Rifiuti-Tares rinvio a luglio della prima rata. Imprese d’igiene ambientale a rischio default?
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    Caos Tares, diktat a sorpresa del ministero delle Finanze.

    Caos Tares, diktat a sorpresa del ministero delle Finanze.

    Conguagli da pagare entro il 16 dicembre. Ma non si farà in tempo. Con una mossa a sorpresa che contraddice orientamenti e impegni da parte del governo e del Parlamento, il ministero delle Finanze ha reso nota oggi una risoluzione in base alla quale i cittadini dovranno pagare l’ultima rata della Tares 2013 entro il prossimo 16 dicembre, per giunta solo utilizzando il modello F24.

    La confusione – si legge in una nota stampa di Federambiente – alimentata dall’improvvida sortita del ministero, a questo punto è totale. E nel caos provocato dall’ennesima inversione di marcia una sola cosa è certa: nella grande maggioranza dei casi la scadenza del 16 dicembre non potrà essere rispettata: per poter calcolare l’ultima rata della Tares biogna tener conto anche delle agevolazioni, che divengono note solo al 31 dicembre di ogni anno. È evidente quindi che manca materialmente il tempo per raggiungere gli utenti entro il 16 dicembre.

    Incomprensibile – continua la nota – è anche l’obbligo di utilizzare il modello F24: già introdotto con la nascita della Tares, era stato subito accantonato; ed è la legge di stabilità presentata dal governo e attualmente in discussione in Parlamento a ripristinare per l’anno prossimo i tradizionali metodi di pagamento, che consentono alle aziende e ai cittadini di scegliere lo strumento più adeguato.

    “Questa confusione – afferma il presidente di Federambiente, Daniele Fortini – rischia di produrre nei cittadini un fenomeno di rigetto che potrebbe sfociare nel rifiuto di pagare una tassa di cui non vengono comprese le motivazioni, il peso e le modalità. È necessario che tutti, e in primo luogo Parlamento e governo, operino per scongiurare questo rischio, che avrebbe serie conseguenze per l’intero sistema Paese”.

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