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Riuscirà la Germania a uscire dal nucleare?

di: Stefano Nespor.

Nel corso di una settimana del mese di maggio la produzione di energia solare ha raggiunto in Germania il suo massimo livello. Secondo l’International Economic Platform for Renewable Energies un istituto di Munster che si occupa di energie rinnovabili, sono stati prodotti 22 gigawatt, livello mai raggiunto da alcun altro paese
Il dato è importante perché offre un segnale positivo a un anno di distanza da quando, nel maggio del 2011, il Governo tedesco ha annunciato l’Energiewende, l’abbandono del nucleare che a quella data produceva il 17,8% del fabbisogno di elettricità. È stata una decisione repentina, provocata dal disastro di Fukushima di due mesi prima, e, a detta di molti, dettata più dall’emozione del momento che da un ragionevole progetto di conversione, tenuto conto del fatto che, solo un anno prima, la Germania aveva confermato la propria fiducia nella scelta nucleare e aveva progettato la realizzazione di nuovi impianti.
A seguito della decisione del maggio 2011 sei dei 17 reattori nucleari in funzione sono stati immediatamente bloccati, uno era da tempo già fermo per manutenzione, mentre è stato previsto che altri sei dovranno cessare la produzione entro il termine fissato; tre resteranno in funzione per qualche tempo, per garantire la sicurezza energetica e il passaggio ad altre fonti di energia.
Col passare del tempo, si sono accresciute le critiche sulla fattibilità e sui costi di questo progetto – paragonato dal ministro dell’ambiente Peter Altmaier a una “fatica d’Ercole” – provenienti anche dagli stessi partiti di governo che hanno sostenuto l’operazione (si veda in proposito Kritiker aus eigenen Reihen torpedieren Energiewende, in Der Spiegel del 27 maggio 2012, consultabile in www.spiegel.de/politik/deutschland/umweltminister-peter-altmaier-verteidigt-energiewende-a-835468.html).
Ma dubbi sono stati espressi anche da varie associazioni ambientaliste, tradizionalmente ostili all’impiego dell’energia nucleare.
Infatti, sembra davvero difficile che entro la data stabilita l’Energiewende venga effettivamente realizzata sostituendo l’intera produzione di elettricità mediante nucleare con fonti rinnovabili e quindi con fonti che, alla pari del nucleare, non incidono significativamente sul cambiamento climatico.
È quindi assai probabile che, in parte e per un non breve periodo di tempo, si dovranno utilizzare combustibili fossili – quindi impianti di produzione di energia a gas e petrolio o anche carbone – con un conseguente incremento della produzione di CO2 e degli altri gas serra e un aumento degli effetti negativi sul clima.
Anche perché, ha osservato un esperto, Filippo Zuliani (si veda http://www.ilpost.it/filippozuliani/2012/04/27/come-procede-l%E2%80%99abbandono-del-nucleare-in-germania/) per realizzare un programma così ambizioso, che è attualmente unico nel mondo, non è sufficiente l’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile, pale eoliche o pannelli solari. È necessaria anche la completa riorganizzazione della rete elettrica su tutto il territorio e poi la predisposizione di depositi per lo stoccaggio di energia (200 milioni di euro sono stati stanziati nel 2012 dal governo tedesco per lo studio delle modalità di realizzazione di queste infrastrutture).
Soprattutto è necessaria una compiuta politica di efficienza energetica. A questo scopo il governo tedesco ha incrementato l’incentivo economico – già stabilito dalla legislazione adottata in precedenza – per i produttori di energia da fonti rinnovabili che mettono in commercio l’energia prodotta allo scopo di incoraggiare il sorgere di piccoli e diffusi produttori di energia. Tuttavia, e proprio per il successo dell’iniziativa (ma anche per effetto della diminuzione dei costi dei pannelli dovuta all’enorme aumento della produzione cinese), nel mese di marzo gli incentivi sono stati consistentemente ridotti (fino al 30%), analogamente a quanto stabilito da Italia, Francia e Gran Bretagna (si veda http://www.businessweek.com/news/2012-03-29/germany-cuts-solar-aid-to-curb-prices-panel-installations).
Tra incertezze e i dubbi provocati dall’Energiewende, Il brillante risultato conseguito in questo mese nella produzione di energia solare ha dato nuovo slancio ai sostenitori del progetto, al quale tutta Europa guarda con attenzione.

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Info sul autore

avvocato in Milano direttore della Rivista giuiridica dell'ambiente direttore del settore pubblico della Rivista critica di diritto del lavoro nespor@gaslex.it

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