PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: anche le opere eseguite dai Comuni sono soggette all’obbligo di conformarsi alle disposizioni urbanistiche.
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    Approvazione di progetti di opere pubbliche non conformi alle specifiche destinazioni di piano. Principio di fungibilità delle opere pubbliche.

    Approvazione di progetti di opere pubbliche non conformi alle specifiche destinazioni di piano. Principio di fungibilità delle opere pubbliche.

     

    DIRITTO URBANISTICO – Approvazione di progetti di opere pubbliche – Non conformi alle specifiche destinazioni di piano – Principio di fungibilità delle opere pubbliche – Art 1 Legge n.1/78 – Art. 5 D.M. n. 1444/68 – Art. 44 c.1 lett. a) e b) D.P.R. 380/01.

     

    L’approvazione di progetti di opere pubbliche, anche se non conformi alle specifiche destinazioni di piano e purché lo strumento urbanistico vigente contenga destinazioni specifiche di aree per la realizzazione di servizi pubblici, non necessita l’adozione di varianti allo strumento urbanistico (c.d. principio di fungibilità delle opere pubbliche – Art 1 Legge n.1/78 ). Nella specie, la realizzazione di un centro di raccolta materiali asservito all’attività di gestione dei rifiuti urbani, è stato ritenuto compatibile con la destinazione dell’area a standard (“verde pubblico” e/o “parcheggi”) nell’ambito del P.I.P. comunale, essendo, lo stesso, qualificabile come servizio pubblico anche quando le prestazioni siano effettuate da un gestore privato rientrando, ex art. 5 D.M. n. 1444/68, nel novero delle c.d. “attività collettive”.

     

    Pres. Aliffi, Est. Nestore, Ric. Attolini ed altri

     

    RIFIUTI – Zonizzazione – Realizzazione  piazzola ecologica – Uso flessibile del territorio – D.M. n.1444/1968 .

     

    La disciplina imposta dal D.M. 1444/1968 deve interpretarsi in favore di un uso flessibile del territorio, prevedendo la compresenza, nell’ambito della stessa zona, di usi promiscui. Nella specie, se è ritenuta attività collettiva quella a servizio di una limitata porzione del territorio (si pensi al parcheggio realizzato in zona PIP e destinato al traffico veicolare presente nell’area), tanto più deve essere ritenuta attività collettiva l’attività di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti solidi urbani, qualificabile come servizio pubblico, anche quando le prestazioni siano effettuate dal privato gestore essendo esse destinate palesemente in modo generalizzato a favore della collettività locale (sul punto Consiglio di stato, sez. V – 30/4/2002 n. 2294).

     

    Pres. Aliffi, Est. Nestore, Ric. Attolini ed altri

     

    Sentenza per esteso e massime: TRIBUNALE DI BRINDISI Sezione Riesame 6 Giugno 2013 (Ud. 10/5/0213) Ordinanza

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