Dopo il deposito in Regione Emilia Romagna le prime firme per la proposta di legge di iniziativa popolare che chiede di abrogare, sin da questa legislatura, l’istituzione dell’assegno vitalizio e dell’indennità di fine mandato dei consiglieri regionali e, nonostante i tempi siano fissati per legge a 10+30 giorni, solo il 18 settembre il comitato è stato convocato dalla consulta di garanzia.

A nulla sono valsi i ripetuti solleciti, né la lettera al Governatore Vasco Errani al Presidente dell’Assemblea Legislativa Matteo Richetti né il ricorso presentato al Difensore Civico Regionale per far accelerare le tempistiche. Finalmente, ma a distanza di tempo, giunge la notizia che entro ottobre la consulta di garanzia esprimerà un parere sull’ammissibilità o meno della proposta di legge. In caso di parere favorevole, inizierà la raccolta firme che dovrà portare alla consegna di almeno 5000 firme entro tre mesi.

I vitalizi degli ex consiglieri regionali costano, ogni mese, alla Regione Emilia Romagna (e quindi ai cittadini) quasi 400.000 euro, per una spesa complessiva di poco meno di 5 milioni di euro ogni anno. In tempi di crisi economica come questi è giusto che ognuno faccia sacrifici, a partire proprio da quella politica che ogni giorno li chiede ai propri concittadini.

Si spera che l’iniziativa si ripeta in tutte le Regioni italiane. Necessaria appare una seria riflessione sia sul ruolo o necessità di mantenimento delle Regioni, Province, Prefetture e di altri molti Enti territoriali, sia sul  bisogno urgente di ritornare a fare politica a titolo gratuito (o con un simbolico gettone di presenza), nello spirito del volontariato e del senso civico che ogni individuo deve avere, recuperare o scoprire.