Sostenibilità e strategie di investimento:

dove è orientata la finanza del futuro.

Le crisi finanziarie sistemiche degli ultimi decenni hanno fatto accrescere l’esigenza di sviluppare un modo di fare finanza che volga il suo sguardo verso una prospettiva di medio-lungo termine, attenta sia al profitto sia ad altri fattori la cui esclusione, nei tempi passati, non ha fatto altro che gravare in peius sugli scenari economici, sociali ed ambientali globali.

A varcare le porte d’ingresso del mercato finanziario, infatti, è un modo di investire innovativo, che vale oltre 23 miliardi di dollari a livello globale e prevede una combinazione di elementi di valutazione che prendano in considerazione l’analisi finanziaria unitamente ad un’analisi dell’impatto ambientale, sociale e relativa alla governance (c.d. parametri ESG).

In questo contesto, emerge il protagonismo dell’investitore, il quale può scegliere di indirizzare il proprio portafoglio verso strategie customizzate. È possibile propendere per strategie come la best in class (che predilige il finanziamento di imprese che rispettano gli indici ESG), oppure di engagement (volte a creare un dialogo con l’imprenditore finanziato, finalizzato ad influenzare positivamente i comportamenti dell’impresa e ad aumentare la trasparenza), o , infine, una strategia di investimento di impatto, in cui vengono preferite realtà che incrementano lo sviluppo sociale.

I successi dell’impact investing (ossia degli investimenti in energie rinnovabili, social housing e microfinanza) sono descritti da aumenti esponenziali: negli ultimi due anni, infatti,l’ammontare di euro investiti è variato dai 3 ai 52 miliardi e tale crescita è da attribuirsi in gran parte agli investimenti in social housing, in quanto l’incremento delle esigenze abitative stimola sempre più progetti di sviluppo immobiliare.

Perché, dunque, questo modo di fare finanza potrebbe risultare più allettante per l’investitore dal punto di vista dei rendimenti?

La risposa risiede nei filtri che vengono posti ab initio e nella loro funzionalità.

Con l’osservazione dell’analisi finanziaria, unitamente all’analisi di valori relativi alla sostenibilità sociale e ambientale, ed ad un attenzione maggiore alla governance, vengono selezionate le società più performanti nella gestione dei rischi di natura extrafinanziaria, poiché ciò diminuisce notevolmente la possibilità che esse siano destinatarie di sanzioni incisive, di questioni di discredito reputazionale o di eventuali conflitti con i diversi stakeholders (azionisti, lavoratori, comunità locale): situazioni che possono condurre alla chiusura del bilancio in perdita ed alla svalutazione dei titoli azionari.

Negli ultimi anni, le politiche europee non sono state sorde al richiamo delle nuove esigenze di investimento che, facilmente, si conciliano con i principi sanciti dall’accordo di Parigi e con gli obiettivi previsti dall’Agenda 2030 dell’UE per lo sviluppo sostenibile.

Nel press release della Commissione Europea, in cui veniva annunciata la strategia per la realizzazione di un sistema finanziario che sostenga il programma dell’Unione per il clima e lo sviluppo sostenibile, Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “L’UE è già in prima linea negli investimenti nell’efficienza delle risorse e nelle infrastrutture sociali mediante il Fondo europeo per gli investimenti strategici. Almeno il 40% degli investimenti infrastrutturali del FEIS sarà destinato ai progetti che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi di Parigi per contrastare i cambiamenti climatici. Al tempo stesso, creare le condizioni propizie agli investimenti sostenibili da parte degli investitori privati è fondamentale ai fini della transizione ad un’economia circolare più pulita e più efficiente sotto il profilo delle risorse.”

Non resterebbe altro, in vista di un’alta domanda di investimenti “responsabili” e di politiche favorevoli, che sviluppare un’adeguata offerta che soddisfi le esigenze di questa crescente forma di mercato sostenibile.

Dott.ssa Valeria Esposito D’Onofrio- Studio Legale Italiano & Partners