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    ONU: Rapporto sulle risorse idriche mondiali 2017.

    ONU: Rapporto sulle risorse idriche mondiali 2017.

     

    La maggior parte delle attività umane che utilizzano l’acqua producono acque reflue. Poiché la domanda complessiva di acqua cresce, la quantità di acqua di scarico prodotta e del suo carico complessiva inquinamento sono in continuo aumento in tutto il mondo. Oltre l’80% delle acque reflue del mondo – e oltre il 95% in alcuni paesi meno sviluppati – viene rilasciato nell’ambiente senza alcun trattamento.

    Una volta scaricata in corpi idrici, acque di scarico o è diluito o trasportati a valle o si infiltra in falde acquifere, dove può influenzare la qualità (e quindi la disponibilità) di acqua dolce. La destinazione finale delle acque reflue scaricate nei fiumi e nei laghi è spesso l’oceano con conseguenze negative per l’ambiente.

    L’edizione 2017 del World Water Development Report delle Nazioni Unite, dal titolo “acque reflue: L’inutilizzato delle risorse”, dimostra come il miglioramento della gestione delle acque reflue genera benefici sociali, ambientali ed economici essenziali per lo sviluppo sostenibile.

    In particolare, il Rapporto cerca di informare i responsabili delle decisioni, il governo, la società civile e il settore privato, circa l’importanza della gestione delle acque reflue come fonte sottovalutata e sostenibile di acqua, energia, nutrienti e altre recuperabili sottoprodotti, piuttosto che qualcosa di essere smaltiti o un fastidio per essere ignorato.

    Il titolo del rapporto riflette il ruolo fondamentale che le acque reflue è pronta a svolgere nel contesto di un’economia circolare, per cui lo sviluppo economico è equilibrato con la tutela delle risorse naturali e la sostenibilità ambientale, e dove l’economia più pulita e più sostenibile ha un effetto positivo sulla qualità dell’acqua.

    Migliorata la gestione delle acque reflue genera benefici sociali, ambientali ed economici, ed è essenziale per raggiungere il 2030 Agenda per lo sviluppo sostenibile.

    In un mondo in cui la domanda di acqua dolce è in continuo aumento e dove le limitate risorse idriche sono sottoposte ad una pressione crescente a causa dell’estrazione eccessiva, dell’inquinamento e del cambiamento climatico, risulta difficilmente comprensibile trascurare le opportunità provenienti da una migliore gestione delle acque reflue, a maggior ragione in un contesto di economia circolare.Le acque reflue, infatti, una volta trattate, potrebbero dimostrarsi una risorsa di enorme valore, in grado di soddisfare la crescente domanda di acqua dolce e di altre materie prime.

    Ad oggi, però, una percentuale consistente delle acque reflue viene immessa nell’ambiente senza nessun progetto di raccolta o di trattamento e, di conseguenza, in molte aree del mondo l’acqua contaminata da batteri, nitrati, fosfati e solventi viene scaricata nei fiumi e nei laghi, raggiungendo quindi gli oceani, con conseguenze negative per l’ambiente e per la salute pubblica.

    Queste, in sintesi, le conclusioni della nuova edizione del Rapporto sulle risorse idriche mondiali, dal titolo “Le Acque reflue: una risorsa inesplorata”, presentato dall’ONU in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il 22 marzo.

    Il Rapporto vuole dimostrare come il trattamento delle acque reflue permetterebbe il loro riutilizzo nel settore agricolo e industriale garantendo un risparmio di risorse naturali ed economiche. Oltre a costituire una fonte alternativa sicura di acqua dolce, le acque reflue possono anche essere considerate una potenziale fonte di materie prime.

    Da una parte si rende quindi necessario migliorare la gestione delle acque reflue:

    1. riducendo l’inquinamento alla fonte,
    2. rimuovendo le sostanze contaminanti dai flussi di acque reflue,
    3. riutilizzando le acque depurate,
    4. recuperando sottoprodotti utili.

    Dall’altra è però essenziale sensibilizzare ed accrescere l’accettabilità sociale dell’utilizzo delle acque reflue, che non è ancora pienamente diffusa.

    Il Rapporto è frutto della collaborazione tra 31 agenzie del sistema delle Nazioni Unite e 38 organizzazioni internazionali partner, facenti parte di UN-Water ed è prodotto dal World Water Assessment Programme (WWAP) – il programma per la valutazione delle risorse idriche mondiali dell’UNESCO. Il documento presenta un resoconto approfondito sullo stato delle risorse idriche mondiali ed è dedicato ogni anno ad un tema specifico.

    Viene presentato il 22 marzo di ogni anno, in corrispondenza con la Giornata mondiale dell’acqua, evento ispirato a temi in linea con quelli trattati nel rapporto.

    La maggior parte delle attività dell’uomo che impiegano acqua producono acque reflue. Mentre il fabbisogno mondiale di acqua è in crescita, la quantità delle acque reflue prodotte e il carico di inquinamento che esse generano sono in continuo aumento a livello mondiale. In tutti i paesi, tranne in quelli altamente sviluppati, la maggior parte delle acque reflue non viene né raccolta né trattata, ma rilasciata direttamente nell’ambiente con un impatto dannoso sulla salute dell’uomo, sulla produttività economica, sulla qualità delle risorse di acqua dolce e sugli ecosistemi.

    Sebbene le acque reflue siano una componente fondamentale del ciclo di gestione dell’acqua, quest’ultima dopo l’utilizzo viene troppo spesso considerata un peso di cui liberarsi o un disturbo da ignorare. Le conseguenze di tale negligenza sono ormai evidenti.

    L’impatto immediato, tra cui il degrado degli ecosistemi acquatici e le malattie trasmissibili attraverso la fornitura di acqua dolce contaminata, ha delle conseguenze notevoli sul benessere delle comunità e sui mezzi di sostentamento delle popolazioni. Se si continua a non affrontare la questione relativa alle acque reflue come uno dei principali problemi sociali e ambientali, si metteranno a repentaglio tutti gli sforzi volti a conseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

    Di fronte alla domanda sempre crescente di acqua, le acque reflue si stanno consolidando come fonte alternativa affidabile, cambiando il paradigma relativo alla loro gestione dal “trattamento e smaltimento” al “riutilizzo, riciclaggio e recupero della risorsa”. Da questa prospettiva, le acque reflue non sarebbero più percepite come un problema da risolvere, ma come una soluzione alle sfide che attualmente le società stanno affrontando. Le acque reflue possono essere considerate anche una fonte economicamente vantaggiosa e sostenibile di energia, di nutrienti e di altri utili sottoprodotti. I potenziali benefici nel ricavare tali risorse dalle acque reflue vanno ben oltre la salute dell’uomo e dell’ambiente, e hanno implicazioni sulla sicurezza alimentare ed energetica, e sulla mitigazione del cambiamento climatico. Nel contesto dell’economia circolare, laddove lo sviluppo economico è controbilanciato dalla protezione delle risorse naturali e dalla sostenibilità ambientale, le acque reflue rappresentano di gran lunga una risorsa valida e disponibile.

    La prospettiva è senza dubbio ottimistica, a condizione che si agisca ora.

    Scarica la sintesi del rapporto in italiano

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