Lavoro: il controllo della posta elettronica del dipendente e la tutela della privacy. (Cass. civ. lavoro sentenza n. 2722/2012)
  • Punta Perotti, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si pronuncia sulla lottizzazione abusiva, confisca e risarcimento.
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    Mobbing e manie di persecuzione: negato il risarcimento

    Mobbing e manie di persecuzione: negato il risarcimento

    di Luca Palladini. Confermando quanto già ribadito dai colleghi del merito, il Supremo Collegio – con la sentenza del 28 agosto 2013 n. 19814 –  rileva come il carattere e la personalità del ricorrente lo portino ad avere un’errata percezione di quelle che, invece, dovrebbero rappresentare delle normali vicende lavorative. Proprio a causa di questo atteggiamento, che tende a stremare e  personalizzare come ostile ogni avvenimento, gli Ermellini escludono il mobbing. Invero, sul punto, la S.C. precisa che: «Per mobbing si intende comunemente una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale e l’emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalità. Ai fini della configurabilità della condotta lesiva del datore di lavoro sono, pertanto, rilevanti: a) la molteplicità dei comportamenti di carattere persecutorio, illeciti o anche leciti se considerati singolarmente, che siano stati posti in essere in modo miratamente sistematico e prolungato contro il dipendente con intento vessatorio; b) l’evento lesivo della salute o della personalità del dipendente; c) il nesso eziologico tra la condotta del datore o del superiore gerarchico e il pregiudizio all’integrità psico-fisica del lavoratore; d) la prova dell’elemento soggettivo, cioè dell’intento persecutorio». In conclusione, anche per i magistrati di legittimità manca qualunque elemento del mobbing: i fatti denunciati – infatti – assumono una connotazione lesiva solo nella percezione soggettiva della ricorrente.

    Info sul autore

    Laureato a pieni voti in Giurisprudenza presso l'Università Cattolica di Milano con tesi in Diritto processuale civile dal titolo "La condanna generica". Dopo uno stage in qualità di collaboratore di un Magistrato del Tribunale Ordinario di Milano attualmente lavoro nell'ambito dell'editoria professionale per una nota casa editrice specializzata in testi di diritto.

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