FATTURAZIONE ELETTRONICA TRA IMPRESE E PRIVATI dal 1° Gennaio 2017.
  • Iva e prestazioni di servizi nel settore delle telecomunicazioni.
  • Agenzia delle Entrate: chiarimenti sulla fatturazione elettronica.
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    TELECOMUNICAZIONI: FATTURAZIONE A 28 GIORNI ADDIO (forse).

    TELECOMUNICAZIONI: FATTURAZIONE A 28 GIORNI ADDIO (forse).

    La fatturazione a 28 giorni (anziché a cadenza mensile) rappresenta una delle problematiche più inaccettabili, e indigeste, per i cittadini. Gli operatori telefonici hanno cominciato a introdurre la fatturazione a 28 giorni già nel corso del 2015, ma neanche le sanzioni comminate dall’Antitrust alle 3 principali compagnie attive nel mercato italiano sono bastate: peccato che in questo modo i mesi diventino 13, e così crescano a dismisura i costi per i cittadini/utenti.

    LA DELIBERA AGCOM – A mettere un punto ci ha pensato l’Agcom, che con la delibera 121/17/CONS ha stabilito la fatturazione mensile sui contratti di telefonia fissa, Adsl e fibra, vietando quella a 28 giorni: all’interno della pronuncia, si legge infatti che “Si ritiene opportuno, confermando anche in questo caso l’opzione sottoposta a consultazione pubblica, prevedere un parametro temporale certo per il rinnovo delle offerte/fatturazione, che renda effettiva la libertà di scelta degli utenti e consenta anche un agevole controllo dei consumi e della spesa, individuato su base mensile o suoi multipli”. La delibera incide anche sulle offerte ibride (fisse-mobili).

    Le ragioni dell’Agcom sono basate innanzitutto sull’evidenza: questa modifica contrattuale, applicata nei confronti di tutti gli utenti, equivale a un rincaro di circa l’8,6 per cento dei prezzi annuali. In questo modo, come ovvio, si va a ledere la trasparenza delle tariffe: principio cardine per una sana concorrenza.

     

    L’INIZIATIVA CODACONS – Nonostante la delibera Agcom, e quindi nonostante un divieto esplicito dell’Autorità, gli operatori telefonici continuano ad applicare questi rincari generalizzati senza soluzione di continuità.

    Proprio per interrompere questo meccanismo, e “costringere” gli operatori a rispettare la delibera 121/17/CONS, l’Associazione mette a disposizione degli interessati:

    • reclamo/diffida con richiesta di rimborso di quanto versato illegittimamente in più per ogni bolletta a 28 giorni inviata dal gestore in indirizzo;

    E inoltre, in caso di mancato riscontro da parte dell’operatore entro il termine di 30 gg., o di risposta negativa alla richiesta di rimborso:

    • formulario Ug parzialmente precompilato (a eccezione dei dati personali) in relazione alla fatturazione a 28 giorni, così da accedere alla conciliazione presso i Corecom e richiedere l’applicazione degli indennizzi automatici.

    La conciliazione rappresenta infatti una procedura semplice e gratuita di risoluzione extragiudiziale delle controversie, obbligatoria per legge nelle liti tra utenti e operatori di comunicazioni elettroniche, ideata proprio per tutelare i diritti dei consumatori. Permette quindi di richiedere un congruo indennizzo per ogni bolletta emessa con fatturazione a 28 giorni.

    Sarebbe auspicabile un intervento sanzionatorio del Ministro o del Governo verso le compagnie telefoniche.

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