di Carlo Rapicavoli

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 24 luglio, un decreto legge che introduce disposizioni urgenti per la proroga di alcuni termini previsti da disposizioni legislative.

Tra le misure approvate – si legge nel comunicato ufficiale del Governo“in attesa di una compiuta revisione della legge Delrio, si proroga al 31 ottobre 2018 il mandato dei Presidenti di Provincia e dei Consigli Provinciali in scadenza entro quella data e si anticipa, allo stesso giorno, il mandato dei Presidenti e dei Consigli Provinciali in scadenza entro il 31 dicembre 2018. In tal modo, si potranno tenere il 31 ottobre 2018 tutte le elezioni provinciali previste entro la fine dell’anno, semplificando le procedure e contenendone i costi (election day provinciale)”.

Pur in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la previsione suscita qualche perplessità, se si tiene conto dell’obiettivo dichiarato che, in assenza di modifiche in fase di conversione in legge in Parlamento, rischia di essere vanificato o, addirittura in alcuni casi, sovvertito.

E’ il caso ad esempio di quattro Province, su sei, del Veneto.

Nelle Province di Padova, Rovigo, Verona e Vicenza i Presidenti sono stati eletti il 12 ottobre 2014.
Sulla base della Legge Delrio oggi vigente, le elezioni del nuovo Presidente dovrebbero svolgersi entro novanta giorni dalla scadenza per fine del mandato ovvero dalla decadenza, quindi entro il 10 gennaio 2019. Fa eccezione Vicenza, dove, a seguito della decadenza del Presidente, le elezioni avrebbero dovuto svolgersi entro l’8 settembre 2018.

I Consigli Provinciali delle quattro Province sono stati eletti l’8 gennaio 2017; il mandato scade il 7 gennaio 2019 e vanno rinnovati entro i 90 dalla scadenza del mandato.

Senza il decreto legge, quindi, sarebbe stato tecnicamente possibile eleggere contestualmente il Presidente (con l’eccezione di Vicenza) e il Consiglio Provinciale tra il 7 e il 10 gennaio 2019.

Con il decreto legge, che, nelle intenzioni, vuole svolgere in unico giorno il rinnovo degli organi, ciò non è possibile.

L’elezione dei Presidenti, nelle quattro Province del Veneto prese ad esempio, è fissata per legge e deve svolgersi il 31 ottobre 2018; non è possibile anticipare al 31 ottobre il rinnovo dei Consigli, perché sono in scadenza dopo il 31 dicembre, e quindi pochi mesi dopo l’elezione dei Presidente si dovrà votare di nuovo per i Consigli Provinciali.

L’UPI ha più volte sottolineato nei propri documenti ufficiali come “Questa delle scadenze diversificate è una delle incongruenze della Legge 56/14 che devono essere risolte, come la limitazione della candidabilità a Presidente di Provincia dei Sindaci con meno di 18 mesi di mandato, che, a causa della importante tornata amministrativa del 2019, non permetterebbe ad oltre il 60% dei sindaci di candidarsi. Abbiamo esempi di Province, come Biella in cui ad ottobre avrebbero legittimità a competere per la presidenza della Provincia solo 13 Sindaci su 78; a Reggio Emilia, 10 su 42; a Siena 6 su 35, ma la situazione è complessa in tutto il Paese. Il risultato è la grave limitazione della rappresentanza democratica e territoriale in istituzioni della Repubblica che si occupano, ricordiamolo, di temi chiave per le comunità: dalle scuole superiori alle strade, all’ambiente, solo per citare quelle che interessano la stessa sicurezza dei cittadini”.

Il comunicato del Governo afferma “semplificando le procedure e contenendone i costi (election day provinciale)”: sembra quasi si trascuri il fatto che non si tratta di elezioni generali, ma di elezioni di secondo grado.

Ma ciò che suscita maggiori perplessità è che il Governo dichiara di voler procedere “in attesa di una compiuta revisione della legge Delrio”, ma in concreto “anticipa” al 31 ottobre (anziché consentire il loro svolgimento in gennaio 2019 o, come richiesto da più parti, prorogandone la scadenza fino alle elezioni comunali 2019) l’elezione dei nuovi Presidenti in gran parte delle Province d’Italia, con un mandato di quattro anni, che di fatto “congela” l’attuale stato di fatto ordinamentale per un lungo periodo.

La forma di governo delle Province delineata dalla Legge 56/14 è stata concepita in una prospettiva transitoria poiché l’obiettivo ultimo del Governo era quello dell’espunzione delle Province dalla Costituzione; la riforma è stata bocciata dai cittadini.

Anche per la Legge Delrio si è utilizzata l’espressione “In attesa della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione…”; gli esiti sono stati evidentemente nefasti.

Continuare a legiferare sulle autonomie locali in attesa…di qualcosa di compiuto, non conduce ad esiti accettabili.

E’ necessario quindi avviare una profonda riflessione sul sistema di governo delle Province; per queste ragioni il Governo e il Parlamento dovranno riflettere in modo approfondito su quali organi e quale sistema di elezione siano più idonei a dare un assetto certo alle Province, in particolare con il ritorno ad un sistema di elezione diretta di tutti gli organi di governo delle Province, secondo il modello previsto nella legge 81/93, ripristinando l’elezione diretta del Presidente e del Consiglio Provinciale.

In ogni caso, si ritiene che al di là dell’opzione che il legislatore riterrà di compiere, taluni aspetti risultino da garantire e comunque imprescindibili:
• restituire autorevolezza e stabilità agli organi di governo delle Province, prevedendo una durata del mandato di 5 anni per tutti gli organi e la rappresentatività di tutto il territorio provinciale;
• garantire la funzionalità del governo provinciale anche attraverso la previsione di un organo esecutivo collegiale.

Per questo è auspicabile che il Parlamento, in fase di conversione del decreto di oggi, preveda una disciplina transitoria che porti al rinnovo degli organi delle Province con il nuovo sistema elettorale che sarà individuato dal legislatore in tempi certi.

Il decreto è stato pubblicato nella Gazzeta Ufficiale del 25 luglio ed entrato in vigore il 26.

L’art. 1, comma 2, del D. L. 25 luglio 2018 n. 91 dunque così dispone “Il mandato dei presidenti di provincia e dei consigli provinciali in scadenza tra la data di entrata in vigore del presente decreto e il 31 ottobre 2018 è prorogato fino a tale data, anche in deroga a quanto previsto dall’art. 1, commi 65 e 69, della legge 7 aprile 2014 n. 56, e le elezioni per il rinnovo delle cariche predette si tengono il 31 ottobre 2018, contestualmente le elezioni del rispettivo consiglio provinciale o presidente di provincia, qualora sia in scadenza per fine mandato entro il 31 dicembre 2018”.