              nazionale e quelle presenti in almeno cinque  regioni  sono
              individuate con decreto del  Ministro  dell'ambiente  sulla
              base  delle  finalita'  programmatiche  e  dell'ordinamento
              interno democratico previsti dallo statuto,  nonche'  della
              continuita' dell'azione  e  della  sua  rilevanza  esterna,
              previo parere del Consiglio  nazionale  per  l'ambiente  da
              esprimere entro novanta  giorni  dalla  richiesta.  Decorso
              tale termine senza che il parere  sia  stato  espresso,  il
              Ministro dell'ambiente decide. 
                  2. Il Ministro, al solo fine di ottenere, per la  prima
              composizione del Consiglio  nazionale  per  l'ambiente,  le
              terne di cui al precedente articolo 12,  comma  1,  lettera
              c), effettua, entro trenta giorni  dall'entrata  in  vigore
              della  presente  legge,  una  prima  individuazione   delle
              associazioni a carattere nazionale e di quelle presenti  in
              almeno  cinque  regioni,  secondo  i  criteri  di  cui   al
              precedente comma 1, e ne informa il Parlamento.". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 137 del  codice  di
              cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice
              del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29  luglio
              2003, n. 229): 
                  "Art. 137. (Elenco delle associazioni dei consumatori e
              degli utenti rappresentative a  livello  nazionale).  -  1.
              Presso il Ministero dello sviluppo economico  e'  istituito
              l'elenco delle associazioni dei consumatori e degli  utenti
              rappresentative a livello nazionale. 
                  2. L'iscrizione nell'elenco e' subordinata al possesso,
              da  comprovare  con  la  presentazione  di   documentazione
              conforme alle prescrizioni e alle procedure  stabilite  con
              decreto del Ministro dello sviluppo economico, dei seguenti
              requisiti: 
                    a) avvenuta costituzione, per  atto  pubblico  o  per
              scrittura  privata  autenticata,  da  almeno  tre  anni   e
              possesso di uno statuto che sancisca un ordinamento a  base
              democratica e preveda come scopo esclusivo  la  tutela  dei
              consumatori e degli utenti, senza fine di lucro; 
                    b) tenuta di un  elenco  degli  iscritti,  aggiornato
              annualmente   con   l'indicazione   delle   quote   versate
              direttamente all'associazione per gli scopi statutari; 
                    c) numero di iscritti  non  inferiore  allo  0,5  per
              mille della popolazione nazionale e presenza sul territorio
              di almeno cinque regioni o province autonome, con un numero
              di iscritti non inferiore allo 0,2 per mille degli abitanti
              di ciascuna  di  esse,  da  certificare  con  dichiarazione
              sostitutiva  dell'atto  di  notorieta'  resa   dal   legale
              rappresentante dell'associazione con le  modalita'  di  cui
              agli  articoli  46  e  seguenti  del  testo   unico   delle
              disposizioni legislative  e  regolamentari  in  materia  di
              documentazione  amministrativa,  di  cui  al  decreto   del
              Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; 
                    d) elaborazione di un bilancio annuale delle  entrate
              e delle uscite con indicazione delle  quote  versate  dagli
              associati e tenuta dei libri contabili, conformemente  alle
              norme vigenti in materia di contabilita' delle associazioni
              non riconosciute; 
                    e) svolgimento di un'attivita' continuativa  nei  tre
              anni precedenti; 
                    f) non avere  i  suoi  rappresentanti  legali  subito
              alcuna  condanna,  passata  in  giudicato,   in   relazione
              all'attivita' dell'associazione medesima, e non rivestire i
              medesimi rappresentanti la qualifica di imprenditori  o  di
              amministratori  di  imprese  di  produzione  e  servizi  in
              qualsiasi forma costituite, per gli stessi settori  in  cui
              opera l'associazione. 
                  3. Alle associazioni dei consumatori e degli utenti  e'
              preclusa  ogni  attivita'  di  promozione   o   pubblicita'
              commerciale avente per oggetto beni o servizi  prodotti  da
              terzi ed ogni  connessione  di  interessi  con  imprese  di
              produzione o di distribuzione. 
                  4.  Il  Ministero  dello  sviluppo  economico  provvede
              annualmente all'aggiornamento dell'elenco. 
                  5. All'elenco  di  cui  al  presente  articolo  possono
              iscriversi anche le associazioni dei  consumatori  e  degli
              utenti operanti esclusivamente nei territori ove  risiedono
              minoranze linguistiche costituzionalmente riconosciute,  in
              possesso dei requisiti di cui al comma 2, lettere  a),  b),
              d), e)  e  f),  nonche'  con  un  numero  di  iscritti  non
              inferiore allo 0,5 per mille degli abitanti della regione o
              provincia  autonoma  di  riferimento,  da  certificare  con
              dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' resa  dal
              legale rappresentante dell'associazione con le modalita' di
              cui agli articoli 46 e seguenti del citato testo unico,  di
              cui al decreto del Presidente della Repubblica n.  445  del
              2000. 
                  6. Il Ministero dello sviluppo economico comunica  alla
              Commissione europea l'elenco di cui al comma 1, comprensivo
              anche degli enti di cui all'articolo 139, comma 2,  nonche'
              i   relativi   aggiornamenti   al   fine    dell'iscrizione
              nell'elenco  degli  enti  legittimati  a  proporre   azioni
              inibitorie  a  tutela  degli   interessi   collettivi   dei
              consumatori  istituito   presso   la   stessa   Commissione
              europea.". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 2-bis  del  decreto
              legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (Riordino della disciplina
              riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi  di
              pubblicita', trasparenza e diffusione  di  informazioni  da
              parte delle pubbliche amministrazioni): 
                  "Art. 2-bis. (Ambito soggettivo di applicazione). -  1.
              Ai   fini   del   presente    decreto,    per    "pubbliche
              amministrazioni" si intendono tutte le  amministrazioni  di
              cui all'articolo 1, comma 2,  del  decreto  legislativo  30
              marzo  2001,  n.  165,  e  successive  modificazioni,   ivi
              comprese  le  autorita'  portuali,  nonche'  le   autorita'
              amministrative  indipendenti  di  garanzia,   vigilanza   e
              regolazione. 
                  2. La medesima disciplina  prevista  per  le  pubbliche
              amministrazioni di cui al comma  1  si  applica  anche,  in
              quanto compatibile: 
                    a)  agli  enti  pubblici  economici  e  agli   ordini
              professionali; 
                    b) alle societa' in controllo pubblico come  definite
              dall'articolo  2,  comma  1,  lettera   m),   del   decreto
              legislativo  19  agosto  2016,  n.  175.  Sono  escluse  le
              societa' quotate come definite dall'articolo  2,  comma  1,
              lettera p), dello stesso decreto  legislativo,  nonche'  le
              societa' da  esse  partecipate,  salvo  che  queste  ultime
              siano, non per il tramite di societa' quotate,  controllate
              o partecipate da amministrazioni pubbliche; 
                    c) alle associazioni, alle fondazioni e agli enti  di
              diritto  privato  comunque  denominati,  anche   privi   di
              personalita'   giuridica,   con   bilancio   superiore    a
              cinquecentomila euro, la cui attivita'  sia  finanziata  in
              modo  maggioritario  per  almeno  due  esercizi  finanziari
              consecutivi    nell'ultimo    triennio     da     pubbliche
              amministrazioni e in cui la totalita' dei  titolari  o  dei
              componenti dell'organo d'amministrazione o di indirizzo sia
              designata da pubbliche amministrazioni. 
                  3. La medesima disciplina  prevista  per  le  pubbliche
              amministrazioni di cui al comma 1  si  applica,  in  quanto
              compatibile, limitatamente ai dati e ai documenti  inerenti
              all'attivita'  di  pubblico  interesse   disciplinata   dal
              diritto nazionale o dell'Unione europea, alle  societa'  in
              partecipazione   pubblica   come   definite   dal   decreto
              legislativo emanato in attuazione  dell'articolo  18  della
              legge 7 agosto 2015, n.  124,  e  alle  associazioni,  alle
              fondazioni e agli enti di diritto privato, anche  privi  di
              personalita'   giuridica,   con   bilancio   superiore    a
              cinquecentomila    euro,    che     esercitano     funzioni
              amministrative, attivita' di produzione di beni e servizi a
              favore delle amministrazioni pubbliche  o  di  gestione  di
              servizi pubblici.". 
                  - Il testo dell'articolo 26 del decreto legislativo  14
              marzo 2013, n. 33 (Riordino della disciplina riguardante il
              diritto di accesso civico e gli  obblighi  di  pubblicita',
              trasparenza e diffusione di  informazioni  da  parte  delle
              pubbliche amministrazioni), come modificato dalla  presente
              legge, e' riportato in nota al comma 128. 
                  - Si riporta il testo del  comma  386  dell'articolo  1
              della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Disposizioni  per  la
              formazione del bilancio annuale e pluriennale  dello  Stato
              (legge di stabilita' 2016)): 
                  "386. Al fine di garantire  l'attuazione  di  un  Piano
              nazionale per  la  lotta  alla  poverta'  e  all'esclusione
              sociale, e' istituito presso  il  Ministero  del  lavoro  e
              delle politiche sociali un fondo denominato «Fondo  per  la
              lotta alla poverta' e  all'esclusione  sociale»,  al  quale
              sono assegnate le risorse di 600 milioni di euro per l'anno
              2016 e di 1.000 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017,
              che costituiscono i limiti di spesa ai fini dell'attuazione
              dei commi dal presente al comma 390. Il Piano, adottato con
              cadenza  triennale  mediante  decreto  del  Presidente  del
              Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro
              e delle politiche sociali,  di  concerto  con  il  Ministro
              dell'economia e delle finanze, d'intesa con  la  Conferenza
              unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo  28
              agosto 1997, n. 281, individua una  progressione  graduale,
              nei limiti delle risorse disponibili, nel raggiungimento di
              livelli  essenziali  delle  prestazioni  assistenziali   da
              garantire su tutto il territorio nazionale per il contrasto
              alla poverta'.". 
              Comma 126. 
                  - Il testo dell'articolo 26 del decreto legislativo  14
              marzo 2013, n. 33 (Riordino della disciplina riguardante il
              diritto di accesso civico e gli  obblighi  di  pubblicita',
              trasparenza e diffusione di  informazioni  da  parte  delle
              pubbliche amministrazioni), come modificato dalla  presente
              legge, e' riportato in nota al comma 128. 
              Comma 128. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  26  del  decreto
              legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (Riordino della disciplina
              riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi  di
              pubblicita', trasparenza e diffusione  di  informazioni  da
              parte delle  pubbliche  amministrazioni),  come  modificato
              dalla presente legge: 
                  "Art. 26. (Obblighi  di  pubblicazione  degli  atti  di
              concessione   di   sovvenzioni,   contributi,   sussidi   e
              attribuzione di vantaggi economici  a  persone  fisiche  ed
              enti pubblici e privati). - 1. Le pubbliche amministrazioni
              pubblicano gli atti con i quali sono determinati, ai  sensi
              dell'articolo 12 della legge  7  agosto  1990,  n.  241,  i
              criteri e le modalita' cui le amministrazioni stesse devono
              attenersi per la concessione  di  sovvenzioni,  contributi,
              sussidi  ed  ausili  finanziari  e  per  l'attribuzione  di
              vantaggi economici di qualunque genere a  persone  ed  enti
              pubblici e privati. 
                  2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano gli atti  di
              concessione  delle  sovvenzioni,  contributi,  sussidi   ed
              ausili finanziari alle  imprese,  e  comunque  di  vantaggi
              economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici  e
              privati ai sensi del citato articolo 12 della legge n.  241
              del 1990, di importo superiore a mille euro. Ove i soggetti
              beneficiari siano controllati di diritto o di  fatto  dalla
              stessa persona  fisica  o  giuridica  ovvero  dagli  stessi
              gruppi di persone fisiche o  giuridiche,  vengono  altresi'
              pubblicati i dati consolidati di gruppo. 
                  3. La pubblicazione  ai  sensi  del  presente  articolo
              costituisce   condizione   legale    di    efficacia    dei
              provvedimenti che dispongano concessioni e attribuzioni  di
              importo  complessivo  superiore  a  mille  euro  nel  corso
              dell'anno solare  al  medesimo  beneficiario.  La  mancata,
              incompleta o  ritardata  pubblicazione  rilevata  d'ufficio
              dagli  organi  di  controllo  e'  altresi'  rilevabile  dal
              destinatario della prevista concessione o attribuzione e da
              chiunque  altro  abbia  interesse,  anche   ai   fini   del
              risarcimento   del    danno    da    ritardo    da    parte
              dell'amministrazione, ai sensi dell'articolo 30 del decreto
              legislativo 2 luglio 2010, n. 104. 
                  4. E' esclusa la pubblicazione dei dati  identificativi
              delle persone fisiche destinatarie dei provvedimenti di cui
              al presente articolo, qualora da tali  dati  sia  possibile
              ricavare informazioni relative allo stato di salute  ovvero
              alla  situazione   di   disagio   economico-sociale   degli
              interessati.". 
              Comma 132. 
                  - La direttiva 2014/92/UE  sulla  comparabilita'  delle
              spese relative al conto di pagamento, sul trasferimento del
              conto di pagamento e sull'accesso al conto di pagamento con
              caratteristiche  di  base  e'  pubblicata  nella   Gazzetta
              Ufficiale dell'Unione Europea 28 agosto 2014, n. L 257. 
              Comma 135. 
                  -  Si   riporta   il   testo   dell'articolo   28   del
              decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1  (Disposizioni  urgenti
              per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture  e  la
              competitivita'), come modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 28.  (Assicurazioni  connesse  all'erogazione  di
              mutui immobiliari e di credito  al  consumo).  -  1.  Fermo
              restando quanto previsto dall'articolo 183 del codice delle
              assicurazioni private, di  cui  al  decreto  legislativo  7
              settembre 2005, n. 209, e  dalle  relative  disposizioni  e
              delibera dell'IVASS di attuazione in materia  di  interesse
              degli intermediari assicurativi, le banche, gli istituti di
              credito e  gli  intermediari  finanziari,  se  condizionano
              l'erogazione del mutuo immobiliare o del credito al consumo
              alla stipula  di  un  contratto  di  assicurazione,  ovvero
              qualora l'offerta di  un  contratto  di  assicurazione  sia
              connessa  o  accessoria  all'erogazione  del  mutuo  o  del
              credito,  sono  tenuti  ad  accettare,  senza  variare   le
              condizioni offerte per l'erogazione del mutuo immobiliare o
              del  credito  al  consumo,  la  polizza  che   il   cliente
              presentera' o reperira' sul mercato; nel caso in  cui  essa
              sia  necessaria  per  ottenere  il  finanziamento   o   per
              ottenerlo alle condizioni offerte,  la  polizza  presentata
              dal cliente deve avere contenuti  minimi  corrispondenti  a
              quelli richiesti dalla banca, dall'istituto  di  credito  e
              dall'intermediario finanziario. 
                  2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in  vigore
              della legge di conversione del  presente  decreto,  l'ISVAP
              definisce i contenuti minimi del contratto di assicurazione
              di cui al comma 1. 
                  2-bis. Nel caso in cui il cliente sottoscriva  all'atto
              della stipula del finanziamento una polizza proposta  dalla
              banca, dall'istituto di credito, da intermediari finanziari
              o da loro incaricati, ha diritto di recedere  dalla  stessa
              entro sessanta giorni. In caso  di  recesso  dalla  polizza
              resta valido ed efficace il contratto di finanziamento. Ove
              la polizza sia necessaria per ottenere il  finanziamento  o
              per ottenerlo alle  condizioni  offerte,  il  cliente  puo'
              presentare  in  sostituzione  una  polizza   dallo   stesso
              autonomamente reperita  e  stipulata,  avente  i  contenuti
              minimi di cui al  comma  1.  Le  banche,  gli  istituti  di
              credito, gli intermediari finanziari o, in alternativa,  le
              compagnie di assicurazione si  impegnano  ad  informare  il
              cliente  di  quanto  sopra  stabilito   con   comunicazione
              separata rispetto alla documentazione contrattuale. 
                  3.  All'articolo   21,   comma   3-bis,   del   decreto
              legislativo 6 settembre 2005, n. 206, dopo le parole: «alla
              sottoscrizione di una polizza  assicurativa  erogata  dalla
              medesima banca, istituto o intermediario» sono aggiunte  le
              seguenti: «ovvero all'apertura di un conto corrente  presso
              la medesima banca, istituto o intermediario». 
                  3-bis. Fatto salvo quanto  disposto  dal  comma  1,  le
              banche,  gli  istituti  di  credito  e   gli   intermediari
              finanziari  sono  tenuti  a  informare  il  richiedente  il
              finanziamento della provvigione percepita e  dell'ammontare
              della  provvigione  pagata  dalla  compagnia   assicurativa
              all'intermediario, in termini sia assoluti che  percentuali
              sull'ammontare complessivo.". 
                  - Si riporta il  testo  dall'articolo  183  del  codice
              delle assicurazioni private, di cui al decreto  legislativo
              7 settembre 2005, n. 209: 
                  "Art. 183. (Regole di comportamento). - 1. Nell'offerta
              e  nell'esecuzione  dei  contratti   le   imprese   e   gli
              intermediari devono: 
                    a)   comportarsi   con   diligenza,   correttezza   e
              trasparenza  nei   confronti   dei   contraenti   e   degli
              assicurati; 
                    b)   acquisire   dai   contraenti   le   informazioni
              necessarie  a   valutare   le   esigenze   assicurative   o
              previdenziali  ed  operare  in  modo   che   siano   sempre
              adeguatamente informati; 
                    c) organizzarsi  in  modo  tale  da  identificare  ed
              evitare conflitti di interesse ove cio' sia ragionevolmente
              possibile e, in situazioni di conflitto, agire in  modo  da
              consentire agli assicurati la  necessaria  trasparenza  sui
              possibili  effetti  sfavorevoli  e   comunque   gestire   i
              conflitti di interesse in modo  da  escludere  che  rechino
              loro pregiudizio; 
                    d) realizzare una gestione finanziaria  indipendente,
              sana e prudente e adottare misure idonee a salvaguardare  i
              diritti dei contraenti e degli assicurati. 
                  2.  L'IVASS   adotta,   con   regolamento,   specifiche
              disposizioni relative alla determinazione delle  regole  di
              comportamento da osservare nei rapporti con  i  contraenti,
              in modo che l'attivita' si svolga  con  correttezza  e  con
              adeguatezza rispetto alle specifiche esigenze dei singoli. 
                  3.  L'IVASS  tiene  conto,   nel   regolamento,   delle
              differenti esigenze di protezione dei  contraenti  e  degli
              assicurati,  nonche'  della  natura  dei  rischi  e   delle
              obbligazioni assunte dall'impresa, individua  le  categorie
              di soggetti che non necessitano in tutto o in  parte  della
              protezione  riservata  alla  clientela  non  qualificata  e
              determina modalita', limiti e  condizioni  di  applicazione
              delle medesime disposizioni nell'offerta e  nell'esecuzione
              dei contratti di assicurazione dei rami danni,  tenendo  in
              considerazione le particolari caratteristiche  delle  varie
              tipologie di rischio". 
                  - La legge 24 marzo 2012, n. 27 (Conversione in  legge,
              con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1,
              recante  disposizioni  urgenti  per  la   concorrenza,   lo
              sviluppo  delle  infrastrutture  e  la  competitivita')  e'
              pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 24 marzo 2012,  n.  71,
              S.O. 
              Comma 136. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 106 del testo unico
              di cui al decreto legislativo 10  settembre  1993,  n.  385
              (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia): 
                  "Art. 106. (Albo degli intermediari finanziari).  -  1.
              L'esercizio nei confronti del  pubblico  dell'attivita'  di
              concessione  di  finanziamenti  sotto  qualsiasi  forma  e'
              riservato   agli   intermediari   finanziari   autorizzati,
              iscritti in un apposito albo tenuto dalla Banca d'Italia. 
                  2.  Oltre  alle  attivita'  di  cui  al  comma  1   gli
              intermediari finanziari possono: 
                    a) emettere moneta elettronica e prestare servizi  di
              pagamento a condizione che  siano  a  cio'  autorizzati  ai
              sensi dell'articolo 114-quinquies, comma 4, e iscritti  nel
              relativo albo, oppure prestare solo servizi di pagamento  a
              condizione  che  siano  a   cio'   autorizzati   ai   sensi
              dell'articolo 114-novies, comma 4, e iscritti nel  relativo
              albo; 
                    b) prestare servizi di investimento se autorizzati ai
              sensi dell'articolo 18, comma 3, del decreto legislativo 24
              febbraio 1998, n. 58; 
                    c) esercitare le altre attivita' a loro eventualmente
              consentite  dalla  legge  nonche'  attivita'   connesse   o
              strumentali, nel rispetto delle disposizioni dettate  dalla
              Banca d'Italia. 
                  3. Il Ministro dell'economia e delle  finanze,  sentita
              la Banca d'Italia, specifica il contenuto  delle  attivita'
              indicate nel comma 1, nonche' in quali circostanze  ricorra
              l'esercizio nei confronti del pubblico.". 
              Comma 140. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 72-quater del regio
              decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina  del  fallimento,
              del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata
              e della liquidazione coatta amministrativa, e  si  applica,
              in caso di immobili da adibire ad abitazione principale): 
                  "Art. 72-quater. (Locazione finanziaria). 
                  Al contratto di locazione finanziaria  si  applica,  in
              caso di fallimento dell'utilizzatore, l'articolo 72. Se  e'
              disposto l'esercizio provvisorio dell'impresa il  contratto
              continua ad avere esecuzione salvo che il curatore dichiari
              di volersi sciogliere dal contratto. 
                  In caso di scioglimento del contratto, il concedente ha
              diritto alla restituzione del bene ed e' tenuto  a  versare
              alla curatela l'eventuale differenza fra la maggiore  somma
              ricavata dalla vendita o da  altra  collocazione  del  bene
              stesso avvenute a valori di  mercato  rispetto  al  credito
              residuo in linea capitale; per le somme  gia'  riscosse  si
              applica l'articolo 67, terzo comma, lettera a). 
                  Il concedente ha  diritto  ad  insinuarsi  nello  stato
              passivo per la differenza fra il credito vantato alla  data
              del fallimento e quanto ricavato  dalla  nuova  allocazione
              del bene. 
                  In caso di fallimento delle societa'  autorizzate  alla
              concessione  di  finanziamenti  sotto  forma  di  locazione
              finanziaria, il contratto prosegue; l'utilizzatore conserva
              la facolta' di acquistare, alla scadenza del contratto,  la
              proprieta' del bene, previo  pagamento  dei  canoni  e  del
              prezzo pattuito.". 
                  - Si riporta il testo dei commi 76, 77, 78, 79, 80 e 81
              dell'articolo 1  della  legge  28  dicembre  2015,  n.  208
              (Disposizioni per la  formazione  del  bilancio  annuale  e
              pluriennale dello Stato -legge di stabilita' 2016): 
                  "76. Con  il  contratto  di  locazione  finanziaria  di
              immobile da adibire ad abitazione principale,  la  banca  o
              l'intermediario  finanziario  iscritto  nell'albo  di   cui
              all'articolo 106 del testo unico  delle  leggi  in  materia
              bancaria e creditizia, di cui  al  decreto  legislativo  1º
              settembre 1993, n. 385, si obbliga ad acquistare  o  a  far
              costruire l'immobile su scelta  e  secondo  le  indicazioni
              dell'utilizzatore, che se ne assume tutti i  rischi,  anche
              di perimento, e lo mette a disposizione per un  dato  tempo
              verso un determinato  corrispettivo  che  tenga  conto  del
              prezzo di acquisto o di  costruzione  e  della  durata  del
              contratto. Alla scadenza del contratto l'utilizzatore ha la
              facolta' di acquistare la proprieta' del bene a  un  prezzo
              prestabilito." 
                  77. All'acquisto dell'immobile oggetto del contratto di
              locazione  finanziaria  si  applica  l'articolo  67,  terzo
              comma, lettera a), del regio  decreto  16  marzo  1942,  n.
              267." 
                  78. In caso di risoluzione del contratto  di  locazione
              finanziaria   per   inadempimento   dell'utilizzatore,   il
              concedente ha diritto alla  restituzione  del  bene  ed  e'
              tenuto a  corrispondere  all'utilizzatore  quanto  ricavato
              dalla vendita o da altra collocazione del bene  avvenute  a
              valori di mercato, dedotta la somma dei  canoni  scaduti  e
              non pagati fino alla data della risoluzione, dei  canoni  a
              scadere attualizzati e del prezzo pattuito per  l'esercizio
              dell'opzione finale  di  acquisto.  L'eventuale  differenza
              negativa e' corrisposta  dall'utilizzatore  al  concedente.
              Nelle attivita' di vendita e ricollocazione  del  bene,  di
              cui al  periodo  precedente,  la  banca  o  l'intermediario
              finanziario deve  attenersi  a  criteri  di  trasparenza  e
              pubblicita' nei confronti dell'utilizzatore." 
                  79. Per il contratto di cui al comma 76  l'utilizzatore
              puo' chiedere, previa presentazione di  apposita  richiesta
              al   concedente,   la   sospensione   del   pagamento   dei
              corrispettivi periodici per non piu' di una volta e per  un
              periodo massimo complessivo non superiore a dodici mesi nel
              corso dell'esecuzione del contratto medesimo. In tal  caso,
              la durata del contratto e' prorogata di un  periodo  eguale
              alla durata della sospensione.  L'ammissione  al  beneficio
              della    sospensione    e'    subordinata    esclusivamente
              all'accadimento  di  almeno  uno   dei   seguenti   eventi,
              intervenuti successivamente alla stipula del  contratto  di
              cui al comma 76: 
                    a) cessazione del rapporto di lavoro subordinato,  ad
              eccezione delle  ipotesi  di  risoluzione  consensuale,  di
              risoluzione per limiti di eta' con diritto  a  pensione  di
              vecchiaia o di  anzianita',  di  licenziamento  per  giusta
              causa o giustificato motivo soggettivo, di  dimissioni  del
              lavoratore non per giusta causa; 
                    b)  cessazione  dei  rapporti  di   lavoro   di   cui
              all'articolo  409,  numero  3),  del  codice  di  procedura
              civile,  ad  eccezione   delle   ipotesi   di   risoluzione
              consensuale, di recesso  datoriale  per  giusta  causa,  di
              recesso del lavoratore non per giusta causa. 
                  80. Al termine  della  sospensione,  il  pagamento  dei
              corrispettivi periodici riprende secondo gli importi e  con
              la periodicita'  originariamente  previsti  dal  contratto,
              salvo diverso patto eventualmente intervenuto fra le  parti
              per  la  rinegoziazione  delle  condizioni  del   contratto
              medesimo. Decorso il periodo di  sospensione,  in  caso  di
              mancata ripresa dei pagamenti si applicano le  disposizioni
              del comma 78. La sospensione non comporta l'applicazione di
              alcuna commissione o spesa di istruttoria e  avviene  senza
              richiesta di garanzie aggiuntive. 
                  81.Per il rilascio  dell'immobile  il  concedente  puo'
              agire con il procedimento per convalida di sfratto  di  cui
              al libro IV, titolo I, capo II,  del  codice  di  procedura
              civile.". 
              Comma 141. 
                  - Si riporta il testo degli articoli 4, 5  e  13  della
              legge  31  dicembre  2012,   n.   247   (Nuova   disciplina
              dell'ordinamento   della   professione    forense),    come
              modificati dalla presente legge e  il  testo  dell'articolo
              4-bis, della predetta legge, come introdotto dalla presente
              legge: 
                  "Art.    4.    (Associazioni     tra     avvocati     e
              multidisciplinari). - 1. La professione forense puo' essere
              esercitata  individualmente  o  con  la  partecipazione  ad
              associazioni  tra  avvocati.  L'incarico  professionale  e'
              tuttavia sempre conferito all'avvocato in via personale. La
              partecipazione ad un'associazione  tra  avvocati  non  puo'
              pregiudicare  l'autonomia,  la  liberta'  e  l'indipendenza
              intellettuale o di giudizio dell'avvocato nello svolgimento
              dell'incarico che gli e' conferito.  E'  nullo  ogni  patto
              contrario. 
                  2. Allo scopo  di  assicurare  al  cliente  prestazioni
              anche a carattere  multidisciplinare,  possono  partecipare
              alle associazioni di cui al comma 1,  oltre  agli  iscritti
              all'albo  forense,  anche   altri   liberi   professionisti
              appartenenti alle categorie individuate con regolamento del
              Ministro della giustizia ai sensi dell'articolo 1, commi  3
              e seguenti. La professione  forense  puo'  essere  altresi'
              esercitata da un avvocato  che  partecipa  ad  associazioni
              costituite fra altri liberi professionisti. 
                  3. Possono essere soci delle associazioni tra  avvocati
              solo  coloro  che  sono  iscritti  al  relativo  albo.   Le
              associazioni tra avvocati sono iscritte in un elenco tenuto
              presso il consiglio dell'ordine nel cui  circondario  hanno
              sede, ai sensi dell'articolo 15, comma 1,  lettera  l).  La
              sede dell'associazione e' fissata nel  circondario  ove  si
              trova il centro  principale  degli  affari.  Gli  associati
              hanno   domicilio   professionale    nella    sede    della
              associazione. 
                  4. (abrogato). 
                  5. Le associazioni tra professionisti possono  indicare
              l'esercizio di attivita' proprie della professione  forense
              fra quelle previste nel proprio oggetto sociale, oltre  che
              in  qualsiasi  comunicazione  a  terzi,  solo  se  tra  gli
              associati vi e' almeno un avvocato iscritto all'albo. 
                  6.  La  violazione  di  quanto  previsto  al  comma   5
              costituisce illecito disciplinare. 
                  7. I  redditi  delle  associazioni  tra  avvocati  sono
              determinati  secondo  i  criteri  di  cassa,  come  per   i
              professionisti  che  esercitano  la  professione  in   modo
              individuale. 
                  8. Gli avvocati e le associazioni di  cui  al  presente
              articolo  possono   stipulare   fra   loro   contratti   di
              associazione in partecipazione ai sensi degli articoli 2549
              e seguenti del codice civile. 
                  9. L'associato  e'  escluso  se  cancellato  o  sospeso
              dall'albo per un periodo  non  inferiore  ad  un  anno  con
              provvedimento disciplinare definitivo. Puo' essere  escluso
              per effetto  di  quanto  previsto  dall'articolo  2286  del
              codice civile. 
                  10. Le associazioni che hanno ad oggetto esclusivamente
              lo  svolgimento  di  attivita'   professionale   non   sono
              assoggettate alle procedure fallimentari e concorsuali." 
                  "Art.  5.(Delega   al   Governo   per   la   disciplina
              dell'esercizio   della   professione   forense   in   forma
              societaria). - (abrogato)." 
                  "Art. 13. (Conferimento dell'incarico e compenso). - 1.
              L'avvocato puo' esercitare l'incarico professionale anche a
              proprio favore. L'incarico  puo'  essere  svolto  a  titolo
              gratuito. 
                  2. Il compenso spettante al professionista e'  pattuito
              di  regola   per   iscritto   all'atto   del   conferimento
              dell'incarico professionale. 
                  3. La pattuizione dei compensi e' libera: e' ammessa la
              pattuizione a tempo, in misura forfetaria, per  convenzione
              avente  ad   oggetto   uno   o   piu'   affari,   in   base
              all'assolvimento   e   ai   tempi   di   erogazione   della
              prestazione, per singole fasi o prestazioni o per  l'intera
              attivita', a percentuale sul valore dell'affare o su quanto
              si  prevede  possa  giovarsene,  non  soltanto  a   livello
              strettamente   patrimoniale,    il    destinatario    della
              prestazione. 
                  4.  Sono  vietati  i  patti  con  i  quali   l'avvocato
              percepisca come compenso in tutto o in parte una quota  del
              bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa. 
                  5.  Il  professionista  e'  tenuto,  nel  rispetto  del
              principio di trasparenza, a  rendere  noto  al  cliente  il
              livello della complessita' dell'incarico, fornendo tutte le
              informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento
              del  conferimento  alla   conclusione   dell'incarico;   e'
              altresi' tenuto a comunicare in forma scritta a  colui  che
              conferisce l'incarico professionale la  prevedibile  misura
              del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese,
              anche forfetarie, e compenso professionale. 
                  6.  I  parametri  indicati  nel  decreto  emanato   dal
              Ministro della giustizia, su proposta  del  CNF,  ogni  due
              anni, ai sensi  dell'articolo  1,  comma  3,  si  applicano
              quando all'atto dell'incarico o successivamente il compenso
              non sia stato determinato in forma scritta, in ogni caso di
              mancata determinazione consensuale, in caso di liquidazione
              giudiziale dei compensi e nei casi in  cui  la  prestazione
              professionale  e'  resa  nell'interesse  di  terzi  o   per
              prestazioni officiose previste dalla legge. 
                  7. I parametri sono formulati in modo  da  favorire  la
              trasparenza nella determinazione dei compensi dovuti per le
              prestazioni professionali e l'unitarieta' e la  semplicita'
              nella determinazione dei compensi. 
                  8. Quando  una  controversia  oggetto  di  procedimento
              giudiziale o  arbitrale  viene  definita  mediante  accordi
              presi in qualsiasi forma, le parti sono solidalmente tenute
              al pagamento dei compensi e  dei  rimborsi  delle  spese  a
              tutti gli avvocati costituiti che hanno  prestato  la  loro
              attivita'  professionale  negli  ultimi  tre  anni  e   che
              risultino ancora  creditori,  salvo  espressa  rinuncia  al
              beneficio della solidarieta'. 
                  9. In mancanza  di  accordo  tra  avvocato  e  cliente,
              ciascuno di essi puo' rivolgersi al  consiglio  dell'ordine
              affinche'  esperisca  un  tentativo  di  conciliazione.  In
              mancanza   di   accordo   il   consiglio,   su    richiesta
              dell'iscritto, puo' rilasciare un parere  sulla  congruita'
              della  pretesa   dell'avvocato   in   relazione   all'opera
              prestata. 
                  10. Oltre al compenso per la prestazione professionale,
              all'avvocato  e'  dovuta,  sia  dal  cliente  in  caso   di
              determinazione contrattuale, sia in  sede  di  liquidazione
              giudiziale, oltre al rimborso  delle  spese  effettivamente
              sostenute e di tutti gli oneri e  contributi  eventualmente
              anticipati nell'interesse del cliente,  una  somma  per  il
              rimborso delle spese forfetarie, la cui misura  massima  e'
              determinata dal decreto di cui al comma  6,  unitamente  ai
              criteri di  determinazione  e  documentazione  delle  spese
              vive.". 
              Comma 142. 
                  - Si riporta il testo dei commi 63, 64,  65,  66  e  67
              dell'articolo articolo 1 della legge 27 dicembre  2013,  n.
              147 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale  e
              pluriennale dello Stato-legge  di  stabilita'  2014),  come
              modificati dalla presente legge, e il  comma  66-bis  della
              citata legge, come introdotto dalla presente legge: 
                  63. Il notaio o altro pubblico ufficiale  e'  tenuto  a
              versare su apposito conto corrente dedicato: 
                  a) tutte le somme dovute a  titolo  di  tributi  per  i
              quali il medesimo sia sostituto o responsabile d'imposta, e
              comunque le spese anticipate di cui all'articolo 15,  primo
              comma,  numero  3),  del  decreto  del   Presidente   della
              Repubblica  26  ottobre  1972,   n.   633,   e   successive
              modificazioni, in relazione agli atti  a  repertorio  dallo
              stesso ricevuti o  autenticati  e  soggetti  a  pubblicita'
              immobiliare o commerciale; 
                  b) ogni altra somma affidatagli e soggetta  ad  obbligo
              di annotazione nel registro delle somme e dei valori di cui
              alla legge 22 gennaio 1934, n. 64; 
                  c) l'intero prezzo o  corrispettivo,  ovvero  il  saldo
              degli stessi, se determinato in denaro,  oltre  alle  somme
              destinate ad estinzione di gravami o spese non pagate o  di
              altri  oneri  dovuti  in  occasione   del   ricevimento   o
              dell'autenticazione  di   atti   di   trasferimento   della
              proprieta' o di trasferimento, costituzione o estinzione di
              altro diritto reale su immobili o aziende, se in tal  senso
              richiesto  da  almeno  una  delle  parti  e   conformemente
              all'incarico espressamente  conferito;  nei  casi  previsti
              dalla presente lettera, il  notaio  deve  ricusare  il  suo
              ministero se le parti non  depositano,  antecedentemente  o
              contestualmente alla  sottoscrizione  dell'atto,  l'importo
              dei tributi, degli onorari e delle altre  spese  dell'atto,
              salvo che si tratti di persone  ammesse  al  beneficio  del
              gratuito patrocinio. 
                  64. (abrogato). 
                  65. Le somme depositate nel conto corrente  di  cui  al
              comma 63 costituiscono  patrimonio  separato.  Dette  somme
              sono escluse dalla successione del notaio o altro  pubblico
              ufficiale e dal suo  regime  patrimoniale  della  famiglia,
              sono impignorabili a richiesta di chiunque ed impignorabile
              e' altresi' il credito al  pagamento  o  alla  restituzione
              delle stesse. 
                  66. Nei casi previsti dalle lettere a) e b)  del  comma
              63, il notaio o  altro  pubblico  ufficiale  puo'  disporre
              delle somme  di  cui  si  tratta  solo  per  gli  specifici
              impieghi per i quali gli sono state depositate,  mantenendo
              di cio' idonea  documentazione.  Nei  casi  previsti  dalla
              lettera c) del comma 63, eseguite  la  registrazione  e  la
              pubblicita' dell'atto ai  sensi  della  normativa  vigente,
              verificata    l'assenza    di    gravami    e    formalita'
              pregiudizievoli ulteriori rispetto a quelle esistenti  alla
              data dell'atto o da questo risultanti, il  notaio  o  altro
              pubblico ufficiale provvede senza  indugio  a  disporre  lo
              svincolo degli importi depositati  a  favore  degli  aventi
              diritto. Se nell'atto le parti hanno previsto che il prezzo
              o corrispettivo sia pagato solo dopo  l'avveramento  di  un
              determinato  evento  o  l'adempimento  di  una  determinata
              prestazione, il notaio o altro pubblico ufficiale  svincola
              il prezzo  o  corrispettivo  depositato  quando  gli  viene
              fornita la prova, risultante da atto pubblico  o  scrittura
              privata autenticata, ovvero secondo  le  diverse  modalita'
              probatorie concordate tra le parti, che l'evento dedotto in
              condizione si sia avverato o che la prestazione  sia  stata
              adempiuta. 
                  66-bis. Il  notaio  o  altro  pubblico  ufficiale  puo'
              recuperare dal conto dedicato, a seguito  di  redazione  di
              apposito prospetto contabile, le somme di cui al  comma  63
              che  abbia  eventualmente  anticipato  con  fondi   propri,
              nonche' le somme in esso versate diverse da quelle  di  cui
              al medesimo comma 63. 
                  67.  Gli  interessi  maturati   su   tutte   le   somme
              depositate, al netto delle spese e delle  imposte  relative
              al conto corrente, sono finalizzati a rifinanziare i  fondi
              di  credito  agevolato  destinati  ai  finanziamenti   alle
              piccole e medie imprese, secondo le modalita' e  i  termini
              individuati con decreto del Presidente  del  Consiglio  dei
              ministri, adottato, su proposta del Ministro  dell'economia
              e delle finanze, entro  centoventi  giorni  dalla  data  di
              entrata in vigore della  presente  disposizione.  Entro  lo
              stesso  termine  il  Consiglio  nazionale   del   notariato
              elabora, ai sensi della lettera f)  dell'articolo  2  della
              legge 3 agosto 1949, n. 577,  e  successive  modificazioni,
              principi di deontologia destinati a individuare le migliori
              prassi  al  fine  di  garantire   l'adempimento   regolare,
              tempestivo e trasparente di quanto previsto dai  commi  63,
              65, 66 e 66-bis del presente articolo, nonche' dal presente
              comma. Del pari provvedono gli organi preposti,  secondo  i
              rispettivi ordinamenti, alla vigilanza degli altri pubblici
              ufficiali roganti.". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 15, comma  1,  n.3)
              del decreto del Presidente  della  Repubblica,  26  ottobre
              1972,  n.633  Istituzione  e  disciplina  dell'imposta  sul
              valore aggiunto: 
                  "Art.  15.   (Esclusioni   dal   computo   della   base
              imponibile).  -  1.  Non  concorrono  a  formare  la   base
              imponibile: 
                    1) le somme dovute a titolo di interessi  moratori  o
              di   penalita'   per   ritardi   o   altre    irregolarita'
              nell'adempimento  degli  obblighi  del  cessionario  o  del
              committente; 
                    2) il valore normale dei  beni  ceduti  a  titolo  di
              sconto, premio o abbuono  in  conformita'  alle  originarie
              condizioni contrattuali, tranne quelli la cui  cessione  e'
              soggetta ad aliquota piu' elevata; 
                    3)  le  somme  dovute  a  titolo  di  rimborso  delle
              anticipazioni fatte in nome e per conto della  controparte,
              purche' regolarmente documentate; 
                    4)  l'importo  degli  imballaggi  e  dei  recipienti,
              quando ne sia stato espressamente pattuito il rimborso alla
              resa; 
                    5) le somme dovute a titolo di  rivalsa  dell'imposta
              sul valore aggiunto. 
                  (Omissis).". 
                  - La legge 22 gennaio 1934, n.64  (Norme  complementari
              sull'ordinamento  del  notariato)   e'   pubblicata   nella
              Gazzetta Ufficiale 3 febbraio 1934, n. 28. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 2, lettera f) della
              legge 3 agosto 1949,  n.  577  (Istituzione  del  Consiglio
              nazionale  del  notariato  e   modificazioni   alle   norme
              sull'amministrazione della Cassa nazionale del notariato) e
              successive modificazioni: 
                  "Art. 2. Il Consiglio nazionale del notariato. 
                  (Omissis). 
                    f) elabora principi di deontologia professionale.". 
              Comma 143. 
                  - Il testo dei commi da 63 a 67 dell'articolo  1  della
              legge 27 dicembre  2013,  n.  147,  come  modificati  dalla
              presente legge sono riportati in nota al comma 142. 
              Comma 144. 
                  - Si riporta il testo degli articoli  4,  26,  27,  82,
              93-bis  e  147  della  legge  16  febbraio  1913,   n.   89
              (Sull'ordinamento del notariato e degli archivi  notarili),
              come modificati dalla presente legge: 
                  "Art. 4. 
                  1. Il numero e  la  residenza  dei  notai  per  ciascun
              distretto sono determinati con decreto del  Ministro  della
              giustizia emanato, uditi i Consigli  notarili  e  le  Corti
              d'appello, tenendo conto della popolazione, dell'estensione
              del territorio e dei mezzi di comunicazione,  e  procurando
              che di  regola  ad  ogni  posto  notarile  corrisponda  una
              popolazione di almeno 5.000 abitanti. 
                  2. La tabella che determina il numero  e  la  residenza
              dei notai dovra', udite le Corti  d'appello  e  i  Consigli
              notarili, essere rivista ogni sette anni, e  potra'  essere
              modificata parzialmente anche entro un termine piu'  breve,
              quando ne sia dimostrata l'opportunita'." 
                  "Art. 26. 
                  Per assicurare il  funzionamento  regolare  e  continuo
              dell'ufficio, il notaro deve  tenere  nel  Comune  o  nella
              frazione  di  Comune  assegnatagli  studio  aperto  con  il
              deposito degli atti, registri e repertori notarili, e  deve
              assistere  personalmente  allo  studio  stesso  almeno  tre
              giorni a settimana e almeno uno ogni  quindici  giorni  per
              ciascun Comune o frazione di Comune aggregati. 
                  Il notaio puo' recarsi, per ragione delle sue funzioni,
              in tutto il territorio della regione in  cui  si  trova  la
              propria sede, ovvero in  tutto  il  distretto  della  Corte
              d'appello in cui  si  trova  la  sede,  se  tale  distretto
              comprende piu' regioni. Salve in ogni  caso  le  previsioni
              dell'articolo 82, puo' aprire un unico  ufficio  secondario
              in qualunque  comune  della  regione  ovvero  in  tutto  il
              distretto della Corte d'appello se tale distretto comprende
              piu' regioni. 
                  Il notaro non puo' assentarsi dal distretto per piu' di
              cinque  giorni  in  ciascun  bimestre,  quando  nel  Comune
              assegnatogli non sia che un solo  notaro,  e  per  piu'  di
              dieci giorni, se vi sia altro notaro, salvo per ragioni  di
              pubblico servizio o per adempiere ai suoi obblighi presso i
              pubblici uffici. 
                  Volendo assentarsi per un tempo maggiore deve  ottenere
              il permesso dal  presidente  del  Consiglio  notarile,  che
              glielo puo' concedere per un termine non eccedente un mese.
              Per i congedi da uno a tre mesi, la facolta' di  concederli
              spetta al Consiglio notarile. Per un termine piu' lungo, il
              permesso non puo'  essere  concesso  che  dal  ministro  di
              grazia e giustizia, udito sempre il  parere  del  Consiglio
              notarile. 
                  Tanto il presidente del Consiglio  notarile  quanto  il
              Consiglio notarile non  possono,  per  ciascuno,  concedere
              allo stesso notaro che un permesso d'assenza nel periodo di
              dodici mesi. 
                  Nei  Comuni  dove  risiedono   piu'   di   sei   notari
              effettivamente  esercenti,  il  Consiglio  notarile  potra'
              concedere permissioni di assenza fino ad un  anno,  purche'
              concorrano giustificati motivi e rimanga  in  esercizio  la
              meta' dei notari assegnati al Comune. 
                  Tanto il Ministero quanto l'autorita' che  ha  concesso
              la permissione di assenza potranno in ogni caso  revocarla,
              ove in qualunque  modo  si  dimostrasse  l'opportunita'  di
              farlo. 
                  Nei luoghi dove non esiste altro notaro, il  presidente
              o il Consiglio notarile, secondo i casi, potranno  supplire
              al  notaro  assente,  delegando  un  notaro   viciniore   a
              compierne in tutto o in parte le funzioni, preferendo pero'
              fra  i  viciniori  quello  proposto  dallo  stesso   notaro
              assente." 
                  "Art. 27. 
                  Il notaro e' obbligato a prestare il suo ministero ogni
              volta che ne e' richiesto. 
                  Egli non puo'  prestarlo  fuori  del  territorio  della
              regione  in  cui  si  trova  la  propria  sede  ovvero  del
              distretto della Corte d'appello in cui si trova la sede, se
              tale distretto comprende piu' regioni." 
                  "Art. 82. 
                  1. Sono permesse associazioni di notai aventi  sede  in
              qualsiasi comune della regione, ovvero del distretto  della
              Corte d'appello in cui si trova la sede, se tale  distretto
              comprende piu' regioni, per svolgere la propria attivita' e
              per mettere in comune, in tutto  o  in  parte,  i  proventi
              delle loro funzioni e ripartirli, poi, in tutto o in parte,
              in quote uguali o disuguali. 
                  2.  Ciascun  associato  puo'  utilizzare  lo  studio  e
              l'eventuale ufficio secondario di altro associato. 
                  3. Se un associato si avvale  dello  studio  o  ufficio
              secondario di un  altro  associato  quale  proprio  ufficio
              secondario, resta fermo il limite di cui all'ultimo periodo
              del secondo comma dell'articolo 26." 
                  "Art. 93-bis. 
                  1.   Il   Consiglio   notarile   distrettuale    vigila
              sull'osservanza, da parte dei notai iscritti  al  collegio,
              dei principi e delle  norme  di  deontologia  professionale
              elaborati dal Consiglio  nazionale  del  notariato  secondo
              quanto previsto dall'articolo 2, comma primo,  lettera  f),
              della  legge  3  agosto  1949,   n.   577,   e   successive
              modificazioni. 
                  2.  Al  fine  di  controllare  il  regolare   esercizio
              dell'attivita' notarile, i consigli notarili  distrettuali,
              tramite il presidente o un loro  componente,  delegato  dal
              consiglio, possono: 
                    a) effettuare accessi agli studi ed  esaminare  atti,
              repertori, indici, registri, libri  e  documenti  contabili
              del  notaio  nonche'  richiedere,   anche   periodicamente,
              informazioni  e   l'esibizione   di   documenti,   estratti
              repertoriali,  atti,  registri  e  libri  anche  di  natura
              fiscale; 
                    b) esaminare  gli  estratti  repertoriali  conservati
              presso gli archivi notarili distrettuali  con  facolta'  di
              ottenerne  copia,  dandone  preventivo  avviso   ai   notai
              interessati; 
                    c) assumere informazioni presso le amministrazioni  e
              gli uffici pubblici. 
                  2-bis. L'Agenzia delle entrate trasmette  al  Consiglio
              nazionale  del  notariato,  esclusivamente  con   modalita'
              telematiche entro il secondo mese successivo  a  quello  di
              scadenza,  le  informazioni  sugli   omessi   e   ritardati
              versamenti richiesti ai notai con avviso di liquidazione. 
                  2-ter.  Il  Consiglio  notarile  distrettuale   procede
              annualmente al sorteggio di un numero di notai pari  almeno
              a un ventesimo degli iscritti al ruolo, presso i quali sono
              eseguite ispezioni  dirette  al  controllo  della  regolare
              tenuta e dell'impiego dei fondi e dei valori  consegnati  a
              ogni titolo al notaio in ragione del suo ufficio, e  a  tal
              fine: 
                  a)  il  notaio  mette  a  disposizione  del   Consiglio
              notarile   distrettuale,   anche    in    via    preventiva
              all'ispezione presso lo  studio  e  nel  piu'  breve  tempo
              possibile,  tutta  la  documentazione  contabile   in   suo
              possesso che gli e' richiesta anche al fine  di  assicurare
              il rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi
              da 63 a 67,  della  legge  27  dicembre  2013,  n.  147,  e
              successive modificazioni; 
                  b) il Consiglio notarile distrettuale nomina  ogni  due
              anni in numero congruo i notai incaricati di procedere alle
              ispezioni contabili,  scegliendoli  preferibilmente  tra  i
              notai appartenenti ad altri distretti della medesima  Corte
              d'appello; 
                  c) le ispezioni contabili sono eseguite  congiuntamente
              da tre notai nominati ai sensi della lettera b), secondo le
              modalita'  previste  per  le  ispezioni  presso  gli  studi
              notarili e con l'obbligo di  astensione  in  ogni  caso  di
              conflitto di interessi. 
                  3.  Il  Consiglio  nazionale   del   notariato   vigila
              sull'applicazione dei suddetti principi e  norme  da  parte
              dei  consigli  notarili  distrettuali  e  adotta  tutte  le
              iniziative opportune per la loro applicazione." 
                  "Art. 147. 
                  1. E' punito con la censura o con la  sospensione  fino
              ad un anno o, nei casi piu' gravi, con la destituzione,  il
              notaio che pone in essere una delle seguenti condotte: 
                    a) compromette, in qualunque  modo,  con  la  propria
              condotta, nella vita pubblica o privata, la sua dignita'  e
              reputazione o il decoro e prestigio della classe notarile; 
                    b)  viola  in   modo   non   occasionale   le   norme
              deontologiche  elaborate  dal   Consiglio   nazionale   del
              notariato; 
                    c) si serve dell'opera di procacciatori di clienti  o
              di  pubblicita'  non   conforme   ai   principi   stabiliti
              dall'articolo 4 del  regolamento  di  cui  al  decreto  del
              Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137. 
                  2. La destituzione e' sempre applicata  se  il  notaio,
              dopo essere stato condannato per due volte alla sospensione
              per la violazione del presente  articolo,  vi  contravviene
              nuovamente   nei   dieci   anni    successivi    all'ultima
              violazione.". 
                  - Il decreto del Presidente della Repubblica  7  agosto
              2012, n. 137 (Regolamento recante riforma degli ordinamenti
              professionali,  a  norma  dell'articolo  3,  comma  5,  del
              decreto-legge 13  agosto  2011,  n.  138,  convertito,  con
              modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.  148.)  e'
              pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 agosto 2012, n. 189. 
                  - Il testo dei commi da 63 a 67 dell'articolo  1  della
              legge 27 dicembre  2013,  n.  147,  come  modificati  dalla
              presente legge sono riportati in nota al comma 142. 
              Comma 145. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 1 del regio decreto
              31 dicembre 1923, n. 313 (Nuovo ordinamento  degli  archivi
              notarili), come modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 1. 
                  In ogni Comune sede di Consiglio notarile e'  stabilito
              un  archivio  notarile  distrettuale,  fatto  salvo  quanto
              previsto dal quarto comma. 
                  Nel caso di riunione di uno o piu' distretti  notarili,
              anche gli archivi notarili saranno riuniti nel Comune  sede
              del Consiglio notarile. 
                  Fino a tanto che non sara' possibile la loro  effettiva
              riunione,  gli  archivi  da  aggregarsi   continueranno   a
              funzionare soltanto per le operazioni attinenti agli  atti,
              che gia' vi si trovano depositati. Per ogni altro  riguardo
              saranno sostituiti dall'archivio notarile aggregante. 
                  La riunione di archivi notarili  puo'  essere  disposta
              anche senza la riunione di uno o piu'  distretti  notarili,
              tenendo conto del numero  dei  notai  assegnati  a  ciascun
              distretto notarile dell'archivio da aggregare, della  media
              dei servizi erogati all'utenza negli ultimi tre anni  dagli
              archivi   da   aggregare,   nonche'   dell'estensione   del
              territorio e dei mezzi di comunicazione.". 
              Comma 146. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 2  della  legge  17
              maggio 1952, n. 629 (Riordinamento degli archivi notarili),
              come modificato dalla presente legge: 
                  "Art.  2.  (Gli  Archivi  notarili  si  distinguono  in
              distrettuali e mandamentali). 
                  Gli Archivi notarili distrettuali  sono  istituiti  con
              decreto  del  Presidente  della   Repubblica   nei   Comuni
              capoluoghi di distretti notarili ed hanno competenza per la
              circoscrizione del rispettivo distretto. 
                  Gli Archivi notarili distrettuali  sono  istituiti  con
              decreto del Ministro della giustizia,  nel  rispetto  delle
              dotazioni organiche del Ministero della giustizia  e  senza
              nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, nei  comuni
              capoluoghi  di  distretti  notarili,  fatto  salvo   quanto
              previsto dall'articolo 1, quarto comma, del  regio  decreto
              31 dicembre 1923,  n.  3138,  e  hanno  competenza  per  la
              circoscrizione del rispettivo distretto  o  dei  rispettivi
              distretti.". 
                  - Per  il  testo  vigente  dell'articolo  1  del  regio
              decreto 31 dicembre 1923, n.3138 (Nuovo  ordinamento  degli
              archivi notarili), si veda nelle note al comma 145. 
              Comma 147. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 4 e della tabella A
              della legge 17 maggio 1952,  n.  629  (Riordinamento  degli
              archivi notarili), come modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 4. 
                  1. Presso gli Archivi notarili di Bologna e Napoli sono
              costituiti  uffici  ispettivi  la  cui  circoscrizione   e'
              determinata dalla tabella A allegata alla presente legge." 
     
                                                               "Tabella A 
     
              Sedi e circoscrizioni di competenza degli uffici ispettivi 
     
                  Bologna:  Archivi  notarili  distrettuali  aventi  sede
              nelle  regioni:  Emilia-Romagna,  Friuli  Venezia   Giulia,
              Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Trentino-Alto  Adige,
              Valle d'Aosta, Veneto. 
                  Napoli: Archivi notarili distrettuali aventi sede nelle
              regioni: Abruzzo, Basilicata,  Calabria,  Campania,  Lazio,
              Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria." 
              Comma 148. 
                  - Si riporta il testo  del  comma  1  dell'articolo  24
              della legge 7 agosto 1997, n. 266 (Interventi  urgenti  per
              l'economia): 
                  "Art. 24. (Norme in materia di attivita' di  assistenza
              e consulenza). - 1. L'articolo 2 della  legge  23  novembre
              1939, n. 1815, e' abrogato. 
                  (Omissis).". 
                  Si riporta la rubrica dei capi V, VI e VII del titolo V
              (Delle societa') del libro quinto (Del lavoro)  del  codice
              civile: 
                    "Capo V - Societa' per azioni; 
                    Capo VI - Della societa' in accomandita per azioni; 
                    Capo  VII  -   Della   societa'   a   responsabilita'
              limitata". 
                  - Si riporta la rubrica del capo I del titolo VI (Delle
              societa' cooperative delle mutue assicuratrici)  del  libro
              quinto (Del lavoro) del codice civile: 
                    "Capo I - Delle societa' cooperative". 
              Comma 149. 
                  - Si riporta il testo del  comma  2,  dell'articolo  24
              della legge 7 agosto 1997, n. 266 (Interventi  urgenti  per
              l'economia): 
                  "Art. 24. (Norme in materia di attivita' di  assistenza
              e consulenza). - 1. L'articolo 2 della  legge  23  novembre
              1939, n. 1815, e' abrogato. 
                  2. (abrogato).". 
              Comma 150. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 9 del decreto-legge
              24  gennaio  2012,  n.  1  (Disposizioni  urgenti  per   la
              concorrenza,  lo  sviluppo  delle   infrastrutture   e   la
              competitivita'), come modificato dalla presente legge: 
                  "Art.    9.     (Disposizioni     sulle     professioni
              regolamentate).  -  1.  Sono  abrogate  le  tariffe   delle
              professioni regolamentate nel sistema ordinistico. 
                  2. Ferma restando l'abrogazione di cui al comma 1,  nel
              caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale,
              il  compenso  del   professionista   e'   determinato   con
              riferimento a parametri stabiliti con decreto del  Ministro
              vigilante, da adottare nel  termine  di  centoventi  giorni
              successivi alla data di entrata in vigore  della  legge  di
              conversione del presente decreto. Entro lo stesso  termine,
              con decreto del Ministro della giustizia, di  concerto  con
              il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sono  anche
              stabiliti i parametri per oneri e contribuzioni alle  casse
              professionali e agli archivi precedentemente  basati  sulle
              tariffe.  Il  decreto   deve   salvaguardare   l'equilibrio
              finanziario,  anche   di   lungo   periodo,   delle   casse
              previdenziali professionali. Ai fini  della  determinazione
              dei corrispettivi da porre a base di gara  nelle  procedure
              di affidamento di contratti pubblici dei  servizi  relativi
              all'architettura e all'ingegneria di  cui  alla  parte  II,
              titolo I, capo IV del decreto legislativo 12  aprile  2006,
              n. 163, si applicano i parametri individuati con il decreto
              di cui al primo  periodo,  da  emanarsi,  per  gli  aspetti
              relativi alle disposizioni di cui al presente  periodo,  di
              concerto  con  il  Ministro  delle  infrastrutture  e   dei
              trasporti; con il medesimo decreto sono  altresi'  definite
              le classificazioni delle prestazioni professionali relative
              ai predetti servizi. I parametri  individuati  non  possono
              condurre alla determinazione di un importo a base  di  gara
              superiore  a  quello  derivante   dall'applicazione   delle
              tariffe professionali vigenti prima dell'entrata in  vigore
              del presente decreto. 
                  3. Le tariffe vigenti alla data di  entrata  in  vigore
              del   presente   decreto    continuano    ad    applicarsi,
              limitatamente alla  liquidazione  delle  spese  giudiziali,
              fino  alla  data  di  entrata   in   vigore   dei   decreti
              ministeriali di cui al comma 2 e, comunque,  non  oltre  il
              centoventesimo giorno dalla data di entrata in vigore della
              legge di conversione del presente decreto. 
                  4. Il compenso  per  le  prestazioni  professionali  e'
              pattuito, nelle forme previste dall'ordinamento, al momento
              del   conferimento    dell'incarico    professionale.    Il
              professionista  deve  rendere  noto  obbligatoriamente,  in
              forma  scritta  o  digitale,  al  cliente   il   grado   di
              complessita' dell'incarico, fornendo tutte le  informazioni
              utili  circa  gli  oneri  ipotizzabili  dal   momento   del
              conferimento fino alla  conclusione  dell'incarico  e  deve
              altresi' indicare i dati della polizza assicurativa  per  i
              danni     provocati      nell'esercizio      dell'attivita'
              professionale. In ogni  caso  la  misura  del  compenso  e'
              previamente resa  nota  al  cliente  obbligatoriamente,  in
              forma scritta o digitale, con  un  preventivo  di  massima,
              deve  essere  adeguata  all'importanza  dell'opera   e   va
              pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci
              di costo, comprensive di  spese,  oneri  e  contributi.  Al
              tirocinante   e'    riconosciuto    un    rimborso    spese
              forfettariamente  concordato  dopo  i  primi  sei  mesi  di
              tirocinio. 
                  5. Sono abrogate le disposizioni vigenti  che,  per  la
              determinazione del compenso  del  professionista,  rinviano
              alle tariffe di cui al comma 1. 
                  6. La durata del tirocinio previsto per l'accesso  alle
              professioni  regolamentate  non  puo'  essere  superiore  a
              diciotto mesi; per i primi  sei  mesi,  il  tirocinio  puo'
              essere  svolto,  in  presenza  di  un'apposita  convenzione
              quadro stipulata tra i consigli nazionali degli ordini e il
              Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,
              in concomitanza con il corso di studio per il conseguimento
              della laurea di primo livello o della laurea  magistrale  o
              specialistica.   Analoghe   convenzioni   possono    essere
              stipulate tra  i  consigli  nazionali  degli  ordini  e  il
              Ministro   per   la   pubblica   amministrazione    e    la
              semplificazione per lo  svolgimento  del  tirocinio  presso
              pubbliche amministrazioni, all'esito del corso  di  laurea.
              Le disposizioni del presente comma non  si  applicano  alle
              professioni sanitarie, per le  quali  resta  confermata  la
              normativa vigente. 
                  7. All'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto
              2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
              settembre  2011,  n.  148,  sono  apportate   le   seguenti
              modificazioni: 
                    a) all'alinea, nel primo  periodo,  dopo  la  parola:
              «regolamentate»  sono  inserite  le  seguenti:  «secondo  i
              principi  della  riduzione  e  dell'accorpamento,  su  base
              volontaria,  fra   professioni   che   svolgono   attivita'
              similari»; 
                    b) alla  lettera  c),  il  secondo,  terzo  e  quarto
              periodo sono soppressi; 
                    c) la lettera d) e' abrogata. 
                  8. Dall'attuazione del  presente  articolo  non  devono
              derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.". 
                  - La legge 24 marzo 2012, n. 27 (Conversione in  legge,
              con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1,
              recante  disposizioni  urgenti  per  la   concorrenza,   lo
              sviluppo  delle  infrastrutture  e  la  competitivita')  e'
              pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 24 marzo 2012,  n.  71,
              S.O. 
                  Comma 151. 
                  - Si riporta il testo del comma  96  dell'articolo  145
              della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni  per  la
              formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -
              legge finanziaria 2001): 
                  "Art. 145. (Altri interventi). 
                  (Omissis). 
                  96.  Gli  atti  di  aggiornamento  geometrico  di   cui
              all'articolo 8 della legge 1° ottobre 1969, n. 679, ed agli
              articoli 5 e 7 del decreto del Presidente della  Repubblica
              26 ottobre 1972, n. 650, e le denunce di variazione di  cui
              all'articolo 27 del testo unico delle imposte sui  redditi,
              approvato con decreto del Presidente  della  Repubblica  22
              dicembre  1986,  n.  917,  resi   dai   soggetti   di   cui
              all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 27 aprile  1990,
              n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 giugno
              1990, n. 165, sono redatti conformemente alle  disposizioni
              di cui al decreto del  Ministro  delle  finanze  19  aprile
              1994, n. 701. 
                  (Omissis).". 
                  - La legge 6 giugno 1986, n. 251 (Istituzione dell'albo
              professionale  degli  agrotecnici)  e'   pubblicata   nella
              Gazzetta Ufficiale 12 giugno 1986, n. 134. 
              Comma 153. 
                  - La legge 24 luglio 1985, n.  409  (Istituzione  della
              professione  sanitaria  di  odontoiatria   e   disposizioni
              relative  al  diritto  di  stabilimento  ed   alla   libera
              prestazione di servizi da parte dei dentisti  cittadini  di
              Stati membri delle Comunita' europee) e'  pubblicata  nella
              Gazzetta Ufficiale 13 agosto 1985, n. 190, S.O. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 2  della  legge  24
              luglio  1985,  n.  409   (Istituzione   della   professione
              sanitaria  di  odontoiatria  e  disposizioni  relative   al
              diritto di  stabilimento  ed  alla  libera  prestazione  di
              servizi da parte dei dentisti  cittadini  di  Stati  membri
              delle  Comunita'  europee),   pubblicata   nella   Gazzetta
              Ufficiale 13 agosto 1985, n. 190, S.O.: 
                  "Art. 2. 
                  Formano oggetto della  professione  di  odontoiatra  le
              attivita' inerenti alla  diagnosi  ed  alla  terapia  delle
              malattie ed anomalie  congenite  ed  acquisite  dei  denti,
              della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti, nonche'
              alla prevenzione ed alla riabilitazione odontoiatriche. 
                  Gli odontoiatri possono prescrivere tutti i medicamenti
              necessari all'esercizio della loro professione.". 
              Comma 157. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo  7  della  legge  8
              novembre 1991,  n.  362  (Norme  di  riordino  del  settore
              farmaceutico), come modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 7. (Titolarita' e gestione della farmacia). -  1.
              Sono titolari  dell'esercizio  della  farmacia  privata  le
              persone fisiche, in conformita' alle disposizioni  vigenti,
              le societa' di  persone,  le  societa'  di  capitali  e  le
              societa' cooperative a responsabilita' limitata. 
                  2. Le societa' di cui al comma  1  hanno  come  oggetto
              esclusivo la gestione di una  farmacia.  La  partecipazione
              alle societa' di  cui  al  comma  1  e'  incompatibile  con
              qualsiasi  altra  attivita'  svolta   nel   settore   della
              produzione e informazione scientifica del farmaco,  nonche'
              con l'esercizio della professione medica. Alle societa'  di
              cui al comma 1 si applicano,  per  quanto  compatibili,  le
              disposizioni dell'articolo 8. 
                  3. La direzione della farmacia gestita  dalla  societa'
              e' affidata a  un  farmacista  in  possesso  del  requisito
              dell'idoneita' previsto  dall'articolo  12  della  legge  2
              aprile 1968, n. 475, e successive modificazioni, che ne  e'
              responsabile. 
                  4. Il direttore, qualora si verifichino a suo carico le
              condizioni previste dal  comma  2  dell'articolo  11  della
              legge 2 aprile 1968, n. 475, come sostituito  dall'articolo
              11 della presente legge, e' sostituito  temporaneamente  da
              un farmacista  in  possesso  del  requisito  dell'idoneita'
              previsto dall'articolo 12 della legge  2  aprile  1968,  n.
              475, e successive modificazioni. 
                  4-bis. (abrogato). 
                  5. 
                  6. 
                  7. 
                  8. Il trasferimento della titolarita' dell'esercizio di
              farmacia privata e' consentito dopo che siano  decorsi  tre
              anni   dal   rilascio    dell'autorizzazione    da    parte
              dell'autorita' competente, salvo quanto previsto ai commi 9
              e 10. 
                  9. A seguito di acquisto a titolo di successione di una
              partecipazione in una societa' di cui al comma  1,  qualora
              vengano meno i requisiti di  cui  al  secondo  periodo  del
              comma 2, l'avente causa cede la quota di partecipazione nel
              termine di sei mesi dalla presentazione della dichiarazione
              di successione . 
                  10. Il termine di cui al comma 9 si applica anche  alla
              vendita della farmacia privata da parte degli aventi  causa
              ai sensi del dodicesimo comma dell'articolo 12 della  legge
              2 aprile 1968, n. 475. 
                  11. Decorsi i termini di cui al comma 9, in mancanza di
              soci o di aventi causa, la gestione della farmacia  privata
              viene assegnata secondo le procedure di cui all'articolo 4. 
                  12. Qualora venga meno la pluralita' dei soci, il socio
              superstite ha facolta' di associare nuovi soci nel rispetto
              delle condizioni di cui al presente articolo,  nel  termine
              perentorio di sei mesi. 
                  13. Il primo comma  dell'articolo  13  del  regolamento
              approvato con regio decreto 3  marzo  1927,  n.  478,  come
              sostituito dall'articolo 1 del decreto del Presidente della
              Repubblica 23 ottobre 1963, n. 1730, si applica a tutte  le
              farmacie  private  anche  se  di  esse  sia  titolare   una
              societa'. 
                  14. Ferme restando le disposizioni di cui  all'articolo
              17 della legge 29 dicembre 1990, n. 408, agli atti soggetti
              ad imposta di registro delle societa' aventi  come  oggetto
              l'esercizio di una farmacia privata, costituite  entro  due
              anni dalla data di entrata in vigore della presente  legge,
              ed al  relativo  conferimento  dell'azienda,  l'imposta  si
              applica in misura fissa.". 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 12  della  legge  2
              aprile 1968,  n.  475  e  successive  modificazioni  (Norme
              concernenti il servizio farmaceutico): 
                  "Art. 12. 
                  E' consentito il trasferimento della titolarita'  della
              farmacia decorsi 3 anni dalla conseguita titolarita'. 
                  Il trasferimento puo'  aver  luogo  solo  a  favore  di
              farmacista che abbia conseguito la titolarita'  o  che  sia
              risultato idoneo in un precedente concorso. 
                  Il  trasferimento  del  diritto  di   esercizio   della
              farmacia deve essere riconosciuto con  decreto  del  medico
              provinciale. 
                  Il farmacista che abbia ceduto la propria  farmacia  ai
              sensi del presente articolo o del successivo  art.  18  non
              puo' concorrere all'assegnazione di  un'altra  farmacia  se
              non  sono  trascorsi  almeno  dieci  anni   dall'atto   del
              trasferimento. 
                  A tal fine, il medico provinciale  della  provincia  in
              cui ha  sede  l'esercizio  ceduto  e'  tenuto  a  segnalare
              l'avvenuto trasferimento al Ministero della sanita'. 
                  Il farmacista titolare  al  momento  del  trasferimento
              decade dalla precedente titolarita'. 
                  Al farmacista che abbia trasferito la propria  farmacia
              e' consentito, per una volta soltanto nella vita, ed  entro
              due anni dal trasferimento, di acquistare un'altra farmacia
              senza dovere superare il concorso per l'assegnazione di cui
              al quarto comma. Al  farmacista  che  abbia  trasferito  la
              titolarita'  della  propria  farmacia   senza   acquistarne
              un'altra entro due anni dal trasferimento,  e'  consentito,
              per una sola volta nella vita, l'acquisto di  una  farmacia
              qualora abbia svolto  attivita'  professionale  certificata
              dall'autorita' sanitaria  competente  per  territorio,  per
              almeno 6 mesi durante l'anno precedente l'acquisto,  ovvero
              abbia  conseguito  l'idoneita'  in  un  concorso   a   sedi
              farmaceutiche effettuato nei due anni anteriori. 
                  Il trasferimento di farmacia puo' aver luogo  a  favore
              di farmacista, iscritto all'albo professionale,  che  abbia
              conseguito l'idoneita' o  che  abbia  almeno  due  anni  di
              pratica professionale, certificata dall'autorita' sanitaria
              competente. 
                  Ai fini della  pratica  professionale  il  titolare  di
              farmacia deve comunicare all'autorita' sanitaria competente
              le  generalita'  del  farmacista  praticante,  la  data  di
              effettivo inizio  nonche'  di  effettiva  cessazione  della
              stessa . 
                  Le suddette comunicazioni devono essere  trascritte  in
              apposito   registro   tenuto    dall'autorita'    sanitaria
              competente che e' tenuta ad effettuare periodiche verifiche
              sull'effettivo svolgimento della pratica professionale. 
                  Il trasferimento della titolarita'  delle  farmacie,  a
              tutti gli effetti di  legge,  non  e'  ritenuto  valido  se
              insieme col diritto di esercizio della farmacia  non  venga
              trasferita anche l'azienda commerciale che vi e'  connessa,
              pena la decadenza. 
                  Nel caso di morte del titolare gli eredi possono  entro
              un anno effettuare  il  trapasso  della  titolarita'  della
              farmacia  a  norma  dei  commi  precedenti  a   favore   di
              farmacista  iscritto  nell'albo  professionale,  che  abbia
              conseguito la titolarita' o che sia risultato idoneo in  un
              precedente concorso. Durante tale periodo gli  eredi  hanno
              diritto di continuare l'esercizio in via provvisoria  sotto
              la responsabilita' di un direttore". 
              Comma 158. 
                  - Il testo dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991,
              n. 362 (Norme di riordino del settore  farmaceutico),  come
              modificato dalla presente legge e'  riportato  in  nota  al
              comma 157. 
                  - Si riporta il testo  dell'articolo  2359  del  codice
              civile: 
                  "Art. 2359. Societa' controllate e societa' collegate. 
                  Sono considerate societa' controllate: 
                    1) le societa' in cui un'altra societa' dispone della
              maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria; 
                    2) le societa' in cui un'altra  societa'  dispone  di
              voti  sufficienti  per  esercitare  un'influenza  dominante
              nell'assemblea ordinaria; 
                    3) le societa' che sono sotto influenza dominante  di
              un'altra  societa'  in  virtu'   di   particolari   vincoli
              contrattuali con essa. 
                  Ai fini dell'applicazione dei numeri 1) e 2) del  primo
              comma si  computano  anche  i  voti  spettanti  a  societa'
              controllate, a societa' fiduciarie e a persona  interposta:
              non si computano i voti spettanti per conto di terzi. 
                  Sono considerate  collegate  le  societa'  sulle  quali
              un'altra   societa'   esercita    un'influenza    notevole.
              L'influenza si presume quando nell'assemblea ordinaria puo'
              essere esercitato almeno  un  quinto  dei  voti  ovvero  un
              decimo  se  la  societa'  ha  azioni  quotate  in   mercati
              regolamentati.". 
              Comma 159. 
                  - La legge 10 ottobre 1990, n. 287 (Norme per la tutela
              della  concorrenza  e  del  mercato)  e'  pubblicata  nella
              Gazzetta Ufficiale 13 ottobre 1990, n. 240. 
              Comma 160. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo  8  della  legge  8
              novembre 1991,  n.  362  (Norme  di  riordino  del  settore
              farmaceutico), come modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 8. (Gestione societaria: incompatibilita'). -  1.
              La partecipazione alle  societa'  di  cui  all'articolo  7,
              salvo il caso di cui ai commi 9 e 10 di tale  articolo,  e'
              incompatibile: 
                    a) nei casi di cui all'articolo 7, comma  2,  secondo
              periodo; 
                    b) con la posizione di titolare, gestore provvisorio,
              direttore o collaboratore di altra farmacia; 
                    c)  con  qualsiasi  rapporto  di  lavoro  pubblico  e
              privato. 
                  2. Lo statuto delle societa' di cui  all'articolo  7  e
              ogni successiva variazione,  ivi  incluse  quelle  relative
              alla compagine sociale,  sono  comunicati,  entro  sessanta
              giorni,  alla  Federazione  degli  ordini  dei   farmacisti
              italiani   nonche'   all'assessore   alla   sanita'   della
              competente  regione  o   provincia   autonoma,   all'ordine
              provinciale dei farmacisti e all'azienda  sanitaria  locale
              competente per territorio. 
                  3. La violazione delle disposizioni di cui al  presente
              articolo e  all'articolo  7  comporta  la  sospensione  del
              farmacista  dall'albo  professionale  per  un  periodo  non
              inferiore ad un  anno.  Se  e'  sospeso  il  socio  che  e'
              direttore responsabile, la direzione della farmacia gestita
              da una societa' e' affidata ad un altro dei soci.  Se  sono
              sospesi tutti  i  soci  e'  interrotta  la  gestione  della
              farmacia per il periodo corrispondente alla sospensione dei
              soci.  L'autorita'   sanitaria   competente   nomina,   ove
              necessario, un commissario per il periodo  di  interruzione
              della gestione ordinaria, da scegliersi  in  un  elenco  di
              professionisti   predisposto   dal   consiglio    direttivo
              dell'ordine provinciale dei farmacisti.". 
              Comma 161. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo  2  della  legge  2
              aprile  1968,  n.  475  (Norme  concernenti   il   servizio
              farmaceutico), come modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 2. 
                  1. Ogni comune deve avere  un  numero  di  farmacie  in
              rapporto a quanto disposto  dall'articolo  1.  Al  fine  di
              assicurare  una   maggiore   accessibilita'   al   servizio
              farmaceutico, il  comune,  sentiti  l'azienda  sanitaria  e
              l'Ordine  provinciale   dei   farmacisti   competente   per
              territorio, identifica le zone  nelle  quali  collocare  le
              nuove farmacie, al fine di assicurare un'equa distribuzione
              sul territorio, tenendo  altresi'  conto  dell'esigenza  di
              garantire l'accessibilita' del servizio farmaceutico  anche
              a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate. 
                  2. Il numero di farmacie spettanti a ciascun comune  e'
              sottoposto a revisione entro il mese di  dicembre  di  ogni
              anno pari,  in  base  alle  rilevazioni  della  popolazione
              residente nel comune, pubblicate dall'Istituto nazionale di
              statistica. 
                  2-bis. Fatta salva  la  procedura  concorsuale  di  cui
              all'articolo 11 del decreto-legge 24 gennaio  2012,  n.  1,
              convertito, con modificazioni, dallalegge 24 marzo 2012, n.
              27, e successive modificazioni, nei comuni con  popolazione
              inferiore  a  6.600  abitanti,  in  cui  le  farmacie,  non
              sussidiate, risultano essere soprannumerarie per decremento
              della popolazione, e'  consentita  al  farmacista  titolare
              della farmacia, previa presentazione di  apposita  istanza,
              la possibilita' di  trasferimento  presso  i  comuni  della
              medesima  regione  ai  quali,  all'esito  della   revisione
              biennale di cui al comma 2 del presente articolo, spetta un
              numero  di  farmacie  superiore  al  numero   di   farmacie
              esistenti  nel  territorio  comunale,  sulla  base  di  una
              graduatoria regionale per titoli,  che  tenga  conto  anche
              dell'ordine  cronologico  delle  istanze  di  trasferimento
              presentate, e che si perfezioni in data anteriore all'avvio
              della procedura biennale del concorso  ordinario  per  sedi
              farmaceutiche, di cui all'articolo 4 della legge 8 novembre
              1991, n. 362. Ove l'istanza del farmacista  venga  accolta,
              il trasferimento si  perfeziona  previo  pagamento  di  una
              tassa di concessione governativa una tantum  pari  a  5.000
              euro.". 
                  -  Si   riporta   il   testo   dell'articolo   11   del
              decreto-legge  24  gennaio  2012,  n.  1,  convertito,  con
              modificazioni, dalla legge  24  marzo  2012,  n.  27,  come
              modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 11. (Potenziamento del servizio di  distribuzione
              farmaceutica,  accesso  alla  titolarita'  delle  farmacie,
              modifica alla disciplina della somministrazione dei farmaci
              e altre disposizioni in materia sanitaria). - 1. Al fine di
              favorire l'accesso alla titolarita' delle farmacie da parte
              di un piu' ampio numero di aspiranti, aventi i requisiti di
              legge, nonche' di favorire le procedure per  l'apertura  di
              nuove sedi farmaceutiche garantendo al  contempo  una  piu'
              capillare   presenza   sul    territorio    del    servizio
              farmaceutico, allalegge 2 aprile 1968, n. 475, e successive
              modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
                    a) all'articolo 1, il secondo e il terzo  comma  sono
              sostituiti dai seguenti: 
                    «Il numero delle autorizzazioni e' stabilito in  modo
              che vi sia una farmacia ogni 3.300 abitanti. 
                  La popolazione eccedente, rispetto al parametro di  cui
              al secondo comma,  consente  l'apertura  di  una  ulteriore
              farmacia,  qualora  sia  superiore  al  50  per  cento  del
              parametro stesso»; 
                    b) dopo l'articolo 1 e' inserito il seguente: 
                  «Articolo  1-bis.  -   1.   In   aggiunta   alle   sedi
              farmaceutiche  spettanti  in  base  al  criterio   di   cui
              all'articolo 1 ed entro il limite del  5  per  cento  delle
              sedi, comprese le nuove, le regioni e le province  autonome
              di Trento e di Bolzano, sentita l'azienda sanitaria  locale
              competente per territorio, possono istituire una farmacia: 
                    a) nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti civili
              a traffico internazionale, nelle stazioni marittime e nelle
              aree  di  servizio  autostradali  ad  alta  intensita'   di
              traffico, dotate di servizi alberghieri o di  ristorazione,
              purche' non sia gia' aperta una  farmacia  a  una  distanza
              inferiore a 400 metri; 
                    b) nei centri commerciali e  nelle  grandi  strutture
              con  superficie  di  vendita  superiore  a   10.000   metri
              quadrati, purche' non sia gia' aperta una  farmacia  a  una
              distanza inferiore a 1.500 metri»; 
                    c) l'articolo 2 e' sostituito dal seguente: 
                  «Articolo 2. - 1. Ogni comune deve avere un  numero  di
              farmacie in rapporto a quanto disposto dall'articolo 1.  Al
              fine di assicurare una maggiore accessibilita' al  servizio
              farmaceutico, il  comune,  sentiti  l'azienda  sanitaria  e
              l'Ordine  provinciale   dei   farmacisti   competente   per
              territorio, identifica le zone  nelle  quali  collocare  le
              nuove farmacie, al fine di assicurare un'equa distribuzione
              sul territorio, tenendo  altresi'  conto  dell'esigenza  di
              garantire l'accessibilita' del servizio farmaceutico  anche
              a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate. 
                  2. Il numero di farmacie spettanti a ciascun comune  e'
              sottoposto a revisione entro il mese di  dicembre  di  ogni
              anno pari,  in  base  alle  rilevazioni  della  popolazione
              residente nel comune, pubblicate dall'Istituto nazionale di
              statistica». 
                  2. Ciascun comune, sulla  base  dei  dati  ISTAT  sulla
              popolazione residente al 31 dicembre 2010 e  dei  parametri
              di cui al comma 1, individua le  nuove  sedi  farmaceutiche
              disponibili nel proprio territorio  e  invia  i  dati  alla
              regione entro e non  oltre  trenta  giorni  dalla  data  di
              entrata in vigore della legge di conversione  del  presente
              decreto. 
                  3. Le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di
              Bolzano provvedono ad assicurare, entro dodici  mesi  dalla
              data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del
              presente decreto, la conclusione del concorso straordinario
              e l'assegnazione delle sedi  farmaceutiche  disponibili  di
              cui al comma 2 e di quelle  vacanti.  In  deroga  a  quanto
              previsto dall'articolo 9 della legge 2 aprile 1968, n. 475,
              sulle sedi farmaceutiche istituite in attuazione del  comma
              1 o comunque vacanti non puo' essere esercitato il  diritto
              di prelazione da parte del comune.  Entro  sessanta  giorni
              dall'invio dei dati di cui al comma  2,  le  regioni  e  le
              province autonome di Trento  e  di  Bolzano  bandiscono  il
              concorso straordinario per soli  titoli  per  la  copertura
              delle sedi farmaceutiche di nuova istituzione e per  quelle
              vacanti, fatte salve quelle per la cui  assegnazione,  alla
              data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del
              presente decreto, la procedura concorsuale sia  stata  gia'
              espletata o siano state gia' fissate le date  delle  prove.
              Al concorso straordinario possono partecipare i farmacisti,
              cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea, iscritti
              all'albo professionale: 
                    a) non titolari di farmacia, in qualunque  condizione
              professionale si trovino; 
                    b) titolari di farmacia rurale sussidiata; 
                    c) titolari di farmacia soprannumeraria; 
                    d) titolari di esercizio di cui all'articolo 5, comma
              1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
              modificazioni, dallalegge 4 agosto 2006, n. 248. 
                  - Non possono partecipare al concorso  straordinario  i
              farmacisti titolari, compresi i soci di societa'  titolari,
              di farmacia diversa da quelle di cui alle lettere b) e  c).
              Agli effetti delle disposizioni del presente articolo,  per
              farmacie soprannumerarie si intendono le farmacie aperte in
              base al criterio topografico  o  della  distanza  ai  sensi
              dell'articolo 104 del testo unico delle leggi sanitarie  di
              cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e  successive
              modificazioni,  sia   anteriormente,   sia   posteriormente
              all'entrata in vigore dellalegge 8 novembre 1991,  n.  362,
              che non  risultino  riassorbite  nella  determinazione  del
              numero complessivo delle  farmacie  stabilito  in  base  al
              parametro della popolazione di cui al comma 1, lettera  a),
              del presente articolo. 
                  4.  Ai  fini   dell'assegnazione   delle   nuove   sedi
              farmaceutiche messe  a  concorso,  ciascuna  regione  e  le
              province autonome di  Trento  e  di  Bolzano  istituiscono,
              entro  trenta  giorni  dalla  data  di  pubblicazione   del
              relativo bando di concorso,  una  commissione  esaminatrice
              regionale o provinciale per le province autonome di  Trento
              e di Bolzano. Al concorso straordinario  si  applicano,  in
              quanto compatibili, le disposizioni  vigenti  sui  concorsi
              per  la  copertura  delle  sedi  farmaceutiche   di   nuova
              istituzione o vacanti, nonche' le disposizioni del presente
              articolo. 
                  5. Ciascun candidato puo' partecipare al  concorso  per
              l'assegnazione di farmacia in non piu'  di  due  regioni  o
              province autonome, e non deve aver compiuto i  65  anni  di
              eta'  alla  data   di   scadenza   del   termine   per   la
              partecipazione al concorso  prevista  dal  bando.  Ai  fini
              della valutazione dell'esercizio professionale nel concorso
              straordinario   per   il   conferimento   di   nuove   sedi
              farmaceutiche di cui al comma 3, in deroga  al  regolamento
              di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
              30 marzo 1994, n. 298: 
                    a) l'attivita'  svolta  dal  farmacista  titolare  di
              farmacia rurale  sussidiata,  dal  farmacista  titolare  di
              farmacia  soprannumeraria  e  dal  farmacista  titolare  di
              esercizio di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto-legge
              4 luglio  2006,  n.  223,  convertito,  con  modificazioni,
              dallalegge 4  agosto  2006,  n.  248,  e'  equiparata,  ivi
              comprese le maggiorazioni; 
                    b) l'attivita' svolta da farmacisti collaboratori  di
              farmacia e da farmacisti collaboratori  negli  esercizi  di
              cui all'articolo 5, comma 1,  del  decreto-legge  4  luglio
              2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge  4
              agosto  2006,  n.  248,  e'  equiparata,  ivi  comprese  le
              maggiorazioni; 
                    b-bis)  per  l'attivita'   svolta   dai   ricercatori
              universitari nei corsi di laurea in farmacia e in chimica e
              tecnologia farmaceutiche, sono assegnati, per  anno  e  per
              ciascun commissario, 0,30 punti per i primi dieci  anni,  e
              0,08 punti per i secondi dieci anni. 
                  6. In ciascuna regione e  nelle  province  autonome  di
              Trento e di Bolzano,  la  commissione  esaminatrice,  sulla
              base  della  valutazione  dei  titoli   in   possesso   dei
              candidati, determina una graduatoria unica.  A  parita'  di
              punteggio, prevale il candidato  piu'  giovane.  A  seguito
              dell'approvazione  della  graduatoria,  ad  ogni  vincitore
              sara' assegnata la prima sede da lui indicata in ordine  di
              preferenza, che non risulti assegnata a un candidato meglio
              collocato   in   graduatoria.   Entro    quindici    giorni
              dall'assegnazione,  i   vincitori   del   concorso   devono
              dichiarare se accettano o meno la sede assegnata. L'inutile
              decorso del termine concesso per la dichiarazione  equivale
              a una  non  accettazione.  Dopo  la  scadenza  del  termine
              previsto per l'accettazione, le  sedi  non  accettate  sono
              offerte   ad   altrettanti   candidati   che   seguono   in
              graduatoria, secondo  la  procedura  indicata  nei  periodi
              precedenti,  fino  all'esaurimento  delle  sedi   messe   a
              concorso  o  all'interpello  di  tutti   i   candidati   in
              graduatoria. Successivamente, la  graduatoria  deve  essere
              utilizzata, per sei anni a partire  dalla  data  del  primo
              interpello effettuato per l'assegnazione delle sedi oggetto
              del  concorso  straordinario,   con   il   criterio   dello
              scorrimento  per  la  copertura  delle  sedi  farmaceutiche
              eventualmente  resesi  vacanti  a  seguito   delle   scelte
              effettuate dai vincitori  di  concorso,  con  le  modalita'
              indicate nei precedenti periodi del presente comma. 
                  7.  Ai   concorsi   per   il   conferimento   di   sedi
              farmaceutiche gli interessati in possesso dei requisiti  di
              legge  possono  concorrere  per  la   gestione   associata,
              sommando i titoli posseduti. In tale  caso,  ai  soli  fini
              della preferenza a parita' di punteggio,  si  considera  la
              media  dell'eta'  dei  candidati  che  concorrono  per   la
              gestione associata. Ove i candidati che concorrono  per  la
              gestione  associata  risultino  vincitori,  la  titolarita'
              della farmacia assegnata e'  condizionata  al  mantenimento
              della gestione associata da parte degli  stessi  vincitori,
              su base paritaria, per un periodo di tre anni dalla data di
              autorizzazione all'esercizio della farmacia, fatta salva la
              premorienza o sopravvenuta incapacita'. 
                  8. I turni e gli  orari  di  farmacia  stabiliti  dalle
              autorita' competenti in base  alla  vigente  normativa  non
              impediscono l'apertura della farmacia in orari  diversi  da
              quelli obbligatori. Le farmacie  possono  praticare  sconti
              sui prezzi di tutti i tipi di farmaci  e  prodotti  venduti
              pagati   direttamente   dai   clienti,   dandone   adeguata
              informazione alla clientela. 
                  9. Qualora il comune non  provveda  a  comunicare  alla
              regione o alla provincia autonoma di Trento  e  di  Bolzano
              l'individuazione delle  nuove  sedi  disponibili  entro  il
              termine di cui al comma 2 del presente articolo, la regione
              provvede con proprio atto a  tale  individuazione  entro  i
              successivi sessanta giorni. Nel caso in cui le regioni o le
              province autonome di Trento e di Bolzano non provvedano nel
              senso indicato ovvero non provvedano a bandire il  concorso
              straordinario e a concluderlo entro i  termini  di  cui  al
              comma 3,  il  Consiglio  dei  Ministri  esercita  i  poteri
              sostitutivi di cui all'articolo 120 della Costituzione  con
              la nomina  di  un  apposito  commissario  che  provvede  in
              sostituzione   dell'amministrazione   inadempiente    anche
              espletando le procedure concorsuali ai sensi  del  presente
              articolo. 
                  10. Fino al 2022, tutte le farmacie istituite ai  sensi
              del comma 1, lettera b),  sono  offerte  in  prelazione  ai
              comuni in cui le stesse hanno sede. I  comuni  non  possono
              cedere la titolarita' o la gestione delle farmacie  per  le
              quali hanno esercitato il diritto di  prelazione  ai  sensi
              del presente comma. In caso di rinuncia alla titolarita' di
              una  di  dette  farmacie  da  parte  del  comune,  la  sede
              farmaceutica e' dichiarata vacante. 
                  11. Al comma 9 dell'articolo 7 della legge  8  novembre
              1991, n. 362, e successive modificazioni, le  parole:  «due
              anni  dall'acquisto   medesimo"   sono   sostituite   dalle
              seguenti: «sei mesi dalla presentazione della dichiarazione
              di successione». 
                  12. Il medico, nel prescrivere un farmaco,  e'  tenuto,
              sulla base della sua specifica competenza professionale, ad
              informare il paziente dell'eventuale presenza in  commercio
              di  medicinali  aventi  uguale  composizione  in   principi
              attivi,    nonche'    forma    farmaceutica,     via     di
              somministrazione, modalita' di rilascio e dosaggio unitario
              uguali. Il farmacista, qualora sulla  ricetta  non  risulti
              apposta dal medico l'indicazione della non  sostituibilita'
              del farmaco prescritto, dopo aver informato  il  cliente  e
              salvo  diversa  richiesta  di  quest'ultimo,  e'  tenuto  a
              fornire il medicinale prescritto quando  nessun  medicinale
              fra quelli indicati nel primo periodo  del  presente  comma
              abbia prezzo piu' basso ovvero, in  caso  di  esistenza  in
              commercio di medicinali a minor prezzo  rispetto  a  quello
              del medicinale prescritto, a fornire il  medicinale  avente
              prezzo  piu'  basso.  All'articolo   11,   comma   9,   del
              decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,  convertito,  con
              modificazioni, dalla legge 30  luglio  2010,  n.  122,  nel
              secondo  periodo,  dopo  le  parole:  «e'  possibile»  sono
              inserite  le  seguenti:   «solo   su   espressa   richiesta
              dell'assistito e». Al fine  di  razionalizzare  il  sistema
              distributivo del farmaco, anche  a  tutela  della  persona,
              nonche' al fine di rendere maggiormente efficiente la spesa
              farmaceutica pubblica,  l'AIFA,  con  propria  delibera  da
              adottare  entro  il  31  dicembre  2012   e   pubblicizzare
              adeguatamente anche sul sito  istituzionale  del  Ministero
              della   salute,   revisiona   le   attuali   modalita'   di
              confezionamento dei farmaci  a  dispensazione  territoriale
              per  identificare  confezioni  ottimali,  anche   di   tipo
              monodose,  in  funzione  delle   patologie   da   trattare.
              Conseguentemente,  il  medico  nella  propria  prescrizione
              tiene conto delle diverse tipologie di confezione. 
                  13. Al comma 1 dell'articolo  32  del  decreto-legge  6
              dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla
              legge 22 dicembre 2011, n. 214, le  parole:  «che  ricadono
              nel territorio di comuni  aventi  popolazione  superiore  a
              12.500 abitanti e, comunque, al di fuori delle aree  rurali
              come  individuate  dai  piani  sanitari  regionali,»   sono
              soppresse. 
                  14. Il comma 1 dell'articolo 70 del decreto legislativo
              6 aprile 2006, n. 193, e' sostituito dal seguente: 
                  «1. La vendita al dettaglio dei  medicinali  veterinari
              e' effettuata soltanto dal farmacista in farmacia  e  negli
              esercizi commerciali di cui all'articolo 5,  comma  1,  del
              decreto-legge  4  luglio  2006,  n.  223,  convertito,  con
              modificazioni, dallalegge 4 agosto 2006, n. 248,  ancorche'
              dietro presentazione di ricetta medica,  se  prevista  come
              obbligatoria. La vendita nei predetti esercizi  commerciali
              e' esclusa per i medicinali richiamati dall'articolo 45 del
              testo  unico  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
              Repubblica  9  ottobre   1990,   n.   309,   e   successive
              modificazioni». 
                  15. Gli esercizi commerciali  di  cui  all'articolo  5,
              comma  1,  del  decreto-legge  4  luglio  2006,   n.   223,
              convertito, con modificazioni, dalla legge 4  agosto  2006,
              n.  248,  in   possesso   dei   requisiti   vigenti,   sono
              autorizzati,  sulla  base  dei  requisiti  prescritti   dal
              decreto del Ministro della  salute  previsto  dall'articolo
              32, comma 1, del decreto-legge 6  dicembre  2011,  n.  201,
              convertito, con modificazioni, dallalegge 22 dicembre 2011,
              n. 214, ad allestire preparazioni galeniche officinali  che
              non prevedono la presentazione di ricetta medica, anche  in
              multipli,  in  base  a  quanto  previsto  nella  farmacopea
              ufficiale italiana o nella farmacopea europea. 
                  16.  In  sede  di   rinnovo   dell'accordo   collettivo
              nazionale con  le  organizzazioni  sindacali  di  categoria
              maggiormente rappresentative,  ai  sensi  dell'articolo  4,
              comma 9, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, e successive
              modificazioni, e'  stabilita,  in  relazione  al  fatturato
              della farmacia a carico del Servizio  sanitario  nazionale,
              nonche' ai nuovi servizi che la farmacia assicura ai  sensi
              del  decreto  legislativo  3  ottobre  2009,  n.  153,   la
              dotazione minima di  personale  di  cui  la  farmacia  deve
              disporre ai fini del mantenimento della convenzione con  il
              Servizio sanitario nazionale.". 
                  - La legge 24 marzo 2012, n. 27 (Conversione in  legge,
              con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1,
              recante  disposizioni  urgenti  per  la   concorrenza,   lo
              sviluppo  delle  infrastrutture  e  la  competitivita')  e'
              pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 24 marzo 2012,  n.  71,
              S.O. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo  4  della  legge  8
              novembre  1991,  n.362  (Norme  di  riordino  del   settore
              farmaceutico). 
                  "Art. 4. (Procedure concorsuali). - 1. Il  conferimento
              delle sedi farmaceutiche vacanti o di nuova istituzione che
              risultino disponibili per l'esercizio da parte  di  privati
              ha luogo mediante concorso provinciale per titoli ed  esami
              bandito entro il mese di marzo di ogni anno  dispari  dalle
              regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano. 
                  2. Sono ammessi  al  concorso  di  cui  al  comma  1  i
              cittadini di uno Stato  membro  della  Comunita'  economica
              europea maggiori di eta', in possesso dei diritti civili  e
              politici e iscritti all'albo professionale dei  farmacisti,
              che non abbiano compiuto i sessanta anni di eta' alla  data
              di scadenza del termine di presentazione delle domande. 
                  3. Ove le regioni e le province autonome di Trento e di
              Bolzano  non  provvedano  a   bandire   il   concorso   per
              l'assegnazione  delle   farmacie   vacanti   o   di   nuova
              istituzione  nel  termine  previsto  dal  comma  1  o   non
              provvedano   entro   i   dieci   giorni   successivi   alla
              pubblicazione  del  bando  alla  nomina  della  commissione
              giudicatrice, il Ministro della  sanita',  previa  diffida,
              provvede  nei  trenta  giorni  successivi  a  nominare   un
              commissario ad acta incaricato dell'indizione del bando  di
              concorso e della nomina della commissione giudicatrice. 
                  4. Il commissario ad acta di cui al comma 3  rimane  in
              carica per garantire il regolare espletamento del  concorso
              fino all'assegnazione delle farmacie ai relativi vincitori. 
                  5. Il commissario ad acta di cui al comma 3  si  avvale
              degli uffici di una unita' sanitaria  locale  compresa  nel
              territorio in cui si espleta il concorso e risponde del suo
              operato al Ministro della sanita'. 
                  6.   La   commissione   giudicatrice    nominata    per
              l'espletamento  del  concorso  per   l'assegnazione   delle
              farmacie approva entro centottanta  giorni  dalla  data  di
              pubblicazione del bando la graduatoria dei vincitori. 
                  7.  In  caso  di  impedimento  di  un   commissario   a
              partecipare ai lavori  della  commissione  giudicatrice  le
              regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano o  il
              commissario ad acta di  cui  al  comma  3  provvedono  alla
              immediata sostituzione del commissario impedito. 
                  8. Qualora le commissioni non provvedano  ad  espletare
              il concorso nei termini di cui al comma 6, le regioni e  le
              province autonome di Trento e di Bolzano o  il  commissario
              ad acta di cui al comma 3  provvedono  entro  dieci  giorni
              alla nomina di una nuova commissione. 
                  9. La composizione della  commissione  giudicatrice,  i
              criteri per la valutazione dei titoli e l'attribuzione  dei
              punteggi, le prove di esame e le modalita'  di  svolgimento
              del concorso sono fissati con decreto  del  Presidente  del
              Consiglio  dei  Ministri,  da  emanarsi  entro  centottanta
              giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della  presente
              legge.". 
              Comma 162. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  92  del  decreto
              legislativo  24  aprile  2006,  n.  219  (Attuazione  della
              direttiva 2001/83/CE e  successive  direttive  di  modifica
              relativa ad un codice comunitario concernente i  medicinali
              per uso umano, nonche' della  direttiva  2003/94/CE),  come
              modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 92. (Medicinali  utilizzabili  esclusivamente  in
              ambiente ospedaliero o in strutture ad esso  assimilabili).
              - 1. I medicinali utilizzabili esclusivamente  in  ambiente
              ospedaliero sono i medicinali che, per  le  caratteristiche
              farmacologiche,  o  per  innovativita',  per  modalita'  di
              somministrazione o per altri motivi di tutela della  salute
              pubblica, non possono essere utilizzati  in  condizioni  di
              sufficiente sicurezza al di fuori di strutture ospedaliere. 
                  2. Tenuto conto delle caratteristiche  dei  medicinali,
              l'AIFA puo' stabilire che l'uso dei medicinali previsti dal
              comma 1 e' limitato a taluni centri ospedalieri o,  invece,
              e' ammesso anche nelle strutture di  ricovero  a  carattere
              privato. 
                  3. I  medicinali  disciplinati  dal  presente  articolo
              devono recare sull'imballaggio esterno o,  in  mancanza  di
              questo,  sul  confezionamento  primario  le   frasi:   «Uso
              riservato agli ospedali. Vietata la vendita  al  pubblico».
              Nelle ipotesi previste  dal  comma  2  la  prima  frase  e'
              modificata  in   rapporto   all'impiego   autorizzato   del
              medicinale. 
                  4. I medicinali disciplinati dal presente articolo sono
              forniti dai produttori e dai  grossisti  direttamente  alle
              strutture autorizzate a  impiegarli  o  agli  enti  da  cui
              queste dipendono ovvero alle farmacie.". 
              Comma 163. 
                  -  Il  testo  dell'articolo  11  del  decreto-legge  24
              gennaio 2012, n. 1, convertito,  con  modificazioni,  dalla
              legge 24 marzo 2012, n. 27  (Disposizioni  urgenti  per  la
              concorrenza,  lo  sviluppo  delle   infrastrutture   e   la
              competitivita'), come modificato dalla presente  legge,  e'
              riportato in nota al comma 161. 
                  - La legge 24 marzo 2012, n. 27 (Conversione in  legge,
              con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1,
              recante  disposizioni  urgenti  per  la   concorrenza,   lo
              sviluppo  delle  infrastrutture  e  la  competitivita')  e'
              pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 24 marzo 2012,  n.  71,
              S.O. 
              Comma 164. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  37  del  decreto
              legislativo  24  aprile  2006,  n.  219  (Attuazione  della
              direttiva 2001/83/CE e  successive  direttive  di  modifica
              relativa ad un codice comunitario concernente i  medicinali
              per uso umano, nonche' della  direttiva  2003/94/CE),  come
              modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 37. (Smaltimento scorte o termine per  il  ritiro
              delle confezioni a seguito di autorizzazione di modifiche).
              - 1. Nei casi  di  variazioni  minori  di  tipo  IA  e  IB,
              definite  a  norma  del  regolamento  (CE)  n.   1084/2003,
              autorizzate ai  sensi  dell'articolo  35,  e'  concesso  lo
              smaltimento delle scorte del medicinale oggetto di modifica
              salvo che l'AIFA,  per  motivi  di  salute  pubblica  o  di
              trasparenza del  mercato,  stabilisca  un  termine  per  il
              ritiro dal commercio  delle  confezioni  per  le  quali  e'
              intervenuta la modifica; nei casi di variazioni di tipo II,
              definite  a  norma  del  regolamento  (CE)  n.   1084/2003,
              autorizzate ai sensi dell'articolo 35, l'AIFA quando a cio'
              non ostano motivi di salute pubblica o di  trasparenza  del
              mercato,  valutata   l'eventuale   richiesta   dell'azienda
              interessata, puo' concedere un termine per  il  ritiro  dal
              commercio delle confezioni per le quali e'  intervenuta  la
              modifica. L'AIFA, sentite  le  associazioni  dell'industria
              farmaceutica, adotta e  rende  noti  criteri  generali  per
              l'applicazione delle disposizioni del presente comma. 
                  1-bis. Nei casi di modificazioni apportate al foglietto
              illustrativo, l'AIFA autorizza la vendita al pubblico delle
              scorte, prevedendo che il cittadino scelga la modalita' per
              il ritiro  del  foglietto  sostitutivo  conforme  a  quello
              autorizzato in formato  cartaceo  o  analogico  o  mediante
              l'utilizzo di metodi digitali alternativi,  e  senza  oneri
              per la finanza pubblica.". 
              Comma 170. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 1  della  legge  15
              gennaio 1992, n. 21  (Legge  quadro  per  il  trasporto  di
              persone mediante autoservizi pubblici non di  linea),  come
              modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 1. (Autoservizi pubblici non di linea). - 1. Sono
              definiti autoservizi  pubblici  non  di  linea  quelli  che
              provvedono  al  trasporto  collettivo  od  individuale   di
              persone, con funzione complementare e integrativa  rispetto
              ai trasporti pubblici di linea ferroviari, automobilistici,
              marittimi, lacuali ed aerei, e che  vengono  effettuati,  a
              richiesta dei trasportati o del trasportato,  in  modo  non
              continuativo o periodico,  su  itinerari  e  secondo  orari
              stabiliti di volta in volta. 
                  2. Costituiscono autoservizi pubblici non di linea: 
                    a)   il   servizio   di   taxi    con    autovettura,
              motocarrozzetta, natante e veicoli a trazione animale; 
                    b)  il  servizio  di  noleggio   con   conducente   e
              autovettura, motocarrozzetta, velocipede, natante e veicoli
              a trazione animale". 
              Comma 171. 
                  - Si riporta il testo  dell'articolo  108  del  decreto
              legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42  (Codice  dei  beni
              culturali e del  paesaggio),  e  successive  modificazioni,
              come modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 108. (Canoni  di  concessione,  corrispettivi  di
              riproduzione, cauzione). - 1. I canoni di concessione ed  i
              corrispettivi connessi alle riproduzioni di beni  culturali
              sono determinati dall'autorita' che ha in consegna  i  beni
              tenendo anche conto: 
                    a) del carattere delle attivita' cui  si  riferiscono
              le concessioni d'uso; 
                    b) dei mezzi e delle modalita'  di  esecuzione  delle
              riproduzioni; 
                    c) del tipo e del tempo di utilizzazione degli  spazi
              e dei beni; 
                    d) dell'uso e della destinazione delle  riproduzioni,
              nonche'  dei  benefici  economici  che   ne   derivano   al
              richiedente. 
                  2. I canoni e  i  corrispettivi  sono  corrisposti,  di
              regola, in via anticipata. 
                  3.  Nessun  canone  e'  dovuto  per   le   riproduzioni
              richieste o eseguite da privati per  uso  personale  o  per
              motivi di studio, ovvero da soggetti pubblici o privati per
              finalita' di valorizzazione, purche' attuate senza scopo di
              lucro. I richiedenti sono comunque tenuti al rimborso delle
              spese sostenute dall'amministrazione concedente. 
                  3-bis. Sono in ogni caso libere le seguenti  attivita',
              svolte senza scopo  di  lucro,  per  finalita'  di  studio,
              ricerca, libera manifestazione del pensiero  o  espressione
              creativa,  promozione  della  conoscenza   del   patrimonio
              culturale: 
                    1) la riproduzione di beni culturali diversi dai beni
              archivistici sottoposti a restrizioni di consultabilita' ai
              sensi  del  capo  III  del  presente  titolo,  attuata  nel
              rispetto delle disposizioni  che  tutelano  il  diritto  di
              autore e con modalita' che non  comportino  alcun  contatto
              fisico con  il  bene,  ne'  l'esposizione  dello  stesso  a
              sorgenti luminose, ne', all'interno  degli  istituti  della
              cultura, l'uso di stativi o treppiedi; 
                    2) la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini
              di beni culturali, legittimamente acquisite, in modo da non
              poter essere ulteriormente riprodotte a scopo di lucro. 
                  4. Nei casi in cui dall'attivita' in concessione  possa
              derivare un pregiudizio ai beni culturali, l'autorita'  che
              ha in consegna i beni determina l'importo  della  cauzione,
              costituita   anche   mediante   fideiussione   bancaria   o
              assicurativa. Per gli stessi motivi, la cauzione e'  dovuta
              anche nei casi di esenzione  dal  pagamento  dei  canoni  e
              corrispettivi. 
                  5. La cauzione e' restituita quando sia stato accertato
              che i beni in concessione non hanno subito danni e le spese
              sostenute sono state rimborsate. 
                  6. Gli importi minimi dei canoni  e  dei  corrispettivi
              per l'uso e la  riproduzione  dei  beni  sono  fissati  con
              provvedimento dell'amministrazione concedente". 
              Comma 172. 
                  -  Si  riporta   il   testo   dell'articolo   6   delle
              disposizioni  legislative  e   regolamentari   in   materia
              edilizia, di cui aldecreto del Presidente della  Repubblica
              6 giugno 2001,  n.  380,  come  modificato  dalla  presente
              legge: 
                  "Art.  6  (L).  Attivita'  edilizia  libera  (legge  28
              gennaio 1977, n. 10, art. 9, lettera c);  legge  9  gennaio
              1989, n. 13, art. 7, commi 1 e 2; decreto-legge 23  gennaio
              1982, n. 9, art. 7, comma 4, convertito, con modificazioni,
              dalla legge 25 marzo 1982, n. 94) 
                  1.  Fatte  salve  le   prescrizioni   degli   strumenti
              urbanistici comunali, e comunque nel rispetto  delle  altre
              normative di  settore  aventi  incidenza  sulla  disciplina
              dell'attivita' edilizia  e,  in  particolare,  delle  norme
              antisismiche,       di       sicurezza,        antincendio,
              igienico-sanitarie,  di  quelle   relative   all'efficienza
              energetica, di tutela dal  rischio  idrogeologico,  nonche'
              delle disposizioni contenute nel codice dei beni  culturali
              e del paesaggio, di cui al decreto legislativo  22  gennaio
              2004, n. 42, i  seguenti  interventi  sono  eseguiti  senza
              alcun titolo abilitativo: 
                    a) gli interventi di manutenzione  ordinaria  di  cui
              all'articolo 3, comma 1, lettera a); 
                    a-bis) gli interventi di installazione delle pompe di
              calore  aria-aria  di  potenza   termica   utile   nominale
              inferiore a 12 Kw; 
                    b) gli interventi volti all'eliminazione di  barriere
              architettoniche che  non  comportino  la  realizzazione  di
              ascensori esterni, ovvero  di  manufatti  che  alterino  la
              sagoma dell'edificio; 
                    c) le opere temporanee per attivita' di  ricerca  nel
              sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione
              di  attivita'  di  ricerca  di  idrocarburi,  e  che  siano
              eseguite in aree esterne al centro edificato; 
                    d)  i  movimenti  di  terra  strettamente  pertinenti
              all'esercizio  dell'attivita'  agricola   e   le   pratiche
              agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi  su  impianti
              idraulici agrari; 
                    e)  le  serre  mobili   stagionali,   sprovviste   di
              strutture  in   muratura,   funzionali   allo   svolgimento
              dell'attivita' agricola; 
                    e-bis)  le  opere  dirette  a  soddisfare   obiettive
              esigenze   contingenti   e   temporanee   e    ad    essere
              immediatamente  rimosse  al  cessare  della  necessita'  e,
              comunque, entro un termine non superiore a novanta  giorni,
              previa comunicazione di  avvio  lavori  all'amministrazione
              comunale; 
                    e-ter) le opere di pavimentazione e  di  finitura  di
              spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute
              entro  l'indice  di  permeabilita',  ove  stabilito   dallo
              strumento   urbanistico   comunale,   ivi    compresa    la
              realizzazione di intercapedini interamente interrate e  non
              accessibili,  vasche  di  raccolta  delle   acque,   locali
              tombati; 
                    e-quater) i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio
              degli edifici, da realizzare al di fuori della zona  A)  di
              cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2  aprile
              1968, n. 1444; 
                    e-quinquies) le aree ludiche senza fini  di  lucro  e
              gli elementi  di  arredo  delle  aree  pertinenziali  degli
              edifici. 
                  2. 
                  3. 
                  4. 
                  5.  Riguardo  agli  interventi  di  cui   al   presente
              articolo, l'interessato provvede, nei casi  previsti  dalle
              vigenti disposizioni,  alla  presentazione  degli  atti  di
              aggiornamento    catastale    ai    sensi     dell'articolo
              34-quinquies, comma 2, lettera  b),  del  decreto-legge  10
              gennaio 2006, n. 4, convertito,  con  modificazioni,  dalla
              legge 9 marzo 2006, n. 80. 
                  6. Le regioni a statuto ordinario: 
                    a) possono estendere la disciplina di cui al presente
              articolo a interventi edilizi ulteriori rispetto  a  quelli
              previsti  dal  comma  1,  esclusi  gli  interventi  di  cui
              all'articolo 10, comma 1, soggetti a permesso di  costruire
              e  gli  interventi  di  cui  all'articolo  23,  soggetti  a
              segnalazione certificata di inizio attivita' in alternativa
              al permesso di costruire; 
                    b)  disciplinano   con   legge   le   modalita'   per
              l'effettuazione dei controlli. 
                  7. 
                  8.". 
                  - Si riporta il testo  dell'articolo  34-quinquies  del
              decreto-legge 10 gennaio 2006,  n.  4  (Misure  urgenti  in
              materia di organizzazione e  funzionamento  della  pubblica
              amministrazione),  convertito,  con  modificazioni,   dalla
              legge 9 marzo 2006, n. 80: 
                  "Art. 34-quinquies. (Disposizioni di semplificazione in
              materia edilizia). - 1. Per attuare la semplificazione  dei
              procedimenti amministrativi catastali ed edilizi, con uno o
              piu' decreti del Presidente del Consiglio dei ministri,  da
              adottare entro otto mesi dalla data di  entrata  in  vigore
              della legge di conversione del presente decreto, sentita la
              Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, sono stabilite
              le modalita' tecniche e operative per l'istituzione  di  un
              modello  unico  digitale  per  l'edilizia   da   introdurre
              gradualmente per la  presentazione  in  via  telematica  ai
              comuni di denunce di inizio attivita', di  domande  per  il
              rilascio di permessi di costruire e di ogni altro  atto  di
              assenso  comunque  denominato  in  materia   di   attivita'
              edilizia. Il suddetto  modello  unico  comprende  anche  le
              informazioni necessarie per le dichiarazioni di  variazione
              catastale e di nuova costruzione da redigere in conformita'
              a quanto disposto dal regolamento di  cui  al  decreto  del
              Ministro  delle  finanze  19  aprile  1994,  n.  701,   che
              pervengano  all'Agenzia  del  territorio  ai   fini   delle
              attivita' di censimento catastale. In via transitoria, fino
              a  quando  non  sara'  operativo  il  modello   unico   per
              l'edilizia, l'Agenzia del territorio invia  ai  comuni  per
              via telematica le dichiarazioni di variazione  e  di  nuova
              costruzione presentate a far data dal 1º gennaio 2006  e  i
              comuni  verificano  la   coerenza   delle   caratteristiche
              dichiarate   dell'unita'    immobiliare    rispetto    alle
              informazioni disponibili, sulla base  degli  atti  in  loro
              possesso. Eventuali incoerenze riscontrate dai comuni  sono
              segnalate all'Agenzia  del  territorio  che  provvede  agli
              adempimenti  di  competenza.  Con  decreto  del   direttore
              dell'Agenzia,  sentita  la   Conferenza   Stato-citta'   ed
              autonomie locali, da emanare  entro  novanta  giorni  dalla
              data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del
              presente decreto, sono regolamentate le procedure attuative
              e sono stabiliti tipologia e termini  per  la  trasmissione
              telematica dei dati ai comuni e per la  segnalazione  delle
              incongruenze  all'Agenzia  del   territorio,   nonche'   le
              relative modalita' di interscambio. 
                  2. Al fine della razionalizzazione dei procedimenti  di
              presentazione delle  domande  di  nuova  costruzione  o  di
              mutazione nello stato dei beni: 
                    a)  al  primo  comma  dell'articolo  28   del   regio
              decreto-legge 13  aprile  1939,  n.  652,  convertito,  con
              modificazioni, dalla legge 11  agosto  1939,  n.  1249,  le
              parole: «il 31 gennaio dell'anno successivo a quello»  sono
              sostituite dalle seguenti: «trenta giorni dal momento»; 
                    b) le dichiarazioni  relative  alle  mutazioni  nello
              stato dei beni delle unita' immobiliari  gia'  censite,  di
              cui all'articolo 17, primo comma,  lettera  b),  del  regio
              decreto-legge 13  aprile  1939,  n.  652,  convertito,  con
              modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249,  devono
              essere presentate agli uffici provinciali dell'Agenzia  del
              territorio entro trenta giorni dal momento in cui  esse  si
              sono verificate". 
                  - La legge 9 marzo 2006, n. 80 (Conversione  in  legge,
              con modificazioni, del D.L. 10 gennaio 2006, n. 4,  recante
              misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento
              della  pubblica  amministrazione)   e'   pubblicata   nella
              Gazzetta Ufficiale 11 marzo 2006, n. 59. 
              Comma 173. 
                  -  Il  testo   dell'articolo   6   delle   disposizioni
              legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui  al
              decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno  2001,  n.
              380,  cosi'  come  modificato  dalla  presente  legge,   e'
              riportato in nota al comma 172. 
                  - Si riporta il testo del  comma  336  dell'articolo  1
              della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni  per  la
              formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -
              legge finanziaria 2005): 
                  "366. Agli oneri di  cui  al  comma  364,  valutati  in
              complessivi 70 milioni di euro annui a decorrere dal  2006,
              si provvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori
              entrate recate dal comma 300.". 
              Comma 174. 
                  - Si riporta il testo  del  comma  2  dell'articolo  17
              della  legge   23   agosto   1988,   n.   400   (Disciplina
              dell'attivita' di Governo e  ordinamento  della  Presidenza
              del Consiglio dei Ministri): 
                  "Art. 17. Regolamenti. 
                  (Omissis). 
                  2. Con decreto del Presidente della Repubblica,  previa
              deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,  sentito   il
              Consiglio di Stato,  sono  emanati  i  regolamenti  per  la
              disciplina delle materie, non coperte da  riserva  assoluta
              di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
              della Repubblica, autorizzando l'esercizio  della  potesta'
              regolamentare del Governo, determinano  le  norme  generali
              regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione  delle
              norme vigenti, con effetto  dall'entrata  in  vigore  delle
              norme regolamentari. 
                  (Omissis).". 
                  - Si riporta il testo del  comma  634  dell'articolo  2
              della  legge  24  dicembre  2007,  n.  244,  e   successive
              modificazioni (Disposizioni per la formazione del  bilancio
              annuale e  pluriennale  dello  Stato  -  legge  finanziaria
              2008): 
                  "634. Al fine di conseguire gli obiettivi di stabilita'
              e  crescita,  di  ridurre  il  complesso  della  spesa   di
              funzionamento   delle   amministrazioni    pubbliche,    di
              incrementare l'efficienza e di migliorare la  qualita'  dei
              servizi, con uno o piu' regolamenti, da  emanare  entro  il
              termine di centottanta giorni  dalla  data  di  entrata  in
              vigore della presente legge,  ai  sensi  dell'articolo  17,
              comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.  400,  su  proposta
              del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica
              amministrazione  e  del  Ministro  per   l'attuazione   del
              programma  di  Governo,  di  concerto   con   il   Ministro
              dell'economia e  delle  finanze  e  con  il  Ministro  o  i
              Ministri interessati, sentite le  organizzazioni  sindacali
              in  relazione  alla  destinazione   del   personale,   sono
              riordinati,   trasformati   o   soppressi   e   messi    in
              liquidazione, enti ed organismi pubblici  statali,  nonche'
              strutture amministrative pubbliche  statali,  nel  rispetto
              dei seguenti principi e criteri direttivi:  a)  fusione  di
              enti, organismi e strutture pubbliche  comunque  denominate
              che  svolgono  attivita'  analoghe  o  complementari,   con
              conseguente   riduzione   della   spesa    complessiva    e
              corrispondente  riduzione   del   contributo   statale   di
              funzionamento; b) trasformazione degli  enti  ed  organismi
              pubblici che non svolgono funzioni e servizi  di  rilevante
              interesse pubblico in soggetti di diritto  privato,  ovvero
              soppressione e messa in liquidazione degli  stessi  secondo
              le modalita' previste dalla legge 4 dicembre 1956, n. 1404,
              e successive modificazioni, fermo restando quanto  previsto
              dalla lettera e) del presente comma, nonche'  dall'articolo
              9, comma 1-bis, lettera c),  del  decreto-legge  15  aprile
              2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge  15
              giugno  2002,  n.  112;  c)   fusione,   trasformazione   o
              soppressione degli enti che svolgono attivita'  in  materie
              devolute  alla  competenza  legislativa  regionale   ovvero
              attivita' relative a funzioni amministrative conferite alle
              regioni o agli  enti  locali;  d)  razionalizzazione  degli
              organi  di  indirizzo   amministrativo,   di   gestione   e
              consultivi e riduzione  del  numero  dei  componenti  degli
              organi collegiali almeno del 30  per  cento,  con  salvezza
              della funzionalita' dei predetti organi; e) previsione che,
              per gli enti soppressi e messi in  liquidazione,  lo  Stato
              risponde delle  passivita'  nei  limiti  dell'attivo  della
              singola  liquidazione  in  conformita'  alle  norme   sulla
              liquidazione coatta amministrativa;  f)  abrogazione  delle
              disposizioni legislative che prescrivono il  finanziamento,
              diretto o indiretto, a carico del bilancio dello Stato o di
              altre amministrazioni pubbliche, degli  enti  ed  organismi
              pubblici soppressi e posti in liquidazione o trasformati in
              soggetti di diritto privato ai sensi della lettera  b);  g)
              trasferimento, all'amministrazione che  riveste  preminente
              competenza nella materia, delle funzioni di enti, organismi
              e strutture soppressi". 
                  - Il decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre
              2010,  n.  222  (Regolamento  per  il  riordino  del  Banco
              nazionale di prova per le armi da fuoco portatili e per  le
              munizioni commerciali ai sensi dell'articolo 2, comma  634,
              della legge 24 dicembre 2007, n. 244) e'  pubblicato  nella
              Gazzetta Ufficiale 22 dicembre 2010, n. 298. 
    
    
    
    
              Comma 175. 
                  - Si riporta il testo degli articoli 10,  11,  12,  14,
              54, 63, 65, 68, 74 e dell'allegato A, lettera A, numero 15,
              nota (1) del decreto legislativo 22  gennaio  2004,  n.  42
              (Codice dei  beni  culturali  e  del  paesaggio,  ai  sensi
              dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n.  137),  come
              modificati dalla presente legge: 
                  "Art. 10. (Beni culturali). - 1. Sono beni culturali le
              cose  immobili  e  mobili  appartenenti  allo  Stato,  alle
              regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonche'  ad
              ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche
              private  senza  fine  di  lucro,  ivi  compresi  gli   enti
              ecclesiastici  civilmente  riconosciuti,   che   presentano
              interesse    artistico,     storico,     archeologico     o
              etnoantropologico. 
                  2. Sono inoltre beni culturali: 
                    a) le raccolte  di  musei,  pinacoteche,  gallerie  e
              altri luoghi espositivi dello Stato, delle  regioni,  degli
              altri enti pubblici territoriali,  nonche'  di  ogni  altro
              ente ed istituto pubblico; 
                    b) gli archivi e i  singoli  documenti  dello  Stato,
              delle regioni,  degli  altri  enti  pubblici  territoriali,
              nonche' di ogni altro ente ed istituto pubblico; 
                    c)  le  raccolte  librarie  delle  biblioteche  dello
              Stato,   delle   regioni,   degli   altri   enti   pubblici
              territoriali,  nonche'  di  ogni  altro  ente  e   istituto
              pubblico, ad eccezione delle raccolte  che  assolvono  alle
              funzioni delle biblioteche indicate all'articolo 47,  comma
              2, del decreto del Presidente della  Repubblica  24  luglio
              1977, n. 616. 
                  3. Sono altresi' beni culturali, quando sia intervenuta
              la dichiarazione prevista dall'articolo 13: 
                    a) le cose immobili e mobili che presentano interesse
              artistico,  storico,   archeologico   o   etnoantropologico
              particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi
              da quelli indicati al comma 1; 
                    b) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti  a
              privati, che rivestono  interesse  storico  particolarmente
              importante; 
                    c) le raccolte librarie, appartenenti a  privati,  di
              eccezionale interesse culturale; 
                    d)  le   cose   immobili   e   mobili,   a   chiunque
              appartenenti, che rivestono un  interesse,  particolarmente
              importante a causa  del  loro  riferimento  con  la  storia
              politica, militare,  della  letteratura,  dell'arte,  della
              scienza, della tecnica, dell'industria e della  cultura  in
              genere, ovvero quali testimonianze dell'identita'  e  della
              storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose; 
                  d-bis) le cose, a chiunque appartenenti, che presentano
              un   interesse   artistico,   storico,    archeologico    o
              etnoantropologico  eccezionale  per   l'integrita'   e   la
              completezza del patrimonio culturale della Nazione; 
                    e) le collezioni  o  serie  di  oggetti,  a  chiunque
              appartenenti, che non siano ricomprese fra quelle  indicate
              al comma 2  e  che,  per  tradizione,  fama  e  particolari
              caratteristiche ambientali, ovvero per rilevanza artistica,
              storica,  archeologica,  numismatica  o  etnoantropologica,
              rivestano come complesso un eccezionale interesse. 
                  4. Sono comprese tra le cose indicate al comma 1  e  al
              comma 3, lettera a): 
                    a) le  cose  che  interessano  la  paleontologia,  la
              preistoria e le primitive civilta'; 
                    b) le cose di interesse numismatico che, in  rapporto
              all'epoca, alle tecniche  e  ai  materiali  di  produzione,
              nonche' al contesto di riferimento,  abbiano  carattere  di
              rarita' o di pregio; 
                    c) i manoscritti,  gli  autografi,  i  carteggi,  gli
              incunaboli, nonche' i libri, le stampe e le incisioni,  con
              relative matrici, aventi carattere di rarita' e di pregio; 
                    d) le  carte  geografiche  e  gli  spartiti  musicali
              aventi carattere di rarita' e di pregio; 
                    e) le fotografie, con relativi negativi e matrici, le
              pellicole cinematografiche ed  i  supporti  audiovisivi  in
              genere, aventi carattere di rarita' e di pregio; 
                    f) le ville,  i  parchi  e  i  giardini  che  abbiano
              interesse artistico o storico; 
                    g) le pubbliche piazze, vie,  strade  e  altri  spazi
              aperti urbani di interesse artistico o storico; 
                    h)  i  siti  minerari   di   interesse   storico   od
              etnoantropologico; 
                    i)  le  navi  e  i  galleggianti   aventi   interesse
              artistico, storico od etnoantropologico; 
                    l) le architetture rurali aventi interesse storico od
              etnoantropologico quali testimonianze dell'economia  rurale
              tradizionale. 
                  5. Salvo quanto disposto dagli articoli 64 e  178,  non
              sono soggette alla disciplina del presente titolo  le  cose
              indicate al comma 1 e al comma 3, lettere  a)  ed  e),  che
              siano opera di autore  vivente  o  la  cui  esecuzione  non
              risalga ad oltre settanta anni, nonche' le cose indicate al
              comma 3, lettera d-bis), che siano opera di autore  vivente
              o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni." 
                  "Art.11. (Cose oggetto di  specifiche  disposizioni  di
              tutela).  -  1.   Sono   assoggettate   alle   disposizioni
              espressamente richiamate le seguenti tipologie di cose: 
                    a) gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le  lapidi,
              le iscrizioni, i tabernacoli ed altri  elementi  decorativi
              di edifici, esposti o  non  alla  pubblica  vista,  di  cui
              all'articolo 50, comma 1; 
                    b) gli studi d'artista, di cui all'articolo 51; 
                    c) le aree pubbliche di cui all'articolo 52; 
                    d) le opere di pittura, di  scultura,  di  grafica  e
              qualsiasi  oggetto  d'arte  di  autore  vivente  o  la  cui
              esecuzione non risalga ad oltre settanta  anni,  a  termini
              degliarticoli 64 e 65, comma 4; 
                    e)  le  opere  dell'architettura   contemporanea   di
              particolare valore artistico, a termini dell'articolo 37; 
                    f) le fotografie, con relativi  negativi  e  matrici,
              gli esemplari di opere cinematografiche, audiovisive  o  di
              sequenze di immagini in  movimento,  le  documentazioni  di
              manifestazioni, sonore o verbali, comunque  realizzate,  la
              cui produzione risalga ad oltre venticinque anni, a termini
              dell'articolo 65, comma 3, lettera c); 
                    g) i mezzi di trasporto aventi piu' di settantacinque
              anni, a termini degliarticoli 65, comma 3, lettera c), e67,
              comma 2; 
                    h) i beni e gli strumenti di interesse per la  storia
              della scienza e della  tecnica  aventi  piu'  di  cinquanta
              anni, a termini dell'articolo 65, comma 3, lettera c); 
                    i) le vestigia individuate dalla vigente normativa in
              materia di tutela del patrimonio storico della Prima guerra
              mondiale, di cui all'articolo 50, comma 2. 
                  1-bis. Per le cose di  cui  al  comma  1,  resta  ferma
              l'applicabilita' delle disposizioni di cui agli articoli 12
              e 13, qualora sussistano  i  presupposti  e  le  condizioni
              stabiliti dall'articolo 10." 
                  "Art. 12. (Verifica dell'interesse culturale). - 1.  Le
              cose indicate all'articolo 10, comma 1, che siano opera  di
              autore non piu' vivente e  la  cui  esecuzione  risalga  ad
              oltre settanta  anni,  sono  sottoposte  alle  disposizioni
              della presente Parte fino a quando non sia stata effettuata
              la verifica di cui al comma 2. 
                  2. I competenti organi del Ministero,  d'ufficio  o  su
              richiesta formulata dai soggetti cui le cose appartengono e
              corredata dai  relativi  dati  conoscitivi,  verificano  la
              sussistenza dell'interesse artistico, storico, archeologico
              o etnoantropologico nelle cose di cui  al  comma  1,  sulla
              base di  indirizzi  di  carattere  generale  stabiliti  dal
              Ministero medesimo al fine  di  assicurare  uniformita'  di
              valutazione. 
                  3. Per i beni immobili dello Stato, la richiesta di cui
              al comma 2  e'  corredata  da  elenchi  dei  beni  e  dalle
              relative   schede   descrittive.   I   criteri    per    la
              predisposizione degli elenchi, le  modalita'  di  redazione
              delle schede descrittive e di  trasmissione  di  elenchi  e
              schede sono stabiliti con decreto del Ministero adottato di
              concerto con l'Agenzia del demanio e, per i  beni  immobili
              in uso  all'amministrazione  della  difesa,  anche  con  il
              concerto della competente direzione generale dei  lavori  e
              del demanio. Il Ministero  fissa,  con  propri  decreti,  i
              criteri  e  le  modalita'  per  la  predisposizione  e   la
              presentazione delle richieste di verifica, e della relativa
              documentazione conoscitiva, da parte degli  altri  soggetti
              di cui al comma 1. 
                  4. Qualora nelle cose sottoposte  a  verifica  non  sia
              stato riscontrato l'interesse di cui al comma  2,  le  cose
              medesime sono escluse dall'applicazione delle  disposizioni
              del presente Titolo. 
                  5. Nel caso di verifica  con  esito  negativo  su  cose
              appartenenti al demanio dello Stato, delle regioni e  degli
              altri enti pubblici territoriali, la  scheda  contenente  i
              relativi dati e' trasmessa ai competenti  uffici  affinche'
              ne dispongano la  sdemanializzazione  qualora,  secondo  le
              valutazioni dell'amministrazione interessata, non vi ostino
              altre ragioni di pubblico interesse. 
                  6. Le cose di cui al comma 4 e quelle di cui al comma 5
              per le quali si sia proceduto alla sdemanializzazione  sono
              liberamente alienabili, ai fini del presente codice. 
                  7. L'accertamento  dell'interesse  artistico,  storico,
              archeologico o etnoantropologico, effettuato in conformita'
              agli indirizzi generali di  cui  al  comma  2,  costituisce
              dichiarazione ai sensi  dell'articolo  13  ed  il  relativo
              provvedimento e' trascritto nei modi previsti dall'articolo
              15, comma 2. I beni restano definitivamente sottoposti alle
              disposizioni del presente Titolo. 
                  8. Le schede descrittive degli immobili  di  proprieta'
              dello  Stato  oggetto  di  verifica  con  esito   positivo,
              integrate  con  il  provvedimento  di  cui  al   comma   7,
              confluiscono in un archivio informatico, conservato  presso
              il Ministero e accessibile al Ministero e  all'Agenzia  del
              demanio,  per  finalita'  di  monitoraggio  del  patrimonio
              immobiliare  e  di  programmazione  degli   interventi   in
              funzione delle rispettive competenze istituzionali. 
                  9. Le disposizioni del presente articolo  si  applicano
              alle cose di cui al comma 1 anche qualora  i  soggetti  cui
              esse appartengono mutino in qualunque modo la  loro  natura
              giuridica. 
                  10. Il  procedimento  di  verifica  si  conclude  entro
              centoventi giorni dal ricevimento della richiesta" 
                  "Art. 14. (Procedimento  di  dichiarazione).  -  1.  Il
              soprintendente avvia il procedimento per  la  dichiarazione
              dell'interesse culturale, anche su motivata richiesta della
              regione e di  ogni  altro  ente  territoriale  interessato,
              dandone  comunicazione  al   proprietario,   possessore   o
              detentore a  qualsiasi  titolo  della  cosa  che  ne  forma
              oggetto. 
                  2.  La   comunicazione   contiene   gli   elementi   di
              identificazione e  di  valutazione  della  cosa  risultanti
              dalle prime indagini, l'indicazione degli effetti  previsti
              dal comma 4, nonche' l'indicazione  del  termine,  comunque
              non inferiore a trenta  giorni,  per  la  presentazione  di
              eventuali osservazioni. 
                  3. Se il procedimento riguarda  complessi  immobiliari,
              la comunicazione e' inviata anche al comune e  alla  citta'
              metropolitana. 
                  4. La comunicazione  comporta  l'applicazione,  in  via
              cautelare, delle disposizioni previste dal Capo  II,  dalla
              sezione I del Capo III e dalla sezione I del  Capo  IV  del
              presente Titolo. 
                  5.  Gli  effetti  indicati  al  comma  4  cessano  alla
              scadenza del termine del procedimento di dichiarazione, che
              il Ministero stabilisce ai sensi delle vigenti disposizioni
              di legge in materia di procedimento amministrativo. 
                  6.  La  dichiarazione   dell'interesse   culturale   e'
              adottata dal Ministero. Per le cose di cui all'articolo 10,
              comma 3, letterad-bis), la dichiarazione  e'  adottata  dal
              competente organo centrale del Ministero." 
                  "Art. 54. (Beni inalienabili). - 1. Sono inalienabili i
              beni del demanio culturale di seguito indicati: 
                    a) gli immobili e le aree di interesse archeologico; 
                    b) gli  immobili  dichiarati  monumenti  nazionali  a
              termini della normativa all'epoca vigente; 
                    c) le raccolte  di  musei,  pinacoteche,  gallerie  e
              biblioteche; 
                    d) gli archivi; 
                    d-bis)   gli   immobili   dichiarati   di   interesse
              particolarmente importante ai sensi dell'articolo 10, comma
              3, lettera d); 
                    d-ter) le cose  mobili  che  siano  opera  di  autore
              vivente o la cui esecuzione non risalga ad  oltre  settanta
              anni, se incluse in raccolte appartenenti  ai  soggetti  di
              cui all'articolo 53. 
                  2. Sono altresi' inalienabili: 
                    a)  le  cose  appartenenti   ai   soggetti   indicati
              all'articolo 10, comma 1, che siano  opera  di  autore  non
              piu' vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre  settanta
              anni, fino alla conclusione del  procedimento  di  verifica
              previsto dall'articolo 12. Se il procedimento  si  conclude
              con esito  negativo,  le  cose  medesime  sono  liberamente
              alienabili,  ai  fini  del  presente   codice,   ai   sensi
              dell'articolo 12, commi 4, 5 e 6; 
                    c) i singoli documenti appartenenti  ai  soggetti  di
              cui all'articolo  53,  nonche'  gli  archivi  e  i  singoli
              documenti di enti ed istituti pubblici  diversi  da  quelli
              indicati al medesimo articolo 53; 
                  3. I beni e le cose di cui  ai  commi  1  e  2  possono
              essere oggetto di trasferimento tra lo Stato, le regioni  e
              gli altri enti pubblici territoriali. Qualora si tratti  di
              beni o cose non in consegna al Ministero, del trasferimento
              e' data preventiva comunicazione al Ministero medesimo  per
              le finalita' di cui agli articoli 18 e 19. 
                  4. I beni e le cose indicati ai commi  1  e  2  possono
              essere utilizzati esclusivamente secondo le modalita' e per
              i fini previsti dal Titolo II della presente Parte." 
                  "Art.   63.   (Obbligo   di   denuncia   dell'attivita'
              commerciale e di tenuta del registro. Obbligo  di  denuncia
              della  vendita  o  dell'acquisto  di   documenti).   -   1.
              L'autorita' locale di  pubblica  sicurezza,  abilitata,  ai
              sensi  della  normativa   in   materia,   a   ricevere   la
              dichiarazione preventiva di esercizio del commercio di cose
              antiche o usate, trasmette al soprintendente e alla regione
              copia  della  dichiarazione  medesima,  presentata  da  chi
              esercita il commercio di cose rientranti nelle categorie di
              cui alla lettera A dell'Allegato  A  del  presente  decreto
              legislativo, di seguito indicato come "Allegato A". 
                  2.  Coloro  che  esercitano  il  commercio  delle  cose
              indicate al comma 1  annotano  giornalmente  le  operazioni
              eseguite nel registro prescritto dalla normativa in materia
              di pubblica sicurezza, descrivendo le caratteristiche delle
              cose medesime. Il registro e' tenuto in formato elettronico
              con  caratteristiche  tecniche  tali   da   consentire   la
              consultazione in tempo reale al soprintendente ed e' diviso
              in due elenchi: un primo elenco relativo alle cose  per  le
              quali occorre la presentazione all'ufficio di esportazione;
              un  secondo  elenco  relativo  alle  cose  per   le   quali
              l'attestato e' rilasciato in  modalita'  informatica  senza
              necessita'  di  presentazione  della  cosa  all'ufficio  di
              esportazione,  salva  la  facolta'  del  soprintendente  di
              richiedere in ogni momento che taluna delle  cose  indicate
              nel secondo elenco gli sia presentata per un esame diretto.
              Con decreto  adottato  dal  Ministro  di  concerto  con  il
              Ministro dell'interno sono definiti i limiti di  valore  al
              di  sopra  dei  quali  e'  obbligatoria   una   dettagliata
              descrizione   delle   cose   oggetto    delle    operazioni
              commerciali. 
                  3.    Il    soprintendente    verifica    l'adempimento
              dell'obbligo di cui al secondo  periodo  del  comma  2  con
              ispezioni  periodiche,  effettuate  anche   a   mezzo   dei
              carabinieri preposti alla tutela del patrimonio  culturale,
              da lui delegati. La verifica e' svolta da funzionari  della
              regione  nei  casi  di  esercizio  della  tutela  ai  sensi
              dell'articolo 5, commi 3 e 4. Il verbale dell'ispezione  e'
              notificato all'interessato  ed  alla  locale  autorita'  di
              pubblica sicurezza. 
                  4. Coloro che esercitano il commercio di  documenti,  i
              titolari  delle  case  di  vendita,  nonche'   i   pubblici
              ufficiali preposti alle vendite mobiliari  hanno  l'obbligo
              di comunicare al soprintendente l'elenco dei  documenti  di
              interesse storico posti in  vendita.  Allo  stesso  obbligo
              sono soggetti i privati proprietari, possessori o detentori
              a qualsiasi titolo di archivi  che  acquisiscano  documenti
              aventi  il  medesimo  interesse,   entro   novanta   giorni
              dall'acquisizione. Entro novanta giorni dalle comunicazioni
              di cui al presente comma il soprintendente puo' avviare  il
              procedimento di cui all'articolo 13. 
                  5. Il soprintendente puo' comunque accertare  d'ufficio
              l'esistenza di archivi o di  singoli  documenti  dei  quali
              siano proprietari,  possessori  o  detentori,  a  qualsiasi
              titolo, i privati e  di  cui  sia  presumibile  l'interesse
              storico particolarmente importante". 
                  "Art. 65. (Uscita definitiva). - 1. E' vietata l'uscita
              definitiva  dal  territorio  della  Repubblica   dei   beni
              culturali mobili indicati nell'articolo 10, commi 1, 2 e 3. 
                  2. E' vietata altresi' l'uscita: 
                    a)  delle  cose  mobili  appartenenti   ai   soggetti
              indicati all'articolo 10,  comma  1,  che  siano  opera  di
              autore non piu' vivente e  la  cui  esecuzione  risalga  ad
              oltre settanta anni, fino a quando non sia stata effettuata
              la verifica prevista dall'articolo 12; 
                    b) dei beni, a chiunque appartenenti,  che  rientrino
              nelle categorie indicate all'articolo 10, comma 3, e che il
              Ministero, sentito il competente organo  consultivo,  abbia
              preventivamente  individuato  e,  per   periodi   temporali
              definiti, abbia escluso dall'uscita, perche' dannosa per il
              patrimonio  culturale  in  relazione  alle  caratteristiche
              oggettive, alla provenienza  o  all'appartenenza  dei  beni
              medesimi. 
                  3. Fuori dei casi previsti dai commi 1 e 2, e' soggetta
              ad autorizzazione, secondo  le  modalita'  stabilite  nella
              presente  sezione  e  nella  sezione  II  di  questo  Capo,
              l'uscita definitiva dal territorio della Repubblica: 
                    a)  delle  cose,   a   chiunque   appartenenti,   che
              presentino interesse culturale, siano opera di  autore  non
              piu' vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre  settanta
              anni, il cui valore, fatta eccezione per  le  cose  di  cui
              all'allegato A, lettera B, numero 1, sia superiore ad  euro
              13.500; 
                    b)   degli   archivi   e   dei   singoli   documenti,
              appartenenti a privati, che presentino interesse culturale; 
                    c) delle  cose  rientranti  nelle  categorie  di  cui
              all'articolo 11, comma 1, lettere f), g) ed h), a  chiunque
              appartengano. 
                  4. Non e' soggetta ad autorizzazione l'uscita: 
                  a) delle cose di cui all'articolo 11, comma 1,  lettera
              d); 
                  b) delle cose che presentino interesse culturale, siano
              opera di autore  non  piu'  vivente  e  la  cui  esecuzione
              risalga ad oltre settanta anni, il cui valore sia inferiore
              ad  euro  13.500,  fatta  eccezione  per  le  cose  di  cui
              all'allegato A, lettera B, numero 1. 
                  4-bis. Nei casi di cui al  comma  4,  l'interessato  ha
              l'onere   di   comprovare   al   competente   ufficio    di
              esportazione, mediante dichiarazione  ai  sensi  del  testo
              unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  28
              dicembre 2000, n. 445, che le cose da trasferire all'estero
              rientrino nelle  ipotesi  per  le  quali  non  e'  prevista
              l'autorizzazione, secondo le procedure e con  le  modalita'
              stabilite con decreto ministeriale. Il  competente  ufficio
              di  esportazione,  qualora  reputi  che  le  cose   possano
              rientrare tra quelle  di  cui  all'articolo  10,  comma  3,
              lettera d-bis), avvia il procedimento di  cui  all'articolo
              14, che si conclude entro sessanta  giorni  dalla  data  di
              presentazione della dichiarazione." 
                  "Art. 68.(Attestato di libera circolazione). -  1.  Chi
              intende far uscire in via definitiva dal  territorio  della
              Repubblica le cose indicate nell'articolo 65, comma 3, deve
              farne denuncia  e  presentarle  al  competente  ufficio  di
              esportazione, indicando, contestualmente e per ciascuna  di
              essi, il valore venale, al fine di ottenere l'attestato  di
              libera circolazione. 
                  2.  L'ufficio  di  esportazione,   entro   tre   giorni
              dall'avvenuta presentazione della cosa, ne da'  notizia  ai
              competenti uffici del Ministero,  che  segnalano  ad  esso,
              entro i successivi dieci giorni, ogni elemento  conoscitivo
              utile  in  ordine  agli  oggetti  presentati  per  l'uscita
              definitiva. 
                  3. L'ufficio di esportazione, accertata  la  congruita'
              del valore indicato, rilascia o nega con motivato giudizio,
              anche sulla base delle segnalazioni  ricevute,  l'attestato
              di    libera    circolazione,     dandone     comunicazione
              all'interessato entro quaranta giorni  dalla  presentazione
              della cosa. 
                  4. Nella valutazione circa il  rilascio  o  il  rifiuto
              dell'attestato  di  libera  circolazione  gli   uffici   di
              esportazione accertano se le cose presentate, in  relazione
              alla loro natura o al  contesto  storico-culturale  di  cui
              fanno  parte,  presentano  interesse  artistico,   storico,
              archeologico, etnoantropologico, bibliografico, documentale
              o archivistico, a termini dell'articolo  10.  Nel  compiere
              tale valutazione gli uffici di esportazione si attengono  a
              indirizzi di carattere generale stabiliti con  decreto  del
              Ministro, sentito il competente organo consultivo. 
                  5. L'attestato  di  libera  circolazione  ha  validita'
              quinquennale ed e' redatto in tre originali, uno dei  quali
              e' depositato agli atti d'ufficio; un secondo e' consegnato
              all'interessato  e  deve   accompagnare   la   circolazione
              dell'oggetto; un terzo e' trasmesso  al  Ministero  per  la
              formazione del registro ufficiale degli attestati. 
                  6. Il diniego  comporta  l'avvio  del  procedimento  di
              dichiarazione, ai  sensi  dell'articolo  14.  A  tal  fine,
              contestualmente al diniego, sono comunicati all'interessato
              gli elementi di cui all'articolo 14, comma  2,  e  le  cose
              sono sottoposte alla disposizione di cui  al  comma  4  del
              medesimo articolo. 
                  7. Per le cose di proprieta' di  enti  sottoposti  alla
              vigilanza regionale, l'ufficio di  esportazione  acquisisce
              il parere della regione, che e' reso nel termine perentorio
              di trenta giorni dalla data di ricezione della richiesta e,
              se negativo, e' vincolante." 
                  "Art.  74.  (Esportazione   di   beni   culturali   dal
              territorio dell'Unione europea). - 1. L'esportazione al  di
              fuori del  territorio  dell'Unione  europea  degli  oggetti
              indicati nell'allegato A e' disciplinata dal regolamento CE
              e dal presente articolo. 
                  2. Ai fini di cui all'articolo 3  del  regolamento  CE,
              gli uffici di esportazione  del  Ministero  sono  autorita'
              competenti per il rilascio delle licenze  di  esportazione.
              Il Ministero redige l'elenco di detti uffici e lo  comunica
              alla Commissione europea; segnala, altresi', ogni eventuale
              modifica  dello  stesso  entro  due  mesi  dalla   relativa
              effettuazione. 
                  3. La licenza di esportazione prevista dall'articolo  2
              del  regolamento   CE   e'   rilasciata   dall'ufficio   di
              esportazione  contestualmente   all'attestato   di   libera
              circolazione, ed e' valida per un anno.  La  detta  licenza
              puo' essere rilasciata, dallo stesso ufficio che ha  emesso
              l'attestato,  anche   non   contestualmente   all'attestato
              medesimo, ma non oltre quarantotto  mesi  dal  rilascio  di
              quest'ultimo. 
                  4. Per gli oggetti indicati nell'allegato A,  l'ufficio
              di esportazione puo' rilasciare, a richiesta, anche licenza
              di esportazione temporanea, alle condizioni  e  secondo  le
              modalita' stabilite dagliarticoli 66, 67 e 71. 
                  5. Le disposizioni della  sezione  1-bis  del  presente
              capo non si applicano agli oggetti entrati  nel  territorio
              dello Stato con licenza di esportazione rilasciata da altro
              Stato membro dell'Unione europea a  norma  dell'articolo  2
              del regolamento  CE,  per  la  durata  di  validita'  della
              licenza medesima". 
                  "Allegato A (Integrativo della disciplina di  cui  agli
              artt. 63, comma 1; 74, commi 1 e 3). 
                  A. Categorie di beni: 
                    1. Reperti archeologici aventi  piu'  di  cento  anni
              provenienti da: 
                      a) scavi e scoperte terrestri o sottomarine; 
                      b) siti archeologici; 
                      c) collezioni archeologiche. 
                    2.  Elementi,   costituenti   parte   integrante   di
              monumenti artistici,  storici  o  religiosi  e  provenienti
              dallo smembramento dei monumenti  stessi,  aventi  piu'  di
              cento anni. 
                    3. Quadri e pitture diversi  da  quelli  appartenenti
              alle categorie 4 e 5 fatti interamente a mano su  qualsiasi
              supporto e con qualsiasi materiale (1) 
                    4. Acquerelli, guazzi e pastelli eseguiti interamente
              a mano su qualsiasi supporto. 
                    5. Mosaici diversi da quelli delle categorie  1  e  2
              realizzati interamente a mano con qualsiasi materiale (1) e
              disegni fatti interamente a mano su qualsiasi supporto. 
                    6.  Incisioni,  stampe,   serigrafie   e   litografie
              originali e relative matrici, nonche'  manifesti  originali
              (1). 
                    7. Opere originali dell'arte  statuaria  o  dell'arte
              scultorea e copie ottenute  con  il  medesimo  procedimento
              dell'originale (1), diverse da quelle della categoria 1. 
                    8. Fotografie, film e relativi negativi (1). 
                    9.  Incunaboli  e  manoscritti,  compresi  le   carte
              geografiche  e  gli  spartiti  musicali,   isolati   o   in
              collezione (1). 
                    10. Libri aventi piu' di cento  anni,  isolati  o  in
              collezione. 
                    11.  Carte  geografiche  stampate  aventi   piu'   di
              duecento anni. 
                    12. Archivi  e  supporti,  comprendenti  elementi  di
              qualsiasi natura aventi piu' di cinquanta anni. 
                    13.  a)  Collezioni  ed  esemplari   provenienti   da
              collezioni di zoologia, botanica, mineralogia, anatomia. b)
              Collezioni  aventi   interesse   storico,   paleontologico,
              etnografico o numismatico. 
                    14. Mezzi di trasporto aventi piu' di  settantacinque
              anni. 
                    15. Altri oggetti  di  antiquariato  non  contemplati
              dalle categorie da 1 a 14, aventi piu' di settanta anni. 
                  (1) Aventi piu' di settanta  anni  e  non  appartenenti
              all'autore. 
              Comma 176. 
                  - Il testo dell'articolo 68 del decreto legislativo  22
              gennaio 2014, n.  42  (Codice  dei  beni  culturali  e  del
              paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge  6  luglio
              2002, n. 137), come modificato  dalla  presente  legge,  e'
              riportato in nota al comma 175. 
                  - Si riporta il comma 4 dell'articolo  72  del  decreto
              legislativo  22  gennaio  2014,  n.  42  (Codice  dei  beni
              culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10  della
              legge 6 luglio 2002, n. 137): 
                  "Art. 72.(Ingresso nel territorio nazionale). 
                  (Omissis). 
                  4. Con decreto ministeriale  possono  essere  stabilite
              condizioni, modalita' e procedure  per  il  rilascio  e  la
              proroga   dei   certificati,   con   particolare   riguardo
              all'accertamento della provenienza della cosa  o  del  bene
              spediti o importati.". 
                  Comma 177. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 16 della  legge  10
              ottobre 1990, n. 287 (Norme per la tutela della concorrenza
              e del mercato), come modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 16. (Comunicazione delle concentrazioni). - 1. Le
              operazioni di concentrazione di cui all'articolo  5  devono
              essere preventivamente comunicate all'Autorita' qualora  il
              fatturato   totale   realizzato   a    livello    nazionale
              dall'insieme delle  imprese  interessate  sia  superiore  a
              quattrocentonovantadue  milioni  di  euro  e   qualora   il
              fatturato  totale  realizzato  individualmente  a   livello
              nazionale da  almeno  due  delle  imprese  interessate  sia
              superiore a  trenta  milioni  di  euro.  Tali  valori  sono
              incrementati  ogni  anno  di   un   ammontare   equivalente
              all'aumento  dell'indice  del  deflatore  dei  prezzi   del
              prodotto interno lordo. 
                  2. Per gli istituti bancari e finanziari  il  fatturato
              e' considerato pari al  valore  di  un  decimo  del  totale
              dell'attivo  dello  stato  patrimoniale,  esclusi  i  conti
              d'ordine, e per  le  compagnie  di  assicurazione  pari  al
              valore dei premi incassati. 
                  3. Entro  cinque  giorni  dalla  comunicazione  di  una
              operazione di concentrazione l'Autorita' ne da' notizia  al
              Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  ed  al  Ministro
              dell'industria, del commercio e dell'artigianato. 
                  4.  Se  l'Autorita'  ritiene   che   un'operazione   di
              concentrazione sia suscettibile di essere vietata ai  sensi
              dell'art. 6, avvia  entro  trenta  giorni  dal  ricevimento
              della notifica, o dal momento  in  cui  ne  abbia  comunque
              avuto  conoscenza,  l'istruttoria  attenendosi  alle  norme
              dell'art. 14. L'Autorita', a  fronte  di  un'operazione  di
              concentrazione ritualmente comunicata, qualora non  ritenga
              necessario avviare l'istruttoria  deve  dare  comunicazione
              alle imprese interessate ed al Ministro dell'industria, del
              commercio e dell'artigianato delle proprie conclusioni  nel
              merito, entro trenta giorni dal ricevimento della notifica. 
                  5. L'offerta pubblica di acquisto che possa  dar  luogo
              ad operazione di concentrazione soggetta alla comunicazione
              di cui al comma  1  deve  essere  comunicata  all'Autorita'
              contestualmente alla  sua  comunicazione  alla  Commissione
              nazionale per le societa' e la borsa. 
                  6. Nel caso di offerta pubblica di acquisto  comunicata
              all'Autorita'  ai  sensi  del  comma  5,  l'Autorita'  deve
              notificare l'avvio dell'istruttoria entro  quindici  giorni
              dal ricevimento della comunicazione e contestualmente darne
              comunicazione alla Commissione nazionale per le societa'  e
              la borsa. 
                  7.  L'Autorita'  puo'  avviare  l'istruttoria  dopo  la
              scadenza dei termini di cui al presente articolo, nel  caso
              in  cui  le  informazioni  fornite  dalle  imprese  con  la
              comunicazione risultino gravemente inesatte,  incomplete  o
              non veritiere. 
                  8.  L'Autorita',  entro  il   termine   perentorio   di
              quarantacinque giorni dall'inizio dell'istruttoria  di  cui
              al presente articolo, deve dare comunicazione alle  imprese
              interessate ed al Ministro dell'industria, del commercio  e
              dell'artigianato, delle  proprie  conclusioni  nel  merito.
              Tale   termine   puo'   essere    prorogato    nel    corso
              dell'istruttoria per un  periodo  non  superiore  a  trenta
              giorni, qualora le imprese non  forniscano  informazioni  e
              dati   a   loro   richiesti   che    siano    nella    loro
              disponibilita'.". 
              Comma 178. 
                  - Si riporta il  testo  dell'articolo  29  del  decreto
              legislativo 26 ottobre 1995,  n.  504  (Testo  unico  delle
              disposizioni  legislative  concernenti  le  imposte   sulla
              produzione e sui  consumi  e  relative  sanzioni  penali  e
              amministrative), come modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 29. (Deposito di prodotti  alcolici  assoggettati
              ad accisa). - 1. Gli esercenti impianti di  trasformazione,
              di condizionamento e di deposito di  alcole  e  di  bevande
              alcoliche  assoggettati  ad   accisa   devono   denunciarne
              l'esercizio   all'Ufficio   dell'Agenzia   delle    dogane,
              competente per territorio. 
                  2. Sono soggetti alla denuncia di cui al comma 1  anche
              gli esercizi  di  vendita,  ad  esclusione  degli  esercizi
              pubblici, degli esercizi di intrattenimento pubblico, degli
              esercizi ricettivi e dei rifugi alpini, ed  i  depositi  di
              alcole denaturato con  denaturante  generale  in  quantita'
              superiore a 300 litri. 
                  3.  Sono  esclusi  dall'obbligo  della   denuncia   gli
              esercenti il deposito di: 
                    a) alcole, frutta allo spirito e  bevande  alcoliche,
              confezionati in recipienti di capacita' non superiore  a  5
              litri ed aromi alcolici per liquori o per  vermouth  e  per
              altri vini aromatizzati confezionati in dosi per  preparare
              non piu' di un litro di prodotto,  muniti  di  contrassegno
              fiscale, ai sensi dell'art. 13, comma 2; 
                    b) alcole non denaturato, aromi alcolici per  bevande
              diverse  dai  liquori,  bevande  alcoliche,  frutta   sotto
              spirito e profumerie  alcoliche  prodotte  con  alcole  non
              denaturato, in quantita' non superiore a 20 litri; 
                    c)  aromi  alcolici  per  liquori  in  quantita'  non
              superiore a 0,5 litri o a 0,5  chilogrammi,  non  destinati
              alla vendita; 
                    d)  profumerie  alcoliche  prodotte  con  alcole  non
              denaturato, condizionate  secondo  le  modalita'  stabilite
              dall'amministrazione finanziaria in quantita' non superiore
              a 5000 litri; 
                    e) birra, vino e bevande fermentate diverse dal  vino
              e  dalla  birra  se  non  destinate,   queste   ultime,   a
              distillerie; 
                    f)   vini   aromatizzati,   liquori   e    acquaviti,
              addizionati con acqua  gassata,  semplice  o  di  soda,  in
              recipienti  contenenti  quantita'  non   superiore   a   10
              centilitri ed aventi  titolo  alcolometrico  non  superiore
              all'11 per cento in volume. 
                  4. Gli esercenti  impianti,  depositi  ed  esercizi  di
              vendita obbligati alla denuncia di cui ai commi 1 e 2  sono
              muniti di licenza fiscale, valida fino a  revoca,  soggetta
              al pagamento di un  diritto  annuale  e  sono  obbligati  a
              contabilizzare i prodotti in apposito registro di carico  e
              scarico.  Sono  esclusi  dall'obbligo  della   tenuta   del
              predetto  registro  gli  esercenti  la  minuta  vendita  di
              prodotti alcolici e gli esercenti  depositi  di  profumerie
              alcoliche condizionate  fino  a  litri  8.000  anidri.  Con
              decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  da
              emanare ai sensi dell'art. 17,  comma  3,  della  legge  23
              agosto 1988, n. 400, possono essere modificati  i  casi  di
              esclusione di cui al comma 3  e  possono  essere  stabilite
              eccezioni all'obbligo della tenuta del  predetto  registro.
              La licenza e'  revocata  o  negata  a  chiunque  sia  stato
              condannato per fabbricazione  clandestina  o  per  evasione
              dell'accisa sull'alcole e sulle bevande alcoliche.". 
              Comma 182. 
                  - Si riporta il testo dell'articolo 17, comma 2,  della
              legge 31 dicembre 2009, n. 196  (Legge  di  contabilita'  e
              finanza pubblica): 
                  "Art. 17. (Copertura finanziaria delle leggi). 
                  (Omissis). 
                  2. Le leggi di delega comportanti oneri recano i  mezzi
              di copertura necessari per l'adozione dei relativi  decreti
              legislativi. Qualora, in sede di conferimento della delega,
              per  la  complessita'  della  materia  trattata,  non   sia
              possibile  procedere  alla  determinazione  degli   effetti
              finanziari   derivanti   dai   decreti   legislativi,    la
              quantificazione  degli  stessi  e'  effettuata  al  momento
              dell'adozione dei singoli decreti  legislativi.  I  decreti
              legislativi dai quali derivano nuovi o maggiori oneri  sono
              emanati solo  successivamente  all'entrata  in  vigore  dei
              provvedimenti  legislativi  che  stanzino   le   occorrenti
              risorse  finanziarie.  A   ciascuno   schema   di   decreto
              legislativo e' allegata una relazione tecnica,  predisposta
              ai sensi del comma  3,  che  da'  conto  della  neutralita'
              finanziaria  del  medesimo  decreto  ovvero  dei  nuovi   o
              maggiori oneri da esso derivanti e dei corrispondenti mezzi
              di copertura. 
                  (Omissis).". 
              Comma 183. 
                  - Si riporta il testo  dell'articolo  articolo  84  del
              codice della strada,  di  cui  al  decreto  legislativo  30
              aprile 1992,  n.  285,  e  successive  modificazioni,  come
              modificato dalla presente legge: 
                  "Art. 84.  (Locazione  senza  conducente).  -  1.  Agli
              effetti del presente articolo un veicolo si intende adibito
              a locazione senza conducente  quando  il  locatore,  dietro
              corrispettivo, si obbliga  a  mettere  a  disposizione  del
              locatario, per le  esigenze  di  quest'ultimo,  il  veicolo
              stesso. 
                  2.  Possono  essere   destinati   a   locazione   senza
              conducente tutti i veicoli a  motore  e  i  loro  rimorchi,
              esclusi i veicoli destinati al trasporto di merci di  massa
              complessiva a pieno carico superiore a  6  t  e  i  veicoli
              destinati   al   trasporto   di   persone   diversi   dalle
              autovetture. 
                  3.  La  carta  di  circolazione  di  tali  veicoli   e'
              rilasciata sulla base della prescritta licenza. 
                  3-bis. L'impresa esercente attivita'  di  trasporto  di
              viaggiatori effettuato mediante  noleggio  di  autobus  con
              conducente  sopra  i  9   posti,   iscritta   al   Registro
              elettronico nazionale e titolare  di  autorizzazione,  puo'
              utilizzare  i  veicoli  in  proprieta'  di  altra   impresa
              esercente la medesima attivita'  ed  iscritta  al  Registro
              elettronico  nazionale,  acquisendone   la   disponibilita'
              mediante contratto di locazione. 
                  4. Il  Ministro  dei  trasporti  con  proprio  decreto,
              d'intesa con il Ministro  dell'interno,  e'  autorizzato  a
              stabilire eventuali criteri limitativi e le  modalita'  per
              il rilascio della carta di circolazione. 
                  5. Chiunque adibisce a locazione  senza  conducente  un
              veicolo non destinato a tale uso e' soggetto alla  sanzione
              amministrativa  del  pagamento  di  una   somma   da   lire
              cinquecentomila  a  lire  due  milioni   se   trattasi   di
              autoveicoli o rimorchi ovvero da lire cinquantamila a  lire
              duecentomila se trattasi di altri veicoli. 
                  6.  Alla  suddetta  violazione  consegue  la   sanzione
              amministrativa accessoria della sospensione della carta  di
              circolazione per un periodo da due a otto mesi, secondo  le
              norme del capo I, sezione II, del titolo VI.". 
              Comma 185. 
                  - Si riporta  il  testo  dell'articolo  8  del  decreto
              legislativo 28 agosto 1997, n. 281: 
                  "Art. 8. (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e
              Conferenza unificata). - 1. La Conferenza  Stato-citta'  ed
              autonomie locali e' unificata per le materie ed  i  compiti
              di interesse comune  delle  regioni,  delle  province,  dei
              comuni  e  delle  comunita'  montane,  con  la   Conferenza
              Stato-regioni. 
                  2. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  e'
              presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
              sua delega, dal Ministro dell'interno o  dal  Ministro  per
              gli  affari   regionali   nella   materia   di   rispettiva
              competenza; ne fanno parte altresi' il Ministro del  tesoro
              e  del  bilancio  e  della  programmazione  economica,   il
              Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
              Ministro della  sanita',  il  presidente  dell'Associazione
              nazionale  dei  comuni  d'Italia  -  ANCI,  il   presidente
              dell'Unione  province  d'Italia  -  UPI  ed  il  presidente
              dell'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti  montani  -
              UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
              dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.
              Dei  quattordici   sindaci   designati   dall'ANCI   cinque
              rappresentano le citta' individuate dall'articolo 17  della
              legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni  possono  essere
              invitati altri membri del Governo,  nonche'  rappresentanti
              di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici. 
                  3. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  e'
              convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i  casi
              il presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne  faccia
              richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM . 
                  4. La  Conferenza  unificata  di  cui  al  comma  1  e'
              convocata dal Presidente del  Consiglio  dei  Ministri.  Le
              sedute sono presiedute dal  Presidente  del  Consiglio  dei
              Ministri o, su sua delega,  dal  Ministro  per  gli  affari
              regionali  o,  se  tale  incarico  non  e'  conferito,  dal
              Ministro dell'interno.". 
              Comma 187. 
                  - Il testo dell'articolo 17, comma 2,  della  legge  31
              dicembre 2009, n. 196 e' riportato in nota al comma 182. 
              Comma 188. 
                  - Il  decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82  e'
              pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 112  del  16  maggio
              2005, S.O. n. 93. 
                  -  Si  riporta  il  testo  dell'articolo   61-bis   del
              decreto-legge  24  gennaio  2012,  n.  1,  convertito,  con
              modificazioni,  dalla  legge   24   marzo   2012,   n.   27
              (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle
              infrastrutture e la competitivita'): 
                  "Art. 61-bis. (Piattaforma per la gestione  della  rete
              logistica nazionale). - 1. Sono ripristinati i fondi di cui
              all'articolo 2, comma 244, della legge 24 dicembre 2007, n.
              244, nella misura di 1 milione di euro per  ciascuno  degli
              anni del triennio 2012/2014, con specifica destinazione  al
              miglioramento delle condizioni operative dell'autotrasporto
              e all'inserimento dei  porti  nella  sperimentazione  della
              piattaforma per la gestione della rete logistica  nazionale
              nell'ambito  del  progetto  UIRNet  del   Ministero   delle
              infrastrutture e dei trasporti. 
                  2. All'onere derivante dal comma 1 si provvede mediante
              corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  del   fondo
              speciale di parte corrente iscritto, ai fini  del  bilancio
              triennale 2012-2014, nell'ambito del  programma  "Fondi  di
              riserva e speciali" della  missione  "Fondi  da  ripartire"
              dello stato di previsione  del  Ministero  dell'economia  e
              delle finanze per  l'anno  2012,  allo  scopo  parzialmente
              utilizzando  l'accantonamento  relativo  al  Ministero  del
              lavoro e delle politiche sociali. 
                  3.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze   e'
              autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
              variazioni di bilancio. 
                  4. La societa' UIRNet SpA e' soggetto  attuatore  unico
              per la realizzazione e gestione della  piattaforma  per  la
              gestione della rete logistica nazionale, come definita  nel
              decreto ministeriale 20 giugno 2005, n. 18T, che e' estesa,
              oltre che agli interporti, anche ai centri merci, ai  porti
              ed alle piastre logistiche. 
                  5. Il Ministro  delle  infrastrutture  e  trasporti  e'
              autorizzato  a  firmare  apposito  atto  convenzionale  con
              UIRNet SpA. per disciplinare l'utilizzo dei fondi di cui al
              comma 1 del presente articolo.". 
                  - La citata legge 24 marzo 2012, n.  27  e'  pubblicata
              nella Gazzetta Ufficiale 24 marzo 2012, n. 71, S.O. 
    

    QR Code – Take this post Mobile!
    Use this unique QR (Quick Response) code with your smart device. The code will save the url of this webpage to the device for mobile sharing and storage.

    Info sul autore

    Articoli Scritti : 1023

    Lascia un comment

     

    © AmbienteDiritto.it Blog Quotidiano Legale

    Torna in cima
    UA-31664323-1