3 minuti

È ingannevole il marchio contenente un numero evocativo di un anno di fondazione dell’impresa diverso dal reale

A trademark containing a number evocative of a year of foundation of the company different from the real one is misleading

dalla Redazione

Con la sentenza Corte di Giustizia, Terza Sezione, 26 marzo 2026, causa C-412/24, si è stabilito che «un marchio che contiene un numero percepito come anno di fondazione dell’impresa può essere dichiarato ingannevole se tale indicazione evoca, nella mente del pubblico, un savoir‑faire antico e una garanzia di qualità che in realtà non esistono. Questo vale in particolare nei settori – come la pelletteria di lusso – in cui la storia e l’anzianità dell’impresa incidono sulla percezione della qualità e del prestigio del prodotto».

La Corte di Lussemburgo ha risposto ad un rinvio pregiudiziale della Cour de cassation francese, nell’ambito della controversia tra due imprese, vertente sull’utilizzo di un marchio da parte di una di esse, associato ad articoli di pelletteria di lusso.

La questione centrale riguardava l’interpretazione dell’art. 3, par. 1, lett. g), della Direttiva 2008/95/CE, che esclude dalla registrazione i marchi idonei a indurre in errore il pubblico.

Secondo la Corte, l’ingannevolezza deve riguardare una caratteristica dei prodotti o servizi, non del titolare del marchio in quanto tale. Tuttavia, l’anzianità dell’impresa può riflettersi sulla percezione della qualità del prodotto, specie nel settore del lusso, dove storia e prestigio sono elementi che il consumatore collega direttamente al valore dell’articolo.

Se un marchio contiene un numero che il pubblico interpreta come anno di fondazione e ciò evoca un savoir‑faire secolare inesistente, può configurarsi un rischio sufficientemente grave di inganno.

La Corte ha chiarito che spetta al giudice nazionale verificare se, nel caso concreto, il numero “1717” e la dicitura “Paris” siano idonee ad indurre il consumatore a credere che i prodotti godano di una qualità e di un prestigio derivanti da una tradizione plurisecolare che la società attuale non possiede.

In proposito, si è precisato che «l’accertamento che un marchio “può indurre in errore il pubblico” deve fondarsi su un inganno in relazione a una caratteristica dei prodotti o dei servizi designati da tale marchio», e che «l’inclusione, in un marchio, di un numero percepito come l’anno di fondazione dell’azienda può evocare un savoir‑faire particolare, garanzia di qualità del prodotto»… «quando tale savoir‑faire non esiste, se ne può dedurre che il marchio può ingannare il pubblico.

La sentenza è consultabile al seguente link:https://www.quotidianolegale.it/wp-content/uploads/2026/04/Corte-giustizia-marchio-Faure.pdf