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    CdM 8 marzo: liberalizzazione e semplificazione attività economiche; codice di comportamento dei dipendenti pubblici; sistema di valutazione in materia di istruzione.

    Il Consiglio dei Ministri dell’8 marzo ha approvato la relazione al Parlamento prevista dall’articolo 1 del decreto legge per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività (legge n. 1 del 2012). La relazione costituisce il primo passo di un procedimento che porterà all’adozione di numerosi regolamenti di liberalizzazione e di semplificazione delle attività economiche in attuazione dell’articolo 41 della Costituzione.

    In particolare, la relazione prevede l’eliminazione di tutti i divieti e di tutte le procedure autorizzatorie non strettamente necessari alla tutela dei diritti costituzionali e degli obblighi comunitari internazionali espressamente indicati, secondo il criterio di ragionevolezza e proporzionalità. Gli adempimenti residui a carico delle imprese saranno radicalmente semplificati, anche sulla base delle sperimentazioni avviate da numerose Regioni in base alle stesse norme.

    L’uso di internet e della trasparenza tra le banche dati informatiche consentirà di trasformare le autorizzazioni preventive in controlli successivi, più efficaci per la tutela della salute e dell’ambiente. La concentrazione di tutte le procedure presso gli sportelli unici comunali e la diffusione delle conferenze di servizi via web renderà inoltre le procedure più rapide, efficaci e trasparenti.

    Su proposta del Ministro Clini il Consiglio dei Ministri ha autorizzato il Dipartimento della Protezione civile – in stretto raccordo con il Ministero dell’ambiente e il Ministero dei trasporti – ad adottare i provvedimenti necessari a consentire il trasporto della nave Concordia presso il porto di Piombino per lo smantellamento, utilizzando le risorse già stanziate ed effettivamente disponibili, in raccordo con il Ministero dell’economia.

    Il Consiglio ha deliberato la proroga fino al 9 maggio 2013 dello stato di emergenza nella Regione Toscana già dichiarato a seguito degli eventi atmosferici eccezionali verificatesi nei giorni dal 10 al 13 novembre 2012 e nei giorni 27 e 28 novembre 2012 nei comuni delle province di Arezzo, Grosseto, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia e Siena.

    È stato inoltre presentato l’aggiornamento previsto delle procedure di infrazione alle norme UE e si conferma la tendenziale riduzione del loro numero.

    Il Consiglio si è pronunciato sulle seguenti materie:

    A. Codice di comportamento dei dipendenti pubblici

    B. Cautele da adottare durante la macellazione o l’abbattimento di animali

    C. Riordino enti vigilati dal Ministero dell’ambiente

    D. Sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione

    E. Commissioni mediche locali previste dal Codice stradale

    F. Riordino organi collegiali e organismi operanti presso il Ministero della salute

    G. Codice Nato

    H. Leggi regionali

    A. CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI PUBBLICI

    Su proposta del Ministro della pubblica amministrazione e semplificazione, il Consiglio dei Ministri ha approvato, salvo intese, un regolamento contenente il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Il codice, emanato in attuazione della legge anti-corruzione (legge n. 190 del 2012), in linea con le raccomandazioni OCSE in materia di integrità ed etica pubblica, indica i doveri di comportamento dei dipendenti delle PA e prevede che la loro violazione è fonte di responsabilità disciplinare.

    Tra le disposizioni del codice ci sono:

    – il divieto per il dipendente di chiedere regali, compensi o altre utilità, nonché il divieto di accettare regali, compensi o altre utilità, salvo quelli d’uso di modico valore (non superiore a 150 euro) – anche sotto forma di sconto. I regali e le altre utilità comunque ricevuti sono immediatamente messi a disposizione dell’Amministrazione per essere devoluti a fini istituzionali;

    – la comunicazione del dipendente della propria adesione o appartenenza ad associazioni e organizzazioni (esclusi partici politici e sindacati) i cui ambiti di interesse possano interferire con lo svolgimento delle attività dell’ufficio;

    – la comunicazione, all’atto dell’assegnazione all’ufficio, dei rapporti diretti o indiretti di collaborazione avuti con soggetti privati nei 3 anni precedenti e in qualunque modo retribuiti, oltre all’obbligo di precisare se questi rapporti sussistono ancora (o sussistano con il coniuge, il convivente, i parenti e gli affini entro il secondo grado);

    – l’obbligo per il dipendente di astenersi dal prendere decisioni o svolgere attività inerenti le sue mansioni in situazioni di conflitto di interessi anche non patrimoniali, derivanti dall’assecondare pressioni politiche, sindacali o dei superiori gerarchici;

    – la tracciabilità e la trasparenza dei processi decisionali adottati (che dovrà essere garantita attraverso un adeguato supporto documentale).

    – il rispetto dei vincoli posti dall’amministrazione nell’utilizzo del materiale o delle attrezzature assegnate ai dipendenti per ragioni di ufficio, anche con riferimento all’utilizzo delle linee telematiche e telefoniche dell’ufficio;

    – gli obblighi di comportamento in servizio nei rapporti e all’interno dell’organizzazione amministrativa;

    – per i dirigenti, l’obbligo di comunicare all’amministrazione le partecipazioni azionarie e gli altri interessi finanziari che possono porli in conflitto d’interesse con le funzioni che svolgono; l’obbligo di fornire le informazioni sulla propria situazione patrimoniale previste dalla legge; il dovere, nei limiti delle loro possibilità, di evitare che si diffondano notizie non vere sull’organizzazione, sull’attività e sugli altri dipendenti;

    – è infine assicurato il meccanismo sanzionatorio per la violazione dei doveri di comportamento.

    B. CAUTELE DA ADOTTARE DURANTE LA MACELLAZIONE O L’ABBATTIMENTO DEGLI ANIMALI

    Su proposta dei Ministri per gli affari europei e della giustizia, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare un provvedimento che introduce nell’ordinamento nazionale le sanzioni per la violazione delle disposizioni contenute nel Regolamento (CE) n. 1099/2009.

    Il Regolamento stabilisce le norme minime sul territorio comunitario per la protezione degli animali durante la macellazione o l’abbattimento. Le sanzioni riguardano la violazione delle norme sulla macellazione, lo stordimento e l’immobilizzazione degli animali destinati al consumo domestico privato, sulla fornitura diretta di piccoli quantitativi di carne, sull’importazione da Paesi terzi, sui controlli dei macelli e sui responsabili della tutela del benessere animale.

    Il testo verrà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni e alle Commissioni parlamentari competenti per l’espressione dei rispettivi pareri.

    C.RIORDINO ENTI VIGILATI DAL MINISTERO DELL’AMBIENTE

    Su proposta dei Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e per la Pubblica amministrazione e semplificazione, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, dopo aver acquisito il parere del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti, un regolamento per il riordino degli enti vigilati dal Ministero dell’ambiente.

    Il regolamento riguarda il riordino degli organi collegiali di tutti gli Enti Parco, compresi il Consorzio del Parco nazionale dello Stelvio e dell’Ente parco nazionale del Gran Paradiso, nonché quello del Consorzio del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna. Senza penalizzare la rappresentanza del territorio, il regolamento snellisce la composizione dei direttivi dei parchi e introduce norme che ne assicurano l’operatività.

    D. SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE IN MATERIA DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE

    Su proposta del Ministro dell’istruzione, università e ricerca, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il regolamento relativo all’istituzione e la disciplina del Sistema Nazionale di Valutazione (S.N.V.) in materia di istruzione e formazione, per le scuole del sistema pubblico nazionale di istruzione e le istituzioni formative accreditate dalle Regioni (confronta comunicato stampa n. 43 del 24 agosto 2012).

    L’approvazione del regolamento consente di rispondere anche agli impegni assunti nel 2011 dall’Italia con l’Unione europea, in vista della programmazione dei fondi strutturali 2014/2020. Rispetto al testo iniziale sono state recepite, in larga misura, le osservazioni e proposte contenute nei pareri del Consiglio nazionale della pubblica istruzione, della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e della VII Commissione del Senato.

    Il S.N.V. si basa sull’attività dell’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione), che ne assume il coordinamento funzionale; sulla collaborazione dell’Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa), che può aiutare le scuole nei piani di miglioramento; sulla presenza di un contingente di Ispettori con il compito di guidare i nuclei di valutazione esterna.

    Ogni singola scuola costruirà il proprio rapporto di autovalutazione secondo un quadro di riferimento comune e con i dati messi a disposizione dal sistema informativo del MIUR (Scuola in chiaro), dall’INVALSI e dalle stesse istituzioni scolastiche. Il percorso si concluderà con la predisposizione di un piano di miglioramento e la rendicontazione pubblica dei risultati. Previste anche le visite dei nuclei esterni di valutazione. Sono oltre 1300 le istituzioni scolastiche che stanno già seguendo in via sperimentale questo percorso. Le istituzioni formative accreditate dalle Regioni verranno valutate secondo priorità e modalità stabilite in sede di Conferenza Unificata.

    E. COMMISSIONI MEDICHE LOCALI PREVISTE DAL CODICE STRADALE

    Su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri competenti, il Consiglio ha approvato in via definitiva, dopo aver acquisito i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza Unificata Stato-Regioni, un regolamento che modifica il codice della strada in merito alle Commissioni mediche locali.

    Il regolamento semplifica e regionalizza le procedure per la costituzione delle Commissioni – che hanno competenza in materia di accertamenti sanitari per le patenti – e per la nomina dei presidenti (confronta comunicato stampa n. 64 del 11 gennaio 2013).

    F. RIORDINO ORGANI COLLEGIALI E ORGANISMI OPERANTI PRESSO IL MINISTERO DELLA SALUTE

    Su proposta del Ministro della salute, di concerto con i Ministri competenti, il Consiglio ha approvato in via definitiva, dopo aver acquisito il parere delle Commissioni parlamentari competenti, un regolamento per il riordino degli organi collegiali e di altri organismi operanti presso il Ministero della salute.

    I criteri per il riordino sono l’eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali, la razionalizzazione delle competenze delle strutture che svolgono funzioni omogenee, la limitazione del numero delle strutture, anche mediante accorpamento e la diminuzione del numero dei componenti degli organi di amministrazione. Complessivamente al termine della riduzione gli organismi passeranno da 30 a 8, per una riduzione di 22 unità (confronta comunicato stampa n. 65 del 18 gennaio 2013).

    G. CODICE NATO

    Su proposta dei Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’interno e della difesa il Consiglio ha approvato in via definitiva, dopo aver acquisito il parere del Consiglio di Stato, una modifica al regolamento n. 1666 del 1956, concernente le modalità di esercizio della rinuncia alla giurisdizione penale italiana nei confronti di militari stranieri nell’ambito Nato. Il regolamento adegua per il futuro le vecchie disposizioni alle norme del codice di procedura penale e consente l’esercizio della rinuncia coerentemente con la precisazione dei fatti nel corso del processo (confronta comunicato stampa n. 69 del15 febbraio 2013).

    H. LEGGI REGIONALI

    Il Consiglio dei Ministri ha poi esaminato trentaquattro leggi regionali su proposta del Ministro per gli Affari Regionali.

    Nell’ambito di tali leggi, il Consiglio ha deliberato l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale delle seguenti:

    1) Legge Regione Abruzzo n. 2 del 10/01/2013 “Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2013 e pluriennale 2013 – 2015 della Regione Abruzzo (Legge Finanziaria Regionale 2013)” in quanto alcune disposizioni prevedono spese i cui oneri sono privi di copertura finanziaria, in violazione dell’art. 81 della Costituzione.

    2) Legge Regione Abruzzo n. 3 del 10/01/2013 “Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2013 – Bilancio pluriennale 2013 -2015” in quanto alcune disposizioni finanziarie si pongono in contrasto col principio di equilibrio del bilancio contenuto nell’art. 81, quarto comma, della Costituzione.

    3) Legge Regione Molise n. 4 del 17/01/2013 “Legge finanziaria regionale 2013” in quanto alcune disposizioni riguardanti l’assunzione di personale regionale violano i principi di coordinamento della finanza pubblica, riservati allo Stato dall’art. 117, terzo comma, della Costituzione. Altre disposizioni violano inoltre i principi fondamentali in materia di tutela della salute di cui all’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, violano l’articolo 117, comma 2, lettera l), della Costituzione, che riserva alla potestà legislativa esclusiva dello Stato la materia dell’”ordinamento civile”, e contrastano altresì con i principi di imparzialità e di buon andamento della amministrazione di cui all’articolo 97 della Costituzione.

    4) Legge Regione Molise n. 5 del 17/01/2013 “Bilancio regionale di competenza e di cassa per l’esercizio finanziario 2013 – Bilancio pluriennale 2013/2015” in quanto alcune disposizioni finanziarie si pongono in contrasto col principio di equilibrio del bilancio contenuto nell’art. 81, quarto comma, della Costituzione.

    5) Legge Regione Puglia n. 6 del 05/02/2013, “ Modifiche e integrazioni all’articolo 5 della legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale), modificata e integrata dalla legge regionale 1° agosto 2011, n. 21 e all’articolo 4 della legge regionale 13 dicembre 2004, n. 23” in quanto alcune disposizioni in materia di costruzioni in zone sismiche contrastano con i principi fondamentali della legislazione statale nelle materie “governo del territorio” e “protezione civile, con conseguente violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione.

    6) Legge Regione Liguria n. 3 del 04/02/2013 “Modifiche alla legge regionale 6 giugno 2008, n. 16 (Disciplina dell’attività edilizia) e alla legge regionale 5 aprile 2012, n. 10 (Disciplina per l’esercizio delle attività produttive e riordino dello sportello unico)in quanto alcune disposizioni in materia di edilizia si pongono in contrasto sia con i principi fondamentali della legislazione statale in materia di “governo del territorio”, in violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione, sia con le norme del Codice per i beni culturali (d.lgs. n. 42/2004), in violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.

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