COMMISSIONE DI GARANZIA PER L’ATTUAZIONE DELLA LEGGE SULLO SCIOPERO.
  • REMISSIONE TACITA DI QUERELA nei procedimenti penali davanti al Giudice di pace e nei processi di competenza del Giudice Monocratico.
  • Le istruzioni per l’istanza di mantenimento degli Uffici del Giudice di Pace soppressi
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    GIUDICE DI PACE: motivazioni e sciopero dal 21 al 25 novembre.

    GIUDICE DI PACE: motivazioni e sciopero dal 21 al 25 novembre.

    SCIOPERO DEI MAGISTRATI DI PACE E CD. ONORARI DAL 21 AL 25 NOVEMBRE

                Dal 21 al 25 novembre, per la prima volta, sciopereranno uniti tutti i magistrati cd. “onorari” (ma che di onorario non hanno nulla, svolgendo a tempo pieno le stesse funzioni dei magistrati ordinari), ossia giudici di pace, i giudici onorari di tribunale ed i vice procuratori onorari.

                Il primo effetto della proclamazione unitaria dello sciopero è la convocazione per martedì 15 novembre dal Consiglio Superiore della Magistratura.

                Tale convocazione è anche l’effetto della notifica, avvenuta in data 3 novembre ed ovviamente estesa anche al CSM, del ricorso collettivo al TAR Lazio (vi hanno aderito 225 giudici di pace) per il riconoscimento dello status di pubblici impiegati, l’inquadramento come magistrati ordinari e la correlata stabilizzazione, anche come risarcimento in forma specifica, per reiterata violazione da parte dello Stato Italiano di tutte le direttive comunitarie a tutela dei rapporti di lavoro pubblico e privato (direttive applicabili anche a noi sulla base della ben nota e vincolante sentenza della Corte di Giustizia Europea del 1° marzo 2012, cd. O’Brien).

                Di seguito il testo definitivo del ricorso collettivo al TAR Lazio (proc. n. 12287/2016):

                       RICORSO COLLETTIVO TAR LAZIO

                Nel frattempo, in un incontro di studio tenutosi a Scandicci un magistrato che collabora con il Ministero della Giustizia e si sta occupando della stesura dei decreti delegati, ha confermato quanto già vi avevamo preannunciato, ossia che per le nostre future remunerazioni hanno intenzione di riconoscerci un fisso non superiore a 1.300/1.400 euro lordi al mese (ossia circa 16/17.000 euro lorde l’anno), a riprova della circostanza che le “famigerate”, e già completamente inadeguate, 25.000 euro l’anno ricomprenderanno anche la quota incentivante.

                Abbiamo ancora 2-3 anni per cambiare il corso della riforma, – continua il comunicato stampa – confidando in un intervento decisivo dell’Europa (tutte le più alte istituzioni europee – Commissione Europea, Parlamento Europeo, Comitato dei Ministri, Comitato Europeo dei Diritti Sociali presso la CEDU… – sono state investite delle nostre questioni e si pronunceranno a breve) e nella correlata e obbligatoria uniformazione dei giudici italiani (vincolati dalle decisioni dell’Europa).

                Di seguito due documenti delle rivendicazioni e della denuncia di infrazione attualmente all’esame della Commissione Europea e del Parlamento Europeo:

                     DENUNCE GIUDICI DI PACE IN EUROPA

                In tal senso, – si legge nel comunicato – a breve partiremo anche con le azioni individuali di risarcimento danni e di riconoscimento dei diritti nascenti dal nostro rapporto di lavoro, abusivamente ed irresponsabilmente denegati dal Governo e dai tecnici (ossia i magistrati) che operano nei Ministeri.

                E’ essenziale, ora, dare subito una dimostrazione di forza, aderendo compatti allo sciopero dal 21 al 25 novembre, che sarà un momento importante in vista di tutte le azioni che porteremo avanti nel futuro immediato e prossimo.

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