DIRITTO URBANISTICO – BENI CULTURALI E AMBIENTALI – DIRITTO PROCESSUALE PENALE – Opere abusive – Estinzione dei reati per prescrizione – Ordine giudiziale di demolizione dell’opera – Effetti – Integrale attuazione – Fattispecie.
La demolizione ordinata dal giudice non riguarda soltanto l’immobile oggetto del procedimento che ha dato vita al titolo esecutivo, ma anche ogni altro intervento eseguito successivamente che, per la sua accessorietà all’opera abusiva, renda ineseguibile l’ordine medesimo, non potendo consentirsi che un qualunque intervento additivo, abusivamente realizzato, possa in qualche modo ostacolare l’integrale attuazione dell’ordine giudiziale di demolizione dell’opera cui accede e, quindi, impedire la completa restitutio in integrum dello stato dei luoghi disposta dal giudice con sentenza definitiva, poiché, se così non fosse, si finirebbe per incentivare le più diverse forme di abusivismo, funzionali ad impedire o a ritardare a tempo indefinito la demolizione di opere in precedenza illegalmente realizzate (Cass. Sez. III n. 21797, 31/05/2011; Sez. III n. 2872, 22/01/2009. Conf. Sez. III n. 16349, 10/04/2002; Sez. III n. 10348, 13/03/2001). Nella specie, l’intervento abusivo realizzato in zona sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico, difettava del requisito della condonabilità, l’opera nel suo complesso era oggetto dell’ordine di demolizione impartito, a nulla rilevando la circostanza che, per le opere abusivamente aggiunte in sopraelevazione, sia stato revocato l’ordine di demolizione in conseguenza dell’estinzione dei reati per prescrizione, non avendo tale evenienza determinato alcuna modificazione delle condizioni del manufatto, che era ed è ancora abusivo nella sua interezza.
(conferma ordinanza n. 312/2012 CORTE DI APPELLO di SALERNO emessa il 29 gennaio 2013) Pres. Fiale, Est. Ramacci, Ric. Amore