Umbria: Un clic per controlli sulle discariche e gestione rifiuti
  • L’industria del riciclo rifiuti.
  • TARES: Tassa sui rifiuti differita al 1° luglio 2013.
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    ON LINE IL CATASTO DEI RIFIUTI.

    ON LINE IL CATASTO DEI RIFIUTI.

    Ai sensi dell’articolo 189, comma 1 del d.lgs. n. 152/2006 il Catasto dei rifiuti è organizzato in una Sezione nazionale (che ha sede presso l’ISPRA) e in Sezioni regionali o delle Province autonome di Trento e di Bolzano (presso le Agenzie regionali e delle Province autonome per la protezione dell’ambiente). Il Catasto dei rifiuti assicura un quadro conoscitivo completo e costantemente aggiornato in materia di produzione e gestione dei rifiuti urbani e speciali. I dati sui rifiuti urbani, acquisiti dall’Istituto grazie al contributo delle sezioni regionali del Catasto e, in generale, di tutti i soggetti pubblici detentori dell’informazione, nonché attraverso il Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD), sono elaborati e pubblicati con cadenza annuale sai sensi dell’articolo 189, comma 6 del d.lgs. n. 152/2006. Ecco il link per consultare il catasto dei rifiuti: http://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it/; attualmente la copertura temporale riguarda gli anni 2010, 2011, 2012 e 2013; sono previsti aggiornamenti annuali.

     

    Fonti dei dati e metodologia di calcolo

    I dati sulla produzione e sulla raccolta differenziata dei rifiuti urbani annualmente pubblicati da ISPRA sono reperiti dall’Istituto attraverso una procedura standardizzata che prevede, in primo luogo, l’invio di appositi questionari ai soggetti pubblici che a vario titolo raccolgono informazioni in materia di gestione dei rifiuti urbani. In particolare, le informazioni sono annualmente richieste a:
    Agenzie Regionali e Provinciali per la protezione dell’ambiente (ARPA/APPA)
    Regioni
    Province
    Osservatori regionali e provinciali sui Rifiuti.
    In assenza di riscontro, o in caso di informazioni parziali, ISPRA procede alle necessarie integrazioni mediante l’elaborazione delle banche dati relative al Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD). Per la produzione e la raccolta differenziata di rifiuti urbani, le sezioni prese in considerazione sono:
    “Sezione rifiuti urbani e assimilati e raccolti in convenzione”, con particolare riferimento alla scheda RU e ai relativi moduli D-RU e CS.
    “Sezione rifiuti speciali”, con particolare riferimento ai moduli DR e RT allegati alle schede RIF.
    Nel caso in cui le informazioni non risultino disponibili neanche facendo ricorso alle banche dati MUD, l’Istituto procede all’effettuazione di stime al fine di quantificare il dato dei rifiuti urbani indifferenziati prodotti su scala comunale, utilizzando una metodologia uniforme sull’intero territorio nazionale.
    In particolare, ISPRA procede alla ripartizione dei comuni di ciascuna provincia, per i quali il dato di produzione totale risulta disponibile, in fasce di popolazione residente (<5.000, 5.000 – 14.999, 15.000 – 29.999, 30.000 – 49.999, 50.000 – 149.999, =150.000) e alla determinazione dei valori medi di produzione pro capite di ogni fascia. Il dato di produzione dei comuni per i quali l’informazione non è disponibile viene stimato moltiplicando il valore di produzione pro capite medio della corrispondente fascia di appartenenza per la popolazione residente nei suddetti comuni. Il quantitativo dei rifiuti urbani indifferenziati si ottiene, quindi, per differenza tra il dato di produzione totale dei rifiuti urbani (RU), ricavato mediante l’applicazione della metodologia sopradescritta, e il dato totale di RD e degli ingombranti a smaltimento di ciascun comune considerato.
    In assenza di informazioni sulla raccolta differenziata, parametro che non può essere oggetto di stima, sono invece utilizzati i dati della precedente annualità relativi allo specifico comune di riferimento.
    I dati vengono raccolti ed elaborati a livello di singolo comune, fatta eccezione per quei casi in cui le informazioni risultano disponibili esclusivamente aggregate per ATO, Comunità montane, Consorzi o Unioni di Comuni.
    Per quanto riguarda le modalità di elaborazione dei dati sulla raccolta differenziata, ISPRA applica una metodologia uniforme sull’intero territorio nazionale al fine di rendere confrontabili nel tempo e nello spazio i dati relativi a diversi contesti territoriali. Tale metodologia può discostarsi da quelle applicate dalle singole regioni che, in assenza dell’emanazione del decreto che avrebbe dovuto individuare i criteri di calcolo della percentuale di raccolta differenziata, hanno autonomamente proceduto alla definizione di proprie metodologie.
    L’Istituto, ad esempio, esclude integralmente dal computo della produzione dei rifiuti urbani e, di conseguenza, dal calcolo della percentuale di raccolta differenziata, i rifiuti provenienti da attività di costruzione e demolizione anche se condotte presso unità abitative. Tali rifiuti, infatti, sono espressamente annoverati, ai sensi dell’articolo 184 del d.lgs. n. 152/2006, tra i rifiuti speciali.
    Va rilevato che ISPRA addotta la medesima metodologia di calcolo sin dall’elaborazione dei dati relativi all’anno 1997.
    Catasto Telematico dei Rifiuti
    Il Catasto Telematico dei rifiuti, istituito dall’articolo 3 del decreto-legge 9 settembre 1988, n. 397, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 1988, n. 475, è articolato in una Sezione nazionale, che ha sede in Roma presso l’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (APAT) e in Sezioni regionali o delle province autonome di Trento e di Bolzano presso le corrispondenti Agenzie regionali e delle province autonome per la protezione dell’ambiente e, ove tali Agenzie non siano ancora costituite, presso la regione. Le norme di organizzazione del Catasto sono emanate ed aggiornate con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministro delle attività produttive, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della parte quarta del presente decreto. Sino all’emanazione del predetto decreto continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’ambiente 4 agosto 1998, n. 372.

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