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No al confronto politico: fa aumentare lo spread!?

di Carlo Rapicavoli. Parlando ad una Conferenza in Provenza, come riportato da tutti gli organi di stampa, il Presidente del Consiglio ha risposto alle perplessità sollevate dal Presidente di Confindustria su alcuni contenuti del decreto legge sulla revisione della spesa affermando: “Dichiarazioni di questo tipo, come è avvenuto nei mesi scorsi, fanno aumentare lo spread e i tassi a carico non solo del debito ma anche delle imprese, e quindi invito a non fare danno alle imprese”.

Il Presidente di Confindustria aveva dichiarato fra l’altro: “Dobbiamo cominciare a fare investimenti sul futuro e soprattutto dobbiamo cominciare a razionalizzare la pubblica amministrazione. La semplificazione è per me la madre di tutte le riforme. Ma dobbiamo anche evitare la macelleria sociale. Il mio giudizio sul governo Monti è ancora un po’ sospeso perché da un governo tecnico mi sarei aspettato cose che non sono state ancora fatte, per esempio nel sostegno alla ricerca. Il governo dei tecnici è una parentesi, ma deve tornare la politica”.

Secondo il Presidente del Consiglio, in questi giorni alle prese con delicatissime operazioni di tagli alla spesa pubblica, le critiche da parte di figure istituzionali come Squinzi hanno effetti molto negativi sui mercati e sulle valutazioni delle organizzazioni internazionali.

“Quindi – ha aggiunto il Presidente del Consiglio – suggerirei di fare più attenzione non tanto per rispetto al Governo, che evidentemente non lo merita sulle basi di ciò che viene detto, ma per le imprese”.

Monti ha precisato anche che gli spread non scendono perché “non c’è ancora piena credibilità nel mercato nei meccanismi a supporto dell’Eurozona e, nel caso dell’Italia, c’è anche un po’ di incertezza su quello che succederà nella governance dell’economia o detto altrimenti nella politica italiana dopo le elezioni”.

Tradotto vorrebbe forse dire: i provvedimenti dell’attuale Governo non si possono criticare perché aumenterebbe lo spread; tali provvedimenti non possono essere diversi perché lo chiedono l’Europa e i mercati; la politica sappia che i mercati al momento si fidano solo dell’attuale Governo?

E’ questa la democrazia italiana? Chi ci governa davvero?

Ma sicuramente – sono certo – il Presidente del Consiglio non intendeva questo!

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Info sul autore

Direttore Generale di ANCI e UPI Veneto e della Provincia di Treviso - Avvocato e giornalista

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