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    NEGOZIATI DEL TTIP E DEL CETA: PRESIDENZA UE NEGA ANCORA UNA VOLTA IL DIRITTO ALLA TRASPARENZA.

    NEGOZIATI DEL TTIP E DEL CETA: PRESIDENZA UE NEGA ANCORA UNA VOLTA IL DIRITTO ALLA TRASPARENZA.

    La presidenza olandese del Consiglio dell’Unione europea ha respinto questa mattina la richiesta di Greenpeace e di altre voci della società civile di trasmettere in streaming i colloqui ministeriali in programma oggi a Bruxelles sul TTIP e sul CETA, gli accordi sul commercio che la Ue sta negoziando rispettivamente con gli Stati Uniti e il Canada. I ministri del commercio dell’Unione europea sono riuniti per decidere se i parlamenti nazionali saranno autorizzati a ratificare il CETA prima della sua applicazione. In agenda anche le discussioni sul TTIP, nei cui confronti è in aumento l’opposizione pubblica,  dopo che  lo scorso 2 maggio Greenpeace Olanda ha svelato una parte dei testi negoziali, rimasti fino quel momento segreti.

     

    «Ancora una volta ai cittadini dell’Unione europea viene negato l’accesso alle informazioni su accordi commerciali che potrebbero avere un impatto enorme sulle nostre vite e per la nostra democrazia», afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia. «Anche se i negoziati commerciali sul TTIP dovessero fallire, il CETA potrebbe fungere da apriporta per le multinazionali e permettere loro di sfidare le norme Ue in tutti i settori, da quelle sul cibo a quelle sulla salute pubblica».

     

    Greenpeace ribadisce che accordi come TTIP e CETA minacciano seriamente la tutela dell’ambiente e della salute su entrambe le sponde dell’Atlantico. Il CETA prevede un sistema di arbitrato privilegiato che potrebbe consentire alle multinazionali di citare in giudizio i governi, eludendo i sistemi giudiziari esistenti in Canada e nell’Unione europea. Le aziende canadesi – ma anche le sussidiarie canadesi di multinazionali – potrebbero usare questo sistema per tutelare i loro interessi, mentre i cittadini e le aziende locali ne sarebbero esclusi. Un sistema analogo è in fase di negoziazione anche per il TTIP.

     

    Sebbene non sia stato ancora ratificato, il CETA sta già avendo effetti sugli standard europei. Durante i negoziati, infatti, il Canada ha fatto pressione affinché l’Unione europea indebolisse gli standard sulle emissioni, per facilitare le esportazioni canadesi di petrolio ottenuto da sabbie bituminose, il combustibile più inquinante al mondo.

     

    Questa mattina la coalizione belga STOP-TTIP/CETA ha organizzato un sit-in davanti alla sede del Consiglio Ue a Bruxelles, in rappresentanza dei quasi 3,5 milioni di cittadini europei che hanno già sottoscritto la petizione per fermare questi due accordi commerciali.

     

    Leggi l’approfondimento sul TTIP

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