TRIVELLE FUORILEGGE: UN RAPPORTO DI GREENPEACE SVELA L’INQUINAMENTO DELLE PIATTAFORME ITALIANE
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  • REFERENDUM DEL 17 APRILE 2016: FERMIAMO LE TRIVELLE
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    REFERENDUM TRIVELLE: IL MINISTERO PER L’AMBIENTE RENDA PUBBLICI I DATI DEL MONITORAGGIO AMBIENTALE DELLE PIATTAFORME IN MARE

    Greenpeace si unisce all’appello delle Regioni promotrici del referendum contro le trivelle che oggi, con una lettera inviata al Ministero per l’Ambiente, hanno chiesto al governo e allo stesso Ministero di rendere pubblici i dati del monitoraggio ambientale delle piattaforme operanti nei mari italiani.

     

    La lettera delle Regioni prende spunto dal rapporto “Trivelle Fuorilegge” realizzato da Greenpeace e basato sui piani di monitoraggio ambientale di 34 impianti. Questi dati – di proprietà di ENI – sono stati trasmessi dal Ministero per l’Ambiente all’associazione ambientalista in risposta a una istanza pubblica di accesso agli atti. Con quella istanza si chiedeva accesso ai piani di monitoraggio ambientale di tutte le 135 piattaforme e strutture assimilabili presenti nei nostri mari, secondo i dati del Ministero per lo Sviluppo Economico. Dunque rimane aperta una questione: dove sono i dati dei 101 impianti mancanti? Perché il Ministero non li ha messi a disposizione di Greenpeace, pur essendo obbligato in tal senso dalla legge?

     

    Il governo dice che il voto referendario del 17 aprile sulle trivelle è inutile. Ma il governo è anche il primo responsabile del vuoto di informazione che stanno scontando i cittadini italiani.

     

    «È inammissibile chiamare gli italiani al voto senza aver messo a loro disposizione gli strumenti necessari a orientarsi e votare consapevolmente. Pretendiamo che siano resi pubblici i dati sull’impatto di oltre 100 piattaforme operanti nei nostri mari, di cui a oggi non si sa nulla. Dove sono? Perché non li mostrano? A questo punto non lo chiede solo Greenpeace, ma nove Regioni, nove istituzioni di questa Repubblica. Il Ministero per l’Ambiente risponda immediatamente, come è suo dovere fare. Ogni omissione in tal senso sarà un palese boicottaggio della democrazia e un atto di arbitrio dispotico», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.

     

    Greenpeace ricorda che il rapporto Trivelle Fuorilegge dimostra con dati ufficiali come tre quarti delle piattaforme i cui piani di monitoraggio sono stati resi pubblici non riesce ad operare rispettando i parametri ambientali imposti dalle normative.

     

    Leggi il rapporto di Greenpeace “Trivelle fuorilegge

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