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    P.A.: incarico a professionista esterno la Corte dei Conti condanna il sindaco e il dirigente al pagamento di 170 mila euro.

    Sono stati condannati dalla Corte dei Conti della Regione Marche per la somma complessiva di Euro 170 mila (oltre a rivalutazione monetaria, interessi e spese di giudizio) il sindaco di San Benedetto del Tronto Giovanni Gaspari e il dirigente del settore Urbanistica del Comune Germano Polidori, la sentenza ha previsto il risarcimento di un danno ammontante a 119 mila euro per il sindaco insieme al dirigente dell’’UTC che a sua volta dovrà rifondere 51 mila euro.

    Nei fatti, dal 2006 a giugno 2010 è stato reiterato un incarico affidato all’architetto Luigina Zazio per redigere il nuovo Piano regolatore di San Benedetto del Tronto. I vari incarichi sono stati conferiti senza il preliminare accertamento circa l’impossibilità oggettiva di utilizzare risorse umane disponibili all’interno degli uffici; senza l’effettuazione di procedure comparative per la scelta del consulente; senza considerare che gli incarichi non sono stati di natura temporanea, ma si sono protratti per circa quattro anni quasi continuativamente; senza l’attestazione della comprovata capacità professionale dell’arch. Zazio; senza considerare che gli oggetti degli incarichi fossero la perfetta duplicazione di quanto richiesto e svolto dal prof. Piergiorgio Bellagamba e che i due incarichi si sovrapponessero.

    Inoltre, viene sottolineata la responsabilità del dirigente comunale, che avrebbe dovuto e potuto segnalare all’Organo politico le reali necessità dell’Ufficio di Piano, che aveva l’obbligo di rappresentare al Sindaco e agli altri Organi dell’Ente l’irragionevolezza di eventuali scelte (per es. di avviare ex novo un lavoro già svolto). Mentre, di fatto egli ha pedissequamente assecondato le determinazioni sindacali, in totale dispregio delle finalità di pubblico interesse della cittadinanza e con grave pregiudizio delle finanze dell’Ente. Così, anche tale acquiescente comportamento omissivo e commissivo, in violazione dei doveri che incombono sul dirigente di una pubblica amministrazione, configura gli estremi della colpa grave.

    Vedi: Sentenza per esteso e massime 

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