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“COMUNITÀ ENERGETICHE: LE PROTAGONISTE DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA”

 

Avv. Alessandra Giusti

SOMMARIO: Introduzione; La sfida della crisi energetica; Cosa è una comunità energetica; Le origini delle comunità energetiche; Il quadro normativo; Comunità energetiche rinnovabili (CEFR); Come funzionano le comunità energetiche; Micro grid e smart grid; L’uso degli smart contract per tutelare la condivisione energetica; I Prosumer nella sfida alla riduzione del riscaldamento globale; I vantaggi di far parte di una comunità energetica; Esempi di Comunità Energetica in Italia, in Europa e nel mondo; Conclusioni; Bibliografia; Sitografia.

 

ABSTRACT
The paper deals with the topic of Energy Communities, that is, a new systemic paradigm in the implementation of the energy transition that involves economic, social, technical, political and regulatory aspects. In particular, the European and Italian regulatory context is analyzed, with the second heavily dependent on the first. The Energy Communities, in their composition, organization and function, produce effects that fall directly on 2 of the 17 Sustainable Development Goals: Goal 11 “Making cities and human settlements inclusive, safe, long-lasting and sustainable” and Goal 7 “Ensuring access to affordable, reliable, sustainable and modern energy systems for all”. At the same time, Goals 7 and 11 represent a framework within which the Energy Communities will have to develop in order to be able to realize the content of the 2030 Agenda. This bidirectional relationship was considered in order to be able to better frame and understand its dynamics. Within the analysis, in relation to Objective 11, the role of the Energy Communities in the context of the so-called “sustainable cities” and in the implementation of an effective energy transition is investigated. In relation to Objective 7, the social impact of Energy Communities is highlighted, especially with regard to the role of consumers, who turn into prosumers, and the criticality linked to energy poverty. The paper highlights the potential of Energy Communities, reporting some examples already in place, and concludes with the urgency of improving some regulatory and operational aspects so that the challenge represented by the sustainable energy transition is faced with courage and successfully overcome.

ABSTRACT
L’elaborato affronta il tema delle Comunità Energetiche, ossia un nuovo paradigma sistemico nella realizzazione della transizione energetica che coinvolge implica aspetti economici, sociali, tecnici, politici e normativi. In particolare, viene analizzato il contesto normativo europeo ed italiano, con il secondo fortemente dipendente dal primo. Le Comunità Energetiche, nella loro composizione, organizzazione e funzione, producono effetti che ricadono direttamente su 2 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: l’Obiettivo 11 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” e l’Obiettivo 7 “Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni”. Allo stesso tempo, gli Obiettivi 7 e 11 rappresentano un quadro all’interno del quale le Comunità Energetiche dovranno svilupparsi per riuscire a concretizzare il contenuto dell’Agenda 2030. Questa relazione bidirezionale è stata considerata, al fine di riuscire a inquadrare e comprendere meglio le dinamiche di essa. All’interno dell’analisi, in relazione all’Obiettivo 11, viene indagato il ruolo delle Comunità Energetiche nel contesto delle cosiddette “città sostenibili” e nella realizzazione di un’efficace transizione energetica. In relazione all’Obiettivo 7, si evidenzia l’impatto sociale delle Comunità Energetiche, specialmente riguardo il ruolo dei consumatori, i quali si trasformano in prosumers, ed alla criticità legata alla povertà energetica. L’elaborato evidenzia il potenziale delle Comunità Energetiche, riportando alcuni esempi già operanti, e conclude con l’urgenza di migliorare alcuni aspetti normativi e operativi affinché la sfida rappresentata dalla transizione energetica sostenibile sia affrontata con coraggio e superata con successo.

Introduzione

È noto che il problema dei cambiamenti climatici e del surriscaldamento globale è diventato un argomento chiave e cruciale per la politica a livello mondiale1, 2 in quanto causato da attività umane, le quali immettono in atmosfera sostanze inquinanti e climalteranti.

La produzione di energia elettrica è una delle principali cause dell’inquinamento da CO2 e secondo la quarta edizione del rapporto “Global Energy and Climate Outlook” del Joint Research Center della Commissione Europea, l’elettrificazione gioca infatti un ruolo primario nella transizione energetica e viene evidenziato un aumento del tasso di elettrificazione in tutti i settori3. Misure che facilitino l’elettrificazione dei settori ad alto consumo energetico, come quello dei trasporti, sono necessarie per incentivare il proseguimento e l’accelerazione del trend positivo dell’elettrificazione.

Se negli ultimi due secoli l’uomo ha perseguito progresso e sviluppo economico, perdendo il controllo qualitativo e quantitativo del fenomeno, nell’ultimo decennio si è fatta sempre più evidente la consapevolezza della compromissione del futuro del nostro pianeta e la conseguente responsabilità a fermare il processo degenerativo.

Il 2015 è stato un anno decisivo, durante il quale si è evidenziato un cambiamento di approccio nei confronti della sostenibilità e un’importante evoluzione del sistema multilaterale e di governance per lo sviluppo sostenibile. In tale anno, infatti, sono stati raggiunti accordi fondamentali come l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e gli accordi di Parigi sul cambiamento climatico.

In questo contesto, prima il G20 di Roma, poi la COP26 di Glasgow hanno chiaramente evidenziato quale sia lo stato di salute del nostro pianeta e l’importanza di agire in prima persona e subito perché ormai stiamo raggiungendo il punto di non ritorno. Il clima è un’emergenza e quindi bisogna muoversi velocemente, mettere in atto un’efficace transizione energetica e sviluppare una struttura economica e produttiva che rispetti la sostenibilità ambientale.

La transizione verso modi di produzione e consumo più sostenibili è diventata una delle grandi sfide della contemporaneità. La fine del localismo energetico e l’affermarsi di una società high-carbon hanno determinato la geopolitica internazionale e generato instabilità, diseguaglianze e iniquità sociale.

La rivoluzione verde e la transizione ecologica (Missione 2 PNRR) impongono un serio impegno per la decarbonizzazione e la resilienza climatica. Infatti, il futuro dell’energia sostenibile è mosso dal modello delle c.d. 3D: Decarbonizzazione: Digitalizzazione e Decentralizzazione. Questi tre paradigmi consentiranno di prendere parte al cambiamento in atto attraverso le comunità energetiche e la generazione privata dell’energia.

Nel contesto del perseguimento di uno sviluppo sostenibile, l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite viene

definita: “un piano d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità”, nel quale vengono integrati i tre pilastri della sostenibilità: ambientale, economico e sociale. I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

(Sustainable Development Goals – SDGs) di cui si compone l’Agenda sono ulteriormente declinati in

169 targets e 244 indicatori, i quali traducono le attuali sfide globali in obiettivi specifici e misurabili.

Gli obiettivi sono interconnessi tra loro e alcuni di essi sono propedeutici alla realizzazione di altri. L’interconnessione e la complessità delle sfide epocali proprie degli SDGs è il punto di partenza per comprendere la necessità, sempre più evidente ed improcrastinabile, di realizzare nel concreto un approccio integrato e multi-stakeholder per la realizzazione degli obiettivi globali4. In particolare, l’obiettivo 11 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” si declina in diversi targets tra cui quello della riduzione dell’impatto ambientale negativo pro-capite delle città e il miglioramento della qualità dell’aria.

Un contributo importante può giungere dalle smart cities (Obiettivo 11 Agenda 2030) e dalle comunità energetiche rinnovabili (Obiettivo 7 Agenda 2030), due strumenti attuativi delle politiche di sostenibilità promossi dall’ordinamento UE che presentano interessanti interconnessioni, a partire dai concetti di partecipazione e condivisione, democrazia amministrativa e cittadinanza digitale.