LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA LA RIFORMA MADIA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.
  • RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.
  • Modifiche e integrazione al codice dell’amministrazione digitale (CAD) Legge 7 agosto 2015, n. 124.
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  • Modifiche e integrazione al codice dell’amministrazione digitale (CAD) Legge 7 agosto 2015, n. 124.
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    RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Novità

    RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Novità

    Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, tre decreti legislativi che introducono disposizioni integrative e correttive ai decreti legislativi di attuazione della riforma della pubblica amministrazione.

    Di seguito le principali innovazioni introdotte.

    1. Razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato

    Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del corpo forestale dello Stato, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche

    Il decreto apporta alcune integrazioni e modifiche alla disciplina di alcuni profili relativi all’assorbimento del personale del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei carabinieri, nella Polizia di Stato, nel Corpo della Guardia di finanza, nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco nel Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, anche con riferimento al regime transitorio relativo ai procedimenti disciplinari pendenti, chiarendo al contempo l’assetto di alcune funzioni trasferite.

     

    2. Codice dell’amministrazione digitale

    Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, recante modifiche e integrazioni al codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n 82, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche

    Il decreto integra e modifica alcune disposizioni del Codice dell’amministrazione digitale, in conformità a quanto previsto dalla legge delega, al fine di accelerare l’attuazione dell’agenda digitale europea, dotando cittadini, imprese e amministrazioni di strumenti e servizi idonei a rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale.

    Le linee portanti del nuovo intervento legislativo sono:

    a. proseguire nell’opera di razionalizzazione delle disposizioni contenute nel Codice dell’amministrazione digitale e di deregolamentazione già avviata con il precedente intervento;

    b. rafforzare la natura di “carta di cittadinanza digitale” della prima parte del Codice, concentrando in essa le disposizioni che attribuiscono a cittadini e imprese il diritto a una identità e a un domicilio digitale, quello alla fruizione di servizi pubblici online in maniera semplice e mobile-oriented, quello a partecipare effettivamente al procedimento amministrativo per via elettronica e quello a effettuare pagamenti online;

    c. promuovere integrazione e interoperabilità tra i servizi pubblici erogati dalle diverse amministrazioni;

    d. garantire maggiore certezza giuridica in materia di formazione, gestione e conservazione dei documenti digitali;

    e. rafforzare l’applicabilità dei diritti di cittadinanza digitale e accrescere il livello di qualità dei servizi pubblici e fiduciari in digitale;

    f. promuovere un processo di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e garantire un utilizzo più efficace dei dati pubblici attraverso moderne soluzioni di data analysis.

     

    3. Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali

    Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169

    Il decreto tiene conto del riparto di competenze costituzionale tra Stato e Regioni, prevedendo una nuova classificazione dei porti e creando una netta distinzione tra porti nazionali e porti regionali, con la conseguente ripartizione degli oneri relativi alle spese infrastrutturali. Inoltre, con la nuova classificazione è previsto che le funzioni dei porti non siano più predeterminate normativamente, ma stabilite dal piano regolatore portuale, al fine di rendere più snelle le modifiche di utilizzo delle aree portuali rispetto al mutare dei traffici commerciali. La nuova normativa prevede, tra l’altro, , la seguente classificazione:

    • categoria I: porti, o specifiche aree portuali, finalizzati alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato;
    • categoria II: porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza internazionale e nazionale, rientranti nelle Autorità di Sistema portuale (AdSP);
    • categoria III, porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza interregionale e regionale.

    Il decreto prevede inoltre l’adeguamento delle funzioni del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale in materia di governance del lavoro portuale, al quale vengono prevalentemente trasferite le funzioni che prima erano svolte dall’Ente gestore e l’estensione ai membri del Comitato di gestione dell’Autorità delle disposizioni vigenti in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico.

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