INQUINAMENTO DEL SUOLO: Area inquinata imposizione degli obblighi di bonifica ai proprietari. Responsabilità oggettiva esclusione.
  • WWF Italia, allarme inquinamento da PM10: Torino, Siracusa, Milano in grave pericolo per la salute pubblica.
  • ENERGIA: Determinazione di aree e siti non idonei all’installazione di specifiche tipologie di impianti.
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  • WWF Italia, allarme inquinamento da PM10: Torino, Siracusa, Milano in grave pericolo per la salute pubblica.
  • ENERGIA: Determinazione di aree e siti non idonei all’installazione di specifiche tipologie di impianti.
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    ACQUE: Impianti di autolavaggio inquinamento per sversamento a suolo.

    ACQUE: Impianti di autolavaggio inquinamento per sversamento a suolo.
     
     
    1° massima
    ACQUA – INQUINAMENTO IDRICO – Impianti di autolavaggio – Natura di insediamenti produttivi – Qualità inquinante delle acque – Sversamento sul suolo – Acque reflue industriali – Configurabilità del reato – Artt. 74, 133, 137, 256, c.1, d.lgs. n. 152/2006 – GIURISPRUDENZA.
    Gli impianti di autolavaggio, hanno natura di insediamenti produttivi e non di insediamenti civili in considerazione della qualità inquinante dei reflui, diversa e più grave rispetto a quella dei normali scarichi da abitazioni, e per la presenza di residui quali oli minerali e sostanze chimiche contenute nei detersivi e nelle vernici eventualmente staccatesi da vetture usurate (così Sez. 3, n. 5143 del 4/02/2003, Canavese ed altro; Sez. 3, n. 26543 del 21/05/2008, Erg Petroli Spa e altro). Ne consegue che lo sversamento sul suolo di tali acque, operato, senza autorizzazione, attraverso il tubo interrato rinvenuto dagli accertatori è certamente idoneo a integrare la suddetta fattispecie, restando del tutto irrilevante il dato relativo alla presenza degli idrocarburi che, pur rilevata in occasione del controllo, rappresentava un elemento estraneo all’ambito applicativo della fattispecie incriminatrice ritenuta applicabile nella specie.
    2° massima
    3° massima
    DIRITTO PROCESSUALE PENALE – Prova “decisiva” e inammissibilità dei motivo di ricorso – Art. 606 lett. d) cod. proc. pen..
    Secondo la previsione dell’art. 606 lett. d) cod. proc. pen., deve ritenersi “decisiva” la prova che, confrontata con le argomentazioni contenute nella motivazione, si riveli tale da dimostrare che, ove esperita, avrebbe sicuramente determinato una diversa pronuncia; ovvero quella che, non assunta o non valutata, vizia la sentenza intaccandone la struttura portante (Sez. 4, n. 6783 del 23/01/2014, Di Meglio); ciò che all’evidenza pone, in capo ricorrente, la necessità di indicare puntualmente sotto quale profilo la prova non assunta avrebbe sicuramente inciso sull’esito della decisione.
    4° massima

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