Codice di Procedura Penale
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  • PROCEDURA PENALE: mandato d’arresto europeo difese rafforzate D. L.vo n.184/2016.
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    Nuove modifiche al: codice penale, codice di procedura penale e ordinamento penitenziario.

    Nuove modifiche al: codice penale, codice di procedura penale e ordinamento penitenziario.

    LEGGE 23 giugno 2017, n. 103: Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario.

    (17G00116)  (GU n.154 del 4-7-2017)

    Note: Entrata in vigore del provvedimento: 03/08/2017

    
    

     

     
      La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
    approvato; 
     
                       IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
     
                                  Promulga 
     
      la seguente legge: 
                                   Art. 1 
     
      1. Dopo  l'articolo  162-bis  del  codice  penale  e'  inserito  il
    seguente: 
      «Art. 162-ter (Estinzione del reato per  condotte  riparatorie).  -
    Nei casi di  procedibilita'  a  querela  soggetta  a  remissione,  il
    giudice dichiara estinto il reato, sentite  le  parti  e  la  persona
    offesa, quando l'imputato ha riparato interamente, entro  il  termine
    massimo della dichiarazione di apertura  del  dibattimento  di  primo
    grado, il danno cagionato dal reato, mediante le  restituzioni  o  il
    risarcimento, e ha eliminato, ove possibile, le conseguenze dannose o
    pericolose  del  reato.  Il  risarcimento  del  danno   puo'   essere
    riconosciuto anche  in  seguito  ad  offerta  reale  ai  sensi  degli
    articoli 1208 e seguenti del codice civile, formulata dall'imputato e
    non accettata dalla persona  offesa,  ove  il  giudice  riconosca  la
    congruita' della somma offerta a tale titolo. 
      Quando dimostra di non aver potuto adempiere, per fatto a  lui  non
    addebitabile, entro il termine di cui al primo comma, l'imputato puo'
    chiedere al giudice  la  fissazione  di  un  ulteriore  termine,  non
    superiore a sei mesi, per provvedere al  pagamento,  anche  in  forma
    rateale, di quanto dovuto a titolo di risarcimento; in  tal  caso  il
    giudice, se accoglie la richiesta, ordina la sospensione del processo
    e fissa la successiva udienza alla scadenza del termine  stabilito  e
    comunque non oltre novanta giorni dalla predetta scadenza,  imponendo
    specifiche prescrizioni. Durante  la  sospensione  del  processo,  il
    corso della prescrizione resta sospeso. Si  applica  l'articolo  240,
    secondo comma. 
      Il giudice dichiara l'estinzione del reato, di cui al primo  comma,
    all'esito positivo delle condotte riparatorie». 
      2.  Le  disposizioni  dell'articolo  162-ter  del  codice   penale,
    introdotto dal comma 1, si applicano anche ai processi in corso  alla
    data di entrata in vigore della presente legge e il giudice  dichiara
    l'estinzione  anche  quando  le  condotte  riparatorie  siano   state
    compiute  oltre  il  termine  della  dichiarazione  di  apertura  del
    dibattimento di primo grado. 
      3. L'imputato, nella prima udienza, fatta eccezione per quella  del
    giudizio di legittimita', successiva alla data di entrata  in  vigore
    della presente legge, puo' chiedere la fissazione di un termine,  non
    superiore a sessanta giorni, per  provvedere  alle  restituzioni,  al
    pagamento   di   quanto   dovuto   a   titolo   di   risarcimento   e
    all'eliminazione,  ove  possibile,  delle   conseguenze   dannose   o
    pericolose del  reato,  a  norma  dell'articolo  162-ter  del  codice
    penale, introdotto dal comma  1.  Nella  stessa  udienza  l'imputato,
    qualora dimostri  di  non  poter  adempiere,  per  fatto  a  lui  non
    addebitabile, nel  termine  di  sessanta  giorni,  puo'  chiedere  al
    giudice la fissazione di un ulteriore termine, non  superiore  a  sei
    mesi, per provvedere al pagamento, anche in forma rateale, di  quanto
    dovuto a titolo di risarcimento. 
      4. Nei casi previsti dal  comma  3,  il  giudice,  se  accoglie  la
    richiesta, ordina la sospensione del processo e fissa  la  successiva
    udienza alla scadenza del termine stabilito ai sensi del citato comma
    3. Durante la sospensione del processo, il corso  della  prescrizione
    resta sospeso. Si applica l'articolo 240, secondo comma,  del  codice
    penale. 
      5. All'articolo 416-ter, primo comma, del codice penale, le parole:
    «da quattro a dieci anni» sono sostituite dalle seguenti: «da  sei  a
    dodici anni». 
      6.  All'articolo  624-bis  del  codice  penale  sono  apportate  le
    seguenti modificazioni: 
        a) al primo comma, le parole: «e' punito con la reclusione da uno
    a sei anni e con la multa da euro 309 a euro 1.032»  sono  sostituite
    dalle seguenti: «e' punito con la reclusione da tre a sei anni e  con
    la multa da euro 927 a euro 1.500»; 
        b) al terzo comma, le parole: «La pena e' della reclusione da tre
    a dieci anni e della multa da euro 206 a euro 1.549» sono  sostituite
    dalle seguenti: «La pena e' della reclusione da quattro a dieci  anni
    e della multa da euro 927 a euro 2.000»; 
        c) dopo il terzo comma e' aggiunto il seguente: 
      «Le  circostanze  attenuanti,  diverse  da  quelle  previste  dagli
    articoli 98 e 625-bis, concorrenti con una o piu'  delle  circostanze
    aggravanti di cui  all'articolo  625,  non  possono  essere  ritenute
    equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni  di  pena
    si operano  sulla  quantita'  della  stessa  risultante  dall'aumento
    conseguente alle predette circostanze aggravanti». 
      7. All'articolo 625, primo comma, alinea,  del  codice  penale,  le
    parole: «La pena per il fatto previsto  dall'articolo  624  e'  della
    reclusione da uno a sei anni e della multa da euro 103 a euro  1.032»
    sono sostituite dalle  seguenti:  «La  pena  per  il  fatto  previsto
    dall'articolo 624 e' della reclusione da due a sei anni e della multa
    da euro 927 a euro 1.500». 
      8. All'articolo 628 del codice penale sono  apportate  le  seguenti
    modificazioni: 
        a) al primo comma, le parole: «e' punito con la reclusione da tre
    a dieci anni e con la multa da euro 516 a euro 2.065» sono sostituite
    dalle seguenti: «e' punito con la reclusione da quattro a dieci  anni
    e con la multa da euro 927 a euro 2.500»; 
        b) al terzo comma, le parole: «La pena  e'  della  reclusione  da
    quattro anni e sei mesi a venti anni e della multa da  euro  1.032  a
    euro 3.098»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «La  pena  e'  della
    reclusione da cinque a venti anni e della multa da euro 1.290 a  euro
    3.098»; 
        c) dopo il terzo comma e' inserito il seguente: 
      «Se concorrono due o piu' delle circostanze di cui al  terzo  comma
    del presente articolo, ovvero se una di tali circostanze concorre con
    altra  fra  quelle  indicate  nell'articolo  61,  la  pena  e'  della
    reclusione da sei a venti anni e della multa da  euro  1.538  a  euro
    3.098». 
      9. All'articolo 629, secondo comma, del codice penale,  le  parole:
    «da sei a venti anni» sono sostituite dalle  seguenti:  «da  sette  a
    venti anni». 
      10. All'articolo 158 del codice penale e'  aggiunto,  in  fine,  il
    seguente comma: 
      «Per i reati previsti dall'articolo 392, comma 1-bis, del codice di
    procedura penale, se commessi nei confronti  di  minore,  il  termine
    della prescrizione decorre dal compimento del  diciottesimo  anno  di
    eta' della persona  offesa,  salvo  che  l'azione  penale  sia  stata
    esercitata  precedentemente.  In  quest'ultimo  caso  il  termine  di
    prescrizione decorre dall'acquisizione della notizia di reato». 
      11. All'articolo 159 del codice penale sono apportate  le  seguenti
    modificazioni: 
        a) al primo comma: 
          1) i numeri 1) e 2) sono sostituiti dai seguenti: 
            «1) autorizzazione a procedere, dalla data del  provvedimento
    con cui il pubblico ministero presenta la richiesta sino al giorno in
    cui l'autorita' competente la accoglie; 
            2) deferimento della questione ad  altro  giudizio,  sino  al
    giorno in cui viene decisa la questione»; 
          2) dopo il numero 3-bis) e' aggiunto il seguente: 
            «3-ter) rogatorie all'estero, dalla  data  del  provvedimento
    che  dispone  una  rogatoria  sino  al  giorno  in  cui   l'autorita'
    richiedente riceve la documentazione richiesta,  o  comunque  decorsi
    sei mesi dal provvedimento che dispone la rogatoria»; 
        b) dopo il primo comma sono inseriti i seguenti: 
      «Il corso della prescrizione rimane altresi' sospeso  nei  seguenti
    casi: 
        1) dal termine previsto dall'articolo 544 del codice di procedura
    penale per il deposito della motivazione della sentenza  di  condanna
    di primo grado,  anche  se  emessa  in  sede  di  rinvio,  sino  alla
    pronuncia del dispositivo  della  sentenza  che  definisce  il  grado
    successivo di giudizio, per un tempo comunque non superiore a un anno
    e sei mesi; 
        2) dal termine previsto dall'articolo 544 del codice di procedura
    penale per il deposito della motivazione della sentenza  di  condanna
    di secondo grado, anche se  emessa  in  sede  di  rinvio,  sino  alla
    pronuncia del dispositivo della sentenza  definitiva,  per  un  tempo
    comunque non superiore a un anno e sei mesi. 
      I periodi di sospensione di cui al secondo comma sono computati  ai
    fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere dopo che
    la sentenza del grado successivo ha prosciolto l'imputato  ovvero  ha
    annullato   la   sentenza   di   condanna   nella   parte    relativa
    all'accertamento della responsabilita' o ne ha dichiarato la nullita'
    ai sensi dell'articolo 604,  commi  1,  4  e  5-bis,  del  codice  di
    procedura penale. 
      Se durante i termini di sospensione di  cui  al  secondo  comma  si
    verifica un'ulteriore causa di sospensione di cui al primo  comma,  i
    termini sono prolungati per il periodo corrispondente»; 
        c) il secondo comma e' abrogato. 
      12. All'articolo 160, secondo comma, del  codice  penale,  dopo  le
    parole: «davanti al pubblico ministero» sono inserite le seguenti: «o
    alla polizia giudiziaria, su delega del pubblico ministero,». 
      13.  Il  primo  comma  dell'articolo  161  del  codice  penale   e'
    sostituito dal seguente: 
      «L'interruzione della prescrizione ha effetto per tutti coloro  che
    hanno commesso il reato. La sospensione della prescrizione ha effetto
    limitatamente agli imputati nei cui confronti si sta procedendo». 
      14. Al secondo comma dell'articolo 161 del codice penale,  dopo  le
    parole: «della meta'» sono inserite le seguenti: «per i reati di  cui
    agli articoli 318,  319,  319-ter,  319-quater,  320,  321,  322-bis,
    limitatamente ai delitti richiamati dal presente  comma,  e  640-bis,
    nonche'». 
      15. Le disposizioni di cui ai commi da 10  a  14  si  applicano  ai
    fatti commessi dopo la data  di  entrata  in  vigore  della  presente
    legge. 
      16. Il Governo e' delegato ad adottare,  nel  termine  di  un  anno
    dalla data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  decreti
    legislativi  per  la  modifica  della  disciplina   del   regime   di
    procedibilita' per taluni reati e delle misure di sicurezza personali
    e per il riordino di alcuni settori  del  codice  penale,  secondo  i
    seguenti principi e criteri direttivi: 
        a) prevedere la procedibilita' a querela per i  reati  contro  la
    persona puniti con la sola pena edittale pecuniaria  o  con  la  pena
    edittale detentiva non superiore nel massimo a  quattro  anni,  sola,
    congiunta o alternativa alla pena pecuniaria, fatta eccezione per  il
    delitto di cui all'articolo 610 del codice  penale,  e  per  i  reati
    contro il patrimonio previsti dal codice penale, salva in  ogni  caso
    la  procedibilita'  d'ufficio  qualora  ricorra  una  delle  seguenti
    condizioni: 
          1) la persona offesa sia incapace per eta' o per infermita'; 
          2) ricorrano circostanze aggravanti ad effetto speciale  ovvero
    le circostanze indicate nell'articolo 339 del codice penale; 
          3) nei reati contro  il  patrimonio,  il  danno  arrecato  alla
    persona offesa sia di rilevante gravita'; 
        b) prevedere che, per i reati perseguibili  a  querela  ai  sensi
    della lettera a), commessi prima della  data  di  entrata  in  vigore
    delle disposizioni emanate in attuazione della medesima  lettera  a),
    il termine per presentare la querela decorre dalla predetta data,  se
    la  persona  offesa  ha  avuto  in  precedenza  notizia   del   fatto
    costituente reato; prevedere che, se e' pendente il procedimento,  il
    pubblico ministero o il giudice informa la persona offesa  dal  reato
    della facolta' di esercitare il  diritto  di  querela  e  il  termine
    decorre dal giorno in cui la persona offesa e' stata informata; 
        c) revisione della disciplina delle misure di sicurezza personali
    ai fini della espressa indicazione del divieto di sottoporre a misure
    di sicurezza personali per fatti non preveduti come reato dalla legge
    del tempo in cui furono commessi; rivisitazione, con  riferimento  ai
    soggetti imputabili, del  regime  del  cosiddetto  «doppio  binario»,
    prevedendo l'applicazione congiunta di pena  e  misure  di  sicurezza
    personali, nella prospettiva del  minor  sacrificio  possibile  della
    liberta' personale, soltanto per i delitti di cui  all'articolo  407,
    comma 2, lettera a), del codice  di  procedura  penale  e  prevedendo
    comunque la durata  massima  delle  misure  di  sicurezza  personali,
    l'accertamento  periodico  della  persistenza   della   pericolosita'
    sociale e la revoca delle misure di  sicurezza  personali  quando  la
    pericolosita' sia venuta  meno;  revisione  del  modello  definitorio
    dell'infermita', mediante la  previsione  di  clausole  in  grado  di
    attribuire  rilevanza,  in  conformita'   a   consolidate   posizioni
    scientifiche, ai disturbi della personalita'; previsione, nei casi di
    non imputabilita' al momento del fatto, di misure terapeutiche  e  di
    controllo, determinate nel massimo e da applicare tenendo conto della
    necessita' della cura, e prevedendo  l'accertamento  periodico  della
    persistenza della pericolosita' sociale e della necessita' della cura
    e la revoca delle  misure  quando  la  necessita'  della  cura  o  la
    pericolosita' sociale siano  venute  meno;  previsione,  in  caso  di
    capacita' diminuita, dell'abolizione del sistema del doppio binario e
    previsione di un trattamento sanzionatorio finalizzato al superamento
    delle condizioni che hanno diminuito la capacita' dell'agente,  anche
    mediante il ricorso  a  trattamenti  terapeutici  o  riabilitativi  e
    l'accesso  a  misure  alternative,  fatte  salve   le   esigenze   di
    prevenzione a tutela della collettivita'; 
        d)  tenuto  conto  dell'effettivo  superamento   degli   ospedali
    psichiatrici giudiziari e  dell'assetto  delle  nuove  residenze  per
    l'esecuzione delle  misure  di  sicurezza  (REMS),  previsione  della
    destinazione alle REMS prioritariamente dei soggetti per i quali  sia
    stato accertato in via definitiva lo stato di infermita'  al  momento
    della  commissione  del  fatto,  da  cui  derivi   il   giudizio   di
    pericolosita' sociale, nonche' dei soggetti per i quali  l'infermita'
    di mente sia sopravvenuta  durante  l'esecuzione  della  pena,  degli
    imputati sottoposti a misure di  sicurezza  provvisorie  e  di  tutti
    coloro  per  i  quali  occorra  accertare  le   relative   condizioni
    psichiche, qualora le sezioni degli istituti penitenziari alle  quali
    sono destinati non siano idonee, di fatto, a garantire i  trattamenti
    terapeutico-riabilitativi, con riferimento alle peculiari esigenze di
    trattamento dei soggetti e nel pieno rispetto dell'articolo 32  della
    Costituzione. 
      17. I decreti legislativi di cui al comma 16 sono  adottati,  senza
    nuovi o maggiori oneri per  la  finanza  pubblica,  su  proposta  del
    Ministro della giustizia.  I  relativi  schemi  sono  trasmessi  alle
    Camere,  corredati  di  relazione  tecnica  che   dia   conto   della
    neutralita' finanziaria dei medesimi, per  l'espressione  dei  pareri
    delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili
    finanziari. I pareri sono resi nel termine di quarantacinque  giorni,
    decorsi  i  quali  i  decreti  legislativi  possono  essere  comunque
    emanati. Qualora tale termine  venga  a  scadere  nei  trenta  giorni
    antecedenti la scadenza del termine di delega previsto dal comma  16,
    o successivamente, quest'ultimo  termine  e'  prorogato  di  sessanta
    giorni.  Il  Governo,  qualora  non  intenda  conformarsi  ai  pareri
    parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle  Camere  con  le  sue
    osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate  dei  necessari
    elementi  integrativi  di  informazione  e  motivazione.   I   pareri
    definitivi delle Commissioni competenti per materia e per  i  profili
    finanziari sono espressi entro venti giorni dalla  data  della  nuova
    trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque
    emanati. 
      18. Il Governo e' delegato ad adottare,  nel  termine  di  un  anno
    dalla data di entrata in vigore  della  presente  legge,  un  decreto
    legislativo  per  la  revisione  della  disciplina   del   casellario
    giudiziale, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: 
        a) rivedere la disciplina del casellario  giudiziale  adeguandola
    alle modifiche intervenute nella materia penale, anche processuale, e
    ai principi e criteri  contenuti  nella  normativa  nazionale  e  nel
    diritto  dell'Unione  europea  in  materia  di  protezione  dei  dati
    personali,  perseguendo  gli  obiettivi  di  semplificazione   e   di
    riduzione   degli   adempimenti    amministrativi,    e    provvedere
    all'abrogazione del comma 1 dell'articolo 5 del testo unico di cui al
    decreto del Presidente della Repubblica 14  novembre  2002,  n.  313,
    nonche'  rivedere  i  presupposti  in  tema  di  eliminazione   delle
    iscrizioni per adeguarli all'attuale durata media della vita umana; 
        b) consentire alle pubbliche  amministrazioni  e  ai  gestori  di
    pubblici servizi di ottenere dall'Ufficio del casellario centrale  il
    certificato generale contenente le iscrizioni  presenti  nella  banca
    dati al nome di una determinata persona, quando tale  certificato  e'
    necessario all'esercizio delle loro funzioni, previamente  riservando
    ad   apposite   convenzioni,   stipulate   con   le   amministrazioni
    interessate,  la  puntuale  fissazione,  per   ciascun   procedimento
    amministrativo di competenza, delle norme di riferimento, di limiti e
    condizioni di accesso volti ad assicurare la  riservatezza  dei  dati
    personali e degli specifici  reati  ostativi  inerenti  ogni  singolo
    procedimento,  nonche'  comunque  di   ogni   ulteriore   indicazione
    necessaria  per  consentire  la  realizzazione   di   una   procedura
    automatizzata di accesso selettivo alla banca dati; 
        c) eliminare  la  previsione  dell'iscrizione  dei  provvedimenti
    applicativi della causa di non punibilita' della particolare tenuita'
    del fatto, prevedendo che sia il  pubblico  ministero  a  verificare,
    prima che venga emesso il provvedimento, che il fatto addebitato  sia
    occasionale; rimodulare i limiti temporali per  l'eliminazione  delle
    iscrizioni delle condanne per fatti di modesta entita', quali  quelle
    irrogate con decreto penale, con provvedimento della giurisdizione di
    pace, con provvedimento applicativo della  pena  su  richiesta  delle
    parti, per pene determinate in misura comunque non  superiore  a  sei
    mesi, in modo tale da favorire il reinserimento sociale con modalita'
    meno gravose. 
      19. Il decreto legislativo di cui al comma 18  e'  adottato,  senza
    nuovi o maggiori oneri per  la  finanza  pubblica,  su  proposta  del
    Ministro della  giustizia.  Il  relativo  schema  e'  trasmesso  alle
    Camere,  corredato  di  relazione  tecnica  che   dia   conto   della
    neutralita' finanziaria del medesimo, per  l'espressione  dei  pareri
    delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili
    finanziari. I pareri sono resi nel termine di quarantacinque  giorni,
    decorsi i quali il decreto puo' essere comunque emanato. Qualora tale
    termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti la scadenza del
    termine  di  delega  previsto  dal  comma  18,   o   successivamente,
    quest'ultimo termine e' prorogato di sessanta giorni. 
      20. Il Governo e' delegato  ad  adottare,  nei  termini  e  con  la
    procedura di cui ai commi 16 e 17,  decreti  legislativi  recanti  le
    norme di attuazione delle disposizioni previste nei commi 16 e  18  e
    le norme di coordinamento delle stesse con tutte le altre leggi dello
    Stato, nonche' le norme di carattere transitorio. 
      21. All'articolo 71, comma 1, del codice di procedura penale,  dopo
    le  parole:  «partecipazione  al  procedimento»  sono   inserite   le
    seguenti: «e che tale stato e' reversibile» e le parole: «che questo»
    sono sostituite dalle seguenti: «che il procedimento». 
      22. Dopo l'articolo 72 del codice di procedura penale  e'  inserito
    il seguente: 
      «Art.  72-bis  (Definizione  del   procedimento   per   incapacita'
    irreversibile dell'imputato). - 1. Se, a seguito  degli  accertamenti
    previsti dall'articolo 70, risulta che lo stato mentale dell'imputato
    e' tale da impedire la cosciente partecipazione al procedimento e che
    tale  stato  e'  irreversibile,  il  giudice,  revocata   l'eventuale
    ordinanza di sospensione del procedimento, pronuncia sentenza di  non
    luogo a procedere o sentenza di  non  doversi  procedere,  salvo  che
    ricorrano i presupposti per l'applicazione di una misura di sicurezza
    diversa dalla confisca». 
      23. All'articolo 345, comma 2, del codice di procedura penale  sono
    aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonche' quando, dopo che e'
    stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere o di non  doversi
    procedere a norma  dell'articolo  72-bis,  lo  stato  di  incapacita'
    dell'imputato viene meno o  si  accerta  che  e'  stato  erroneamente
    dichiarato». 
      24. All'articolo 162 del codice di procedura penale, dopo il  comma
    4 e' aggiunto il seguente: 
      «4-bis. L'elezione di domicilio presso il difensore  d'ufficio  non
    ha effetto se l'autorita' che procede  non  riceve,  unitamente  alla
    dichiarazione di elezione, l'assenso del difensore domiciliatario». 
      25. All'articolo 104, comma 3, del codice di procedura penale, dopo
    le parole: «indagini preliminari» sono inserite le seguenti:  «per  i
    delitti di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater». 
      26. All'articolo 335 del codice di procedura penale, dopo il  comma
    3-bis e' aggiunto il seguente: 
      «3-ter. Senza pregiudizio del segreto  investigativo,  decorsi  sei
    mesi  dalla  data  di  presentazione  della  denuncia,  ovvero  della
    querela,  la  persona  offesa  dal  reato  puo'  chiedere  di  essere
    informata dall'autorita' che ha in carico il  procedimento  circa  lo
    stato del medesimo». 
      27. All'articolo 90-bis, comma 1, del codice di  procedura  penale,
    la lettera b) e' sostituita dalla seguente: 
        «b) alla facolta' di ricevere comunicazione  del  procedimento  e
    delle iscrizioni di cui all'articolo 335, commi 1, 2 e 3-ter». 
      28. All'articolo 360 del codice di procedura penale, dopo il  comma
    4 e' inserito il seguente: 
      «4-bis. La riserva di cui al comma 4 perde  efficacia  e  non  puo'
    essere  ulteriormente  formulata  se  la   richiesta   di   incidente
    probatorio non e' proposta entro il termine  di  dieci  giorni  dalla
    formulazione della riserva stessa». 
      29. All'articolo 360, comma 5, del codice di procedura penale  sono
    premesse le seguenti parole: «Fuori del  caso  di  inefficacia  della
    riserva di incidente probatorio previsto dal comma 4-bis,». 
      30. Al codice  di  procedura  penale  sono  apportate  le  seguenti
    modificazioni: 
        a) all'articolo 407, dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente: 
      «3-bis. In ogni caso il pubblico ministero e' tenuto  a  esercitare
    l'azione penale o a richiedere l'archiviazione entro  il  termine  di
    tre mesi dalla scadenza del termine massimo di durata delle  indagini
    e comunque dalla scadenza dei termini di  cui  all'articolo  415-bis.
    Nel caso di cui al comma 2, lettera b),  del  presente  articolo,  su
    richiesta presentata dal pubblico ministero prima della scadenza,  il
    procuratore generale presso la corte di appello puo'  prorogare,  con
    decreto motivato, il termine  per  non  piu'  di  tre  mesi,  dandone
    notizia al procuratore della Repubblica. Il termine di cui  al  primo
    periodo del presente comma e' di quindici mesi per i reati di cui  al
    comma 2, lettera a), numeri 1), 3) e 4), del presente  articolo.  Ove
    non assuma le proprie determinazioni in ordine all'azione penale  nel
    termine stabilito dal presente comma, il pubblico  ministero  ne  da'
    immediata comunicazione al procuratore generale presso  la  corte  di
    appello»; 
        b) il primo periodo del comma 1 dell'articolo 412  e'  sostituito
    dal seguente: «Il procuratore generale presso la corte di appello, se
    il pubblico ministero non esercita l'azione  penale  o  non  richiede
    l'archiviazione nel termine previsto dall'articolo 407, comma  3-bis,
    dispone,  con   decreto   motivato,   l'avocazione   delle   indagini
    preliminari». 
      31. All'articolo 408 del codice di procedura penale sono  apportate
    le seguenti modificazioni: 
        a) al comma 3, le parole: «nel  termine  di  dieci  giorni»  sono
    sostituite dalle seguenti: «nel termine di venti giorni»; 
        b) al comma 3-bis, dopo le parole: «per i  delitti  commessi  con
    violenza alla persona» sono inserite le seguenti: «e per il reato  di
    cui all'articolo 624-bis del  codice  penale»  e  le  parole:  «venti
    giorni» sono sostituite dalle seguenti: «trenta giorni». 
      32. All'articolo 409 del codice di procedura penale sono  apportate
    le seguenti modificazioni: 
        a) al comma 2, primo periodo, dopo le parole: «il  giudice»  sono
    inserite le seguenti: «entro tre mesi»; 
        b) al comma 4 sono aggiunte, in  fine,  le  seguenti  parole:  «,
    altrimenti provvede entro tre mesi sulle richieste»; 
        c) il comma 6 e' abrogato. 
      33. Dopo l'articolo 410 del codice di procedura penale e'  inserito
    il seguente: 
      «Art. 410-bis (Nullita' del provvedimento di archiviazione).  -  1.
    Il decreto di  archiviazione  e'  nullo  se  e'  emesso  in  mancanza
    dell'avviso di cui ai commi 2 e 3-bis dell'articolo 408  e  al  comma
    1-bis dell'articolo 411 ovvero prima che il termine di cui ai commi 3
    e 3-bis del medesimo articolo 408 sia scaduto  senza  che  sia  stato
    presentato l'atto di opposizione.  Il  decreto  di  archiviazione  e'
    altresi' nullo se, essendo stata presentata opposizione,  il  giudice
    omette  di  pronunciarsi  sulla   sua   ammissibilita'   o   dichiara
    l'opposizione   inammissibile,   salvi   i   casi   di   inosservanza
    dell'articolo 410, comma 1. 
      2. L'ordinanza di archiviazione e' nulla  solo  nei  casi  previsti
    dall'articolo 127, comma 5. 
      3. Nei casi di nullita' previsti dai commi 1  e  2,  l'interessato,
    entro  quindici  giorni  dalla  conoscenza  del  provvedimento,  puo'
    proporre reclamo innanzi al tribunale  in  composizione  monocratica,
    che provvede con ordinanza non impugnabile,  senza  intervento  delle
    parti  interessate,  previo  avviso,  almeno  dieci   giorni   prima,
    dell'udienza fissata  per  la  decisione  alle  parti  medesime,  che
    possono presentare memorie non  oltre  il  quinto  giorno  precedente
    l'udienza. 
      4. Il giudice, se il reclamo e' fondato, annulla  il  provvedimento
    oggetto di reclamo e ordina la restituzione degli atti al giudice che
    ha emesso il provvedimento. Altrimenti conferma  il  provvedimento  o
    dichiara inammissibile il reclamo, condannando la parte  privata  che
    lo ha proposto al pagamento delle spese del procedimento e, nel  caso
    di inammissibilita', anche al pagamento di una somma in favore  della
    cassa delle ammende nei limiti di quanto previsto dall'articolo  616,
    comma 1». 
      34. Al comma 1 dell'articolo 411 del codice di procedura penale, le
    parole: «degli  articoli  408,  409  e  410»  sono  sostituite  dalle
    seguenti: «degli articoli 408, 409, 410 e 410-bis». 
      35. All'articolo 415 del codice di procedura penale, dopo il  comma
    2 e' inserito il seguente: 
      «2-bis. Il termine di cui al comma 2 dell'articolo 405 decorre  dal
    provvedimento del giudice». 
      36. Le disposizioni di cui al comma 30 si applicano ai procedimenti
    nei quali le notizie di reato sono iscritte nell'apposito registro di
    cui all'articolo 335 del codice di procedura  penale  successivamente
    alla data di entrata in vigore della presente legge. 
      37. All'articolo 15, comma 1, della legge 16 aprile 2015, n. 47, e'
    aggiunto, in  fine,  il  seguente  periodo:  «La  relazione  contiene
    inoltre i dati relativi alle sentenze di riconoscimento  del  diritto
    alla  riparazione  per  ingiusta  detenzione,  pronunciate  nell'anno
    precedente, con specificazione delle ragioni  di  accoglimento  delle
    domande e dell'entita' delle riparazioni, nonche' i dati relativi  al
    numero  di  procedimenti  disciplinari  iniziati  nei  riguardi   dei
    magistrati per le  accertate  ingiuste  detenzioni,  con  indicazione
    dell'esito, ove conclusi». 
      38. All'articolo 428, commi 1, alinea,  e  2,  primo  periodo,  del
    codice di procedura penale, le parole: «ricorso per cassazione»  sono
    sostituite dalla seguente: «appello». 
      39. All'articolo 428 del codice di  procedura  penale,  il  secondo
    periodo del comma 2 e' soppresso. 
      40. All'articolo 428 del codice di procedura penale, il comma 3  e'
    sostituito dai seguenti: 
      «3. Sull'impugnazione la corte  di  appello  decide  in  camera  di
    consiglio con le forme previste dall'articolo 127. In caso di appello
    del pubblico ministero,  la  corte,  se  non  conferma  la  sentenza,
    pronuncia decreto che dispone il giudizio, formando il fascicolo  per
    il dibattimento secondo le disposizioni degli articoli 429 e  431,  o
    sentenza di  non  luogo  a  procedere  con  formula  meno  favorevole
    all'imputato. In caso di appello  dell'imputato,  la  corte,  se  non
    conferma la sentenza, pronuncia sentenza di non luogo a procedere con
    formula piu' favorevole all'imputato. 
      3-bis. Contro la sentenza di non luogo a procedere  pronunciata  in
    grado di appello possono ricorrere per  cassazione  l'imputato  e  il
    procuratore generale solo per i motivi di cui alle lettere a),  b)  e
    c) del comma 1 dell'articolo 606. 
      3-ter. Sull'impugnazione la corte di cassazione decide in camera di
    consiglio con le forme previste dall'articolo 611». 
      41. Il comma 4 dell'articolo 438 del codice di procedura penale  e'
    sostituito dal seguente: 
      «4. Sulla richiesta il giudice provvede con ordinanza con la  quale
    dispone il giudizio abbreviato. Quando l'imputato chiede il  giudizio
    abbreviato  immediatamente  dopo  il  deposito  dei  risultati  delle
    indagini difensive, il giudice provvede solo dopo che sia decorso  il
    termine non superiore a sessanta giorni, eventualmente richiesto  dal
    pubblico  ministero,  per  lo  svolgimento  di  indagini   suppletive
    limitatamente  ai  temi  introdotti  dalla  difesa.  In   tal   caso,
    l'imputato ha facolta' di revocare la richiesta». 
      42. All'articolo 438 del codice di procedura penale, dopo il  comma
    5 e' inserito il seguente: 
      «5-bis. Con la richiesta presentata  ai  sensi  del  comma  5  puo'
    essere proposta, subordinatamente al suo rigetto, la richiesta di cui
    al comma 1,  oppure  quella  di  applicazione  della  pena  ai  sensi
    dell'articolo 444». 
      43. All'articolo 438 del codice di procedura penale e' aggiunto, in
    fine, il seguente comma: 
      «6-bis. La richiesta di giudizio abbreviato  proposta  nell'udienza
    preliminare determina la sanatoria delle  nullita',  sempre  che  non
    siano assolute, e la non rilevabilita' delle inutilizzabilita', salve
    quelle derivanti dalla violazione  di  un  divieto  probatorio.  Essa
    preclude altresi' ogni questione sulla competenza per territorio  del
    giudice». 
      44. Al primo periodo del comma 2 dell'articolo 442  del  codice  di
    procedura  penale,  le  parole:  «e'  diminuita  di  un  terzo»  sono
    sostituite dalle seguenti: «e' diminuita della meta'  se  si  procede
    per una contravvenzione e di un terzo se si procede per un delitto». 
      45. All'articolo 452, comma 2, del codice di procedura penale, dopo
    le parole: «442 e 443;» sono  inserite  le  seguenti:  «si  applicano
    altresi' le disposizioni di cui all'articolo 438, comma 6-bis;». 
      46. All'articolo 458, comma 1, del codice di procedura penale  sono
    aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Si applicano le  disposizioni
    di cui all'articolo 438, comma 6-bis.  Con  la  richiesta  l'imputato
    puo' eccepire l'incompetenza per territorio del giudice». 
      47. All'articolo 458 del codice di procedura penale, il comma 2  e'
    sostituito dal seguente: 
      «2. Il giudice fissa con decreto l'udienza in camera  di  consiglio
    dandone avviso almeno cinque  giorni  prima  al  pubblico  ministero,
    all'imputato, al difensore e alla persona offesa.  Qualora  riconosca
    la propria incompetenza, il giudice la dichiara con sentenza e ordina
    la trasmissione degli atti al pubblico ministero  presso  il  giudice
    competente. Nel giudizio si  osservano,  in  quanto  applicabili,  le
    disposizioni degli articoli 438, commi 3 e 5,  441,  441-bis,  442  e
    443; nel caso di cui  all'articolo  441-bis,  comma  4,  il  giudice,
    revocata  l'ordinanza  con  cui  era  stato  disposto   il   giudizio
    abbreviato, fissa l'udienza per il giudizio immediato». 
      48. All'articolo 464, comma 1, del codice di procedura penale, dopo
    le parole: «442 e 443;» sono  inserite  le  seguenti:  «si  applicano
    altresi' le disposizioni di cui all'articolo 438, comma 6-bis;». 
      49. All'articolo 130 del codice di procedura penale, dopo il  comma
    1 e' inserito il seguente: 
      «1-bis.  Quando  nella  sentenza  di  applicazione  della  pena  su
    richiesta delle parti si devono  rettificare  solo  la  specie  e  la
    quantita' della pena per errore di denominazione  o  di  computo,  la
    correzione e' disposta, anche d'ufficio, dal giudice che ha emesso il
    provvedimento. Se questo e' impugnato, alla  rettificazione  provvede
    la corte di cassazione a norma dell'articolo 619, comma 2». 
      50. All'articolo 448 del codice di procedura penale, dopo il  comma
    2 e' inserito il seguente: 
      «2-bis. Il pubblico ministero e l'imputato possono proporre ricorso
    per  cassazione  contro  la  sentenza  solo  per   motivi   attinenti
    all'espressione  della  volonta'   dell'imputato,   al   difetto   di
    correlazione  tra   la   richiesta   e   la   sentenza,   all'erronea
    qualificazione giuridica del fatto e  all'illegalita'  della  pena  o
    della misura di sicurezza». 
      51. Le disposizioni del comma 2-bis dell'articolo 448 del codice di
    procedura penale, introdotto dal  comma  50,  non  si  applicano  nei
    procedimenti nei quali la richiesta di  applicazione  della  pena  ai
    sensi dell'articolo 444 del  codice  di  procedura  penale  e'  stata
    presentata  anteriormente  alla  data  di  entrata  in  vigore  della
    presente legge. 
      52. Al comma 1 dell'articolo 546 del codice di procedura penale, la
    lettera e) e' sostituita dalla seguente: 
        «e) la concisa esposizione dei motivi di fatto e  di  diritto  su
    cui  la  decisione  e'  fondata,  con  l'indicazione  dei   risultati
    acquisiti e dei criteri di valutazione della  prova  adottati  e  con
    l'enunciazione delle ragioni per le  quali  il  giudice  ritiene  non
    attendibili le prove contrarie, con riguardo: 
          1) all'accertamento  dei  fatti  e  delle  circostanze  che  si
    riferiscono all'imputazione e alla loro qualificazione giuridica; 
          2) alla punibilita' e alla determinazione della  pena,  secondo
    le modalita' stabilite dal comma 2 dell'articolo 533, e della  misura
    di sicurezza; 
          3) alla responsabilita' civile derivante dal reato; 
          4) all'accertamento dei fatti dai quali dipende  l'applicazione
    di norme processuali». 
      53. All'articolo 459 del codice di procedura penale, dopo il  comma
    1 e' inserito il seguente: 
      «1-bis.  Nel  caso  di  irrogazione  di  una  pena  pecuniaria   in
    sostituzione di una  pena  detentiva,  il  giudice,  per  determinare
    l'ammontare della pena pecuniaria, individua il valore giornaliero al
    quale puo' essere assoggettato  l'imputato  e  lo  moltiplica  per  i
    giorni di pena detentiva. Nella determinazione dell'ammontare di  cui
    al  periodo  precedente  il  giudice  tiene  conto  della  condizione
    economica complessiva dell'imputato e del suo  nucleo  familiare.  Il
    valore giornaliero non puo' essere inferiore alla somma di euro 75 di
    pena pecuniaria per un giorno di pena detentiva e non  puo'  superare
    di tre  volte  tale  ammontare.  Alla  pena  pecuniaria  irrogata  in
    sostituzione della pena detentiva si applica l'articolo  133-ter  del
    codice penale». 
      54. All'articolo 571, comma 1, del codice di procedura penale  sono
    premesse le seguenti parole: «Salvo quanto previsto  per  il  ricorso
    per cassazione dall'articolo 613, comma 1,». 
      55. L'articolo 581 del codice di procedura penale e' sostituito dal
    seguente: 
      «Art. 581 (Forma dell'impugnazione). - 1. L'impugnazione si propone
    con atto scritto nel quale sono indicati il provvedimento  impugnato,
    la  data  del  medesimo  e  il  giudice  che  lo   ha   emesso,   con
    l'enunciazione specifica, a pena di inammissibilita': 
        a) dei capi o dei punti della decisione  ai  quali  si  riferisce
    l'impugnazione; 
        b) delle prove delle  quali  si  deduce  l'inesistenza,  l'omessa
    assunzione o l'omessa o erronea valutazione; 
        c) delle richieste, anche istruttorie; 
        d) dei motivi, con l'indicazione delle ragioni di diritto e degli
    elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta». 
      56. Dopo l'articolo 599 del codice di procedura penale e'  inserito
    il seguente: 
      «Art. 599-bis (Concordato anche con rinuncia ai motivi di appello).
    - 1. La corte provvede in camera di consiglio anche quando le  parti,
    nelle  forme  previste  dall'articolo   589,   ne   fanno   richiesta
    dichiarando di concordare sull'accoglimento, in tutto o in parte, dei
    motivi di appello, con rinuncia agli altri  eventuali  motivi.  Se  i
    motivi dei quali viene chiesto l'accoglimento  comportano  una  nuova
    determinazione della pena, il pubblico  ministero,  l'imputato  e  la
    persona civilmente obbligata  per  la  pena  pecuniaria  indicano  al
    giudice anche la pena sulla quale sono d'accordo. 
      2. Sono esclusi dall'applicazione del comma 1 i procedimenti per  i
    delitti  di  cui  all'articolo  51,  commi  3-bis   e   3-quater,   i
    procedimenti per i delitti di cui  agli  articoli  600-bis,  600-ter,
    primo, secondo, terzo e  quinto  comma,  600-quater,  secondo  comma,
    600-quater.1, relativamente alla condotta di produzione  o  commercio
    di   materiale   pornografico,   600-quinquies,   609-bis,   609-ter,
    609-quater e 609-octies del  codice  penale,  nonche'  quelli  contro
    coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali
    o per tendenza. 
      3. Il giudice, se ritiene di non poter accogliere, allo  stato,  la
    richiesta, ordina la citazione a comparire al dibattimento. In questo
    caso la richiesta e la rinuncia perdono effetto,  ma  possono  essere
    riproposte nel dibattimento. 
      4. Fermo restando quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 53,  il
    procuratore generale presso la corte di appello, sentiti i magistrati
    dell'ufficio e i procuratori della Repubblica del distretto, indica i
    criteri idonei a orientare la valutazione dei magistrati del pubblico
    ministero nell'udienza, tenuto conto  della  tipologia  dei  reati  e
    della complessita' dei procedimenti». 
      57. All'articolo 602 del codice di procedura penale, dopo il  comma
    1 e' inserito il seguente: 
      «1-bis. Se le parti  richiedono  concordemente  l'accoglimento,  in
    tutto o in  parte,  dei  motivi  di  appello  a  norma  dell'articolo
    599-bis, il giudice, quando ritiene  che  la  richiesta  deve  essere
    accolta, provvede immediatamente; altrimenti dispone la  prosecuzione
    del dibattimento. La richiesta e la  rinuncia  ai  motivi  non  hanno
    effetto se il giudice decide in modo difforme dall'accordo». 
      58. Dopo il comma 3  dell'articolo  603  del  codice  di  procedura
    penale e' inserito il seguente: 
      «3-bis. Nel caso di  appello  del  pubblico  ministero  contro  una
    sentenza di proscioglimento per  motivi  attinenti  alla  valutazione
    della  prova  dichiarativa,  il  giudice  dispone   la   rinnovazione
    dell'istruzione dibattimentale». 
      59. All'articolo 48 del codice di procedura penale  sono  apportate
    le seguenti modificazioni: 
        a) al comma 6 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «,  che
    puo' essere aumentata fino al doppio, tenuto  conto  della  causa  di
    inammissibilita' della richiesta»; 
        b) dopo il comma 6 e' aggiunto il seguente: 
      «6-bis. Gli importi di cui al comma 6 sono adeguati ogni  due  anni
    con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro
    dell'economia  e  delle  finanze,  in  relazione   alla   variazione,
    accertata dall'Istituto  nazionale  di  statistica,  dell'indice  dei
    prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi
    nel biennio precedente». 
      60. All'articolo 325, comma 3, del codice di procedura  penale,  le
    parole: «dell'articolo 311,  commi  3  e  4»  sono  sostituite  dalle
    seguenti: «dell'articolo 311, commi 3, 4 e 5». 
      61. All'articolo 610,  comma  1,  quarto  periodo,  del  codice  di
    procedura penale sono aggiunte, in fine,  le  seguenti  parole:  «con
    riferimento al contenuto dei motivi di ricorso». 
      62. Dopo il comma 5  dell'articolo  610  del  codice  di  procedura
    penale e' aggiunto il seguente: 
      «5-bis. Nei casi previsti dall'articolo 591, comma 1,  lettere  a),
    limitatamente  al  difetto  di  legittimazione,   b),   c),   esclusa
    l'inosservanza delle disposizioni dell'articolo 581, e d),  la  corte
    dichiara  senza  formalita'  di  procedura   l'inammissibilita'   del
    ricorso. Allo stesso modo la corte  dichiara  l'inammissibilita'  del
    ricorso contro la sentenza di applicazione della  pena  su  richiesta
    delle parti e contro la sentenza pronunciata  a  norma  dell'articolo
    599-bis.  Contro   tale   provvedimento   e'   ammesso   il   ricorso
    straordinario a norma dell'articolo 625-bis». 
      63. All'articolo 613, comma 1, del codice di procedura  penale,  le
    parole: «Salvo che la parte  non  vi  provveda  personalmente,»  sono
    soppresse. 
      64. All'articolo 616, comma  1,  secondo  periodo,  del  codice  di
    procedura penale sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:  «,  che
    puo' essere aumentata fino al triplo, tenuto  conto  della  causa  di
    inammissibilita' del ricorso». 
      65. All'articolo 616 del codice di procedura penale, dopo il  comma
    1 e' aggiunto il seguente: 
      «1-bis. Gli importi di cui al comma 1 sono adeguati ogni  due  anni
    con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro
    dell'economia  e  delle  finanze,  in  relazione   alla   variazione,
    accertata dall'Istituto  nazionale  di  statistica,  dell'indice  dei
    prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi
    nel biennio precedente». 
      66. All'articolo 618 del codice di procedura penale, dopo il  comma
    1 sono aggiunti i seguenti: 
      «1-bis. Se una sezione della corte ritiene di  non  condividere  il
    principio di diritto enunciato dalle sezioni unite, rimette a  queste
    ultime, con ordinanza, la decisione del ricorso. 
      1-ter. Il principio di diritto puo' essere enunciato dalle  sezioni
    unite, anche d'ufficio, quando il ricorso e' dichiarato inammissibile
    per una causa sopravvenuta». 
      67. All'articolo 620, comma 1, del codice di procedura  penale,  la
    lettera l) e' sostituita dalla seguente: 
        «l) se la corte ritiene di poter decidere, non essendo  necessari
    ulteriori accertamenti di fatto, o di  rideterminare  la  pena  sulla
    base delle  statuizioni  del  giudice  di  merito  o  di  adottare  i
    provvedimenti  necessari,  e  in  ogni  altro  caso  in  cui  ritiene
    superfluo il rinvio». 
      68. All'articolo 625-bis, comma 3, del codice di  procedura  penale
    sono aggiunte, in fine, le  seguenti  parole:  «e  senza  formalita'.
    L'errore di fatto puo' essere rilevato  dalla  corte  di  cassazione,
    d'ufficio, entro novanta giorni dalla deliberazione». 
      69. All'articolo 608 del codice di procedura penale, dopo il  comma
    1 e' inserito il seguente: 
      «1-bis. Se il giudice di appello pronuncia sentenza di conferma  di
    quella di proscioglimento, il  ricorso  per  cassazione  puo'  essere
    proposto solo per i motivi di cui alle lettere a), b) e c) del  comma
    1 dell'articolo 606». 
      70. L'articolo 625-ter del codice di procedura penale e' abrogato. 
      71. Dopo l'articolo 629 del codice di procedura penale e'  inserito
    il seguente: 
      «Art. 629-bis (Rescissione del giudicato). - 1. Il condannato o  il
    sottoposto a misura di sicurezza con sentenza passata  in  giudicato,
    nei cui confronti si sia proceduto in assenza per tutta la durata del
    processo, puo' ottenere la rescissione del  giudicato  qualora  provi
    che l'assenza e' stata dovuta ad una incolpevole  mancata  conoscenza
    della celebrazione del processo. 
      2. La richiesta  e'  presentata  alla  corte  di  appello  nel  cui
    distretto ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento,  a  pena
    di inammissibilita', personalmente dall'interessato o da un difensore
    munito  di  procura  speciale  autenticata   nelle   forme   previste
    dall'articolo  583,  comma  3,  entro  trenta  giorni   dal   momento
    dell'avvenuta conoscenza del procedimento. 
      3. La corte di appello provvede ai sensi dell'articolo  127  e,  se
    accoglie la richiesta, revoca la sentenza e dispone  la  trasmissione
    degli atti al giudice di primo  grado.  Si  applica  l'articolo  489,
    comma 2. 
      4. Si applicano gli articoli 635 e 640». 
      72.  I  presidenti  delle  corti  di  appello,  con  la   relazione
    sull'amministrazione  della  giustizia  prevista   dall'articolo   86
    dell'ordinamento giudiziario, di cui  al  regio  decreto  30  gennaio
    1941,  n.  12,  e  successive  modificazioni,  riferiscono   dati   e
    valutazioni circa  la  durata  dei  giudizi  di  appello  avverso  le
    sentenze di condanna,  nonche'  dati  e  notizie  sull'andamento  dei
    giudizi di appello definiti ai sensi dell'articolo 599-bis del codice
    di procedura penale, introdotto dal comma 56. 
      73. Al comma 3-ter dell'articolo 129 delle norme di attuazione,  di
    coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al
    decreto legislativo  28  luglio  1989,  n.  271,  sono  apportate  le
    seguenti modificazioni: 
        a) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le  seguenti  parole:
    «, dando notizia dell'imputazione»; 
        b) il terzo periodo e' soppresso. 
      74. All'articolo 132-bis, comma 1, delle norme  di  attuazione,  di
    coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al
    decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, dopo  la  lettera  f)  e'
    aggiunta la seguente: 
        «f-bis) ai processi relativi ai delitti di cui agli articoli 317,
    319, 319-ter, 319-quater, 320, 321 e 322-bis del codice penale». 
      75. All'articolo 1, comma 2, del decreto  legislativo  20  febbraio
    2006, n. 106, dopo  le  parole:  «azione  penale»  sono  inserite  le
    seguenti: «, l'osservanza delle disposizioni relative  all'iscrizione
    delle notizie di reato». 
      76. All'articolo 6, comma 1, del decreto  legislativo  20  febbraio
    2006, n. 106, dopo  le  parole:  «azione  penale»  sono  inserite  le
    seguenti: «, l'osservanza delle disposizioni relative  all'iscrizione
    delle notizie di reato». 
      77.  All'articolo   146-bis   delle   norme   di   attuazione,   di
    coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al
    decreto legislativo  28  luglio  1989,  n.  271,  sono  apportate  le
    seguenti modificazioni: 
        a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
      «1. La persona che si trova in stato di detenzione per  taluno  dei
    delitti indicati nell'articolo 51, comma 3-bis, nonche' nell'articolo
    407, comma 2, lettera a), numero 4), del codice, partecipa a distanza
    alle udienze dibattimentali dei processi nei quali e' imputata, anche
    relativi a reati per i  quali  sia  in  liberta'.  Allo  stesso  modo
    partecipa alle udienze penali e alle udienze civili nelle quali  deve
    essere esaminata quale testimone»; 
        b) il comma 1-bis e' sostituito dal seguente: 
      «1-bis. La persona ammessa a  programmi  o  misure  di  protezione,
    comprese quelle di tipo urgente o provvisorio, partecipa  a  distanza
    alle udienze dibattimentali dei processi nei quali e' imputata»; 
        c) dopo il comma 1-bis sono inseriti i seguenti: 
      «1-ter. Ad esclusione del caso  in  cui  sono  state  applicate  le
    misure di cui all'articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354,
    e successive modificazioni, il  giudice  puo'  disporre  con  decreto
    motivato, anche su istanza di parte, la presenza alle  udienze  delle
    persone indicate nei commi 1 e 1-bis del presente articolo qualora lo
    ritenga necessario. 
      1-quater. Fuori dei casi previsti dai commi 1 e 1-bis,  il  giudice
    puo' disporre con decreto motivato la partecipazione a distanza anche
    quando sussistano ragioni di sicurezza, qualora il  dibattimento  sia
    di particolare complessita' e sia necessario evitare ritardi nel  suo
    svolgimento, ovvero quando  si  deve  assumere  la  testimonianza  di
    persona a qualunque titolo in stato di detenzione presso un  istituto
    penitenziario»; 
        d) il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
      «2. Il presidente del tribunale o della corte di assise nella  fase
    degli atti preliminari, oppure il giudice nel corso del dibattimento,
    da' comunicazione alle autorita' competenti nonche' alle parti  e  ai
    difensori della partecipazione al dibattimento a distanza»; 
        e) dopo il comma 4 e' inserito il seguente: 
      «4-bis.  In  tutti  i  processi  nei  quali  si  procede   con   il
    collegamento audiovisivo ai sensi dei commi precedenti,  il  giudice,
    su istanza, puo' consentire alle altre parti e ai loro  difensori  di
    intervenire  a   distanza   assumendosi   l'onere   dei   costi   del
    collegamento». 
      78. All'articolo 45-bis delle norme di attuazione, di coordinamento
    e transitorie del codice di  procedura  penale,  di  cui  al  decreto
    legislativo 28 luglio  1989,  n.  271,  sono  apportate  le  seguenti
    modificazioni: 
        a) al comma  1,  le  parole:  «Nei  casi  previsti  dall'articolo
    146-bis, commi 1 e 1-bis,» sono soppresse e dopo le parole:  «avviene
    a distanza» sono inserite le seguenti: «nei  casi  e  secondo  quanto
    previsto dall'articolo 146-bis, commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater»; 
        b) al comma 2, le parole: «disposta dal giudice con  ordinanza  o
    dal presidente del collegio con decreto motivato, che sono comunicati
    o  notificati»  sono  sostituite  dalle   seguenti:   «comunicata   o
    notificata dal giudice o dal presidente del collegio»; 
        c) al comma 3, dopo le parole: «3, 4» e' inserita la seguente: «,
    4-bis». 
      79. All'articolo 134-bis, comma 1, delle norme  di  attuazione,  di
    coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al
    decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, le parole: «e 1-bis» sono
    sostituite dalle seguenti: «, 1-bis e 1-quater». 
      80. All'articolo 7 del codice delle leggi antimafia e delle  misure
    di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6  settembre  2011,  n.
    159, il comma 8 e' sostituito dal seguente: 
      «8. Per l'esame dei testimoni si applicano  le  disposizioni  degli
    articoli  146-bis  e  147-bis   delle   norme   di   attuazione,   di
    coordinamento e transitorie del codice di procedura penale». 
      81. Le disposizioni di cui ai commi 77,  78,  79  e  80  acquistano
    efficacia decorso un anno dalla pubblicazione  della  presente  legge
    nella Gazzetta Ufficiale, fatta eccezione per le disposizioni di  cui
    al comma 77, relativamente alle persone che si trovano  in  stato  di
    detenzione per i delitti di cui agli articoli 270-bis, primo comma, e
    416-bis,  secondo  comma,  del  codice   penale,   nonche'   di   cui
    all'articolo 74, comma 1, del testo  unico  di  cui  al  decreto  del
    Presidente della Repubblica 9 ottobre  1990,  n.  309,  e  successive
    modificazioni. 
      82. Il Governo e' delegato ad adottare decreti legislativi  per  la
    riforma  della  disciplina   in   materia   di   intercettazione   di
    conversazioni o  comunicazioni  e  di  giudizi  di  impugnazione  nel
    processo   penale   nonche'   per   la    riforma    dell'ordinamento
    penitenziario, secondo i principi e criteri  direttivi  previsti  dai
    commi 84 e 85. 
      83. I decreti legislativi di cui al  comma  82  sono  adottati,  su
    proposta del Ministro della giustizia, relativamente alle  materie  a
    cui si riferiscono i principi e criteri direttivi di cui alle lettere
    a), b), c), d) ed e)  del  comma  84  nel  termine  di  tre  mesi,  e
    relativamente alle restanti materie nel termine  di  un  anno,  senza
    nuovi o maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica.  I  termini  per
    l'esercizio delle deleghe decorrono dalla data di entrata  in  vigore
    della presente legge. I relativi schemi sono trasmessi  alle  Camere,
    corredati di  relazione  tecnica  che  dia  conto  della  neutralita'
    finanziaria  dei  medesimi,  per  l'espressione  dei   pareri   delle
    Commissioni parlamentari competenti  per  materia  e  per  i  profili
    finanziari. I pareri sono resi nel termine di quarantacinque  giorni,
    decorsi i quali i decreti possono essere  comunque  emanati.  Qualora
    tale termine  venga  a  scadere  nei  trenta  giorni  antecedenti  la
    scadenza del  termine  di  delega,  o  successivamente,  quest'ultimo
    termine e' prorogato di sessanta  giorni.  Il  Governo,  qualora  non
    intenda conformarsi ai pareri parlamentari,  trasmette  nuovamente  i
    testi  alle  Camere  con  le  sue  osservazioni   e   con   eventuali
    modificazioni,  corredate  dei  necessari  elementi  integrativi   di
    informazione e motivazione. I  pareri  definitivi  delle  Commissioni
    competenti per materia e per i profili finanziari sono espressi entro
    il termine di dieci  giorni  dalla  data  della  nuova  trasmissione.
    Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque emanati. 
      84. Nell'esercizio della delega di  cui  al  comma  82,  i  decreti
    legislativi recanti modifiche alla disciplina  del  processo  penale,
    per i profili di seguito indicati, sono  adottati  nel  rispetto  dei
    seguenti principi e criteri direttivi: 
        a) prevedere disposizioni dirette  a  garantire  la  riservatezza
    delle comunicazioni, in particolare dei difensori  nei  colloqui  con
    l'assistito, e delle conversazioni telefoniche e telematiche  oggetto
    di   intercettazione,   in   conformita'   all'articolo   15    della
    Costituzione,  attraverso  prescrizioni  che  incidano  anche   sulle
    modalita' di utilizzazione cautelare dei risultati delle captazioni e
    che diano una precisa scansione procedimentale per  la  selezione  di
    materiale intercettativo nel  rispetto  del  contraddittorio  tra  le
    parti e fatte salve le esigenze di indagine, avendo speciale riguardo
    alla  tutela  della  riservatezza   delle   comunicazioni   e   delle
    conversazioni   delle   persone   occasionalmente    coinvolte    nel
    procedimento, e delle comunicazioni comunque non rilevanti a fini  di
    giustizia penale, disponendo in particolare, fermi restando i  limiti
    e i criteri di utilizzabilita' vigenti, che: 
          1) ai fini della selezione del materiale da inviare al  giudice
    a  sostegno  della  richiesta  di  misura  cautelare,   il   pubblico
    ministero, oltre che per necessita' di prosecuzione  delle  indagini,
    assicuri la riservatezza anche degli atti contenenti registrazioni di
    conversazioni   o   comunicazioni    informatiche    o    telematiche
    inutilizzabili a qualunque titolo ovvero contenenti dati sensibili ai
    sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera d),  del  codice  di  cui  al
    decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, che non siano  pertinenti
    all'accertamento delle responsabilita' per i reati per cui si procede
    o per altri reati emersi nello stesso procedimento o nel corso  delle
    indagini,  ovvero  irrilevanti  ai  fini  delle  indagini  in  quanto
    riguardanti esclusivamente fatti o circostanze ad esse estranei; 
          2) gli atti di cui al numero 1) non allegati a  sostegno  della
    richiesta di misura cautelare siano custoditi  in  apposito  archivio
    riservato, con facolta' di esame e ascolto ma non di copia, da  parte
    dei  difensori  delle  parti  e  del  giudice,  fino  al  momento  di
    conclusione della procedura di cui all'articolo 268, commi 6 e 7, del
    codice di procedura penale, con  il  quale  soltanto  viene  meno  il
    divieto di cui al comma  1  dell'articolo  114  del  medesimo  codice
    relativamente agli atti acquisiti; 
          3)  successivamente  alla  conclusione  di  tale  procedura,  i
    difensori  delle  parti  possano  ottenere   copia   degli   atti   e
    trascrizione  in  forma  peritale  delle  intercettazioni,   ritenuti
    rilevanti dal giudice ovvero il cui rilascio  sia  stato  autorizzato
    dal giudice nella fase successiva  alla  conclusione  delle  indagini
    preliminari; 
          4) in vista della richiesta di giudizio  immediato  ovvero  del
    deposito successivo all'avviso di cui all'articolo 415-bis del codice
    di procedura penale, il pubblico ministero,  ove  riscontri  tra  gli
    atti la presenza di registrazioni di  conversazioni  o  comunicazioni
    informatiche o telematiche inutilizzabili a qualunque  titolo  ovvero
    contenenti dati sensibili ai sensi dell'articolo 4, comma 1,  lettera
    d), del codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n.  196,
    che non siano pertinenti all'accertamento delle responsabilita' per i
    reati per cui si procede ovvero irrilevanti ai fini delle indagini in
    quanto  riguardanti  esclusivamente  fatti  o  circostanze  ad   esse
    estranei, qualora non sia gia' intervenuta la  procedura  di  cui  ai
    commi 6 e 7 dell'articolo 268 del  codice  di  procedura  penale,  ne
    dispone l'avvio, indicando  espressamente  le  conversazioni  di  cui
    intenda richiedere lo stralcio; 
          5) le conversazioni o comunicazioni di cui  al  numero  1)  non
    siano oggetto di trascrizione sommaria ai  sensi  dell'articolo  268,
    comma 2, del codice di  procedura  penale,  ma  ne  vengano  soltanto
    indicati data, ora e apparato su cui la registrazione e' intervenuta,
    previa  informazione  al  pubblico  ministero,  che  ne  verifica  la
    rilevanza con  decreto  motivato  autorizzandone,  in  tal  caso,  la
    trascrizione ai sensi del citato comma 2; 
        b) prevedere che costituisca delitto, punibile con la  reclusione
    non superiore a quattro anni, la diffusione, al solo fine  di  recare
    danno alla reputazione o all'immagine altrui, di riprese  audiovisive
    o registrazioni di conversazioni, anche telefoniche,  svolte  in  sua
    presenza ed effettuate fraudolentemente. La  punibilita'  e'  esclusa
    quando le registrazioni o le riprese sono utilizzate  nell'ambito  di
    un procedimento amministrativo o giudiziario o  per  l'esercizio  del
    diritto di difesa o del diritto di cronaca; 
        c) tenere conto delle decisioni e dei principi  adottati  con  le
    sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo,  a  tutela  della
    liberta' di stampa e del diritto dei cittadini all'informazione; 
        d) prevedere la semplificazione delle  condizioni  per  l'impiego
    delle  intercettazioni  delle  conversazioni  e  delle  comunicazioni
    telefoniche e telematiche nei procedimenti per i piu' gravi reati dei
    pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione; 
        e)   disciplinare   le   intercettazioni   di   comunicazioni   o
    conversazioni  tra  presenti   mediante   immissione   di   captatori
    informatici in dispositivi elettronici portatili, prevedendo che: 
          1) l'attivazione del microfono avvenga solo in  conseguenza  di
    apposito comando inviato da remoto e non con il solo inserimento  del
    captatore informatico, nel rispetto dei limiti stabiliti nel  decreto
    autorizzativo del giudice; 
          2)  la  registrazione  audio  venga   avviata   dalla   polizia
    giudiziaria o dal personale incaricato ai  sensi  dell'articolo  348,
    comma 4, del codice di procedura penale, su indicazione della polizia
    giudiziaria operante che e' tenuta a indicare l'ora di inizio e  fine
    della registrazione, secondo circostanze  da  attestare  nel  verbale
    descrittivo delle modalita' di effettuazione delle operazioni di  cui
    all'articolo 268 del medesimo codice; 
          3) l'attivazione del dispositivo sia sempre ammessa nel caso in
    cui si proceda per i delitti di cui all'articolo 51,  commi  3-bis  e
    3-quater, del codice di procedura penale e, fuori da tali  casi,  nei
    luoghi di cui all'articolo 614 del codice penale soltanto qualora ivi
    si stia svolgendo l'attivita' criminosa, nel rispetto  dei  requisiti
    di cui all'articolo 266, comma 1, del codice di procedura penale;  in
    ogni caso il decreto  autorizzativo  del  giudice  deve  indicare  le
    ragioni per le quali tale specifica modalita' di intercettazione  sia
    necessaria per lo svolgimento delle indagini; 
          4) il trasferimento delle registrazioni sia effettuato soltanto
    verso il server della  procura  cosi'  da  garantire  originalita'  e
    integrita' delle registrazioni; al  termine  della  registrazione  il
    captatore  informatico  venga  disattivato  e  reso   definitivamente
    inutilizzabile su indicazione del personale  di  polizia  giudiziaria
    operante; 
          5) siano utilizzati soltanto programmi informatici  conformi  a
    requisiti tecnici stabiliti con decreto ministeriale da emanare entro
    trenta giorni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi
    di  cui  al   presente   comma,   che   tenga   costantemente   conto
    dell'evoluzione tecnica al fine di garantire che  tali  programmi  si
    limitino ad effettuare le operazioni espressamente  disposte  secondo
    standard  idonei  di  affidabilita'  tecnica,  di  sicurezza   e   di
    efficacia; 
          6) fermi restando i poteri del giudice nei casi  ordinari,  ove
    ricorrano concreti casi  di  urgenza,  il  pubblico  ministero  possa
    disporre  le  intercettazioni   di   cui   alla   presente   lettera,
    limitatamente ai delitti  di  cui  all'articolo  51,  commi  3-bis  e
    3-quater, del codice di procedura penale,  con  successiva  convalida
    del giudice entro il termine massimo di quarantotto ore,  sempre  che
    il decreto d'urgenza dia conto delle specifiche situazioni  di  fatto
    che rendono impossibile la richiesta al giudice e delle  ragioni  per
    le quali tale specifica modalita' di intercettazione  sia  necessaria
    per lo svolgimento delle indagini; 
          7) i risultati intercettativi  cosi'  ottenuti  possano  essere
    utilizzati  a  fini  di  prova  soltanto  dei   reati   oggetto   del
    provvedimento  autorizzativo   e   possano   essere   utilizzati   in
    procedimenti  diversi  a  condizione  che  siano  indispensabili  per
    l'accertamento dei delitti di cui  all'articolo  380  del  codice  di
    procedura penale; 
          8) non possano essere in alcun modo conoscibili, divulgabili  e
    pubblicabili i risultati di  intercettazioni  che  abbiano  coinvolto
    occasionalmente soggetti estranei ai fatti per cui si procede; 
        f)  prevedere  la  ricorribilita'  per  cassazione  soltanto  per
    violazione di legge delle sentenze emesse in  grado  di  appello  nei
    procedimenti per i reati di competenza del giudice di pace; 
        g) prevedere che il  procuratore  generale  presso  la  corte  di
    appello  possa  appellare  soltanto  nei  casi  di  avocazione  e  di
    acquiescenza del pubblico ministero presso il giudice di primo grado; 
        h)  prevedere  la  legittimazione  del  pubblico   ministero   ad
    appellare avverso la sentenza di proscioglimento, nonche' avverso  la
    sentenza di condanna solo quando abbia modificato il titolo del reato
    o abbia escluso la  sussistenza  di  una  circostanza  aggravante  ad
    effetto speciale o abbia stabilito una  pena  di  specie  diversa  da
    quella ordinaria del reato; 
        i) prevedere la legittimazione dell'imputato ad appellare avverso
    la  sentenza  di   condanna,   nonche'   avverso   la   sentenza   di
    proscioglimento emessa al termine  del  dibattimento  salvo  che  sia
    pronunciata con le formule: «il fatto non sussiste» o «l'imputato non
    ha commesso il fatto»; 
        l) escludere l'appellabilita' delle  sentenze  di  condanna  alla
    sola pena dell'ammenda e delle sentenze di proscioglimento o  di  non
    luogo a procedere relative a contravvenzioni punite con la sola  pena
    dell'ammenda o con una pena alternativa; 
        m) prevedere la  titolarita'  dell'appello  incidentale  in  capo
    all'imputato e limiti di proponibilita'. 
      85. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 41-bis della legge
    26 luglio 1975, n. 354, e  successive  modificazioni,  nell'esercizio
    della delega di cui  al  comma  82,  i  decreti  legislativi  recanti
    modifiche all'ordinamento penitenziario, per  i  profili  di  seguito
    indicati, sono adottati nel rispetto dei seguenti principi e  criteri
    direttivi: 
        a) semplificazione delle procedure, anche con la  previsione  del
    contraddittorio  differito  ed  eventuale,  per   le   decisioni   di
    competenza del magistrato e  del  Tribunale  di  sorveglianza,  fatta
    eccezione per quelle relative alla revoca  delle  misure  alternative
    alla detenzione; 
        b) revisione delle modalita' e dei presupposti  di  accesso  alle
    misure alternative, sia con riferimento ai presupposti soggettivi sia
    con riferimento ai limiti di pena, al fine di facilitare  il  ricorso
    alle  stesse,  salvo  che  per  i  casi  di  eccezionale  gravita'  e
    pericolosita' e in particolare per le condanne per i delitti di mafia
    e terrorismo anche internazionale; 
        c) revisione della disciplina concernente le procedure di accesso
    alle misure alternative, prevedendo che il limite di pena che  impone
    la sospensione dell'ordine di esecuzione sia fissato in ogni  caso  a
    quattro anni e che il  procedimento  di  sorveglianza  garantisca  il
    diritto alla presenza dell'interessato e la pubblicita' dell'udienza; 
        d) previsione di una necessaria  osservazione  scientifica  della
    personalita' da condurre in liberta', stabilendone tempi, modalita' e
    soggetti chiamati a intervenire; integrazione delle previsioni  sugli
    interventi degli uffici dell'esecuzione penale esterna; previsione di
    misure per rendere piu' efficace  il  sistema  dei  controlli,  anche
    mediante il coinvolgimento della polizia penitenziaria; 
        e) eliminazione di automatismi e di preclusioni  che  impediscono
    ovvero  ritardano,  sia  per  i  recidivi  sia  per  gli  autori   di
    determinate categorie di reati, l'individualizzazione del trattamento
    rieducativo  e  la  differenziazione  dei  percorsi  penitenziari  in
    relazione alla tipologia dei reati commessi  e  alle  caratteristiche
    personali del  condannato,  nonche'  revisione  della  disciplina  di
    preclusione dei benefici penitenziari  per  i  condannati  alla  pena
    dell'ergastolo, salvo che  per  i  casi  di  eccezionale  gravita'  e
    pericolosita' specificatamente individuati e comunque per le condanne
    per i delitti di mafia e terrorismo anche internazionale; 
        f) previsione  di  attivita'  di  giustizia  riparativa  e  delle
    relative  procedure,  quali  momenti  qualificanti  del  percorso  di
    recupero sociale sia in ambito intramurario sia nell'esecuzione delle
    misure alternative; 
        g)  incremento  delle  opportunita'  di  lavoro  retribuito,  sia
    intramurario  sia  esterno,  nonche'  di  attivita'  di  volontariato
    individuale  e  di  reinserimento  sociale  dei   condannati,   anche
    attraverso il potenziamento del  ricorso  al  lavoro  domestico  e  a
    quello con committenza esterna, aggiornando quanto il detenuto deve a
    titolo di mantenimento; 
        h) previsione di una maggiore valorizzazione del volontariato sia
    all'interno  del  carcere,  sia  in  collaborazione  con  gli  uffici
    dell'esecuzione penale esterna; 
        i) disciplina dell'utilizzo dei collegamenti  audiovisivi  sia  a
    fini processuali, con modalita'  che  garantiscano  il  rispetto  del
    diritto di difesa, sia per favorire le relazioni familiari; 
        l) revisione delle  disposizioni  dell'ordinamento  penitenziario
    alla luce del riordino  della  medicina  penitenziaria  disposto  dal
    decreto legislativo 22 giugno  1999,  n.  230,  tenendo  conto  della
    necessita' di potenziare l'assistenza psichiatrica negli istituti  di
    pena; 
        m) previsione della esclusione del  sanitario  dal  consiglio  di
    disciplina istituito presso l'istituto penitenziario; 
        n) riconoscimento  del  diritto  all'affettivita'  delle  persone
    detenute e internate e disciplina delle condizioni  generali  per  il
    suo esercizio; 
        o) previsione  di  norme  che  favoriscano  l'integrazione  delle
    persone detenute straniere; 
        p) adeguamento delle norme  dell'ordinamento  penitenziario  alle
    esigenze educative dei detenuti minori di  eta'  secondo  i  seguenti
    criteri: 
          1) giurisdizione specializzata e affidata al  tribunale  per  i
    minorenni, fatte salve le disposizioni riguardanti l'incompatibilita'
    del giudice di sorveglianza  che  abbia  svolto  funzioni  giudicanti
    nella fase di cognizione; 
          2)  previsione  di  disposizioni  riguardanti  l'organizzazione
    penitenziaria degli istituti penali per minorenni  nell'ottica  della
    socializzazione, della responsabilizzazione e della promozione  della
    persona; 
          3) previsione dell'applicabilita' della disciplina prevista per
    i minorenni quantomeno ai detenuti giovani adulti, nel  rispetto  dei
    processi educativi in atto; 
          4) previsione di misure alternative  alla  detenzione  conformi
    alle istanze educative del condannato minorenne; 
          5)  ampliamento  dei  criteri   per   l'accesso   alle   misure
    alternative alla detenzione, con particolare riferimento ai requisiti
    per l'ammissione dei  minori  all'affidamento  in  prova  ai  servizi
    sociali e alla semiliberta', di cui rispettivamente agli articoli  47
    e 50 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni; 
          6) eliminazione di ogni automatismo e preclusione per la revoca
    o per la concessione dei benefici penitenziari, in contrasto  con  la
    funzione   rieducativa   della    pena    e    con    il    principio
    dell'individuazione del trattamento; 
          7)   rafforzamento   dell'istruzione   e    della    formazione
    professionale quali elementi centrali del  trattamento  dei  detenuti
    minorenni; 
          8) rafforzamento  dei  contatti  con  il  mondo  esterno  quale
    criterio  guida  nell'attivita'   trattamentale   in   funzione   del
    reinserimento sociale; 
        q) attuazione, sia pure tendenziale, del principio della  riserva
    di codice nella materia penale, al fine di  una  migliore  conoscenza
    dei precetti  e  delle  sanzioni  e  quindi  dell'effettivita'  della
    funzione rieducativa della pena, presupposto  indispensabile  perche'
    l'intero  ordinamento  penitenziario  sia  pienamente   conforme   ai
    principi costituzionali, attraverso l'inserimento nel  codice  penale
    di tutte le fattispecie criminose previste da disposizioni  di  legge
    in vigore che abbiano a diretto oggetto di tutela beni  di  rilevanza
    costituzionale, in particolare i valori della persona  umana,  e  tra
    questi il principio di  uguaglianza,  di  non  discriminazione  e  di
    divieto assoluto di ogni forma di sfruttamento  a  fini  di  profitto
    della  persona  medesima,  e  i  beni  della  salute,  individuale  e
    collettiva, della sicurezza pubblica e  dell'ordine  pubblico,  della
    salubrita' e integrita' ambientale, dell'integrita'  del  territorio,
    della correttezza e trasparenza del sistema economico di mercato; 
        r) previsione di norme volte al  rispetto  della  dignita'  umana
    attraverso  la  responsabilizzazione   dei   detenuti,   la   massima
    conformita'  della  vita   penitenziaria   a   quella   esterna,   la
    sorveglianza dinamica; 
        s) revisione delle norme vigenti in materia di misure alternative
    alla detenzione al fine di assicurare  la  tutela  del  rapporto  tra
    detenute e figli minori e di garantire anche all'imputata  sottoposta
    a misura cautelare la possibilita' che la detenzione sia sospesa fino
    al momento in cui la prole abbia compiuto il primo anno di eta'; 
        t) previsione di norme che considerino gli  specifici  bisogni  e
    diritti delle donne detenute; 
        u) revisione del sistema  delle  pene  accessorie  improntata  al
    principio della rimozione degli ostacoli al reinserimento sociale del
    condannato ed esclusione di una loro  durata  superiore  alla  durata
    della pena principale; 
        v) revisione delle attuali previsioni in materia di  liberta'  di
    culto e dei diritti ad essa connessi. 
      86. Il Governo e' delegato  ad  adottare,  nei  termini  e  con  la
    procedura di cui al comma 83, decreti legislativi recanti le norme di
    attuazione delle disposizioni previste dai commi 84 e 85 e  le  norme
    di coordinamento delle stesse con tutte le altre leggi  dello  Stato,
    nonche' le norme di carattere transitorio. 
      87. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di  ciascuno  dei
    decreti legislativi di cui al comma 82, il Governo e' autorizzato  ad
    adottare, con la procedura indicata dal comma 83, uno o piu'  decreti
    legislativi  recanti  disposizioni  integrative  e  correttive,   nel
    rispetto dei principi e criteri direttivi stabiliti dai  commi  84  e
    85. 
      88. Ai fini della ristrutturazione e della razionalizzazione  delle
    spese relative alle prestazioni  di  cui  all'articolo  5,  comma  1,
    lettera i-bis), del testo unico di  cui  al  decreto  del  Presidente
    della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, all'articolo 96  del  codice
    di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono  apportate
    le seguenti modificazioni: 
        a) al comma  1,  la  parola:  «repertorio»  e'  sostituita  dalla
    seguente: «decreto»; 
        b) il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
      «2. Ai fini  dell'adozione  del  canone  annuo  forfetario  per  le
    prestazioni obbligatorie di cui al comma 1, con decreto del  Ministro
    della giustizia e del Ministro dello sviluppo economico, di  concerto
    con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro il 31
    dicembre 2017, e' attuata la revisione delle voci di listino  di  cui
    al  decreto  del  Ministro  delle  comunicazioni  26   aprile   2001,
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104  del  7  maggio  2001.  Il
    decreto: 
        a) disciplina le  tipologie  di  prestazioni  obbligatorie  e  ne
    determina le tariffe, tenendo conto dell'evoluzione dei costi  e  dei
    servizi, in modo da conseguire un risparmio di spesa di almeno il  50
    per  cento  rispetto  alle  tariffe  praticate.  Nella  tariffa  sono
    ricompresi i costi per tutti i servizi contemporaneamente attivati  o
    utilizzati da ogni identita' di rete; 
        b) individua i soggetti tenuti alle prestazioni  obbligatorie  di
    intercettazione,  anche  tra  i  fornitori   di   servizi,   le   cui
    infrastrutture consentono l'accesso alla rete o la distribuzione  dei
    contenuti informativi o comunicativi, e coloro che a qualunque titolo
    forniscono servizi di comunicazione elettronica o applicazioni, anche
    se utilizzabili attraverso reti di accesso o trasporto non proprie; 
        c) definisce gli obblighi dei soggetti  tenuti  alle  prestazioni
    obbligatorie e le modalita'  di  esecuzione  delle  stesse,  tra  cui
    l'osservanza di procedure informatiche omogenee nella trasmissione  e
    gestione delle comunicazioni  di  natura  amministrativa,  anche  con
    riguardo  alle  fasi  preliminari   al   pagamento   delle   medesime
    prestazioni»; 
        c) al comma  3,  la  parola:  «repertorio»  e'  sostituita  dalla
    seguente: «decreto»; 
        d) al comma 4, le parole: «, secondo periodo,» sono soppresse. 
      89. Entro un anno dalla data di entrata in  vigore  della  presente
    legge, sono definite, con decreto del Ministro  della  giustizia,  di
    concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e   delle   finanze,   le
    prestazioni funzionali alle  operazioni  di  intercettazione  e  sono
    determinate le corrispondenti tariffe. Il decreto, da aggiornare ogni
    due anni, sulla base delle innovazioni scientifiche,  tecnologiche  e
    organizzative e delle variazioni dei costi dei servizi: 
        a) individua le  tipologie  di  prestazioni  funzionali  erogate,
    tenendo   conto    altresi':    delle    prestazioni    obbligatorie;
    dell'acquisizione  e  della  elaborazione  della  documentazione  del
    traffico  telefonico  o  telematico;  della  strumentazione   tecnica
    utilizzabile e delle altre eventuali necessita'  atte  ad  assicurare
    l'intrusione nei sistemi telefonici, informatici e telematici; 
        b) determina la tariffa per ogni tipo di  prestazione  in  misura
    non superiore al costo medio di ciascuna, come rilevato, nel  biennio
    precedente,  dal  Ministero  della  giustizia  tra  i  cinque  centri
    distrettuali con il maggiore indice  di  spesa  per  intercettazioni,
    cosi' da conseguire un risparmio della spesa complessiva; 
        c) specifica gli obblighi  dei  fornitori  delle  prestazioni  in
    relazione ai livelli qualitativi e quantitativi  minimi  dei  servizi
    offerti e alle modalita' di conservazione e gestione, mediante canali
    cifrati, dei dati raccolti negli archivi informatizzati, nel rispetto
    dei requisiti di sicurezza e della necessita'  del  loro  trattamento
    secondo criteri di riservatezza, disponibilita' e integrita'. 
      90. Il decreto di cui  al  comma  89  e'  trasmesso,  corredato  di
    relazione tecnica, alle Commissioni  parlamentari  competenti  per  i
    profili finanziari per il relativo parere. 
      91. Ai fini  della  razionalizzazione  delle  spese  relative  alle
    prestazioni di cui all'articolo 5, comma 1, lettera i-bis), del testo
    unico delle disposizioni legislative e regolamentari  in  materia  di
    spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica
    30 maggio 2002, n. 115, il  Governo  e'  delegato  ad  adottare,  nel
    termine di un anno dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
    legge e secondo le procedure di cui al comma 83, uno o  piu'  decreti
    legislativi per armonizzare le disposizioni di cui ai commi 88  e  89
    con quelle di cui al citato testo unico, secondo i seguenti  principi
    e criteri direttivi: 
        a) accelerazione dei tempi di pagamento delle prestazioni rese; 
        b)  individuazione  dell'autorita'  giudiziaria  competente  alla
    liquidazione della spesa; 
        c) natura  esecutiva  del  provvedimento  di  liquidazione  della
    spesa; 
        d) modalita' di  opposizione  al  provvedimento  di  liquidazione
    della spesa. 
      92. Dall'attuazione della presente legge e dei decreti  legislativi
    da essa previsti non devono derivare nuovi o maggiori oneri a  carico
    della finanza pubblica. 
      93. I decreti legislativi di  attuazione  delle  deleghe  contenute
    nella presente legge sono corredati  di  relazione  tecnica  che  dia
    conto della neutralita' finanziaria dei medesimi ovvero dei  nuovi  o
    maggiori oneri da  essi  derivanti  e  dei  corrispondenti  mezzi  di
    copertura. 
      94. In  conformita'  all'articolo  17,  comma  2,  della  legge  31
    dicembre 2009,  n.  196,  qualora  uno  o  piu'  decreti  legislativi
    determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino  compensazione  al
    proprio interno, i medesimi decreti  legislativi  sono  emanati  solo
    successivamente  o  contestualmente   all'entrata   in   vigore   dei
    provvedimenti  legislativi  che  stanzino   le   occorrenti   risorse
    finanziarie. 
      95. La presente legge, salvo quanto previsto dal comma 81, entra in
    vigore  il  trentesimo  giorno  successivo   a   quello   della   sua
    pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 
      La presente legge munita del sigillo dello  Stato,  sara'  inserita
    nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
    italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
    osservare come legge dello Stato. 
        Data a Roma, addi' 23 giugno 2017 
     
                                 MATTARELLA 
     
                                      Gentiloni Silveri, Presidente del 
                                      Consiglio dei ministri 
     
                                      Orlando, Ministro della giustizia 
    Visto, il Guardasigilli: Orlando 
    

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